Il nostro vero antidoto? L’Eucarestia e farci Popolo di Nostra Signora della Tenda nella Carità. Sapere che siamo in una battaglia vera e poter riconoscere il nemico: apatia, accidia, ignavia di fronte al Male che è là.

Il Motto sia: LIBERI, DALLE “MATRICI DI MAMMONA, PER LIBERARE

Qui vedrete il tempo della Fine, i Segni dei Tempi, annunciare la Parusìa

San Marco 13, San Matteo 24, San Paolo Tessalonicesi 2, San Giovanni Apocalisse 13, San Daniele 8, La Salette, Fatima

Confraternita Diaconale e Mariana di Comunità & Cooperative di Arcieri e Cattolici Resilienti – Arca della Bellezza

veduta di Ornaro Alto

PREMESSA

f25c325aate_de_l2527etre_supr25c325aame_1Decrescita felice

Chiunque, liberamente, può fondare un Borgo di Xenobia. Ovviamente potrà utilizzare questi marchi solo se si attiene ai prerequisiti minimali per cui qualunque Cattolico Resiliente vi si possa riconoscere come parte di una “unità resiliente” secondo standard di efficienza e qualità autentica nel Vangelo, ben identificati nei suoi prerequisiti di giustizia, compartecipazione, beni comuni, buon governo, bellezza, natalità felice e identità cristiana.

I primi 144 Borghi di Xenobia saranno direttamente fondati in cooperazione con la Confraternita Mariana e Diaconale Arca della Bellezza, presso i 142 luoghi dove è avvenuto un Miracolo Eucaristico e nei due luoghi Santi dell’Arca che sono Loreto e Fatima. Faranno seguito luoghi santi da presidiare e tutte le aree che verranno di volta in volta proposte. Tutto il progetto è finalizzato alla Parusìa. Per cui, pur conoscendo i limiti e le difficoltà date da questi tempi di Grande Tribolazione e Passione della Chiesa, siamo certi che il Regno di Dio passerà da un interregno in Maria. E noi vorremmo nel nostro piccolo aver posto le pietre come nelle Nozze di Cana viene versata acqua nelle Giare poi trasformate da Dio in vino prezioso.

Il nostro riferimento è la società cristiana come formatasi nel tempo con dedizione e cura sulla cultura contadina; e trasmessa con regole precise da generazione a generazione, da borgo a borgo, da villaggio a villaggio, fino all’imposizione delle idee liberticide e devastanti del Risorgimento Italiano e degli Stati Nazione o Assolutistici del 1860 che imposero a tutto il mondo mentalità e opere illuministico massoniche; privandoci della sovranità a tutto vantaggio delle politiche monetarie e finanziarie internazionali.

Sul modello dei Borghi scaturiscono tutti i nostri Format (tecnici, professionali, formativi, politici, editoriali, educativi, scientifici, alimentari, ecc..)

Il Borgo Eucaristico di riferimento sta per essere costruito a Fatima e prenderà il nome di Villa Sanctae Sedis Mariae Maioris Congregatio Montis Oliveti.

Dobbiamo cominciare a immaginare che nel mondo cristiano deve pur esserci un giusto pareggio di giudizio tra coloro che danno senza chiedere, che fanno donando, che hanno senza fare, che fanno solo ricevendo, che non hanno pur facendo, che non hanno e non fanno, e, che non hanno mai avuto pur facendosi figli di Dio. Questo è il dono dei Borghi di Xenobia: la sete di giustizia e di pace.


Contenuti

I simboli di autentica Resilienza Cattolica

Innanzitutto, per considerarsi Cattolici Resilienti è necessario aver superato interamente il trauma del “sedevacantismo apocalittico”. Ciò significa, che, pur consapevoli del Mysterium Iniquitatis che regna alla “Fine dei Tempi” nella Santa Sede, non dobbiamo scoraggiarci ma proseguire secondo le indicazioni di San Daniele, San Marco, San Matteo, San Giovanni, San Paolo, e di Nostra Signora, in particolare a La Salette e Fatima. Emblema caratteristico del Cattolico Resiliente è il frammento derivato dalla Mantella di Nostra Signora della Tenda, sul quale è sovrapposto lo Scapolare del Carmelo. Può essere di forma graduale per Devoti, Arcieri, Cavalieri. La Mantella di color azzurro è indossata solo dagli Arcieri in occasione di feste Mariane o dei Santi, grandi cerimonie, Messe solenni e cantate, processioni, pellegrinaggi. Lo Scapolare della Resilienza si veste sempre e a vista, a testimoniare l’attuale stato di Vacanza Apocalittica a Roma, e come adesione alla necessità, ogni dì, di Recitare la Coroncina degli “Appelli di Misericordia per gli Ultimi Tempi” mediati da Nostra Signora a cui noi ci affidiamo come Popolo. Vi sono quindi il Calendario Perpetuo Lauretano e Mercedario; l’Abito (Saio) e l’intero equipaggiamento; le CAERP; gli Horti creativi; le Condotte Agricole o Borghi di Xenobia; le Tende; e i Lazzareti (Certose dei Ritiri per Esercizi e Predicazioni Spirituali).

Gli Arcieri di Dio. Chi siamo (uomini e donne)

La vocazione degli Arcieri è di liberare il proprio Tempo da Mammona, per poi, con maggior forza, liberare gli altri. Per questo ogni Arciere, passando per  varie forme di discernimento, avendo piena consapevolezza del male contro cui combatte e la menzogna da cui affrancarsi, impara a strutturare la sua vita armonica in:

Prontezza, Degnità e Gratuità

Dopo aver rinunciato e promesso di non voler più essere servo, padrone, proprietario, proletario, imparano basicamente a portare la Testimonianza delle Virtù Teologali “indossate” nel proprio abito nuovo e così, suddividendo il Tempo nella Regola Aurea degli Arcieri, che è costituita da Tre Bauli o pure Arche di Maria*:

1 – Tempo di Missione;

2 – Tempo di Comunità;

3 – Tempo di Famiglia

Gli Arcieri si suddividono, secondo lo “stato” nelle seguenti missioni personali o vocazioni collettive:

-Prelatura Lazzaro-Teatina (sacerdoti che optano di operare nelle vesti di Arciere nei tempi della Resilienza);

-Annunciatori della Parusia (predicatori Arcieri degli Ultimi Tempi consacrati a Nostra Signora della Tenda);

-Diaconi Martiniti (coordinatori di CAERP e distributori di Scapolari degli Appelli e della Resilienza Cattolica);

-Adoratori Trappisti (coordinatori dei Gruppi di Amici di Maria o Squadoni d Gesù nelle CAERP e negli Horti);

-Missionari Mercedari (ufficiali di collegamento dell’Arca della Bellezza per missioni, conversioni e riscatto);

-Armatori Capomastri (organizzatori di talenti, risorse e le altrui professionalità per la creazione di Borghi);

-Pontieri Nomadelfi (organizzatori di sistemi di rete e di strutture intermodali per strutturare la Resilienza) ;

-Disvelatori Assemblatori (studiosi che operano per il discernimento e selezione di argomenti apocalittici);

-Magistri Conxolus (coordinatori di gruppi giovanili per l’apprendimento, la biologistica e il discernimento);

-Precettori Talent Scout (educatori  e docenti con funzione catechizzatrice per la scoperta di vere vocazioni);

-Informatori Pellegrini (missionari in peregrinatio con funzione di monitorare il territorio e nuovi percorsi);

-Guide ed Educatori (educatori e formatori di gruppi di apprendisti e ragazze nelle disciplinare manualensi);

-Guardiani Ortolani (osservatori e custodi periferici per assistenza domestica, l’accoglienza e la produzione);

-Arruolatori e Formatori (“sergenti” addestratori e lazzaristi consacrati che preparano secondo la disciplina)

L’immagine che gli Arcieri devono dare di loro e di ciò che rappresentano nell’Arca della Bellezza

“Il modo migliore di infondere credibilità di ciò che siamo, negli altri che ci osservano, è di fare ciò che si pensa e non pensare a ciò che si sarebbe dovuto, voluto, potuto fare e che mai si farà. Amare il prossimo come se stesso non regge se poi deleghiamo agli altri la Carità, le Opere di Fede e Misericordia. Gli Arcieri, nel loro quotidiano, pregano, aiutano, curano, accolgono, anche lì dove vivono, producono, crescono i loro figli, dove lavorano, portano testimonianza viva di valori in cui credono. Hanno tante soluzioni per andare incontro agli altri, lì e qui, anche se questi non vivono con loro e in quella maniera. E’ il Vangelo in pratica”.

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Sugli Amici, i Gruppi, gli Squadroni Montfortiani, le Compagnie di Maria, le CAERP, i Consorzi dei Fondatori dei Borghi di Xenobia

I Gruppi di Amici di Gesù e Maria aderiscono pienamente alla Resilienza Cattolica e all’Arca della Bellezza, adottandone i simboli ed il “modus vivendi”; e costituiscono la forma base per creare i Borghi di Xenobia. I Consorzi di Xenobia non devono essere di numero inferiore a 200 e superiore a 300, come era a Nazareth.
Si costituiscono attorno a CAERP-Cappelletta di Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo, e insieme formulano un “contratto sociale” o Patto, costituendosi in un Consorzio di Cooperative per la fondazione di un Borgo di Xenobia che verrà collegato, con la propria Commanderia a una Rete di Sistemi Interdisciplinari.

Fonda con noi una CAERP. La nostra prima vera missione. La nostra comunità, infatti, vuole:

1. incoraggiare la pratica dell’Adorazione Eucaristica attraverso la pratica devozionale della Santa Messa e della Preghiera, supportate da una sana catechesi, conferenze, ritiri, pellegrinaggi,…;

2. stabilire la struttura organizzativa in loco, e ivi garantire, attraverso personale di riferimento, l’attuazione e il successivo mantenimento dell’Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo, siano esse Parrocchie, Domus Ecclesiae o luoghi dedicati appositamente condivisi con gli Arcieri;

3. invitare i Cattolici Resilienti e tutti i credenti della Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica e Romana, nonché Missionaria e Mariana a scegliere un orario settimanale di adorazione e aiutarli a essere fedeli alla loro ora santa d’adorazione e preghiera;

4. preparare i Formatori per garantire la continuità della Adorazione anche al fine di creare legami tra loro per la formazione della squadra dei coordinatori;

5. organizzare eventuali Missioni per proseguire oltre un certo tempo, per riaccendere la fiamma dell’Adorazione, trovare nuovi adoratori e migliorare la loro formazione;

6. garantire l’ Animazione di un Centro Eucaristico anche per la formazione di comunità in Borghi di Xenobia e Cooperative della Confraternita Arca della Bellezza;

7. insegnare, per tramite di Nostra Signora della Tenda, l’Augusto Tabernacolo, Sacra Arca della Bellezza ad amare Gesù realmente presente nel Santissimo Sacramento in Corpo, Anima, Spirito e Divinità.

I Borghi di Xenobia. L’idea ed il progetto architettonico per una società di “consorzi umani” ecosostenibili

Nei Borghi della Resilienza Cattolica denominati di ‘Xenobia’ sono tenute insieme  assai svariate funzionalità progettate considerando le migliori soluzioni tecnico-architettoniche per l’elevazione spirituale, la godibilità e fruibilità di beni, bellezza e saperi, e per offrire a tutti porzioni orto-agricole e/o miniallevamenti. Luoghi e Idee concepite per accogliere -secondo il Vangelo- spazi dinamici pei ritiri meditativi, catechismo itinerante, comunità di famiglie di cattolici resilienti, cenobi, attività produttive e fieristiche, esperienze ecosostenibili, ospitalità gratuita a pellegrini, asceti, viandanti, religiosi, artisti, emarginati, scienziati, formatori, educatori.

Lo standand dei Borghi riproducibili solo se posti sotto i “vessilli” di Maria Corredentrice

I Borghi di Xenobia sono intesi come una unica struttura integrale per “sistemi di reti” impiantata su scala mondiale e costituisce nel reale ciò che internet è nel virtuale: una comunità di incontro. Gli standard sono liberamente riproducibili, ma sottoposti a severa certificazione nel caso di utilizzo dei Marchi degli Arcieri. Ciò perchè devono essere in primis, totalmente svincolati dalle Strutture di Mammona e di Peccato e dalle Matrici Tossiche. Le  richieste passano per il Capitolo Generale  ed i ‘Centri di Sperimentazione Permanente’ con supervisione del Progetto EcoTUr, che si basa su regole elaborate dal Capitulare De Villis (Carlo Magno).

In che forma sostenere gli Arcieri ed i Gruppi di Amici di Gesù e Maria o Cattolici Resilienti

Gli Arcieri non usano direttamente valuta a ‘usura legale’. E nemmeno ne hanno una propria in forma di banconote. Esiste comunque un “valore interno aggiunto” che non interfaccia direttamente con l’esterno. Questo si INVERA in un “Panel valoriale fondato sul quoziente ricavato dalle natività, dalle iniziative, da ogni servizio collettivo, attività, necessità” che viene esposto anche in ‘rete’ per facilitare forme di ‘trasferimento di ricchezza’ ossia il modo semplificato di sostenerci senza passare da alcuna forma di intermediazione.

Per il conseguimento dei fini proposti, ciò che si suggerisce a chi vorrebbe sentirsi Cattolico Resiliente:

– Sostegno a Squadroni e Gruppi di Amici di Gesù e Compagnie di Maria per la Fondazione di Cappellette di Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo (CAERP), fondamento delle Comunità Arca della Bellezza;

– Sostegno ai Sacerdoti Arcieri o Lazzaro-Teatini per le Sante Messe e ai Diaconi Arcieri per la loro attività in qualità di missionari dell’Eucaristia, assistenti in Opere di Misericordia, predicatori Itineranti e per il Servizio Martinita (distribuzione Scapolari di Nostra Signora della Tenda e co-fondazione e Coordinamento CAERP);

– Sostegno a Certose e Lazzareti per i Ritiri e gli Esercizi Spirituali, per la Meditazione Ricreativa di Giovani & Anziani e la Creazione con gli Arcieri Trappisti e Guardiani di Horti e scuole formative di arti e mestieri;

– Sostegno per la Composizione dell’Equipaggiamento degli Arcieri (o anche i Tre Bauli o Arche per i Tempi di Missione, Comunità e Famiglia) compreso le Tende Yurta per i Presìdi e l’opera pioneristica dei Borghi;

– Sostegno per Confezionamento degli Accessori Funzionale al Carisma dei Cattolici Resilienti (Scapolari di Nostra Signora della Tenda, Rosari con i Santi Patronali, Medagliette dei Santini da aggiungere ai Rosari);

– Sostegno agli Arcieri Mercedari, per il vettovagliamento, le coperte, il comodato duso, l’assistenza e cura, i vestiti per i bisognosi accolti nelle nostre case e presso gli amici; e per i primi soccorsi in caso di Avversità;

– Sostegno in EcoTUr al Preposito Generale della Confraternita Mariana e Diaconale di Arciere e Cattolici Resilienti per Coordinamento delle Cooperative agricole, artigianali, di servizi & lavoro – Arca della Bellezza;

– Pre-Finanziamento per Confezionamento Accessori: abiti da Arcieri, mantelli, anfibi, cinturoni, insegne, maglie, teloni e biancheria, giubbotti multitasche, pantaloni, copricapo, attrezzi da lavoro, campo, soccorso;

– Sostegno “materiale” o “in natura” e “trasferimento di ricchezze” per la Fondazione di Borghi di Xenobia e per gli Arcieri Nomadelfi e Pontieri: terreni, case, know how, professionalità, tempo, macchinari, prodotti edili, maestranze, nuove tecnologie, animali da piccoli e grandi allevamenti; e quindi per Arcieri Pellegrini;

– Sostegno alle Scuole di Carità e agli Areopaghi per i GEAS (Gruppi d’Eccellenza–“Admirabilem Scholam”) e Confezionamento di Pupazzi “non serviant” che rappresentano gli Arcieri nelle loro attività principali;
– Sostegno a Guide Arcieri e Magister Conxolus pel Progetto Meraviglia e realizzazione dei Parchi Itineranti della Civiltà Cristiana e delle Fiere e Sagre delle Tipicità Mediterrane e del Turismo nei Borghi di Xenobia;
–  Sostegno alla EcoTUr Film Location per realizzazione film e rassegne, documentari educativi e formativi, reportage, dossier e approfondimenti, cortometraggi e talk show anche al servizio dei Pellegrinaggi;

– Sostegno per l’ Editoria EscogiTUr e per la gestione informatica in rete riconducibili all’Arca della Bellezza;

– Sostegno a tutte le iniziative, prodotti e manufatti legati al “vivi i Borghi di Xenobia”;

– Materiale Informativo su Mission e Attività Arca della Bellezza, su come fondare CAERP-Borghi di Xenobia;

– Acquisto, cessione, donazione delle sementi naturali, materiale per costruzioni, macchine agricole, energia e non solo, campers, Tende Yurta, arredo;

– Ospitalità, Accoglienza e Rivendite Negotii EcoTUr GLocal Service con le insegne Arca della Bellezza; – Gadget per sè, per la propria comunità locale, da acquistare per conto delle Certose e dei Rivenditori (il Calendario “permanente”, Lauretano Mercedario, bicchieri, T-shirt, polo, borsoni di tela, strenne per le festività , tappetino mouse, cappellini, penne, portachiavi, ecc.);

– e, infine, a titolo meramente intuitivo, si può ricorrere alle Ricariche PostePay, Ricariche Telefoniche e a ogni mero Sostegno economico esclusivo per l’acquisto di Biglietti per mezzi di trasporto e non solo.

I nostri prodotti a Km 0. La valuta “in natura” o a credito

I Prodotti EcoTUr dell’Arca della Bellezza –Pane, Manufatti Caseari, Norcineria, Frutta & Verdura, Conserve, le migliori Produzioni Locali e Tipiche dell’Artigianato, delle Arti e dei Mestieri, Ricette Eno-Gastronimiche Tipiche con la relativa Dieta degli Arcieri e stoccaggi, Miele, Itinerari-Visite Guidate di mille Sapori e Saperi, fra Bellezze incontaminate, Arte e Identità Culturali, fra Genio Loci e Scoperte Antiche della Scienza e della Tecnica– sono dati gratuitamente agli Arcieri e dietro versamento di ‘valuta’ EcoTUr Caesar ai sostenitori. Questa ‘valuta’ è quantificata in Tempo, secondo gli sforzi reali compiuti per essere Cattolico Resiliente.

Incoraggiamento del  I° Preposito Generale dell’Arca della Bellezza – Marco Turi Daniele

“Prima diventa Cattolico Resiliente, ossia, supera  il trauma del <sedevacantismo apocalittico>; conosci la realtà in cui vivi e la Verità. Poi, affronta un passo alla volta tutto quanto occorre per diventare Arciere!”

«Cercate prima il Regno di Dio e la Sua Giustizia,… tutte queste cose vi saranno date in aggiunta»  (Mt 6,33)

Il Modello Borgo di Xenobia – sulle arti ed i mestieri

Il Borgo di Xenobia deve essere la risultante conclamata di una serie di eventi concordanti e convergenti:

essere Cattolici Resilienti ed Arcieri; che una parte dei componenti, suddivisi per località, accettino di far parte della stessa Parrocchia o CAERP (Cappelletta di Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo) e pertanto costituirsi in un Gruppo di Amici di Gesù e Maria; avere le stesse idee di sussidiarietà, solidarietà, beni comuni, bellezza, buon governo, ecosostenibilità, identità cultura cristiana; di volersi fare Carità e pertanto di performarsi tutti al Vangelo e alla Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica Romana, Missionaria e Mariana e di riconoscere la “giurisdizione supplita” assieme ad un Sacerdote “non una cum” in tempi di apostasia e alto tradimento delle gerarchie ecclesiastiche (salvo poi risconoscere un Papa Cum Degnitate secondo i segnali derivanti dalla realizzazione delle richieste di Nostra Signora a Fatima); essere nello spirito proprio della Resilienza Cattolica interamente affidati alla Madre di Dio, Nostra Signora della Tenda e Augusto Tabernacolo; poggiarsi su una organizzazione economica di dimensione familiare, focalizzata nella massimizzazione collettiva che non sia discapito delle generazioni successive, e che guardi alla lotta allo spreco, al risparmio energetico e alla messa in opera dei beni disponibili. In tal senso, il progetto dei Borghi di Xenobia si concretizza come rifugio capace di resistere alla transumanizzazione secondo questo schema:

  • Chiesa-cappellette-CAERP, parrocchia-oratorio, edicole devozionali, Via Crucis e Via Lucis Parusiae
  • Rifugi e cenobi gratuiti per Arcieri, gli squadroni di Nostra Signora della Tenda e per i Discepoli dei Figli Montfortiani di Don Bosco
  • Tende e/o Unità abitative modulari (angolo notte e giorno), accorpabili in spazi-uffici centralizzati
  • Lavanderia (lavatoio, lavatrici, stireria, stenditoio-altana), laboratorio dei saponi e di decantazione
  • Pozzo-cisterna, fontanelle, vasche per l’irrigazione, la itticultura, laghetti artificiali e fitodepurazione
  • Impianti attrezzati e sale multiuso per lo sport (calcetto, tennis, bocce, pallavolo, tiro, pattinaggio)
  • Orto-giardino privato ecosostenibile secondo l’architettura del paesaggio stile inglese, pollaio-aia
  • Orto-botanico all’italiana, frutteti, parco, bosco, viti, oliveti, vivai, serra monumentale, spazi verdi
  • Laboratori per la trasformazione dei prodotti agricoli, le conserve e per l’artigianato tipico locale
  • Cantina, dispensa collettiva, luoghi per la ristorazione ed il vitto, grande cucina collettiva, forno
  • Condotte per l’ospitalità o l’albergo diffuso, sistema accoglienza, hall ricevimento/panel, ostelli
  • Piazzette per l’incontro, il piccolo ristoro, il teatro-recita, le fiere-mercato, parco giochi e asili nido
  • Arcate, viadotti, porticati, ponti (mobili, fissi, tibetani), terrazze, cortili, belvederi, portici, pergolati
  • Sedute, panchine, arredo e decoro urbano, alto design, viali di alberi da frutta, roveti, orto di guerra
  • Stalle, piccoli allevamenti, porcileria, ricovero animali, maneggio, arenile  (anche per carote-patate)
  • Macchine e strutture per Feste Patronali Locali, impianti di ripresa fotografica e cinematografica
  • Barbiere-parrucchiere, emporio per ferramenta, attrezzi per la casa, articoli,complemento d’arredo
  • Parcheggi interrati (riconvertibili industrialmente e messi a norma sicurezza e qualità) con impianti per magazzino-deposito, impianti per la catena del freddo, bancarelle a scomparsa, magazzini con tappeti rotanti, rulli e macchine per confezionamento, packing, stoccaggio, sala e spazi giochi); Parcheggio-aree di sosta o di scambio attrezzate per tende Yurta, camper e non solo
  • Garage e parcheggio esterno per bici, carrozzine e moto, deposito macchinari agricoli, edili e varie
  • Silos per il foraggio-mulino (acqua, vento, eolico), cisterna e pompa per combustibili fossili, legnaia
  • Wireless, fotovoltaico, produzione energia gratuita e libera per l’uso interno e la rivendita esterna
  • Pista ciclabile, percorsi pedonali attrezzati per la corsa e la ginnastica, gincane e parchi attrezzati
  • Biblioteca e spazio per la comunicazione sociale, le conferenze, la multimedialità, tv circuito interno
  • Piazzole per raccolta, smistamento, stagionatura, lavorazione, essiccatura delle produzioni agricole
  • Negozi GLocal Service per la rivendita dei prodotti con marchio Xenobia del sistema di rete EcoTUr
  • Opifici e Ateliers di sartoria, calzature, bauli, botti, accessori, conceria, arte sacra, e antichi mestieri
  • Film Location e Commission, Areopaghi e Campus, Gruppo d’Eccellenza – “Admirabilem Scholam”
  • Xenodochium per anziani, ricoveri, piccole cure, e Diaconiae per distribuzione viveri-abbigliamento
  • Solarium, bagno pubblico, piscina (invernale ed estiva), piccola terma, sauna, palestra attrezzata
  • Produzione di canapa, essenze per distillati, prodotti omeopatici, erbe medicinali, spezie e  aromi
  • Raccolta differenziata, compostaggio, riciclaggio, riuso, trasformazione e immagazzinamento scorte
  • Officine (falegnameria, caseificio, norcineria e macelleria, pastificio, distilleria, semenzeria, frantoio, carrozzeria-meccanico, maniscalco-fabbro, tornitori, tessitori-maglierie-lanifici, arnie per apiculture e altri manufatti, stamperia, vasai-vetrai-cestai, ecc.

Per ogni eventuale interesse, diamoci da fare per recuperare borghi:

http://paesifantasma.wordpress.com/

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Plutocrazia e Vera Economia

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L’Economia e il focolare domestico

Economia significa “governo della famiglia o del focolare domestico” (dal greco “òikos, casa” e “némein, governare”). La famiglia – secondo Aristotele (Polit., A, 3, 1253b, 8-14) e San Tommaso (S. Th., II-II, q. 47, aa. 11-12; ivi, q. 50, aa. 1-3) – è la cellula che forma lo Stato, il quale è un insieme di più famiglie.

L’Economia innanzitutto è la virtù del buon ordinamento familiare; quindi essa si occupa delle relazioni tra i membri di una famiglia o della convivenza nell’ambito del focolare domestico, cioè tra moglie e marito, genitori e figli, padroni e servitù (la pace e l’armonia interna alla famiglia).

In secondo luogo l’Economia si occupa di tutto ciò che può essere posseduto e governato dalla famiglia, ossia delle relazioni, che derivano dalle condizioni di sussistenza della famiglia, cioè le relazioni tra le persone in ciò che concerne i loro bisogni di beni esterni o ricchezze reali (benessere comune temporale familiare).

La ricchezza o il benessere materiale ha rapporto con la prudenza economica non come Fine ultimo, ma come causa strumentale, in ordine al raggiungimento del Fine ultimo, ossia la ricchezza è un mezzo di cui la famiglia si serve per vivere virtuosamente e unirsi a Dio (S. Th., II-II, q. 50, a. 3, ad 1; ivi, q. 47, a. 12). Sempre per l’Angelico è del tutto lecito avere una ordinata sollecitudine per procurare il necessario per sé e per la propria famiglia ed anche in previsione delle necessità future (S. Th., II-II, q. 55, a. 6, ad 2; ivi, a. 7). Solo la preoccupazione disordinata dei beni materiali è riprovevole poiché antepone i beni terreni a quelli ultraterreni.

L’Economia classica studia prima la famiglia in sé considerata e poi il benessere comune materiale di essa (cfr. S. Th., II-II, q. 47, a. 11; ivi, q. 50, a. 3; Commento all’Etica di Aristotele, lez. 1). Il suo rovesciamento è l’Affaristica moderna, che è l’arte di arricchirsi come Fine ultimo dell’uomo e delle famiglie. Se alla sana Economia familiare segue l’ordine sociale o la Politica tradizionale, che si fonda sul Diritto naturale, all’Affaristica segue la Plutocrazia, che è il governo della Finanza su questo mondo in vista dei beni di questo mondo et non plus ultra.

1) La natura e l’ordine interno della famiglia

L’uomo tende naturalmente a formarsi una famiglia (S. Th. I-II, q. 105, a. 4). L’istinto di procreare è connaturale all’essere umano (S. Th., II-II, q. 154, a. 8). Quindi l’uomo cerca una moglie ed assieme a lei genera dei figli, costituendo così una famiglia (S. Th., II-II, q. 65, a. 2).

Siccome l’Economia è la morale familiare, che studia in primo luogo la natura intrinseca della famiglia e solo in secondo luogo il suo benessere temporale, in questo capitoletto studiamo la famiglia in sé, nel secondo vedremo il benessere temporale del focolare domestico.

L’atto che costituisce la famiglia è il matrimonio, ossia l’unione stabile e permanente di un uomo con una donna in ordine alla procreazione dei figli e alla loro educazione (S. Th., II-II, q. 154, a. 2), all’aiuto reciproco e al rimedio alla concupiscenza. La procreazione non è fine a se stessa, ma esige di essere completata con l’educazione (dal latino “e ducere”, far crescere ciò che si è generato) fisica, intellettuale e morale dei figli.

Grazie al matrimonio il genere umano si mantiene in vita e si propaga continuamente sino alla fine del mondo. La tendenza naturale dell’uomo a procreare non va disgiunta dalla tendenza ad educare o far crescere i figli, non solo fisicamente ma anche intellettualmente e moralmente. Sarebbe un assurdo se l’uomo tendesse solo a generare i figli e poi non si curasse di farli vivere e crescere nel corpo e nello spirito. Ora il matrimonio e la famiglia stabile ed indissolubile sono il luogo che meglio assicura la crescita e lo sviluppo dei figli. Da parte loro i figli non spuntano come funghi, ma hanno bisogno di un padre e una madre per essere generati e poi per crescere (S. Th., Suppl., q. 41, a. 1). Inoltre moglie e marito uniscono le loro forze fisiche e psichiche complementari. Questa unione completa sia l’uomo che la donna e dà loro una armonia in cui ognuna delle parti trova ciò verso cui tende; lo stesso avviene analogicamente in natura tra materia e forma, potenza ed atto, essenza ed essere.

La perennità del matrimonio deriva dall’esigenza naturale dell’uomo e della donna di procreare ed educare i figli. La prole lega maggiormente i genitori in una vita stabile ed ordinata, che esclude ogni evoluzione costante e disordine interno alla famiglia stessa. Il divorzio o la rottura del matrimonio lede e danneggia l’educazione della prole, l’amore reciproco dei coniugi che sono complementari e si perfezionano l’uno con l’altro, il benessere comune morale e temporale della famiglia ed infine la stessa Società civile che è composta da più famiglie unite. Ora, se le famiglie sono disunite ed in guerra intestina, lo Stato sarà composto da cellule cancerose e non sane e stabili.

Siccome i genitori sono la causa efficiente dei figli o il principio della loro vita fisica e morale, hanno naturalmente sopra di essi un’autorità che li rende atti a comandare e governare o condurre al loro fine i figli e dirigere la famiglia sia in se stessa sia nel suo benessere temporale. La famiglia è una società gerarchica e non anarchica per natura, essendo ordinata innanzitutto al perfezionamento (fisico, intellettuale, morale) e secondariamente al benessere (temporale o materiale) dei genitori, della prole e della famiglia stessa. Ora senza autorità non sussiste una società. Quindi la famiglia per sussistere in sé e materialmente ha bisogno di chi comanda e di chi obbedisce.

senza soldi2) Il benessere temporale della famiglia

La nostra natura umana composta di spirito e materia ci mette in relazione con i beni terreni, che con il lavoro trasformiamo in ricchezza reale capace di sovvenire ai nostri bisogni corporali. Questi sono i rapporti dell’uomo con i minerali, la flora e la fauna.

Da questa utilizzazione dei beni esterni derivano delle relazioni personali e sociali tra i vari uomini all’interno di una stessa famiglia (per esempio tra moglie e marito, tra padre e figli) o tra più famiglie diverse (per esempio tra il coltivatore di un terreno e il proprietario del medesimo, tra operai e datori di lavoro, fra compratori e venditori). La sana Economia insegna che tutte queste relazioni intercorrono tra persone umane il cui benessere è legato alla vita familiare. Se le relazioni interpersonali della famiglia sono buone (armonia interna), normalmente anche la vita familiare è sana (benessere temporale); se invece nella famiglia regna la discordia ed il disordine, essa difficilmente potrà avere e mantenere un benessere comune temporale. Perciò l’organizzazione della vita domestica in vista di fornire ai suoi membri le risorse materiali sufficienti alla sussistenza della famiglia è un elemento molto importante dell’Economia, anche se secondario ai rapporti interni tra i suoi membri.

Siccome l’uomo è composto di anima e corpo, ha dei bisogni materiali; inoltre è naturalmente socievole e deve vivere in famiglia, più famiglie formano un villaggio e più villaggi uno Stato. Perciò l’Economia è una virtù necessaria ad ogni persona, in particolar modo ad ogni famiglia umana e ad ogni Stato. Di qui la necessità di studiare la vera Economia e di distinguerla dalla sua degenerazione che è la moderna Pecuniativa, Affaristica o Finanziaria.

La “economia” moderna o liberista è la deformazione della vera Economia, come la “politica” moderna o machiavellica è la deformazione della Politica classica di Aristotele e San Tommaso e come la “morale” autonoma kantiana è la sovversione della Monastica naturale e divina. Infatti l’Affaristica o Pecuniativa ha come fine la ricerca delle ricchezze per ottenere il massimo dei piaceri. Aristotele e San Tommaso la chiamano giustamente anche Crematistica, che è l’arte dell’arricchirsi come fine ultimo dell’uomo, per distinguerla dall’Economia come il vizio è distinto dalla virtù. La Crematistica non riconosce nessun obbligo morale, nessun ordine delle ricchezze come mezzi al fine (benessere comune temporale familiare). Essa è disordinata poiché scambia il mezzo (la ricchezza materiale) per il fine (che non è più l’ordine interno alla famiglia e il suo benessere temporale ordinati alla vita dello Stato). Insomma la Crematistica è l’Avarizia eretta a scienza ed ha avuto la sua sistematizzazione teoretica completa con il liberismo del XVIII-XIX secolo.

Oggi più che mai l’uomo è sacrificato alla produzione e questa alla ricchezza monetaria. Ora la produzione della moneta per San Tommaso è un’arte ausiliaria al servizio del benessere temporale della famiglia. Lo scopo della moneta, in quanto misura stabile del valore dei beni di natura, è subordinato a facilitare la vita delle famiglie, che unite formano lo Stato. Perciò coloro che presiedono ai problemi monetari debbono essere subordinati a coloro che si occupano della sana Economia delle famiglie e della Politica o vita dello Stato.

Se per Aristotele la moneta aveva solo una funzione di scambio con i beni di natura e non poteva mai essere mezzo di guadagno (Etica, V, 10, 1933a 20; Politica, III, 13, 1257a 35), per San Tommaso (S. Th., II-II, q. 77, a. 4; ivi, q. 78, a. 1) è lecito negoziare e guadagnare attraverso il commercio, vendendo un bene naturale ad un prezzo moderatamente più caro di quello a cui si è comperato (“lucrum moderatum”). Infatti se il commerciante ha apportato delle migliorie al bene comprato o si è esposto a dei pericoli nel trasporto della merce, è giusto che la rivenda ad un prezzo proporzionatamente più alto di quello a cui l’ha pagata. Il guadagno, in questo caso, è un compenso di un lavoro e non una ruberia. Se invece si commercia solo per procurarsi guadagno, senza corrispondenza alle necessità della vita ed al lavoro svolto nella compra-vendita, allora vi è un disordine poiché porta alla cupidigia del lucro, che non ha confine, ma tende all’infinito. In questo senso il commercio non è più Economia, ma Affaristica, Crematistica o Pecuniativa e contiene una certa malizia in se stesso (“quamdam turpitudinem habet”) in quanto non è ordinato a nessun fine onesto o necessario ma è fine a se stesso (cfr. Aristotele, Politica A, 3, 1258b 10 ss.; S. Tommaso, Commento alla Politica di Aristotele, lez. 7-8; B. Meerkerlbach, Summa Theologiae Moralis, II, n. 538).

I banchieri ed i finanzieri sono i soggetti e non i dirigenti dello Stato. Oggi (specialmente in Italia) assistiamo al ribaltamento completo dell’ordine che dovrebbe regnare tra Economia, Politica ed Affaristica. Infatti sono i banchieri ed i finanzieri apolidi che governano apertamente, mentre sino a ieri lo facevano almeno con un po’ di pudore indirettamente o da dietro le quinte; la “dietrologia” è oramai sorpassata, si gioca a carte scoperte. Essi governano non per il bene comune della Società e delle famiglie che la compongono, ma per ammassare ricchezze illimitate nelle mani dei plutocrati apolidi impoverendo gli individui, le famiglie (specialmente i/le più deboli) e dissolvendo lo Stato e la Patria a favore della Banca e dell’alta Finanza mondiale. “Sopra la Banca la Patria campa, sotto la Banca la Patria crepa!”.

Per vivere virtuosamente, secondo San Tommaso, è necessario un minimo sufficiente di benessere temporale, che possibilmente arrivi al conveniente. L’uomo non è un puro spirito e vive in famiglia. Quindi deve prima provvedere alle sue necessità materiali e a quelle della sua famiglia e poi potrà vivere virtuosamente. “Primun vivere deinde philosophari, prima di far filosofia bisogna poter vivere convenientemente” dicevano gli antichi Romani. Ma ciò non autorizza a vivere per arricchirsi o a far della ricchezza il proprio Fine ultimo.

Oggi il denaro, la finanza e la banca sono diventati il “bene sommo” cui vanno sacrificati gli individui, le famiglie e lo Stato, che “sono tutti loggia, banca e sinagoga”. Questo è il ribaltamento o il rivoluzionamento dell’ordine individuale, familiare e sociale. L’uomo non ha più come fine ultimo Dio, ma Mammona. Questa è la Plutocrazia che rimpiazza le tre forme classiche di governo: la sana democrazia classica, l’aristocrazia e la monarchia.

Il diritto di possedere cose ed animali e di poterne disporre per l’utilità individuale e familiare deriva dalla natura umana, come l’istinto di procreazione ed educazione della prole. Per conservarsi in vita e mantenere la propria famiglia, l’uomo ha bisogno di beni materiali mobili (animali, veicoli …) ed immobili (casa, terra …). Tali beni sono altresì necessari per facilitare lo sviluppo della parte spirituale dell’uomo. L’uomo tende per natura al dominio delle cose e le cose sono naturalmente ordinate a servire l’uomo; l’uomo tende al lavoro, ossia ad esercitare le sue potenze locomotrici, intellettuali e volitive. Ora è del tutto logico che chi produce qualcosa con il suo lavoro ne possa disporre a suo vantaggio. Infine l’uomo pensa al suo avvenire, essendo dotato di intelletto, e quindi non può soddisfare solo i bisogni del momento, ma deve poter provvedere anche a quelli del futuro e dei suoi figli che sono il suo prolungamento nella vita a venire[1].

spread-spreadIl denaro e l’Economia

San Tommaso insegna che l’arte di coniare moneta, come misura stabile del valore dei beni di natura, è una parte ausiliatrice dell’Economia e della Politica, cioè essa fornisce all’Economia e alla Politica lo strumento di cui esse hanno bisogno (Commento alla Politica di Aristotele, lib. I, capp. 5-6 ; S. Th., II-II, q. 47, a. 11; ivi; q. 50, a. 3).

Per l’Angelico la moneta è finalizzata ad aiutare le famiglie per acquistare i materiali richiesti mediante un semplice scambio monetario e poter pensare meglio alla vita virtuosa. Invece nella Crematistica odierna l’uomo è subordinato alla produzione di beni reali e questi sono subordinati alla ricchezza “simbolica” o “rappresentata” dal denaro. Per esempio, l’euro è l’unità simbolica di misura che mi permette di quantificare o misurare il valore di un bene reale, vale a dire un cavallo è misurabile in 1000 euro. Il cavallo è un bene reale, l’euro è un valore o una ricchezza simbolica, alla quale l’uomo ha conferito il potere di misurare il valore delle cose reali, 1000 euro per un cavallo, 10. 000 per un’automobile, 100. 000 per una casa.

Nel De regimine principum (lib. I, cap. 15) l’Angelico spiega ancor meglio che affinché l’uomo possa vivere virtuosamente son richieste due cose: “l’azione virtuosa in sé e una presenza sufficiente di beni materiali il cui uso è necessario per vivere bene”. Inoltre insegna che “per ottenere la felicità imperfetta in questa vita sono necessari anche dei beni materiali, non come essenziali alla felicità, ma in quanto servono come strumenti per ottenere la felicità di una vita virtuosa. Infatti in questa vita l’uomo che è composto di anima e corpo deve poter provvedere anche al mantenimento dei suoi bisogni materiali” (S. Th., I-II, q. 4, a. 7).

Infine l’Aquinate dà la seguente ragione per dimostrare che il denaro o la ricchezza “simbolica” deve essere subordinato alla produzione e distribuzione della ricchezza “reale” o naturale: “la ricchezza naturale o reale è ciò per cui si sovviene ai bisogni naturali, per esempio il nutrimento, le bevande, i vestiti, le abitazioni e tutte queste cose simili. Invece la ricchezza artificiale o simbolica è quella che non viene direttamente dalla natura, come il denaro, che è un’invenzione umana per facilitare lo scambio delle cose naturali, servendo da misura comune delle cose destinate alla compra-vendita ” (S. Th., I-II, q. 2, a. 1; cfr. anche S. Th., II-II, q. 188, a. 7, ad 5; Aristotele, Politica, lib. I, capp. 5-6 ).

L’Angelico aveva già previsto il lato pericoloso del denaro scrivendo: “La moneta o ricchezza simbolica e non reale perde ogni valore ed utilità per la soddisfazione dei bisogni umani, se cambia il concetto che l’uomo ha sulla misura di valore della moneta, ossia se coloro che la maneggiano cambiano il loro parere sulla di lei capacità di misurare il valore delle cose reali. Le monete divengono, allora, senza alcun valore per gli scambi della vita, se i dirigenti della Società decretano la loro svalutazione” (Commento alla Politica di Aristotele, lib. I, lez. 7), negando il loro carattere di misura stabile del valore dei beni reali.

Nella concezione affaristica moderna è il sigillo del Governo o peggio della Banca che rende un pezzo di metallo o di carta accettabile come moneta o mezzo di scambio di beni naturali o reali, come misura non più stabile del valore dei beni di natura. Si pensi alla costante svalutazione prima della lira e poi dell’euro, privi di una riserva di ricchezza aurea reale pari al valore cartaceo o simbolico. Non è più la materia di cui è fatta la moneta a conferirle valore di scambio, ma il sigillo o il timbro del Governo, che dipende dall’arbitrio dei Governatori, il quale è assai variabile e molto poco stabile. Il Governo o la Banca può quindi “creare” ricchezza rappresentativa, simbolica o artificiale dal poco mediante un suo semplice attestato al quale non corrisponde una ricchezza reale.

San Tommaso (Commento alla Politica di Aristotele, lib. I, lez. 7) spiega che l’arte di coniar moneta aiuta come causa strumentale (come il pennello aiuta il pittore) l’Economia dandole gli arnesi o gli strumenti di cui ha bisogno e non la aiuta come causa materiale (come il marmo aiuta l’artista per fare una statua). La moneta, come misura stabile del valore dei beni di natura, perciò, è lo strumento e non la materia dell’Economia.

La causa materiale dell’Economia sono le relazioni mutue degli uomini riuniti in una famiglia, che usano i vari mezzi di ricchezza artificiale, di scambio, simbolica o monetaria per ottenere il benessere comune. Ora il possedere la ricchezza reale è connaturale all’uomo, poiché il nutrimento, il vestito, il terreno e l’abitazione sono necessarie alla vita umana; invece il possesso della moneta, come misura stabile del valore dei beni di natura, non proviene direttamente dalla natura dell’uomo, poiché la moneta è stata inventata dall’uomo per sovvenire alle necessità della vita.

In effetti possedere la moneta somiglia ma non è identico al possedere una ricchezza reale poiché è grazie a questo mezzo che ci si può procurare facilmente ciò che è necessario alla vita umana individuale, familiare e sociale. Grazie alla moneta ci si può procurare i beni necessari alla vita più facilmente che con il baratto, inoltre la sufficienza di questi beni aiuta a condurre più facilmente una vita virtuosa.

È necessario che la moneta abbia un valore stabile e permanente per essere scambiata con beni di natura necessari all’uomo. Infatti, spiega San Tommaso, “l’uomo che per il momento presente non ha bisogno di acquistare alcun bene naturale, dovrà poterlo acquistare nel futuro presentando la stessa moneta” (Commento all’Etica di Aristotele, lib. V, lez. 9). Ora la Crematistica moderna, con il sigillo o il timbro del Governatore dalla Banca d’Europa o Mondiale, rende per sua natura instabile la moneta e dissolve la sana vita economica delle famiglie, portando così il disordine anche nello Stato.

Nel mondo moderno in cui lo scambio di beni reali avviene anche a grande distanza la moneta, come mezzo di scambio di beni tra due parti, è diventata indispensabile. All’inizio ci si è serviti di una determinata quantità di oro, argento o bronzo – utili dappertutto, non corruttibili e facilmente trasportabili – poi si è impresso un sigillo su di essi che indicasse il loro peso o quantità. Infine si è giunti all’arte di cambiare le valute di un Paese con la valuta di un altro Paese. Ora questa seconda maniera di cambiare la valuta con un’altra, che è sopraggiunta alla prima maniera di cambiare una valuta con un bene naturale e reale, può contenere l’insidia di essere praticata non per le necessità della vita, ma per il profitto (cfr. San Tommaso d’Aquino, Commento alla Politica di Aristotele, lib. I, lez. 7; S. Th., II-II, q. 77, a. 4). Ma la cupidigia del profitto non conosce limite e tende a scambiare il mezzo con il fine e a fare della ricchezza lo scopo ultimo della vita umana. Quindi è necessario moderare l’uso del cambio delle monete in un commercio finalizzato al mantenimento onesto di sé, della propria famiglia, del bene comune della Società o del proprio Paese, senza fare del guadagno il fine del commercio, ma lo si deve concepire solamente come la legittima ricompensa o salario del proprio lavoro.

Infatti senza il cambio delle valute molti Stati non potrebbero soddisfare certe necessità di avere merci naturali mediante il mercanteggiamento. Quindi l’arte del cambio delle valute deve essere autorizzato dallo Stato, non per il profitto personale come fine, ma solo nella misura in cui aiuta i bisogni reali dell’Economia e della Politica. I cambiavalute possono tirare un certo profitto dal loro sforzo lavorativo poiché esercitano un mestiere che è legale ed utile all’uomo, alla famiglia ed allo Stato (cfr. cardinal Tommaso de Vio detto Cajetanus, De cambiis, cap. 5). L’essenziale è che il commercio ed il cambio delle valute siano ordinati al bene comune della famiglia (Economia) e dello Stato (Politica) e non esclusivamente all’arricchimento personale concepito come il Fine ultimo dell’uomo (Crematistica) e alla “creazione” di ricchezza apparente mediante l’emissione di carta moneta alla quale non corrisponde una ricchezza reale di riserva aurea.

In breve per l’Angelico il commercio non è intrinsecamente vizioso poiché può essere indirizzato ad un buon fine (bene comune della Società); se invece è ordinato all’arricchimento in se stesso come fine, allora diventa un vizio che si chiama Avarizia, mentre la ricchezza deve essere finalizzata a sovvenire alle necessità di questa vita (cfr. S. Th., II-II, q. 30, a. 4).

Per l’Aquinate (S. Th., I-II, q. 9, a. 1) siccome la moneta è stata inventata per facilitare gli scambi, servendo da misura per la compra-vendita (S. Th., I-II, q. 9, a. 1), per natura essa è uno strumento (e non un fine) ordinato ad aiutare l’uomo a procurarsi i beni sufficienti richiesti per sé e per la sua famiglia affinché possano vivere virtuosamente. Quindi è contro la natura della moneta se la produzione e la distribuzione dei beni di natura dovessero conformarsi alle esigenze della produzione della moneta, mentre l’ordine naturale è tutto il contrario ossia la moneta – come misura stabile del valore dei beni di natura – deve conformarsi a facilitare lo scambio dei beni prodotti. La moneta e la Finanziaria sono serve o strumenti dell’Economia. Invece oggi ne son diventate i padroni, mentre le famiglie (Economia) e lo Stato (Politica) son divenuti gli schiavi della Crematistica o Finanziaria.

Lo Stato ha il dovere di vigilare sulla stabilità del valore della moneta, la natura della quale è di essere misura stabile del valore delle cose naturali. Per esempio come lo Stato deve mantenere stabile la misura della lunghezza (metro) del peso (litro o chilo) così deve mantenere stabile la misura della compra-vendita, che è la moneta, come misura stabile del valore dei beni di natura. San Tommaso insegna che “in quanto misura utilizzata per stimare il valore delle cose naturali, la moneta deve mantenere lo stesso valore, quando il valore delle cose comincia a venire espresso in termini monetari” (Commento all’Etica di Aristotele, lib. V, lez. 9). Quindi la fluttuazione del livello dei prezzi o la svalutazione della moneta rende estremamente difficile la vita familiare e sociale. È quello che stiamo sperimentando proprio in questo anno 2012.

Lo Stato deve vigilare affinché la Finanziaria non si impadronisca del controllo del Governo. Infatti la moneta, come misura stabile del valore dei beni di natura, è uno strumento al servizio della famiglia e dalla polis e non è la padrona di esse. Se lo Stato non riesce ad obbligare la Finanziaria a praticare ed osservare la giustizia sociale, che ha per oggetto il bene comune e non l’arricchimento del finanziere, la Nazione ne soffrirà grandemente divenendo la schiava della Finanziaria e non garantendo più il benessere comune sociale. L’instabilità della moneta, la precarietà del lavoro, la disoccupazione costante, la svalutazione crescente sono le conseguenze ultime della Crematistica che ha sovvertito la sana Economia. Da questo disordine finanziario alla Rivoluzione sociale il passo è breve.

politici-camerieri-banchieriLa sana Economia aiuta la stabilità della Società civile

Dove regna l’ordine e l’unione tra gli uomini (Monastica) e le famiglie (Economia), regna la stabilità anche nella vita sociale (Politica).

La proprietà privata è un mezzo assai utile per il buon andamento della vita economica e sociale del Paese. Essa aiuta l’uomo ad usare dei beni materiali in maniera ordinata al benessere comune familiare e sociale.

Leone XIII nell’Enciclica Rerum novarum del 1891 spiega che la proprietà privata non solo deve essere garantita, ma moltiplicata affinché il maggior numero possibile degli uomini possa avere una piccola proprietà ed un’abitazione propria. Il Papa spiega che lo Stato non deve tassare eccessivamente, specialmente la piccola proprietà privata. Ciò porterebbe alla chiusura specialmente delle piccole imprese private e priverebbe i più deboli della protezione di una piccola proprietà e di una casa propria per renderli schiavi degli speculatori e dei finanzieri senza scrupoli. Il governo Monti-Draghi-Napolitano è la fotografia di questo stato anormale di cose, in cui si tartassa la classe media e minima e non si fa pagare l’Ici alle Banche poiché sarebbero enti di beneficienza.

Pio XI nell’Enciclica Quadragesimo anno del 1931 riprende i temi trattati da Leone XIII ed aggiunge che la proprietà ha due aspetti: uno privato e l’altro sociale. Ossia l’individuo o il privato cittadino ha il diritto di possedere una certa proprietà di beni mobili ed immobili. Però i beni immobili hanno una funzione anche sociale, ossia il loro proprietario deve fare in modo che anche gli altri uomini possano – lavorando la sua proprietà – trovarvi un mezzo di sussistenza (cfr. San Tommaso d’Aquino, S. Th., II-II, q. 66, a. 2; ivi, q. 152, a. 2). Se si insiste solo sull’aspetto privato della proprietà si scivola verso l’errore dell’individualismo liberista, mentre se si insiste solo sull’aspetto sociale si scivola verso il collettivismo social-comunista. Quindi lo Stato non deve abolire la proprietà privata, ma difenderla, estenderla e fare in modo che sia usata in maniera tale da aiutare non solo il proprietario, ma anche i bisogni del bene pubblico.

Conclusione

o Plutocrazia o Economia

Come si vede esistono due concezioni diametralmente opposte dell’uomo, della famiglia e dello Stato.

Da una parte la Plutocrazia o il Regno di Mammona, che fa della ricchezza materiale il fine ultimo dell’uomo e sottomette sia l’individuo che lo Stato alla Finanza. Il suo “dio” è l’oro. Essa è caratterizzata dal disordine delle passioni e specialmente all’Avarizia, che assieme all’Orgoglio e alla Sensualità è una delle tre Concupiscenze, triste retaggio del peccato originale e forza propulsiva del male e dell’errore. L’instabilità, la smania e la ricerca frenetica del benessere materiale contraddistinguono la Plutocrazia.

Dall’altra parte vi è la vera e sana Economia, la quale dirige con Prudenza la famiglia o il focolare domestico al suo fine prossimo (ordine interno e benessere temporale) subordinatamente al Fine ultimo (Dio conosciuto, amato e posseduto). La famiglia in se stessa trova il suo ordine interno e la sua stabilità se si fonda sul matrimonio, in vista della generazione e dell’educazione della prole, in collaborazione gerarchica tra figli, madre e padre. Inoltre la famiglia ha bisogno come ogni creatura di questo mondo di un certo benessere materiale come mezzo per vivere virtuosamente e cogliere il Fine ultimo più facilmente. Di qui la necessità di scegliere i mezzi materiali o ricchezze reali e naturali che meglio si prestano a far cogliere alla famiglia il suo fine prossimo (benessere comune materiale/vita virtuosa) subordinato al Fine ultimo (Dio). La moneta viene intesa solo come mezzo e misura stabile di scambio dei beni naturali per aiutare le famiglie a procurarsi ciò di cui i loro membri hanno bisogno per vivere nel campo materiale sufficientemente bene e moralmente in maniera virtuosa onde cogliere la Beatitudine eterna. La ricchezza monetaria e naturale sono un aiuto alla sana costituzione e conduzione della famiglia e non il fine di essa. La sana Economia al contrario della Plutocrazia si fonda sull’ordine delle Virtù, sulla stabilità e il risparmio in vista della ricerca del Vero e del Bene che in sommo grado è Dio.

La Dottrina sociale della Chiesa propone come rimedio possibile a tanto sfacelo (Plutocrazia/Collettivismo) l’unica via che si deve e si può percorrere: la Frugalità contro il Consumismo che spinge a spendere e spandere, indebitarsi e rovinarsi l’esistenza.

Il Liberalismo nasce dall’illusione prometeica del “Progresso e sviluppo all’infinito”. Pio IX nella sua Enciclica Quanta cura e nel Syllabus (entrambi dell’8 dicembre 1864) aveva condannato sia l’illusione social/comunista che quella liberal/liberista, e particolarmente la loro conclusione del “Progresso all’infinito” o del “Sol dell’Avvenire”.

Secondo il buon senso (Economia come ‘Virtù della Prudenza applicata al focolare domestico’, Aristotele/S. Tommaso) per essere nell’abbondanza basta avere solo pochi, essenziali bisogni, che possono essere soddisfatti normalmente e da tutti. La vita dell’uomo (e di sua moglie) non può e non deve essere assorbita al 60% dal lavoro. Essi debbono essere presenti in se stessi, tra loro e con i figli nella famiglia, nella Società civile e nella Società religiosa, poiché l’uomo ha un’anima spirituale e deve nutrire pure e soprattutto anch’essa.

Il Consumismo liberista vive e si regge sull’insoddisfazione dell’uomo borghese o “ricco”, proprio come il Social/Comunismo che si fondava sul proletario o povero. Senza povero, che odia il ricco, e senza borghese, che si sente insoddisfatto e cerca di ingozzarsi di beni consumistici del tutto superflui, scomparirebbero il Social/Comunismo e il Liberal/Liberismo.

La “Pubblicità” è un’arma di ossessione mentale che crea bisogni inesistenti nella mente del borghese, come la “Propaganda” bolscevica creava l’odio di classe nella mente del povero. Sia il borghese liberale che il proletario socialista si sentono scontenti di ciò che sono ed hanno e desiderano essere ciò che non sono e possedere ciò che non è necessario. Essi sono perennemente frustrati. In più, non avendo la Fede, poiché sia il liberalismo che il socialismo sono materialisti ed atei o almeno agnostici, non hanno la Speranza soprannaturale che li aiuterebbe ad affrontare serenamente le difficoltà intrinseche alla vita umana.

Bisogna, dunque, liberarsi della schiavitù della legge del “mercato” di destra (Liberismo) e anche di sinistra (Socialismo), per poter tornare ad essere veramente uomo, ossia “animale razionale” che conosce e ama, ed “animale sociale”, che dona, riceve e ricambia. Solo la Monastica, l’Economia e la Politica genuine potranno rimettere l’ordine nell’uomo, nella famiglia e nello Stato.

d. Curzio Nitoglia

http://doncurzionitoglia.net/2013/06/03/400/

Memorandum: Bankers & Masters
global_plutocracy_masters_names[1] Cfr. DENIS FAHEY, The Kingship of Christ and Organised Naturalism, Cork, Forum Press, 1943; The Mystical Body of Christ and the Reorganisation of Society, Cork, Forum Press, 1945, tr. fr., Le Corps Mystique du Christ et la reorganization de la société, Saint Rémi, Cadillac, 2011.

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11 giugno 2013 | Autore

crisi-lavoro

A seguito del video pubblicato ieri ho ricevuto il seguente commento:

Vorrei aggiungere dato che in nessun video o scritto su questi argomenti se ne parla mai su internet e neanche si accenna,che oggi più che mai,con l’accentuarsi della crisi pilotata dalle mani forti ,e le famiglie sempre più indebitate e in estrema difficoltà,che esiste un numero di persone in continua crescita(decine,centinaia di migliaia o forse qualche milione) che per i più svariati motivi,sono iperindebitati(il sottoscritto è uno di questi e familiari idem) che nn possono più onorare i propri debiti con lo stato e in minimissima parte con una banca,per situazioni personali e familiari,che sono sfuggite di mano per inesperienza e mancanza di conoscenze,oltre a consulenti incapaci, accadute a tutti i componenti del nucleo familiare! Ora la cosa su cui vorrei far riflettere chi ancora sta relativamente bene ed è “pulito” da un punto di vista debitorio,che prima di tutto in queste situazioni ci si potrebbe ritrovare chiunque di voi,e seconda cosa nn meno importante,è il domandarsi “che fine faranno questa tipologia di persone come me e la mia famiglia se dovessero davvero arrivare a togliere il contante???? Ve lo dico io……o si torna la baratto,cosa assolutamente nn pratica nel mondo odierno,il nero nn esisterebbe più quindi niente,l’ultima chance sarebbe quella di andare a rubare per sopravvivere con tuti i rischi connessi ovviamente,altrimenti si muore senza nessuna possibilità! Possibile che nessuno si renda conto della gravità di questa cosa? Capisco focalizzarsi sul signoraggio,sulla sovranità monetaria ecc……problemi reali e attuali importantissimi,ma la realtà da me descritta vi garantisco che nn è da meno!!!! Riflettiamoci gente perchè chiunque, lo ripeto, può potenzialmente finire in questo abisso senza ritorno,almeno per la stragrande maggioranza delle persone comuni! Quello che mi meraviglio è che nessuno ne parli cercando di trovare soluzioni pratiche immediate …

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Penso sia opportuno mettere nero su bianco che la crisi (innegabile, sotto gli occhi di tutti, fuori discussione, ecc.) ha un impatto diverso sulle famiglie e sulle persone a seconda delle occupazioni che queste hanno.

La crisi ha di fatto diviso in due gli italiani: quelli che sono a reddito fisso, impegati presso la pubblica amministrazione o simili, e che quindi, checchè se ne possa dire, non corrono il rischio di perdere il posto di lavoro, e quelli che questa possibilità ce l’hanno, molto concreta, o per i quali questa possibilità è già diventata tragica, amara realtà.

Inutile negarlo: la legislazione del lavoro vigente in Italia, nonostante il trattato di Lisbona, nonostante la cessione della sovranità all’Europa, è ancora tale per cui chi sta in una grande azienda che non chiude i battenti è garantito che il suo posto rimarrà. E con questo possiamo dire che la grossa (sempre maggiore ormai) fetta di dipendenti del settore pubblico (pubblica amministrazione locale e centrale; istruzione; sanità; esercito e difesa; polizia e carabinieri; para-statale come poste e ferrovie, Eni, ecc.) può, tutto sommato, dormire sonni tranquilli; per loro la crisi può addirittura portare benefici, se sanno spendere con oculatezza e approfittare delle offerte e degli sconti che si trovano sempre più spesso (ristoranti, viaggi, vacanze, elettronica di consumo, palestre, ecc.), attuati da produttori e commercianti che provano di tutto per non chiudere. Anche l’IMU, la tanto odiata IMU, ha dato tutto sommato un aiutino a questa categoria: con il numero di compravendite di abitazioni in calo, facile che di qui a breve (2-3 anni) il prezzo reale delle abitazioni, specialmente delle seconde case, cali ulteriormente.

Diverso il discorso per chi lavora in piccole aziende, nel privato, o peggio, lavora come professionista, o magari ha già perso il lavoro. Proprio la rigidità del sistema, quel sistema che garantisce il posto a chi ce l’ha, rende quasi impossibile trovare una nuova occupazione a chi l’ha persa, specialmente se non si più giovanissimi (sotto i 30 anni) e disponibili a tutto pur di avere una occupazione (anche a stipendi da 500 € al mese per unneolaureato in ingegneria, visto!). E chi il lavoro non l’ha ancora perso è costretto a sottostare a condizioni umilianti, spesso a fare straordinari non pagati o ad accettare ritardi anche di svariati mesi nell’accredito dello stipendio perchè, a volte in buona fede, a volte in malafede, il titolare non ha i soldi per pagare i dipendenti, magari perchè a sua volta non pagato dai clienti, magari non pagato dal cliente “Stato“, che se ne approfitta, della sua posizione di forza, dove da una parte non paga i fornitori, dall’altra esige con puntualità il pagamento di imposte e contributi che mandano sul lastrico le imprese e le costringono a chiudere.

In un’ottica di lungo periodo il sistema sarà costretto ad implodere: non si vive di sola burocrazia, che faremo, ci mangeremo i certificati anagrafici? Il sistema deve cambiare: le cose da fare sono tantissime, per rendere migliore questa società! Pensare che milioni di persone semplicemente non trovano un impiego adeguato, con tutto quello che ci sarebbe da fare, è la prova provata del fallimento del nostro modello: un modello chiaramente da buttare.

mercato del lavoro

Ma è anche vero che se da una parte facciamo bene a denunciare e a suggerire soluzioni a livello politico, dobbiamo anche ricordare che c’è bisogno di mangiare tutti i giorni, e non possiamo disinteressarci di chi, amici, fratelli, vicini di casa o semplici conoscenti, sta peggio di noi. Dobbiamo attuare la condivisione, anche perchè non esiste il bene privato, esiste solo il bene pubblico, il bene comune.

Immaginate la vostra casa, cone le sue comodità, con il frigorifero pieno, la corrente elettrica, il riscaldamento, ecc., magicamente trasportata nel mezzo di una bidonville del terzo mondo. Tutto rimane uguale, ma fuori avete gente che non riesce a fare due pasti al giorno. Stareste altrettanto bene? No! Perchè noi possiamo godere solo del bene comune, non di quello individuale. Siamo fatti così. Dio ci ha fatto (per fortuna) così. E quindi dobbiamo sempre più mettere in pratica la condivisione, e farci carico anche dei problemi degli altri (noi che possiamo), perchè questa è l’unica srada per la felicità. E se vi sembra una motivazione egoistica, lo ripeto: non esiste il mio bene separato dal tuo. Il fallimento di un individuo, il suicidio di un disperato, è un fallimento di tutti. E solo se condivisa, la gioia fiorisce e cresce. Chiusa in casa avvizzisce e muore.

Conclusione: cominciamo a dare. Liberamente. Senza aspettarci nulla in cambio. Anzi, aspettandoci tutto in cambio: la felicità, altrimenti impossibile, in un mondo diviso in due, fra chi ha e chi non ha.

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“Condivido” al 100% queste riflessioni, Alberto.
Condivisione, che vuol dire nell’essenza la riscoperta del “dono” come mezzo di relazione e di compensazione collettiva.
Riprendendo il concetto della “guerra al contante”, appare chiaro che l’intento più profondamente insito in quest’iniziativa, il più subdolo, sia il voler isolare il singolo essere nell’economia della sua vita, il pretendere di mettere un rubinetto nel suo cash-flow, come già fatto per l’acqua, la luce, il gas, il telefono, ecc.
E sarà, di conseguenza, il rubinetto generale, al quale sono collegati tutti gli altri.
Come possiamo essere tanto ciechi?

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Siamo stati… INGANNATI!

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Non è bello da dirsi ma io mi auguro che la situazione peggiori ancora di più, ma molto di più. La disoccupazione spero raddoppi, le bollette e i servizi mi auguro aumentino di almeno il 40-50%.
Solo così si può sperare in un “risveglio” collettivo dal torpore indotto da tv, smartphone, facebook e compagnia bella.
Si perchè per il momento quelli continuano ad essere i beni e necessità di cui pochi si separerebbero.
Li vedi tutti a testa bassa che digitano nel loro iphone, si connettono, chattano, pubblicano una foto, uno stato d’animo, un “mi piace”.
Spero che s’arrivi presto alla fame, solo allora ci accorgeremo di quanto tempo abbiamo passato in coma.
Forse.

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L’astensionismo è la più inutile forma di protesta.

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Grande Alberto Medici , io è tanto che dico a chi ho vicino queste cose ma tanti mi considerano pazza, c’è bisogno di condivisione sennò che vita è se uno ha in più darlo al vicino che ha meno o a chi incontri casualmente, che poi non è mai casualmente. Chi ci ha portato in questa vita lo ha fatto per amore e questo amore cresce con la persona, tanti lo nascondono ma prima o poi deve venire fuori. Questa crisi voluta per farci sprofondare deve essere capovolta come visione d’insieme e a me che ho più di un’altro mi deve far capire di non tenere il poco che ho per me ma portandolo in condivisione tutto prende un’altro significato e arricchisce spiritualmente anche chi dona . Come la parabola dei Talenti che non sto qui a dire ma andandola a rileggere sulla Bibbia uno si illumina del suo reale messaggio forte e attuale per questi giorni , un abbraccioL’astensionismo è il modo migliore (se resta un fattore provvisorio) per capire che il “malessere da ingiustizia da mal governo” è stato recepito da molti; e che i politici “seri” o cominciano a parlare e agire pensando al 50% dei “non votanti”, o vadano ad impiccarsi da qualche altra parte (basta che ciondolando, poi, non ci facciano ombra) come fece Giuda.
Spero Alberto che tu condivida questa tesi, altrimenti, oltre a parlare di inganni, poi, pare non ti interessi cosa pensa e vuol dirci la platea di chi, confuso, ingannato, sfruttato, preso lungamente per il sedere, oggi è stufo anche dei mediatori alla Grillo, dell’ipocrisia istituzionale, delle falsità dei giornalisti compiacenti al potere e degli autori “più o meno liberi dalle proprie ambizioni” che pubblicano libri e fondano siti web e poi sotto sotto sono seduti sul sicuro!
Evviva anche l’astensionismo, se serve!

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Chi vive sperando muore disperato !!
La realtà è che questo sistema socio-economico è finito. È arrivato a l’apice della esistenza.
Un esempio
La nostra economia si fonda su tre settori fondamentali:
Agricoltura
Beni
Servizi
L’agricoltura iniziò il processo di meccanizzazione dopo la prima querra mondiale. Milioni di posti di lavoro sono andati persi e assorbiti dalle fabbriche ( i beni );
Dopo la seconda guerra mondiale le industrie incominciarono il processo di meccanizzazione. Milioni di posti di lavoro sono andati persi e assorbiti dai servizi;
Sono 20 o 30 anni che stiamo meccanizzando i servizi
Quale sarà il prossimo settore economico che assorbirà milioni di lavoratori ?
NON ESISTE !
Cosa dobbiamo cercare, il lavoro ?
Tutti parlano di crisi etc.
Dobbiamo fare la CRESCITA ECONOMICA.
Ma per fare la crescita economica tutto ciò che produciamo deve durare poco.
Tutto deve avere una scadenza, una durata, tutto deve essere poco efficiente.
Ma proprio tutto
Sono più di 100 anni che potremmo avere l’energia elettrica illimitata pulita e gratuita;
Sono 100 anni che potremmo avere auto elettriche o a idrogeno;
Sono 80 anni che potremmo avere la cura del cancro;
Sono quasi 30 anni che sappiamo come non farci venire le nostre più gravi malattie;
Etc
Il problema è che dobbiamo fare la CRESCITA EVONOMICA.
Dobbiamo consumare.
Siamo CONSUMATORI !
Ma le risorse del pianeta non sono infinite.
Il nostro bel pianeta ha una circonferenza di circa 40.000 km.
Se ci si pensa non è enorme o infinito
A un numero x di risorse
Non possiamo esaurirle in none del denaro !
Al nostro pianeta e alla nostra biosfera non gle ne frega niente delle nostre leggi e dei nostri denari.
Le leggi che governano l’universo sono le stesse che governano il nostro pianeta
Sono le nostre leggi, le nostre convinzioni e il nostro modo di organizzarci che và contro tutte le leggi naturali
Ma c’è una alternativa
Si chiama ECONOMIA BASATA SULLE RISORSE, presentata da Jacque Fresco negli anni ’70
Oggi un “certo” Jeremi Rifkin la definisce LA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE.
E le scienze lo stanno gridando al mondo da 30 anni.
CI DOBBIAMO EVOLVERE !
Perché non solo rischiamo di avere una disoccupazione mondiale senza precedenti, ma rischiamo di mettere in serio pericolo la sopravvivenza della SPECIE UMANA su questo pianeta.
Il denaro andrebbe eliminato.
Non dire ehhh
Un’altra riflessione:
Noi, specie vivente su questo pianeta definita Homo Sapiens Sapiens, siamo “nati” circa 250.000 anni fà ;
solo 4 o 5.000 anni fà abbiamo inventato il baratto, che non ha funzionato perché era complicato e circa 3000 anni fà abbiamo inventato il denaro ( pessima pensata !! )
Domanda :
Come abbiamo fatto a vivere su questo pianeta per 245.000 anni senza soldi e senza baratto ??

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Cercare di ricomporre le uova dopo che la frittata è stata fatta è impossibile.
Ed è amaro constatare che le coscienza si forma solo nei casi di grave necessità o davanti a cambiamenti che non si riescono a governare.
L’uomo è stolto per natura , il più stolto degli animali , avido e senza lungimiranza … vorrei sapere dov’erano , cosa pensavano , come vivevano tutti coloro colpiti da questa crisi nei favolosi anni 80 della Milano da bere , quando ubriachi dalla moltiplicazione del dio denaro e delle sciocchezze consumistiche giravano come criceti nella ruota che i criminali che solo ora stanno venendo allo scoperto avevano costruito.
Che reazione avevano davanti ad un “barbone” ? , sapevano che ogni litro di carburante che mettevano nei loro fuoristrada era frutto di guerre che mettevano in miseria interi continenti ? … se ne accorgono solo ora che sono toccati da vicino quanto siamo stati stolti a pensare di creare ricchezza perpetua devastando la natura , le tradizioni , la lentezza della vita a ritmi naturali … il tempo … quante volte ho sentito dire : non c’è tempo , vai più in fretta , dobbiamo battere gli altri sul tempo , corri , corri … ecco , adesso siamo arrivati … l’ultima battaglia sarà quella fratricida invidiando chi ha ancora uno stipendio fisso ( 20 anni fa era il contrario , chi aveva lo stipendio fisso guardava con l’acquolina in bocca le ville e i suv dei professionisti che dichiaravano meno dei loro dipendenti ), e intanto lor signori se la ridono mentre spostano il benessere in altre parti del mondo facendoci piombare noi nell’abisso … ma quello che è ancora più grave è che continuerà la violenza fatta al meraviglioso pianeta che ci ospita.

” La terra in cui viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri padri ma presa in prestito dai nostri figli ”
Detto di un capo indiano.

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Ma sta accadendo
Lontano dai riflettori mediatici, si sta riscoprendo l’umiltà, l’unità, la cooperazione
La fede in Dio è importante e ci unisce, ma dobbiamo rispettare il suo Creato
Dobbiamo rispettare la cosa più meravigliosa che abbia mai prodotto: noi esseri umani
È sopratutto ci dobbiamo ricordare che Dio non ha creato i soldi, quelli li abbiamo creati noi !!

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