Nostra Signora della Tenda, augusto Tabernacolo, Sacro Ventre, Madre di Dio, Accampamento nel Deserto, Casa di Piccole Pietre (sassi, Resto Fedele) appoggiata sulla Roccia (Gesù), “Colei che è nella Trinità”

DISCEPOLI DI NOSTRA SIGNORA DELLA TENDA – FIGLI MONTFORTIANI DI DON BOSCO

Maria Corredentrice e Mediatrice di Tutte le Grazie, Patrona del Resto Fedele, della Resilienza Cattolica, dei Figli Montofortiani di Don Bosco e degli Arcieri a Lei consacrati con apposito Scapolare assegnato per la Fine dei Tempi il 25 marzo 2011

La Confraternita

I Borghi di Xenobia

Vocazione di Arciere

Il Papa Cum Degnitate

Maria Corredentrice e Mediatrice di Tutte le Grazie, Patrona del Resto Fedele, della Resilienza Cattolica e degli Arcieri a Lei consacrati con apposito Scapolare rivelato il 25 marzo 2011

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Partiamo da questa premessa: “L’urgente esigenza di una santità nuova e più elevata per la Chiesa e per il mondo nasce dall’azione dello Spirito Santo che con Maria e in Maria forgerà ‘in poco tempo’ campioni di santità come mai nel passato, in grado di compiere cose umanamente impossibili”. Montfort, partendo dal principio che Maria e lo Spirito Santo hanno
collaborato intimamente per la prima venuta di Gesù nell’incarnazione, deduce che la sua seconda venuta (parusia) si realizzerà con la medesima dinamica: “Per mezzo della ss. Vergine Maria Gesù Cristo venne nel mondo, ancora per mezzo di lei deve regnare nel mondo”(Vera Devozione 1).

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ComeDoveQuandoPerchè (escogitur) è quindi il progetto “Ad Esperimentum” degli ARCIERI DI NOSTRA SIGNORA DELLA TENDA -secondo la profezia di San Luigi Grignon da Montfort sul Trattato della Vera Devozione a Maria e gli Apostoli degli Ultimi Tempi- “escogitato” per CONVERTIRE “VIVENDO” e non per CONVINCERE “RIDUCENDO”

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Riguardo tutto ciò che si può leggere nei siti di controinformazione non è difficile pensare alla necessità di ripararci in Borghi agricoli virtuosi, dinamici ed ecosostenibili, dall’energia free e gratuita, sì, ma anche e soprattutto “Eucaristici”. Perchè, per chi ancora non lo avesse compreso, la vera Battaglia in corso è quella di Lucifero e le sue Legioni, dove Satana è messo contro la Creazione, Mammona e gli Illuminati contro il Regno di Dio e quindi la TRANSUMANIZZAZIONE contro la TRANSUSTANZIAZIONE. E questo partendo da un presupposto molto forte ai fini della salvezza biologica oltre che spirituale: il DNA di Gesù (nel Corpo e Sangue Eucaristico) è l’UNICO VERO ANTIDOTO contro l’eugenetica e l’”uomo sintetico” post moderno voluto da Satana per sottrargli l’Anima ed il Tempo. Quindi servono più Cappellette d’Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo (CAERP), più Borghi “Eucaristici” (o di Xenobia), più Diaconi e Diaconie ed un Popolo tutto teso intorno a Maria Corredentrice. Gli ARCIERI in tal senso sono i “CATTOLICI RESILIENTI” per antonomasia (i cristiani che assunto il trauma del tradimento e riconosciuto l’ABOMINIO DELLA DESOLAZIONE STARE IN LUOGO SANTO [San Marco-13; San Matteo-24; San Daniele-9 e 12; San Paolo-2Ts; San Giovanni-Apocalisse 9-11-13; Macabei 2], certificando così per conto del “soffio” dello Spirito Santo la “SEDE VACANTE A ROMA” per assenza di fede e o per Apostasia, invocano il ritorno dei cristiani agli insegnamenti della Verità del Vangelo); e in questa fattispecie di “Militia Christi per Agers” (Peregrinus o meglio coloro che si fanno stranieri al mondo sottoponendosi a condizioni di civilizzazione ridotte e assumendosi le fatiche e i rischi, sia interiori che materiali, in vista di vantaggi spirituali, si accampano nei deserti spirituali in cui vivono gli “ultimi”, abbandonati dalla società consumistica marchiata dal 666, per costruirvi, con loro, la Sacra Tenda di Maria). Tra i “Cuori Caldi” che hanno rigettato il Marchio della Bestia vi sono, appunto, anche gli Arcieri, che si suddividono in: Missionari Mercedari, Diaconi Martiniti, Adoratori Trappisti, Armatori Capomastri, Pontieri Nomadelfi e Annunciatori della Parusia (in tempi di Sedevacantismo Apocalittico) e dei Messaggi della Rivelazione, dalla Santa Casa fino a LaSalette e poi FATIMA. Gli ARCIERI condividono che al centro di queste Rivelazioni, è la SANTISSIMA TRINITA’, il “dogma per eccellenza” ribadito da Nostra Signora presentandosi a Bruno Cornacchiola, alle Tre Fontane il 12 aprile 1947 (17 giorni prima la prima Strage di Stato o dell’Alleanza Atlantica di “Portella delle Ginestre”), come la “VERGINE DELLA RIVELAZIONE” o degli ULTIMI TEMPI. Il cuore della intera Chiesa riluce quando questa affida la sua vita missionaria e spirituale anche alla “persona umana” di Maria, indissolubilmente legata a quella divina dello SPIRITO SANTO, filo d’oro che stabilisce con una chiarezza ed una forza stupefacente i “3 Misteri Cristiani del Rosario”. Nel cuore della Trinità è dunque colei che, come a Lourdes (“IO SONO L’IMMACOLATA CONCEZIONE”), anche alle Tre Fontane, luogo della decapitazione di San Paolo Apostolo “delle genti”, si definisce per la sua qualità e non per la sua identità: “IO SONO COLEI CHE SONO NELLA TRINITA’ DIVINA”. Così, Maria afferma apertamente ciò che ha lasciato intravvedere a Fatima, trent’anni prima. Ella stabilisce le sue relazioni uniche ed intime con ciascuna delle Tre Persone della Trinità: Figlia del Padre, creatura perfetta, che ha conservato la sua totale rassomiglianza; Santuario dello Spirito Santo, SACRA ARCA DELLA BELLEZZA, che l’ha fatta Immacolata; Madre di Cristo per opera dello stesso Spirito, Madre di Dio. Creata da tutta l’eternità nel pensiero del Padre, ella può definirsi per un eterno presente, secondo quello che dice il Libro dei Proverbi in merito. Se questo libro celebra la Sapienza eterna, esso loda a maggior ragione Colei che ne è la Madre. Di fronte al falso insegnamento protestante e neo luterano del Concilio Vaticano II (che non ne volle, all’ultimo momento, celebrare i fasti, per non interrompere le trattative neomondialiste con i “fratelli maggiori”, i “fratelli separati” ed i “fratelli delle logge massoniche”), Maria ha voluto così dimostrare che “ELLA E’ AL CENTRO DELLA RIVELAZIONE”  – Sono la Vergine della Rivelazione – e non può esserne esclusa. Ella si presenta come MADRE DELLA VERITA’. “Il corpo del Figlio di Dio non fu creato dal nulla, ma dal seno stesso e dalla carne stessa di Maria. L’Angelo infatti non disse: <Il santo che nascerà IN TE>, ma <DA TE>.

La conseguenza è che la carne di Maria divenne la carne di Dio. E ancor di più, la carne “umana” divenne carne “divina”, cioè di Dio.
L’UMANITA’ DONA COSI’ LA SUA VESTE AL SUO CREATORE! MARIA SI FA TENDA (ossia TABERNACOLO).

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Pronunciando il suo FIAT (sì) alla proposta angelica (nella Santa Casa oggi a Loreto), Maria diventa Madre, Figlia e Sposa rispettivamente di ciascuna delle tre Persone della Santissima Trinità: madre del Figlio, figlia del Padre, sposa dello Spirito Santo, ed entra a pieno diritto nel dinamismo della Trinità (stabilito con il Dogma dell’Immacolata Concezione). Il diritto le viene concesso dalla liberalità dell’Amore.
Per questo, comparendo alle Tre Fontane (a Roma), Maria disse: “Io sono COLEI CHE E’ NELLA SANTISSIMA TRINITA’”.

Con l’Incarnazione del Verbo avviene che due correnti di grazia in direzioni opposte ri-compongono due mondi finora distanti: il mondo creato e quello increato.

Al moto discendente de “Il Verbo si fece Carne” (Giov.1,14) corrisponde quello ascendente del mondo che aspetta di essere totalmente Redento” .
Gli ARCIERI sono dunque uomini e donne che decidono liberamente e unicamente per  VOCAZIONE: di mettersi al seguito della Madre della Verità, e questo dopo un sano discernimento personale e assistito da direttori spirituali abilitati e riconosciuti dal Preposito dell’Arca della Bellezza; di vivere i Tempi Finali del Secolo Presente -quelli della Grande Tribolazione e Passione della Chiesa UNA SANTA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA- con zelo particolare nella Rievangelizzazione della Cultura e nella Formazione di un Popolo tutto raccolto attorno a NOSTRA SIGNORA DELLA TENDA, colei che, è al Centro della Rivelazione, e attraverso cui Dio prepara con la Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato della Vergine Maria che è nella Trinità, il ritorno ad una ROMA UNIVERSALE CRISTIANA E MARIANA (totalmente incardinata nel Secolo Futuro o Era dello Spirito Santo). Noi Arcieri, con lei, rimaniamo ancorati alla idea clarissima di invocare, affinchè tutto ciò si realizzi, un PAPA CUM DEGNITATE e con lui INSTAURARE -“nella Resilienza” e nella Tradizione della Civiltà Cristiana- OMNIA IN CHRISTI e quindi:  la Messa di sempre -Fondamento dell’Oblazione e Sacrifico Continuo-; il Papato (“DEFENSOR FIDEI E CIVITATIS”) e tutta la Classe Sacerdotale, impegnandoci nel frattempo ad aiutare il Prossimo in Carità e Verità e Opere di Misericordia, con le quali è possibile aiutare a discernere il Buon Pastore dai “Falsi Profeti”, per la “Conversione” degli Ultimi e dei Tiepidi alla Fede in Gesù Cristo -unico ed insostituibile- Nostro Signore e Salvatore. Per questo, a maggior ragione, gli Arcieri, combattono le Eresie Moderniste, l’istituzione di un Nuovo Ordine Mondiale e le Strutture di Mammona (o Inganni Matriciali), attraverso il Culto di Maria, Sacra Arca della Bellezza; e come massima difesa, fondano con Compagnie e Gruppi di Amici di Gesù e Maria, “Cappellette di Adorazione Eucaristia e per il Rosario Perpetuo” (CAERP) e BORGHI DI XENOBIA (dove è possibilie coniugare le più svariate funzionalità e soluzioni tecnico-architettoniche, di elevazione spirituale e santità, di godibilità dei beni e fruibilità, porzioni orto-agricole  e di miniallevamenti, ossia, luoghi concepiti per accogliere nel nome del Vangelo, organizzazioni religiose e missionarie, spazi dinamici per i ritiri meditativi, il catechismo itinerante e le predicazioni spirituali, comunità di famiglie di cattolici resilienti, attività produttive e fieristiche, esperienze eco e autosostenibili, condotte, mense e ospitalità gratuita per pellegrini viandanti e emarginati, per artisti girovaghi e operatori culturali, ricercatori e scienziati, religiosi, formatori ed educatori), stabilendo con loro, per il mondo, Comunità Itineranti alla maniera di Nomadelfia e indossando tutti l’Abito Nuovo.

Per questo gli Arcieri ed i Cattolici Resilienti si costituiscono in una CONFRATERNITA DIACONALE DI COOPERATIVE – ARCA DELLA BELLEZZA.

Gli Arcieri vivono il loro Tempo in Prontezza, Degnità e Gratuità ed in tre fasi ben distinte di Missione, Comunità e Famiglia. Per questo non possono essere Arcieri coloro che hanno ancora legami con il Mondo che è strutturato interamente in MAMMONA. (Egli libera prima se stesso e poi gli altri; così come la prima rivoluzione cristiana la comincia da se stesso, cambiando “abito”). Si avvalgono di Sacerdoti che non hanno aderito al Concilio Vaticano II e che sono consapevoli della Grande Apostasia in atto e delle operazioni compiute per la rimozione del Katechon, l”ostacolo”. I nostri simboli sono lo Scapolare di Nostra Signora della Tenda, la Coroncina degli “Appelli per gli Ultimi Tempi della Misericordia di Nostro Signore”, il Calendario Lauretano Mercedario, le CAERP, gli HORTI & Condotte Agricole o BORGHI DI XENOBIA, ed i Lazzareti (o Certose dei Ritiri per gli Esercizi e le Predicazioni Spirituali).

FONDA con i  Gruppi di Amici di Gesù e Maria, “Cappellete di  Adorazione Eucaristia e per il Rosario Perpetuo” (CAERP) e quindi Cooperative di Lavoro, Produzione, Assistenza e Servizi, Borghi di Xenobia -per vivere, tutti, senza padroni e servi, in spirito di Carità e Comunione, la Verità del Vangelo-; fonda Condotte, Negotii EcoTUr, Campus, Hospitaliae, Tabernae, Diaconiae, Areopaghi, Gruppi d’Eccellenza – “Admirabilem Scholam”, Horti, Xenodochium, Loci Agricolae, Ateliers, Botteghe, Serre e Semenzai, Lab’Oratori, Itinerari per lo Spirito, Lazzareti, Pievi Pudentianae, Domus Ecclesiae, Vivai di Gioventù Cristiana e Talenti che possano operare con la Fede viva!

NOTE A MARGINE SUL DISCORSO (poco conosciuto) DELLA VERGINE A CORNACCHIOLA NELLA GROTTA ALLA TRE FONTANE – “Sono colei che sono nella Trinità Divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti, ora basta! Entra nell‘Ovile Santo, Corte Celeste in terra. Il giuramento di un Dio è e rimane eterno ed immutabile. I nove venerdì del Sacro Cuore di Gesù che tu facesti prima di entrare nella via della menzogna, ti hanno salvato … Il mio Corpo non marcì, né poteva marcire, Mio Figlio e gli Angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso… Si preghi assai e si reciti il rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l’unità dei cristiani. Le Ave Maria del Rosario sono FRECCE D’ORO (ingrandimento NdR) che raggiungono il cuore di Gesù… Con questa terra di peccato opererò potenti miracoli per la conversione degli increduli… Sono la Calamita della Trinità Amore…”.

Il messaggio proseguì per oltre un’ora; gli argomenti toccati, e riferiti dall’impiegato dell’Atac, furono diversi: tra questi, la situazione della Chiesa, metaforicamente rappresentata da una veste talare e da una croce spezzata: “Ecco, questo è il segno che la Chiesa soffrirà, sarà perseguitata, spezzata; questo è il segno che i miei figli si spoglieranno… Tu, sii forte nella fede!…”.

Ma occorreva anche dare al veggente la certezza di non trovarsi di fronte ad un’allucinazione:

“Desidero darti una sicura prova della divina realtà che stai vivendo perché tu possa escludere ogni altra motivazione del tuo incontro, compresa quella del nemico infernale, come molti ti vorranno far credere. E questo è il segno: dovrai andare per le chiese e per le vie. Per le chiese al primo sacerdote che incontrerai e per le strade a ogni sacerdote che incontrerai, tu dirai: “Padre, devo parlarle!”. Se costui ti risponderà: ‘Ave Maria, figliolo, cosa vuoi’, pregalo di fermarsi, perché è quello da me scelto. A lui manifesterai ciò che il cuore ti dirà e ubbidiscilo; ti indicherà infatti un altro sacerdote con queste parole: ‘Quello fa per il caso tuo’” .

Lo esortò poi ad essere “prudente, ché la scienza rinnegherà Dio”, quindi gli affidò un messaggio segreto da consegnare personalmente alla “Santità del Padre, supremo pastore della cristianità”, accompagnato però da un altro sacerdote (che a sua volta si sarebbe rivelato pronunciando le parole “Bruno, io mi sento legato a te”).

“Poi la Madonna”, continuò Cornacchiola, “mi parla di ciò che sta avvenendo nel mondo, di quello che succederà nell’avvenire, come va la Chiesa, come va la fede e che gli uomini non crederanno più… Tante cose che si stanno avverando adesso… Ma molte cose si dovranno avverare…”, confortandolo in anticipo per le amarezze cui sarebbe andato incontro raccontando l’apparizione: “Alcuni a cui tu narrerai questa visione non ti crederanno, ma non lasciarti deprimere”.

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Affidiamoci ora alle bellissime parole a San Luigi Grignon da Montfort sulla amatissima Maria, Nostra Signora della Tenda: “Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria (Vera Devozione 23); Dio Figlio l’ha costituita tesoriera di quanto il Padre gli ha dato in eredità. Maria è il suo canale misterioso, l’acquedotto per cui fa passare con soavità e abbondanza le sue misericordie (VD 24); Dio Spirito Santo l’ha scelta quale dispensatrice di tutto ciò che possiede (VD 25); è tesoriera delle sue ricchezze, dispensatrice delle sue grazie, operatrice delle sue grandi meraviglie, riparatrice del genere umano, mediatrice degli uomini (VD 28); Maria è il tesoro del Signore dalla cui pienezza gli uomini sono arricchiti (VD 23), depositaria universale di tutti i beni di natura e di grazia (VD 173), tesoriera e dispensatrice universale ed eterna dei meriti e delle virtù di Gesù Cristo suo Figlio (VD 206);
tesoriera e dispensatrice dei doni e delle grazie dell’Altissimo (VD 207), Ella è il tesoro del Signore”(VD 216).
Maria è la “condottiera degli eserciti di Dio, la sterminatrice dei nemici di Dio e fedele compagna delle sue grandezze e dei suoi trionfi (VD 28); è “terribile come schiere a vessilli spiegati” di fronte al diavolo(VD 50 e 210); è la nemica più terribile del diavolo che Dio abbia mai creata (VD 52). “L’Oratorio per potervi fare tutte le preghiere a Dio, senza timore di essere respinti; la Torre di Davide dove mettersi al sicuro contro tutti i nemici; la Lampada accesa per illuminare tutto l’interiore e infiammarlo di amore divino; il sacro Tabernacolo per vedere Dio con Lei; Maria, finalmente sarà per l’anima il suo unico Tutto presso Dio e il suo rifugio universale. (SM 47.2)
“Maria è santuario della Divinità, riposo della Santissima Trinità, trono di Dio, città di Dio, altare di Dio, tempio di Dio, mondo di Dio  (VD 5-7-262); tempio del vero Salomone e mistica città di Dio (VD 48); porta orientale, da cui il sommo sacerdote Gesù Cristo entra ed esce nel mondo (VD 262); il luogo del suo riposo e l’arca della sua potenza (VD 268); dimora spirituale delle anime più spirituali; trono d’onore dei più grandi principi dell’eternità; casa d’oro, torre di Davide, torre d’avorio (VD 178); il seno di Maria è la sala dei misteri divini (VD 264); sala dei segreti di Dio, trono della misericordia, della liberalità e della gloria di Dio; magnificenza di Dio, trono della gloria resa da Gesù al Padre” (VD 248).
Maria è “il paradiso terrestre del nuovo  Adamo, mondo di Dio, magnificenza dell’Altissimo, creatura mirabile (VD 6); vero albero che porta il frutto di vita (VD 44); paradiso terrestre, terra vergine e benedetta dalla quale Adamo ed Eva peccatori furono scacciati (VD 45); albero di vita, luogo santo, anzi il Santo dei santi, dove i santi si sono formati e modellati (VD 164 e 218); vero paradiso terrestre del nuovo Adamo. In questo luogo divino si trovano alberi piantati dalla mano di Dio e irrorati dalla sua rugiada, che hanno prodotto e producono ogni giorno frutti di sapore divino. Vi sono aiuole smaltate di splendidi e svariati fiori di virtù, che emanano un profumo tale da inebriare perfino gli angeli. Vi sono verdi prati di speranza, torri inespugnabili di fortezza, case incantevoli di fiducia… Solo lo Spirito Santo può far conoscere la verità nascosta sotto queste figure di cose materiali. In questo luogo si trovano l’aria non inquinata della purezza, il bel giorno senza notte dell’umanità santa, il bel sole senza ombre della divinità, la fornace sempre viva della carità dove il ferro s’infoca e si trasforma in oro, il fiume dell’umiltà che, nascendo da terra, si divide in quattro rami  le quattro virtù cardinali- ed irriga tutto questo luogo d’incanto (VD 261). Negli ultimi tempi lo Spirito forgerà in lei, con un “diluvio di fuoco e di puro amore”, i campioni di “santità elevata” che rinnoveranno la faccia della terra e riformeranno la Chiesa (Preghiera Infocata 17). “Questi santi uomini che Dio susciterà alla fine dei tempi” (SM 59) “schiacceranno la testa al demonio” (VD 54) nell’ultima e decisiva battaglia che combatteranno alla sequela della “condottiera degli eserciti di Dio” (VD 28).
E’ l’immagine agonica di Maria (Ct 6,4) che mai come in questi ultimi tempi è “terribile come schiere a vessilli spiegati” per contrastare l’azione del nemico; questi, “ben sapendo che gli resta poco tempo (Ap 12,12) per trarre a rovina le anime, raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e i suoi attacchi suscitando crudeli persecuzioni e tendendo terribili insidie ai servi fedeli e ai veri figli di Maria” (VD 50).
La demolizione del regno del male va di pari passo con la costruzione della nuova realtà che lo Spirito Santo e Maria realizzano in questi loro figli: “Queste anime grandi, combatteranno con una mano, con l’altra edificheranno il tempio del vero Salomone e la mistica città di Dio” (VD 48). Si realizzerà così l’espansione della Chiesa con la conversione perfino di musulmani, pagani e ebrei: “Signore, invia sulla terra questo Spirito tutto fuoco e crea sacerdoti tutto fuoco! Dal loro ministero sia rinnovato il volto della terra e riformata la tua Chiesa” (PI 17). Sono coloro che lo Spirito ha scelto perché “la sua santa Madre sia
conosciuta, onorata e amata più che mai” negli ultimi tempi, quando si concluderà l’antica lotta tra la donna e il serpente, tra la sua stirpe e la stirpe del serpente (Gen 3,15). In quel tempo si evidenzierà il potere di Maria, proprio quando Satana cercherà di colpirla nel “calcagno”, cioè nei “ses humbles esclaves et ses pauvres enfants” ai quali ella avrà comunicato tutta la sua grazia.
Saranno i grandi santi degli ultimi tempi che, “con l’umiltà del loro calcagno, uniti a Maria, schiacceranno il capo del diavolo e faranno trionfare Gesù Cristo” (VD 54).
La libertà interiore è il più grande anelito di San Luigi da Grignon, che esprime prepotentemente nella Preghiera Infocata (PI 7-12). Questo massimo ideale, al quale il Santo è restato sempre fedele, pagando spesso prezzi pesanti, lo affida ora ai “suoi” sacerdoti che faranno rivivere il suo spirito negli ultimi tempi: “LIBEROS!” il grido di Battaglia; “Liberi da Mammona, per Liberare” è il docile e fermo Motto degli Arcieri ai Tiepidi di Laodicea! “LIBEROS!”, senza cariche e interessi umani: “senza oro e argento e, ciò che più conta… senza attaccarsi a nulla(…), senza preoccupazioni e senza guardare in faccia a nessuno; (…) senza preoccupazioni in mezzo agli altri sacerdoti, ecclesiastici e chierici..” (…), senza risparmiare, seguire o temere alcun mortale, per potente che sia (…); senza stupirsi di nulla, né mettersi in pena per nulla…” “LIBEROS!”, senza avere più alcun legame con la carne, con il sangue, con il mondo… morti a se stessi e rigenerati da Maria; uniti totalmente a Dio, divenuti ormai “veri ministri del Signore (…), veri apostoli degli ultimi tempi (…) veri discepoli di Gesù Cristo secondo le orme della sua povertà, umiltà, disprezzo del mondo e carità”, potranno librarsi nei cieli di Dio al totale servizio dello Spirito di cui Maria li avrà colmati: “Saranno nubi elevate da terra  (PI 9), nubi tonanti e vaganti nello spazio al minimo soffio dello Spirito Santo (…) avranno le ali argentate della colomba per volare, con la retta intenzione della gloria di Dio e della salvezza delle anime, là dove li chiamerà lo Spirito Santo” (VD 57-58).
Concretamente questa devozione consiste nel donare alla santissima Vergine il nostro corpo, la nostra anima, i nostri beni esterni e interni, persino i nostri meriti, le nostre virtù e le nostre buone opere passate, presenti e future, tutto quanto abbiamo nell’ordine della natura e della grazia, senz’alcuna riserva (VD 121). La consacrazione permette a Maria di “riprodursi” nelle anime in modo da essere un irresistibile richiamo per lo Spirito Santo che “quindi scenderà su di loro con l’abbondanza e la pienezza dei suoi doni -in particolar modo del dono della sua Sapienza- per operarvi meraviglie di grazie” (VD 217).

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“Signore, realizza i tuoi progetti di misericordia. Suscita gli uomini della tua destra (…) Ricordati, Dio onnipotente, di questa compagnia! (…) Rinnova i segni e compi altri prodigi; fa’ che sentiamo l’aiuto del tuo braccio. Tu che puoi trarre da pietre grezze altrettanti figli di Abramo, pronuncia una sola parola divina e manda buoni operai alla tua messe e buoni missionari alla tua Chiesa” (PI 2,3).

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San Luigi Maria paga l’altissimo prezzo del profeta che vive in spirito la drammatica vicenda della lotta finale tra il bene e il male; ha compreso che per realizzare il progetto salvifico “l’Altissimo e la sua santa Madre intendono plasmare dei santi così eccelsi, da superare in santità la maggior parte degli altri santi (VD 47)” e ne chiede la realizzazione con tutta la forza del suo essere. Maria quindi ha ricevuto una grazia articolarissima per generare (“enfanter” fanciulli puri di cuore) alla vita dello spirito anche i “predestinati”. Essi non possono nascere che per Lei, divenendo dei bambini (“enfant”) che
dalla loro Madre traggono vita e nutrimento  (SM 14. 8, VD 31). IN LORO ELLA PUO’ “FISSARE LA SUA TENDA” (VD 29), può “formarli in Gesù Cristo e formare Gesù Cristo in loro” (VD 37), collaborando sempre in maniera indissolubile con lo Spirito Santo. Dio Padre, come le ha dato potere sul proprio Figlio, altresì glielo ha dato sopra questi “bambini” (VD 37) che lei cresce -e in loro tutta la Chiesa- in una santità sempre più impegnativa ed eroica ma al tempo stesso liberante perché manifesta loro il vero volto del Padre. Il “Trattato della vera devozione” è la fucina di questa massima santità nella quale Maria forgia, al fuoco dello Spirito Santo, i “suoi poveri bambini” con i quali guida l’umanità verso la salvezza, verso il Padre, l’“ovile” nel quale si entra attraverso la  “porta” che è Gesù (Gv 10, 9).

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Concludendo, San Luigi scrisse “Vi prego di notare quanto dico: i Santi sono modellati in Maria. Vi è una grande differenza tra lo scolpire un’immagine in rilievo a colpi di martello e di scalpello, e il farne una gettandola nello stampo. Scultori e statuari lavorano molto per produrre figure nella prima maniera, ed è loro necessario molto tempo; invece, per modellare nella seconda maniera lavorano poco e le realizzano in pochissimo tempo. Sant’Agostino chiama la Vergine SANTA FORMA DEI, stampo di Dio: stampo adatto a formare e modellare degli dei. Chi è gettato in questo stampo divino, vien presto formato e modellato in Gesù Cristo, e Gesù Cristo in lui. Con poca spesa e in breve tempo diviene dio, perché è gettato nello stesso stampo nel quale è stato formato un Dio” (VD 219). “Come è certo, l’amabile mio Gesù -ora nella Sua Gloria- verrà una seconda volta sulla terra per regnarvi, (…). La differenza che vi sarà tra la prima e l’ultima venuta, consisterà in questo: la prima fu segreta e nascosta, la seconda sarà gloriosa e risplendente. Ma tutte e due sono perfette, perché l’una e l’altra avvengono per mezzo di Maria” (VD 158)

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E’ la realizzazione della “promessa” fatta dalla Vergine a Fatima: “Infine sarà concesso al mondo un lungo periodo di pace… il mio Cuore Immacolato trionferà!”. Gli Apostoli degli ultimi tempi saranno il vino nuovo delle nozze di Cana che Maria farà scaturire dal Cuore del Padre quando ormai nella Chiesa si starà estinguendo la Luce dello Spirito. “Quanto più la coscienza umana, soccombendo alla secolarizzazione, perde il senso del significato stesso della parola misericordia, quanto più, allontanandosi da Dio, si distanzia dal mistero della misericordia, tanto più la Chiesa ha il diritto e il dovere di “FAR APPELLO AL DIO DELLA MISERICORDIA” con “forti grida”. Queste “forti grida” debbono essere proprie della Chiesa dei nostri tempi.

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