Il nostro vero antidoto? L’Eucarestia e farci Popolo di Nostra Signora della Tenda nella Carità. Sapere che siamo in una battaglia vera e poter riconoscere il nemico: apatia, accidia, ignavia di fronte al Male che è là.

Il Motto sia: LIBERI, DALLE “MATRICI DI MAMMONA, PER LIBERARE

Qui vedrete il tempo della Fine, i Segni dei Tempi, annunciare la Parusìa

San Marco 13, San Matteo 24, San Paolo Tessalonicesi 2, San Giovanni Apocalisse 13, San Daniele 8, La Salette, Fatima

Confraternita Diaconale e Mariana di Comunità & Cooperative di Arcieri e Cattolici Resilienti – Arca della Bellezza

Questa canzone presentata a San Remo 2012, mi era piaciuta moltissimo, e pensavo potesse vincere anche per il ritmo molto suggestivo.

Si intitola “Sotto Casa”

La storia è semplice: due Testimoni di Geova si presentano sotto casa e lui, Max Gazzè, li fa entrare. Si accorge ci sono molte cose da sapere e se le appunta.
La curiosità è il riferimento a Maria, che i Testimoni di Geova non coltivano affatto. Per il resto, temi come la Parusìa, sono tipici della predicazione del massone Charles Russel e dei Protestanti, come lo era per gli eretici.
La differenza degli Arcieri rispetto la trattativa di questi temi è non perdere di vista la centralità del Papato nel messaggio apostolico e di santità per la custodia della Fede. Senza la Chiesa non vi può essere salvezza, perchè ivi vi sono la Trinità, Maria e la Comunità dei Santi.

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Maranatha – La Venuta Intermedia di Gesù
“Ecco Madre farò nuove tutte le cose!”
Gesù sta per tornare e la sua Parusia è vicina!
Quante sono le Parusìe di Gesù?
Quante cose nascoste che a tutti si paleseranno improvvisamente…

Carissima Uchidia che non conosco, hai chiesto aiuto e desidero “darti” questo aiuto, o per lo meno cercherò di fare del mio meglio.

Come prima cosa desidero dirti che la “Visita” che il Signore sta per fare, chiamata anche “Seconda Venuta” non è una pura illazione, ma è annunciata a chiare lettere dalla Sacra Scrittura.

Dove?

Prima di rispondere a questa domanda è necessario leggere quello che in Apocalisse 20,10 è scritto: “…il diavolo, loro seduttore, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, proprio dove si trovano la bestia e lo pseudo-profeta: saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli”.

E necessario soffermarsi sulle parole: “..dove si trovano la bestia e lo pseudo-profeta”.

Perchè?

Per il semplice motivo che parla dello pseudo-profeta che noi ritroviamo in Apocalisse 19,20, quando dice:

“…Ma la bestia venne presa insieme allo pseudo-profeta, quello che per conto di essa aveva fatto prodigi…vivi furono gettati i due nello stagno di fuoco che bruciava con zolfo”.

Se noti, subito dopo Apocalisse ci racconta che: “… Satana venne preso e incatenato per mille anni, ovvero un tempo lunghissimo”.

Da queste righe dell’Apocalisse si evidenzia questo: prima che Satana venga legato per mille anni, sarà preso e distrutto lo pseudo-profeta. In seguito, trascorsi mille anni, toccherà a Satana essere neutralizzato.

Ora ecco il nocciolo della questione: c’è un punto nella sacra Scrittura dove viene detto come avverrà questa cattura dello pseudo-profeta, ovvero di questo uomo iniquo che ha aiutato la bestia? Sì che c’è: ce ne parla con dovizia di particolari, l’Apostolo Paolo.

Dove?

L’Apostolo Paolo parla di questa distruzione dell’uomo iniquo, ovvero dell’uomo del 666, cioè dell’Anticristo, nella seconda lettera ai Tessalonicesi e precisamente al Cap.2,7-8.

Con quali parole?

Con le seguenti parole: “…c’è solo da attendere che chi lo trattiene sia tolto di mezzo. Allora si manifesterà l’iniquo che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca e -attenzione cara Uchida- ANNIENTERA’ CON LA MANIFESTAZIONE DELLA SUA PARUSIA. La parusia ….”.

Ecco la risposta che avevamo lasciato in sospeso!

La PARUSIA di Gesù

annienterà l’uomo iniquo. E poichè come abbiamo visto prima, Gesù, nella Potenza dello Spirito Santo e con l’aiuto di Sua Madre, CorRedentrice, coadiuvata dall’Arcangelo Michele, annienterà l’uomo iniquo, ovvero lo pseudo-profeta, verrà distrutto prima che Satana venga legato per mille anni, ecco, dunque, abbiamo la prova che la PARUSIA di Gesù ci sarà, e sarà dopo l’inizio del tempo felice, chiamato terzo giorno, giorno o Era Mariana, prodoma dell’Ottavo giorno del Signore, della Gerusalemme Celeste, della Terra Nuova e dei Cieli Nuovi, Regno dei Cieli e dello Spirito Nuovo, Terra Promessa e così via.

Ma questa PARUSIA è anche un “Ritorno“, una “Visita del Signore” ai Cuori Caldi!

E’ quella Manifestazione di Gesù della quale parla la Sacra Scrittura in molti punti. E come avverrà? Ce lo dice l’Apostolo Giovanni in Apocalisse 3,14-22, parlando alla Chiesa di Laodicèa: il Signore non accetterà più il fatto che gli uomini siano tiepidi nei suoi confronti, quindi, dovranno scegliere: o essere o diventare Caldi o rimanere Freddi. Non esiste la via intermedia e, perciò, va presa una posizione chiara: O scegliere il Signore… O scegliere Satana!

Nota una cosa, e cioè: questa visita, o avvertimento, o giudizio in piccolo, o venuta del Signore, è annunziata a tutti gli uomini con le parole: “…io sto alla porta e busso…”.

Nel mio primo libro, “Oggi è Laodicèa! E domani?” questo momento con il nome di: “Laodicèa”, io ho denominato questo momento con il nome di “Laodicèa”. In questa circostanza il Signore si farà sentire e vedere al nostro interno, nella nostra anima, e ci darà, quindi, la prova della Sua esistenza; ci mostrerà la nostra anima nuda e cruda come la vedono gli occhi di Dio…

In conseguenza a ciò, molti si getteranno in ginocchio e imploreranno perdono e misericordia, riconoscendo i loro peccati!

A seguito di questa presa di conoscenza e coscienza, il Signore ci chiederà di fare una scelta, senza tentennamenti, e quindi, non permetterà più a noi stessi di essere Tiepidi.

Terminato quel momento -che sarà ardente come un forno, in quanto vedere la nostra anima con gli occhi di Dio, macchiata dai vari peccati commessi, e con la sua sensibilità, ci provocherà una sofferenza atroce-, il Signore ci introdurrà nella Terra Promessa.

Quando saremmo prossimi a quel momento, cioè di Laodicèa, gli uomini saranno divisi in tre gruppi e cioè:

1. I Caldi: riferiti al Cielo e alla Terra

2. I Tiepidi: riferiti al Mare -quelli che Apocalisse 20,11-14 chiama “i morti piccoli “, il cui nome SI TROVA SCRITTO NEL LIBRO DELLA VITA

3. I Freddi: riferiti alla Morte e all’Ade, ovvero i “morti grandi” il cui nome NON si trova scritto nel NEL LIBRO DELLA VITA

Appena trascorso quel momento, che non sappiamo quanto durerà, ma che a detta di molti mistici sarà “breve”, gli uomini saranno divisi in due gruppi:

i “CALDI” e i “FREDDI”

A questo punto, si sarà cosi verificata la prima parte della Visita che Gesù ci farà, e questa parte riguarda tutti gli uomini, annunciata nel Vangelo di Matteo 24,27-28 con le parole: “Come la folgore viene da oriente e brilla fino ad occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sarà il cadavere, ivi vi si raduneranno gli avvoltoi…”.

Dio avrà separato i capri dalle pecore e si occuperà, spiritualmente, solo delle pecore che lo avranno scelto.

In questo momento termina quello che Gesù, nel suo Vangelo ha chiamato: “Il SECOLO PRESENTE” durante il quale hanno convissuto i Caldi, i Tiepidi e i Freddi.

In seguito, inizia quello che La Sacra Scrittura chiama “SECOLO FUTURO”, detto “secolo” in quanto avrà una durata temporale e inizierà tutta una serie di avvenimenti che porterà al “RITORNO FISICO DI GESU’“, il quale ritorno riguarderà solo i “Caldi“, e alla realizzazione del Regno dei Cieli sulla terra.

I Caldi però che usciranno da quel periodo chiamato “Laodicèa“, saranno costituiti da uomini che , prima di allora, erano già Caldissimi per il Signore, da uomini che erano un pò Caldi e da uomini che erano però Tiepidi.

Costoro riceveranno dall’Altissimo il dono di non ricordarsi più dei loro peccati, perché sarà Volontà e Misericordia del Signore Iddio; proveranno nel loro cuore un desiderio profondo di amare quell’Essere Supremo che, per molto tempo, molti di loro, non avevano voluto conoscere!

Coloro i quali, prima del momento di “Laodicèa” erano Caldissimi, grazie alle sofferenze vissute per amore al Creatore, avranno un trattamento speciale e, cioè: riceveranno in dono lo Spirito Santo, che su loro scenderà in tutta la Sua potenza.

Questi uomini avranno, quindi, il merito di ciò che li distinguerà da quei Caldi che non vollero esserlo prima della Visita del Signore.

Come Mosè aveva il volto che emanava splendore di Grazia, e lo si poteva notare, se lui non si copriva il volto, così questi uomini avranno un qualche cosa in più che li distinguerà dagli altri, e avranno il compito di evangelizzare coloro che non hanno mai voluto conoscere prima il Signore a tempo debito, o lo hanno conosciuto in maniera superficiale, o per loro cattiva volontà.

Perchè evangelizzeranno i popoli diventati ormai “Caldi”?

Perché saranno i popoli che chiederanno di conoscere il Signore, in quanto avranno sete di questa “conoscenza”, in quanto sarà stimolata da Dio stesso messa nel loro cuore!

Ecco perchè si parla di “NUOVA

EVANGELIZZAZIONE” : è NUOVA, poiché, al contrario di prima, non è mai accaduto che tutti i popoli chiedessero di conoscere il Cristo!

Ecco allora che si verificherà quello che ci annuncia la Bibbia, in Zaccaria 8,23-24: “In quel giorno dieci uomini di tutte le lingue afferreranno un Giudeo per un lembo del suo mantello e gli diranno: “Vogliamo venire con voi, perchè abbiamo conosciuto che il Signore è con voi!““.

E dopo che il Vangelo sarà annunziato a tutti i popoli della terra, che succederà?

Ci sarà il “Ritorno Fisico” del Signore, ma lo vedranno tornare solo coloro i quali il Vangelo chiama con l’appellativo di: “Uomini di Galilea”.

Sono costoro che vedranno tornare il Cristo; Lo potranno abbracciare e parlaGli… se lo potranno è perché se lo saranno guadagnato con il loro modo di vivere veramente conforme a ciò che la Madonna e Gesù hanno chiesto nelle numerose apparizioni anche di questi ultimi tempi.

Termino qui questo mio “aiuto“, pronto ad incrementarlo, qualora il mio gesto richiederà un seguito.

Desidero, infine, sottolineare solo questi punti riassuntivi:

  • La Parusia di Gesù è annunciata dalla Sacra Scrittura. Essa avviene e distrugge l’Anticristo, e questo prima che Satana venga legato per i “Mille anni”.
  • Questa Parusia si compone di due parti:
  1. LA PRIMA sarà SPIRITUALE per tutti gli uomini, “rapida come il fulmine che balza dall’est all’ovest…”  (Mt. 24, 27-28), che dividerà gli uomini tra i “Caldi ”, i “Freddi ” ed i “Tiepidi
  2. LA SECONDA sarà FISICA per tutti i “Caldi ”, la quale darà a tutti un amore profondissimo per il Signore e un forte desiderio di conoscerLo o conoscerLo ancora di più.

Donerà un premio speciale a tutti coloro che hanno voluto credere a ciò che, in questi tempi, il Signore e La Madonna ci hanno voluto dire per prepararci a questa “Visita ” che il Signore sta per farci, annunciata anche dalle parole che il sacerdote Zaccaria dice nel Benedictus: “…verrà a visitarci un Sole che viene dall’ Alto, a rischiarare coloro che stanno nelle tenebre – la teoria dell’Anticristo – e in ombra di Morte” – cioè l’ombra di lui che sarà la Morte.

  • La prima parte avviene nel “SECOLO PRESENTE
  • La seconda parte avviene nel “SECOLO FUTURO “.

ti saluto caramente Stefano Cagnola

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Il secondo avvento o parusia intermedia. Come preparsi costituenedosi Popolo di Nostra Signora della Tenda, secondo l’Arca della Bellezza

Nessuno sà l’ora in cui ciò accadrà. Ma Gesù ci avvisa: vi saranno dei “segni”. E aggiunge: Così come sapete che “rosso di sera bel tempo si spera”, così udirete rumori di guerre, terremoti, caduta della morale ed altro, che vi metterà in stato di allarme. Allora saprete che sta per compiersi la Fine dei Tempi.

TRE SONO I TEMPI DELL’ALIENAZIONE (o Abominio della Desolazione) DESCRITTI DALLE PROFEZIE:

1 – PECCATO (ORIGINALE) DI ADAMO;

2 – UCCISIONE DI DIO IN CROCE;

3 – SOSTITUZIONE DI GESU’ CON FALSO CRISTO

San Paolo nella Lettera ai Tessalonicesi ci fornisce la sequenza con cui riconoscere il SEGNO DEI TEMPI:

1 – L’Evangelizzazione completata (ossia il messaggio della venuta di Gesù, della Rivelazione-Resurrezione) porta in tutto il globo);

2 – Apostasia (rinuncia ai princìpi della fede Cattolica);

3 – Anticristo (“leader” che prenderà il posto di Gesù nella “libera coscienza”);

4 – Il Marchio della Bestia (666, microchip, codice a barre)

5 – La Conversione dei Giudei

A questi vanno aggiunti:

1) ABOMINIO DELLA DESOLAZIONE

2) SOSPENSIONE SACRIFICIO CONTINUO

3) RINUNCIA FONDAMENTO OBLAZIONE

Non sono da dimenticare i TRE CASTIGHI ANNUNCIATI A FATIMA:

I) I^ Grande Guerra (Mondiale);

II) II^ Grande Guerra (Mondiale);

III) Rimozione del Katechon e Apostasia.

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ALCUNE COSE CHE NON SI DEVONO MAI FARE O A CUI DARE CREDITO:

B) Accettare l’ECUMENISMO, ossia uguaglianza fra le religioni;

A) Sottoporsi ad implamentazione di MICROCHIPutaneo;

C) Seguire FALSI PROFETI e anche Papi che lasciano Tradizione.

D) Essere tentati a combattere GUERRE che non ci appartengono.

Subito dopo l’afflizione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e tutte le nazioni della terra si batteranno il petto e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nuvole del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli con un potente suono di tromba, ed essi raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo dei cieli all’altro” (Matteo 24,29-3).

IN QUESTO PASSO Gesù ci preannuncia che il periodo più buio di tribolazione ed orrore terminerà improvvisamente davanti all’alba del giorno più radioso per l’umanità. Gesù Cristo stesso tornerà a radunare il suo popolo per portarlo con sé!

Il Libro dell’Apocalisse ci fa sapere che, appena prima del ritorno di Gesù, Dio lancerà piaghe e giudizi terribili sopra le forze della Bestia, che farà tutto il possibile per eliminare tutti coloro che rifiutano il suo marchio. La Bibbia dà un’indicazione esatta della durata di questo periodo di grande tribolazione: 3 anni e mezzo, o 42 mesi, o 1.260 giorni. (Vedi Daniele 7,25; 12:7; Apocalisse 13,5; 12,6). Di conseguenza, il giorno in cui il futuro leader mondiale romperà il suo trattato di pace, erigerà la sua statua ed esigerà che tutti lo adorino, sapremo esattamente quanto mancherà al ritorno di Gesù.

Addio Bestia! — Paradiso, eccoci qua!

Il mondo rimarrà stupefatto dall’enormità dello spettacolo e dei suoni che accompagneranno il secondo avvento di Gesù. Quando si avvererà il segno più importante e Gesù stesso arriverà sopra le nuvole, irradiando soprannaturalmente su tutto il mondo la potenza e la forza di Dio, coloro che lo avevano rifiutato e avevano invece adorato la Bestia si renderanno improvvisamente conto del loro grave errore. “Ecco egli viene sulle nubi e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto; e tutte le nazioni della terra si batteranno il petto per lui” (Apocalisse 1,7).

Il ritorno del Signore porterà invece un’enorme gioia e una libertà immensa a noi che lo conosciamo e lo amiamo — gioia e libertà quali non abbiamo mai provato prima! Tutti i figli di Dio morti in tutte le epoche precedenti risorgeranno con nuovi corpi soprannaturali, uscendo dalle tombe per andare a incontrare Gesù nell’aria. Quelli di noi che saranno ancora vivi qui sulla terra saranno anch’essi istantaneamente trasformati, avranno un corpo nuovo e saliranno tra le nuvole ad incontrare il Signore! Gesù strapperà il suo popolo alla grinfie dei suoi persecutori anticristo e li porterà in Cielo a festeggiare la vittoria nella celebrazione più fastosa ed emozionante di tutti i tempi, il Banchetto delle Nozze dell’Agnello! (Apocalisse 14,14-16; 19,6-9).

Nel frattempo, gli orrori dell’ira di Dio si riverseranno sulle forze della Bestia. Sarà un momento cos’ terribile che secondo la Bibbia, “in quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li fuggirà” (Apocalisse 9,6).

Il soprannaturale esercito dei Cieli ritornerà poi sulla terra, guidato da Gesù, e sconfiggerà e distruggerà la Bestia e il suo empio impero mondiale nella spaventosa battaglia di Armagheddon . Il centro di questo grande massacro sarà la valle di Meghiddo, vicino ad Haifa, in Israele (la parola ebraica Armagheddon significa letteralmente il monte di Meghiddo). Questo marcherà la fine del regno crudele dell’uomo sulla terra; Dio stesso, attraverso Gesù Cristo, Re dei re e Signore dei signori, e alle sue forze celesti, prenderà il controllo del mondo e regnerà e governerà su di esso come sarebbe stato governato se l’uomo non avesse disubbidito a Dio, seguendo egoisticamente la propria strada! Comincia così quel periodo noto come Millennio, mille anni di pace, abbondanza e paradiso sulla terra (Apocalisse 19,11-21; 20,1-4).

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Chi Sbaglia Storia, Sbaglia Politica

Vivono come se non Dovessero Morire Mai e Muoiono Come se non Avessero Mai Vissuto

Non Chiedete Chi l’Ha Detto, bensì Presta Attenzione a Ciò Che è Detto

LA NOSTRA PRIMA MISSIONE DI ARCIERI E’ LA RICHIESTA DEL DOGMA DI NOSTRA SIGNORA MARIA CORREDENTRICE. SOLO UN PAPA CHE SIA RIMASTO INCOMUNIONE CON GESU’ ACCETTERA’ DI COMPIERE QUESTO GESTO; L’ANNUNCIO DELLA PARUSIA INTERMEDIA E DEL REGNO E QUINDI LA RICERCA DEI “SEGNI DEI TEMPI” PER ESSERE SEMPRE PRONTI A DIRE, MOSTRARE E OPERARE, E LA MESSA IN DIMORA DEI PROGETTI SINTONIZZATI CON LA VISITA-RITORNO DI GESU’.

PER QUESTO I NOSTRI OBIETTIVI SONO: SEGUIRE LA VOCAZIONE DI ARCIERI-MERCEDARI-PONTIERI NELLA GRATUITA’; STRUTTURARCI COME ORGANO DI IN-FORM-AZIONE PER LA VERITA’, LA CARITA’ E LA LIBERTA’ IN GESU’ E MARIA; CREARE CAERP (Cappellette di Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo – attorno alle quali formare Gruppi di relazione); E ATTORNO AD ESSE FONDARE BORGHI DI XENOBIA (tenendo conto che debbono essere in “armonia” con i beni comuni; ossia, avere acqua, terra coltivabile, sole, vegetazione, boschi, alberazioni, ulivi, vento, pascoli, pioggia, clima mite e temperato, monumenti e cultura che con le loro antichità sono indizio di tradizione di civiltà e saggezza) CONTRO TUTTE LE TOSSICITA’ (Trappole di Mammona, Strutture di Peccato, Matrici di Iniquità) DA CUI “LIBERARSI” QUANTO PRIMA PER LIBERARSI VERSO LA PARUSIA; Costituire COMUNITA’ di STUDIO, PREGHIERA e LAVORO DOVE L’UNICA LEGGE SONO I 10 COMANDAMENTI E L’AMORE RECIPROCO

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PER UN ULTERIORE APPROFONDIMENTO, CONSIGLIAMO DI LEGGERE IL TESTO QUI A LATO “LA VERITA’ DELLA PARUSIA INTERMEDIA, O NUOVO AVVENTO O II^ VENUTA DEL SIGNORE”

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IL PRONTUARIO

Raramente si parla dei Tempi Finali, ossia dei Segni dei Tempi e di come essere, noi tutti, compresi i cosiddetti cristiani, PRONTI. Benedetto XVI di recente ha parlato RIPETUTAMENTE di Vigilanza, Attesa e Prontezza, ma anche egli, ancora, non ci dice come dobbiamo essere in quei minuti prima che si verificheranno gli eventi come descritti in Apocalisse (Rivelazione dei Tempi e la Grande Tribolazione), quelli subito adiacenti la Visita Ritorno di Gesù, il Trionfo e la Gloria di Nostro Signore.

Anzi, ci propone l’incontro di Assisi, annullando tutto il suo lavoro con un ecumenismo antiCristiano e antiCattolico, facendo così cadere i sospetti che anche lui, come i predecessori, sin da Giovanni XXIII (23), siano a servizio pieno del Nuovo Ordine Mondiale.

E quindi, nonostante abbia cominciato a parlare ufficialmente di Parusia Intermedia, ci fa venire il sospetto che si stia riferendo anche al Falso Cristo, all’AntiCristo. E’ un passo in avanti nelle affermazioni papali, ma anche un RISCHIO vero di consegnarci nelle mani del nemico (volente o nolente).

Perchè diciamo questo?

Perchè COME VIVIAMO NOI LO STATO DI CRISTIANI NON E’ DA TIEPIDI, MA DA APOSTATI. DA TIEPIDI, E’ L’ATTEGGIAMENTO DI CHI HA RICONOSCIUTO DETERMINATE VERITA’ E NON SI PRESTA A PRENDERE LE DISTANZE DA ALCUNI VELENI CHE RISCHIANO DI INFICIARE IRRIMEDIABILMENTE ED IRREVERSIBILMENTE LA FEDE DELLA CHIESA, CON LA CREAZIONE DI UNA NUOVA CHIESA. OSSIA IN UNA MANIERA CHE GESU’ “VOMITA”. E ALLE DOMANDE: CREDETE NELL’ABOMINIO DELLA DESOLAZIONE NEL LUOGO SANTO? CREDETE NELLA VENUTA-RITORNO DI GESU’? CREDETE CHE L’ANTICRISTO IMPORRA’ IL SUO MARCHIO E VORRA’ SOSTITUIRSI A GESU? CREDETE NELLA CHIESA E NEL MESSAGGIO DEL TERZO SEGRETO DI FATIMA IN CUI SI PARLA DELLA FINE DEL PAPATO E DELLA MORTE SUA E DI TUTTO IL SEGUITO COME CADUTA PREAGNOSTICATA DA SAN PAOLO DEL SUPREMO KATECHON? AVETE LETTO IL VANGELO? CREDETE NEGLI ANGELI E NELLA IMPORTANZA DELLA LITURGIA? SIETE STATI BUONI OPERAI NELLA VIGNA DEL SIGNORE? MOLTI DIRANNO CHE NON CREDONO A QUESTE COSE, O CHE NON SE NE SONO MAI PREOCCUPATI. ALTRI DIRANNO CHE NON ABBANDONERANNO MAI IL LEGAME CON IL “PAPA”, SEBBENE RICONOSCANO CHE NON AGISCE PIU’ CON QUELLA AUTORITA’ CHE GLI E’ DATA DA GESU’. ALLORA, PUR ANDANDO A MESSA LA DOMENICA, ESSI NON ESERCITANO LA CARITA’ E LA DEVOZIONE E NON SI OCCUPANO DELLE QUESTIONI ESCATOLOGICHE E METASTORICHE E DELLA PROPRIA E ALTRUI SALVEZZA E QUINDI VIVONO CON GLI OCCHI BENDATI ED IL CUORE INARIDITO. COSTORO DAVANTI A DIO SONO TIEPIDI E NON FERVENTI COME DOVREBBERO INVECE ESSERE, ANIMATI DAL SUO SPIRITO; NON SANTI, NON ADEGUATI ALLA CAUSA DEL REGNO E TALVOLTA PERSINO INDEGNI.

METTIAMOCI TUTTI IN REGOLA CON IL SIGNORE, IN ATTESA DELLA SUA MISERICORDIA, DEL SUO PERDONO E DEL CONDONO DELLA PARUSIA INTERMEDIA, ULTERIORE GRAZIA DEL CIELO.

Perché quelli che precederanno i momenti di Gioia saranno tempi e momenti di morte, stridor di denti. Assisteremo alla Battaglia Escatologica tra gli spiriti buoni e quelli malvagi e sarà notte fonda per tre giorni. Ci saranno terremoti, la terra stessa verrà coinvolta in questo marasma, e qualcuno dice che l’asse terrestre tornerà nella stessa posizione in cui era prima del Peccato Originale. O forse prima del Diluvio Universale.

Nessuno saprà esattamente cosa sta accadendo se non coloro che hanno vigilato, che si sono fatti trovare pronti e che benedicono i tempi della loro attesa. Anche uomini di Chiesa si faranno prendere dalla disperazione, perché temeranno la morte ed il destino. Patiranno il buio perché non si saranno attrezzati opportunamente. Non sapranno come pregare e non sapranno nemmeno a chi rivolgersi per avere giusta risposta.

Allora ecco che nel sito della Parusia e delle informazioni riguardanti la Visita-Ritorno di Nostro Signore Gesù Cristo, vi verranno indicate le procedure, molto semplici, ma indispensabili per portare speranza nei cuori, per diventare veri e propri annunciatori, riscattatori, consolatori e pontieri. Innanzitutto, quindi:

– Rassicurare la propria anima con le messe dei primi 5 sabati del mese;

– Munirsi di candele realizzate con cera benedetta e toppino di cotone 100%. Sarà l’unica luce che riuscirete a mantenere accesa;

– Munirsi di Rosari anch’essi benedetti per meglio impegnarci e dedicarci alla recita delle preghiere;

– Munirsi di un Messale Romano di San Pio V o di San Pio X;

– Assicurarsi un buon Sacerdote, secondo la Tradizione (possibilmente assicuriamo i discendenti dalla scuola di Mons. Marcel Lefebvre) per ricevere l’Eucaristia autentica e secondo il giusto fervore;

– Assicurare le proprie preghiere a Gesù, Maria e San Giuseppe per la protezione della famiglia;

– Confessarsi di frequenza (sempre si riesca a trovare un consacrato per l’espletamento del sacramento);

– Rimanere chiusi nelle case quando comincerà a discendere il buio e si cominceranno ad udire urla lancinanti;

– Aver stabilito una CAERP ove custodire il CORPO EUCARISTICO CONSACRATO ed una vigilanza continua; – Compiere sempre il segno della Santa Croce;

– Possedere acqua benedetta;

– Portare su se stessi scapolari, rosari e medaglie benedette. Le più efficaci sono considerate le medagliette/crocifisso di San Benedetto e di San Michele Arcangelo comandante dell’esercito celeste.

Ed in particolare.

Indossate lo Scapolare di Nostra Signora della Tenda indossato come segno della Resilienza Cattolica e degli Arcieri. Guardatevi bene dal partecipare a qualunque conflitto, orgia, feste pagane o compiere peccato mortale in quel periodo, che a causa di assenza di “confessori”, questi morranno tutti in stato di “DISGRAZIA”. Non prendete parte né politica né culturale, ma rimanete radicati alla tradizione religiosa della Chiesa: Una Santa Cattolica Apostolica e Romana ma anche Mariana, Docente, Militante, Missionaria, Trionfante, affidandovi direttamente al Papa Cum Degnitate e ai Santi e agli Angeli di quella che sarà Chiesa Spirituale;

– Non accettate alcun segno che possa permettervi di acquistare o vendere, che quello sarà il Marchio della Bestia. Prendete parte con il vostro lavoro ed i vostri talenti a nuove comunità di gente di buona volontà che ha già abbracciato lo stesso Spirito con cui si annuncia la Parusia.

– Invocate sempre la presenza del vostro ANGELO CUSTODE e recitate preghiere per i defunti e le anime del Purgatorio, che avranno forte potere nella lotta spirituale soprattutto per la vostra salvezza e la perseveranza nella BUONA BATTAGLIA!

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NON DISPERATE MAI! QUANDO GESU’ VERRA’ NELLA POTENZA DELLO SPIRITO SANTO, CI CHIEDERA’ (nel giudizio in piccolo) DI SCEGLIERE, SE VOGLIAMO ESSERE CALDI O FREDDI. I TIEPIDI CHE EGLI VOMITERA’, COME DICE NELLA LETTERA ALLA CHIESA DI LAODICEA-APOCALISSE, DOVRANNO SCEGLIERE E SOTTOPORSI A QUESTA “CRISI” CHE INTRODUCE I VIGNAIOLI NELLA INSTAURAZIONE DEL REGNO!

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RICORDATI SEMPRE: NOI NON SIAMO DEL MONDO, MA SIAMO NEL MONDO!

Quindi dobbiamo poter riconoscere, in questa valle di lacrime, quando è che ci stiamo avvicinando al momento dell’implosione:

Quando è che i 10 Comandamenti non sono più considerati la base della morale cristiana e di qualsiasi umana convivenza, quando è che Dio non ha più non solo cittadinanza nella società, ma nemmeno accoglienza nei cuori;

Quando Gesù non è più considerato Persona, quindi personalità storica, ma solo un mito culturale che aiuta e serve la psiche e la buona condotta dei cittadini nella logica della convivenza civile;

Quando avrete la percezione che altri hanno preso il sopravvento nella vostra vita e che la CROCE è vista solo come un “ostacolo”; Quando percepirete che La Liturgia ed il Papato Cattolico, come è stato nella Tradizione, e quindi il Pensiero Cristiano, i Santi di sempre ed i Cristiani Ferventi sono perennemente sotto attacco;

Quando prenderete consapevolezza che fanno di voi quello che vogliono, magari anche attraverso i media e la tv e nel lavoro;

Quando percepirete che non esiste più la logica, il senso di giustizia, della bellezza, del bene comune e del buon governo;

Quando vi verrà mostrato il demonio solo come mera superstizione;

Quando vorranno imporvi per legge il microchip sottocutaneo, violando la vostra privacy ed i vostri diritti fondamentali alla libertà di scegliere;

Quando vi sarà la sospensione del Sacrificio Continuo e l’Abominio della Desolazione in Luogo Santo; Quando sarà manifesta la Grande Apostasia nella maggioranza dei fedeli e nella maggioranza dei consacrati, allora: SVEGLIATEVI! E’ ora che reagiate!

NOI CI SIAMO. SIAMO QUI PRONTI PER FORNIRE OGNI AIUTO, PER MISSIONE. RIVOLGETEVI AGLI ARCIERI E ALL’ARCA DELLA BELLEZZA.

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ESCOGITUR CONTINUERA’ A MARCARE IL TEMPO, COME UN METRONOMO, FORNENDOVI NOTIZIE CHE RIGUARDANO IL BENE CRISTIANO E DALL’ALTRA LA CULTURA DI MORTE DEL NUOVO ORDINE MONDIALE, FACENDO COME IL MONACO CHE RICORDA “CHE DOBBIAMO MORIRE” ALLA MANIERA DEI NOVISSIMI. OSSIA PRENDIAMO COME NOSTRI RIFERIMENTI ESISTENZIALI E COME RAGIONE DEI NOSTRI COMPORTAMENTI QUESTE 4 ELEMENTARI DOMANDE: MORTE, GIUDIZIO, PARADISO E INFERNO

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CHI FARA’ TUTTO QUESTO PRIMA DEI TRE GIORNI DI BUIO, PRIMA DEL “GIUDIZIO IN PICCOLO”, VEDRA’ GESU’ GIA’ NELLA PARUSIA INTERMEDIA, ALTRIMENTI SARA’ CERTAMENTE INVASO DI SPIRITO SANTO, MA DOVRA’ ATTENDERE I TEMPI DEL GIUDIZIO FINALE PER ABBRACCIARE, COME VORREMMO TUTTI, GESU’, IL CRISTO RE

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L’abside, la speranza nella parusia

Feltre, l’abside della Cattedrale
di Luigi Codemo (per La Bussola Quotidina)
L’abside di una chiesa è la parete che non chiude. È il monte abbassato. Il burrone riempito. Il sentiero raddrizzato. È lo spazio aperto da Cristo, dall’avvento di «colui che è, che era e che viene» (Ap 1,8). Quelle pietre che a semicerchio fuoriescono dalle mura squadrate ricordano che ogni celebrazione della liturgia è cammino verso il ritorno di Cristo. Attestano la speranza nella parusia.
Cristo, infatti, è il veniente per eccellenza, o erchòmenos, colui che è in atto di venire (Mc 11,9). Anche ora, in questo momento. Ci sarà il momento in cui tutto sarà palese, quando il cosmo intero sarà giunto al traguardo e si aprirà il tempo della nuova terra e del nuovo cielo, il tempo della nuova Gerusalemme, della città che non ha più bisogno né del sole né della luna, perché la gloria di Dio stesso la illumina (Ap 21,23). Ma tutto questo non è ancora. Anche se è già visibile agli occhi della fede. Perché in Cristo «tutto è compiuto» (Gv 19,30). E nei sacramenti l’eschaton, ciò che sarà, è già presente e in atto. «Se uno è in Cristo – scrive San Paolo – è una creazione nuova: il mondo vecchio è passato, ecco tutto si è fatto nuovo» (2Cor 5,17).
Viviamo nel tempo del “già e non ancora”. Per spiegarlo, Gregorio Magno utilizza l’immagine dell’aurora: il sole ha cominciato a sorgere, ma le tenebre cercano di stringersi ancora alle cose del mondo, spalancano le fauci e sbattono la coda, perché sanno che resta loro poco tempo (Ap 12,12). Per questo l’abside è costruito volto ad oriente, per accogliere i primi raggi del sole che sorge e vince le tenebre. L’abside è il segno esteriore della fede che, vivendo del mistero pasquale, ovvero di Cristo risorto, si rivolge piena di speranza all’incontro definitivo, non più velato, con Cristo.
La fine non è, quindi, attesa di uno spegnimento, di un fiaccarsi dei tempi, di uno sprofondare nell’inerzia della notte. Cristo ha distrutto le potenze della morte in vista dell’incorruttibilità. Per dirla con Clemente Alessandrino «Cristo ha mutato il tramonto in Oriente».
Quando si vede la croce del presbiterio inscritta nell’abside o rappresentata, come per esempio nel mosaico di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna, torna alla mante che Cristo nel giorno della Parusia porterà sul corpo i segni della croce. È questo un mistero che lascia ammirati. Il corpo umano, con tutte le sue ferite, è dentro il mistero della Trinità! Certo, un corpo trasfigurato, ma che comunque non ha abolito le ferite.
Anche i dipinti che ritraggono Cristo “Giudice dei vivi e dei morti” ne mostrano le stimmate. Egli, nella sua onnipotenza, non scuote via da sé, come se fosse pulviscolo, la propria umanità. Non lo ha fatto sul Golgota e non lo ha fatto ascendendo al cielo. Egli è uomo e Dio. Per questo è giudice: perché è la misura assoluta del rapporto tra l’umano e il divino. Egli lo ha testimoniato nella sua verità. Alla verità a cui ciascun uomo è chiamato. La distanza dal suo esempio sarà oggetto del giudizio dell’ultimo giorno.
E su questo tema del giudizio è ancora l’abside che ci può aiutare, ricordandoci la misericordia di Dio. L’abside infatti, con la sua forma che esorbita, segna come un sovrappiù. Indica il tempo della pazienza di Dio. «Il Signore non ritarda nell’adempiere la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi» (2Pt 3,9). Il Signore è misericordioso e quindi attende: lascia tempo affinché gli uomini si convertano e coloro che si convertono si perfezionino.

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I quadri profetici di Maria Magdalena Hafenscheer

L’AUTRICE

Maria Magdalena Hafenscheer nacque in Austria il 21 luglio 1892. Fu casalinga e sarta; sposò un lattoniere dal quale ebbe un figlio.

Non fu una pittrice nel senso tradizionale del termine. Maria Magdalena veniva misteriosamente guidata e istruita sulla realizzazione dei quadri da guide celesti; all’inizio le guidavano la mano, successivamente i contenuti le vennero comunicati solo con ispirazioni, visioni e dalla “parola interiore” (si trattava presumibilmente di locuzioni interiori). Tra il 1948 e il 1966 vennero realizzati dalla donna 28 quadri ad olio, di diverse grandezze, che costituiscono nell’insieme una vera e propria rivelazione figurativa.

La pittrice era convinta che non avrebbe potuto creare questi quadri con le proprie capacità e fantasia, ma solo per volontà di Dio. Le venivano rivelate le dimensioni dei quadri, il loro titolo e il tempo nel quale avrebbe dovuto iniziare. Spesso non sapeva cosa avrebbe dipinto sulla tela, tutto avveniva molto rapidamente. Quando dipingeva non era in stato di trance, ma pienamente consapevole. L’inizio dei quadri era preceduto da una preparazione interiore fatta di preghiera e digiuno. Scopo di questi quadri era quello di scuotere e risvegliare la gente. La pittrice scrive nelle sue annotazioni: “Anche se i critici d’arte scuotono la testa su molte cose riguardanti questi quadri … un giorno queste opere raggiungeranno lo scopo voluto da Dio”. Il direttore della società di ricerca parapsicologica dell’Accademia cattolica di Vienna, prof. Peter Hohenwarter, ha definito la signora Hafenscheer “una pittrice mistica benedetta”.

Le spiegazioni delle opere pittoriche, riportate sul retro delle cartoline, a causa del poco spazio non sono né esaurienti, né trascritte alla lettera dal testo originale della pittrice. Esse vogliono solo trasmettere l’essenziale ed essere di facile comprensione.

L’opera di Maria Magdalena Hafenscheer è in sostanza una rivelazione profetica per immagini. Il messaggio contenuto nei dipinti ci parla della drammatica condizione spirituale e morale in cui si trova l’umanità: molta gente è stata portata fuori strada dal materialismo e da varie altre ideologie. E ci mette in guardia sulle tragiche conseguenze di questo traviamento: si potrebbe finire nell’abisso (quadri II e V). Ma i quadri vogliono anche darci speranza: la “Luce Eterna” vince! (quadro III). La verità prevarrà sulla menzogna (quadro I). Il bene avrà il sopravvento su tutto ciò che è basso e cattivo (quadri V, XIV). Vincerà l’amore, è il Cuore divino che ci salverà (quadri III, XIII). Cristo lancia all’umanità l’ancora di salvezza: Maria (quadro XIII). Vincerà l’amore, che si sacrifica, di entrambi i Cuori uniti di Gesù e Maria (quadro IV).

Alla fine Satana, principe di questo mondo, viene giudicato (quadro XX), incatenato e reso inoffensivo per un lungo tempo (quadro IV). Come altri mistici e veggenti cattolici, anche Maria Magdalena attraverso i suoi quadri profetizza una “era nuova“, un periodo di pace pieno di armonia, di fratellanza e di puro amore per Dio. Viene un “mondo nuovo” (quadri IV, X) e una “nuova Chiesa purificata” (quadri XIII, XXVIII). Ci sarà un solo pastore con un solo gregge (quadri XI, XXII, XXVII). E poi la Madonna prenderà dalle mani di Cristo la reggenza della terra purificata (quadri VII, X).

Maria Magdalena Hafenscheer morì a Vienna l’11 febbraio 1968.

I QUADRI E IL LORO SIGNIFICATO

I QUADRO (1948)

“LA VERITÀ IN LOTTA CON LA MENZOGNA” OPPURE “LA MENZOGNA SMASCHERATA”

Due grandi figure dominano questo quadro: la Verità velata e la menzogna, che porta una minigonna lacera a righe rosse e nere. La menzogna sfoga con la lingua biforcuta (doppiezza) la propria rabbia contro la Verità. Essa cerca di colpire la Verità con sassi, ma invano. La menzogna, saltando su al di là del rivo delle lacrime, calpesta, con i suoi piedi, da una parte il cuore (amore), dall’altra la croce (fede).

La Verità, però, con la mano destra ha strappato alla menzogna la bella maschera dal viso, con la mano sinistra si difende dagli attacchi della menzogna (ciò lo indica con il fascio di raggi di luce). Con il piede calpesta il serpente. Ciò simboleggia la vittoria del bene.

La metà scura dei quadro è dominata dal Male. Una faccia satanica, dall’alito velenoso e dagli occhi affascinanti, simboleggia il fascino del Male. Le nuvole scure sono simbolo di insinuazioni non buone e di cattivi pensieri. Sull’albero del Male con i suoi frutti (mani diverse) siede il “padre della menzogna” con la sua cerbottana (fabbricazione di menzogne). Dalla pozzanghera dei vizio due figure femminili tendono le loro mani verso la messaggera dell’amore, la quale porta l’amore misericordioso di Dio a tutti coloro che si pentono e si convertono.

Sullo sfondo, il Buon Pastore attende le pecorelle smarrite. Il raggio dall’alto annuncia la protezione divina per tutto ciò che è bene.


II QUADRO (1948)

“LA SUPERBIA VIENE PRIMA DEL PECCATO ORIGINALE”

Sopra il tappeto del tempo camminano figure allegoriche: la superbia, l’alterigia, l’avidità, l’avarizia, la vanità (che è allo stesso tempo presunzione personale), la lussuria e lo sfruttamento di razze straniere (allo stesso tempo è accidia: donna sulla portantina).

Nessuno si accorge dove conduce la via, cioè nell’abisso. Nessuno vede neanche quali figure seguono: giudici, carnefice, violenza, crudeltà. Ciò che si può vedere sotto il tappeto, passa inosservato: affamati, bisognosi, miseri, disonorati, ammalati …

Questi devono pagare lo scotto per tutti i vizi degli altri che, noncuranti, tendono verso quei beni che sono rappresentati simbolicamente su un cuscino che si avvicina librandosi in aria: ricchezza, scienza, potenza. Noncuranti sono anche quelli che ballano intorno al vitello d’oro. Ma nel cielo rosso la morte, che tiene in mano una clessidra, annuncia: il tempo sta per scadere. Si sta avvicinando una svolta dei tempi.

Nel quadro, a sinistra, un altro gruppo di gente guarda verso il cielo, dove una croce raggiante ammonisce a convertirsi. Sul muro, che racchiude le grandi religioni del mondo è scritto il grido di avvertimento: RIENTRATE IN VOI STESSI!

Nella spiegazione del quadro leggiamo la frase profetica, riferita alle cinque fedi religiose (cattolica, maomettana, ebrea, ortodossa, buddista e egiziana-copta): saranno una cosa sola in Cristo!


III QUADRO (1948/49)

“VINCE LA LUCE ETERNA” OPPURE “L’ERA NUOVA”

Rappresentato a grandi dimensioni sta dinnanzi a noi Cristo, che tiene nelle sue mani la palma della vittoria, ossia la palma della pace e il Cuore divino con tre fiamme. La sua dignità regale è simboleggiata dal mantello e dalla corona da sovrano. L’aureola con i sette principi divini testimonia la sua Divinità. Le figure da ambo le parti di Cristo hanno ancora carattere simbolico: esse rappresentano la gratitudine, la dedizione, la carità, la speranza, l’umiltà, il rispetto verso gli anziani, la giustizia, l’amore per Dio e per il prossimo, l’ordine …

La verità (a destra, contrariamente al primo quadro) su questo è avvolta nel mantello della fede.

La metà del quadro che è a sinistra mostra come anche la vita profana degli uomini verrà rinnovata nella purezza e nell’amore. Ci sarà pane per tutti.

La verità verrà di nuovo onorata (vigneti sullo sfondo). La fede, la speranza e la carità fanno vela verso la roccia della fede (tre imbarcazioni sopra a destra).

E il sole dell’amore e della fede, che sorge nuovo, annuncia che gli uomini del futuro saranno ancora più uniti a Dio.

Le montagne e la roccia (Pietro) sul quadro, in alto, rappresentano la diffusione della Dottrina di Cristo.


IV QUADRO (1950)

“MARIA, MADRE DI GESÙ, AIUTO!”

Maria, Madre e Regina incoronata del Cielo, piange per l’umanità (sotto, a destra ci sono coppie di mani di tutte le razze).

Ella ci ammonisce, tenendo alta la Croce, di tenere in grande considerazione la Fede. Nella sua patera Ella offre al Padre Celeste il suo divin Figlio. La patera è formata da due cuori: dal Cuore di Gesù coronato di spine e dal cuore di Maria coronato di rose rosse. Divampano sette fiamme, che rappresentano le sette effusioni di sangue in riparazione dei sette vizi capitali.

Questa simbologia significa: Maria unisce il suo amore sacrificale all’amore riparatore di Cristo per pagare il debito dei peccati di tutto il mondo. Le lacrime di Maria e il sangue di Gesù sono la riparazione.

Sullo sfondo del quadro ciò diventa manifesto. A destra: precipitano: la menzogna, il vitello d’oro, la ricerca atomica in senso negativo, l’incendio doloso, l’omicidio, la brutalità, la prostituzione … Sotto, in una caverna, Satana è incatenato; il Principe di questo mondo è reso inoffensivo per un lungo tempo.

Il volto e la mano di Cristo nel cielo, il sole nascente, il globo terrestre che sale e anche gli angeli con le trombe annunciano “l’avvicinarsi spirituale di Cristo, il risveglio dell’umanità e il rinnovamento del mondo”.


V QUADRO (1950)

“LA VIA CRUCIS DELL’UMANITÀ”

La figura grande simboleggia l’intera umanità. Essa giace su una croce – che si è costruita da sé – sopra l’abisso del demoniaco. La corona dei pazzi della superbia e del materialismo consta di sette corna. Queste simboleggiano i setti vizi capitali.

Le forze delle tenebre tentano con tutti i mezzi di rovinare l’umanità. Una mano demoniaca con un pugnale vuole infliggere il colpo mortale all’umanità.

A sinistra sul quadro si riconoscono dei giovani caduti nel fango. Le ragazze indossano blue jeans. Ciò è degno di nota perché nel 1950, cioè allorché fu dipinto questo quadro, questo non si era ancora visto.

Anche la seduzione della gioventù – tentazione con il gioco, l’alcool, il delitto, il potere, la ricchezza, l’avidità di possesso; l’induzione ad avere flirts e ad essere infedeli, stordimento con droghe – è divenuta una triste realtà. Numerose sono le minacce rappresentate simbolicamente sul quadro – che minano l’umanità: catastrofi naturali, povertà, bisogni di vario tipo, malattie, sfogo di tutte le passioni più basse, avvenimenti che travolgono, guerre, suicidi, delitti sessuali.

Ma un raggio di luce proveniente dal cielo, cade sull’umanità e offre un’ancora di salvezza a coloro che hanno mantenuto la fede, che hanno esercitato la purezza di cuore e l’umiltà.


VI QUADRO (1951)

“GLI SPIRITI DIVISI” OPPURE “LA ROVINA DELLE ANIME TRAVIATE”

Le anime degli uomini vengono separate le une dalle altre da una fila di angeli. Alcune (in primo piano) si rivolgono a Cristo che è sulla roccia, altre hanno solo in mente ciò che è terreno e sono come schiave delle passioni più basse.

Cristo, sulla roccia è la “potenza divina irremovibile”. Costa fatica arrampicarsi sulla roccia, cioè giungere alla conoscenza di Dio. Spine e sassi causano poi anche ferite sanguinanti (persecuzioni).

Gli uomini che si trovano in acqua simboleggiano la purificazione di tutti i popoli e razze. L’angelo del Signore indica la via che porta a Cristo. Le figure che sono in ginocchio e in piedi sono coloro che hanno “buona volontà e ritornano a Dio”. Davanti alla fila degli angeli si possono però anche riconoscere dei mussulmani che si sono gettati a terra davanti a Cristo e lo adorano. Al di là della fila di angeli si raggruppano varie figure intorno a due grandi simboli: l’albero della potenza terrena e colui che spezza la croce. La corona che arde sull’albero indica che le potenze terrene vengono fatte cadere. Il drago sotto l’albero scalza il potere terreno. Anche colui che spezza la croce è sotto l’influenza demoniaca (serpente). Ma un fulmine dal cielo lo colpisce.


VII QUADRO (1951)

“GLORIA IN EXCELSIS DEO”

Il primo simbolo che doveva venir dipinto sul quadro era il Cuore divino con le tre fiamme dentro i sette anelli raggianti.

Due mesi prima di iniziare a dipingere la pittrice ebbe una visione. Vide uscire Cristo da questo Cuore (come persona divina). Teneva in mano il globo terrestre e camminava verso Maria, la quale – mezzo inginocchiata – era pronta a prendere in consegna il globo.

Su quest’opera pittorica vennero poi aggiunte ancora le restanti figure: S. Michele Arcangelo, che consegna la spada (la lotta è terminata). Nella parte inferiore del quadro sono simboleggiate tutte le quattro razze. La purificazione è compiuta.

Al ringraziamento e al canto di lode degli uomini sulla terra si uniscono i cori degli angeli in cielo. Essi cantano: “Gloria in excelsis Deo …” (Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà!). Un significato particolare riveste lo stemma con cifre e segni (nel quadro, in alto), che esprimono una verità divina: Cristo, nostro Salvatore e Redentore, è Dio.


VIII QUADRO (1952)

“LA CONOSCENZA INTERIORE DELLA FEDE DIVINA”

È il più piccolo quadro della pittrice (60 cm x 40 cm). Scarsa è anche la spiegazione di Maria Magdalena Hafenscheer:

Gesù Cristo benedice la terra.

Teste intorno a Cristo:

La Madonna – con un velo azzurro.

Veronica – con un velo rosa.

Maria Maddalena – con il velo lillà, i capelli sciolti e le mani giunte.

Le altre teste rappresentano gli Apostoli.

A destra: il sole, ancora mezzo coperto, della conoscenza.

Un’altra spiegazione di questo quadro purtroppo non è ancora nota o forse è ancora celata.

Annotazione di Anna Novotny:

i colori hanno il seguente significato: azzurro: Fede, fedeltà; rosa: Amore; lilla: umiltà. Abbiamo bisogno di queste virtù per giungere alla conoscenza interiore di Dio. La vera fede è fondata sull’insegnamento degli Apostoli.

Le mani giunte della Madonna rappresentano la preghiera. È questo il primo passo verso il raccoglimento e la conversione.


IX QUADRO (1952)

“CRISTO SOFFRÌ PER VOI. AMATELO E SEGUITELO”

Guardando questo quadro i cattolici pensano al “Rosario”, perché c’è la catena di perle che tiene in mano la Madonna e perché ci sono i 15 medaglioni, che circondano la figura di Maria che si libra in aria.

I 15 medaglioni comprendono:

1. L’Annunciazione.

2. La visita di Maria a Santa Elisabetta.

3. La Nascita di Gesù.

4. Gesù, dodicenne nel tempio.

5. Gesù lavoratore (la santa famiglia).

6. Il discorso della montagna.

7. Gesù suda sangue nell’Orto degli ulivi.

8. Cattura di Gesù.

9. La flagellazione.

10. L’incoronazione di spine e gli schermi.

11. Gesù porta la croce.

12. La crocifissione.

13. Gesù viene deposto dalla croce.

14. Gesù viene posto nel sepolcro.

15. L’ascensione di Gesù al cielo.

Nella parte superiore del quadro è rappresentata l’incoronazione di Maria, Regina del Cielo.

La signora Hafenscheer dà ancora un’altra spiegazione della catena di perle: sono le lacrime che Maria continua a versare. Tramite questo quadro Maria ci chiede piangendo di amare Gesù e di seguirlo.


X QUADRO (1952)

“IL MONDO VIENE VINTO DALL’AMORE”

Questo quadro fu realizzato in sole 45 ore.

Leggiamo nella spiegazione del quadro:

Sotto: mezza sfera ardente – tutto ciò a cui si aspira peccando, cade vittima dell’autodistruzione.

Figure che aspirano – gli uomini di buona volontà vengono salvati e innalzati dai loro geni tutelari (angeli).

Centro: globo terrestre sopra – la terra purificata esce dalla nebbia.

Il cuore – l’amore splendente della Luce ha vinto. La ghirlanda di rose (sopra il globo terrestre, a forma di “M”) dovrebbe indicare la Reggenza di Maria sopra la terra purificata. Angelo con clessidra – decorso di un’epoca.

Angelo con campane: annuncio di un’era nuova (campane della pace e della gloria).

Sopra il globo terrestre: Cristo e Maria.

La Madre Maria con la chiave d’oro dell’era nuova accoglie lo scettro dalla mano di Gesù Cristo. Il manto di Cristo e di Maria: la terra verrà avvolta e protetta dal “LORO” amore.

Annotazione: invece di “ghirlanda di rose” diciamo “Rosario”. Se si prega il Santo Rosario con amore, si contribuisce alla salvezza del mondo (la ghirlanda consta di 50 rose).


XI QUADRO (1952)

“CI SARÀ UN SOLO PASTORE ED UN SOLO GREGGE”

Anche questo quadro fu terminato presto, in sole 68 ore. La spiegazione del quadro è la seguente:

Cristo ha riunito il suo gregge e pellegrinerà spiritualmente fra gli uomini.

L’albero fiorito: l’albero della conoscenza fiorisce meravigliosamente.

Figure inginocchiate:

in azzurro = la fede con la palma della vittoria.

In rosa = la vittoria dell’amore (amore per il prossimo).

In lilla = l’umiltà viene ornata con ghirlande di alloro e ha un compito da adempiere.

Gruppo di bambini: l’indole da bambini tornerà ad esserci nelle future generazioni.

L’arco d’oro: l’umanità si avvicinerà al divino per terra e per mare.

Il sole con la croce: la luce del nuovo sole nascente della verità e della misericordia di Cristo e del suo amore risplenderà su tutto …

La Madonna con il Cuore: Ella mette il puro amore di Madre nei cuori delle creature.

Corone, confezionate per la festa del raccolto, vengono portate dagli angeli: Dio benedirà la sua Terra con un raccolto ricco, con il benessere perché l’Amore ha vinto ovunque.


XII QUADRO (1953)

“LA SANTA DOLOROSA VISIONE DI MARIA”

La pittrice ha dovuto scrivere poco di questo quadro. La spiegazione è la seguente:

la Madonna presso la culla di Gesù: Maria vede tramite una visione le sofferenze di Cristo e piange.

L’angelo con il calice della sofferenza, con la croce, la corona di spine, il cuore sanguinante, ecc.

Molto più sotto: Pilato mentre si lava le mani; giudei, sbirri, farisei. Un serpente e la testa di un animale simile ad una lince: diffamazioni.

A sinistra: l’angolo da lavoro di Giuseppe.

Fuori, davanti alla porta: Giuseppe dà dei doni a poveri (donna con due bambini).

Colombe bianche: purezza e pace in famiglia.

Sopra, a destra: angeli nelle nubi = la protezione divina.

Conocchia: lavoro e diligenza.

Figura femminile con pane e lino: una cara visita (a Santa Elisabetta?).

Annotazione di A. N.: la “cara visita” può essere quella che la Madonna fece a Santa Elisabetta. Anche la signora Hafenscheer ha dei dubbi al riguardo. Maria vede, in una visione, di essere la futura Madre dell’umanità da redimere. Vede il compito che le spetta nel piano salvifico di Dio. Ma lei anche riconosce che suo Figlio dovrà sopportare maldicenze e diffamazioni.


XIII QUADRO (1953)

“SVEGLIATI, UMANITÀ!”

È il quadro più grande della pittrice (210 x 145 cm.). Nel centro del quadro Maria è vista come ancora di salvezza e di speranza per l’umanità. L’ancora viene lanciata dal Cuore divino all’umanità tramite una catena di rose. Cristo tiene questa catena di rose dell’amore nelle Sue mani. Tutto viene alimentato dal Cuore divino (raggi). Così avviene anche per la fiaccola dell’amore e per la patera dell’amore nelle mani di Maria.

Maria versa nuovamente il contenuto della coppa (cioè: le grazie) sulla terra. Ella è la Mediatrice di tutte le grazie.

La fiaccola dell’amore (anche lo scettro) ricorda la frase che Maria disse a Fatima: “… ma alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”.

All’orizzonte si riconoscono degli angeli con campane e fiaccole. Nella spiegazione del quadro leggiamo: “L’umanità viene scossa sia dove è giorno che dove è notte”.

Davanti all’umanità viene tenuto lo specchio della conoscenza di se stessa. Essa riconoscerà il peccato (simbolo di ciò: angelo con uno specchio e un serpente).

La Chiesa (roccia lilla con la croce e il cuore) servirà Dio e l’umanità con umiltà e amore e sarà di buon esempio.

L’amore riunirà popoli e razze all’insegna della pace e della fede.

Le armi vengono deposte (sotto a sinistra) Degli araldi (a destra) annunciano un’epoca nuova.


XIV QUADRO (1953/54)

“LE POTENZE VENGONO FATTE CADERE QUANDO VINCONO LA VERITÀ E L’AMORE”

Le due imbarcazioni rappresentano cose opposte:

la nave del male (a sinistra);

la nave del bene (a destra).

Le due imbarcazioni vengono separate l’una dall’altra da una fila di 12 montagne, che simboleggiano i 12 apostoli. Sulla prima montagna (con la croce), cioè sulla roccia di Pietro, si riconosce la figura di Pietro seduto.

In contrasto con ciò, in primo piano, si erge un mucchio di sassi, sul quale si riconoscono figure e volti segnati da vizi. Questo ammasso di sassi è sormontato dall'”albero secco” e ricorda la frase della Bibbia: “Li riconoscerete dai loro frutti”.

Sulla nave che è sulla sinistra c’è il Principe di questo mondo con una sciabola e un sacco di denaro. Egli è convinto di conseguire la vittoria con la lotta e la corruzione. La vela lacera della nave indica la mancanza di rispetto, la ferocia, la rozzezza; la croce spezzata (albero della nave) invece indica l’empietà. Il cuore inchiodato è un simbolo della mancanza d’amore e dell’egoismo. Ma l’imbarcazione con i suoi passeggeri dissoluti va verso l’abisso. E il battello del bene invece naviga nelle acque della purificazione, verso la luce della verità e dell’amore (sole a forma di cuore). Cristo, il pane della vita, è sul battello. Il grande angelo in Cielo annuncia la vittoria del Bene.


XV QUADRO (1954)

“AL BIVIO”

Il centro del quadro, pur in modo discreto, ma decisivo comunque, è occupato dalla Croce dove si dividono le vie; è li che avviene la separazione degli spiriti.

La via larga conduce verso il basso: essa è la strada del vizio e del peccato. La via stretta e sassosa della fede e dell’amore conduce verso la luce della verità. È la strada della misericordia (vestire gli ignudi, dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati … ).

In primo piano le due figure principali del quadro conducono il loro seguito: Lucifero e la sua compagna – la menzogna. Il suo volto è una bella maschera (cfr. il primo quadro della pittrice).

Nel seguito di questi due troviamo figure che simboleggiano l’omicidio a scopo di rapina, maltrattamento dei bambini, corruzione della gioventù, alcolismo, libero amore e prostituzione, omosessualità, violenza carnale su bambini, adulterio ecc.

Nella sentina di vizi si riconoscono bene sulla sinistra i seduttori e i sedotti a compiere il peccato dell’aborto.

Gli Angeli sono impegnati su entrambe le strade a difendere i loro protetti.

La corona della vita eterna viene data a coloro che hanno perseverato nella fede e nell’amore fino alla fine.

In Cielo brilla questa corona, tenuta da due mani. Di sotto sta Cristo nel battello che attende.


XVI QUADRO (1955)

“VENITE TUTTI A ME, VOI CHE SIETE STANCHI E AFFATICATI”

Sul quadro, sopra, risplende la “Nuova Gerusalemme” che scende dal cielo (cfr. Apocalisse 21,9). Due Cherubini con la spada fiammeggiante stanno di guardia perché non entri chi non ne è degno.

Cristo tende la mano destra verso i peccatori, dicendo contemporaneamente: “Venite a me voi tutti che siete stanchi e affaticati e vi ristorerò”. E mettendosi la mano sinistra sul Cuore, dice: “Figlio, questa è la via della vita, la porta che conduce al Padre. Chi non passa attraverso di essa, non può andare al Padre”.

Le figure in primo piano sono prevalentemente peccatori che calpestano con i propri piedi le tavole rotte dei Comandamenti. Solo pochi si rivolgono a Cristo.

Nella parte destra riconosciamo dei trasgressori dei Comandamenti nel tempo presente: un chimico ed un fisico calpestano il quinto comandamento (“Non uccidere!”). La sfera con la faccia da demonio è l’atomo … Alcuni giovani calpestano il 5°, 9°, 10° comandamento (“Non uccidere”, “Non desiderare la donna d’altri … e la roba d’altri”). Una banda tenta di scavalcare un muro servendosi di scale. Ma la loro fede è troppo debole e fragile. Infatti essi pensano di raggiungere la meta senza dover osservare i Comandamenti.

Senza la fede, senza la carità, senza la preghiera non si può salire in alto: andare in Cielo.


XVII QUADRO (1956)

“DA QUESTO MONDO ALL’ALTRO DA QUI ALL’ALDILÀ”

Il Cuore alato di Dio (sopra, nel cielo), cioè l’Amore di Dio, si muove verso le creature. Non ci è però ancora noto il pieno significato di questo simbolo. Il principale messaggio del quadro riguarda questo mondo e quello dell’Aldilà. Il vecchio che riflette, si preoccupa del Donde si viene e Dove si va. Guarda i teschi, fra i quali ci sono vari simboli della Gerarchia ecclesiastica: una borsa da pastore, un pastorale, un cappello cardinalizio, un pastorale da vescovo e uno scettro.

A destra di tutto questo ci sono dei sicari (istigazione all’omicidio per avidità). A sinistra si vedono ancora altri teschi e una croce spezzata (persecuzione dei cristiani!). Si accenna ad una grande moria (bare, persone in lutto, cimitero). Dietro è dipinto un vigneto: Cristo benedice gli operai nella sua vigna. Più a sinistra ci sono lupi vestiti con pelli di pecora che provocano confusione. Nella nuvola scura (annebbiamento della massa) si può riconoscere una testa satanica. Più avanti a destra un uomo con la fiaccola personifica l’accendersi d’amore per Cristo e per la sua dottrina.

Quanto gli spiriti dell’Aldilà intervengano negli avvenimenti della terra, lo dimostrano anche entrambe le figure dietro il vecchio che sta meditando.

La decisione che l’uomo prende, durante la sua vita terrena, di seguire Dio oppure no, determina il suo destino finale, cioè di andare in paradiso o all’inferno.


XVIII QUADRO (1957)

“DAL DISCORSO DELLA MONTAGNA”

La signora Hafenscheer ha dipinto questo quadro in prospettiva degli ultimi tempi. In una spiegazione del quadro fatta in seguito, ella scrive: “Sopra tutto il quadro: la figura luminosa di Cristo «Corre» per tutta la terra; nelle sue mani c’è l’adempimento delle promesse: il libro con i sette sigilli”.

La Croce (con il cuore) nel centro del quadro porta sul legno trasversale a scritta: “Ama Dio sopra tutto”. Sulla trave verticale invece: “Ama il prossimo come te stesso!”. È il principale comandamento che era già noto nel Vecchio Testamento. Frasi dei discorso della montagna sono, per mezzo di scene con figure umane, sopra, sulle montagne e nel settore inferiore del quadro. Entrambe le piramidi indicano il Vecchio e il Nuovo Testamento. Esse ci ricordano la frase del discorso della montagna: “Non sono venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma per dare compimento… Chi dunque trasgredirà anche uno tra i più piccoli di questi Comandamenti e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà chiamato il più piccolo nel regno dei cieli…” (Matteo 5,17-19). Molto sotto, a sinistra la signora Hafenscheer dipinse la casa dell’uomo saggio, che egli ha costruito sulla roccia (è saggio colui che non solo ascolta la parola di Dio, ma la mette anche in pratica). Dall’altra parte c’è la casa seppellita dell’uomo stolto: egli l’aveva costruita sulla sabbia (Matteo, 7, 27). Egli ha ascoltato, ma non ha messo in pratica.


XIX QUADRO (1957)

“LA MADONNA ESORTA ALLA CONVERSIONE”

Questo quadro ci rivela un miracolo che il Cielo compirà per ammonire l’umanità a convertirsi. La spiegazione di questo quadro formulata dalla pittrice è chiara:

sotto a sinistra: segni di una precedente devastazione che si è diffusa anche indietro.

Nel firmamento: nuvole scure e una pioggia di stelle cadenti.

Un raggio dall’alto: il raggio di speranza di Dio rischiara le tenebre. Esso consola, rafforza e stimola.

Masse di gente: molte persone osservano il miracolo operato per ammonire l’umanità a convertirsi. Questa gente alza le proprie braccia in segno di preghiera e chiede aiuto.

Nel raggio di luce di Dio: Cristo Re e la Madonna, Sua Madre. Ella apre le sue braccia e promette aiuto.

Maria è tenuta per mano da Cristo: Egli dona sua Madre all’Umanità.


XX QUADRO (1957)

“DISCESE ALL’INFERNO (riguarda la Terra)” OPPURE “IL PRINCIPE DI QUESTO MONDO VIENE GIUDICATO”

Questa opera pittorica è come uno specchio che riflette la Terra che commette peccati. Sopra si riconoscono fiamme ardenti di passioni basse e di desideri peccaminosi; più sotto: il fiume di sangue delle vittime innocenti. Da tutti gli angoli e confini della terra si ergono facce contrassegnate dalla peste del peccato e portano disgrazie. Le figure appiccicate alla roccia sono le persone sfrenate che non si lasciano convertire e sono perdute. Non riescono a liberarsi dalle loro passioni e vengono aggredite da orribili figure di animali (desideri cattivi). Altre poi annegano nel proprio sporco e nel sudiciume del peccato.

Dall’albero secco della dissolutezza pendono teste di vario tipo. Esse sono simbolo dei sette vizi capitali. La terra è lastricata di teschi. In primo piano a destra siede il Principe di questo mondo sul suo trono inondato di sangue. Nella sua mano sinistra egli tiene il flagello che uccide l’umanità. Ma egli tiene la sua mano destra, pieno di paura, sopra gli occhi per proteggersi.

Cristo, Giudice e Salvatore si avvicina. Viene sopra le nuvole dei cielo e pronuncia la sentenza.


XXI QUADRO (1958)

“LA VITTORIA DELLA LUCE SULLE TENEBRE”

San Michele abbatte l’Avversario che va a sbattere contro la roccia con il suo cavallo nero. Gli riesce di aprire già una grande breccia. Ma sulla roccia c’é lo scudo con disegnato sopra la lettera “M” (di Maria) e la Croce. Nella spiegazione del quadro leggiamo:

l’Avversario precipita, e insieme a lui: il materialismo – la brama di possesso e di potere – ceppi – catene – il flagello umano che porta morte – il potere della spada – lacci – ubriachezza – morte e rovina – elementi loschi.

Il gran Arcangelo offre la protezione divina a tutti gli uomini di buona volontà.

Nella parte più in alto del quadro si possono ancora riconoscere gli ultimi effetti del male. A sinistra le varie figure simboleggiano: giubilo e gioia, fratellanza, il rivedersi, la disponibilità ad aiutare gli altri, l’amore per Dio e per il prossimo.

Ci sarà pace fra tutti gli uomini e i popoli.


XXII QUADRO (1958)

“CONSERVATEVI SENZA COLPA”

A sinistra, sopra al centro, splende il sole (l’eterna luce di Dio), Sotto si leva una roccia con teste, il Cristianesimo e la sua diffusione, la cima forma la testa di Cristo con la corona di spine. L’alito di Cristo è il Verbo di Dio, il Suo Amore è Onnipotenza.

Sulla parte destra del quadro, l’Angelo della Giustizia misura con la bilancia e la spada l’amore degli uomini; questo però fu trovato troppo scarso. Esso è ridotto e ha buchi (insensibilità). Molto più pesante è tutto ciò che è peccaminoso (serpenti), il sangue e le lacrime, la miseria e l’ingiustizia nel mondo. Così, avviene che, con il grande peccare dell’umanità, il male ha via libera (mano con artigli, fuoco, pietre che precipitano).

Ma, tramite la sofferenza, molte persone hanno ritrovato Dio. La fonte che scaturisce dalla roccia è la dottrina pura di Cristo. Il Cristianesimo ha il sopravvento ed ha l’effetto di purificare e di guarire tutti i popoli. Le pecorelle smarrite vengono riunite. Sarà un solo pastore ed un solo gregge. L’amore di Dio si rivela particolarmente nell’incarnazione del Verbo nella Vergine Maria (sopra, nel centro del quadro). La ghirlanda di rose (Rosario) nelle mani di Maria e di Gesù rappresenta i doni d’amore per tutti i popoli. La libertà è vicina (un angelo scioglie le catene, molto più sotto).


XXIII QUADRO (1959)

“LA CREAZIONE”

Questo fu il quadro più difficile della pittrice, anche in relazione alle spiegazioni. La signora Hafenscheer ricevette spiritualmente delle spiegazioni dall’Aldilà. Ecco qui alcune frasi:

11.3.59: Nella vastità infinita e nelle tenebre non c’era vita. Ma lo Spirito di Dio, l’Eterno che è senza inizio e senza fine, era dentro nella sua Luce d’amore, di perfezione e di eterna verità. Egli volle però lasciar posto al suo amore e si staccò dalla sua luce propria per preparare la creazione e la vita eterna. L’onnipotente Spirito di Dio attinse e creò, nella sua Onniscienza divina, dall’amore senza paragone e dal suo donarsi, tutti i mondi, quelli visibili e quelli invisibili. Il suo pensiero d’amore diventò sostanza e materia. Dio creò ordine e regolarità.

19.3.59: Con una forza e veemenza straordinaria furono emessi i corpi luminosi e fasci di fuoco. Tutto era in tumulto, in movimento, in rotazione. Gradatamente scomparvero le tenebre.

22.3.59: Il primo uomo guarda e gode felice e riconoscente i miracoli e le bellezze della creazione divina nella natura. Vive la sua vita in Dio e con Dio. La sua tavola è riccamente imbandita. E nonostante tutto una dolce nostalgia pervade la sua anima. In lui si è destata una nostalgia pura per un essere che sia a lui simile. E Dio, nella sua bontà, dona ad Adamo la sua Eva, la incarnata.


XXIV QUADRO (1959)

“I GRADI DELL’UMILTÀ PER GIUNGERE ALLA VERITÀ ETERNA”

Sopra: il portone che conduce a Dio è aperto e Cristo, il Signore, si affretta incontro ai “suoi” con le braccia aperte, irradiando gioia, amore e pace.

L’angelo con bilancia: l’amore viene compensato con amore.

L’angelo con la palma (palma della vittoria): pace in terra.

Coloro che sono attesi da Cristo, sono da Lui diversamente distanti. Alcuni, (molto sotto) gli voltano le spalle e si immergono ancora più profondamente nel materialismo (roccia). Alcuni tendono, si, le braccia a Cristo, ma sono ancora troppo deboli. Però non bisogna mai perdere la speranza. Ciò viene indicato dalla figura femminile inginocchiata a destra davanti alla scala a gradini vestita di bianco e verde.

L’uomo che ha un fagotto e la valigia siede già sul primo gradino, ma non si avvicina di più a Dio, perché le cose materiali lo tengono prigioniero. La stessa cosa succede alla figura femminile che ha la corona e i gioielli. L’uomo invece con una sola gamba ha ritrovato Dio tramite la sofferenza e le prove difficili. Ci sono altre figure allegoriche come: la bianca figura maschile indica “purezza” e “limpidezza”, e “la fede profonda”. La donna con un velo lillà simboleggia “l’umiltà” che apre tutte le porte. Tre gradini più su c’è una figura vestita di rosa e bianco la quale tiene un cuore in mano: è l’amore per Dio e per il prossimo. I più vicini a Cristo sono i bambini: vincerà l’indole di pargolo, il cuore puro. Ai piedi dell’Amore sta inginocchiato uno scienziato: l’amore ha l’effetto di aprire gli occhi alla scienza. Dio si riconosce nella cosa più piccola (nell’atomo).


XXV QUADRO (1960)

“LA NUOVA ERA NATA NELLA LUCE”

Sul quadro non si vedono più “tenebre”. La purificazione dell’umanità è compiuta. L’era del materialismo è passata. Un po’ a sinistra della parte centrale del quadro si vede che vengono seppelliti oro e monili, ma la Croce viene nuovamente innalzata e torna in grande onore. Nella spiegazione del quadro leggiamo:

donna in vestito penitenziale: pentimento e penitenza. Rinuncia alle futilità, alla superbia e al materialismo. Per la ricostruzione non v’è piano tecnico e neppure macchine. Gli artigiani rientrano e vengono accolti con giubilo. Gli uomini tirano essi stessi carretto ed erpice. Ci saranno pochi animali; esisterà solo l’allevamento del bestiame minuto. Con mezzi primitivi vengono costruite case, ossia capanne. Si pesca legna fuori dall’acqua (le montagne sono brulle). All’aperto le focacce vengono cotte, benedette e distribuite. Si riutilizzano vecchi secchi ammaccati. Si fila e tesse a mano. I bambini imparano ad essere moderati e sono contenti dei giocattoli che si sono costruiti da sé. Inizia l’esodo dalla città. Le persone vengono portando con sé le loro valige (cfr. a sinistra del centro del quadro).

Sulla parte destra dei quadro si vede come vengono portate via le rovine. Il materiale viene riutilizzato. Sullo sfondo ci sono tre figure maschili che seppelliscono salme in una fossa comune.

Nel firmamento: Cristo benedice gli uomini e il loro lavoro. Egli benedice anche la terra e tutto ciò che cresce.


XXVI QUADRO (1961)

“ALLELUIA! L’ISOLA DEI BEATI”

Gli esseri infuocati ed ardenti d’amore, fede e umiltà verso Dio, vengono librandosi incontro al sole spirituale che è Cristo.

Le acque pure sono le lacrime degli uomini. Su queste acque della purificazione si ergono due massi di cristallo che rappresentano l’una l’umiltà e l’altra la purezza.

Nella roccia dell’umiltà (color lillà) è racchiusa la grande Croce mondiale della sofferenza e della salvezza. La Croce però è anche il simbolo della fede; e i verdi tralci che sono sulla Croce indicano quindi che la fede crescerà in futuro.

Nell’altra massa cristallina, cioè in quella della purezza, fiammeggia il cuore, il grande amore che abbraccia tutto il mondo. Esso chiede a Dio incessantemente aiuto e misericordia, cosa che viene concessa.

Entrambe queste rocce di cristallo garantiscono la fermezza verso il bene. Un giorno esse formeranno i fondamenti dell’era nuova: cioè di un periodo di pace pieno di armonia, di fratellanza e di puro amore per Dio. L’amore per il prossimo avvicinerà uomini e popoli.


XXVII QUADRO (1965)

“LA FINE DELLE LOTTE DI RELIGIONE E DI RAZZA”

Nell’angolo superiore dei quadro, a sinistra, si può riconoscere il Cuore divino con tre fiamme. Dobbiamo ringraziare Lui, se la Madonna, con l’ausilio degli Angeli, può trasmettere messaggi all’Umanità.

Questi vengono trasmessi (figure in bianco) e trasmessi da coloro che sono chiamati per questo compito. Le mura dell’irreligiosità, dell’eresia, e della repressione della fede vengono demolite e i prigionieri vengono liberati.

Lo strano lago di montagna, sul quale delle imbarcazioni che trasportano gente di varie razze attendono la liberazione, è circondato da un argine di protezione (roccia = protezione spirituale). Così leggiamo nella spiegazione del quadro della Signora Hafenscheer. Come dobbiamo intendere tutto questo?

Sugli altri quadri la “roccia” significa “Pietro, la Roccia” (quadro 3 e 14), “la Chiesa” (nel quadro 13), “Cristianesimo primitivo” (nel quadro 22). La Chiesa di Cristo è colei che offre quindi protezione alle razze oppresse.

Così si può comprendere anche la seguente frase che leggiamo nella spiegazione del quadro: razze e nazioni seguono con gioia e fede il segno della Croce e le orme di Cristo Buon Pastore.

Naturalmente ciò si deve pagare col sangue. Leggiamo alla fine della spiegazione del quadro: le salme di molte persone testimoniano che c’è stato un tempo di lotta e di amore con vittime. Una “Nuova Era” è iniziata.


XXVIII QUADRO (1966)

“LA CHIESA UNIVERSALE DI CRISTO”

L’edificio raffigurato sul quadro è simbolo della Chiesa universale di Cristo. Le sette torri indicano i sette doni dello Spirito Santo. Il tetto di vetro simboleggia chiarezza, purezza e visione d’insieme.

Le cinque porte simboleggiano i continenti, e le cinque dignità ecclesiastiche sono i loro rappresentanti. Alla loro destra c’è un giovane negro con un vecchio libro usato. È il S. Vangelo, che si conservò nonostante i molti disordini e gli avvenimenti vari.

Sul quadro, a sinistra c’è un rogo ardente: uomini di varie razze e nazioni portano carichi pesanti e li gettano nelle fiamme (eresie, superstizioni, ecc.).

Davanti alla porta centrale sta Cristo con il pastorale: ci sarà un solo Pastore con un solo gregge. Accanto a lui c’è San Michele che tiene 5 chiavi pronte. Queste verranno poi distribuite ai cinque dignitari per mano di Cristo.

A destra c’è la Madonna, la nostra Mediatrice che intercede per noi. Lei allarga ampiamente il suo mantello azzurro per tutta l’umanità. Ella è la nostra Madre universale.

Il mistero centrale di questo quadro è il cuore bianco e splendente che si trova sulla punta del campanile centrale dell’edificio. La Croce si erge in alto, fin dentro il cuore. Ciò significa: l’amore, purificato dalla croce (cioè con la sofferenza) si irradia a tutto il mondo, in tutti i cieli.

Le due campane della torre simboleggiano la voce del Signore e la voce di Maria, che si possono già percepire nel nostro tempo.

Beati coloro che vogliono ascoltare la Parola di Dio e vedere la sua Luce!

Fonti:

“Dizionario cronologico delle apparizioni della Madonna”, Gottfried Hierzenberger e Otto Nedomansky, Edizioni Piemme;
sito: “Missio Mariae” (versione dal tedesco: dott. Luigia Franchi).

Revisione e adattamento a cura di “Profezie per il Terzo Millennio” – Giugno 2007
Condizioni del copyright sui contenuti di questa pagina

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Considerazioni sulla Parusìa tratte da Padre Giovanni Cavalcoli OP

Rispondo dunque per punti:
1. E’ certo che S.Paolo con la sua aspettativa della Parusia imminente si è sbagliato, perchè di fatto la Parusia deve ancotra avvenire;
2. Gesù ha chiarito che la venuta del Messia è duplice: quella della sua presezna di allora e quella futura della Parusia. Solo alla Paruisa Cristo finirà di costruire il Regno messianico:
3. Diversa è la profezia condizionata da quella categorica. La prima si verifica se si verifica la condizione; se la condizione non si verifca, la profeiza non si verifica. Giona disse che Ninive sarebbe stata distrutta se non si fosse convertita; e quindi implicitamente profetizzò che si sarebbe salvata se si fosse conveita. Siccome si convertì, non fu distrutta. Quindi alla fine, ciò che entrava nei voleri divini era che Ninive si salvasse. Ma sul momento neppure Giona sapeva come sarebbe andata a finire: lo sapeva solo Dio, che però all’inizio non lo ha rivelato a Giona. Tuttavia in fin dei cionti Giona profetizzò la salvezza di Ninive, dato che Ninive si convertì. Invece la profezia categorica o incondizionata si verifica comunque, qualunque cosa succeda. E questo è il caso della Parusia: il Padre ha fissato il Giorno, noto solo a Lui e in quel Giorno la Parusia non mancherà di avvenire.E’ quello che già l’AT chiama “Giorno di Jahvè” o “Giorno del Giudizio”. Noi potremmo dire: l’ora della verità e il trionfo della giustizia.
4. Non so quanti anni siano trascorsi tra la I Ts e la II Ts, ma ai fini della nostra discussione non interessa: quello che è certo è che Paolo ha pensato in un primo tempo che la Parusia fosse imminente; ma poi, illuminato dallo Spitio Santo – e questa è vera Parola di Dio -, si è accorto di essersi sbagliato e alla luce della Parola, si è correttto avvertendo i fedeli che la Paruisa non era imminente;
5. Non era necessario che Paolo riconoscesse apertamente di essersi sbaglato: lo affema implicitamente con il sostenere che la Parusia non è imminente;
6. Paolo mostra notoriamente di non stimare la donna alla pari dell’uomo. E ciò si desume da diverse sue posizioni:
– insiste troppo nel dire che è stata la donna a provocare l’uomo al peccato;
– le proibisce di parlare in chiesa;
– impone alla donna di stare soggetta all’uomo.
Ora, anche queste idee di Paolo, come ha spiegato lo stesso Magistero pontificio soprattutto a partire da Pio XII, sono proprie solo di Paolo e della mentalità del suo tempo; non sono Parola di Dio, tanto è vero che oggi i Pontefici (vedi per esempio l’enciclica Mulieris Dignitatem di Giovanni Paolo II) dicono chiaramente che Dio ha voluto uomo e donna uguali nella natura benchè reciprocamente complementari nelle qualità proprie di ciascuno. L’uomo è capo della donna solo nel matrimonio, perchè l’uomo rappresenta Cristo, ma in generale nella Chiesa e nella società uomo e donna hanno pari dignità e pari tendenza la peccato.
7. La futura resurrezione insieme con la fine del mondo e la Parusia, che si possono chiamare benissimo “fine dei tempi”, sono un unico avvenimento futuro, e questa dottrina è certamente di fede, come Lei può controllare consultando il Catechismo. Gesù predisse un solo suo ritorno glorioso e da giudice alla fine del mondo: la Parusia. Non previde nessuna “venuta intermedia”. Questa idea, come ho detto, ha dato luogo alle tendenze millenaristiche, che sono state condannate dalla Chiesa. Cristo nel corso della storia presente, prima della Parusia, viene fra noi non di persona, ma solo invisibilmente attraverso e nel suo Spiritio e sacramentalmente nell’Eucaristia. Egli è presente tra noi non in se stesso ma nella Chiesa.
8. Il momento della Parusia, come risulta dal Catechismo comporta:simultaneamente:
– la fine del mondo;
– l’apparizione di Cristo glorioso che sconfigge totalmente e definitivamente utt le forze del male;
– la risurrezione dei morti;
– il Giudizio universale;.
– .la condotta a termine dell’edificazione della Chiesa;
– nuovi cieli e nuova terra dove abiterà la giustizia.
P.Giovanni

-o0o-

duxcunctator scrive:

http://www.libertaepersona.org/wordpress/2013/05/la-questione-delle-%E2%80%9Cdottrine-diaboliche%E2%80%9D/#comment-20740

Fabio Massimo
on mag 24th, 2013
@ 21:26:

Carissimo padre Giovanni,
intanto grazie per l’invito a tenermi lontano solo e soltanto dall’eresia formale e a non nutrire timori nei confronti dell’eresia materiale.
Che, in quanto tale, è anche incolpevole.
Se penso a tutti i catari che sono morti sui roghi alzando inni a Dio, mentre frati domenicani inneggiavano il Veni Creator: non esito a ritenere che tanti di quei catari morti sui roghi sono arrivati comunque direttamente in Paradiso, proprio perché eretici materiali e non formali.
E perché, pur eretici materiali, morirono col Nome di Gesù sulle labbra.

Le rispondo provando ad adattarmi alla sua scansione quaternaria.

PRIMO e TERZO (sono profondamente collegati tra loro e non possono essere trattati separatamente):
che la Parusia non sia ancora avvenuta è evidente.
Che il Regno Messianico non sia ancora pienamente instaurato, nel senso di “venuto alla luce”: è altrettanto evidente.
Perché è un fatto che il lupo e l’agnello non pascolino assieme;
perché è un fatto che un bambino non possa ancora mettere la mano nella tana della serpe senza pericolo;
perché è un fatto che delle spade non siano ancora fatti vomeri.
E sono proprio questi fatti (che è poi un fatto unico) a costituire il fondamento dell’unica argomentazione valida sulla base della quale un ebreo di oggi può ragionevolmente contestare la rivendicazione cristiana della Messianicità (ossia la Cristicità) di Gesù di Nazareth. Posto che nessun ebreo, neanche quelli che considerano il Talmud più importante del Tanak, osa contestare la sua effettiva storicità (quella è arrivata ad essere contestata solo negli ultimi duecentocinquant’anni e da alcuni battezzati)
A un ebreo che le osserva che se Gesù fosse stato il Messia (ossia il Cristo), avrebbe dovuto instaurare alla Sua Venuta il Regno Messianico (Regno di Giustizia, di Pace e di Amore): lei cosa gli risponde, padre Giovanni?

Circa quella che sarebbe solo e soltanto un’aspettativa umana di San Paolo (riguardo il verificarsi della Parusia nell’arco della sua vita terrena) e non vera Parola di Dio: le avevo chiesto se tale affermazione attiene a quelle cose certe su cui Sant’Agostino ci ricorda che è doverosa l’unità; o se invece attiene ad una di quelle cose dubbie su cui sempre l’Ipponate ci richiama al dovere di esercitare la nostra libertà di ricerca e di rispettare la libertà esercitata dagli altri fratelli.

“Sulle cose certe, l’unità; su quelle dubbie, la libertà; su tutto, la carità”.

Non avendomi lei risposto in tal senso, assumo che tale questione faccia parte di quelle dubbie (perché, se appartenesse a quelle certe: sono sicuro che me l’avrebbe indicato, fornendomi i riferimenti esatti della verità di Fede sulla base della quale la questione è definita una volta e per sempre).

Ecco quindi che, trovandoci nel campo delle cose dubbie, va presa in considerazione con attenzione chirurgica l’inferenza da lei fatta:

SE l’affermazione di San Paolo circa il verificarsi della Parusia nell’ambito della sua vita terrena FOSSE vera Parola di Dio (e non semplice opinione di agiografo)
ALLORA ne deriverebbe che Dio ci ha ingannato (cosa assurda), perché la Parusia non si è di fatto realizzata: né nell’arco della vita terrena di Paolo né nei diciannove secoli e mezzo successivi.
Quindi, con una procedimento per assurdo (poiché Dio non può ingannare) sembrerebbe essere dimostrata l’infondatezza della premessa iniziale (che le -almeno- tre occorrenze nelle lettere di San Paolo circa il verificarsi della Parusia nel corso della sua vita terrena siano Parola di Dio: e che quindi la Parusia “anticipata” rientrasse nel Progetto e nella Volontà di Dio)

E’ esercitando il Dono della Ragione che arrivo a visualizzare, con una cerca facilità, la possibile pecca e la possibile falla di tale ragionamento.

Pecca e falla che starebbero proprio nella conseguenza introdotta da quell’ALLORA.

Lei stesso dice che quella di Ninive era una profezia condizionata: la distruzione di Ninive, profetizzata a Giona, SI SAREBBE VERIFICATA qualora non fosse successo “qualcosa”.

SE A ALLORA B
dove:
A = verificarsi di una certa condizione
B = il contenuto della profezia (che è Parola di Dio) si avvera

La stessa medesima struttura di profezia condizionata (per quanto non esplicitata, come nel caso di Ninive: ed è anche ragionevole per i due motivi addotti in seguito) può sottendere quelle -almeno- tre occorrenze, presenti nelle lettere di San Paolo, relative ad una Parusia “ravvicinata”.
E, se ciò è vero: ecco che viene a cadere la seconda parte della sua personale inferenza (“ALLORA ne deriverebbe che Dio ci ha ingannato”), con la quale si sarebbe dimostrata, per assurdo, la fallacia del presupposto (che la Parusia “ravvicinata” che San Paolo si attendeva facesse realmente parte del Progetto e della Volontà di Dio)

Non sembra sussistere, del resto, l’obiezione che la profezia fatta da San Paolo circa la Parusia “ravvicinata” non possiede esplicitamente la struttura di “profezia condizionata”.

Per due distinti motivi.

Primo:
la profezia riguarda un Evento profondamente diverso da quello della distruzione di Ninive.

La profezia della distruzione di Ninive doveva avere esplicitamente la struttura di profezia condizionata: appunto perché l’evento B era di tipo “negativo” (la distruzione di una città/civiltà) che Dio stesso voleva risparmiare agli uomini che di quella profezia avrebbero subito il verificarsi qualora non avessero scelto di far decadere la condizione A (vale a dire: l’assenza di pentimento. Che decade, appunto, pentendosi)

La profezia della Parusia “ravvicinata” non aveva necessità di una esplicita struttura condizionata: perché il suo realizzarsi sarebbe stato un “premio” per la Chiesa primitiva (e per l’intero Universo) per il suo mantenersi aderente fino in fondo alle richieste di Dio.
Essendo venuta a cadere questa completa aderenza, ecco derivarne il “ritardo”: di cui San Paolo prende inequivocabilmente atto nella seconda lettera ai Tessalonicesi. E, se si fosse trattato di prendere atto anche di un suo errore di agiografo, lo avrebbe fatto rilevare (il cantore della Carità quale problema avrebbe avuto a riconoscere il suo errore?)

Secondo:
la condizione A nel caso della profezia esplicitamente condizionata riguardante la distruzione di Ninive NON si era ancora verificata (ossia i Niniviti non si erano ancora pentiti);
laddove invece la condizione A nel caso della profezia implicitamente condizionata riguardante la Parusia “ravvicinata” (che sia una profezia, e non un’opinione dell’agiografo, e che sia una profezia a struttura implicitamente condizionata è appunto la mia ipotesi di lavoro, rispetto alla quale sto esercitando la libertà di ricerca assicurata ai figli di Dio) era valida quando San Paolo scrisse la prima ai Corinzi e la prima ai Tessalonicesi. E smise di essere valida in un momento “x” anteriore alla seconda ai Tessalonicesi (e, a questo proposito, le chiedo: si sa quanti anni sono intercorsi tra la prima e la seconda lettera ai Tessalonicesi?)

SECONDO:
sul fatto che occorra un discernimento estremo nel distinguere le opinioni dell’agiografo dalla Parola di Dio, con me sfonda un portone aperto. Al punto che mai mi sogno, personalmente, di “liquidare” anche un solo iota del Nuovo Testamento ad opinione dell’agiografo.
E tutte le apparenti contraddizioni (di tempi, di luoghi, di intreccio) che sembrano esservi nei Vangeli canonici (e che sono utilizzate dai seguaci della cosiddetta “scuola mitica” e della cosiddetta “scuola critica” per depotenziare quando non annullare la storicità dei fatti evangelici: senza riflettere sul fatto che se i Vangeli fossero stati inventati o fossero stati frutto di redazioni successive, allora vi sarebbe stato anche qualcuno che si sarebbe preoccupato di far sparire le contraddizioni evidenti) ho atteso che mi fossero risolte, una ad una, dal “Vangelo” valtortiano (quello che attualizza le ultime parole del Vangelo giovanneo in Gv 21,25), quando Dio me l’ha fatto scoprire.
E, a questo proposito, colgo l’occasione di chiederle: quali sono i punti in cui San Paolo mostra la sua opinione di agiografo circa una maggiore peccaminosità della donna rispetto all’uomo?
A me pare piuttosto il contrario: che egli, in ben due occasioni, dica esplicitamente che il peccato e la morte sono entrati nel mondo “per colpa di un Uomo”.

QUARTO:
anche in questo caso, sono a chiederle padre Giovanni: è cosa certa sulla quale è doverosa l’unità l’affermazione che non esista alcuna Parusia Intermedia, che la Fine dei Tempi coincide con la Fine del Mondo, che tutti i morti resusciteranno al momento del Giudizio Universale, ossia alla Fine del Mondo?
Oppure è cosa dubbia, sulla quale è doveroso esercitare la nostra libertà di figli di Dio e rispettare, nella Carità, l’esercizio della libertà dei nostri fratelli?

Qui, le ho posto effettivamente una domanda retorica. E me ne scuso.
Perché la risposta la conosco perfettamente, a lume di Dottrina.
E so con certezza che esiste un vuoto dogmatico, in merito.

E il far riferimento alle due eresie condannate infallibilmente dalla Chiesa (millenarismo crasso e millenarismo mitigato) per “far passare” l’idea che quella della Parusia Intermedia sia idea (o ipotesi) eretica: è operazione intellettualmente scorretta, se fatta con intenzione e consapevolezza.
Ma, probabilmente, sino ad oggi lei ha sentito parlare di Parusia Intermedia solo e soltanto dai Testimoni di Geova (che non sono neanche cristiani, in realtà: perché disconoscenti la perfetta e integrale Divinità di Gesù Cristo, il Quale E’ consustanziale Padre): che blaterano di un “regno” in cui Gesù regnerà FISICAMENTE, da un vero e proprio Trono FISICO.
Ma non è, evidentemente, una posizione condivisibile da un cristiano e tantomeno da un cattolico.
Che dovrebbe avere ben chiaro che la Seconda Venuta (iniziata al momento della Resurrezione e che avrà il Suo apice e climax quando il Figlio dell’Uomo tornerà nella Potenza dello Spirito Santo e quando col soffio della Sua bocca distruggerà e annienterà l’empio, nel frattempo assisosi nel tempio di Dio e la cui venuta, realizzatasi nel segno di satana, sarà stata caratterizzata da ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri) segnerà la Fine dei Tempi malvagi, di “questo mondo”, di “questa generazione”, del “secolo presente”.
E avvierà, a seguito del rinnovamento radicale dell’intera Creazione Visibile (inclusa l’umanità: infatti San Paolo dice che coloro che saranno vivi al momento della Parusia saranno comunque “trasformati”; mentre i “morti in Cristo”, e quindi abitanti del Paradiso, risorgeranno nel Corpo Glorioso: ALLORA e non al momento del Giudizio Universale alla Fine del Mondo), quella venuta alla luce e piena instaurazione del Regno Messianico preconizzato infallibilmente (perché è Parola di Dio) dai profeti antecedenti all’Incarnazione del Figlio.
Quella che oggi ci è sempre più chiaro coinciderà con l’Era del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
E che nella Rivelazione giovannea è definita “millennio felice”.
E che altri profeti chiamano “secolo futuro”.
Quello del “Mondo Nuovo”, caratterizzato da Nuovi Cieli e Nuova Terra.
E in cui sarà finalmente operata la differenziazione tra il buon grano e la zizzania, finito il “tempo intermedio” in cui la Misericordia di Dio ha lasciato che la zizzania crescesse a stretto contatto del buon grano: sia nella Chiesa che nel mondo.

Il cosiddetto “nuovo ordine mondiale”, a ben vedere, è il caratteristico (e degradatorio al punto da finire sistematicamente nell’immancabile inversione) “verso” che la Scimmia di Dio prova a fare del Suo Progetto.

E gli “acceleratori” alla maniera che Dio ha in abominio, quando non sono battezzati: sono esattamente coloro che si son lasciati convincere che il “paradiso in terra” sia (ri)ottenibile con il puro sforzo e impegno umano. Che finisce sistematicamente in tragedia, così com’è ripetutamente avvenuto nella storia umana.

A ricordare, sul piano della storia: che chi non raccoglie con Gesù, disperde.

Nell’attesa che ciò si realizzi, e i cui segni sono sempre più evidenti (ed è Gesù che invita ciascuno di noi a leggerli): siamo chiamati non solo a santificarci così come sempre è stato fino ad oggi, ma anche a darci da fare e a metterci in movimento perché si estenda sempre più, già in “questo mondo”, quel Regno di Dio che è già vivo e presente (come lo è un bambino nell’utero della madre, sin dal momento del concepimento): “in mezzo a noi” e “in” noi.
Quindi, nessuna attesa “passiva”, come se dovesse fare tutto Dio.
E nessuna angoscia e frenesia realizzativa, come se dovessimo fare tutto noi.

Anche perché Gesù ci chiama ad “essere”, prima che a “fare”.
“Essere” con Lui e in Lui.
Il “fare” viene a ruota ed è una conseguenza.

Mi spiace se sono stato ancora una volta eccessivamente lungo e verboso, e le chiedo anticipatamente perdono per l’eventuale fastidio arrecatole.

Che Dio ci benedica, che la Madonna ci accompagni, che San Michele Arcangelo scorti le noste vie

+Christus Vincit+

Maranathà

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