È la Misericordia di Dio che pone un limite al male. In essa si esprime la natura tutta peculiare di Dio – la sua santità, il potere della verità e dell’amore”. La Misericordia di Dio è un potere. Essa ha il potere di porre un limite al male. Gesù stesso ci ha avvisati a riguardo degli ultimi tempi, dello scatenarsi della natura e delle forze del male…. e in Matteo 22 ci rammenta: “Se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a motivo degli eletti, quei giorni saranno abbreviati“, “a motivo degli eletti” non già per i propri meriti, ma per LE SUPPLICHE CHE RIVOLGONO A DIO CHIEDENDO, IMPLORANDO LA SUA DIVINA MISERICORDIA, e che sono trovati puri agli Occhi di Dio, quei giorni ci sono stati abbreviati.

Ogni generazione ha i suoi “tempi”, non fossilizzatevi nel testo esclusivamente sulla parusia, che qui sarà ampiamente trattato. Andiamo ben oltre, perchè il Vangelo è Parola viva IN OGNI TEMPO e non solo alla “fine”. Molti pensano di risolvere il tutto con una fede superstiziosa,  devozionalista, ideista, No, non è così. Gesù sempre in Matteo 22 aggiunge: “14 Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti»” ma allora a cosa serve questa Divina Misericordia se già Gesù, che non mente e non si contraddice, ci avverte già che “pochi sono gli eletti” confronto alle moltitudini di chiamati?

In verità, come sappiamo, Gesù NON giudica senza averci dato l’opportunità di conoscere e scegliere, nè è venuto per condannare. E’ venuto per salvare ed è venuto a chiederci sempre un: VUOI TU? Siamo oggi PRONTI a questa chiamata?

E se di condanna vogliamo parlare, non è neppure Dio a condannarci, bensì l’uomo, l’interrogato, escludendosi dalla salvezza con il suo rifiuto. Egli, rifiutando Dio e la chiamata, si infligge da sè stesso la condanna a vivere eternamente senza Dio.

Gesù NON gioisce di questo, Egli soffre immensamente, perché immensa è la Sua Misericordia. Del resto ha pagato duramente il NOSTRO RISCATTO, e sulla Croce non ci è finito per scherzo!!

Ecco che con l’Incarnazione di Dio, la Misericordia stessa assume una sua forma che dà il via alla CONVERSIONE. Infatti, attenzione, come riusciva Gesù a convertire? Come riuscivano i Santi a convertire qualche anima?

CON IL POTERE DELLA MISERICORDIA… basti pensare a san Matteo, all’adultera, al Cieco, ai lebbrosi, al buon ladrone sulla Croce… al centurione… ecc…

Dal Vangelo secondo Matteo 9 leggiamo: 19 In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».

Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Sappiamo che il Sacrificio PERFETTO è poi quello che Gesù instaurerà nel Giovedì Santo e sulla Croce. Infatti il sacerdote non offre un sacrificio umano, ma come Alter Christi compie UN ATTO DI MISERICORDIA ESCLUSIVO che è appunto il Sacrificio di Cristo per la salvezza dei peccatori. Gesù rispondendo ai soliti farisei che volevano incastrarlo, gli fa capire che i sacrifici degli uomini, quando non sono mossi da un cuore puro e libero dai condizionamenti, NON servono a nulla. Nel caso di Matteo dunque, la misericordia di Gesù usata in quell’invito e non un giudizio alla sua persona, FA SCATTARE LA CONVERSIONE…

Non si tratta di perdonismo. Il perdono non è certo un comandamento, ossia “si deve perdonare a tutti i costi anche senza conversione e senza pentimento”!, lo dice il termine stesso: PER-DONO; PER-DONARE; esso è un DONO che ci viene dall’Alto PER uno scopo, un fine più alto ancora, la CONVERSIONE. Misericordia e per-dono sono così due aspetti di un unica medaglia entrambi “pagano” il passaggio alla CONVERSIONE.

La chiamata di Gesù a questa conversione, non è una escamotage per sentirsi realizzato o appagato. Nè perdona per sentirsi meglio, essendo anche Dio ed avendo in comune con il Padre e lo Spirito la medesima Natura che è pura Misericordia. Non può tenerla per sè. Tutto ciò che fa è Bene puro ed assoluto. Il Bene traspare in Lui a tal punto da CONVERTIRE…

Gesù ripete la frase… in un altro contesto:

Matteo 12,1-8

In quel tempo, Gesù passò tra le messi in giorno di sabato, e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere spighe e le mangiavano.

Ciò vedendo, i farisei gli dissero: “Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare in giorno di sabato.

Ed egli rispose: “Non avete letto quello che fece Davide quando ebbe fame insieme ai suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che non era lecito mangiare né a lui né ai suoi compagni, ma solo ai sacerdoti? O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio infrangono il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui c’è qualcosa più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato”.

“Davide e i suoi compagni mangiarono i pani del tempio, che solo i sacerdoti possono mangiare”: i discepoli di Gesù sono i nuovi sacerdoti, e al momento si trovavano in forte necessità.

Attenzione però, la Misericordia che Gesù chiede NON è la disobbedienza della Legge, nè l’anarchia verso le regole del “buon cristiano” men che meno l’ignoranza ai Dieci Comandamenti…. non è il peccare e poi il pretendere il perdonismo.

Nelle parole di Gesù si apre la comprensione dell’Antico Testamento fatto di leggi e prescrizioni che lui, ci rammenta, non è venuto a cancellare, ma a portare a compimento…

Per esempio il “sangue dell’agnello” nella Pasqua ebraica era UN SIMBOLO, ma naturalmente NON toglieva alcun peccato, era sempre la Misericordia di Dio che per mezzo dei Profeti, interveniva.

L’agnello, si legge due volte, doveva essere mangiato: “nè crudo, nè bollito con acqua, ma solo arrostito al fuoco”, in questa simbologia possiamo riscontrare IL SACRIFICIO E LA MISERICORDIA INSTAURATI DAL CRISTO. Sulla Croce, agnello immolato, Gesù DONA SE STESSO IN OLOCAUSTO QUALE SACRIFICIO PERFETTO, CON LA POTENZA DELLO SPIRITO SANTO CHE E’ FUOCO, si attiva la Misericordia anche del Padre ed è tutta la Santissima Trinità artefice di questa Misericordia nell’accogliere il vero Agnello immolato…

Non c’è altra speranza e non è a caso che invochiamo Maria quale MADRE DI MISERICORDIA, DELLA MISERICORDIA. Mater misericordiae, ora pro nobis. Gesù, confido in Te.

Gesù, confido in Te

Confidiamo davvero in Gesù, oppure ci illudiamo in facili sentimentalismi nel momento di qualche prova per poi lamentarci di non aver ricevuto quanto chiedevamo?

Ce lo rammenta san Giacomo nella sua Lettera:

Fratelli miei, non mescolate a favoritismi personali la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria e al cap. 4 dice:

[1]Da che cosa derivano le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che combattono nelle vostre membra?

[2]Bramate e non riuscite a possedere e uccidete; invidiate e non riuscite ad ottenere, combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete;

[3]chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri.

[4]Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.

[5]O forse pensate che la Scrittura dichiari invano: fino alla gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare in noi?

[6]Ci dà anzi una grazia più grande; per questo dice: ‘Dio resiste ai superbi; agli umili invece dà la sua grazia’.

[7]Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi.

[8]Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Purificate le vostre mani, o peccatori, e santificate i vostri cuori, o irresoluti.

[9]Gemete sulla vostra miseria, fate lutto e piangete; il vostro riso si muti in lutto e la vostra allegria in tristezza.

[10]Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà.

Davvero, dopo aver letto questi passi di Giacomo possiamo dire che confidiamo in Gesù nel modo che a Lui piace? Se davvero confidassimo in Gesù come Lui stesso ci richiede, implorando la MISERICORDIA della conversione. La Misericordia di un per-dono autentico supplicato dentro un Confessionale. La Misericordia affinchè i moribondi trovino il conforto dei Sacramenti. Bè allora si, questo sarebbe confidare davvero in Gesù, ricevendo fiumi di Misericordia per ognuna di queste richieste.

GESU’ CONFIDO IN TE!

E’ la condizione propria di chi ha fede o speranza in Gesù… e non già ad una idea di Gesù, ma Lui in Persona. Ecco perchè è così importante per noi L’EUCARESTIA, il luogo, il posto, l’essenza unica in cui troviamo questa Persona VIVA E VERA alla quale confidare TUTTO, nella quale confidare, nella quale sperare.

Santa Sr. Faustina della Divina Misericordia, suggerisce anche di com-prendere IL SEGNO DELLA CROCE CHE FACCIAMO, è un atto sacramentale che denota nel cristiano quel CONFIDO IN TE. Altrimenti rischiamo di strumentalizzarlo come un segno di superstizione fra i tanti, magari tenendo una mano in tasca mentre stringe un cornetto… o magari ci si è recati da un “mago”, da un medium o ci si è rivolti all’oroscopo!

Non è questo il giusto richiamo alla Misericordia di Dio.

Per quanto la Misericordia di Dio ci è in larga parte svelata dalle azioni compiute dal Cristo, essa rimane anche avvolta nel Mistero dell’Amore di Dio che per amore dell’Uomo, manda il suo Figlio a morire sulla Croce.

Non possiamo noi uomini risolvere il mistero della storia e dell’uomo, il mistero della libertà umana di poter dire “NO” alla misericordia di Dio, dire “NO”, incomprensibilmente, al Suo progetto di Pace vera. Non possiamo risolvere tutto il mistero della relazione Dio-Uomo del suo agire e del nostro rispondere, ma una cosa possiamo fare: dobbiamo accettare il mistero e con esso accogliere il dono della Misericordia che parte dal vederci riconciliati con Dio.

Quanto più grande è il mistero, quanto più profonda e radicata deve risuonare in noi quel: GESU’, CONFIDO IN TE!

Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore (Mt 9,36).

La COM_PASSIONE di Gesù è un altra caratteristica della Sua Divina Misericordia, non si tratta infatti di pietismo ma bensì, e imparando l’uso dei termini, significa proprio PRENDERE CON-PASSIONE una certa situazione, una persona, in questo frangente Gesù prende CON-PASSIONE le folle che vede avanzare senza alcuna guida, senza un pastore.

GESU’, CONFIDO IN TE!

se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli” (Mt 18,3)

Oggi tornare bambini, nel senso in cui ci invita Gesù, è praticamente impossibile, ma solo apparentemente, come il mondo che ci sta davanti e che vive di apparenze. Da tutte le parti infatti, ci suggeriscono che la vita e il mondo appartengono ai GRANDI, ai furbi, agli esperti, a quelli che sanno, a chi si ritiene indipendente, a chi ritiene di possedere tutto e di non aver bisogno di nessuno.

Sembra un insulto per chi si ritiene “intelligente”, “moderno”, “emancipato”. “Se non tornerete come bambini non capirete mai!”, sembra questo il ritornello che risuona da più di 2000 anni dalla grotta di Betlemme.

Io rispondo: sì Signore, voglio tornare bambino, perché solo il bambino ha uno sguardo realista sulla vita: tutto aspetta, tutto spera dal sorriso della mamma, perché non censura il suo desiderio e quella presenza umana è per lui una certezza assoluta. Sì Gesù mio, voglio tornare bambino nel cuore, nella mente, nei desideri e confidare in Te come quando confidavo nella mamma senza capire i tanti perchè della vita

Anch’io voglio raggiungere la CERTEZZA CHE VINCE OGNI PAURA e percepire la mia vita come un cammino verso la felicità, verso quella pace che provarono i Pastori che confidarono in Te, Bambino. Confidare in Gesù è davvero un tornare bambini nel cuore. Basta leggere l’entusiasmo dei Santi, di santa Teresina del Bambin Gesù, per esempio, che diceva: “Gesù voglio essere come una palla NELLE TUE MANI, perchè tu possa giocare con me quando ti pare e piace e lanciarmi dove più ti piace...”.

Madre Teresa di Calcutta confidava in Dio a tal punto di vedersi come una “matita nelle mani di Dio“.

Il successo dei Santi NON era affatto scontato. Esso fu conquistato giorno dopo giorno, anno dopo anno. Sbaglia chi pensa di non poter riuscire nella santità perchè in Cielo ci vanno solo i Santi, e tutti siamo destinati alla santità, a diventare come Colui che è il vero Santo per eccellenza, Gesù, nel quale appunto confidiamo.

Infine attenzione… quel “se non ritornerete come bambini. Il Peccato Originale ci ha resi egoisti fin da bambini, fin da quando nasciamo. Un bambino non nasce santo, e tutti abbiamo bisogno del BATTESIMO. Ergo, anche il bambino necessita della Grazia. Infatti il bambino spesse volte agisce con egoismo (sano per la sua età perchè subentra anche lo spirito di sopravvivenza) nei confronti dei suoi coetanei e spesso anche per proteggere le sue “proprietà”, i suoi giocattoli. Il ritornare ad essere bambini risiede, dunque, nella capacità del bambino DI CAMBIARE LE SUE ABITUDINI DURANTE LA CRESCITA PERCHE’ MATURA LE PROPRIE RESPONSABILITA ED E’ SEMPRE CAPACE DI MERAVIGLIARSI DI CIO’ CHE LO CIRCONDA con la disponibilità ad imparare.

Ce ne parla Sant’Agostino e nelle sue Confessioni al cap. 7 scrive:

Ascolta, Dio: maledetti i peccati degli uomini! Lo dice un uomo, di cui hai pietà, perché tu lo hai creato senza creare in lui il peccato. Chi mi rammenta i peccati della mia infanzia, se nessuno innanzi a te è mondo di peccato, neppure il bimbo, che ha un giorno solo di vita sulla terra? Chi me li rammenta, se non un piccino ora grande soltanto così, in cui vedo ciò che non ricordo di me stesso? Qual era dunque il mio peccato di allora? Forse l’avidità con cui cercavo piangendo le poppe? Se oggi facessi altrettanto, cercando avidamente non più le poppe, s’intende, ma il nutrimento conveniente alla mia età, mi farei deridere e riprendere a buon diritto. Ossia, a quell’età commettevo atti riprovevoli, ma, poiché non avrei potuto comprendere i rimproveri, si evitava, come fanno tutti ragionevolmente, di rimproverarmi. Tanto è vero, che noi estirpiamo ed eliminiamo quei difetti durante la crescita, e non ho mai visto nessuno gettar via deliberatamente il buono mentre vuole estirpare il cattivo.

O forse erano anche quelle azioni buone, in rapporto all’età: le implorazioni, cioè, con cui chiedevo piangendo persino doni nocivi, le aspre bizze contro persone di libera condizione e di età più grave della mia, che non si assoggettavano alla mia volontà; gli sforzi per colpire con tutte le mie forze chi mi aveva dato la vita e molte altre persone più prudenti di me, che non ubbidivano ai miei cenni, percuotendole perché non eseguivano certi ordini che si sarebbero eseguiti con mio danno?

Dunque l’innocenza dei bambini risiede nella fragilità delle membra, non dell’anima. Io ho visto e considerato a lungo un piccino in preda alla gelosia: non parlava ancora e già guardava livido, torvo, il suo compagno di latte. È cosa nota, e le madri e le nutrici pretendono di saper eliminare queste pecche con non so quali rimedi; ma non si può ritenere innocente chi innanzi al fluire ubertoso e abbondante del latte dal fonte materno non tollera di condividerlo con altri, che pure ha tanto bisogno di soccorso e che solo con quell’alimento si mantiene in vita. Ciò nonostante si tollerano con indulgenza questi atti, non perché siano inconsistenti o da poco, ma perché destinati a sparire col crescere degli anni. Lo prova il fatto che gli stessi atti, sorpresi in una persona più attempata, non si possono più tollerare con indifferenza”.

GESU’, CONFIDO IN TE!

Confido in ciò che hai detto nel Gestemani, in ciò che li mi hai insegnato: chiedere come grazia e come Misericordia che si compi in me la TUA volontà e non quella mia che è spesso schiava delle passioni e delle mode del tempo… anche se fosse carica di “buona volontà” non sarebbe mai la TUA di volontà, perciò confido che TU saprai correggermi con la Tua Misericordia!

Nella Supplica alla Madonna del Rosario, scriveva così il beato Bartolo Longo che la compose: E’ vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.

Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.

Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!

O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore.

Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!

Il cristianesimo e la stessa Chiesa, non è opera di persuasione, MA DI GRANDEZZA (Sant’Ignazio). L’aspetto veramente grande del cristianesimo è questo poter entrare in contatto con Dio vivo e vero e attraverso la Sua Misericordia per la quale Egli viene sempre per primo verso di noi. Lo fa nei Sacramenti, lo fa con il Battesimo quando ci prende con sè rigenerandoci; nella Confessione quando ci perdona; e lo fa ogni giorno nell’Eucarestia.

E’ attorno a Nostra Signora della Tenda Madre della Misericordia, al Santo Rosario e ai Tre Bauli (la scelta vocazionale di liberare il nostro tempo da Mammona) che si sviluppa il nostro sì alle Arche degli Arcieri, l’adesione all’abito nuovo per l’Instaurazione del Regno e la costruzione della Roccia dei Borghi di Xenobia su cui si radicano i Tre tempi di Missione, Comunità e Famiglia.

 DONI DELLO SPIRITO SANTO

1. Quanti e quali sono i doni dello Spirito Santo?

I doni dello Spirito Santo sono sette: 1º il dono della Sapienza; 2º dell’Intelletto; 3º del Consiglio; 4º della Fortezza; 5º della Scienza; 6º della Pietà; 7º del Timor di Dio.

2. Che cos’è la Sapienza?

La Sapienza è un dono col quale noi alzando la mente da queste cose terrene e fragili, contempliamo le eterne, cioè l’eterna Verità che è Dio, gustando e amando Lui, nel quale consiste ogni nostro bene.

3. Che cos’è l’Intelletto?

L’Intelletto è un dono col quale ci viene facilitata, per quanto si può da uomo mortale, l’intelligenza delle verità della Fede e dei divini misteri, i quali col lume naturale dell’intelletto nostro non possiamo conoscere.

4. Che cos’è il Consiglio?

Il Consiglio è un dono col quale nei dubbi e incertezze dell’umana vita conosciamo ciò che torna più alla gloria di Dio, alla salvezza nostra e del prossimo.

5. Che cos’è la Fortezza?

La Fortezza è un dono che ci ispira valore e coraggio per osservare fedelmente la santa legge di Dio e della Chiesa, superando tutti gli ostacoli e gli assalti dei nostri nemici.

6. Che cos’è la Scienza?

La Scienza è un dono col quale giudichiamo rettamente delle cose create, e conosciamo il modo di ben usarle e indirizzarle all’ultimo fine che è Dio.

7. Che cos’è la Pietà?

La Pietà è un dono col quale veneriamo e amiamo Dio e i Santi, e conserviamo un animo pio e benevolo verso il prossimo per amor di Dio.

8. Che cos’è il Timor di Dio?

Il Timor di Dio è un dono che ci fa riverire Dio e temere di offendere la sua divina Maestà, e ci distoglie dal male incitandoci al bene.

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La Coroncina della Misericordia o Appelli per gli Ultimi Tempi (per ogni Appello)

CATECHISMO RAPIDO

1)  Credo

2)  Decalogo

3)  Sacramenti

4)  Padre Nostro

5)  Opere Misericordia

(Gli Appelli della Misericordia per gli Ultimi Tempi recitati dagli Arcieri)

Annuncio delle Parusie di Gesù (o Manifestazioni)

Mercanti nel Tempio e la Moneta di Cesare

Il Sermone della Montagna ed il Giovane Ricco

Il Figliol Prodigo ed il Ricco Epulone

Il Regno, lo Sposalizio e l’Abito Nuovo

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