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Grillo vira a destra? Il modello è la Le Pen

Cambi di rotta
Grillo vira a destra? Il modello è la Le Pen

Il leader del M5S cambia registro e punta ai voti dei conservatori: guarda con ammirazione alla Francia e attende con ansia l’esame delle europee

“Siamo populisti, nessuna vergogna”. Beppe Grillo lo dice e nessuno storce il naso: che lui sia quello che meglio di tutti riesce a parlare alla pancia dell’Italia è chiaro, ma ora il suo saper tradurre i sentimenti del Paese in proposte politiche preoccupa più la destra che la sinistra. Il populismo grillino, infatti, ricorda tanto quello in salsa francese di Marine Le Pen e le idee che vengono lanciate dal blog rischiano di affascinare, tanto, gli elettori che storicamente hanno affidato il loro futuro alla destra italiana. Ma non è che Grillo sia proprio conservatore? Se lo chiedono in tanti adesso e la risposta non è, affatto, negativa.

“Italiani” – Con la tradizione populista sempre sullo sfondo, negli ultimi tempi il leader-comico ha lanciato alcune campagne marcatamente di destra. Il tema della sovranità nazionale contrapposta ai “soprusi” dell’Unine Europea ha indelebilmente segnato la campagna elettorale delle politiche, prima, e l’inizio della legislatura, poi. I temi sul tavolo grillino sono gli stessi che in Francia proprio la Le Pen rilancia quotidianamente e le differenze tra i due quasi non si vedono. Non solo. Grillo si è schierato anche contro l’amnistia e l’indulto facendo il verso alla storica destra italiana: “La maggior parte di chi verra scarcerato in pochi mesi tornerà in galera, ruberà ancora, minaccerà ancora, si macchierà degli stessi reati. Il richiamo per i delinquenti degli altri Paesi diventerà una sirena inarrestabile”.

Bossi-Fini – Il tema immigrazione, poi, è il più caldo fra tutti. Grillo è stato chiarissimo: cambiare la legge sull’immigrazione sull’onda emotiva delle tragedie del mare sarebbe sbagliato, quindi meglio lasciare le cose come stanno. La sua posizione coincide con quella della destra e della Lega Nord, ad esempio, e tutti quelli che da sinistra hanno virato sui 5 Stelle alle ultime elezioni si sono arrabbiati parecchio. Non credevano che fosse così Grillo, e invece dalle parti di Beppe funziona così.

Destra – E allora il dubbio diventa lecito e la destra trema perché se Grillo dovesse davvero puntare verso la loro parte ecco che potrebbe fare incetta di voti, lasciando i reduci di An senza un briciolo di consenso. Il modello che Beppe studia è proprio la Le Pen francese che è riuscita a sconfiggere critici e pregiudizi portando avanti le sue battaglie con dedizione. Lui farà lo stesso. Il suo primo esame sarà in primavera, il secondo subito dopo: la campagna elettorale per le elezioni europee svelerà tanto sul nuovo Grillo; dove andrà a sedersi nel parlamento di Strasburgo dirà tutto sul suo futuro. Marine lo aspetta a braccia (se non tese) quanto meno aperte.

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1342112/Grillo-vira-a-destra–Il-modello-e-la-Le-Pen.html
31.10.’13

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In realtà, chi controlla i 160 parlamentari, controlla di fatto la politica italiana ed il prossimo Governo. Sembra di stare dentro il Grande Fratello. La domanda quindi sorge spontanea: chi controlla Grillo? Casaleggio, ok. E Casaleggio? E poi? Il Governo Stegocratico? Ma questa è una novità assoluta, vi rendete conto? La Dittatura ha assunto una veste assolutamente nuova, perchè stanno tutti sotto schiaffo direttamente dei loro padroni. Potrebbe nemmeno essere più necessario ricorrere alla violenza: basta garantire un contratto pagato dagli italiani e nemmeno a prezzo intero.

Fateci caso: tutto resto ferma in attesa dell’elezione del Papa Tecnico o Utile. Che darà l’ok a tutto ciò che di peggio si potrà fare sui Popoli. E’ la Bestia che manca!
Dunque, chi è che gestisce Casaleggio e Grillo e questi 160 parlamentari? Siamo sicuri che non siamo già nella iperdemocrazia transumanizzata della Stegocrazia? E che questo non sia il primo vero progetto riuscito in tutto in mondo (anche in previsione del fatto che Chavez ha lasciato la sua vita terrestre il giorno 5 marzo 2013 quando giorno dopo le elezioni italiane e le dimissioni di Ratzinger e si è ulteriormente allargato il campo di azione del Dominio Mondiale?)  L’Europa ha paura, perchè questo esperimento proposto in Italia potrebbe essere innovativo rispetto a tutti gli altri espedienti di portare la gente in piazza. E’ una rivoluzione silenziosa, ma micidiale, perchè orchestrata di nascosto, con sondaggi (sbagliati per noi ma ben aggiustati per loro), processi pilotati, frullatori mediatici. Ma nessuno pensa che in USA quest’anno impianteranno i microchip a tutti gli americani?

I primi ad accorgersene potrebbero essere, tra poco, proprio i “grillini” neo eletti.
I grillini si oppongono alla decisione di Grillo e Casaleggio di riferire loro con Napolitano


Ora si tratta di capire se questo fantomatico “utente” sia veramente un grillino o un infiltrato, visto che su TGcom24 fa bella mostra di sè. Di certo il potere di Grillo e di Casaleggio ora è totale, e si muoveranno con il Presidente della Repubblica senza essere stati eletti dalla base. Vedremo come andrà a finire questa storia.

Approfondimento sul vero programma Casaleggio-Prometeus

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Goldman Sachs: “Servono cambiamenti, Movimento 5 Stelle è la novità”

Jim O’Neill, presidente dell’unità di gestione della banca, ha definito il risultato elettorale come qualcosa di “abbastanza entusiasmante”. Il report intitolato ‘Riforme non vuol dire austerity’ spiega però che l’esito del voto “è probabilmente molto vicino a un incubo per i centri di potere europei”

Beppe Grillo

La regina di Wall Street appoggia Beppe Grillo. Dopo l’”endorsement” di Mediobanca, che una settimana prima del voto aveva descritto il leader del Movimento 5 Stelle come “il possibile vero vincitore delle elezioni”, Goldman Sachs ha accolto con piacere il successo dell’ex comico. Jim O’Neill, presidente dell’unità di gestione della banca, ha definito il risultato elettorale come qualcosa di “abbastanza entusiasmante”. Il Paese, secondo il numero uno di Goldman Sachs Asset Management, “ha bisogno di cambiare qualcosa di importante” e forse il risultato del movimento di Grillo è un “segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo”.

Foto 1

Questo uomo così vestito è Beppe Grillo. E perchè si è dovuto vestire così se non per mandare un messaggio ben preciso? Cosa è una mosca, o un grillo? O ancora di più, un “alieno” che porterà alla salvezza il Paese. Perchè Goldman Sachs plaude al suo successo? Perchè CasaLOGGIA dice che potrebbe esportare questo modello in tutta Europa? MA se Grillo vi dicesse che il problema del debito si può risolvere microchippando tutti, a partire dai suoi oltre 160 parlamentari, pensate davvero che la gente non gli dia fiducia?

foreign aid”Forse un po’ stranamente – spiega il dossier intitolato ‘Riforme non vuol dire austerity’- trovo il risultato abbastanza entusiasmante perché credo che un Paese il cui Pil sostanzialmente non è cambiato da quando l’unione monetaria è partita nel 1999 ha bisogno di cambiare qualcosa di importante”. Il rapporto sottolinea però che “questi risultati sono probabilmente molto vicini a un incubo per le elite consolidate dell’Italia e per gli altri centri di potere dell’Europa, in particolare Berlino e Francoforte”.

La banca, dove hanno lavorato molti grandi nomi europei a partire dalle consulenze fornite da Mario Monti, avverte poi che “il vero problema dell’Italia è l’assenza di crescita economica, che ha causato l’impennata del debito, e non sono quindi gli stessi problemi degli altri Paesi dell’Eurozona”. “L’Italia ha bisogno di riformare il mercato produttivo e del lavoro, di sostenere la produttività nazionale e di riforme”, spiega il report, “per fermare una potenziale escalation ulteriore nella crescita dei rendimenti dei titoli di Stato“. E aggiunge: “In Italia le riforme non sono identificate con l’austerity, come gli elettori hanno appena mostrato”.

Aveva fatto discutere molto il tempismo perfetto di un’operazione portata a termine l’anno scorso da Goldman Sachs in Italia. Dopo esser stata scelta dal governo di Monti per curare la vendita di Fintecna alla Cassa depositi e prestiti, la banca d’affari americana aveva pensato bene di ringraziare a modo suo, liberandosi velocemente di titoli italiani per oltre 2 miliardi di dollari e aumentando contemporaneamente la posizione sui derivati credit default swap (che funzionano come polizze assicurative), assicurandosi così contro un eventuale fallimento del Paese.

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L’economista del movimento di Grillo sostiene gli Stati Uniti d’Europa (come Monti) e l’abolizione del contante (e in questo è più radicale di Monti e Bersani messi assieme). Inoltre Grillo riceve il plauso di un dirigente della Goldman Sachs e …

Il “braccio destro per le questioni economiche di Beppe Grillo”  propone gli stati uniti d’europa (come Monti, vedi http://scienzamarcia.blogspot.it/2011/11/monti-conferma-lintenzione-di.html) e l’abolizione del contante (similmente a Bersani che vorrebbe abolire i pagamenti in contante al di sopra dei 300 euro, vedi  http://www.investireoggi.it/economia/bersani-limite-al-pagamento-in-contanti-a-300-euro-per-salvare-le-banche/)
Sul sito del corriere controllate e leggete le sue testuali parole
E poi nessuna uscita dall’euro, sarebbe un dramma, una stupidaggine assurda che diminuirebbe del 30-40% il reddito degli italiani, semmai ci vuole una vera unione politica dell’Europa come gli Stati Uniti, con una banca centrale in grado di svalutare la moneta (…)

E poi parla delle idee che lui proporrà a Grillo come una patrimoniale sulle grandi ricchezze, l’abolizione del contante e lo stop a ogni altro aumento dell’Iva.

Così mentre Grillo si lascia scappare degli slogano contro il sistema bancario corrente e durante un comizio parla di sovranità monetaria (http://youtu.be/C-Dcu33UPzQ)  il referente economico del suo movimente dice che non si può uscire dall’euro (sistema dove per l’appunto la sovranità monetaria non esiste neanche un po’).
 
Grillo per altro riscuote gli apprezzamenti della Goldman Sachs, la superbanca statunitense per cui ha lavorato Monti e che è invischiata fino in fondo nella genesi della crisi greca (vedi http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/26/prestiti-goldman-sachs-dietro-conti-truccati-della-grecia/199893/)

Qui sotto il link all’articolo con le dichiarazioni di Jim O’Neil, dirigente della Goldman Sachs”, e di seguito un piccolo stralcio:

Jim O’Neil, il ‘guru’ di Goldman Sachs che ha inventato l’acronimo ‘Bric’, dice di trovare “entusiasmante” l’esito elettorale italiano. Il Paese, spiega, ha “bisogno di cambiare qualcosa di importante” e forse il risultato del movimento di Grillo è il “segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo”. O’Neill è ora presidente di Goldman Sachs Asset Management, l’unità dei fondi di Goldman, e a lungo è stato il capo economista della merchant bank di New York

Anche Giulietto Chiesa, finto oppositore del sistema, ma in realtà fautore del Nuovo Ordine Mondiale tesse l’elogio a Grillo.
Chiesa è uno di quelli che ammette l’esistenza di qualcosa di strano in quelle scie nei nostri cieli, ma dice che “occorre indagare”, e nel frattempo non fa niente. Per altro egli fa parte del World Political Forum (WPF) in compagnia di Gorbaciov, Andreotti e – fintanto che campava – di Cossiga.
Per maggiori informazioni potete leggere http://scienzamarcia.blogspot.it/2010/02/il-world-political-forum-giulietto.html e guardare il sito del WPF http://www.theworldpoliticalforum.net/#nogo, dal quale si evince come il WPF sia legato al club Roma e allineato alle bugie del riscaldamento globale diffuse dall’ONU  (vedi i link sulla destra del sito), bugie che servono da copertura per giustificare agli occhi di alcune persone informate la prosecuzione dell’operazione di aerosol clandestino (scie chimiche).
Insomma Grillo sembra promettere tutto a tutti pur di cooptarli in questo movimento, a chi lotta contro le scie chimiche dice che una volta al governo penserà anche a quello, a chi lotta contro il signoraggio regala uno slogan poco credibile. I burattinai vogliono imporre un Nuovo Ordine Mondiale e per farlo la maniera migliore è trovare un capopopolo che sia simpatico al popolo e che ci faccia amare i piani con cui ci ruberanno il futuro e la stessa libertà.
Oh certo, ci sono diversi punti programmatici del suo movimento che risultano attraenti (altri assolutamente no), ma è come lo zucchero che si mescola con la pillola amara da inghiottire. E del resto anche il programma di Forza Nuova ha diversi punti programmatici condivisibili (altri assolutamente no). Non per questo voto Forza Nuova. Anche Di Pietro ha denunciato (a parole scie chimiche e signoraggio) senza poi fare niente di concreto per estirpare questi due terribili mali.
Le informazioni qui sopra riportate fanno capire che ci vuole ben altro per avere fiducia in chi dice tante belle cose; in fondo anche Berlusconi anni fa disse che voleva attuar eun programma politico per creare un milione di posti di lavoro. Meraviglioso obiettivo (per certi versi, visto che il lavoro moderno è una schiavitù) ma chi ci poteva mai credere?
C’è poi da pensare quando Grillo (o chi per lui) scrive sul suo blog (http://www.beppegrillo.it/2013/02/gli_italiani_non_votano_mai_a_caso.html)

Ogni mese lo Stato deve pagare 19 milioni di pensioni e 4 milioni di stipendi pubblici. Questo peso è insostenibile, è un dato di fatto, lo status quo è insostenibile, è possibile alimentarlo solo con nuove tasse e con nuovo debito pubblico, i cui interessi sono pagati anch’essi dalle tasse. E’ una macchina infernale che sta prosciugando le risorse del Paese. Va sostituita con un reddito di cittadinanza.

http://scienzamarcia.blogspot.it/2013/03/leconomista-del-movimento-di-grillo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+blogspot/nMuTz+%28la+scienza+marcia+e+la+menzogna+globale%29

Leggi anche

http://scienzamarcia.blogspot.com/2013/02/beppe-grillo-svicola-di-fronte-alle.html 

http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/06/per-chi-crede-ancora-in-beppe-grillo.html 

http://nwo-truthresearch.blogspot.it/2013/02/grillo-il-baciaculo-di-bertone.html

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MUORE IL SUOCERO IRANIANO DI GRILLO: UN SOSPIRO DI SOLLIEVO PER GLI EBREI AMERICANI? – 83ANNI, ORIGINARIO DI TEHERAN, NASRATOLLAH TADJK ERA UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER BEPPUZZO PER CAPIRE IL MEDIORIENTE – NEGLI STATES IMPAZZA LA GRILLOFOBIA: IL LEADER DEL M5S VIENE DIPINTO COME UN ANTISIONISTA – NEL MIRINO L’ACCUSA AL MOSSAD DI MANOVRARE L’INFORMAZIONE E LE PRESE DI POSIZIONE SULLE BANCHE E SULLA POLITICA ESTERA…

1-SUOCERO BEPPE GRILLO MORTO A BOGLIASCO, AVEVA 83 ANNI
(Ansa) Il suocero di Beppe Grillo, padre della seconda moglie Pavin Tadjk, si chiamava Nasratollah Tadjik, aveva 83 anni e viveva a Bogliasco, nel levante di Genova, dal 1989. Era un ex importatore di tappeti originario di Teheran. Da anni si era trasferito in Italia. Aveva sposato una donna italiana (scomparsa nel 2011). Il sindaco di Bogliasco, Luca Pastorino, ha riferito che il signor Tadjk aveva da tempo lasciato l’attività.

La moglie di grillo in pellicciala moglie di grillo in pelliccia

Era persona conosciuta a Bogliasco. Beppe Grillo è ufficialmente entrato a far parte della famiglia Tadjk il 21 dicembre del 1996, anno in cui sposò Parvin, che era a suo tempo stata sposata con l’ex giocatore della Roma Roberto Scarnecchia, con il quale ha avuto due figli. Le nozze tra Parvin Tadjk e Beppe Grillo furono celebrate a Genova, nella chiesa di sant’Ilario, in forma privata. Fabrizio De André fu tra i testimoni.

Beppe Grillo con la moglie Parvin Tadjk

2-EBREI AMERICANI IN ALLARME
Paolo Mastrolilli su “La Stampa

Su diversi media online americani legati alla comunità ebraica sta scattando l’allarme per le posizioni di Beppe Grillo e del suo Movimento, giudicate anti israeliane e in certi casi anti semite. L’attenzione su questo problema era stata attirata dall’intervista con l’ex comico che il corrispondente a Roma del giornale Yedioth Ahronoth, Menachem Gantz, aveva pubblicato a giugno dell’anno scorso.

Allora Grillo aveva confermato di temere che Israele potrebbe diventare la causa della Terza Guerra Mondiale, aveva accusato il Mossad di manovrare tutta l’informazione sul Medio Oriente che arriva in Europa, aveva detto che i discorsi di Bin Laden erano stati tradotti male e la sua fine lo insospettiva, e aveva difeso la politica iraniana.

Moglie di Grillo Parvin Tadjik

Ora che il Movimento 5 Stelle ha vinto le elezioni, alcuni media sono tornati ad esaminare le sue posizioni, per rileggerle in chiave delle responsabilità politiche che potrebbe avere. L’American Thinker, un sito conservatore, ha inquadrato il fenomeno a livello continentale, con un articolo intitolato “Dangerous Times: How Euro-socialism Set off a Fascist Bomb”.

Il punto è dimostrare che gli errori del socialismo europeo stanno riaprendo le porte al fascismo, e il risultato di Grillo viene paragonato a quello ottenuto da Mussolini nel 1922. Il pezzo dice che l’ex comico sta sfruttando la reale corruzione per lanciare un messaggio populista contro il mondo della finanza: «Ora il Clown ha la sua fonte di soldi e ideologia, che porta diritto a Teheran.

Netanyahu

Lui odia gli ebrei: il suo sito li cita 2.500 volte, e cita l’Iran 2.500 volte. Il Clown ci dice che l’Islamic Development Bank non esige interessi: questa è pura propaganda islamo -fascista». L’America Thinker accusa Grillo di demagogia e aggiunge: «Gli ebrei governano il mondo attraverso l’usura (questa è una vecchia storia in Europa)».

Toni simili si ritrovano anche su Tablet Magazine e sull’Algemeiner, che riprende un articolo di Giulio Meotti in cui si ricordano le uscite di Beppe contro «l’industria dell’Olocausto», la difesa degli attacchi di Mel Gibson agli ebrei, e le frasi pubblicate dai militanti sul blog e su Facebook, tipo «Israele è come la Germania nazista». Il pezzo riporta le dichiarazioni di Davide Romano della sinagoga di Milano Bet Shlomo, secondo cui «Grillo ha un problema con gli ebrei».

Mel Gibson

Mel Gibson

Naturalmente non siamo ancora alla presa di posizione dei grandi media americani, dal New York Times alla Cnn, ma la preoccupazione della comunità ebraica americana comincia a correre sul filo della rete.

Riccardo Pacifici

Riccardo Pacifici

In particolare ci si chiede quali effetti potrebbe avere l’ascesa di Grillo sulla politica estera di Roma, visto che lui stesso ha detto di considerare il proprio suocero iraniano come punto di riferimento nella valutazione delle vicende mediorientali. Basti pensare che il Movimento 5 Stelle, restando all’opposizione, potrebbe rivendicare la presidenza del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, preferisce non commentare, ma il suo silenzio non cancella la preoccupazione. Il Movimento di Grillo è nuovo e composto da varie anime, con cui si può ancora aprire il dialogo. La presenza al suo interno di persone legate alle ali estreme di destra e di sinistra, però, potrebbe alimentare gli allarmi sollevati in America.

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martedì 5 marzo 2013 – di Scienza Marcia

I discorsi di Grillo sono troppo simili a quelli di Hitler e Mussolini? – 15 interrogativi su Grillo ed il M5S

Come se non bastassero tutti gli elementi negativi raccolti nel recente articolo sul noto comico italiano, i discorsi di Grillo somigliano fin troppo a quelli di Hitler, vedi  
Ma la cosa più divertente è che è stato di recente diffuso su internet un vecchio discorso di Mussolini, pubblicato nel 1919 sul Popolo d’Italia, sostituendo Movimento 5 stelle a Partito Fascista. Risultato: molti fautori di Grillo ci si sono riconosciuti e hanno lodato il discorso! Vedi

Inoltre Gianni Lannes  scrive sul suo blog:

INTERROGATIVI SENZA RISPOSTA DAL 4 MARZO 2013

Domande a Beppe Grillo
1) In quale consesso democratico lei è stato eletto Arbitro super partes del Movimento 5 Stelle e Garante d’Italia?
2) Qual è la sua posizione reale sul debito pubblico e sul signoraggio bancario?
3) Per quali ragioni nel 2008 ha incontrato segretamente l’ambasciatore USA, Ronald Spogli (emissario ufficiale di Bush junior) per discutere di programmi politici nello Stivale e non ha mai rivelato nulla all’opinione pubblica?
4) Lei ritiene che le centinaia di bombe nucleari di proprietà USA presenti illegalmente in Italia, in violazione del Trattato Internazionale di non proliferazione debbano essere immediatamente allontanate dal suolo nazionale per restituire sovranità territoriale al nostro Paese ed eliminare un pericolo per milioni di persone?
5) Cosa ci fa sul suo pianoforte, nel sontuoso salone della villa di Sant’Ilario (che vanta un mastodontico abuso edilizio sanato), una fotografia che la ritrae avvinghiata al presidente degli Stati Uniti d’America, Bill Clinton, membro del Bilderberg Group (un Club esclusivo e segreto che ha pianificato la creazione dell’Unione europea e dell’Euro)?
6) Qual è la sua posizione sulle quotidiane operazioni di geo-ingegneria e di guerra ambientale in atto in Italia?
7) Qual è la sua posizione sul Trattato di Lisbona e sul MES?
8) Qual è la sua posizione sull’opzione di uscita dell’Italia dall’euro e azzeramento di un debito pubblico artificiosamente costituito?
9) Qual è la sua posizione sulla presenza delle basi militari NATO in Italia e sulla partecipazione dell’Italia alle guerre USA?
10) Perché ha impedito ai ricercatori Gatti e Montanari di proseguire i loro studi sull’impatto delle nano-particelle, sottraendo loro il microscopio elettronico acquistato con le donazioni a questo scopo raccolte da chi partecipava ai suoi spettacoli a pagamento?
11) Quale è stato l’ammontare dei ricavi pubblicitari del sito beppegrillo.it, dalla fondazione ad oggi?
12) Il “comitato di garanzia” composto da lei e Casaleggio, che al momento decide le azioni disciplinari verso i membri di M5S, sarà mai aperto ai membri stessi? Se sì, voterebbero sulla piattaforma proprietaria sviluppata e curata per lei da Casaleggio e Associati? Chi conta i voti?
13) A quale punto del Non-statuto, o a quale principio di democrazia diretta, risponde la sua intenzione di assegnare parte dei contributi destinati agli eletti a “Comitati di Comunicazione” i cui membri siano nominati da lei?
14) Non crede che la mancanza di chiarezza su alcuni punti chiave (conflitto di interessi della C&A, trasparenza delle operazioni di voto, soldi pubblici da assegnarsi su sua indicazione, repressione del dissenso) tradisca lo spirito del Movimento?

15) Ritiene possibile costituire il Movimento in associazione o altra forma riconosciuta dalla legge? Devolverebbe a quest’ultima, logo e infrastrutture perché a gestirla siano i volontari M5S?


Forse occorrerebbe davvero liberare i parlamentari e gli elettori del movimento 5 stelle da Grillo & Casaleggio

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Crocaca 7 marzo 2013 TGcom – Grillo: “Se falliamo, violenze nelle strade”

Dichiarazioni shock alla rivista Time. In precedenza aveva attaccato i conduttori tv italiani: “Sono pagati dai partiti per sputtanarci”

15:13 – Beppe Grillo torna all’attacco, e dalle pagine del suo blog se la prende ancora una volta con i media. Il leader del M5S stavolta ce l’ha con i conduttori televisivi per il “lavoro di sputtanamento” nei confronti del Movimento: “Sono pagati per quello dai partiti”, sostiene, sottolineando che “l’accanimento delle tv ha raggiunto limiti mai visti”. E per questo chiede di “rivedere anche i contratti di concessione per le televisioni private”.

“Ho incanalato tutta la rabbia in questo movimento. Dovrebbero ringraziarci uno ad uno: se noi falliamo l’Italia sarà guidata dalla violenza nelle strade”, ha dichiarato il leader di M5S in un’intervista al magazine Time mettendo in guardia che se il suo movimento fallirà la situazione potrebbe degenerare.

L’attacco alle tv – “L’accanimento nei confronti del M5S è qualcosa di sconvolgente, di morboso, di malato, di mostruoso, che sta sfuggendo forse al controllo dei mandanti”, così scrive sul suo blog Grillo che cita “il folle assalto all’albergo Universo a Roma dove si sono incontrati lunedì i neo parlamentari del M5S”. “Scene da delirio – aggiunge – . Questa non è più informazione, ma una forma di vilipendio continuato, di diffamazione, di attacco, anche fisico, a una nuova forza politica incorrotta e pacifica. Le televisioni sono in mano ai partiti, questa è un’anomalia da rimuovere al più presto. Le Sette Sorellastre televisive non fanno informazione, ma propaganda”.

La lupa che attrae i cani – “Nel libro di Jack London ‘Zanna bianca’ una lupa attrae ogni notte un cane da slitta nella foresta. Chi cede al richiamo viene condotto lontano dal fuoco e divorato da un branco di lupi appostati in attesa nella neve. Nel dopo elezioni la tecnica dei conduttori televisivi, dipendenti a tempo pieno di pdl e pdmenoelle, è simile – conclude – . Il loro obiettivo è, con voce suadente, sbranare pubblicamente ogni simpatizzante o eletto del M5S e dimostrare al pubblico a casa che l’intervistato è, nell’ordine, ignorante, impreparato, fuori dalla realtà, sbracato, ingenuo, incapace di intendere e di volere, inaffidabile, incompetente. Oppure va dimostrato il teorema che l’intervistato è vicino al pdmenoelle, governativo, ribelle alla linea sconclusionata di Grillo, assennato, bersaniano. In entrambi i casi, il conduttore si succhia come un ghiacciolo il movimentista a cinque stelle, vero o presunto (più spesso presunto), lo mastica come una gomma americana e poi lo sputa, soddisfatto del suo lavoro di sputtanamento. E’ pagato per quello dai partiti”.

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15:44 – Beppe Grillo torna all’attacco, e dalle pagine del suo blog se la prende ancora una volta con i media. Il leader del M5S stavolta ce l’ha con i conduttori televisivi per il “lavoro di sputtanamento” nei confronti del Movimento: “Sono pagati per quello dai partiti”, sostiene, sottolineando che “l’accanimento delle tv ha raggiunto limiti mai visti”. E per questo chiede di “rivedere anche i contratti di concessione per le televisioni private”.“Dovrebbero ringraziarci” – “Ho incanalato tutta la rabbia in questo movimento. Dovrebbero ringraziarci uno ad uno: se noi falliamo l’Italia sarà guidata dalla violenza nelle strade”, ha dichiarato il leader di M5S in un’intervista al magazine Time mettendo in guardia che se il suo movimento fallirà la situazione potrebbe degenerare.

“Vogliamo il 100% del Parlamento” – “Ho lanciato una idea. Non è un piano politica, ma una visione del mondo. Vogliamo il 100% del Parlamento, non il 20 o il 25 o il 30%. Quando il movimento ottiene il 100%, allora i cittadini diventano Stato e il movimento non avrà più ragione di esistese. Il fine è estinguere noi stessi”. Grillo si è poi lanciato in una analisi di destra e sinistra. “Tutto è iniziato qui: il fascismo, le banche. Abbiamo inventato il debito e anche la mafia. Se la violenza non è iniziata qui, è grazie al nostro movimento”, ha ribadito Grillo. I partiti “mostrano di essere l’uno contro l’altro ma, dietro le quinte, sono la stessa cosa. Sinistra e destra in Italia hanno sempre fatto finta di combattere. Ora devono fare alla luce del sole gli accordi che hanno fatto nell’ombra per 20 anni. E se lo fanno, saranno politicamente morti”, ha spiegato il leader del M5S nell’intervista pubblicata dal settimanale americano e intitolata ‘Incontrando il comico canaglia diventato persona influente’. “Destra e sinistra – ha quindi aggiunto Grillo – vogliono scaricare la loro infelicità politica, la loro disintegrazione politica su di me, affermando che sono io a non formare un governo, a creare instabilità. Ma io non posso discutere con loro”.

“Io un comico straordinario” – “Farò un tour mondiale. Farò spettacoli. E sarò quello che sono. Così Grillo risponde a Time che gli chiede come veda il suo ruolo da qui ad un anno. E alla domanda se si considera ancora un comico, il leader del Movimento Cinque Stelle risponde: “Un comico straordinario”.

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7 marzo 2013 – da TGCom24 – Spuntano 13 società off shore amministrate da collaboratori e parenti di Beppe Grillo

Inchiesta del settimanale “L’Espresso”: soci protetti dall’anonimato, tra i progetti il sogno “casaleggiano” di un resort difeso dal riscaldamento globale e dotato di rifugi antiatomici

18:19 – A pochi giorni dalle elezioni, un’inchiesta del settimanale “L’Espresso” svela l’esistenza una serie di società in Costa Rica, stato considerato uno dei cosiddetti “paradisi fiscali”, i cui soci rimangono anonimi e che sono tuttavia riconducibili a collaboratori di Beppe Grillo. Il nome più ricorrente è quello di Walter Vezzoli, “angelo custode” di Beppe Grillo e autista del camper dello Tsunami tour.

Chi è Walter Vezzoli – L’uomo, 43 anni, di Robbiane, nel Lecchese, è, nel Costa Rica, amministratore di 13 società, di cui quattro anonime, tutte basate nella provincia di Santa Cruz, una tra le zone più turistiche della repubblica centroamericana. Accanto al nome di Vezzoli, in molte occasioni, appare quello di Nardeh Tadijk, cognata del leader del M5S. Nei documenti di una delle società, la Armonia Parvin (Parvin è il nome della moglie di Grillo) figurerebbe anche anche un certo Enrico Cungi, coinvolto, nel ’96 in un’indagine per narcotraffico dalla quale è uscito pulito.

Società senza capitale –Le società hanno tutte capitali irrisori, di poche decine di migliaia di dollari e hanno aree di interesse molto ampie. Una di queste, la Investments Nosrad si occupa di “commercio, agricoltura, allevamento, turismo, attività immobiliari e fiduciarie, import export e costruzioni”. Tuttavia, una delle 13 società, rileva “L’Espresso”, ha un progetto molto preciso che si chiama “Ecofeudo”.

Il progetto Ecofeudo – Il sito di Ecofeudo parla di un’utopia dove tutti i punti programmatici di Beppe Grillo: rifiuti zero, connettività wi-fi gratuita per tutti e assoluta compatibilità con l’ambiente circostante. Ma l’utopia del progetto, di cui nell’ambiente grillino si discute dal 2008, parla anche di rifugi antiatomici e di un’altezza di 155 metri sul livello del mare, in grado di prevenire gli effetti dello scioglimento dei ghiacciai polari. Tutto in linea, ricorda “L’Espresso” con “Gaia”, il video del 2009, in cui la Casaleggio e Associati delineava scenari apocalittici. Ecofeudo, però, è ancora in attesa di realizzazione.

Altri nomi –Tra gli amministratori del sito di Ecofeudo, un grillino della prima ora: Simone Pennino, segretario, secondo i documenti del Costa Rica, della Ecofeudo Sa, a fianco di Vezzoli e della signora Tadjik, rispettivamente presidente e tesoriere. In Italia, Pennino era azionista (con una quota del 46%) della Sim Cooling Technologies, società che si occupava di nuove tecnologie. I due hanno venduto le quote ad un nuovo socio, Andrea Musci. Pennino e Vezzoli condividono anche l’impegno per Zerogas, una rete di attivisti che promuove una rivoluzione energetica senza combustibili fossili.

I grillini non ci stanno – Il profilo Facebook di Vezzoli è stato intasato da messaggi di solidarietà di amici e di militanti. Tra i più importanti, tra i 5 stelle, Vittorio Bertola capogruppo grillino al Comune di Torino che scrive: “Io sono abituato a vedermi buttare m… addosso, fa parte del mio ruolo. Tu sei un privato cittadino ed è davvero una vergogna che ti prendano di mira. Valuta, e nel caso querela.”

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TGCom24 – M5S, i sogni di Grillo costerebbero 360 mld

Se venisse realizzato il piano economico dei grillini il Paese rischierebbe il default

17:16 – Lo tsunami innescato da Beppe Grillo potrebbe costare molto caro agli italiani. Se il comico ormai diventato politico a tempo pieno realizzasse le promesse elettorali del M5S, il Paese dovrebbe sborsare 360 miliardi di euro. Oppure ancora, dichiarare il defaut. E’ questo il calcolo fatto da “Panorama” in edicola da domani. Tgcom24 vi anticipa i numeri più preoccupanti.

Reddito di cittadinanza: 170 miliardi – Grillo vuole dare 800 euro al mese a tutti i cittadini inattivi in età lavorativa, cioè 18 milioni di persone. Questa manovra costerebbe 170 miliardi di euro.

Taglio dei tassi d’interesse sul debito: default – Grillo propone di allungare le scadenze dei tioli di stato di 7-8 anni e il taglio unilaterale dei tassi di interesse.  Fare calcoli su questo punto è impossibile perché porterebbe alla rottura dell’euro e la perdita di decine di punti di pil. Probabilmente l’Italia andrebbe verso il default.

L’utopia delle 20 ore lavorative: 162 miliardi – Il M5S ha lanciato l’idea di ridurre l’orario lavorativo settimanale a 20 ore. Sembra che la proposta riguardi le azinede medio-grandi dove lavorano 10 milioni di addetti, retribuiti in media per almeno 37 ore. Se per portarle a 20 si abbassa lo stipendio in proporzione, milioni di persone finiranno in miseria. Altrimenti si devono fare carico di questa misura ogni singola azienda o lo Stato. Se un’ora di lavoro costa in media 18,41 euro e si sottraggono da ogni stipendio 884 ore, il costo totale dell’operazione sarebbe di 162 miliardi di euro per ogni anno.

Abolizione Irap e Imu: 28 miliardi – La tassa sugli immobili vale 4 miliardi di eruo, mentre l’Irap  quasi 24 miliardi. L’abolizione di entrambe le imposte comporterebbe una perdita di 28 miliardi.

Sfoglia nelle pagine successive la grafica.

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Casaleggio, il guru di Grillo che vuole ricreare il mondo

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Ex manager informatico, Casaleggio considera la Rete uno spartiacque tra  due civiltà e preannuncia un nuovo ordine del pianeta nel 2054

Che i politici si lasciassero ispirare da santoni era fenomeno noto: dall’influsso di Rasputin sugli zar; a quello di La Pira su Fanfani; a Fagioli, lo psichiatra, che si intortava Bertinotti. Ma Gianroberto Casaleggio, guru del neo-politico Beppe Grillo, è di un altro pianeta.

di Giancarlo Perna

È il primo visionario postmoderno che smanetta da dio, si è consacrato a internet e si ritiene precursore della rivoluzione politica in marcia, di cui il grillesco M5S è un’anticipazione.

Gianroberto è stato il creatore del blog di Grillo nel 2005 e l’artefice del grande successo di quel sito. Ha innescato dibattiti via web, convogliando opinioni verso obiettivi politici, tipo No Tav, la «decrescita felice», il telelavoro, il grillismo insomma, orientando gli umori con interventi suoi o di propri adepti (i cosiddetti influencers) e stroncando con durezza chi usciva dal solco tracciato. Comunque, tutto rigorosamente in Rete. Ed è questa la differenza tra lui e i santoni suoi predecessori.

Anni fa, mi occupai di Massimo Fagioli, lo strizzacervelli romano che si era impossessato della psiche di Fausto Bertinotti (allora presidente della Camera), sottoponendolo con i compagni di Rc a suggestive introspezioni collettive in un palazzo di Trastevere. Fagioli, in un silenzio religioso in cui pareva aleggiare lo spiritosanto, diceva cose tipo: «Stiamo cercando qualcosa che è grande: realtà umana, identità, socialismo, libertà. Mai, prima d’ora, con socialismo e libertà erano state messe parole come rapporti interpersonali». Non ci si capiva un tubo, ma c’era qualcosa di familiare. Termini come socialismo e realtà umana, avevano il sapore dei libri che avevamo letto. Umanizzare la politica era vasta cosa, ma ci poteva stare. Insomma, il prof. Fagioli appariva fuori di sé, ma direi in modo classico come altri veggenti della Storia, da Efimovic Rasputin, appunto, a Giorgio La Pira.

Il fumo che vende Casaleggio è invece così nuovo da spiazzare. Già che usi il web – sul quale navighiamo un po’ tutti ma con circospezione – dà la vertigine. Raddoppiata però dai toni mistici di Gianroberto che inneggia alla Rete con accenti così profetici che ti verrebbe d’istinto chiamare il 118. Questo sciamano informatico considera la Rete spartiacque tra due civiltà: la preistoria dei libri e dei giornali «specie estinte» (infatti, un vero grillino neanche sa dove siano di casa) e il domani «tutto Rete, interconnessioni, intelligenza collettiva».

Per capire Casaleggio, peschiamo nell’opera sua. Da uno scritto: «L’Uomo è Dio (le maiuscole sono casaleggiesche, ndr), è ovunque e chiunque. Conosce ogni cosa: questo è il nuovo mondo di Prometeus. Tutto ciò è iniziato con la Rivoluzione dei Media e con Internet alla fine del secolo scorso». Come con Fagioli, non si capisce un piffero. In aggiunta, però, ogni parola suona estranea: ovunque, chiunque, il titano, l’Uomo che è Dio. Ma di che parla?

Ed è ancora niente. In un video in inglese rintracciabile su YouTube e prodotto dall’azienda del Nostro, la Casaleggio Associati, Gianroberto fa un vaticinio così vaneggiante da auspicare l’intervento di un esorcista. È il preannuncio di un Nuovo Ordine Mondiale, detto «Gaia» (dal nome dato alla Terra, «pianeta vivente», nella letteratura fantascientifica di cui Casaleggio è cultore): nel 2018 il Mondo sarà spaccato in due blocchi, Democrazia diretta e libero accesso a Internet a Ovest, dittatura con poco internet in Cina, Russia e MO; nel 2020 scoppierà la Terza Guerra mondiale; durerà vent’anni e i simboli dell’Occidente saranno distrutti (i nostri pregiudizi religiosi, umanistici, nazionali, ecc.); nel 2040 vincerà la Rete; nel 2047, tutti avremo una nostra identità su Google e nel 2054 ci sarà la prima elezione mondiale via web per un governo, Gaia, che ci darà (si presume) la felicità.

Ora che sappiamo l’essenziale sul cervello di Gianroberto, affrontiamo ciò che ne resta, anche se il personaggio è piuttosto segreto. Non gli piace, infatti, rispondere a domande e, per alimentare il mistero, comunica con videomessaggi sul Web.

Cinquantanovenne, milanese, Casaleggio è perito informatico (iscritto a Fisica, ha dato una manciata di esami prima di rinunciare), con lunga esperienza di manager nel settore. Ha lavorato nella Olivetti di Colaninno, poi in joint venture con Telecom, diventando ad di Webegg, azienda di marketing internettiano. Ottimo tecnico ma amministratore faraonico, ridusse i bilanci un colabrodo. Nei locali della società, fece costruire costose stanze a forma di uovo (l’egg della sigla aziendale) in cui riunirsi per percepire il futuro. Organizzava, inoltre, per dipendenti, amici e parenti voli al seguito delle coppe europee di calcio. Per tacere, come si racconta, delle trasferte al Castello di Belgioioso (Pavia) per convenire attorno a una tavola rotonda, in omaggio a Re Artù di cui si sentiva emulo.

Il Gianroberto di oggi – chioma fluente e occhialoni alla John Lennon – è nato invece nel 2004, quando si mise in proprio con la Casaleggio Associati (strategie di Rete), casa madre in Via Moroni, accanto alla Scala. Un giorno, Grillo gli telefonò dopo avere letto cose sue in Rete per fissare un incontro, avvenuto a Livorno dopo uno spettacolo del comico. Divennero inseparabili e Gianroberto, considerato da alcuni massone (lui, però, nega) fu ribattezzato «piccolo fratello» di Beppe. Casaleggio ha convertito l’attore alla Rete per la quale aveva idiosincrasia, considerandola la quintessenza di quella insensata accelerazione, tipo Alta velocità, che guasta siesta e pennichelle, sale della vita (prima della conversione, Grillo, durante le recite spaccava ritualmente un computer sul palco). Insieme hanno preso tutte le successive iniziative grilline: oltre al blog, i Vaffa Day (2007) e la fondazione di Cinque Stelle (2009). C’è chi dice che Grillo sia plagiato e che dietro di lui ci sia sempre l’altro. Casaleggio, con una lettera al Corsera, ha spiegato di non essere «dietro» a Grillo ma al «suo fianco». Molti grillini, comunque, lo detestano. Uno per tutti, Giovanni Favia, il consigliere regionale emiliano cacciato nel 2012 dal M5S, lo ha definito «spietato e vendicativo», un despota che mentre straparla di democrazia, la calpesta all’interno del movimento.

In effetti, le contraddizioni di Casaleggio sono legione. Si va dai rapporti economici della sua azienda con le multinazionali Usa – JP Morgan, PepsiCo, Marriot, eccetera – che a parole denuncia come peggio del peggio, all’utilizzo del Frecciarossa Roma-Milano (lo ha beccato Paolo Bracalini che ne ha scritto su questo giornale) quando invece si dichiara nemico dell’Alta velocità. Insomma, tira anche lui a campare: santone sì, santo no.

Fonte: il Giornale, 4/02/2013

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7 marzo 2013 da TGCom24 – Meeting M5S, ecco quello che non è stato trasmesso in diretta sul blog di Beppe Grillo

Il deputato Samuele Segoni pubblica il report del confronto con il comico genovese e Casaleggio

22:46 – Su alcuni meetup del Movimento 5 Stelle è stato pubblicato un report della parte dell’incontro romano tra i neoletti grillini, Casaleggio e Beppe Grillo non andato in onda in streaming sul blog del comico. Ecco il testo integrale redatto dal deputato Samuele Segoni.

Ciao a tutti,
condivido con tutti un breve e personale report dell’incontro di oggi, per una massima trasparenza. Lo ho buttato giù in tempo reale, scusate la stringatezza e l’essenzialità.
Samuele. (riconosciamo l’hotel da lontano per l’assedio dei giornalisti accalcati fuori dall’ingresso) (entriamo, ci accomodiamo in sala, inizia l’incontro)

Beppe: (applausi)
Siamo tanti abbiamo creato un mostro. Applauso a voi, non a me.
Consiglio: io do interviste solo ai reporter stranieri perché sono corretti. E registro video/audio. Mi trovo benissimo. Vi metto in guardia. Come succede già a me, vi violeranno la privacy alla ricerca dello scoop o addirittura inventandoselo. Io non riesco neanche a scaccolarmi in pace a casa mia, mi devo nascondere! 😀

Importantissimo: rimaniamo uniti, fiducia non fiducia, Bersani non Bersani, se siete tutti d’accordo, rimaniamo compatti. I partiti annaspano, È un nostro momento di forza. Staniamoli: devono fare alla luce del Sole quello che hanno fatto nell’ombra fino ad oggi (si riferisce agli inciuci e agli accordi).
Fiducia: è un no scontato, niente alleanze, niente fiducia, si vede proposta x proposta, scenario per scenario, sono le nostre regole base, ce le siamo date molto tempo fa e le abbiamo condivise insieme: non vedo come possano essere messe in discussione (consenso generale dalla sala).
Importante: restiamo uniti, loro proveranno a dividerci e a creare problemi interni o a farli percepire ai lettori. Se siamo compatti riusciremo bene.

Avete dubbi? Qualcuno è contrario?

Nicola, Senato, Calabria: non un dubbio, ma ribadisco un concetto: dialogo con tutti fiducia a nessuno.
…Altri interventi…

Risponde GianRoberto Casaleggio.
Tirata d’orecchi a chi aveva fatto interventi in politichese (tutti del tono «ok no alleanze, ma dobbiamo elaborare delle strategie politiche da portare avanti»): basta parlare di alleanze e basta parlare degli altri. Noi abbiamo la nostra strada ed il nostro metodo. (applausi)

Votazione per i capigruppo (dovranno fare una rotazione, adesso si elegge i primi)
Senato Vito Crimi
Camera Roberta Lombardi

Grillo prende un po’ in giro Casaleggio (che rimane serissimo) chiamandolo “Guru” e chiedendogli se è proprio lui o se è Crozza che sta facendo l’imitazione.
😀

Casaleggio
Occhio: attenti ai social media, non avrete più privacy, quello che scrivete ve lo ritrovate nei giornali. Lo so, è molto limitante, ma dovete stare molto attenti, cercano notizie oppure se le inventano direttamente
Metafora del gruppo e riprende il discorso di Al Pacino in ogni maledetta domenica: «O vinciamo come gruppo o veniamo eliminati come singoli». Altri rischi a parte questo non li vedo. Facciamo gruppo, condividiamo, portiamo avanti le istanze del gruppo e non del singolo (anche se il singolo in quanto testa pensante può non essere d’accordo su tutto, dovrà adeguarsi perché è solo un portavoce di tutti i cittadini). È strategico e ce lo chiede l’elettorato: vogliono unità e linearità, non calcoli politici complessi.
I gruppi parlamentari si devono dare delle regole. Noi abbiamo buttato giù qualcosa aiutati da degli studi di avvocati. Ve lo invieremo presto, è una bozza d’indirizzo, modificatevelo come vi pare a voi, noi non ci vogliamo entrare, fate voi in piena libertà.

Ricordatevi che dobbiamo decidere in maniera collegiale con tutto il portale on line.
Prima cosa, scegliere un candidato per Presidente della Repubblica, lo sceglieremo tutti insieme, con migliaia di iscritti, sul portale, e voi avrete il dovere di portare avanti la candidatura più votata.

Piattaforma sviluppo programma.
Casaleggio: Avevamo sviluppato un piano in cui elezioni ad aprile, è stato tutto anticipato di due mesi: grossa difficoltà a livello burocratico e procedurale (peggio della notte prima della maturità) ed abbiamo lasciato perdere il discorso del portale. Adesso stiamo per presentare la piattaforma, che servirà per creare un programma dinamico. E per selezionare le idee migliori che dovrete provare a far diventare leggi in parlamento.

Spazio per domande/risposte

Risponde Casaleggio:
dovrete prendere tante decisioni. Non cercate noi dello staff, dovrete lavorare in autonomia. Casomai ascoltate i cittadini. Organizzatevi, dividetevi per competenze.
Comunicazione: conformemente alla normativa, creeremo due gruppi di comunicazione ufficiali. Noi dello staff “ufficializziamo” quelli del gruppo comunicazione ma NON LI GESTIAMO. Soprattutto non gestiamo e non gestiremo mai soldi e fondi (sto querelando tutti quello che lo dicono inventandoselo peraltro di sana pianta).
Comunicazione interna: non ci voglio entrare nulla, fate voi, tra voi ci sono molti informatici, fate voi, troverete sicuramente la forma per voi più congeniale.
Siamo prosaici: noi non andremo al governo, ci andranno loro, si voteranno la fiducia, noi abbiamo il compito di far passare più leggi possibile per il bene del Paese.

Ogni parlamentare si presenta brevemente agli altri e in diretta streaming alla “cosa”.

Comunicazioni di servizio:
Le camere si insediano il 15
Voci di corridoio: anticipano al 13
Domenica 10: incontro organizzativo (es: commissioni, profili dei collaboratori, tavole sinottiche degli incarichi parlamentari, report della mappatura delle competenze).
Dopo il 10, chi rimane a Roma a disposizione per lavoro organizzativo
Dal 13 bisogna essere a Roma in pianta stabile, dal 13 siamo in riunione permanente.
Tra l’11 e il 14 recarsi personalmente alla Camera x adempimenti amministrativi (firme, foto, impronte digitali, burocrazia. Portare CI e CF).
Proclamazione: tra martedì e mercoledì, dalla notifica della proclamazione (tempi e modi variano per ogni ufficio circoscrizionale elettorale) siamo ufficialmente parlamentari.
Si organizza una puntata in Val di Susa: i parlamentari avranno un lasciapassare.

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I nuovi “puri” imbrigliati nel Sistema. Forza Nuova dà supporto e assistenza sociale in assenza dello Stato

“Grillo incita alla violenza perchè si sente braccato da un sistema che non consente libertà di manovra anche con ampie percentuali elettorali. Tutti i movimenti e partiti politici infatti, che come Grillo hanno avuto un forte exploit in senso elettorale, sono andati poi uniformandosi alla linea politica generale e sono stati assorbiti da questa, senza cambiare nulla.” dichiara Roberto Fiore, Segretario Nazionale di Forza Nuova, “Forza Nuova invece ha una soluzione alternativa alla violenza e anzi, sta mettendo in atto un progetto che sarà la vera salvezza del popolo italiano, e quello che eviterà che scorra il sangue per le strade dinanzi ad un inasprirsi della crisi e del disagio sociale. Forza Nuova, come avvenne negli anni 2000 in Argentina, ha creato e sta allargando una struttura di sostegno alla popolazione che dal basso assicuri concretamente ai cittadini lavoro, supporto e assistenza sociale, sopperendo così, in maniera civile, ad uno Stato ormai inesistente.”

Segnalazione di Pietro Ferrari

L’Espresso: in Costa Rica 13 società intestate a cognata e autista di Grillo. Una edificherà un resort di lusso

«Tredici società aperte dall’autista di Grillo in Costa Rica e dalla cognata del leader di M5S. Per compiere investimenti e operazioni immobiliari, incluso un resort di lusso. In un Paese inserito nella lista nera dei paradisi fiscali». È quanto scrive L’Espresso in una anticipazione del numero in edicola domani.

L’autista sempre al fianco del comico
Il settimanale «ricostruisce l’attività parallela dell’autista di Beppe Grillo, Walter Vezzoli, 43 anni, che da oltre dieci segue come un’ombra il fondatore del Movimento Cinque Stelle». «In piazza San Giovanni, il comico genovese lo ha presentato così alla folla: “Sta con me, fa la logistica, mi protegge, ha tutto sotto controllo. È un ragazzo formidabilè “, scrive L’Espresso.

Tra gli amministratori anche la cognata di Grillo
«Quattro di queste società risultano immatricolate con la formula della “sociedad anonima”, uno schermo giuridico che consente di proteggere l’identità degli azionisti – scrive L’Espresso, nell’anticipazione diffusa oggi – Non è dato sapere, quindi, chi abbia finanziato queste iniziative. Dalle carte che l’Espreso ha potuto consultare emerge però che tra gli amministratori compare, insieme a Vezzoli, Nadereh Tadjik, ovvero la cognata di Grillo, la sorella di sua moglie Parvin, di origini iraniane».

Il terzo amministratore indagato per narcotraffico nel 1996
«Nella “Armonia Parvin sa”, guarda caso stesso nome della signora Grillo, la presidente Nadereh Tadijk e il segretario Vezzoli sono affiancati da un terzo amministratore, un italiano residente in Costa Rica che si chiama Enrico Cungi – prosegue – Cungi nel 1996 venne coinvolto in un’indagine per narcotraffico. Arrestato in Costa Rica e poi estradato in Italia ha passato tre mesi nel carcere di Rebibbia, ma non risultano condanne a suo carico».

Società aperte nei paradisi fiscali
«A che cosa serve questa costellazione di società, dotate per altro di capitali sociali minimi, non più di 10 mila dollari ciascuna? – si domanda L’Espresso – Difficile dare una risposta precisa, visto che l’oggetto sociale indicato nelle carte appare a dir poco ampio. Ad aumentare la difficoltà c’è poi il fatto che il livello di trasparenza delle informazioni societarie in Costa Rica è tra i più bassi al mondo. Non per niente il Paese del Centroamerica è inserito nella black list dei paradisi fiscali dal Tesoro italiano».

Il business del resort
«Almeno una delle società targate Vezzoli-Tadijk ha però in cantiere un progetto ben preciso. Ecofeudo, infatti, è il nome di un resort extra lusso da 30 ettari da costruire sulle colline della baia Papagayo – conclude -. A giudicare dalle foto pubblicate Ecofeudo non sarà un villaggio popolare. La zona è considerata una delle più promettenti per chi vuole investire nel turismo. Nel resort le ville saranno di alto livello: potranno avere una superficie fino a 750 metri quadri coperti su un’area propria di 5000 metri quadri».

Fonte: il Sole 24 Ore, 7/03/2013

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Il piano populista per l’Italia del comico Grillo

DI ELLEN HODSON BROWN
dissidentvoice.org

Il default sul debito pubblico, la nazionalizzazione delle banche  e un reddito di cittadinanza  potrebbero veramente salvare l’economia italiana?

Il comico Beppe Grillo stesso si è sorpreso quando il suo Movimento Cinque Stelle ha ottenuto 8.700.000 voti alle elezioni politiche italiane del 24-25 febbraio. Il suo Movimento è oggi il primo partito nella camera dei deputati, dice The Guardian, che questo lo rende un “ago della bilancia di un parlamento in bilico”.
Quello di Grillo è il partito del “NO”. In una proposta basata sulla satira, ha organizzato ogni anno una “V-Day Celebration,” dove la “V” sta per il vaff…

Rifiuta lo status quo — tutti i partiti esistenti e il loro controllo monopolistico sulla politica, sul lavoro, e sulla finanza— e chiede un referendum su tutti i trattati internazionali, tra cui l’adesione alla NATO, gli accordi di libero scambio e l’euro.
“Se entriamo in parlamento”, dice Grillo, “butteremo giù il vecchio sistema, non perché ci piace farlo, ma perché il sistema è marcio.” La paura dei critici e la speranza dei suoi fan è che se arriva al governo il suo partito  si potrebbe rompere il sistema Euro.

Ma essere contro tutto, dice Mike Whitney su Counterpunch, non è una piattaforma:  Per governare, si ha bisogno di idee e di una strategia per applicarle. La squadra di Grillo non ha né idee, né strategia.  Hanno spiegato meglio le cose che non vogliono che quelle che vogliono. Va bene voler “buttare fuori  i mascalzoni”, ma questo non trova lavoro alla gente, non stimola la crescita o non mette fine alla crisi. Senza un piano coerente per governare, il M5S potrebbe finire nel secchio della mondezza, insieme ai Tea Party, i loro  precursori di destra.

Steve Colatrella, che vive in Italia e ha anche scritto un articolo su Counterpunch sul fenomeno Grillo, ha un approccio diverso su questa vittoria a sorpresa. Dice che Grillo ha una piattaforma di proposte positive. Oltre a rifiutare i partiti e i trattati esistenti, il programma di Grillo presenta le seguenti caratteristiche:

  • Default unilaterale del debito pubblico;
  • Nazionalizzazione delle banche,
  • Reddito di “cittadinanza garantito” di  mille euro al mese.

Si tratta di una piattaforma che potrebbe effettivamente funzionare. L’austerità è stata provata per un decennio in tutta la zona euro ed ha fallito, mentre le proposte del piano di Grillo sono state testate in altri paesi e sono riuscite.

Default: La lezione dell’ Islanda e del Sud America

Il default del debito pubblico è stato messo in atto con successo in Islanda, Argentina, Ecuador e in Russia, tra gli altri paesi. Whitney si rifà a una clip del blog di Grillo e afferma che questa può essere una via di uscita anche per l’Italia:
Il debito pubblico non è cresciuto negli ultimi anni per una spesa troppo alta . . . Tra gli anni 1980 e il 2011, la spesa è stata inferiore al gettito fiscale di 484 miliardi (quindi il paese è stato davvero virtuoso), ma aver pagato tutti gli interessi (su un debito di 2.141 miliardi di euro) che si sono pagati in quello stesso periodo ha reso povero il paese.

Negli ultimi 20 anni il PIL è cresciuto lentamente, mentre il debito esplodeva.

. . . Gli speculatori. . . hanno contribuito a far abbassare i prezzi e a far crescere i tassi di interesse. Questa è la tecnica degli usurai. Così il debito è diventato una opportunità di massimizzare i guadagni del mercato a spese della nazione. . . . Se i potenti broker della  finanza usano la speculazione per aumentare i loro guadagni e per forzare i governi a pagare i tassi di interesse più alti possibile, il risultato è la recessione per lo Stato indebitato e anche la perdita della sua sovranità.
. . . Ci sono alternative che sono state intraprese in certi paesi del Sud America e in Islanda. . . Il rischio è che potremmo andare in default comunque,  sia con la svalutazione del debito che con una Nazione impoverita e in ginocchio. [Beppe Grillo blog]

Nazionalizzazione delle banche: Ce la  fa vedere la Cina

La seconda proposta di Grillo, la nazionalizzazione delle banche, è stata testata e provata altrove, in particolare in Cina. In un articolo di aprile 2012 del The American Conservative dal titolo “L’ascesa della Cina e la caduta dell’America”, Ron Unz osserva:

Nelle ultime tre decadi, la Cina forse ha raggiunto il tasso di sviluppo economico più rapido nella storia della specie umana, con una economia reale cresciuta di quasi 40 volte tra il 1978 e il 2010. Nel 1978, l’economia americana era 15 volte più grande di quella cinese, ma secondo stime internazionali,  nel giro di qualche anno riuscirà superare la produzione economica totale degli Stati Uniti.

Eamonn Fingleton scrive in “Nelle fauci del drago” (2009), che la fonte che alimenta questa marea è un forte settore bancario pubblico:

Il trionfo del capitalismo in Cina, è stato proclamato in innumerevoli libri negli ultimi anni. . . . Ma. . . le redini della sua economia restano ampiamente controllate, in antitesi con tutto quello che noi intendiamo per capitalismo occidentale. La chiave di questo controllo è il sistema bancario cinese. . . [che] non solo è di proprietà dello Stato, come in altre economie-miracolo dell’Asia orientale, ma che è apertamente usato come strumento essenziale della politica industriale del governo centrale.

Reddito garantito —Non solo Welfare

Anche la terza proposta di Grillo, un reddito di base garantito, non è solo una battuta o  un’idea utopica. Da quasi un secolo un dividendo nazionale viene richiesto dalla scuola di riforma monetaria “Social Credit” , e la U.S. Basic Income Guarantee Network  su questo argomento ha già tenuto una dozzina di conferenze annuali.  Si ritiene che un reddito di base garantito sia la chiave per tenere alto l’attivo di economie moderne e altamente produttive.

In Europa, questa proposta non viene presentata solo dal partito di Grillo nell’Europa del sud, ma anche dalla sobria Svizzera del nord. Una iniziativa per istituire una nuova legge federale per un reddito minimo incondizionato  è stata formalmente presentata in Svizzera nel mese di aprile 2012. L’idea consiste nel dare a tutti i cittadini un reddito mensile senza relazione con stato sociale o lavoro. In base al sistema referendario di democrazia diretta, in Svizzera se l’iniziativa raccoglierà più di 100.000 firme prima di ottobre 2013, l’Assemblea federale sarà tenuta ad esaminare la proposta.

Colatrella non dice dove Grillo prevede di trovare i soldi per il reddito di base garantito in Italia e,  secondo la  teoria di Credito Sociale, questo sarebbe completamente affidato al governo.  Grillo, che ha un passato da contabile, è d’accordo evidentemente con questo approccio al finanziamento e si legge in una sua presentazione disponibile su  You Tube:  La Banca d’Italia è una società per azioni  privata, la cui proprietà comprende dieci compagnie di assicurazione, dieci fondazioni, e dieci banche, che sono tutte società per azioni.  Può emettere  denaro dal nulla e consegnarcelo. E’ lo Stato che dovrebbe emetterlo. Abbiamo bisogno di soldi per lavorare. Lo Stato dovrebbe dire: “C’è poco denaro?  Lo stampo e ne metto un  po’  in circolazione. Il denaro è troppo? Lo  ritiro e ne  brucio un po’. “. . . Il denaro è necessario per mantenere la stabilità dei prezzi e per farci lavorare.

La chiave per una economia fiorente

Il Maggiore C.H. Douglas, leader del movimento di pensiero “Social Credit”, dice che l’economia di solito produce più beni e servizi di quanti i consumatori hanno i soldi per comprare, perché la collettività dei lavoratori non viene pagata abbastanza per arrivare a coprire il costo delle cose che produce. Questo è vero perché  esistono molti costi esterni, come gli interessi pagati alle banche, e quella parte del reddito nazionale,  nascosto nei conti di risparmio o di investimento o sotto i materassi e non spesi per il  PIL.

Per riempire quello  che “Social Credit” chiama “gap”, serve far crescere  “la domanda” per farla arrivare a soddisfare l’”offerta”,  quindi servono altri soldi da mettere in circolazione. Douglas consiglia di farlo con un dividendo nazionale per tutti, un diritto “gratis”, ​​piuttosto che “guadagnato”, qualcosa che serve solo per aumentare il potere d’acquisto fino a smaltire tutti i prodotti sul mercato.

Negli anni 1930 e 1940, i critici di Social Credit lo chiamarono  “funny money” e dissero che sarebbe servito solo a gonfiare l’offerta di moneta. Vinsero i critici e questa soluzione non ha avuto molte possibilità di essere testata. Ma c’è stata una dimostrazione in Nuova Zelanda durante la Grande Depressione, quando un progetto edilizio di Stato è stato finanziato con credito emesso dalla Reserve Bank of New Zealand, la banca centrale nazionalizzata. Secondo il commentatore neo-zelandese Kerry Bolton, questo bastò per risolvere il 75% della disoccupazione nel bel mezzo della Grande Depressione.

Bolton ricorda che questo si raggiunse senza provocare inflazione. Quando denaro fresco viene utilizzato per creare nuovi beni e servizi, l’offerta aumenta insieme alla domanda e i prezzi rimangono stabili, ma la “domanda” deve venire prima. Nessun imprenditore investirà in maggior capacità produttiva senza aver prima verificato che esista una domanda. Nessuna domanda, nessun nuovo posto di lavoro e nessuna espansione economica.

La necessità di ricostruire una Sovranità Economica

I soldi per un reddito di base garantito potrebbero essere creati da una banca centrale nazionalizzata nello stesso modo che fece la Reserve Bank of New Zealand, e come operano le  banche  centrali creando  “quantitative easing” (QE) dal nulla, semplicemente facendolo apparire sullo schermo di un computer di oggi. Il problema con il QE  oggi è che non ci sono soldi nelle tasche dei consumatori. Non si può avere o creare denaro che non sia depositato sui conti di riserva delle banche, come spiegato qui e qui.  Un dividendo versato ai consumatori sarebbe “quantitative easing” direttamente per il popolo.

Un reddito base garantito pagato con credito della banca centrale non sarebbe “welfare”, ma eliminerebbe la necessità del “welfare”. Ci sarebbe sicurezza sociale per tutti, sostituirebbe le prestazioni di sicurezza sociale, l’assicurazione contro la disoccupazione e le tasse per il “welfare”.  Potrebbe anche sostituirsi a gran parte del debito che stanno contraendo i  consumatori,  che sta soffocando l’economia privata e che sta crescendo esponenzialmente a tassi di interessi scalari da usura.

Come Grillo fa notare, non è il costo del governo, ma il costo del denaro stesso che ha mandato in bancarotta l’Italia. Se il paese vuole liberarsi dalle catene del debito e tornare alla prosperità di un tempo,  bisognerà riprendersi la sovranità monetaria ed emettere la propria moneta, direttamente o tramite la propria banca centrale nazionalizzata. Se il partito di Grillo arriverà al potere e rispetterà la sua piattaforma, quelle catene per l’economia italiana potrebbero spezzarsi veramente.

Ellen Brown è avvocato a Los Angeles e autore di 11 libri. In Web of Debt: The Shocking Truth about Our Money System and How We Can Break Free, rivela come un cartello di banche private ha usurpato al popolo il potere di creare denaro  e come si può tornare indietro. Altri articoli di Ellen, o visita il web di Ellen.

Ellen Hodson Brown
Fonte: http://dissidentvoice.org Link : http://dissidentvoice.org/2013/03/qe-for-the-people-comedian-grillos-populist-plan-for-italy/
8.03.2013

Traduzione per http://www.ComeDonChisciotte.org a cura di BOSQUE PRIMARIO

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di Gianni Lannes – http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/03/da-scientology-grillology.html

La Cosa
E’ sotto gli occhi di tutti: va in onda un esperimento strano in Italia. Il risultato non muta: sempre di lavaggio del cervello a livello generale di tratta. Nel video “denominato “La Cosa”, visibile sul sito di Beppe Grillo (web tv ufficiale del Movimento 5 Stelle), tra l’altro si legge:
«Andate dunque, e riportate a Casa, la Mia gente. Ecco, IO SONO con voi tutti tutti i giorni, fino alla fine  di tutte le Ere. Gesù, il Cristo”».
Gianroberto Casaleggio, oltretutto, aveva già pubblicamente definito il ragioniere Beppe Grillo, al secolo Giuseppe Piero Grillo, “il nuovo messia”.
Esigono solo seguaci obbedienti e silenti così da contagiare alla causa anche il resto del Belpaese.Nel microcosmo grullino il complottismo non è un’ipotesi, ma il dogma.
Infatti a Grillology nulla è come appare. Tutto ha qualcosa cosa dietro, o di lato (Casaleggio), oppure si nasconde nell’ombra e si mescola alle tenebre, in attesa della rivelazione suprema del Capo Grillo.
Il perito informatico Casaleggio ha addirittura paragonato Grillo a San Francesco con le folle che applaudono veneranti, mentre nessuno osa interrompere il farneticante monologo della macchinetta raccatta soldi facili.
 
Non ho più parole per questo lobotomia di massa elaborata e diffusa per conto terzi dalla ditta Grillo&Casaleggio. Non ho altro da aggiungere sui vapori di questo cospirazionismo mistico dal sapore truffaldino.
 

Usate la testa! E’ un bluff di piazza che, disorienta, porta fuori strada e fa perdere tempo al popolo italiano.

video dalla web tv ufficiale del Movimento 5 Stelle:

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Beppe Grillo presidente e il nipote vice. Nessuna traccia di Gianroberto Casaleggio

23:34 – Beppe Grillo presidente, il nipote Enrico vice e il commercialista Enrico Maria Nadasi segretario. E’ questa la triade al comando del Movimento 5 Stelle indicata nello statuto firmato davanti al notaio nell’atto costitutivo e scoperto dall’Huffington Post. Dal documento risulta anche che il titolare del simbolo dei Cinque Stelle e del blog beppegrillo.it è l’ex comico genovese. Nessuna traccia di Gianroberto Casaleggio.

Non esiste quindi soltanto il “non statuto” pubblicato sul sito dei grillini. Uno statuto vero e proprio è stato stilato e registrato davanti a un notaio il 18 dicembre. L’Assemblea – si legge – va convocata almeno una volta l’anno entro il mese di aprile. Poi ci sono un consiglio direttivo e un presidente. Che, per ora, sono sempre Grillo, il nipote e il commercialista. I tre hanno anche la qualifica di soci fondatori, mentre gli altri soci, quelli ordinari, vengono ammessi solo dopo la presentazione di una domanda che deve essere approvata dal consiglio direttivo.
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14 novembre 2012 | Autore

Sull’exploit di Grillo in Sicilia e l’ascesa politica del suo movimento, avrei preferito non esprimermi: grillina antelitteram, ricordo un’azione mitica che concludemmo felicemente per scacciare un inceneritore di Suez Gaz de France dalla bellissima valle di Pieve di Teco (provincia di Imperia): la sala consiliare era talmente gremita che la gente si era radunata e accalcata persino per la strada, non essendoci più posto dentro neanche per uno spillo.

Poi fui la prima in assoluto ad avergli chiesto nel lontano 2006 sulla Casaleggio. Lo chiamai in occasione delle politiche di quell’anno – dopo essere riuscita a ottenere il suo numero da un suo conoscente/militante del net – per chiedergli e supplicarlo di farci scendere in campo (mi consideravo una di loro), onde scongiurare l’avvento dei soliti partiti – in particolare Berlusconi – che consideravo, come tanti, la nostra peggiore rovina. Dovetti poi ricredermi, visto che i tecnici sono i peggiori in assoluto. Ma questo per dire quanto ci credevo e ci speravo…

La Casaleggio la cliccavo nelle mie ricerche per ricostruire la proprietà delle società e i nomi chiave delle stesse, i cumuli di poltrone nelle aziende, di cui proponevano uno schema interattivo sul sito; ma già avevo notato che tale opera d’informazione era del tutto parziale poiché si fermava ai confini italiani in un momento storico in cui tutte le nostre imprese erano e sono continuamente acquisite da holding estere, e in un momento in cui cominciavo a scrivere su quello che si è rivelato essere un vero e proprio golpe finanziario eterodiretto sul nostro patrimonio nazionale dagli anni ’80 e, in particolare, dal 92 con tangentopoli e l’accordo Britannia . Avevo chiamato anche la Casaleggio a suo tempo circa lo schema interattivo delle strutture societarie delle società italiane quotate in borsa sul loro sito: come mai vi è il black-out assoluto sulle holding d’oltralpi? Penso che furono presi di sorpresa e la risposta fu del tutto evasiva.

Sulla questione delle politiche, Grillo mi disse con un tono perentorio che i tempi non erano maturi, e poco importava se parti più o meno numerose del movimento si sentivano pronte, e poco importava se con tale gesto si regalava di fatto la vittoria a Berlusconi, poiché se lui non si considerava maturo, alla sua età, noi giovani e meno giovani e soprattutto esasperati dalla situazione, lo eravamo, eccome se lo eravamo. Ne andava della nostra vita. Già questo fatto mi fece riflettere: per quale recondito scopo faceva tale gesto? Non capiva Grillo che così si perdeva tempo prezioso nel fermare la cessione di sovranità e di aziende e servizi chiave del paese? E quindi di futuro, di lavoro, di progetti, di un minimo di stabilità?

Chiesi quindi a Grillo in quella telefonata del 2006 non già spiegazioni sulla Casaleggio in sé bensì su quel video sconcertante pieno zeppo di simboli esoterici (Gaia) che campeggiava sulla prima pagina del loro sito: mi rispose con un tono canzonatorio e grave due parole: “Casaleeeeeeggio!, massoneeeeeeria!”, e si congedò senza che potessi cavargli più alcun ragionamento di bocca.

Ma non è questo che poi mi fece allontanare dai meetup, alcuni dei quali devo ammettere facevano, e fanno tuttora, un discreto lavoro di divulgazione delle idee e delle informazioni, a livello capillare e del territorio: è il fatto che, mai e poi mai Grillo si è degnato di pubblicare o rispondere a un mio articolo, a una mia mail, dove denunciavo le cause della merda attuale con certa lungimiranza; il fatto che qualcuno come lui, che si riempiva la bocca di “acqua bene pubblico”, all’epoca in cui stavo esaminando l’abuso di posizione dominante con falso di gara, per non dire inesistente, corruzione e quant’ altro da parte di Suez/Mps/Acea/Caltagirone per l’ottenimento dell’appalto di Publiacqua in Toscana – quando vi fu l’occasione di parlarne in TV a un programma della D’Amico sull’acqua pubblica, invece di denunciare il piano di spartizione della nostra acqua tra Veolia e Suez Gaz de France, scoperto in un documento riportato da una sentenza dall’autority antitrust, lui si scagliò contro gli uomini d’affari e i politici nostrani. Stava nascendo l’idea di ‘casta’ con il libro di Stella, per deviare egregiamente l’attenzione del pubblico dai veri responsabili.

Poi, il fatto di constatare personalmente un livellamento verso il basso e il ‘pensiero unico’ dei grillini, non certo una meritocrazia, insomma non riuscivo a sentirmi a mio agio con loro, o giustamente riconosciuta. Il pensiero unico o conformismo che dir si voglia, è stato confermato da quella certa Federica che a Ballarò di due martedì fa ha dichiarato di sostenere perfettamente l’Ici prima casa perché altrimenti i comuni piangono, senza accennare minimamente all’istituzione di una bella commissione d’indagine sul debito fraudolento, a una bella spiegazione di come siamo scientificamente strozzati dagli stampatori di moneta, e di come possiamo ricuperare la nostra dignità ricuperando la facoltà di stampare monete, complementari e parallele all’euro, in attesa di una felice e agognata uscita da questo circolo infernale.

La reazione di Grillo il giorno dopo che la redarguisce non già perché ha detto cazzate non in linea con il ‘programma’ ma perché si sarebbe esposta in tv per ottenere quell’orgasmico piacere dell’esibirsi davanti ad amici e parenti, non fa che confermare che quell’orgasmo del bagno di folla lo può provare solo Grillo che con i suo show ci fa sognare la cancellazione del debito pubblico come in Ecuador, mentre poi l’eliminazione dell’IMU prima casa per non schiavizzare il popolo al servizio del nostro debito pubblico non è neanche citata nel programma del movimento. Vedo cioé un movimento dove la meritocrazia e la visibilità valgono solo per lui, non eletto, mentre il resto è un esercito di persone tenute appositamente nell’anonimato, di cui è previsto che non si facciano conoscere a livello nazionale – né le persone né le idee che non sono da discutere in TV a livello nazionale – e per chi sgarra come Federica, sfuriata del boss e minacce di espulsione.

I metodi con cui Grillo ha tentato di richiamare all’ordine la Federica ha provocato una giusta risposta, in cui Grillo è stato paragonato ai soliti capi di partito maschilisti e autocratici. Effettivamente attualmente è un pullulare di partitini e movimenti, sulla scia dello scontento e dello sgomento sul nostro futuro, nella quotidiana violazione dei diritti umani, tra esodati, sfrattati e sfollati dimenticati, tra abusi burocratici, sequestri e multe abusive di equitalia, nella precarietà la più assoluta e nell’enunciazione di plateali luogocomuni orwelliani previsti per lavarci il cervello e farci accettare, supini, l’inaccettabile in un marasma di sensi di colpa (mafia, evasione fiscale, violazioni di cavilli, frodatori ed evasori, bamboccioni e choosy) che però non attecchiscono bene come si vorrebbe ma che sono tali da minarci nella libertà di espressione (cfr. caso Sallusti, il carcere per diffamazione) : un pullulare di partitini che vorrebbero o fanno finta di proporre cose nuove, ma con metodi del tutto vecchi e datati. Il partitino che ruota tutt’intorno a un gallo che, promettendo un ipotetico posto al sole nel frattempo richiede sacrifici e lavoro A GRATIS per preparare campagne stampa e campagne elettorali per il solito galletto nel pollaio non differendo in questo da chi chiede a chi cerca lavoro di pagare un anticipo, nell’humus assurdo della disoccupazione e della suboccupazione totali dovuti a un dato matematicamente certo: un sistema economico basato su una moneta che arreca con sé il NOSTRO debito e che rastrella quindi le nostre ricchezze, provocando carenza di posti di lavoro decenti premiando e drenando i capitali al monopolio della finanza.

Vorrei che non fosse così, vorrei cioé che tutto quello che sento sul movimento 5 stelle, fosse un abbaglio, e mi ero lasciata un margine di errore circa il giudizio, le cose possono cambiare e i movimenti sono composti da persone umane, mi dicevo. Intanto, però, percorrendo il programma, constato con tristezza che si voltano le spalle al perno dei problemi: la moneta debito e il conseguente gonfiato debito pubblico. L’ordine di priorità non è il mio.

Di tale programma, bene la class action, l’abolizione della legge Biagi, la reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate, l’abolizione delle cariche multiple dei consiglieri di amministrazione nelle società quotate…

Però mi chiedo come si possa “introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite”, senza trasformare tutto il sistema bancario (da occidentale a islamico?) e soprattutto senza introdurre un controllo del pubblico e/o della collettività su di esso. A meno che il movimento non voglia arrivarci a piccoli passi? Si, ma quanto piccoli? Perché poi alla fine saremo tutti morti, e la nostra vita sarà passata en attendant Godot…intrattenuti da un comico…

Nel programma del movimento, punti come l’abolizione delle scatole cinesi in Borsa, se le filiali delle multinazionali che scorribandano nel paese non devono sottostare allo stesso obbligo, non significa che ‘aprire’ ancora di più ai potentati finanziari esteri; dovreste anche spiegarmi in cosa il divieto di incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale possa fare del bene al paese se dobbiamo difenderci dagli stessi, quintuplicati, di paesi come la Francia che con coaguli di conflitti di interessi e di incroci tra banche industrie e governo come il consiglio di amministrazione di Axa, ci sta soffiando la Monte dei Paschi e con essa il ricco territorio senese. Non sto difendendo gli incroci azionari, tutt’altro, sto semplicemente allargando la cornice per dichiarare che tali incroci azionari sono tipici proprio di quei paesi che ci stanno colonizzando mentre da noi sono piuttosto l’eccezione. Noi gli azionisti bancari li abbiamo direttamente al governo..

Poi leggo il divieto di acquisizione a debito di una società, però l’esempio tipo è la Telecom acquisita a debito dalle banche, ma non la Parmalat, acquisita a debito da una società francese, la Lactalis…

Tutto nel programma di Grillo è relegato alla microeconomia, alla realtà locale e comunale, però non per esaltarne la ‘sussidiarietà’ cioé l’autonomia, ma unicamente per contrastare degli effetti le cui radici non sono mai attaccate e nemmeno citate: l’assenza di sovranità – monetaria e non; un debito pubblico fraudolento, la colonizzazione della finanza internazionale.

Leggo ancora: abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, Enel, Mediaset, Ferrovie dello Stato. Esattamente il contrario di quello che vorrei. Inoltre annoverare Mediaset, che non è un monopolio e neanche un oligopolio con la concorrenza di Rai e Sky, tra i monopoli ex pubblici, significa celare a stento la deliberata volontà debenedettiana/rotschildiana di ridimensionare Berlusconi; attaccare gli altri ex monopoli pubblici significa attaccare direttamente la sovranità dell’Italia, una sovranità tradizionalmente espressa in tutti i paesi del mondo dal numero di fondi, industrie e servizi in mani pubbliche. Quei monopoli di fatto di cui parla il programma di Grillo andrebbero al contrario integralmente rinazionalizzati, o per lo meno andrebbe lanciato un dibattito sui servizi di base e strategici del paese…. Fa specie comunque leggere un punto così radicalmente iperliberista alla thatcher in un movimento che attrae tutta quella parte della popolazione di delusi della “sinistra”… Sempre più Orwell…

Ma il primato delle banalità spetta al punto della “Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato il taglio degli sprechi”. Fa il paio con “l’Ici prima casa è una tassa giusta altrimenti i comuni non sanno dove prendere i soldi”, della Federica Salsi, niente di più bancocratico, allineato al pensiero unico dei banchieri che ci spennano.

D’accordo poi con il tentativo di “impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manufatturiere con un prevalente mercato interno”, più o meno ridondante con il punto “favorire le produzioni locali”, tutte cose encomiabili, ma se il programma non dice – volutamente – come, allora davvero siamo nel microbismo, cioé nel far finta di cambiare la sfumatura a un colore di un quadro che sta cascando dal muro perché il chiodo è dondolante. Vogliamo guardare fuori dalla cornice? Sulla cornice figura il sistema delle compartecipazioni statali all’IRI e le monete locali e nazionale, di cui non si fa il sia pur minimo accenno. Fuori dalla cornice ci stanno le lobby finanziarie, la trilaterale, il signoraggio della Federal Reserve, l’euro, la BCE, l’FMI, la BIS e tutti quanti. Il chiodo dondolante è la speculazione che si è abbattuta sul nostro paese con la complicità delle tre agenzie di rating in conflitto di interessi con le banche creditrici e/o banche dealer. Sul fuori dalla cornice il programma non dice niente, nada, nulla. Fuori dalla cornice, capisco, il muro è troppo ampio. Potrebbe essere una questione tattica, ma..

Infine si noti il “sussidio di disoccupazione garantito”, ben diverso però dal nostro auspicato reddito di cittadinanza, attuabile unicamente in una collettività che abbia la sovranità monetaria ossia la possibilità di stampare, controllare e valutare la propria moneta senza dover passare dalle grinfie delle banche, di cui si deve ripristinare il ruolo originale, quello di semplici intermediari finanziari. Se non si esce dal contesto ‘prudenziale’ delle banche, i popoli non potranno mai rimettere al centro delle politiche l’umano e i suoi fabbisogni al posto dell’avidità dei parassiti eterodiretti.

Il programma non fa altro che confermare quello che già sapevo: il movimento di Grillo è uno specchietto per le allodole che fa finta di volere cambiare tutto, ma cambia unicamente alcuni dettagli di contorno, gli inceneritori, i farmaci generici, la moralità dei politici ecc, senza neanche affrontare né lo strapotere dei tentacoli della finanza internazionale conficcati nel paese, né il conseguente problema del debito e dell’usura né tantomeno la vera perdita di sovranità del popolo negli enti pubblici e nello Stato, e il depauperamento di massa, rimanendo quindi strettamente nella cornice prudenzial-contabile dell’euro-Europa (cfr. http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=28811 ).

L’articolo l’ho scritto per chi ci accusa ancora oggi di essere complottisti ‘rabbiosi’ che remando contro Grillo consegneranno il paese al ‘Monti bis’. Ho volutamente omesso di parlare del tema arcinoto della Casaleggio di cui i nostri lettori sono al corrente, per soffermarmi su questioni fattuali di programma. Il programma non mi convince, si sofferma su tanti dettagli apparentemente seducenti ma senza affrontare i veri nodi, confonde le priorità e i livelli, omette del tutto i temi per noi prioritari, e si ostina su punti per noi del tutto secondari.

E questi sono argomenti di merito, a meno che per taluni non sia la forma a rappresentare la novità. Beh, conoscendo gli altri partiti, in certo senso si, il format del movimento con l’abuso della rete per il dialogo, l’organizzazione e la diffusione delle informazioni della base, è una novità per un partito, ma della rete non ha certo l’esclusiva. Tuttavia, la strabiliante visibilità unicamente per il gallo Grillo, il ’prestanome’ (?) del movimento, no, qua casca l’asino: questo è un dèjà vu nauseabondo.

A questo punto la domanda è d’obbligo: riuscirà la base a organizzarsi e a diventare un vero movimento/partito politico emancipandosi da Grillo e la Casaleggio? Questa sì che sarebbe una rivoluzione…

N. Forcheri – Novembre 2012

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Quell’affinità esoterica tra Casaleggio e l’alta finanza

di Federico Cenci

Qualcuno ne è rimasto stupito. A margine del voto, la Goldman Sachs, banca d’affari tra le più influenti del pianeta, uno di quei “centri di potere occulto” che più di un anno fa ci avrebbero imposto il governo tecnico, ha rivolto un esplicito cenno d’intesa al Movimento 5 Stelle. Jim O’Neill in persona, presidente della Goldman Sachs, ha affermato di trovare “entusiasmante” l’esito delle elezioni politiche in Italia. L’economista inglese ritiene che nel nostro Paese ci sia “bisogno di cambiare qualcosa di importante” e “il particolare fascino di massa del Movimento 5 Stelle potrebbe essere il segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo”.

In effetti, dopo una lettura superficiale può apparire persino grottesco che una banca di quel rango, simbolo della crisi mondiale, sostenitrice di politiche di sempre maggiore austerità, possa ora appoggiare un movimento che ha fatto della lotta alla Bce uno dei suoi cavalli di battaglia. Tuttavia, se ci si rivolge oltre l’impressione immediata, si ottiene una delle risposte (o, forse, la risposta) al perché in questo endorsment dell’alta finanza a Grillo non vi sia nulla di cui stupirsi, anzi.

La “gaia” aspirazione di Casaleggio.
Distogliamo lo sguardo dall’intrattenitore Grillo. In piazza San Giovanni, durante l’ultimo comizio grillino prima delle elezioni, il coup de theatre più inatteso è avvenuto quando sul palco è salito Gianroberto Casaleggio. Il misterioso informatico milanese – modi timidi e volto seminascosto da una folta capigliatura riccia – è così uscito allo scoperto dopo che per mesi è stato identificato come il vero guru, silenzioso ma onnisciente, del Movimento 5 Stelle. Da quel momento, è però tornato nell’ombra, ma sul suo mistero la stampa ha provato ad accendere i riflettori. Dalla babele mediatica ingenerata, è emerso un interessante elemento. Si tratta di un video, “Gaia – The future of politics”, prodotto dall’azienda Casaleggio Associati, che rivela molto della visione del mondo e delle ambizioni del taciturno guru milanese. Molto di più delle frasi di circostanza proferite da lui sul palco di San Giovanni.

I contenuti, più che un auspicio sul futuro della politica, sembrano i deliri cyberpunk di uno scrittore dalla fervida fantasia. L’autore si spende nella preveggenza di un rovinoso scenario per il pianeta, dilaniato dalla Terza Guerra Mondiale tra due blocchi: quello occidentale e la Russia, la Cina e il Medio Oriente. Il motivo del contendere, la libertà di internet, garantita in modo assoluto in Occidente e ristretta nell’altro blocco. Dopo atroci combattimenti che riducono, nel 2040, la popolazione mondiale a un miliardo di persone, la guerra finisce. L’esito sorride agli occidentali, che possono così urbi et orbi elargire internet libero. L’uomo diventa sempre più virtuale, un account si sostituisce all’anima e precisamente il 14 agosto 2054 (centenario della nascita di Gianroberto Casaleggio) delle votazioni globali via Rete eleggono Gaia, un governo mondiale fondato sulla democrazia diretta (rigorosamente virtuale) e sull’abolizione di tutti i corpi intermedi (chiese, istituto familiare, aggregazioni sociali, etc.).

Rousseau antesignano del M5S.
La teologia esoterica del guru Casaleggio è dunque da ritenere il fine ultimo, lo stadio più alto cui aspira il Movimento 5 Stelle. Questa suggestione, del resto, non è nulla di originale. Come fatto notare da Giovanni Belardinelli sulle pagine del “Corriere della Sera”, la volontà di “costruire una democrazia priva di partiti e di ogni gerarchia ha attraversato la storia europea dagli ultimi duecento anni e più”. Il giornalista del “Corsera” fa risalire alle idee anti-tradizionali e anti-gerarchiche di Rousseau e della Rivoluzione francese la primogenitura di certe utopie. Ora, Casaleggio e Grillo credono di poter trasformare quelle utopie in realtà, semplicemente grazie alla Rete, più subdola e efficace delle obsolete ghigliottine giacobine.

Alta finanza e Casaleggio: stessi obiettivi.
Una simile prospettiva, cui Casaleggio attribuisce il nome Gaia, equivale alla quintessenza dell’abbrutimento umano. Una realtà, piatta come un tablet e grigia come l’hardware di un computer, che ci fa regredire a un livello di homo digitalis, che ha reciso ogni legame trascendente sostituendolo con il mito non più della Dea Ragione illuminista ma con quello del Dio Web dell’epoca virtuale.

A questo punto, individuato qual è l’obiettivo di Casaleggio, può venir più facile comprendere il motivo per cui un istituto finanziario come la Goldman Sachs ammicca al Movimento 5 Stelle. Perché esso solo – a più di due secoli di distanza dalla sanguinosa rivoluzione che, avvenuta in Francia, diede impulso al liberismo – può realizzare quel sogno atavico che da sempre si prefigge l’alta finanza. Ossia rompere gli argini, spazzar via con un colpo di spugna i governi e gli Stati, sradicare l’uomo dalle sue più alte vocazioni per renderlo una monade priva di emozioni, un asettico consumatore (di prodotti, di lavoro, di web). Ecco cosa ha in mente Casaleggio che tanto intriga gli apparenti avversari del Movimento 5 Stelle: un contesto su scala globale in cui le regole vengano dettate da Wall Street e dalla City, senza intermediari e soprattutto senza intralci.

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22 marzo 2013 | Autore | Stampa articolo Stampa articolo
http://etleboro.blogspot.it/2013/03/ci-chiamarono-complottisti.html
Il mito della caverna di Platone

Resterà una vana illusione la tanto attesa rivoluzione che il cosiddetto ‘movimento del web’ ha previsto, lasciando dietro di sé terra bruciata e delusione in chi ha creduto di poter cambiare il sistema. Questa osservazione non vuole essere un’espressione politica, bensì solo l’amara constatazione scaturita dall’analisi della manipolazione demagogica che è stata effettuata sulle masse, grazie agli efficienti strumenti forniti dal web. Tutto sembra facile, campagne elettorali e conferenze mondiali in streaming senza alcun dispendio di denaro pubblico, comunicazione trasparente e partecipazione collettiva. Un miraggio che diventa realtà, se si pensa che il costo della politica si aggira intorno a 1-2 miliardi di euro. Ma quello che può sembrare un’utopica realtà, alla portata di tutti e a costo zero, si rivela un’arma a doppio taglio, consegnando nelle mani dei ‘nuovi Banchieri’ le chiavi per comprendere e quindi raggirare l’elettorato italiano. L’entità che infatti si annida dietro questo movimento, non è il frutto di un complotto degli Illuminati o del Nuovo Ordine Mondiale, non è una lobby petrolifera o del nucleare.

Il fenomeno del grillismo è davvero il prodotto del Web, e quindi delle lobbies della cybernetica, dell’open source e delle multinazionali dell’informatica. Google, You Tube, Yahoo, Facebook, Skype, ecc., sono i nuovi banchieri, che non avranno bisogno di petrolio perché è cambiato il controvalore economico. “La crisi è proprio questo, è l’ingresso della cybernetica nella produzione reale, la distruzione del controvalore numerario di oro e valuta, per far posto all’unità di valore intellettuale cibernetico, che può essere il click dei banner, il download e il numero delle ricerche: questi saranno i parametri che misureranno le nostre prestazioni intellettive, la compravendita di servizi e merci, e la stessa visibilità sociale” ( Da Etleboro, “ISP e informazioni: banche centrali e moneta del futuro”, 17 dic 2008).
Società come You Tube e Facebook,  forniscono in maniera gratuita gli strumenti , per far  sì che si vengano a creare dei movimenti spontanei che possano utilizzarli per comunicare. Anche se non si condividono i metodi e gli applicativi imposti, con il tempo non si potrà fare a meno di loro, entrando inevitabilmente negli usi e costumi quotidiani. Non è necessario essere d’accordo con loro, ma impongono che tu gli dia fiducia, anche se loro non si fidano di te. Dovremmo cominciare a fare un po’ di conti, e quantificare il costo ipotetico d a sostenere per far riecheggiare nell’etere il suo Tsunami Tour in diretta streaming in HD, con migliaia di utenti collegati in tutto il mondo. L’effetto domino è stato simile a quanto accaduto con la Primavera Araba e i movimenti di Occupy , dove tutto è stato organizzato attraverso blogger e attivisti anonimi, sapientemente addestrati per diffondere idee e simboli sintetici di false rivoluzioni. Il tutto amplificato dall’accreditamento dei media internazionali, che hanno presentato al mondo “il volto della resistenza al regime”, consacrando loro il ruolo di opposizione ufficiale ai poteri da abbattere. Nella realtà, le rivoluzione amare del “Game Over” di Egitto, Libia, Tunisia e Algeria non hanno fatto che riportare la bandiera di Al quaeda nel Nord Africa, fanatici tagliagole e violentatori, che hanno preso il posto di quella che era chiamata democrazia del web (Da Etleboro, “I mercenari della democrazia”, 7 ago 2012 “Un’arma di distruzione di massa digitale, 23 giu 2011 “La rete di Soros che finanzia il crimine invisibile”, 10 mar 2011)
Ecco la rete dei Grillini.
La struttura piramidale su cui sono stati progettati
i sistemi di controllo delle masse come Blog e Forum.
Oggi si è caduti invece nel ridicolo, e si vuole presentare delle società private come un simbolo di garanzia democratica. E pensare che fu proprio la IBM a vendere alla Germania Nazista i sistemi per catalogare gli ebrei, creando le prime macchine di calcolo dei dati, mentre oggi i Mormoni battezzano i morti per ampliare gli adepti che “discendono dalla setta”, grazie alla più grande catalogazione delle anagrafi di oltre 100 paesi, grazie ad un imbroglio informatico. Le società cibernetiche si sono già appropriate dell’esperienza delle sette, e stanno studiando sistemi che consentiranno di aggiornare un profilo anche da morto, manomettendo la vita storica degli esseri umani.  Non è altro che business, che va oltre lo Stato, con un piano strategico che porterà ad accumulare soldi e ricchezza, grazie ad un patrimonio
inestimabile. “Le masse occidentali infatti credono di avere un potere e dei diritti, ma è così solo in apparenza: con il tempo le loro prerogative sono passate nelle mani di speculatori, delle holding dell’informazione. Questi, tramite il loro potere di comunicazione, muovono le masse facendo leva sui loro consumi. Gli “invisibili” – come chiameremo le entità economiche che gestiscono questo sistema vitale – hanno capito che, nutrendoci con dei beni materiali e culturali medio-bassi, possiamo essere manipolati mediante un piccolo slogan e dei discorsi politici. Le masse, utilizzando Twitter e Facebook, non fanno altro che alimentare i potenti fornendo loro le proprie informazioni. Tali meccanismi ci fanno capire come “emigrano” gli interessi delle grandi multinazionali verso il consumo e le risorse da sfruttare” (Da Etleboro, “La macchina pensante”, 11 dic 2008) .
Di fatti, mentre la democrazia costruita nei secoli dall’umanità è basata sulla fiducia, questi sistemi piramidali – come Facebook, Twitter – consentono un tracciamento di fondo ed automatico, perché ognuno inserisce la propria informazione, fornendo alla società che ne detiene la proprietà e i codici sorgente l’accesso ad un’immensa banca di dati. Attraverso l’analisi semantica, le società di gestione dei dati tracciano i profili degli individui e quindi di intere società: preferenze nei consumi, interessi intellettuali, ma anche frustrazioni, sentimenti, desideri. Una preziosa risorsa, insomma, per creare delle campagne elettorali perfette, sincronizzate e perfettamente aderenti alle prospettive degli utenti (Da Etleboro, “Facebook e il mondo degli inutili”, 29 dic 2008).
Ed in effetti la parola “utilizzatore” e non “cittadino” è più adeguata per definire queste masse informi che popolano forum e blog, accaniti sostenitori di Youporn, scansafatiche e segaioli, che hanno creato il loro alterego sdoppiato di ipocrisia in Facebook. Tuttavia, questa onda anomala che si vuole provocare può funzionare forse in America, dove le persone sono ridotte al minimo storico di civiltà educativa, non conosco neanche più i sentimenti, si amano attraverso un PC e si nutrono di chimica. Creare dei movimenti di frustrati e di disperati, dei movimenti di cloni di individui mobbizzati dal lavoro, rischia di degenerare in una società come la nostra in “esercito di kamikaze”, e qualcuno dovrà prendersi delle responsabilità.  Ogni pseudo rivoluzione architettata si chiama shock di civilizzazione, e serve quando la bolla sta per scoppiare, e dare l’impressione di cambiamento. Tutto questo è controllato, schematizzato e ben definito, ecco perché non crediamo.Quando si vuol far credere che è la società civile che sceglie, e che la democrazia diretta ti porta al potere facilmente, è lì che bisogna riflettere. Anni fa ci chiamarono complottisti, perché parlavamo della crisi moderna causata dall’ingresso non regolamentato della cybernetica nei nostri sistemi industriali. Abbiamo avuto il coraggio di resistere, tra il male e il bene, tra il Bianco e il Nero, ma pochissimi ci hanno capito. Purtroppo l’ignoranza dei cittadini deve confrontarsi con il mondo reale, e  vedremo solo allora se Facebook darà la soluzione. Lasciate quindi   tastiera e Ipad, riaprite i libri nelle biblioteche, e leggerete la vera scienza.
Pubblicato da a 01:49
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ISP e informazioni: banche centrali e moneta del futuro

17 dicembre 2008
Mentre il sistema economico occidentale di sgretola, i nuovi “banchieri” preparano i caveaux delle Banche Centrali del prossimo futuro. È facile dedurre, chi saranno le entità detentrici degli strumenti che tutti utilizziamo ed utilizzeremo per lavorare, comunicare e vivere. Google, You Tube, Yahoo, Facebook, Skype, sono la nuova lobby cybernetica, che non ha bisogno di petrolio perché è cambiato il controvalore economico.
Se il sistema economico occidentale sembra sgretolarsi sotto i colpi dello scandalo delle “piramidi” di Bernard Madoff, dall’altra i nuovi “banchieri” preparano i caveaux delle Banche Centrali del prossimo futuro. Quando il panico e la propaganda della crisi economica avrà smesso di fare le ultime vittime, distruggendo i cocci della vecchia economia del “dollaro di carta”, il passo successivo sarà quello di imporre nuove regole per ricostruire il mercato e far ripartire l’economia. È facile dedurre, a questo punto, chi saranno le entità detentrici degli strumenti che tutti utilizziamo ed utilizzeremo per lavorare, comunicare e vivere, perché saranno dei mezzi indispensabili. Google, You Tube, Yahoo, Facebook, Skype, etc., sono la nuova lobbies cybernetica, che non ha bisogno di petrolio perché è cambiato il controvalore Economico. La crisi è proprio questo, è la distruzione del controvalore numerario di oro e valuta, per far posto all’unità di valore intellettuale cibernetico, che può essere il “click” dei banner, la “impressione della pagina”, il “download” e il numero delle “ricerche”: questi saranno i parametri che misureranno le nostre prestazioni intellettive, la compravendita di servizi e merci, e la stessa visibilità sociale. Quello di cui parliamo è reale, e non è molto lontano dal presente in cui viviamo, la teoria della cybernetica nasce agli inizi del 1900 e in questi 100 anni si è sviluppata nelle sue forme per divenire “attuabile” ai meccanismi biologici e sociali dell’umanità.
Conoscere la cybernetica ci fa capire anche il vero significato del progetto OpenEdge di Google, la dimensione parallela dell’internet con contenuti fruibili a pagamento, che andrebbe a concretizzare anni di lavoro di preparazione e darebbe un senso a questo enorme sistema informatico creato per monopolizzare e mappare l’informazione nel web. Il progetto di Google prevede infatti di collocare i propri server all’interno delle farm dei fornitori di connettività, e su questi server verrebbero collocate informazioni e servizi, che usufruiranno di una corsia privilegiata e a banda larga, previo pagamento di un canone a Isp o compagnie telefoniche. E’ ovvio che, in tal modo, verrebbe stravolto l’intero sistema su cui è stato costruito Internet, perché non si avrebbe più il World Wide Web, bensì un sistema a due velocità, per due classi separate di utenti. Il progetto è tutt’ora in trattativa, e Google sta cercando di trovare il modo per scavalcare quelle norme di Antitrust e di “Net Neutrality” (la neutralità della rete), utilizzando però gli strumenti di sempre, ossia la lobby.

Ed è davvero strano che il direttore esecutivo di Google Eric Schmidt sia uno dei consiglieri di Obama: ma Obama non era l’uomo venuto dal basso che non aveva lobbies dietro di sé? Il grande inganno della gente, è proprio l’illudersi che questo tipo di “potere forte” non sia dannoso come una compagnia petrolifera o di produzione di armi. Tuttavia – come da noi spiegato in precedenza, e si veda La macchina pensante – per stabilire se un potere sia pericoloso o meno, bisogna anche stabilire che tipo di crimine commette, e dunque se intacca la sfera materiale, o quella intellettuale. In quest’ultimo caso si parla infatti di “crimine invisibile” compiuto da “macchine pensanti”, che sono in grado di monitorare non solo l’accesso e il flusso di informazioni alle masse, ma riescono ad ostacolare le forze intellettuali e materiali dell’uomo.Richard Whitt, dirigente di Google preposto ai rapporti con gli operatori TLC, per sgomberare ogni dubbio, ha precisato che si tratta solo di un’operazione di collocazione dei server, una pratica legale, che permette di ridurre i costi della banda, e lo staff di Obama, ha già trovato delle giustificazioni secondo cui “la velocità delle informazioni va pagata di più”. Ma, comunque la si metta, la neutralità del web rispetto ai contenuti sarebbe comunque violata, in quanto la “competitività” di un sito sarà dettato dalla sua capacità di “viaggiare” a velocità superiori, cosa che andrà anche ad influire sulla qualità dei servizi forniti per le comunicazioni, le videoconfenze, l’accessibilità di più utenti. D’altra parte, gli Isp diventeranno come le Banche Centrali, mentre non tutti gli Stati potranno avere la possibilità di sviluppare una tecnologia che utilizza il sistema satellitare o cavi di interconnessione. È su questo dunque che si giocherà la guerra cybernetica, sull’accesso alle reti e alle informazioni, mentre la lotta agli hacker servirà solo per il sabotaggio o per coprire forme di spionaggio, come d’altronde accade oggi con il terrorismo. In questa guerra, gli Stati Uniti continuano a viaggiare dietro i contractors ( come Google o IBM) e ancora una volta imporranno un sistema di potere e di scambi che non tutelerà la sovranità del popolo, essendo sempre nelle mani di privati.In un futuro non tanto lontano, vedremo come hacker, virus e spyware diventeranno i nuovi terroristi o i patrioti – a secondo dei punti di vista – che lotteranno contro il “signoraggio” imposto sulle informazioni e l’accesso alla rete. I primi segnali di questa guerra già esistono, e il messaggio proviene proprio dalla Russia. Gli agenti del Servizio federale di sicurezza della Russia (FSB) hanno individuato 38.000 spyware nella regione di Saratov contro solo 700 nel 2007, come se fosse avvenuto un massiccio attacco. Gli esperti dell’FSB hanno già detto che i servizi segreti stranieri e le organizzazioni terroristiche possono utilizzare alcune di queste applicazioni come “armi di informazione”. Nel caso specifico, gli hackers della regione di Saratov hanno una reputazione a livello mondiale per le loro capacità di deviare i fondi da banche e bloccare i siti stranieri per riscatto, e sembra che i servizi segreti stranieri siano interessati anche al loro know-how. Questo deve far riflettere tutti su cosa stanno costruendo i pilastri della società e dell’economia: praticamente sul nulla, su sistemi elettronici e software che possono davvero imporre un controllo di massa.

Pubblicato da a 13:58

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Foa: a Beppe Grillo è sfuggito il copione di mano

Beppe Grillo se la prende con il cameraman che lo riprende durante un comizio e gli chiede di andarsene. “Sei lì che riprendi da 10 minuti. Stai riprendendo la mia persona, 3 minuti di diritto di cronaca bastano – le parole del leader del Movimento 5 Stelle -. Basta, la Rai non è la tua. È tua ma è anche mia. Fuori! Ho detto fuori! Spostati. Questi qui devono essere isolati”. Quindi attacca i giornalisti “pennivendoli” che tengono in vita i politici con “servizi schifosi”. Ilsussidiario.net ha intervistato Marcello Foa, amministratore delegato del Corriere del Ticino.

Secondo lei che cosa sta cercando di ottenere Grillo e quale progetto c’è dietro le sue ultime uscite?

Il problema è che Grillo non ha nessun progetto, ma manifesta chiaramente di essere stato sopraffatto dagli eventi. La sua strategia comunicativa, che in realtà probabilmente è stata elaborata da Casaleggio, è stata fenomenale nel costruire il consenso prima delle elezioni. L’intera strategia era basata sul fatto di fare emergere nell’elettorato i sentimenti e le idee che in una certa misura erano represse o quantomeno non espresse in modo compiuto dagli altri partiti. E’ quindi riuscito a far emergere e a entrare in sintonia con le pulsioni di una parte importante dell’elettorato, il 25% cioè un quarto del totale.

Poi qualcosa si è incrinato?

Ciò che Grillo non ha compreso perché non si è preparato, o perché i suoi consulenti a partire da Casaleggio non sono all’altezza, è che una volta entrati nei palazzi del potere bisogna cambiare linguaggio. E’ necessario mantenere alta la tensione sugli argomenti importanti, sulle questioni che contano, ma bisogna adeguare il modo di proporli all’opinione pubblica rispettando le istituzioni. C’è un certo galateo, un certo modo di porsi che è molto importante per non spaventare gli elettori moderati.

Grillo perde voti perché spaventa i suoi stessi elettori moderati?

Sì, Grillo non ha capito tutto ciò e ha continuato a urlare e a strepitare esattamente come faceva in campagna elettorale. La differenza è che prima era l’originale che faceva dei numeri, oggi invece è un politico che rappresenta il 25% degli elettori e una truppa importante di deputati e senatori che richiedono norme di gestione che sono diverse.

Quindi Grillo non sta recitando una parte, ma gli è scappato il copione di mano?

E’ così, il copione gli è sfuggito di mano e gli sono arrivati i primi risultati negativi in Friuli-Venezia Giulia. Quindi è stata la volta del disastro delle amministrative con un dimezzamento dei consensi, che ha accentuato questa impressione. Ciò ha innescato un nervosismo di fondo da parte di Beppe Grillo, che si è lasciato andare a commenti che sarebbero adatti se fosse stato a cena con i suoi amici, senza rendersi conto che oggi qualsiasi sua minima dichiarazione è enormemente amplificata. Ogni suo respiro ha un rilievo politico.

Non trova che ieri cacciando il cameraman abbia superato ogni limite?

Da un lato Grillo accusa Berlusconi di fare il duce, dall’altra caccia gli operatori di Rai e La7 con atteggiamenti che sono da Duce. Io ho il timore che Beppe Grillo rischi di percorrere la stessa china del personaggio Napoleon ne La Fattoria degli Animali di Georges Orwell. La rivoluzione era partita con buoni sentimenti e con il desiderio di essere tutti uguali, ma poi salta fuori un personaggio che “è più uguale degli altri”.

Dove sta il bacino elettorale di Grillo?

Il M5S ha nei suoi cromosomi elettorali un 10% di consensi che in tutte le elezioni cerca sempre il voto di protesta. Si tratta di una quota composta in passato da elettori antisistema della Lega nord e da gente che aveva votato per Nichi Vendola, Antonio Di Pietro e i radicali. Il modo di Grillo di fare politica intercetta molto bene questo 10%.

E dove ha ottenuto il restante 15%?

Grillo lo ha ottenuto andando a convincere una fetta di elettori moderati di centrosinistra e di centrodestra, che esasperati dalle difficoltà e dalle contraddizioni interne a Pd e Pdl hanno pensato di dare un segnale molto forte di malcontento votando per Beppe Grillo. Se Grillo vuole continuare a contare non deve spaventare questo pubblico, ma deve convincerlo del fatto che è un interlocutore credibile, che non sa solo urlare e denunciare, ma che è in grado di costruire qualcosa di forte e che la gente si può fidare di lui. Il problema è che Grillo sta facendo esattamente il contrario.

Pietro Vernizzi
Fonte: www.ilsussidiario.net
Link: http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2013/6/5/CAMERAMAN-CACCIATO-Foa-a-Beppe-Grillo-e-sfuggito-il-copione-di-mano/400031/
5.06.2013

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Perché Adele Gambaro potrebbe aver fregato Beppe Grillo

di – 12/06/2013 – La “falla” del codice di comportamento che infila i grillini in una pericolosissima via senza uscita

Perché Adele Gambaro potrebbe aver fregato Beppe Grillo

AdeleGambaro fa sapere che lei non se ne andrà di sua spontanea volontà dal gruppo del MoVimento 5 Stelle al Senato, mentre Vito Crimi stamattina in un’intervista al Giorno auspicava che la senatrice “prendesse atto” delle divergenze e ne traesse le conseguenze. Ovvero, se ne andasse da sola. Perché? Semplice: perché il gruppo non può cacciarla, a meno di rischiare un pericolosissimo precedente.

Twitter/Quinkit

Twitter/Quinkit

ADELE GAMBARO E IL REGOLAMENTO DI BEPPE GRILLO – Adele Gambaro, infatti è stata semplicemente “invitata” ieri ad andarsene dal MoVimento, e c’è un perché:

La Senatrice Adele Gambaro ha rilasciato dichiarazioni false e lesive nei miei confronti, in particolare sulla mia valutazione del Parlamento, danneggiando oltre alla mia immagine, lo stesso MoVimento 5 Stelle. Per questo motivo la invito per coerenza a uscire al più presto dal M5S.

Questo perché il codice di comportamento spiega in che modo è possibile espellere un parlamentare:

I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza.

E quello del Senato è ancora più specifico:

adele gambaro movimento 5 stelle

LE CONSEGUENZE DEL REGOLAMENTO – Ecco perché oggi la Gambaro pretende le scuse da Grillo ma annuncia che non se ne andrà nel gruppo misto. In questo modo il MoVimento si è infilato in un bel cul de sac. Grillo non può chiedere l’espulsione perché la richiesta è riservata ai parlamentari riuniti di Camera e Senato. Può chiederla soltanto un deputato o un senatore, ma si troverebbe davanti a due ordini di problemi: il primo è che farebbe la figura del cattivo; il secondo è che tra le palesi violazioni del regolamento non è elencata, purtroppo, la lesa maestà del Semplice Portavoce del MoVimento 5 Stelle. Infine c’è un’altra questione. Ovvero, quella della presentazione della candidatura alle parlamentarie della Gambaro.

ADELE GAMBARO E LA PRESENTAZIONE ALLE PARLAMENTARIE – Ieri sera abbiamo ricordato che la Gambaro, nella sua presentazione nei meetup bolognesi, aveva scritto:

Penso ad un Parlamentare che nel caso non fosse più in sintonia con il M5S, grazie al quale è stato eletto, la sua base, i suoi principi, semplicemente si debba dimettere.

Ovviamente, scimmie e mosconi hanno subito cominciato a ripetere (d’altronde, solo quello sanno fare) che a questo punto lei avrebbe dovuto dimettersi da parlamentare e lasciare il posto al prossimo della lista (ovvero, il primo dei non eletti nella regione di appartenenza).Un argomento che ha or ora sollevato lo stesso Grillo sul suo blog:

adele gambaro beppe grillo

Solo che c’è un problema, e anche grosso: la Gambaro ha criticato Beppe Grillo, e non il MoVimento 5 Stelle. Anzi: ha detto che il suo comportamento (quello del Semplice Portavoce) ha danneggiato il MoVimento 5 Stelle. Giusto o sbagliato che sia quello che ha detto la senatrice, è chiaro che lei non ha in alcun modo detto di non riconoscersi con i principi grillini. L’unico appiglio per espellerla sarebbe sostenere che in questo momento la Gambaro è invisa alla base. Solo che così i parlamentari a cinque stelle potrebbero dare adito a un pericoloso precedente: d’ora in poi per sbarazzarsi di qualcuno basterà un pogrom a 5 Stelle sul blog, anche in assenza di qualsivoglia violazione. E soprattutto: oggi a me, domani a te. I parlamentari potrebbero, in caso di proposta di espulsione, rischiare, domani, di fare la stessa fine. Pericoloso, no?

QUAL E’ IL PROBLEMA? – E infatti la Gambaro ha detto proprio questo alle agenzie di stampa:

”Non ho assolutamente intenzione di passare al Misto. Io sono ancora nel M5S e ci rimango finche’ non dovessero decidere di espellermi’, afferma la senatrice ‘dissidente’ . Beppe ”deve stare attento, non puo’ fare cosi’. Non e’ piu’ un uomo qualunque, rappresenta milioni di italiani. Io non ho offeso nessuno e sono stata offesa, pretendero’ da lui pubbliche scuse. Sono una signora – ho una certa eta’ e sono stata offesa, lui mi deve rispetto”. ”Sono tranquillissima, non ho detto nulla di male e c’e’ stata questa reazione spropositata. Il problema e’ lui, non sono io. Anche perché i rapporti sono buoni, per quello non me ne voglio andare. No, un passo indietro non lo faccio. Sempre che non decidano per l’espulsione. In quel caso, non opporrò resistenza. Ma io mi trovo in piena sintonia con le idee del Movimento”.

E stasera avrà un “chiarimento” con Crimi. Facile immagine in che toni: io non me ne vado. Se volete cacciarmi, dimostrate che qui nessuno vale uno, e comanda soltanto uno. Adele Gambaro potrebbe aver fregato Beppe Grillo. Usando il suo stesso regolamento. L’ironia della sorte, no?

Edit: Si va verso la pace. D’altro canto, non c’erano le armi per fare la guerra:

E’ iniziata a palazzo Madama una riunione informale dei senatori del M5S alle prese con l’ipotesi di espulsione della senatrice Adele Gambaro. ”Ci siamo autoconvocati con sms e messaggini”, afferma chi entra. All’incontro e’ presente anche la senatrice ‘ribelle’ Gambaro.

Chiarimento in vista tra la senatrice Adele Gambaro e il gruppo 5 stelle al Senato. Secondo quanto si apprende c’e’ stato infatti un colloquio tra Nicola Morra, Vito Crimi e la Gambaro, e il clima – viene riferito – sembra disteso. Alla fine c’e’ stato un abbraccio tra Crimi e Gambaro. Adesso e’ iniziata una riunione del gruppo a Palazzo Madama. (AGI)

Edit 2: A quanto pare, alla fine potrebbe esserci qualcuno pronto a sacrificarsi per regolare i conti con i ribelli. Domani sapremo tutto.

Edit 3: Per pura curiosità, andiamo a leggere il regolamento alla Camera del MoVimento 5 Stelle:

regolamento movimento 5 stelle

regolamento movimento 5 stelle 2

Ci vuole un quinto dei componenti del gruppo parlamentare completo, anche se questi voti dovessero arrivare per la stragrande maggioranza dei deputati, per portare qualcuno al giudizio. Il motivo potrebbe essere, molto latamente, il comma IV.

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