Dal sito di Alberto Medici (Ingannati) del 18 gennaio 2013

libro copertina

Un amico mi ha scritto, e io volentieri pubblico (*):

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Marra lascia pure lui e con lui tutti i movimenti che erano confluiti nel PAS.

http://pas-fermiamolebanche.blogspot.it/2013/01/marra-il-pas-fb-rinunzia-per-mancanza.html

E’ normale tutto questo?
Direi di sì. Anzi, no! Verrebbe da dire sì perchè il tempo effettivamente manca per organizzare le liste e pianare le divergenze per le collocazioni in lista.
Ma se ci fossero i soldi, come quelli di cui dispone Marra, tutto potrebbe inverarsi (come piace dire proprio a lui).

Invece è no. Perchè? Qualcuno aveva qualche dubbio che Marra lavorasse per i poteri forti? Serviva infatti qualcuno che facesse convergere sul suo nome tanti tontoloni in cerca di rivincita e pronti a sdoganare ogni forma di abuso alla sovranità: signoraggio, ogm, cronicizzazione delle malattie, circoli sovrastrutturali, ecc..
In questi giorni deve essere successo qualcosa. E la puntata di Santoro ne è la prova. Infatti Berlusconi era assolutamente a suo agio. Santoro non ha infierito. E ieri Prodi dalla Cina, dopo aver combinato per i suoi padroni in qualità di responsabile ONU il guaio nel Mali, annuncia: Berlusconi è ancora della partita. Cioè? Sì, è questo il punto: lui non si tocca!
Caspiterina. Allora, Grillo, Ingroia, FN, e tutti i piccoli movimenti, compreso quello di Francesca Salvador più nulla? Insomma un “indietrotutta” dei movimenti dormienti?

Pare di sì.

Ora, quello che immagino.

Gianni Letta consigliere di Berlusconi ma anche chairman della Goldman Sachs, nonchè zio di Enrico, deve aver strappato a Berlusconi una promessa che è piaciuta alla sinistra massonica e allo stesso Prodi. Cosa? Beh, Monti ha già firmato tutte le cambiali in bianco con la BCE per almeno 10 anni. Può anche andarsene a casa perchè nè l’UDC, nè FLI, nè Montezemolo (che se la sta ridendo chissà dove, visto che dopo la “salita in politica” di Monti gli è venuta la pisciarella), nè Riccardi -che è più preso a organizzare tavolate dentro la chiesa Santa Maria in Trastevere e a sponsorizzare con la Caritas le guerre nei Paesi dimenticati nel mondo-, avranno possibilità alcuna di vincere e di far trionfare la politica mentecatta della stegocrazia internazionale.

Allora cosa hanno deciso David Rockefeller e company tra Bilderberg, Trilateral e CFR? Romano Prodi al Quirinale e Gianni Letta alla Presidenza del Consiglio. In realtà Berlusconi aveva scelto da tempo il suo Vice Presidente, ma la proposta di Maroni che candidava Tremonti come Premier non deve essere piaciuta a qualcuno della sinistra e forse nemmeno a Prodi e a Fini (con cui è aperta la questione della società Atlantis di cui il Presidente della Camera è un riferimento per l’Italia, Lavitola e Montecarlo a parte). Così hanno cominciato uno ad uno a bruciarli tutti: prima Draghi, poi la Finocchiaro e chissà quanti altri nomi usciranno prima delle elezioni. Tutti spesi per una Presidenza della Repubblica che non vedranno nemmeno dal buco della serratura.
Ma come hanno fatto arrivare a Prodi il messaggio che serviva un chiarimento sulle forze in campo? Semplice, il falso rapimento del tesoriere di Berlusconi Spinelli che diceva di aver visto della documentazione che inguaiava Carlo De Benedetti e incastrava Fini. Praticamente sonni mancati avanti a camomilla per alcune notti. E come fare un governo Monti, a questo punto, con nemmeno il 10 per cento di parlamentari ed il rischio di una debacle totale? Meglio l’accordo al compromesso. Manco le elezioni anticipate in pieno inverno può aiutare Monti in questo clima tesissimo con Grillo che non ci sta e spara pure sui sindacati.
Quindi ecco bruciare le intercettazioni di Napolitano (con Ingroia che va in giro con la faccia come il culo con sopra stampato: io so tutto); ecco Monti dover rivedere il redditometro, riaprire ad una politica per le famiglie, pensare di ridurre l’IMU, ecc..; ecco le primarie del PDL andare gambe a l’aria.
Insomma, la vera vittoria di Berlusconi non è stata quella da Santoro a Servizio Pubblico, ma quello sul piano delle malvessazioni. Perchè dopo essere stato trombato nel 1994 da Oscar Luigi Scalfaro e da Eugenio Scalfari con la partecipazione diretta di Bossi, Buttiglione e Corriere della Sera in quel di Napoli, il buon Silvio ha imparato bene la lezione. Così oltre a liberarsi dei massoni sionisti Frattini e Pisano, di qualche suddista e di una parte ribelle degli ex AN attraverso l’urlaccio della pasionaria Santanchè, ora può liberamente pensare di poter prendere pure il 30%, di avere un uomo suo alla Presidenza del Consiglio (illusione che durerà poco visto che Letta ha ben altri padroni), di salvare l’azienda di famiglia, di avere qualcuno che non chiama la magistratura e persino di porre sotto condizione ogni scelta politica internazionale là dove l’Italia sarà costretta ad armarsi fino ai denti.

E’ lì che Berlusconi deciderà di giocarsi le carte dello Statista, per rifarsi la faccia. Sempre che nel frattempo il tumore alla prostata non lo divori come può capitare ai vari Chavez e Gheddafi che non si sono fatti piegare da nessuno.

Ecco quindi cosa si conclude: la politica italiana si regge sul mercato internazionale e sullo Spread. Chiunque vada a gorvernare non potrà fare a meno di attiare ciò che altri dispongono per lui.
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(*) Non sono d’accordo proprio su tutto. In particolare non so se Marra, che non conosco, fosse messo lì per pilotare il dissenso e farlo fallire o meno. Sul resto concordo con quasi tutto, in particolare con la frase finale: chi non si fa piegare in un modo, lo piegano in un altro (vedi Jonh Perkins, “Confessioni di un sicario dell’economia”)

http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/1077881/berlusconi-lo-spread-non-e-dipeso-da-memonti-aveva-piu-poteri-del-governo-fascista.shtml

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L’agenzia taglia il rating del nostro Paese da A- a BBB+ con outlook negativo: “Grave recessione”

18:57 – Fitch ha tagliato il rating dell’Italia da A- a BBB+ con outlook negativo. La decisione riflette il “risultato inconcludente delle elezioni italiane”, spiega l’agenzia. “La recessione in atto in Italia – aggiunge – è una delle più profonde in Europa e i dati indicano il rischio che si prolunghi più di quanto atteso”.

Fitch, inoltre, prevede una contrazione del Pil italiano dell’1,8% nel 2013. Il debito sarà invece vicino al 130%. E’ quanto riporta il comunicato dell’agenzia di rating che declassa l’Italia. La recessione più profonda e lunga del previsto, si legge, “mette a rischio lo sforzo di risanamento di bilancio e aumenta i rischi del settore finanziario”.A sostenere il rating BBB+, spiegano gli analisti di Fitch, sono vari fattori, fra i quali la relativa ricchezza e la la diversificazione dell’economia con moderati livelli di indebitamento del settore privato. L’Italia ha fatto progressi negli ultimi due anni nel risanamento di bilancio: l’agenzia prevede un deficit di circa il 2,5% nel 2013.

Attualmente sull’Italia l’agenzia S&P ha un rating BBB+ con outlook negativo, tre gradini sopra l’area “non investment grade”. Moody’s ha un rating Baa2 con outlook negativo, due gradini sopra la soglia “junk”.

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