MICROCHIP nel cervello innestato fraudolentemente!

Posted By On 05 ott 2013

Lo diceva da anni. Adesso sostiene di avere le prove: «Sono finalmente in possesso di un coraggioso referto, adesso è provato che nella mia testa hanno impiantato dei corpi estranei». Paolo Dorigo (nella foto), il maestro di Mira coinvolto nell’inchiesta per l’attentato alla base Usaf di Aviano da cui è uscito completamente pulito visto che la Corte europea ha giudicato la sua condanna non equa, convoca la stampa a Marghera, nella sede dell’Associazione esposti amianto, per mostrare una serie di radiografie e consegnare pacchi di carte, dalla sentenza della Corte europea al dossier sul “nazismo soft” riguardante il controllo mentale e le torture tecnologiche. Dorigo ha 47 anni, dallo scorso 31 marzo si è sposato con una giovanissima nigeriana, ha ripreso a lavorare («Stampo dei libri»), continua a definirsi “militante comunista maoista, editore, artista, lavoratore, ex prigioniero politico, torturato e perseguitato in permanenza dal sistema”. Dorigo sostiene che tutto è iniziato nel ’96: in carcere a Novara si dà fuoco con una bomboletta di gas, viene ricoverato a Torino ma viene operato solo dopo sei giorni. Secondo Dorigo, è stato durante quell’intervento chirurgico che nell’orecchio e in testa gli sono stati impiantati dei “corpi estranei”. I suoi disturbi – rumori, voci – sono iniziati dopo che una psicologa è andata a trovarlo in ospedale e a un certo punto «ha premuto un telecomando». Ha fatto esami, tac, radiografie, senza però riuscire ad avere un referto. «Adesso il referto c’è, l’ha firmato un direttore ospedaliero di radiologia di una città italiana che ha chiesto di tutelare la sua identità, l’originale del referto ce l’ha il mio avvocato Vittorio Trupiano: è la prova di quanto vado denunciando». Dorigo ora cerca un chirurgo per espiantare i “corpi estranei” disposto a farsi filmare durante l’intervento. Perché Dorigo vuole portare tutto al tribunale di Venezia.

Paolo Dorigo ha fondato L’Associazione Vittime armi elettroniche-mentali (Avae), il cui sito si trova qui:
http://www.paolodorigo.it/ASSOCIAZIONE/index.html

Segnalo in particolare il referto di cui si parla nell’articolo:
http://www.avae-m.org/referto/referto.htm

E la rassegna stampa su questo sviluppo:
http://www.paolodorigo.it/rassegna-stampa.html

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22 ottobre 2013

Gran Bretagna: pronti per i bambini OGM. Solo 34 parlamentari UE contrari (2 italiani)

Fonte: http://lanuovabq.it/it/articoli-tre-genitori-biologici-bambini-ogm-nel-regno-unito-7562.htm Tratto da: http://www.losai.eu/gran-bretagna-pronti-per-i-bambini-ogm-solo-34-parlamentari-ue-contrari-2-italiani/

Tre genitori biologici: bambini Ogm nel Regno Unito

di Gianfranco Amato

La Gran Bretagna si ostina a voler detenere il guinness dei primati nelle mefistofeliche sperimentazioni genetiche, praticate nel sempre più inquietante laboratorio faustiano dell’Università di Newcastle. Dopo i noti tentativi di realizzazione di ibridi e chimere, ora è il turno della creazione di una nuova razza umana, attraverso procedimenti che avrebbero mandato in visibilio l’alchimista rinascimentale svizzero Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim, detto Paracelso, il primo a tentare la creazione in laboratorio dell’homunculus.

Il governo di Sua Maestà britannica, infatti, ha deciso di concedere il via libera alla fecondazione in vitro mediante l’utilizzazione del Dna di tre persone diverse. Secondo questa tecnica l’embrione viene prodotto con materiale genetico dei due genitori, fatta eccezione per una parte, corrispondente al Dna mitocondriale, che invece deriva da una donatrice. Si dovrebbero evitare così circa centocinquanta malattie derivanti dal mitocondrio materno, ovvero la centrale energetica della cellula. Per il miglioramento della specie umana, e l’eliminazione di possibili patologie genetiche, ecco arrivare i figli di tre genitori biologici. La nuova super razza destinata a sconfiggere le malattie e a soppiantare gli umani di serie B finora conosciuti dalla nostra civiltà. È qualcosa che fa venire i brividi, e più che ricordare le farneticazioni eugenetiche naziste del Neue Mensch, sembra richiamare alla mente le profezie distopiche di Aldous Huxley.

Fortunatamente c’è ancora qualcuno, però, che riesce ad indignarsi pubblicamente. Lodevole, ad esempio, è l’iniziativa di trentaquattro membri dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa – tra cui due soli italiani: l’on. Elena Centemero del Pdl e l’on. Jonny Crosio della Lega Nord – che hanno deciso di sottoscrivere una formale dichiarazione (written declaration no. 557 – doc.13325 del 3 ottobre 2013)* contro l’iniziativa governativa britannica. I coraggiosi trentaquattro, infatti, hanno riconosciuto la discutibile tecnica procreativa come una evidente «pratica di carattere eugenetico», e in quanto tale vietata dalla normativa internazionale. Nella dichiarazione si cita, infatti, l’art. 24 della Dichiarazione Universale sul Genoma e sui Diritti Umani dell’Unesco che ritiene «contrari alla dignità umana gli interventi sulle cellule germinali»; l’art. 13 della Convenzione sui Diritti Umani e la Biomedicina, il quale sancisce che «un intervento finalizzato a modificare il genoma umano non può essere intrapreso che per delle ragioni preventive, diagnostiche o terapeutiche e solamente se non ha come scopo di introdurre una modifica nel genoma dei discendenti»; l’art.3, secondo comma, lett.b), della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, il quale stabilisce che nell’ambito della medicina e della biologia deve essere sempre rispettato «il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone»; l’art.13, paragrafo 91, del rapporto esplicativo della Convenzione dei Diritti dell’Uomo e della Biomedicina, il quale proclama che «qualunque intervento finalizzato alla modifica del genoma dei discendenti è vietato», con la conseguenza che «per quanto riguarda, in particolare, le modifiche di spermatozoi od ovociti nell’ambito di un processo di fecondazione, queste non possono essere autorizzate». C’è, quindi, qualcuno ancora disposto a protestare contro quest’assurda idea di creare bambini geneticamente modificati.

A questo proposito vengono in mente la accese polemiche scaturite tempo fa dalla decisione della Commissione europea di autorizzare la coltivazione della patata Ogm Amflora, prodotta dalla multinazionale Bayer, decisione con cui si è posto fine all’embargo sulle nuove colture di organismi geneticamente modificati, che resisteva nell’Ue dall’ottobre del 1998. Un carosello vivace di proteste si è levato contro il provvedimento comunitario anche da parte di ambientalisti, verdi, greenpeacer, ecologisti, naturalisti, forti di un sondaggio che mostrava come il 74% degli europei fosse contrario agli Ogm. Allora volarono parole grosse. Si parlò di «aberrazione contro natura», di «arrogante atto di violenza per forzare la natura ai progetti dell’uomo», di «stupro dell’ordine naturale del creato». Chissà cosa pensano questi strenui difensori dell’ordine naturale del creato – sempre pronti ad indignarsi quando si tratta di piante o animali – di quello che gli scienziati di Newcastle e il governo britannico intendono fare della natura umana.

Fonte

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Dalle tessere magnetiche ai microchip: un progetto di mondo orwelliano

lunedì 9 settembre 2013
La storia è cominciata con la raccolta dei punti che si trovavano nelle confezioni delle merendine o di altri prodotti (alimentari per lo più). Chi completava una tessera appiccicandovi sopra tutti i 12 o 20 o 30 punti vinceva in regalo un gadget (un pupazzo, un giocattolo, una pentola …). E fin qui, tutto sommato niente di male (a parte il fatto che il prodotto alimentare in questione fosse il solito cibo processato ben poco salutare): si premiava la fedeltà ad un prodotto, era un po’ come fare lo sconto a chi acquistava un gran numero di confezioni.
Il passo successivo fu quello di ideare delle tessere magnetiche che riproponevano in grande quello stesso meccanismo, ma in una versione informatizzata: ogni catena di supermercati, ed in seguito anche molti altri negozi, distribuì ai propri clienti delle tessere magnetiche nelle quali si registravano i punti che l’acquirente accumulava ogni volta che faceva degli acquisti, punti che davano diritto al regalo di un gadget a scelta o ad uno sconto sulla spesa.
Non so se questa innovazione fosse già in mente sin dall’inizio, o se più verosimilmente scaturì dalle solite menti diaboliche prendendo la spunto dalla raccolta punti e dai progressi che nel frattempo si erano verificati nell’informatica, con l’uso ormai abituale di tessere per registrare gli orari di ingresso e di uscita dei dipendenti.

Fatto sta che adesso quasi tutti ci siamo trovati piano piano ad avere queste benedette tessere magnetiche, una per il supermercato A, una per il supermercato B, una per il negozio C, che si sono affiancate al bancomat che nel frattempo era stato ideato come “comodo strumento di pagamento”. Devo dire che all’inizio non ne volevo sapere di prendermi queste tessere, ad istinto percepivo qualcosa di negativo, qualcosa di infido. D’altronde ragionavo: perché un supermercato appartenente alla grande distribuzione, e quindi facente parte della struttura alienante della società moderna ed obbediente solo ai meccanismi del profitto, avrebbe dovuto agevolarmi regalandomi quella tessera? Era evidente che se lo facevano avevano il loro tornaconto, non era certo nel mio interesse.

Ho resistito per un po’, però alla fine mi sono arreso anch’io, costretto quasi dal fatto che molto spesso non si poteva approfittare degli sconti se non si aveva la tessera; nonostante la mia avversione non era certo una cosa terribile, ed era un po’ come le vecchie raccolte punti delle merendine di una volta. E, diciamolo, ancora non avevo compreso e nemmeno intuito il disegno complessivo che poteva spiegare l’esistenza di tutte queste tessere magnetiche: tessera per il supermercato, tessera per il negozio, tessera del bancomat, tessera del codice fiscale, tessera per registrare l’orario di ingresso e di uscita dei dipendenti, e poi piano piano anche tessera magnetica per l’accesso alla sanità pubblica e tessera magnetica dello studente (già adottata da molte scuole).
Da notare che alcune di queste tessere si attivano solo dietro inserimento di un codice numerico identificativo personale, per cui occorre inserire e ricordare sempre a memoria questi codici, che poi spesso cambiano (per motivi di sicurezza informatica) al punto che a un certo punto ci viene di mandare tutti al diavolo con queste tessere e codici che ci fanno impazzire, anche perché nel frattempo l’informatica si è evoluta ed abbiamo cominciato a ricevere le lettere via computer (dietro autenticazione con nome utente e password e che possono essere molto più facilmente intercettabili delle vecchie lettere, per le quali occorreva aprire la busta e poi richiuderla senza farsene accorgere), ad accedere al sito della scuola per inserire (il docente) o visualizzare (il genitore) i voti (solo dietro autenticazione con nome utente e password), mentre anche il cellulare (ormai diffusissimo ed in possesso di quasi ogni persona) ha un codice di sicurezza per impedire che venga utilizzato da estranei. Tutte queste password di sicurezza ovviamente sono difficili da ricordare e, nelle persone viene il desiderio di avere qualcosa di più semplice per gestire tutta questa accozzaglia accessi protetti (legati o meno alle tessere magnetiche), anche perché le istituzioni ti costringono a scaricare da internet il CUD per la dichiarazione dei redditi, il cedolino del pagamento (per i dipendenti statali), la pagella scolastica … e piano piano stanno “de-materializzando” (come dicono loro) tutti i documenti, con un risparmio (dicono loro) sulla carta e sulla stampa. Risparmio ridicolo e spesso inesistente dato che il CUD me lo devo stampare a casa mia per allegarlo alla dichiarazione dei redditi, che il cedolino spesso me lo stampo per analizzarlo meglio, che la pagella del figlio me la stampo per conservarla: quello che si ottiene per lo più è il risparmio dello stato che scarica sui contribuenti una fetta delle sue spese. Per non parlare del fatto che i computer per gestire tutta questa macchinosa operazione costano, occorre comprarli e mantenerli (i computer si guastano e anche la manutenzione ha il suo costo, per non parlare del costo dei programmi e degli antivirus).
E non possiamo fare a meno di notare che spesso questa tecnologia informatica ci complica la vita, che la connessione ad internet si blocca, il computer si blocca, la linea di accesso al ministero è intasata e tante volte il poter andare in un ufficio a chiedere un certificato in carta e inchiostro sarebbe la soluzione più pratica. Non nascondo qui il fatto che l’informatica possa risultare utile alla gestione della burocrazia, ma c’è anche il grande pericolo della contraffazione e della manipolazione dei dati e dei documenti. Se creare un falso attestato o diploma o certificato era alquanto complicato perché si dovevano contraffare timbri e firme (per non parlare dell’esistenza in un apposito ufficio di copie cartacee registrate e protocollate degli attestati diplomi e certificati realmente validi, cosa che rendeva quasi sempre possibile fare un controllo e smascherare il falsario), con la nuova tecnologia digitale in fondo basta avere l’accesso a dei codici che danno il privilegio di trattare determinate istanze burocratiche. E come si possono creare dei documenti così si possono anche perdere o peggio intenzionalmente distruggere.
Ad ogni modo questo sovraffollamento di tessere magnetiche e di codici identificativi e password genera il desiderio di un unico sistema di identificazione personale valido una volta per tutti. Qualcuno forse avrà già capito che ci troviamo di fronte al solito meccanismo sofisticato denominato problema-reazione-soluzione. Una prima “soluzione” parziale è quella offerta dai nuovi cellulari smartphone che per alcune applicazioni si possono anche utilizzare al posto del bancomat (per i pagamenti), ma è pur vero che gli smartphone possono essere persi, rubati, che lo smartphone è protetto anch’esso da una password e che difficilmente sostituirà tessere identificative istituzionali (codice fiscale, tessera sanitaria, etc.).
E quindi qual è la soluzione? Indovinate un po’ …
Se non l’avete ancora capito vi faccio un ulteriore esempio. Pochi mesi fa mi è arrivata a casa la lettera per il rinnovo dell’assicurazione. Mi si prometteva uno sconto del 10 per cento se avessi (gratuitamente) installato una scatola, una sorta di scatola nera per auto, che registrava grazie ad un collegamento satellitare (come il GPS) ogni spostamento dell’automobile istante per istante. In tal modo, è chiaro, si dirimerebbero molte controversie in caso di incidente ed il lavoro delle assicurazioni sarebbe in qualche modo agevolato. D’altra parte l’utente che installa questo meccanismo nella propria automobile acconsente ad essere continuamente e tecnologicamente spiato. E qual è la molla per indurre il consumatore ad accettare questo strumento così come la tessera del supermercato? Lo sconto!
E così come se non bastassero i bancomat che tengono traccia di ogni spesa che facciamo (col fisco che per altro si arroga il diritto di controllare i nostri movimenti spiando legalmente i nostri conti correnti), i tesserini sanitari che tengono traccia di ogni farmaco che assumiamo e di ogni visita medica che facciamo, adesso potremmo avere una scatola che controlla ogni movimento che facciamo in automobile (e chi ha un GPS magari è controllato ugualmente), per non parlare dei cellulari, il cui spostamento è tracciato continuamente dal sistema di gestione delle telefonate, e delle telecamere di sorveglianza che sono presenti ovunque. Il sistema di vigilanza globale preconizzato da Orwell è già presente, solo mancano alcuni piccoli ritocchi finali per renderlo perfetto.
Ma quale innovazione migliore per perfezionare questo mostro di uno strumento computerizzato e miniaturizzato ricetrasmittente da inserirsi direttamente nel corpo umano? Risolveremmo così tutti in una volta i problemi delle tessere e dei codici di accesso, non dovremmo nemmeno avere più dei codici di sicurezza da mandare a memoria, basterebbe appoggiare la mano in cui è inserito il microchip vicino al sensore ed il gioco è fatto?
Semplice no? In fondo lo hanno già fatto con tutti gli animali per agevolarne il ritrovamento qualora si perdessero, per eliminare la piaga del randagismo vero?
Peccato che il microchip possa essere clonato né più e né meno di un bancomat o di una scheda del cellulare, che negli animali sono stati segnalati casi di cancro nella zona di innesto del microchip, che ci sono casi documentati di torture mentali in persone in cui è stato inserito abusivamente il microchip senza il loro consenso. E intanto nei libri di scuola fanno propaganda la microchip innestabile come strumento sicuro e affidabile!
Quanto agli animali non sono molto favorevole alla loro schiavitù domestica (un conto poi è avere un animale che scorre liberamente in un ampio cortile o in una fattoria, un conto è costringerlo a stare nelle nostre scatole di mattoni) figuriamoci poi se posso reputare etico inserire a forza nei loro corpi un oggetto estraneo che rischia di farli ammalare.
E noi, dobbiamo essere considerati peggio delle bestie?
Ti starebbe bene essere marchiato con questo nuova forma invasiva e tecnologica di identificazione?

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venerdì 28 giugno 2013
attali

28 giu – Jacques Attali è uno dei padri fondatori dell’Unione europea e dei Trattati europei. Il “visionario” tecnocrate è un ex banchiere francese, economista di Mitterrand e Sarkozy, grande amico di Massimo D’Alema che, come il sicario economico Georges Soros, gioca anche a fare il filantropo e il sociologo, nonché lo scrittore. E’ anche l’ideatore e il promotore del “poliamore“, cioé della nuova forma di poligamia che sarà introdotta in Europa subito dopo che tutti gli Stati avranno approvato lenozze gay.

Per Attali è l’ora del pluriamore. E l’Occidente riflette sulla poligamia

Alcuni lo ritengono un “visionario”; in realtà è uno di quei potentissimi manovratori, semi-sconosciuti al grande pubblico, che stanno costruendo il nostro futuro da decenni ed è per questo motivo che già lo conoscono. Dal denaro al sesso – ormai è chiaro – sono i banchieri che decidono delle nostre vite.

Per comprendere MEGLIO di chi parliamo, basta dire che Attali una volta ha dichiarato: “ma cosa credeva la plebaglia europea, che l’Euro fosse stato creato per la sua felicità ?

Il 24 gennaio 2011, all’Università partecipativa, ha candidamente affermato:

«Abbiamo minuziosamente “dimenticato” di includere l’articolo per uscire da Maastricht.. In primo luogo, tutti coloro, e io ho il privilegio di averne fatto parte, che hanno partecipato alla stesura delle prime bozze del Trattato di Maastricht, hanno…o meglio ci siamo incoraggiati a fare in modo che uscirne … sia impossibile.

Abbiamo attentamente “dimenticato” di scrivere l’articolo che permetta di uscirne. NON È STATO MOLTO DEMOCRATICO, naturalmente, ma è stata un’ottima garanzia per rendere le cose più difficili, per costringerci ad andare avanti».

Fonte: http://www.imolaoggi.it/?p=54490

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“Aaron Russo, direttore e produttore cinematografico hollywoodiano, approfondisce per la prima volta una eccezionale confessione di Nick Rockefeller*, che include il preannuncio della strage dell’11 settembre, la bufala della guerra al terrorismo, la creazione del movimento di liberazione della donna e, dulcis in fundo, il piano finale per una riduzione della popolazione mondiale e l’avvento di una società globale controllata dal microchip. Aaron Russo è attualmente impegnato nella lotta contro il cancro, ma ha trovato il tempo per essere intervistato dal collega e conduttore radiofonico Alex Jones. Durante l’intervista Russo ha sciorinato una rivelazione sensazionale dietro l’altra su quanto Rockefeller gli riferì a proposito della direzione che l’élite globale vuole imprimere al mondo intero. Dopo l’uscita del suo popolare film Mad As Hell (Pazzo come l’Inferno) e la candidatura a governatore del Nevada, Russo fu notato da Rockefeller, a cui fu introdotto tramite una avvocatessa. Rockefeller apprezzò la passione e l’abilità dimostrate da Russo nel proporre cambiamenti sociali e si impegnò in una sottile missione di reclutamento nella élite. Rockefeller chiese a Russo, durante una conversazione privata, se fosse disposto a far parte del Consiglio per le Relazioni Estere** (Council on Foreign Relations, CFR), ma Russo declinò l’invito precisando di non essere interessato a schiavizzare la gente, al che Rockfeller replicò freddamente, chiedendogli il motivo del suo attaccamento ai servi. Russo dichiara: Gli chiesi quale era il senso di tutto ciò. Aggiunsi: Avete tutto il denaro e tutto il potere che vi serve, quale è il vostro fine ultimo?. Rockefeller rispose: Il nostro fine è di controllare tutti con il microchip, di controllare l’intera società, di far controllare il mondo dai banchieri e dagli appartenenti all’élite. Rockefeller giunse al punto di assicurare Russo che se si associasse all’élite verrebbe segnalato in modo tale da evitargli indebite ispezioni da parte delle autorità. Russo rivela che, undici mesi prima del fatidico 11 settembre 2001, Rockefeller gli disse: Si sarebbe verificato un evento che avrebbe portato all’invasione dell’Afganistan per far passare gli oleodotti attraverso il Mar Caspio, e all’invasione dell’Iraq per accaparrarsi i suoi pozzi petroliferi e stabilire una base nel Medio-Oriente. Successivamente si sarebbero regolati i conti con il presidente venezuelano Chavez. Rockefeller disse anche a Russo che avrebbe visto i soldati nelle cave dell’Afganistan alla ricerca di Osama Bin Laden e che ci sarebbe stata una Interminabile guerra al terrorismo, mentre in effetti non c’è un reale nemico e tutta l’operazione è una gigantesca menzogna che consente al governo di ottenere il consenso del popolo americano. Rockefeller, secondo Russo, fece la straordinaria predizione con tono ilare e beffardo. Durante una successiva conversazione, Rockefeller chiese a Russo cosa ne pensava dell’emancipazione delle donne. Russo rispose che riguardasse il diritto […] ”
http://www.giovanidubbiosi.it/alessan…

Aaron Russo è deceduto il 24 agosto 2007
Fu autore fra l’altro di un lungometraggio :”America:dalla libertà al fascismo”, diffuso su youtube in versione autorizzata dal regista per la libera visione.

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Obamacare: dal 2013 microchip sottocutanei per tutti i cittadini americani
A cura della d.ssa Enrica Perucchietti

Premessa
Se verrà confermato alla Casa Bianca nelle presidenziali del prossimo 6 novembre, Obama ha chiarito che renderà obbligatorio nel corso del 2013 l’inserimento del microchip sottocutaneo in tutta la popolazione americana. L’obiettivo è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”. Il nuovo progetto relativo alla salute (HR 3200) è stato adottato recentemente dal Congresso e alla pagina 1001, contiene l’indispensabile necessità per tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario di essere identificati con un microchip, il cui prototipo definitivo è allo studio della FDA (Food and Drug Administration) dal 2004.

Un passo indietro
Né George Orwell, né Aldous Huxley nelle loro distopie si erano spinti così lontano da poter prevedere l’avvento di una popolazione controllata da microchip sottocutanei. 1984 e Il Mondo Nuovo ci hanno tramandato due sistemi totalitari che hanno preceduto sulla carta, con inquietante forza visionaria, innovazioni politiche che ci hanno reso progressivamente sempre più “trasparenti” e schiavi di fronte all’ingerenza statale.

Già nel 1932 Huxley era arrivato a prevedere addirittura un sistema in cui gli abitanti sono concepiti e prodotti industrialmente in provetta. Sotto il mito del progresso i cittadini vengono condizionati fin dall’infanzia con tecnologia e droghe e da adulti si ritrovano ad occupare ruoli sociali prestabiliti dalla nascita. La rinuncia a ogni emozione, privacy, libero arbitrio che contraddistingue il Grande Fratello di Orwell e lo stato totalitario di Huxley offrono però ancora in minima parte una via di fuga, di reazione anarchica alla violenza livellatrice dello Stato. In 1984 il protagonista Winston Smith può ancora provare almeno a ribellarsi, allontanandosi dai centri abitati e tramando con l’amante lontano dall’occhio onnipresente del Grande Fratello. Questo perché nel mondo immaginato da Orwell i cittadini non sono ancora totalmente “trasparenti”. Essi sono sottomessi a un controllo quasi totale ma non del tutto globale.

La transizione sta per essere attuata ora sotto l’amministrazione democratica di Barack Obama che si avvia alla riconferma nelle Presidenziali del 2012. A dimostrazione che il Presidente americano più che un outsider della politica si è rivelato in linea con gli interessi delle lobby, che non distinguono tra democratici o repubblicani. È la Casta americana che macina provvedimenti per il proprio tornaconto e che sulla propria agenda politica ha l’ennesimo chiodo da piantare nella bara della nostra privacy.

Microchip per tutti
“Se posso mettere un microchip al mio cane per ritrovarlo quando scappa, perché dovrebbe essere illegale fare lo stesso con un messicano?”. La provocazione a dir poco delirante è stata lanciata dal candidato repubblicano al Congresso USA Pat Bertroche. In attesa che la proposta di siglare gli stranieri irregolari o non regolari sul territorio sbarchi anche in terra Padana, l’argomentazione ha suscitato un putiferio in America. Il pensiero è corso subito ai tatuaggi dei deportati nei campi di concentramento nazisti.

Si sbaglierebbe chi ritenesse questo genere di proposta soltanto una provocazione estrema in materia di sicurezza. Il ricorso a microchip sottocutanei per  “mappare”, controllare e, chissà, manipolare a distanza gli individui non interessa soltanto gli stranieri. Le iniziative da stato fascista globale si stanno infatti insinuando in campo medico grazie anche ai democratici. Quale metodo migliore per controllare la popolazione che dotarla di microchip come le bestie dietro motivazioni sanitarie? Violare i diritti civili di stranieri per quanto illegale desterà sempre reazioni contrastanti, anche violente perché i detrattori della proposta faranno appello a concetti quali razzismo, violenza sui più deboli, etc. Ma se si convincesse invece la popolazione della necessità dell’inserimento di chip sottocutanei in ogni membro del Paese per il proprio bene – come nel caso di vaccini forzati per contrastare fantomatiche pandemie – allora si raccoglierebbero minori resistenze. Ci verrà detto che è per il nostro Bene e molti di noi cadranno nella trappola facendosi impiantare i dispositivi sottocutanei, senza riflettere prima sulle conseguenze.

La paura come metodo

Per la costituzione di uno stato totalitario che ceda  progressivamente il passo un nuovo ordine mondiale, il primo passo è manipolare il pensiero, le credenze delle persone, inserendo emozioni di terrore, destabilizzazione, rabbia, ansia, per poi proporre una soluzione alle paure collettive. È il sistema di azione-reazione descritto ampiamente da David Icke nei suoi saggi. Creare un sistema di paura pubblica con l’identificazione di un nemico visibile o invisibile che sia – terroristi, epidemie, crisi finanziarie –  alimentare costantemente queste paure fino al parossismo bombardando le persone con immagini o notizie quotidiane di violenza, scardinando ogni sicurezza per poi costringere i cittadini ad accettare delle limitazioni alla propria privacy come ovvie misure di sicurezza. Una limitazione delle proprie libertà civili. Da qui le ben note norme contenute nel Patriot Act, l’introduzione di telecamere, bodyscanner negli aeroporti o nei luoghi ad alto rischio attacco, satelliti, intercettazioni di conversazioni telefoniche o mail private etc. Un graduale allentamento delle libertà individuali per garantire la sicurezza dal nemico che si aggira tra noi. Un insieme di limitazioni che Obama, lungi dal sopprimere come promesso in campagna elettorale, sta portando avanti seguendo le orme di George W. Bush: con la notizia della “morte” di Osama bin Laden – vera o falsa che sia – gli USA si sono visti “costretti” a incrementare gli investimenti sul fronte Sicurezza. Dal 2001 a oggi la Difesa americana ha stanziato 2 mila miliardi di dollari in programmi di antiterrorismo. Ma anche in Europa siamo mappati, marchiati, monitorati e neanche ce ne rendiamo conto. O forse ci fa comodo non rendercene conto per aggrapparci a quell’idea di sicurezza effimera che ci propinano i governanti. Alle norme di controllo globale per garantire la sicurezza – attraverso l’accrescimento delle paure collettive – si affianca un processo più strisciante che affonda i propri tentacoli in quell’apparato che dovrebbe invece garantire la salute delle persone: la sanità. L’introduzione dei microchip passerà in primis dal campo psichiatrico, dove le vittime sono da sempre le più deboli…

I Verichip per salvarvi la vita
La FDA (Food and Drug Administration) ha infatti concesso il permesso alla vendita dei Verichip, prodotti in Florida dalla Applied Digital Solution, e al loro impiego in campo medico. Il dispositivo, della grandezza ormai di un granello di sabbia, verrebbe inserito sotto la pelle del braccio o della mano con una siringa. Contiene un numero per l’identificazione del paziente. Il portatore del dispositivo, una volta arrivato in ospedale anche in stato incosciente, se dotato di Verichip, sarebbe in grado di trasmettere una cifra legata alla cartella personale. In questo caso il beneficio promesso sarebbe la possibilità di effettuare diagnosi più veloci e la riduzione di rischi legati a somministrazione di farmaci sbagliati qualora vi siano delle intolleranze o allergie. Per favorire l’utilizzo del Verichip negli USA la Applied Digital ha gentilmente promesso gratuitamente a più di 200 ospedali e istituti privati gli scanner per leggere i dispositivi sottocutanei. Lo scenario di orwelliana memoria assume contorni più chiari in vista della Riforma Sanitaria di Obama: se tutti possono accedere alle cure, tutti possono essere altresì curati e sottoposti a trattamenti obbligatori quali vaccini o impianti…

I VeriChip sono già realtà
Vi sembrano teorie fantascientifiche?

Sappiate invece che il VeriChip è già approdato in Messico, dove la società distributrice Solusat ha già impiantato diverse migliaia di pazienti. Il dispositivo è arrivato anche in Europa. In Italia è ancora al vaglio.

Che cosa c’entra Obama con tutto questo?
Dietro l’estensione della riforma sanitaria a tutti i cittadini americani – che come spiego nel mio libro L’altra faccia di Obama avrà come conseguenza primaria l’arricchimento delle società di Assicurazione, non il benessere dei contribuenti – potrebbe esserci una ragione occulta, meno umanitaria del previsto.

La legge di riforma sanitaria introdotta da Obama fa infatti riferimento all’introduzione di un dispositivo di “registro di sistema” di classe 2 che viene descritto come “un dispositivo impiantabile di transponder a radiofrequenza che sia in grado di registrare i crediti, i dati di anamnesi del paziente – standardizzati e con immagini analitiche che permettano la condivisione degli stessi in diversi ambiti – oltre a qualsiasi altro dato ritenuto opportuno dal Segretario”. Insomma, per poter avere un’anamnesi immediata di un paziente, per poter monitorare i senzatetto e i pazienti psichiatrici – e magari gli stranieri – per razionalizzare la sanità, Obama ha pensato bene di inserirlo, anche se per ora non in via obbligatoria, all’interno della riforma. All’approvazione della Food and Drug Administration la percentuale della popolazione favorevole all’impianto del dispositivo, nel 2004, salì dal 9 al 19%. E se il chip venisse promosso, consigliato o addirittura obbligatorio per accedere alle cure statali a quanto salirebbe il consenso?

Se il Verimed nasce sul mercato civile per le sue applicazioni mediche, il Verichip più in generale può essere usato in vari campi della società, sicurezza, finanza, identificazione di emergenza, etc. Il chipping avviene in una ventina di minuti in anestesia locale. Una volta inserito sottopelle, il chip rimane invisibile a occhio nudo. Intanto una piccola quantità di energia in radiofrequenza parte dallo scanner e stimola il dispositivo inattivo che emette il numero di verifica tramite segnali in radiofrequenza. In questo modo il portatore del chip può essere sempre rintracciato, da qui l’idea di inserirlo tra i senzatetto e gli stranieri…

Il sistema di introduzione del chip tra la popolazione di una nazione avverrà infatti con la sua applicazione medica in forma di VeriMed; una volta raccolto il consenso della maggior parte dell’opinione pubblica potrà essere reso obbligatorio come certi vaccini ed esteso ad altre applicazioni: nel caso della riconferma di Obama alla casa Bianca, sembra infatti che il chippaggio dell’intera popolazione americana avverrà obbligatoriamente nel 2013.

Non occorre molta immaginazione per prevedere le conseguenze di tale progetto: una volta marchiati saremmo controllati da uno stato fascista globale, ben oltre l’Occhio elettronico del Grande Fratello, che poteva almeno sfuggire ad alcune zone out della società… Non bastava il controllo attraverso dispositivo GPS dei cellulari o dei navigatori satellitari, delle etichette nei vestiti, delle tracce lasciate da carte di credito, tessere fedeltà, bancomat etc. Con l’introduzione dei chip saremo sempre raggiungibili, controllati. Insomma, trasparenti.

Verso una popolazione di “vetro”
Se in 1984 l’azione sovversiva contro il totalitarismo era ancora possibile anche se ardua, una volta impiantato il chip il controllo sarà globale. Chi è davvero disposto a rinunciare alla propria libertà pur di vivere in una società – forse più ordinata – ma controllata in tutto e per tutto fin nell’intimità, senza possibilità di autodeterminazione, di scelta? La distopia orwelliana è forse vicina più di quanto non si pensi? Il controllo capillare e pervasivo sarebbe completo in caso di chipping di tutta la popolazione: nessuno sfuggirebbe ai Sorveglianti. Ognuno di noi sarebbe un “uomo di vetro”, trasparente, sotto costante controllo, addomesticato. Lo sguardo del Governo ci seguirebbe in ogni attimo della nostra esistenza. L’occhio elettronico del Grande Fratello accompagnerebbe costantemente ogni nostra azione grazie alle frequenze emesse dal chip. E non si può escludere che le sperimentazioni di impulsi a distanza nel campo della guerra – che vedremo più avanti – per modificare il comportamento dei soldati non vengano adottate anche nella vita quotidiana.

La degenerazione della democrazia in totalitarismo sarebbe completa con la realizzazione di un sistema di ingerenza totale nella vita quotidiana dei cittadini: il rischio di una “gogna elettronica” avanzato dal giurista Stefano Rodotà, già presidente della Commissione scientifica dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione Europea, pende davvero sulle nostre teste? Stiamo rinunciando alle nostre libertà individuali per l’illusione di più sicurezza e controllo sulle nostre strade? Dalla videosorveglianza sulle strade, negozi, luoghi pubblici alle banche date che da carte di credito, abbonamenti tv e web registrano ogni nostro consumo, tendenza, interesse. Siamo già controllati, schedati. La ricerca e l’attuazione di un sistema di trasparenza e controllo globale sono valori o rischiano di degenerare in un incubo collettivo? Fino a che punto siamo disposti a sacrificare il diritto alla privacy per l’illusione di sentirci più sicuri?

Una popolazione di ibridi
Con l’aumento degli attentati veri o presunti, del terrore, di stragi o sparizioni di bambini la popolazione mondiale si sentirà obbligata ad accettare l’inserimento dei chip sottocutanei per tutelarsi dalle “atrocità” che ogni giorno si sentono in televisione o ci raccontano i giornali. Con spontaneità l’obbligo ai microchip diventerà globale e la popolazione diventerà infine simile a un gregge schedato di pecore. Chi si rifiuterà di divenire un “ibrido di intelligenza elettronica e anima” – citando il dottor Peter Zhou, creatore del microchip Angelo Digitale – verrà bollato come probabile criminale, avendo sicuramente qualcosa da nascondere. Verrà segnalato alle autorità, costretto a piegarsi o a vivere fuori dalla società.

I VeriChip non sono gli unici dispositivi per ora sul mercato. La Motorola ha prodotto per la Mondex Smartcard dei dispositivi dotati di GPS che i Paesi dell’Unione Europea stanno pensando di adottare per la semplificazione dell’unificazione monetaria. Dall’anamnesi del paziente passiamo così alla giustificazione dell’impianto per i pagamenti! Così come il VeriChip misura 7 mm di lunghezza e 0,0775 di larghezza, contiene un transponder e una batteria a litio ricaricabile tramite la temperatura corporea. La Mondex, che ha acquisito il 51% del pacchetto azionario della Mastercard, ha speso 1,5 milioni di dollari per effettuare studi sul Biochip.

Da queste ricerche sarebbe emerso che i posti più adatti per inserire il dispositivo sarebbero il capo sotto la fronte e nella mano destra. In questo caso la ragione ufficiale per l’impianto sarà la facilitazione del pagamento in sostituzione di denaro corrente o carta di credito, a cui si andrà ad affiancare la procedura di riconoscimento della persona e il ritrovamento di persone scomparse, siano essi bambini oppure criminali… Insomma una carta d’identità elettronica munita di GPS per essere rintracciati ovunque. Ed ecco che il Grande Fratello è realtà! Inoltre per evitare la clonazione dell’impianto o meglio l’estrazione individuale del chip, il dispositivo contiene litio che nell’ipotetico tentativo di estrazione si romperebbe creando una vescica sottocutanea e la dispersione di sostanze chimiche dannose. Oltre, ovviamente, a essere rintracciati immediatamente dai Sorveglianti…

Manipolazione a distanza
Tra i teorici del complotto a insistere sull’ipotesi di un progetto segreto di ricerca sul controllo mentale mediante microchip, a fianco di David Icke si schiera la meno nota dottoressa Rauni-Leena Luukanen-Kilde, ex medico finlandese nota tra gli appassionati di ufologia per i suoi saggi nel campo UFO. La Rauni Kilde sostiene che sia possibile controllare il comportamento delle persone e influenzarne a distanza le azioni medianti l’impianti di microchip nel cervello, simili a quelli che le entità aliene impianterebbero nell’encefalo degli addotti nella zona ipofisaria. Sul giornale Spekula la Rauni Kilde pubblicò un lungo articolo sugli impianti sottocutanei mettendo in guardia gli americani dal pericolo di controllo di massa imminente. Ecco alcuni stralci: “È tecnicamente possibile inserire ad ogni neonato un microchip che potrebbe servire per identificare una persona per il resto della sua vita. Simili piani sono stati discussi segretamente negli Stati Uniti, senza nessuna esposizione delle questioni relative alla privacy […] Gli esseri umani con impianti possono essere seguiti ovunque: le funzioni cerebrali possono essere monitorate a distanza da supercomputers e persino alterare mediante il cambiamento delle frequenza. Cavie di esperimenti segreti sono stati detenuti, soldati, malati di mente, bambini portatori di handicap, audiolesi, ciechi, omosessuali, donne single, anziani, scolari e qualsiasi gruppo di persone considerato marginale dalle elites di sperimentatori”. La Rauni Kilde cita come esempi di primi esperimenti i dispositivi cerebrali impiantati chirurgicamente nel 1974 nello stato dell’Ohio, ma anche in Svezia a Stoccolma: “Elettrodi cerebrali furono inseriti nei crani di bambini, nel 1946, senza che i genitori ne fossero a conoscenza. Negli anni ’50 e ’60, impianti elettrici furono usati nel tentativo di cambiare il comportamento umano e i suoi atteggiamenti. Influenzare il funzionamento del cervello umano divenne un obiettivo importante dei servizi segreti e militari”. E ancora: “Il sistema elettronico di sorveglianza della NSA può simultaneamente seguire e gestire milioni di persone. Ognuno di noi ha un’unica frequenza di risonanza bioelettrica nel cervello, proprio come abbiamo impronte digitali uniche. Con stimoli cerebrali completamente decodificati dalle frequenze elettromagnetiche, segnali elettromagnetici pulsanti possono essere inviati al cervello creando la voce desiderata ed effetti visivi, perché vengano percepiti dal soggetto prescelto. È una forma di guerra elettronica”. Stando alla teoria della Rauni Kilde sarebbe possibile non solo la costituzione di un esercito composto da cyber soldati da controllare a distanza, ma anche la manipolazione di individui normalissimi che potrebbero essere “accesi” in qualsiasi momento e indotti a credere alla realtà di impulsi elettromagnetici quali allucinazioni visive o uditive creati ad hoc. Allo stesso modo si potrebbe torturare una persona dotata di microchip causandole dolore insopportabile e piegandola alla propria volontà.

Retroingegneria: chi copia chi?
La persona dotata di chip può esser manipolata in molti modi. Usando frequenze diverse, si può modificare la vita emotiva di una persona creando una specie di realtà virtuale – come sembra accada anche nelle abductions – attraverso la stimolazione dell’encefalo: “La si può rendere aggressiva o letargica. La sessualità può venire influenzata artificialmente. I segnali del pensiero e le riflessioni del subconscio possono essere letti, i sogni influenzati e persino indotti, tutto senza che la persona con l’impianto lo sappia o acconsenta”. La somiglianza con i rapimenti alieni pone alcuni quesiti che approfondisco in L’altra faccia di Obama: chi copia chi? I militari terrestri hanno adottato la retroingegneria aliena piegandola ai propri obiettivi, oppure le abductions si riducono per lo più a MILABS, ovvero rapimenti da parte di militari che ricostruiscono scenari virtuali in cui sarebbero entità extraterrestri ad agire sugli addotti? Come se questo scenario non fosse abbastanza agghiacciante, ecco aggiungersi in parallelo all’irradiamento tramite impulsi elettromagnetici, i metodi chimici di controllo delle masse. E qua il pensiero corre alle misteriose scie chimiche di più recente comparsa e agli esperimenti che ufficialmente dovrebbero modificare il clima. Droghe, sostanze chimiche tossiche  e gas da inalazione potrebbero essere diffusi nell’aria o negli acquedotti. Se negli USA il metodo per influenzare la popolazione a scegliere di farsi impiantare un microchip passerà molto probabilmente per la via della riforma sanitaria, in Europa i governi sembrano aver scelto la strada della moneta unica: sostituire il denaro corrente, carte di credito e bancomat con un chip. La crisi, il caos economico non sarebbero altro che scorciatoie per condurre la popolazione il più velocemente possibile verso il controllo globale. “Quando le nostre funzioni cerebrali saranno ormai connesse ai supercomputers, tramite impianti radio e microchips, sarà ormai troppo tardi per protestare. Questa minaccia può essere sconfitta solo istruendo il pubblico” ha avvisato la Rauni Kilde. E con uno scenario del genere meglio essere pronti e passare per pazzi che farsi trovare impreparati, o come diceva Karl Popper, “il prezzo della libertà è la costante vigilanza”.

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CNNMoney.com riferisce che la FDA ha appena concesso l’approvazione per il primo “sensore ingeribile”, un microchip all’interno di una pillola. I pazienti si preparino: stanno per essere “chippati”.
Big Pharma sta pompando milioni di dollari nella ricerca di tecnologie all’avanguardia che consentiranno a microchip impiantabili di “migliorare” enormemente la nostra salute e le nostre vite.

Da molto tempo Big Pharma sta lavorando tramite le aziende specializzate del settore su fantascientifici microchip cerebrali. Naturalmente, gli enormi vantaggi di questi impianti superano di gran lunga i rischi, almeno agli occhi dell’uomo disinformato, e una volta che questi microchip verranno introdotti, tutti chiederanno di venire impiantati.
Inizialmente, gli impianti cerebrali verranno commercializzato come “innovazioni rivoluzionarie” che possono curare malattie croniche e che possono consentire ai disabili di avere una vita normale.
Prova a immaginare la pubblicità che circonderà questi impianti, quando le persone scopriranno che sarà possibile sbarazzarsi del peso superfluo nel giro di pochi giorni o che scaricare un intero corso universitario nella memoria sarà solo questione di ore. Le possibilità di questo tipo di tecnologia sono infinite, ed avere microchip impiantati nel cervello, grazie anche a serial televisivi e film fantascientifici sull’argomento, viene sempre più considerato abbastanza normale.
Tutto sembra materiale per un buon romanzo di fantascienza fino a quando si dà un’occhiata ai titoli su CNNMoney.com:“ ‘Digital pill’ with chip inside gets FDA green light.”
Proteus Digital Health ha ottenuto una grande vittoria questa settimana quando l’ente statunitense Food and Drug Administration ha concesso l’approvazione per l’invenzione del ‘sensore ingeribile’. Il dispositivo di 1 mm , approssimativamente le dimensioni di un granello di sabbia, può trasmettere all’ospite informazioni riguardo agli organi interni, e se si sceglie l’opzione, anche al proprio medico o all’infermiere “.
Già Proteus sta pubblicizzando i benefici del suo microchip ingeribile. Secondo Andrew Thompson, CEO e cofondatore di Proteus, il microchip sarà un vantaggio enorme per chi dimentica di assumere farmaci o ha la necessità di monitorare le sue condizioni di salute. Il chip risiede semplicemente dentro il corpo e trasmette i segnali ovunque si desidera che tali segnali debbano andare.
Il minuscolo microchip, racchiuso in una pillola, viene assunto con il farmaco prescritto vero e proprio, come si prende qualsiasi altra pillola. Poi trasmette le informazioni attraverso la pelle a un cerotto che è una sorta di antenna. Il cerotto a sua volta trasmette i dati ad un telefono cellulare o qualsiasi altro dispositivo che si autorizza, per esempio un dispositivo di monitoraggio nello studio del proprio medico.
Il kit completo: cellulare, pillole con chip e cerotto-antenna. Il microchip è alimentato dalle reazioni elettrochimiche del corpo.
kit microchip pillole
credits immagine Proteus Digital Health
Ovviamente, tutti noi possiamo vedere una vasta gamma di apparenti benefici per la salute, ed è esattamente ciò su cui conta Big Pharma, ma il potenziale di abuso è allarmante. Si consideri:
  • Se i segnali dal microchip possono essere ricevuti da uno studio medico, a miglia e miglia di distanza, chiunque con le apparecchiature adeguate li può intercettare, come viene già fatto con le intercettazioni telefoniche di conversazioni, SMS e email.
  • Se il microchip è in grado di rilevare quali farmaci un paziente sta prendendo e quando li sta prendendo, quali altre sostanze può rilevare nel sangue?
  • Quando anche i chip cerebrali usciranno dalla fase sperimentale e si potrà scegliere scegliere di scaricare un intero corso universitario direttamente nella propria mente, quali altre informazioni potranno essere scaricate senza esserne nemmeno a conoscenza?
Se si potessero scaricare pensieri e sentimenti direttamente nella mente dei cittadini, ed è quello che stanno progettando di fare, un governo potrebbe ottenere un controllo totale senza doversi preoccupare che i cittadini possano rivoltarsi contro.
In realtà, si potrebbero programmare questi chip per far sentire bene i cittadini ininterottamente, indipendentemente dai fatti della vita in cui sono coinvolti. Si potrebbe far sì che questi chip producano uno stato di “natural high”, ovvero uno stato di euforia senza droghe, che non finisce mai. Ciò renderebbe i cittadini incredibilmente dipendenti dai chip e non vorrebbero mai rinunciarvi.
Questo tipo di tecnologia ha il potenziale per essere una delle più grandi minacce alla libertà nella storia dell’umanità.
Non è un segreto che Big Pharma e il governo degli Stati Uniti hanno stretti legami. In un’intervista del 20 maggio, Jonathan Emord, autore di “The Rise of Tyranny”, riporta su Big Pharma e la FDA:
“La FDA è dominata dai politici – non da scienziati o dottori – persone che hanno fatto la loro carriera nel governo in base alla loro capacità di tutelare gli interessi che controllano questo governo.”
Aggiungo che questa situazione di collusione legale esiste in tutti i paesi del mondo. Big Pharma ha le mani lunghe e i ministri della sanità spesso sono stati rei di corruzione anche se non sempre condannati a causa di indagini opportunamente insabbiate. Anche in Italia abbiamo avuto casi di ministri corrotti e condannati, anche se una volta usciti dalla galera sono stati messi a capo di importanti associazioni come quelle per la ricerca sul cancro o sull’AIDS con il beneplacito delle case farmaceutiche. Altri invece l’hanno fatta franca, spesso si sente parlare, per fare un esempio fra i tanti casi di malasanità. di indebiti sprechi per l’acquisto di vaccini inutili per milioni di euro, poi il silenzio lentamente cala e non se ne sa più nulla.
“Il processo per l’approvazione da parte della FDA di un farmaco costa una cifra stimata di 1 miliardo di dollari dallo sviluppo iniziale all’approvazione finale del farmaco. E questa è una stima per difetto che non comprende i pagamenti per i lobbisti, i contributi per la campagna pubblicitaria del farmaco e dei salari corrisposti ai funzionari pensionati della FDA che vengono assunti dalle aziende farmaceutiche dopo aver lasciato l’incarico.”
“Di quel miliardo di dollari, una parte va a giustificare la sperimentazione clinica, una parte va ai medici che portano avanti la procedura per l’approvazione, e il saldo va alla FDA.”
Non è la solita “teoria di complottisti fantasiosi” come cercano di far passare i detrattori di questo tipo di informazione. Quelli che stanno facendo questo sono qui e adesso.
La FDA e Big Pharma controllano ogni aspetto della tua salute. Dicono al tuo medico quali farmaci ha il permesso di prescrivere, e se ci fosse un farmaco sperimentale che possa immediatamente curare il cancro non lo approveranno mai a meno che il produttore non possa pagare i miliardi di dollari che servono per soddisfare tutti i racket.
Ora, sapendo tutto questo, pensi che una persona si berrebbe tutte le favole pubblicitarie che dicono che un microchip impiantato da qualche parte nel corpo è solo a proprio vantaggio? Credi veramente che la FDA, Big Big Pharma l’OMS, i vari ministeri della sanità e i governi ignoreranno il potenziale di profitto e di abuso che questa “soluzione finale” offre a tutti loro?
Informati ancora sul microchip, leggi questa incredibile ricerca dei servizi segreti italiani sui Chip RFID: http://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista17.nsf/servnavig/17
Tratto da: terrarealtime.blogspot.it

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5 marzo 2013 – Riforma Obama: approvato il chip RFID

L’introduzione dei chip corporei per fini sanitari non è più un mito. E’ stato infatti convalidata nel 2012 (dalla Corte Suprema USA – n.d.t.) la legge HR 3962 denominata Obamacare, nella quale si prospetta la introduzione di microchip RFID per fini ‘sanitari.’ A far capo dalla pagina 1501 sono descritte le peculiarità dei dispositivi.

L’impianto della legge è stato lasciato ‘aperto’, infatti viene statuito che il segretario potrà decidere di aggiungere altre informazioni, non necessariamente sanitarie, allo interno dei chip corporei. Ciò significa che oltre ai parametri medici potranno essere inserite nei chip informazioni in merito al conto bancario del paziente, così da determinare in tempo reale la sua capacità finanziaria. Medici e ospedali saranno quindi autorizzati ad eseguire la scansione dei conti bancari così da poter prelevare immediatamente, in tempo reale, la cifra prevista per il trattamento terapeutico.
I repubblicani non hanno alcun piano per contrastare la riforma sanitaria di Obama, sia nel suo complesso, sia nella sezione circa la introduzione dei chip corporei. Recitano la loro parte in TV facendo finta di voler opporsi, ma è ormai chiaro che l’obiettivo finale di tutte le parti in gioco sia di chippare l’intera popolazione. Entrambe gli schieramenti stanno eseguendo degli ordini, perché il nuovo ordine mondiale ha statuito che tutti debbano essere chippati. La Federal Reserve sarà il nuovo governo mondiale. Le tasse derivanti dalla riforma Obama finiranno direttamente nelle casse della Federal Reserve. Il mondo intero sta galoppando verso un sistema che funzioni senza denaro contante.
La riforma Obama prevede che il processo di impianto dei chip nella popolazione abbia inizio entro la primavera del 2013. Come tutti sappiamo il governo lavora lentamente, e il nuovo ordine mondiale è paziente. Aspettatevi che il microchip diventi obbligatorio entro il 2022. I chip RFID saranno diffusi in tutto il mondo (dopo la privatizzazione della sanità? – n.d.t.); chi non vive negli Stati Uniti non creda di sfuggire al microchip. In Messico è stato già microchippato un numero notevole di cittadini. In Canada stanno organizzandosi: LINK
Hanno iniziato con le carte di debito contenenti microchip per andare a parare allo obbligo legale di possedere il chip per usufruire della assistenza sanitaria. Useranno la propaganda e parole comefacilità d’uso, sicurezza sanitaria e sicurezza sociale. State pur certi che sarete microchippati.
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Articolo in lingua inglese pubblicato sul sito Why Americans Are Dumb
Traduzione a cura di Anticorpi.info
Tratto da: Anticorpi.info

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Cud telematico, è allarme tra i pensionati

Rodolfo Giampietro liked this post

imagesLo si ritrovava puntuale tra le scartoffie nella buchetta delle lettere. Oggi possiamo ufficialmente dire addio alla tradizionale busta contenente il Cud in formato cartaceo. L’Inps ha stabilito che da quest’anno la certificazione dei redditi sarà disponibile in versione telematica. La normativa di stabilità, per contenere la spesa, cancella l’invio automatico del Cud cartaceo e si consegna completamente ‘nelle mani’ dei canali informatici. Scorrendo le indicazioni fornite dall’Inps appare chiaro fin da subito che l’innovativo processo non garantisce una realizzazione così immediata.

Sarà possibile visualizzare, si legge dal sito, e stampare il rispettivo Cud automaticamente dall’indirizzo web dell’Inps, www.inps.it, seguendo cronologicamente il percorso: Servizi al cittadino- inserimento codice identificativo PIN- Facsicolo previdenziale per il cittadino- Modelli. Il primo intoppo che si pone riguarda le modalità di reperimento del codice segreto. Il PIN può essere richiesto direttamente in una sede Inps, lo si può domandare al Contact Center 803.164, infine può essere ricavato dal sito Inps alla voce “Servizi/Pin online”.

Si passa così alla fase in cui si chiede di scaricare il documento. La parola scaricare, già da sola, potrebbe far storcere gli occhi a molti pensionati italiani, poco avvezzi ai dinamismi tecnologici e ancora più restii ad utilizzarli se dispiegati a pratiche burocratiche, specie quelle che hanno a che fare con la dichiarazione dei redditi. A parte gli anziani guru del computer, ahimè tanto portentosi quanto rari, ai pensionati avulsi al web l’Inps concede la possibilità di richiedere il Cud a domicilio contattando il Contact Center (803.164 da rete fissa gratuita, e 06.164164 da rete mobile a pagamento), è stato attivato anche un ulteriore numero verde,  800.434320, che è possibile chiamare per far pervenire a casa il tradizionale modello in carta.

Un altro ostacolo che si profila ai pensionati riguarda poi il sevizio, attivo 24 ore su 24, in modalità completamente automatica. Per poter parlare con una voce che sia umana e non computerizzata, gli anziani possono sempre telefonare agli operatori del Contact Center, disponendo di salda pazienza per i lunghi momenti d’attesa, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 ed il sabato dalle 8 alle 14. In alternativa per chi può muoversi da casa, è previsto il ritiro del Cud presso gli sportelli veloci e le postazioni self service dell’Inps, in una qualsivoglia sede territoriale, sia ex Indap che ex Enpals. Questa prerogativa rimane valida però solo per il mese di marzo, già da aprile infatti la conservazione della ‘corsia preferenziale Cud’ verrà rimessa alla facoltà delle singole sedi Inps.

Il Cud può essere richiesto anche agli uffici postali presso il cosiddetto “Sportello amico”, si ricorda come non tutte le sedi siano dotate della suddetta abilitazione e nel qual caso essa fosse prevista, ai fini dell’ottenimento documentale, subentra il pagamento aggiuntivo di una lieve mora di 3,30 euro iva compresa. Nei confronti degli utenti con oltre ottantacinque anni di età, che siano anche titolari dell’indennizzo di accompagnamento, si prevede la richiesta telefonica, inoltrata agli operatori dello Sportello Mobile della rispettiva sede Inps, del certificato reddituale che verrà così spedito direttamente all’indirizzo domiciliare.

Sarà possibile, infine, ritirare il documento fiscale al posto del genitore o del parente che sia invalido o impossibilitato a condizione che venga esibito il proprio documento identificativo, la delega e il documento di riconoscimento del soggetto interessato in fotocopia. La speranza che si prospetta è dunque una sola: che il gioco al risparmio sia utile realmente ad allentare i costi pubblici, pur a fronte dei disagi e dei disguidi che il ‘taglio’ può comportare.

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COSA DIAVOLO E’ UN BITCOIN ?

Economia DI SIMON BLACK
sovereignman.com

All’inizio di questa settimana abbiamo scritto di un’agenzia di noleggio auto argentina, che aveva iniziato ad accettare “bitcoins” per scavalcare i controlli fiscali locali.

Abbiamo ricevuto un mucchio di domande sull’articolo, la più frequente delle quali era “Cosa diavolo è un BITCOIN?”

Iniziamo dando un’occhiata al nostro attuale sistema monetario.

Nella maggior parte dei paesi, un’esigua elite bancaria esercita il controllo sulla scorta monetaria del paese.

E noi, dovremmo semplicemente credere in buona fede che quelli siano dei bravi ragazzi.

Eppure le banche centrali del mondo hanno tirato fuori dal nulla trilioni di dollari, svalutando la moneta. E’ un concetto che persino un bimbo di sei anni capirebbe. Se il denaro crescesse sugli alberi, non varrebbe poi così tanto.

Questo è uno dei motivi chiave per cui la gente compra oro. Non si può fare l’oro dal nulla. Ci vogliono anni di esplorazioni e investimenti per tirarlo fuori dal suolo.

Nell’era informatica però, abbiamo un’alternativa.

Bitcoin è una valuta digitale. Non esiste effettivamente nel nostro mondo fisico, ma solo sui computer.

Se ciò può sembrare esoterico e inverosimile, beh non lo è. La maggior parte del nostro sistema monetario di oggi, è già digitale.

Solo una piccola percentuale del denaro circolante oggi nel mondo esiste come banconota o assegno. Il resto solo meri conti bancari inseriti nei database delle banche. Gran parte delle transazioni finanziarie, sono rimpasti di tali dati bancari. Il denaro fisico, raramente cambia proprietario.

Il Bitcoin è simile in questo aspetto… niente esiste fisicamente. Ma ci sono dei vantaggi importanti.

Numero uno, il Bitcoin non è controllato da nessun governo o banca centrale. E numero due, è privato.

Nel mondo finanziario convenzionale, lo Stato può vedere ogni qualvolta usi la tua carta di credito, prelievi soldi da uno sportello automatico, o effettui un bonifico bancario.

Mentre con Bitcoin, lo Stato non ha tale abilità. E questo è uno dei motivi chiave per cui il Bitcoin diventato così popolare, specialmente in posti come l’Argentina, dove la gente è soffocata dal Governo.

Pochi giorni fa ho scritto di un’agenzia d’auto a noleggio argentina che aveva iniziato ad usare i Bitcoins. Il mio amico Sir Charles di pricedingold.com era nei loro uffici; ha scattato una foto e mi ha passato delle ottime informazioni.

L’affitto di un auto modello base per un giorno, era di 380 pesos argentini. Al cambio ufficiale di valuta dovrebbero essere 74 dollari statunitensi. In Bitcoins, la stessa auto è in affitto per 1.13 BTC (Bitcoins)… che sono approssimativamente 54 dollari USA, ossia il 30% più conveniente!

Il beneficio, per l’agenzia di noleggio è la privacy. Possono evitare tutte le imposte statali, la burocrazia, e i debilitanti controlli finanziari associati ad una normale transazione. In più, possono stivare Bitcoins invece dei pesos argentini, così rapidi nella svalutazione.

Se pensate che questa sorta di tattiche –insensibile burocrazia finanziaria, tasse e confische, e controlli finanziari- non possano succedere dove vivete, ripensateci.

Questa mattina stavo giusto tenendo una conversazione sull’argomento con Jim Rickards, autore del best-seller Currency Wars ed uno degli speaker del nostro imminente Offshore Tactics Workshop.

Jim mi ha ricordato che, oltre al fatto che Roosevelt confiscasse oro negli anni 30, anche il governo USA aveva imposto un’improvvisa tassa sui guadagni sui carburanti, negli anni 70. In aggiunta, per gran parte del 20esimo secolo, i controlli finanziari sono stati la legge in giro per il mondo, non l’eccezione.

Per esser giusti, il Bitcoin non è senza rischi. Ma l’ipotesi di una moneta digitale, presenta un’elegante alternativa alla distruzione della valuta.

Se volete saperne di più sul Bitcoin, questo sito offre un mucchio di ottime informazioni introduttive.

Simon Black
Fonte: http://www.sovereignman.com
Link: http://www.sovereignman.com/finance/what-in-the-world-is-a-bitcoin-11234/
15.03.2013

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di STEFANO GRECO

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10 PUNTI PER IL CONTANTE LIBERO «Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere». (George Orwell, 1984) 1- Eliminare o limitare il CONTANTE è un grave atto contro la libertà dei cittadini. 2- Eliminare o limitare il CONTANTE significa affidarsi a canali elettronici tenuti sotto controllo da poche entità che avrebbero in mano il monopolio dei mezzi di transazione finanziaria. La Moneta Elettronica è assolutamente lecita ed assai utile e comoda ma deve rimanere una Libera Scelta. 3-Eliminare o limitare il CONTANTE è un “regalo” alle Banche ed alla Finanza che guadagnano su tutti i pagamenti, salvo quelli in contanti. 4- Eliminare o limitare il CONTANTE significa colpire un MEZZO di pagamento semplice, efficace, poco costoso e uguale per tutti. Affidarsi ai canali elettronici significa altresì dover sottostare al pagamento di commissioni ad ogni atto di pagamento. 100 euro in contanti dopo 100 passaggi di mano sono sempre 100 euro. 100 euro elettronici dopo 100 passaggi sono diventati 45 euro. 55 euro sono “svaniti” per finire in mano a Banche&affini. 5- Eliminare o limitare il CONTANTE significa perdere la proprietà diretta e MATERIALE dei propri risparmi che diventano virtuali, sotto la tutela ed il controllo di terzi. E’ pertanto possibile, con un semplice click, impedirci di accedere alla nostra liquidità o di prelevare i nostri risparmi, che appartengono solo a noi ed a nessun altro. In tempi di Grande Crisi e di rischio Default questo punto è quanto mai vitale ed importante. 6- Eliminare o limitare il CONTANTE significa infliggere un durissimo colpo al nostro diritto alla PRIVACY. “L’occhio di una telecamera” ci spierebbe 24 ore su 24, rendendoci soggetti non solo ad un controllo pervasivo ma anche arbitrario, in balia alle imprevedibili evoluzioni socio-politiche della Storia. Immaginate se un domani questo potere finisse in mano ad un novello Hitler o Stalin, o peggio, ad un banchiere. 7- Eliminare o limitare il CONTANTE è contro la natura dell’uomo: otterrai solo un fiorente mercato nero. 8- Eliminare o limitare il CONTANTE come misura di Lotta all’Evasione è un’assurdità che nasconde i veri scopi dei promotori di questa “crociata”: il contante è un MEZZO ad ampia diffusione che solo marginalmente viene usato in modo illegale. La vera evasione passa attraverso ben altri canali, quasi tutti elettronici e sotto il controllo delle banche. 9- Invertendo lo slogan delle lobbies che vogliono eliminare il contante, possiamo affermare che “La difesa del contante è una vera e propria battaglia di civiltà” (e di libertà). 10- PER IMPEDIRE CHE AVVENGA L’ELIMINAZIONE DEL CONTANTE bisogna diffondere le nostre critiche razionali e far sentire il nostro grido di protesta e disapprovazione. http://www.contantelibero.it/documenti/10-punti-per-il-contante-libero/

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Il microchip RFID come strumento di controllo totale sul posto di lavoro e nella vita

 mercoledì 20 marzo 2013
Leggiamo su vari siti italiani di un’area di servizio nella quale i dipendenti sono costretti ad indossare una cintura col microchip, così sono sotto controllo totale. Una nuova forma di moderna schiavitù. Vedi il link:
 
All’interno dell’articolo leggiamo:

Area di servizio Pioppa Ovest alle porte di Bologna, i lavoratori MyChef indossano una cintura con microchip per registrare che non si verifichino pause oltre i 90 secondi.

 Ovviamente l’azienda afferma che si tratti di un sistema di sicurezza in igore soprattuto la notte per tutelare la sicurezza dei dipidendenti. Ma chi ci crederebbe?
Ancora più dettagliato è l’articolo del Corriere Tessere con chip e sensori ovunque Gli uffici dei dipendenti «tracciabili» in cui si prendono in esame una serie di provvedimenti simili sempre più diffusi in varie aziende:
Come non concordare con quanto scritto in tale articolo:

Ovviamente tutto questo rende piuttosto esile il confine tra «Big Data» e «Big Brother», il «grande fratello». E la fissazione maniacale per i dati analitici, la diffusione di sensori ovunque, l’occhio fisso sul dipendente ogni momento del giorno, possono sfociare facilmente nell’inquietante o nel grottesco: una specie di «Tempi moderni» di Charlie Chaplin in versione XXI secolo.

Come se non bastasse tutto questo orrore tecnologico ecco che su La stampa appare un articolo  che parla di un apprendista stregono, tale Warwick, docente di cibernetica in Gran Bretagna

che nel 1998 si è fatto impiantare un microchip a radiofrequenza nel braccio sinistro e nel 2002 innestare un centinaio di microelettrodi nelle terminazioni nervose dello stesso arto, il prossimo passo – spiega – «sarà un impianto cerebrale per realizzare la comunicazione direttamente da cervello a cervello. Tra sette, al massimo 10 anni».

e che ammette che tra i possibili pericoli di tali tecniche ci sarebbe il fatto che …

«I segnali inviati del computer  potrebbero “colonizzare” sia il cervello sia l’organismo, alterandoli, tanto da diventare veri e propri virus»

Forse si dimentica il fatto che chi fornirebbe e gestirebbee tale tecnologia potrebbe manipolare le menti oltre ogni livello immaginabile fino a ridurci in totale schiavitù.

Concludo l’articolo con una testimonianza del giornalista Aaron Russo che racconta quanto gli avrebbe confidato il potentissimo e ricchissimo Rockefeller. Da tenere presente che anche certi “rilasci di informazione” che paiono causali potrebbero in realtà essere intenzionalmente programmati, essere studiati per influenzare e creare il terrore.

Infatti sembra molto strano leggere che (http://giacintobutindaro.org/2013/02/09/attenzione-al-microchip-sotto-la-pelle/)

Nel 2007, poco tempo prima di morire, Aaron Russo (1943-2007), un produttore cinematografico americano e politico, durante una intervista rilasciata al giornalista Alex Jones, parlò di alcune cose che aveva saputo personalmente da Nicholas Rockefeller (di cui era stato per un tempo amico) sull’intento di una elite di governare il mondo intero.

Russo affermò infatti che Rockefeller gli chiese, durante una conversazione privata, se fosse disposto a far parte del Consiglio per le Relazioni Estere (Council on Foreign Relations, CFR) – che è uno di quei gruppi facenti parte degli Illuminati i quali vogliono instaurare il Nuovo Ordine Mondiale – ma Russo rifiutò l’invito spiegando di non essere interessato a ‘schiavizzare la gente’. Russo poi disse: ‘Gli chiesi quale era il senso di tutto ciò’. Aggiunsi: ‘Avete tutto il denaro e tutto il potere di cui avete bisogno, quale è il vostro fine ultimo?”. Rockefeller rispose: ‘Il fine ultimo è di far mettere in tutti il microchip, per controllare l’intera società, per far controllare il mondo dai banchieri e dagli appartenenti all’élite’.

E mi chiedo, come possa mai Aaron Russo, che realizza film di denuncia del fascismo americano e delle guerre insensate degli USA, essere stato amico di Rockefeller e poi ricevere da lui queste confidenze poco prima di morire, ovvero quando ormai si era da tempo chiarito come Russo e Rockefeller fossero assolutamente antitetici, come il diavolo e l’acqua santa.
Ciò non toglie che il progetto di sostituire la moneta reale con quella elettronica è in fase avanzata di attuazione e che la possibilità di sostituire i bancomat con un microchiop RFID impiantato nel corpo umano è più che mai realizzabile con le tecnologie attuali. In fin dei conti tutti i cani ed i gatti sono già stati microchippati  …

Maggiori informazioni reperibili al link:

http://giacintobutindaro.org/2013/02/09/attenzione-al-microchip-sotto-la-pelle/

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IN SPAGNA E’ INIZIATA LA CORSA AL BITCOIN

DI TYLER DURDEN
zerohedge.com

Free Image Hosting at www.ImageShack.usIn Europa sta accadendo qualcosa di eccezionale. Bloomberg Businessweek riferisce che da domenica scorsa ci sono tre applicazioni di Bitcoin (1) che sono salite alle stelle nelle classifiche dei download spagnoli, in coincidenza con la notizia che per la mancanza di liquidi a Cipro, avevano intenzione di razziare i conti correnti per pagare un gettone di salvataggio da 13 miliardi di dollari.

“Questo è un risultato del tutto prevedibile e razionale per quello che sta succedendo a Cipro”, dice Nick Colas di ConvergEx . “Se si vuole capire il sentimento di stress dei risparmiatori europei, basta guardare i prezzi di Bitcoin.
Il valore della moneta virtuale è salito di quasi il 30% negli ultimi due giorni. “Il 100% di questo aumento è stato causato da Cipro”, dice Colas. “Significa che gli europei si sentono coinvolti.” Come aveva avvertito anche l’economista tedesco Peter Bofinger in un’intervista a Spiegel Online: “I cittadini europei ora devono temere per i loro soldi.”

Gli stessi dati sul download delle applicazioni, tuttavia, dimostrano che gli italiani non sono pronti ad abbandonare le tradizionali banche commerciali, perché molti italiani ricordano ancora quel brutto giorno del 1992 quando si svegliarono e si accorsero di un prelievo sui loro risparmi per puntellare le traballanti finanze della nazione.

Il prezzo di un Bitcoin è balzato negli ultimi due giorni da 37 euro a oltre 50 Euro, perché la realtà delle cose colpisce … e guardiamo il volume …
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“Bitcoin è l’inizio di qualcosa di grande: una moneta senza governi, qualcosa di necessario e di inevitabile”.

Nota :

  1. Bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto. È anche il nome del progetto software open source sviluppato per l’uso di questa moneta. Bitcoin è una delle prime implementazioni del concetto chiamato cryptomoneta, che fu per la prima volta descritto nel 1998 da Wei Dai. Costruito sulla nozione che la moneta è ogni oggetto, o ogni dato, che sia accettato come pagamento per beni e servizi e pagamenti per i debiti in un dato paese o contesto socio-economico. Bitcoin è sviluppato attorno all’idea dell’uso della crittografia per controllare la creazione e il trasferimento di moneta, invece di appoggiarsi ad autorità centrali. Wikipedia.

Tyler Durden
Fonte: http://www.zerohedge.com
Link: http://www.zerohedge.com/news/2013-03-20/spain-bitcoin-run-has-started
21.03.2013

Traduzione per http://www.ComeDonChisciotte.org a cura di BOSQUE PRIMARIO

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C’E’ QUALCOSA NELL’ARIA CHE M’INQUIETA

 DI GIORGIOFRA
cobraf.com

Eppure, la cosa non mi persuade.

C’è qualcosa nell’aria che mi inquieta, nel senso che fa nascere in me il sospetto che stia per avverarsi qualcosa di eclatante, di assolutamente inaspettato. Sono troppi gli indizi che, letti con attenzione e con mente aperta, mi portano alla conclusione che ci sia un’attività sotterranea volta a sostenere un progetto di cui ancora mi sfuggono i particolari.
Mi riferisco alla moltitudine di piccoli atti posti in essere allo scopo di impedire a chiunque sia di detenere liquidità, sia di poter nascondere tale liquidità. Dalla tracciabilità del denaro, all’abolizione assoluta del segreto bancario, dallo smantellamento dei paradisi fiscali, all’obbligo di tutte le banche mondiali di rendere trasparenti i propri archivi.

Mi pare che si stia facendo di tutto, attraverso una serie di piccoli passi di cui i popoli non percepiscono la gravità, per raggiungere due obiettivi concreti: conoscere la disponibilità finanziaria di chiunque e fare in modo che tale disponibilità non possa uscire dal sistema bancario.

Io non credo che i motivi con i quali vengono giustificati questi provvedimenti abbiano davvero a che fare con la lotta all’evasione fiscale o alla criminalità. Si tratta, a mio parere, di pretesti volti a truffare una popolazione composta prevalentemente da rincoglioniti.

La ragione vera deve essere diversa, tanto grave da essere tenuta segreta. Provo, correndo il rischio di essere tacciato di complottismo, a formulare delle ipotesi. Come diceva qualcuno: a pensar male si fa peccato, ma…

1) Il sistema finanziario mondiale è al collasso. La probabilità che si arrivi al punto di rottura in modo repentino ed incontrollato è altissima. Occorre quindi cautelarsi per attutirne i devastanti effetti. Se per ipotesi, a seguito di qualche fallimento bancario o nazionale, si dovesse verificare una corsa agli sportelli, l’intero sistema salterebbe. Ecco quindi la necessità di poter controllare l’intera massa monetaria e, nel caso, sottrarne la disponibilità ai legittimi proprietari.

2) La massa dei debiti, a livello mondiale, è tale da essere praticamente inestinguibile. La sua inevitabile crescita raggiungerà il punto in cui bloccherà la crescita economica, ed innescherà una recessione a 2 cifre. Non esiste alcun modo per evitare questa evenienza se non il rapido e repentino abbattimento di questa massa di debiti. Che lo si faccia con l’emissione di nuova moneta, e quindi inflazionando quella esistente, oppure con una super patrimoniale che tagli del 50% tutti i depositi e gli asset finanziari, non cambia la necessità di avere il controllo totale di tutta la massa monetaria.

3) La tecnologia, l’aumento del costo dell’energia, la scarsità delle risorse, produrranno un aumento continuo del tasso di disoccupazione. Nessuno sa come uscirne, mentre tutti sanno che questo provocherà forti tensioni sociali che potrebbero degenerare in vere e proprie rivolte. L’abolizione del contante serve ad avere un maggiore controllo sugli individui, e quindi ad agevolare la sottomissione di grandi masse di diseredati.

4) Gli stati, per garantire la remunerazione ai detentori del debito pubblico, disporranno di sempre minori risorse da destinare al walfare, con la conseguenza dell’acuirsi delle diseguaglianze e dell’esasperazione delle masse che, ad un certo punto, potrebbero rivoltarsi ed abbattere in modo cruento il sistema di potere attuale.

5) La plutocrazia giudo massonica raggiunge l’obiettivo che si era prefissata 2 secoli fa. Con l’abolizione del denaro contante ogni transazione deve necessariamente passare attraverso le banche, le quali trarranno un profitto più o meno grande da ogni nostra spesa. Con la conseguenza che quotidianamente il sistema bancario sottrarrà all’intero pianeta una parte della sua ricchezza, e lo farà sostenendo costi minimi, dato che tutto potrà essere gestito da pochi elaboratori elettronici. Con le enormi ricchezze di cui disporrà, questa demoniaca plutocrazia sarà in grado di controllare qualunque governo e tutta l’informazione planetaria. Si instaurerà, in pratica, la peggiore delle tirannidi, tanto più subdola in quanto pochi ne percepiranno l’esistenza.

Naturalmente spero che le mie ipotesi siano solo il frutto della mia fantasia, e che l’abolizione del contante sia solo il frutto della stupidità dei nostri governanti.

Speriamo bene.

Giorgiofra
Fonte: http://www.cobraf.com
14.04.2013

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Il contante (banconote e monete metalliche) è già ridotto a pochi punti percentuali della massa monetaria in circolazione. La sua totale abolizione non farebbe una gran differenza, anche se importante nel momento di massima crisi (default sistemico incontrollato, misure emergenziali drastiche, ecc. ecc.). Direi che la situazione reale è quella descritta, se non peggio. Nelle altre crisi cicliche questa sitazione era occasione di shopping per i creditori, che consolidavano facilmente il loro vantaggio patrimoniale e di conseguenza il loro potere di controllo, tramite sistema bancario. Questa volta non è così, nel senso che un blocco sistemico è cosa assai più grave e travolgente di una “normale” concentrazione di ricchezza e di potere. La seconda guerra mondiale al confronto sarebbe poca cosa. Qui si rischia un’involuzione talmente grave da travolgere anche i “paradisi artificiali” che la cupola dei creditori universali pensa siano intangibili. Insomma un armageddon su tutti i fronti, estinzione della specie compresa tra gli esiti più probabili. Di fronte alla sopravvivenza l’umanità ha sempre saputo reagire, anche di fronte a problemi REALI ben più gravi del problema VIRTUALE della separazione sociale tra elite dei creditori e grande massa di debitori “diseredati” (già in questa parola c’è tutta l’analisi e la soluzione del problema). Per uscire dal MATRIX della fiat-money gestita demenzialmente in forma antidemocratica basta la consapevolezza diffusa, di testa o di pancia non importa, perchè la soluzione reale sta in un tratto di penna, in una scelta democratica. Si tratta della più grande RIVOLUZIONE nella storia dell’umanità, tecnicamente supportata da una gestione democratica della moneta, attraverso una radicale riforma del sistema bancario. Basta Banca-Azienda-Privata a scopo di lucro, ma Banca come Istituzione portante del sistema democratico, prestatotrice del servizio indispensabile di gestione della moneta e del suo uso, cioè regolamentazione dei commerci.

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La mia paura è che i (falsi) protocolli degli anziani savi di Sion siano in realtà veri

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mercoledì 5 giugno 2013
I rapporti della Fondazione Rockefeller contengono informazioni e illustrazioni, che meritano molta attenzione …Il rapporto “Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale”, è stato pubblicato nel maggio 2010 dalla Rockefeller Foundation e la Global Business Network. Questa relazione descrive scenari apocalittici, ipotetici, dicono, utili per portare la coscienza verso la necessità di riflettere e considerare il futuro altrimenti.
Non ho fatto uno studio approfondito, poiché richiederebbe un’attenta lettura. Tuttavia, dopo una lettura veloce, ho notato alcuni elementi interessanti. Apagina 34, si parla di disastri che si sono già verificati, come l’11 settembre 2001, lo tsunami del 2004 e il terremoto di Haiti nel 2010. Abbiamo poi le previsioni potenziali di un decennio, tra il 2010 e il 2020, di disastri ed eventi apocalittici:
un attacco durante i Giochi Olimpici del 2012 con 13.000 vittime, seguito da  un terremoto in Indonesia, con 40000 vittime, uno tsunami che distrugge quasi completamente il Nicaragua e l’inizio di una carestia in Cina, causato da una siccità legati al cambiamento climatico.
pagina 18 della stessa relazione, c’è un’altra proiezione altrettanto inquietante: un ipotetico scenario in questo anno 2012, la tanto attesa pandemia mondiale del 2009 colpisce il 20% della popolazione mondiale e uccide 8 milioni di persone in sette mesi, specialmente giovani adulti sani. Questa pandemia globale dovrebbe avere, ovviamente, un “fatale” impatto sull’economia.
Ecco il documento (in inglese):
http://www.rockefellerfoundation.org/uploads/files/bba493f7-cc97-4da3-add6-3deb007cc719.pdf

Il Nuovo Ordine Mondiale scopre le carte

– Massimo Mazzucco –
La Rockefeller Foundation ha pubblicato un interessante documento, intitolato “Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale”, nel quale ipotizza quattro possibili situazioni in cui potrebbe venire a trovarsi il mondo intorno al 2025.
Naturalmente, in questo gioco “ad indovinare il futuro”, la linea fra quello che potrebbe accadere e quello che si vorrebbe veder accadere è sempre molto sottile, ed è questo che rende il documento particolarmente interessante.

L’elemento su cui si focalizza la ricerca è il progresso tecnologico, e la domanda centrale che si pone è la seguente: “Che effetto potrà avere la tecnologia nel superare gli ostacoli verso la stabilità e la giusta crescita nel mondo dei prossimi 15-20 anni?”
Per rispondere alla domanda gli autori hanno identificato due elementi variabili, che ritengono di fondamentale importanza nel determinare il futuro assetto del mondo. Queste variabili sono l’”allineamento politico-economico” delle varie nazioni, che potrà risultare “debole” o “forte”, e la “capacità adattiva” dei popoli che ne fanno parte, che potrà risultare “alta” o “bassa”.
Per capire bene cosa intendano gli autori con questi due termini, …
… traduciamo direttamente dal loro documento:
ALLINEAMENTO POLITICO-ECONOMICO: Questa variabile si riferisce sia al livello di integrazione economica – flusso dei beni, dei capitali, di persone e di idee – sia alla capacità di solide ed efficienti strutture politiche di permettere al mondo di affrontare molte delle attuali sfide globali. Su un estremo dell’asse vedremmo una economia globale più integrata, con intensi scambi commerciali, che permettano l’accesso ad una gamma più ampia di beni e di servizi, grazie all’import-export, con la crescente specializzazione delle esportazioni. Vedremmo anche maggiore cooperazione a livello sovra-nazionale, con un rafforzamento delle istituzioni globali, e la formazione di efficaci strutture internazionali in grado di risolvere i vari problemi. Sull’altro estremo dell’asse il potenziale di crescita economica dei paesi in via di sviluppo verrebbe limitato dalla fragilità dell’economia globale – unita al protezionismo e alla frammentazione degli scambi – insieme ad un indebolimento dei regimi di governo, che pone ostacoli alla cooperazione, e danneggia gli accordi sull’implementazione di soluzioni interconnesse, a larga scala, rispetto alle sfide globali.
CAPACITA’ ADATTIVA: Questa variabile si riferisce alla capacità dei diversi livelli della società di adeguarsi ai cambiamenti e di adattarvisi in modo efficace. Capacità di adattamento può significare il mantenimento pro-attivo di sistemi e strutture esistenti, in modo da assicurarsi la loro durabilità contro le forze esterne, come può significare la capacità di trasformare quei sistemi e strutture, quando un cambiamento del contesto li rendesse obsoleti. La capacità adattiva, in una società, è generalmente associata ai livelli più alti di educazione, come alla disponibilità di sbocchi, per coloro che hanno questa educazione, di migliorare il proprio benessere personale e sociale. Alti livelli di capacità adattiva vengono raggiunti di solito grazie alla fiducia nella società, alla presenza e alla tolleranza di novità e di diversità, alla forza e varietà delle istituzioni umane, e al libero scambio di comunicazioni e di idee, specialmente attraverso livelli diversi (ad esempio dal basso verso l’alto, oppure dall’alto verso il basso). In assenza di queste caratteristiche emergono invece livelli inferiori di capacità adattiva, che rendono le popolazioni particolarmente vulnerabili agli effetti devastanti di schock imprevisti.
Veniamo ora ai 4 possibili scenari futuri, che sono chiamati “Lock Step”, “Clever Together”, “Hack Attack” e “Smart Scramble”, e che deriverebbero dalle diverse possibilità che scaturiscono incrociando i due assi di variabili:
Lo studio definisce in questo modo i 4 scenari:
LOCK STEP (“MOVIMENTO BLOCCATO”): Un mondo controllato strettamente dall’alto, con una leadership fortemente autoritaria, con limitate innovazioni e crescente malcontento popolare.
CLEVER TOGETHER (“INTELLIGENTI E UNITI”) – Un mondo in cui emergano strategie di successo, altamente coordinate, in grado di rispondere sia ai problemi globali più immediati che a quelli a lungo termine.
HACK ATTACK (“ATTACCO CIBERNETICO”) – Un mondo economicamente instabile, facilmente traumatizzabile, nel quale i governi si indeboliscono, i criminali prosperano, ed emergono innovazioni pericolose.
SMART SCRAMBLE (“SAPERSI ARRANGIARE“): Un mondo economicamente depresso, nel quale sia gli individui che le società sviluppano soluzioni di emergenza per far fronte ad un crescente numero di problemi.
La descrizione dettagliata degli scenari 2, 3 e 4, sotto forma di “narrativa”, è relativamente banale e prevedibile. In “Clever Together” vediamo realizzarsi la totale cooperazione di tutti gli esseri umani verso un futuro migliore, più armonico, tollerante e onnicomprensivo, con abbondanza di scambi in tutte le direzioni, e un benessere distribuito sempre più equamente su tutto il pianeta. Le nazioni competono fra loro in modo corretto e trasparente, ed il problema maggiore sembra essere, per chi governa, di impedire che alcuni crescano troppo velocemente rispetto ad altri. Sembra, insomma, uno spot elettorale di Obama tradotto in termini globali, tanto bello da raccontare quanto impossibile da realizzare.
Nella narrativa dello scenario “Hack Attack” emergono invece i fantasmi più ricorrenti di chi teme di vedersi spogliato di ogni privilegio, e immagina che in assenza di un governo autoritario si ritroverebbe prima o poi alla mercè dei “fuorilegge”. Grandi catastrofi naturali, come lo tsunami che “ha quasi cancellato dalla mappa il Nicaragua“, si mescolano ad attentati di portata globale come quello delle Olimpiadi del 2012, che “ha causato 13.000 morti”. Le alleanze internazionali vanno a farsi benedire, i paesi più arretrati vengono abbandonati al loro destino, le nazioni si isolano fra di loro e mettono in atto un protezionismo sempre più forte. Naturalmente, in assenza di una forte autorità – sia centralizzata che nazionale – crimine e corruzione dilagano ovunque. “Falsi” vaccini finiscono in mani criminali, portando morte e devastazione soprattutto nei paesi africani, mentre gli hackers si impadroniscono della rete, mettono sottosopra la contabilità finanziaria mondiale, e cercano addirittura di abbattere interi governi con inganni cibernetici sempre più sofisticati.
Lo scenario “Smart Scramble” è sostanzialmente una versione aggiornata del precendente, nel quale però la “alta capacità adattiva” delle popolazioni ha portato nazioni ed individui a mettere a punto i più ingegnosi sistemi di sopravvivenza, senza però poterli finalizzare ad un progresso collettivo.
Insomma, mentre lo scenario n.2 è altamente improbabile – ci dice fra le righe la ricerca – il 3 e il 4 sono accuratamente da evitare.
Veniamo ora alla “narrativa” del primo scenario, perchè è qui che il gioco si fa interessante. E’ chiaramente questo, infatti, il “sogno proibito” del Nuovo Ordine Mondiale, il quale ce ne offre gentilmente una descrizione dettagliata.
Come detto in precedenza, con un forte allineamento politico-economico e con una bassa capacità adattiva della popolazione, si avrebbe lo scenario “Lock Step”:
Nel 2012, la pandemia che il mondo aspettava da anni è finalmente arrivata. Diversamente dal H1N1 del 2009, questo nuovo ceppo di influenza, portato dalle anatre selvagge, è stato estremamente violento e letale. Persino le nazioni meglio preparate alla pandemia sono state rapidamente travolte, quando il virus ha invaso il mondo, contagiando circa il 20% della popolazione globale, e uccidendo 8 milioni di persone in soli sette mesi, in maggioranza giovani adulti sani. La pandemia ha avuto anche un effetto letale sulle economie: il movimento internazionale, sia di persone che di beni, si è improvvisamente bloccato, indebolendo industrie come quella del turismo, ed interrompendo le catene globali di rifornimento. Persino a livello locale, negozi ed uffici normalmente pieni di attività sono rimasti improvvisamente vuoti. La pandemia ha colpito tutto il mondo, ma ha fatto vittime in maniera sproporzionata soprattutto in Africa, nel Sud Est Asiatico e in America Centrale, dove il virus si è sparso con la rapidità del fuoco in assenza di protocolli ufficiali per contenerlo. Ma persino nei paesi più sviluppati, il contenimento è stato un grosso problema. La politica iniziale degli Stati Uniti di “scoraggiare vivamente“ i cittadini dal viaggiare in aereo si è dimostrata letale per la sua troppa indulgenza, ed ha accelerato la diffusione del virus, non solo negli Stati Uniti ma anche oltre frontiera. Nonostante tutto, alcuni paesi se la sono cavata meglio, in particolare la Cina: la rapida imposizione da parte del governo cinese di una quarantena obbligatoria per tutti i suoi cittadini, accompagnata dalla chiusura ermetica istantanea di tutte le sue frontiere ha salvato milioni di vite, fermando la diffusione del virus molto prima che in altri paesi, e permettendo in seguito un più rapido recupero.
Il governo cinese non è stato l’unico a prendere misure estreme per proteggere i propri cittadini dal rischio del contagio. Durante la pandemia, diversi leader nazionali hanno fatto pesare la propria autorità e hanno imposto regole e restrizioni severissime, dall’obbligo di portare mascherine al controllo della temperatura corporea all’ingresso di spazi comuni come le stazioni o i supermercati. Anche dopo la fine della pandemia, questo controllo autoritario sui cittadini e sulle loro attività è continuato, e si è addirittura intensificato. Al fine di proteggersi dalla diffusione dei crescenti problemi globali – dalle pandemie al terrorismo transnazionale, dalle crisi ambientali all’aumento della povertà – diversi leader nel mondo hanno stretto ancora più fortemente il pugno del potere.
Inizialmente il concetto di un mondo più controllato aveva ricevuto grande accettazione ed approvazione. I cittadini erano disposti a cedere parte della propria indipendenza e della propria privacy a governi più paternalistici, in cambio di maggiore sicurezza e stabilità. I cittadini erano più tolleranti e perfino desiderosi di ricevere direzione e controllo dall’alto, e i leader nazionali ebbero così mano libera nell’imporre l’ordine nel modo in cui preferivano. Nei paesi più sviluppati questa accresciuta forma di controllo si concretizzò in vari modi: documentazione biometrica personalizzata per tutti i cittadini, ad esempio, unita a regole più severe per le industrie ritenute vitali per l’interesse nazionale. In molti paesi sviluppati questa cooperazione forzata, insieme a nuove regolamentazioni ed accordi, ha portato lentamente a restaurare l’ordine, e – cosa molto importante – la crescita economica. Nel mondo in via di sviluppo invece le cose sono andate molto diversamente. L’autorità dall’alto ha assunto diverse forme in paesi diversi, a seconda del calibro, delle capacità e delle intenzioni dei loro leader. Nei paesi con forti leader “illuminati”, il livello economico e la qualità della vita dei cittadini sono generalmente cresciuti. In India, ad esempio, la qualità dell’aria è migliorata drasticamente dopo il 2016, quando il governo ha messo fuorilegge i veicoli inquinanti. Nel Ghana, l’introduzione di ambiziosi programmi governativi per migliorare le infrastrutture di base ed assicurare la disponibilità di acqua pulita per tutta la popolazione, ha portato ad un rapido declino delle malattie dovute all’acqua infettata. Questo tipo di leadership autoritaria però ha funzionato meno bene – ed in certi casi in modo tragico – in paesi comandati da elites irresponsabili, che hanno usato il loro maggiore potere per perseguire i propri interessi sulle spalle dei cittadini.
La narrativa “Lock Step” prosegue spiegando come la forbice del progresso tecnologico si è allargata, fra i paesi avanzati e quelli in via di sviluppo, lasciando però che le grandi corporations arrivassero al totale controllo di tale progresso, che avrebbero finalizzato solamente a scopi di lucro, trascurando la ricerca e le innovazioni dirette a risolvere i problemi globali su larga scala. (Sempre cattivissime, queste corporations).
Intorno al 2025 – conclude la narrativa – la gente cominciava a mal tollerare questo pesante controllo dall’alto, nel quale erano sempre il leaders a fare le scelte per tutti. Dovunque gli interessi nazionali si scontrassero con quelli individuali nascevano conflitti. Sporadiche reazioni di rifiuto iniziarono a comparire e diventare sempre più organizzate e coordinate, man mano che la gioventù, scoraggiata nell’aver visto le proprie possibilità svanire nel nulla – soprattutto nei paesi in via di sviluppo – scatenava sollevazioni popolari. Nel 2026 una protesta popolare in Nigeria abbattè il governo, accusato di nepotismo e di corruzione. Persino coloro che favorivano l’accresciuta stabilità e la prevedibilità di questo mondo iniziarono a sentirsi a disagio, imbrigliati dall’enorme quantità di regole e limitati dai confini nazionali. Si sentiva nell’aria che prima o poi qualcosa avrebbe inevitabilmente travolto il nitido ordine che i governi del mondo avevano lavorato così duramente per stabilire.
Basterebbe l’ultima frase per commentare l’intero articolo.

Tratto da: informarexresistere.fr

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martedì 30 aprile 2013
Di Fausto Carotenuto – coscienzeinrete.net

Riportiamo un articolo de “Il Sole 24 Ore”, in cui si parla delle pressioni che la Federal Reserve americana sta facendo sul sistema bancario europeo affinchè acceleri il percorso di unificazione del sistema bancario. Sorvoliamo pure sul fatto che non si capisce perchè debba essere la Fed ad indicare la strada a quella che dovrebbe essere una sua acerrima rivale (si capisce invece se teniamo conto che in realtà i due colossi privati, FED e BCE, sono controllati dallo stesso giro di brave persone), L’Italia, stando a quello che dice l’articolo è intensamente schierata a favore della creazione di una unione bancaria europea. Quale è il beneficio reale di un unione bancaria europea? Semplice, un controllo ancora più diretto e verticale della finanza da parte dei poteri centrali. Niente di nuovo sotto il sole: un giro di vite in più verso la realizzazione del piano globalista, che come posssiamo vedere, va avanti tranquillamente: i giornalisti de “Il Sole” non devono scervellarsi tanto per sapere da che lato si schieri l’Italia, ormai lo sanno tutti che Napolitano e Letta significano supporto completo e indefesso a tutti i tipi di accelerazione delle perdite di sovranità, un si deciso a tutto quello che ci porta allo stato dispotico europeo, ed eventualmente al superstato globale. Perchè questa esternazione da parte della Fed, però? Per dare i segnali giusti a chi ha oreccgie per intendere.

Non preoccupiamoci più di tanto, gli accentratori non fanno altro che quello che hanno sempre fatto. Occupiamoci di diffondere orizzontalmente queste informazioni, di fare le giuste scelte con i nostri acquisti, e di far circolare le giuste forme pensiero. Basta questo per rendere la loro vita molto più difficile.


“La Federal Federal Reserve ha lanciato ieri un affondo contro le lentezze nel percorso verso l’unione bancaria in Europa, un affondo dunque soprattutto contro la Germania che chiede prudenza e tempi più lunghi di quelli che vorrebbero altri Paesi fra i quali l’Italia. La posizione formale e articolata della Banca centrale americana è stata annunciata ieri dal presidente della Fed di New York William Dudley nel suo intervento alla Conferenza per le sfide politiche e l’interdipendenza economica transatlantiche, a cui ha partecipato anche Olli Rehn, il vicepresidente della Commissione Ue
L’intervento di Dudley ha colpito i presenti per la portata – non solo tecnica, ma anche politica ed economica – e per i dettagli del suo messaggio che riassume in otto punti i vantaggi di una rapida integrazione del sistema bancario europeo sotto la supervisione primaria della Bce. Dal punto di vista politico, pur senza dirlo apertamente, Dudley avalla la posizione secondo cui introdurre un’assicurazione dei depositi e altri rafforzamenti per l’unione bancaria richiederà una direttiva europea e non una riscrittura del Trattato Europeo che richiederebbe tempi biblici. Dudley in questo gioca di sponda con la Commissione che sta lavorando a una direttiva; chiede l’introduzione rapida di un’assicurazione sui depositi comune, prende atto che l’attivismo della Bce è stato un passo avanti, ma ritiene che l’unione bancaria potrà compiere l’opera contribuendo in modo più diretto alla crescita attraverso una riallocazione più equa delle risorse finanziarie in Europa.
Del resto, la crescita resta oggi uno degli obiettivi condivisi fra tutte le principali economie industrializzate: «L’eurozona è ancora in recessione – ha detto Dudley – il sistema finanziario europeo resta frammentato e le parziali politiche accomodanti per il debito sovrano dei Paesi periferici non si sono tradotte in una diminuzione del costo di indebitamento del settore privato in questi Paesi».
Il problema riguarda direttamente l’Italia, il nostro modello competitivo e i nostri ditretti industriali strozzati da sperequazioni nell’accesso al credito. Le imprese italiane vengono penalizzate dal punto di vista competitivo rispetto a concorrenti tedesche o francesi di pari solidità e qualità di bilancio solo perché sia banche che aziende restano legate a un parametro “nazionale”. L’appello di Dudley è quello di superare «politiche macroeconomiche, regolamenti e supervisioni ancora di matrice nazionale quando viviamo in un’economia globale con un sistema finanziario globale: meglio coordinarsi che procedere lungo percorsi solitari».
I vantaggi che potrebbero derivare sono molteplici. Procedere verso una rapida unione bancaria pan europea, afferma Dudley, «dimostrerà l’impegno verso un’integrazione più profonda e darà più credibilità all’idea che l’unione monetaria è irreversibile»; non solo: «nel nuovo regime un euro sarà un euro in tutt’Europa riducendo le percezione di un rischio di ridenominazione». Questo vuol dire – sottolinea Dudley – che nel contesto di un’unione bancaria a tutto campo, ci sarà una caduta della propensione dei depositanti a trasferire i loro fondi da Paesi periferici a Paesi centrali. L’unione bancaria renderà la politica monetaria più efficace nei Paesi periferici. Il problema, continua Dudley è che Paesi come la Germania, hanno un costo dell’indebitamento privato molto basso nel contesto di un’economia che opera quasi a piena capacità produttiva, mentre per Paesi come l’Italia o la Spagna, che faticano dal punto di vista della performance economica, è molto elevato. Ma ci sono altri effetti collaterali. L’unione bancaria scoraggerà la frammentazione e promuoverà la re-integrazione del sistema bancario europeo, contribuirà all’integrazione macroeconomica, interromperà il legame diretto fra i bilanci dei governi e la salute delle loro banche; darà maggiore fiducia al mercato che grandi perdite “nascoste” non saranno facilmente “sepolte” nel sistema bancario.
«In sostanza – chiude Dudley – l’unione bancaria europea ha il potenziale per dare un forte contributo alla stabilità e alla crescita dell’eurozona». Dudley ha anche confermato che la Fed manterrà politiche monetarie accomodanti ma non ha risposto a critiche in arrivo invece dal commissario Ue ai Servizi finanziari Michel Barnier per l’imposizione di forti coefficenti di capitale per le banche straniere che operano in America.”

Fonte : http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-23/subito-unione-bancaria-063907.shtml?uuid=AbJoLhpH&fb_action_ids=102008896929

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giovedì 2 maggio 2013

Di seguito l’articolo de l’Espresso, che presenta un nuovo libro dedicato al “Club Bilderberg”; non conosciamo il libro e l’autore in oggetto, ma se vi interessa capire l’oscura trama del Bilderberg vi consigliamo caldamente la lettura del libro di Daniel Estulin: l’uomo che ha svelato al mondo la vera natura di questo gruppo elitario che decide le sorti del mondo: dalle guerre ai mercati…

CIRCA DANIEL ESTULIN E IL SUO LIBRO:

staff nocensura.com

Perché ha vinto il club Bilderberg 
di Francesco Colonna
Al netto di ogni complottismo, le élite che si riuniscono (anche) in questa associazione hanno finito per influenzare, a dir poco, le democrazie. Un nuovo libro ne racconta caratteristiche, strategie e protagonisti

Fino a un paio di anni fa in pochi parlavano di gruppo Bilderberg e Commissione Trilaterale. E quei pochi venivano facilmente tacciati di complottismo (non sempre a torto, per la verità). Gli eventi successivi hanno però cambiato le cose, almeno in Italia.

Nell’ultimo anno e mezzo il Parlamento e i partiti si sono indeboliti, i decreti-legge hanno sempre più spesso sostituito l’attività legislativa delle Camere, il ruolo della presidenza della Repubblica si è espanso come mai era avvenuto e sono stati scelti due premier (Mario Monti ed Enrico Letta) che sono membri o habituée del gruppo Bilderberg.

E tutto questo è successo in un periodo nel quale i paradigmi auspicati dalla grande finanza internazionale, cioè proprio dai membri del Bilderberg e della Trilaterale (avvicinamento al sistema presidenzialista, finanziarizzazione dell’economia, liberismo e libero scambio senza barriere, politiche di austerità, lenta erosione dei salari e dello Stato sociale) sono diventati in buona parte esplicito programma di governo.

Oggi insomma diventa difficile sostenere che le riunioni semi-segrete di queste due organizzazioni (e un discorso simile si potrebbe fare per le centinaia di associazioni e think thank liberal-conservatori sparsi per il mondo) non influiscano pesantemente sui destini delle democrazie. E diventa perciò necessario occuparsene.

E’ quanto fa il giornalista e studioso Domenico Moro con il saggio, in uscita il 2 maggio, ‘Club Bilderberg. Gli uomini che comandano il mondo’ (edito da Aliberti, euro 14).

Chi cerca nelle 176 pagine del libro rivelazioni clamorose su qualche piano segreto resterà deluso. Chi invece vuole sapere dettagliatamente che cosa sono, come funzionano, di che cosa discutono e da chi sono composte queste due organizzazioni nelle quali confluiscono leader politici, capi militari, boiardi di Stato, esponenti delle grandi famiglie della finanza internazionale, top manager delle multinazionali, troverà tutto quanto gli serve.

Se infatti le riunioni di questi due organismi sono a porte chiuse, non sono affatto segreti location, date, temi e partecipanti agli incontri. E, nel caso della Trilaterale, pubblici sono persino i resoconti – anche se non sappiamo fino a che punto fedeli – del dibattito tra i partecipanti.

Il libro di Moro non si limita però a descrivere l’attività dei due organismi. Ma cerca anche di rispondere alle domande che la loro esistenza pone. E si tratta di domande di enorme portata.

Le ultime vicende italiane, compreso la nomina dell’«uomo Bilderberg» Enrico Letta alla presidenza del Consiglio, indicano infatti che «la realtà sembra essersi adattata al programma della Trilaterale. La governabilità (…) è diventata il principio regolatore della democrazia, mentre i vecchi partiti organizzati delle classi subalterne sono progressivamente scomparsi o si sono trasformati. Allo stes­so tempo lo Stato si è ritirato dall’economia e l’integrazione europea è andata avanti, concretizzandosi nella realizzazione della moneta unica».

In altri termini: gli eventi ci dimostrano sempre di più che i piani e i progetti del Bilderberg e della Trilaterale, che poi altro non sono che i disegni, anche legittimi, della classe dominante, si stanno sempre di più realizzando.

Questa situazione è accettabile? Fino a che punto si può definire ancora “democratica” una società nella quale i posti di potere sono in mano a poche ma potentissime lobby?

E ancora, si chiede il libro, «èlites selezionate solo in virtù della propria enorme ricchezza, che appartengono a pochi Paesi, non sono elette da nessuno né delegate da alcuna autorità pubblica, agiscono in modo segreto e sono ispirate al dogma del mercato autoregolato» sono in grado di guidare l’intera società oppure, come mostra la gravissima crisi dell’Eurozona, non finiscono poi per portare caos?

Forse, viene da rispondere, dobbiamo ripensare la nostra democrazia. I potenti della terra, infatti, hanno tutto il diritto di riunirsi e fare lobby. Ma uno Stato deve essere abbastanza forte da mediare tra i diversi interessi e non farsi imporre la linea da nessun organismo di parte. Anche se è potente e si chiama Bilderberg.

Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/perche-ha-vinto-il-club-bilderberg/2206119

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sabato 25 maggio 2013
daniel-estulin Di Matteo Vitiello – buenobuonogood
Il 2 Giugno 2013, a pochi giorni di distanza dalla riunione 2013 del Bilderberg Group – che quest’anno si terrà poco lontano da Londra, presso l’Hotel Grove (Chandler’s Cross, Watford, Hertfordshire, WD3 4TG, vedi foto più sotto), la persona che più ha contribuito a far conoscere a tutto il mondo il “Club Bilderberg”, Daniel Estulin, sarà a Barcellona  a presentare la sua conferenza  ”Il Governo Mondiale e il Club Bilderberg“ (Hotel Barceló Sants, Plaça Països Catalans, Barcelona). [Clicca per leggere il programma – organizzatore: Lighthouse)
Per chi ancora non lo conoscesse, Estulin è la persona che ha dedicato e dedica la sua vita all’investigazione sulle trame sporche dei “capi del mondo”, è colui che ha cercato di fare luce sull’agenda segreta del Bilderberg Group, il “club elitista”  che riunisce ogni anno (dal 1954, data della prima riunione, ndr) i vertici politici ed economici mondiali, al fine di discutere e decidere cosa fare del mondo e come farlo, senza ovviamente chiederne opinione a noi, la comunità civile, i diretti interessati, anzi, cercando di agire quanto più segretamente possibile.
Considerati la censura ed il silenzio stampa ordinato dai proprietari dei principali mezzi di comunicazione  nazionali ed internazionali, coinvolti nella strategia di segretezza del Bilderberg, è solo grazie all’impegno di persone come Daniel Estulin, Jim Tucker (r.i.p., ndr), Alex Jones (e dei loro colaboratori e di molte altre persone che indagano ogni giorno, ndr), almeno per citare i principali giornalisti d’investigazione impegnati a smascherare il Bilderberg, che sempre più persone conoscono l’esistenza delle riunioni Bilderberg.
hotel groveÈ necessario che molta più gente s’informi e venga a conoscenza chi sono veramente le persone che governano e quali sono i loro veri ed ultimi obiettivi. Che questi obiettivi non siano la promozione del benessere collettivo, della pace e dell’evoluzione positiva ed armonica della società civile, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti: viviamo in un mondo dove regnano la fame, la guerra e la schiavitù economica della classe media.

Vi vorrei ricordare un paio di cose sul Bilderberg.
Il gruppo Bilderberg fu ideato dal sacerdote gesuita massone Joseph Retinger, con la collaborazione del principe olandese Bernardo de Lippe-Biesterfeld, membro della giunta della Farben Bilder, il gruppo d’intelligence della Germania nazista e dei due principali “demoni” dell’economia mondiale: Jacob Rothschild e Laurence Rockefeller.
Volete un rapido riassunto di quella che è l’agenda del Gruppo Bilderberg e di quali sono le loro intenzioni? Eccolo [tratto da: “Bilderberg: ecco la sporca agenda dei capi del mondo”]:
bilderberg1.     Creare un’identità internazionaleDistruggere l’identità nazionale e la sovranità degli Stati, per costruire un unico governo mondiale.

 2.     Disporre di un controllo centralizzato di tutta la popolazione.  Lavando il cervello alla popolazione, attraverso mass media, Internet e farmaci, per rendendoci servi obbedienti.
 3.      Realizzare una società a crescita zero. Se c’è prosperità, c’è progresso e questo impedisce d’esercitare la repressione. 
 4.     Indurre uno stato di disequilibrio perpetuo. Si creano crisi artificiali che sottomettono la popolazione ad una coazione continua.
 5.      Disporre di un un controllo centralizzato dell’educazione. Sterilizzando e censurando il più possibile la storia del mondo. 
 6.      Avere un controllo centralizzato di tutte le politiche nazionali ed internazionali.
 7.      Ottenere la concessione di un maggior potere alle Nazioni Unite. Per poi operare una tassazione diretta su tutti i cittadini in quanto “cittadini mondiali”. 
 8.      Determinare un blocco commerciale occidentale.
 9.      Espandere la NATO. Man mano che la ONU continuerà ad intervenire sempre più nei conflitti bellici in Medio Oriente, Africa e così via, la NATO si convertirà nell’esercito mondiale, sotto comando della ONU.
 10.  Creare un sistema giuridico unico. Il tribunale Internazionale di Giustizia diventerà l’unico sistema giuridico del mondo.
 11.  Vivere in uno stato di benessere socialista. Nel quale si compensano gli schiavi obbedienti e si sterminano gli anticonformisti.

Insomma in Club Bilderberg è, come ci raccontano alcuni portavoce dei partecipanti e i mass media corrotti, la riunione dove capi di Stato, banche e multinazionali decidono come salvare il mondo e che misure adottare per farci vivere tutti meglio? No, assolutamente. Il Bilderberg è un club di massoni formato da nazisti, banchieri senza scrupoli, aristocratici e trafficanti d’armi, il nucleo più intimo, che gioca al Monopoli ed al Risiko ordinando ai politici cosa fare e ai mass media cosa raccontarci.
E ricordate le parole di William Shannon:
«I membri del Bilderberg stanno costruendo l’era del post-nazionalismo: non avremo più Paesi, ma solo regioni della Terra all’interno di un “mondo unico”. Questo significherà un’economia globalizzata, un “unico governo mondiale” (selezionato, più che eletto) ed una “religione universale”. Per assicurarsi il raggiungimento di tali obiettivi, il Bilderberg si concentra su “il controllo tecnologico e la scarsa sensibilizzazione della pubblica opinione”» 
 e quelle di David Rockefeller:banche
«Qualcuno crede che formiamo parte di una cabala segreta che attua contro i migliori interessi degli Stati Uniti d’America, qualificando la mia famiglia e me stesso d’internazionalista ed accusandoci di cospirare con altri individui del mondo per creare una struttura economica e politica globale più integrata; un mondo, se si vuole chiamarlo così. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole e ne sono orgoglioso»
 e le ancora più esplicite parole del fondatore del CFR Edward Mandell House:
“la popolazione, i governi e le economie di tutti i paesi devono soddisfare le necessità delle banche e delle imprese multinazionali”
Se volete saperne di più sullo stato dell’investigazione sul Bilderberg Group ed approfondire i temi della Nobiltà nera veneziana, l’Impero Britannico, la Commissione Trilaterale, se volete schiarirvi le idee su come funziona veramente il denaro ed i mercati finanziari, su quello che è l’obiettivo ultimo dell’attuale crisi economica e su quelli che sono i progetti per il futuro dell’uomo, andate ad ascoltare Estulin a Barcellona il prossimo 2 Giugno.
Se credete, invece, che siano solo teorie da maniaci cospiratori, continuate a vivere la vostra vita ma ricordatevi che solo pochi anni fa, chi diceva che un giorno l’Unione Europea avrebbe minato il potere e la sovranità dei singoli Stati che ne fanno parte, veniva ridicolizzato ed additato come pessimista e cospirazionista. Oggi è una realtà.

È ora che ascoltiate di più le voci della verità e meno baggianate dei politici in tv.

Matteo Vitiello

Fonte: http://buenobuonogood.wordpress.com/2013/05/21/bilderberg-2013-lagenda-da-conoscere-e-diffondere-per-agire-contro-chi-vuole-comandare/

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AMERICA

UNA DEMOCRAZIA VERSO IL COLLASSO?

ECCO ALCUNE CREPE!

IL MARCHIO DELLA

BESTIA È VICINO….

(a cura di Claudio Prandini)

La frana è in atto… macinio dopo macinio

INTRODUZIONE

DEMOCRAZIE IN EUROPA ED USA IN CRISI

Fonte web

L’economia globale è malata, ha la febbre alta, ma anche il sistema democratico non sta tanto bene. Anzi, in un anno, il suo quadro clinico si è aggravato. La preoccupante diagnosi è fatta dagli esperti dell’Economist Intelligence Unit (Eiu), il “braccio analitico” del gruppo giornalistico a cui fa capo anche il più autorevole settimanale londinese fondato nel 1843. La quarta edizione del “Democracy Index”, il rapporto annuale che «fornisce un quadro sullo stato delle democrazie» in 167 Paesi nel mondo, è significativamente intitolato “Democrazia sotto stress”.

MESI TURBOLENTI Quello che si è appena chiuso è stato un anno difficile, segnato dalla recrudescenza della crisi economica. Ma anche i sistemi politici dell’Occidente, di certo non solo dal 2011, sono entrati in una sorta di «recessione della democrazia», avverte il rapporto. «Negli ultimi cinque anni, c’è stato un regresso nei processi democratici e la crisi finanziaria globale ha accentuato questi trend negativi». Le aree più colpite dalla “regressione” sono state la vicina Europa orientale – dove ci si chiede quanto stabile sia la «transizione democratica» – ma anche l’America Latina, distinta da un ritorno al populismo e dall’erosione delle libertà dei media. Ue e Usa non fanno purtroppo eccezione e vivono un’epoca marcata da «un precipitoso declino della partecipazione politica, dalla debolezza funzionale dei governi e da limitazioni alle libertà civili», che hanno un sempre maggior «effetto corrosivo» anche sulle democrazie più antiche e salde.

IL QUADRO «Sebbene la metà dei Paesi possano essere considerati democrazie», l’indice segnala che quelle «complete» sono solo 25 (11% della popolazione mondiale), mentre 53 – tra cui il Belpaese – vivacchiano o sono state di recente relegate nella “serie B”, quella delle «democrazie imperfette», in cui competono squadre storicamente di alta classifica come quelle di Francia, Grecia e Italia – retrocesse nel 2010 – e del Portogallo, la new entry del 2011. Ancora più in basso si collocano i «regimi ibridi» (un esempio, la Bosnia), democrazie spesso solo sulla carta e concentrate soprattutto nell’Est Europa e in America del Sud, e infine i «regimi autoritari», nei quali vivono ben 2,6 miliardi di persone.

ANNUS HORRIBILIS L’anno appena trascorso ha visto «le democrazie essere sotto pressione in molte parti del mondo». Il punteggio democratico di 48 Paesi su 167 è diminuito, in particolare nella “Nuova Europa”, gli Stati entrati nell’Ue negli ultimi dieci anni, mentre in Russia «un lungo processo di involuzione è culminato nel declassamento da regime ibrido ad autoritario». Il tandem Putin-Medvedev e la decisione, «cinica», dello “zar” Vladimir di farsi rieleggere presidente non è piaciuta affatto oltremanica. Coloro che hanno intrapreso invece il percorso opposto sono la Tunisia – con miglioramenti record nello score democratico dopo la “Primavera araba” – Mauritania, Niger e Zambia.

L’AUSTERITY Cosa ci aspetta nel 2012? Forse una nuova «erosione della democrazia» causata anche dalle risposte alla crisi dell’Eurozona. Già dal 2010, si legge nell’Indice, «quindici Paesi» dell’Europa occidentale «hanno visto diminuire il proprio punteggio a causa della crisi». E ancor peggio, «in due casi, Grecia e Italia, politici democraticamente eletti sono stati rimpiazzati da tecnocrati», mentre si registra una generalizzata «diminuzione della coesione sociale e della fiducia nelle istituzioni. Un quadro che sembra calzare a pennello per l’Italia del 2012, che perde ancora due posizioni in classifica rispetto al 2010 e incassa voti sempre più bassi, una modesta sufficienza, soprattutto in aree-chiave come il funzionamento del governo e la partecipazione politica.

2013 RFID obbligatorio per tutti gli americani

Obamacare:

dal 2013 microchip sottocutanei

per tutti i cittadini americanii

Fonte web

Premessa

Se verrà confermato alla Casa Bianca nelle presidenziali del prossimo 6 novembre, Obama ha chiarito che renderà obbligatorio nel corso del 2013 l’inserimento del microchip sottocutaneo in tutta la popolazione americana. L’obiettivo è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”. Il nuovo progetto relativo alla salute (HR 3200) è stato adottato recentemente dal Congresso e alla pagina 1001, contiene l’indispensabile necessità per tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario di essere identificati con un microchip, il cui prototipo definitivo è allo studio della FDA (Food and Drug Administration) dal 2004.

Un passo indietro

Né George Orwell, né Aldous Huxley nelle loro distopie si erano spinti così lontano da poter prevedere l’avvento di una popolazione controllata da microchip sottocutanei. 1984 e Il Mondo Nuovo ci hanno tramandato due sistemi totalitari che hanno preceduto sulla carta, con inquietante forza visionaria, innovazioni politiche che ci hanno reso progressivamente sempre più “trasparenti” e schiavi di fronte all’ingerenza statale.

Già nel 1932 Huxley era arrivato a prevedere addirittura un sistema in cui gli abitanti sono concepiti e prodotti industrialmente in provetta. Sotto il mito del progresso i cittadini vengono condizionati fin dall’infanzia con tecnologia e droghe e da adulti si ritrovano ad occupare ruoli sociali prestabiliti dalla nascita. La rinuncia a ogni emozione, privacy, libero arbitrio che contraddistingue il Grande Fratello di Orwell e lo stato totalitario di Huxley offrono però ancora in minima parte una via di fuga, di reazione anarchica alla violenza livellatrice dello Stato. In 1984 il protagonista Winston Smith può ancora provare almeno a ribellarsi, allontanandosi dai centri abitati e tramando con l’amante lontano dall’occhio onnipresente del Grande Fratello. Questo perché nel mondo immaginato da Orwell i cittadini non sono ancora totalmente “trasparenti”. Essi sono sottomessi a un controllo quasi totale ma non del tutto globale.

La transizione sta per essere attuata ora sotto l’amministrazione democratica di Barack Obama che si avvia alla riconferma nelle Presidenziali del 2012. A dimostrazione che il Presidente americano più che un outsider della politica si è rivelato in linea con gli interessi delle lobby, che non distinguono tra democratici o repubblicani. È la Casta americana che macina provvedimenti per il proprio tornaconto e che sulla propria agenda politica ha l’ennesimo chiodo da piantare nella bara della nostra privacy.

Microchip per tutti

“Se posso mettere un microchip al mio cane per ritrovarlo quando scappa, perché dovrebbe essere illegale fare lo stesso con un messicano?”. La provocazione a dir poco delirante è stata lanciata dal candidato repubblicano al Congresso USA Pat Bertroche. In attesa che la proposta di siglare gli stranieri irregolari o non regolari sul territorio sbarchi anche in terra Padana, l’argomentazione ha suscitato un putiferio in America. Il pensiero è corso subito ai tatuaggi dei deportati nei campi di concentramento nazisti.

Si sbaglierebbe chi ritenesse questo genere di proposta soltanto una provocazione estrema in materia di sicurezza. Il ricorso a microchip sottocutanei per “mappare”, controllare e, chissà, manipolare a distanza gli individui non interessa soltanto gli stranieri. Le iniziative da stato fascista globale si stanno infatti insinuando in campo medico grazie anche ai democratici. Quale metodo migliore per controllare la popolazione che dotarla di microchip come le bestie dietro motivazioni sanitarie? Violare i diritti civili di stranieri per quanto illegale desterà sempre reazioni contrastanti, anche violente perché i detrattori della proposta faranno appello a concetti quali razzismo, violenza sui più deboli, etc. Ma se si convincesse invece la popolazione della necessità dell’inserimento di chip sottocutanei in ogni membro del Paese per il proprio bene – come nel caso di vaccini forzati per contrastare fantomatiche pandemie – allora si raccoglierebbero minori resistenze. Ci verrà detto che è per il nostro Bene e molti di noi cadranno nella trappola facendosi impiantare i dispositivi sottocutanei, senza riflettere prima sulle conseguenze.

La paura come metodo

Per la costituzione di uno stato totalitario che ceda progressivamente il passo un nuovo ordine mondiale, il primo passo è manipolare il pensiero, le credenze delle persone, inserendo emozioni di terrore, destabilizzazione, rabbia, ansia, per poi proporre una soluzione alle paure collettive. È il sistema di azione-reazione descritto ampiamente da David Icke nei suoi saggi. Creare un sistema di paura pubblica con l’identificazione di un nemico visibile o invisibile che sia – terroristi, epidemie, crisi finanziarie – alimentare costantemente queste paure fino al parossismo bombardando le persone con immagini o notizie quotidiane di violenza, scardinando ogni sicurezza per poi costringere i cittadini ad accettare delle limitazioni alla propria privacy come ovvie misure di sicurezza. Una limitazione delle proprie libertà civili. Da qui le ben note norme contenute nel Patriot Act, l’introduzione di telecamere, bodyscanner negli aeroporti o nei luoghi ad alto rischio attacco, satelliti, intercettazioni di conversazioni telefoniche o mail private etc. Un graduale allentamento delle libertà individuali per garantire la sicurezza dal nemico che si aggira tra noi. Un insieme di limitazioni che Obama, lungi dal sopprimere come promesso in campagna elettorale, sta portando avanti seguendo le orme di George W. Bush: con la notizia della “morte” di Osama bin Laden – vera o falsa che sia – gli USA si sono visti “costretti” a incrementare gli investimenti sul fronte Sicurezza. Dal 2001 a oggi la Difesa americana ha stanziato 2 mila miliardi di dollari in programmi di antiterrorismo. Ma anche in Europa siamo mappati, marchiati, monitorati e neanche ce ne rendiamo conto. O forse ci fa comodo non rendercene conto per aggrapparci a quell’idea di sicurezza effimera che ci propinano i governanti. Alle norme di controllo globale per garantire la sicurezza – attraverso l’accrescimento delle paure collettive – si affianca un processo più strisciante che affonda i propri tentacoli in quell’apparato che dovrebbe invece garantire la salute delle persone: la sanità. L’introduzione dei microchip passerà in primis dal campo psichiatrico, dove le vittime sono da sempre le più deboli…

I Verichip per salvarvi la vita

La FDA (Food and Drug Administration) ha infatti concesso il permesso alla vendita dei Verichip, prodotti in Florida dalla Applied Digital Solution, e al loro impiego in campo medico. Il dispositivo, della grandezza ormai di un granello di sabbia, verrebbe inserito sotto la pelle del braccio o della mano con una siringa. Contiene un numero per l’identificazione del paziente. Il portatore del dispositivo, una volta arrivato in ospedale anche in stato incosciente, se dotato di Verichip, sarebbe in grado di trasmettere una cifra legata alla cartella personale. In questo caso il beneficio promesso sarebbe la possibilità di effettuare diagnosi più veloci e la riduzione di rischi legati a somministrazione di farmaci sbagliati qualora vi siano delle intolleranze o allergie. Per favorire l’utilizzo del Verichip negli USA la Applied Digital ha gentilmente promesso gratuitamente a più di 200 ospedali e istituti privati gli scanner per leggere i dispositivi sottocutanei. Lo scenario di orwelliana memoria assume contorni più chiari in vista della Riforma Sanitaria di Obama: se tutti possono accedere alle cure, tutti possono essere altresì curati e sottoposti a trattamenti obbligatori quali vaccini o impianti…

I VeriChip sono già realtà

Vi sembrano teorie fantascientifiche?

Sappiate invece che il VeriChip è già approdato in Messico, dove la società distributrice Solusat ha già impiantato diverse migliaia di pazienti. Il dispositivo è arrivato anche in Europa. In Italia è ancora al vaglio.

Che cosa c’entra Obama con tutto questo?
Dietro l’estensione della riforma sanitaria a tutti i cittadini americani – che come spiego nel mio libro L’altra faccia di Obama avrà come conseguenza primaria l’arricchimento delle società di Assicurazione, non il benessere dei contribuenti – potrebbe esserci una ragione occulta, meno umanitaria del previsto.

La legge di riforma sanitaria introdotta da Obama fa infatti riferimento all’introduzione di un dispositivo di “registro di sistema” di classe 2 che viene descritto come “un dispositivo impiantabile di transponder a radiofrequenza che sia in grado di registrare i crediti, i dati di anamnesi del paziente – standardizzati e con immagini analitiche che permettano la condivisione degli stessi in diversi ambiti – oltre a qualsiasi altro dato ritenuto opportuno dal Segretario”. Insomma, per poter avere un’anamnesi immediata di un paziente, per poter monitorare i senzatetto e i pazienti psichiatrici – e magari gli stranieri – per razionalizzare la sanità, Obama ha pensato bene di inserirlo, anche se per ora non in via obbligatoria, all’interno della riforma. All’approvazione della Food and Drug Administration la percentuale della popolazione favorevole all’impianto del dispositivo, nel 2004, salì dal 9 al 19%. E se il chip venisse promosso, consigliato o addirittura obbligatorio per accedere alle cure statali a quanto salirebbe il consenso?

Se il Verimed nasce sul mercato civile per le sue applicazioni mediche, il Verichip più in generale può essere usato in vari campi della società, sicurezza, finanza, identificazione di emergenza, etc. Il chipping avviene in una ventina di minuti in anestesia locale. Una volta inserito sottopelle, il chip rimane invisibile a occhio nudo. Intanto una piccola quantità di energia in radiofrequenza parte dallo scanner e stimola il dispositivo inattivo che emette il numero di verifica tramite segnali in radiofrequenza. In questo modo il portatore del chip può essere sempre rintracciato, da qui l’idea di inserirlo tra i senzatetto e gli stranieri…

Il sistema di introduzione del chip tra la popolazione di una nazione avverrà infatti con la sua applicazione medica in forma di VeriMed; una volta raccolto il consenso della maggior parte dell’opinione pubblica potrà essere reso obbligatorio come certi vaccini ed esteso ad altre applicazioni: nel caso della riconferma di Obama alla casa Bianca, sembra infatti che il chippaggio dell’intera popolazione americana avverrà obbligatoriamente nel 2013.

Non occorre molta immaginazione per prevedere le conseguenze di tale progetto: una volta marchiati saremmo controllati da uno stato fascista globale, ben oltre l’Occhio elettronico del Grande Fratello, che poteva almeno sfuggire ad alcune zone out della società… Non bastava il controllo attraverso dispositivo GPS dei cellulari o dei navigatori satellitari, delle etichette nei vestiti, delle tracce lasciate da carte di credito, tessere fedeltà, bancomat etc. Con l’introduzione dei chip saremo sempre raggiungibili, controllati. Insomma, trasparenti.

Verso una popolazione di “vetro”

Se in 1984 l’azione sovversiva contro il totalitarismo era ancora possibile anche se ardua, una volta impiantato il chip il controllo sarà globale. Chi è davvero disposto a rinunciare alla propria libertà pur di vivere in una società – forse più ordinata – ma controllata in tutto e per tutto fin nell’intimità, senza possibilità di autodeterminazione, di scelta? La distopia orwelliana è forse vicina più di quanto non si pensi? Il controllo capillare e pervasivo sarebbe completo in caso di chipping di tutta la popolazione: nessuno sfuggirebbe ai Sorveglianti. Ognuno di noi sarebbe un “uomo di vetro”, trasparente, sotto costante controllo, addomesticato. Lo sguardo del Governo ci seguirebbe in ogni attimo della nostra esistenza. L’occhio elettronico del Grande Fratello accompagnerebbe costantemente ogni nostra azione grazie alle frequenze emesse dal chip. E non si può escludere che le sperimentazioni di impulsi a distanza nel campo della guerra – che vedremo più avanti – per modificare il comportamento dei soldati non vengano adottate anche nella vita quotidiana.

La degenerazione della democrazia in totalitarismo sarebbe completa con la realizzazione di un sistema di ingerenza totale nella vita quotidiana dei cittadini: il rischio di una “gogna elettronica” avanzato dal giurista Stefano Rodotà, già presidente della Commissione scientifica dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione Europea, pende davvero sulle nostre teste? Stiamo rinunciando alle nostre libertà individuali per l’illusione di più sicurezza e controllo sulle nostre strade? Dalla videosorveglianza sulle strade, negozi, luoghi pubblici alle banche date che da carte di credito, abbonamenti tv e web registrano ogni nostro consumo, tendenza, interesse. Siamo già controllati, schedati. La ricerca e l’attuazione di un sistema di trasparenza e controllo globale sono valori o rischiano di degenerare in un incubo collettivo? Fino a che punto siamo disposti a sacrificare il diritto alla privacy per l’illusione di sentirci più sicuri?

Una popolazione di ibridi

Con l’aumento degli attentati veri o presunti, del terrore, di stragi o sparizioni di bambini la popolazione mondiale si sentirà obbligata ad accettare l’inserimento dei chip sottocutanei per tutelarsi dalle “atrocità” che ogni giorno si sentono in televisione o ci raccontano i giornali. Con spontaneità l’obbligo ai microchip diventerà globale e la popolazione diventerà infine simile a un gregge schedato di pecore. Chi si rifiuterà di divenire un “ibrido di intelligenza elettronica e anima” – citando il dottor Peter Zhou, creatore del microchip Angelo Digitale – verrà bollato come probabile criminale, avendo sicuramente qualcosa da nascondere. Verrà segnalato alle autorità, costretto a piegarsi o a vivere fuori dalla società.

I VeriChip non sono gli unici dispositivi per ora sul mercato. La Motorola ha prodotto per la Mondex Smartcard dei dispositivi dotati di GPS che i Paesi dell’Unione Europea stanno pensando di adottare per la semplificazione dell’unificazione monetaria. Dall’anamnesi del paziente passiamo così alla giustificazione dell’impianto per i pagamenti! Così come il VeriChip misura 7 mm di lunghezza e 0,0775 di larghezza, contiene un transponder e una batteria a litio ricaricabile tramite la temperatura corporea. La Mondex, che ha acquisito il 51% del pacchetto azionario della Mastercard, ha speso 1,5 milioni di dollari per effettuare studi sul Biochip.

Da queste ricerche sarebbe emerso che i posti più adatti per inserire il dispositivo sarebbero il capo sotto la fronte e nella mano destra. In questo caso la ragione ufficiale per l’impianto sarà la facilitazione del pagamento in sostituzione di denaro corrente o carta di credito, a cui si andrà ad affiancare la procedura di riconoscimento della persona e il ritrovamento di persone scomparse, siano essi bambini oppure criminali… Insomma una carta d’identità elettronica munita di GPS per essere rintracciati ovunque. Ed ecco che il Grande Fratello è realtà! Inoltre per evitare la clonazione dell’impianto o meglio l’estrazione individuale del chip, il dispositivo contiene litio che nell’ipotetico tentativo di estrazione si romperebbe creando una vescica sottocutanea e la dispersione di sostanze chimiche dannose. Oltre, ovviamente, a essere rintracciati immediatamente dai Sorveglianti…

Manipolazione a distanza

Tra i teorici del complotto a insistere sull’ipotesi di un progetto segreto di ricerca sul controllo mentale mediante microchip, a fianco di David Icke si schiera la meno nota dottoressa Rauni-Leena Luukanen-Kilde, ex medico finlandese nota tra gli appassionati di ufologia per i suoi saggi nel campo UFO. La Rauni Kilde sostiene che sia possibile controllare il comportamento delle persone e influenzarne a distanza le azioni medianti l’impianti di microchip nel cervello, simili a quelli che le entità aliene impianterebbero nell’encefalo degli addotti nella zona ipofisaria. Sul giornale Spekula la Rauni Kilde pubblicò un lungo articolo sugli impianti sottocutanei mettendo in guardia gli americani dal pericolo di controllo di massa imminente. Ecco alcuni stralci: “È tecnicamente possibile inserire ad ogni neonato un microchip che potrebbe servire per identificare una persona per il resto della sua vita. Simili piani sono stati discussi segretamente negli Stati Uniti, senza nessuna esposizione delle questioni relative alla privacy […] Gli esseri umani con impianti possono essere seguiti ovunque: le funzioni cerebrali possono essere monitorate a distanza da supercomputers e persino alterare mediante il cambiamento delle frequenza. Cavie di esperimenti segreti sono stati detenuti, soldati, malati di mente, bambini portatori di handicap, audiolesi, ciechi, omosessuali, donne single, anziani, scolari e qualsiasi gruppo di persone considerato marginale dalle elites di sperimentatori”. La Rauni Kilde cita come esempi di primi esperimenti i dispositivi cerebrali impiantati chirurgicamente nel 1974 nello stato dell’Ohio, ma anche in Svezia a Stoccolma: “Elettrodi cerebrali furono inseriti nei crani di bambini, nel 1946, senza che i genitori ne fossero a conoscenza. Negli anni ’50 e ’60, impianti elettrici furono usati nel tentativo di cambiare il comportamento umano e i suoi atteggiamenti. Influenzare il funzionamento del cervello umano divenne un obiettivo importante dei servizi segreti e militari”. E ancora: “Il sistema elettronico di sorveglianza della NSA può simultaneamente seguire e gestire milioni di persone. Ognuno di noi ha un’unica frequenza di risonanza bioelettrica nel cervello, proprio come abbiamo impronte digitali uniche. Con stimoli cerebrali completamente decodificati dalle frequenze elettromagnetiche, segnali elettromagnetici pulsanti possono essere inviati al cervello creando la voce desiderata ed effetti visivi, perché vengano percepiti dal soggetto prescelto. È una forma di guerra elettronica”. Stando alla teoria della Rauni Kilde sarebbe possibile non solo la costituzione di un esercito composto da cyber soldati da controllare a distanza, ma anche la manipolazione di individui normalissimi che potrebbero essere “accesi” in qualsiasi momento e indotti a credere alla realtà di impulsi elettromagnetici quali allucinazioni visive o uditive creati ad hoc. Allo stesso modo si potrebbe torturare una persona dotata di microchip causandole dolore insopportabile e piegandola alla propria volontà.

Retroingegneria: chi copia chi?

La persona dotata di chip può esser manipolata in molti modi. Usando frequenze diverse, si può modificare la vita emotiva di una persona creando una specie di realtà virtuale – come sembra accada anche nelle abductions – attraverso la stimolazione dell’encefalo: “La si può rendere aggressiva o letargica. La sessualità può venire influenzata artificialmente. I segnali del pensiero e le riflessioni del subconscio possono essere letti, i sogni influenzati e persino indotti, tutto senza che la persona con l’impianto lo sappia o acconsenta”. La somiglianza con i rapimenti alieni pone alcuni quesiti che approfondisco in L’altra faccia di Obama: chi copia chi? I militari terrestri hanno adottato la retroingegneria aliena piegandola ai propri obiettivi, oppure le abductions si riducono per lo più a MILABS, ovvero rapimenti da parte di militari che ricostruiscono scenari virtuali in cui sarebbero entità extraterrestri ad agire sugli addotti? Come se questo scenario non fosse abbastanza agghiacciante, ecco aggiungersi in parallelo all’irradiamento tramite impulsi elettromagnetici, i metodi chimici di controllo delle masse. E qua il pensiero corre alle misteriose scie chimiche di più recente comparsa e agli esperimenti che ufficialmente dovrebbero modificare il clima. Droghe, sostanze chimiche tossiche e gas da inalazione potrebbero essere diffusi nell’aria o negli acquedotti. Se negli USA il metodo per influenzare la popolazione a scegliere di farsi impiantare un microchip passerà molto probabilmente per la via della riforma sanitaria, in Europa i governi sembrano aver scelto la strada della moneta unica: sostituire il denaro corrente, carte di credito e bancomat con un chip. La crisi, il caos economico non sarebbero altro che scorciatoie per condurre la popolazione il più velocemente possibile verso il controllo globale. “Quando le nostre funzioni cerebrali saranno ormai connesse ai supercomputers, tramite impianti radio e microchips, sarà ormai troppo tardi per protestare. Questa minaccia può essere sconfitta solo istruendo il pubblico” ha avvisato la Rauni Kilde. E con uno scenario del genere meglio essere pronti e passare per pazzi che farsi trovare impreparati, o come diceva Karl Popper, “il prezzo della libertà è la costante vigilanza”.

Microchip il Marchio della Bestia

Mondex scenario futuro

Negli Stati Uniti è in vigore la Legge

Marziale ma nessuno ne parla

Fonte web

Per coloro che non sono ancora convinti che ci troviamo alla vigilia di un evento di portata globale, il sito ufficiale della Casa Bianca pubblica al link WhiteHouse.gov alla data di Venerdì 16 marzo 2012 un Ordine Esecutivo del Presidente, denominato Preparazione Nazionale Risorse per la Difesa. Tale ordine istituisce di fatto la legge marziale in tempo di pace sul territorio degli Stati Uniti. Vediamo cosa significa in questo articolo di cui riportiamo link e contenuti. http://beforeitsnews.com/story/1906/406/Obama_Executive_Order:_Peacetime_Martial_Law.htm

Questo ordine esecutivo è un progetto di legge marziale in tempo di pace e dà al Presidente il potere di prelevare qualsiasi cosa ritenuta necessaria per “difesa nazionale”, qualunque cosa decidono che lo sia. E ‘tempo di pace, perché, come il titolo dell’ordine, dice, è per “preparazione”.

Una copia di tutto l’ordine segue la fine di questo articolo.

In base a tale fine i capi di gabinetto queste posizioni di livello, Agricoltura, Energia, Salute e dei Servizi Sociali, Trasporti, Difesa e del Commercio possono prendere il cibo, bestiame, fertilizzanti, macchine agricole, tutte le forme di energia, risorse idriche, tutte le forme di trasporto civile ( il che significa tutti i veicoli, barche, aerei), e qualsiasi altro materiale, compresi i materiali da costruzione da qualunque parte esse sono disponibili. Questo è probabilmente perché il governo ha visitato aziende con dispositivi GPS, in modo da sapere esattamente dove andare quando si attiva questa via.

In particolare, il governo è autorizzato ad assegnare i materiali, servizi e strutture secondo quanto ritenuto necessario o opportuno. Essi decidono quali mezzi necessari od opportuni.

UPDATE: il lettore Kent Welton scrive: Questo permette di regalare dei beni USA e sussidi alle imprese private: “(b) prevedere la modifica o ampliamento di strutture private, inclusa la modifica o il miglioramento dei processi di produzione, quando intraprendere azioni di cui alle sezioni 301, 302, 303 o della legge, 50 USC App. 2091, 2092, 2093, e (c) vendere o comunque trasferire attrezzature di proprietà del governo federale ed installati ai sensi della sezione 303 (e), della legge 50 USC App. 2093 (e), ai proprietari di tali impianti, fabbriche, o altri impianti industriali.“

Cosa succede se il governo decide che ha bisogno di tutte queste cose da preparare, anche se non c’è la guerra? Probabilmente non saremo in grado di entrare in un negozio per acquistare praticamente nulla perché tutto sarà requisito, “razionato” e controllato dal governo. Materiali da costruzione, prodotti alimentari come carne, burro e zucchero, tutto importato, ricambi, pneumatici e carburante per i veicoli, abbigliamento, ecc diventerà probabilmente introvabile, o almeno molto scarse. Quante cose sono ormai più fabbricate qui negli USA?

Un po ‘di storia … Durante la seconda guerra mondiale, il prezzo di stabilizzazione non cominciò fino al maggio del 1942, che ha congelato i prezzi su quasi tutti i beni di ogni giorno e il razionamento è iniziato nel 1943. Perché il governo vuole controllare tutto prima di una guerra?

Tutto questo assomiglia alle carte annonarie del gas durante la seconda guerra mondiale. Ci saranno razionamento in questo tipo di sistema? Quale modo migliore per controllare il movimento e le azioni del popolo…

Dell’epoca della Seconda Guerra Mondiale carte annonarie gas attraverso Old Chester PA. Non si poteva andare in vacanza senza un “pass vacanza”.

Nell’ambito di questo nuovo ordine esecutivo, i capi gabinetto sono autorizzati a prestare denaro, offrono garanzie di prestito e anche sovvenzionare i pagamenti ai tassi di mercato di cui sopra (nessun contratto offerta?) Per qualsiasi di cui hanno bisogno. Ciò potrebbe rendere Solyndra o Halliburton sembrare Junior Achievement. Niente come una guerra genera questo tipo di enormi profitti per le aziende “partner” e si può scommettere i banchieri e gli appaltatori sono già in fila per questo – perché in questo ordine la guerra non è nemmeno necessaria!

In una situazione di crisi, il governo sarà in grado di prendere ciò che è necessario, stampare soldi per ottenere quello che vogliono e distribuirlo come meglio credono …. a vantaggio di uno “sforzo bellico” o le corporazioni e gli individui politicamente connessi. Tutti i contratti ad eccezione di quelle per l’occupazione siano superati dal presente ordine esecutivo, è tutto qui, in bianco e nero.

In particolare, provvede:

“A richiedere l’accettazione e le prestazioni priorità di contratti o di ordini (ad eccezione dei contratti di lavoro) per promuovere la difesa nazionale sulle prestazioni di altri contratti o ordini, e di assegnare i materiali, servizi e strutture secondo quanto ritenuto necessario o opportuno per promuovere il nazionale difesa, è delegata ai capi di agenzia seguenti:

(1) il Ministro dell’Agricoltura rispetto alle risorse alimentari, strutture di risorse alimentari, le risorse del bestiame, le risorse veterinarie, fitosanitarie, le risorse e la ripartizione interna delle macchine agricole e fertilizzanti commerciali;

(2) il segretario per l’energia rispetto a tutte le forme di energia;

(3) il Segretario di Salute e Servizi Umani rispetto alle risorse sanitarie;

(4) il Ministero dei Trasporti per quanto riguarda tutte le forme di trasporto civile;

(5) il segretario della Difesa per quanto riguarda le risorse idriche;

(6) il segretario al Commercio rispetto a tutti gli altri materiali, servizi e strutture, compresi i materiali da costruzione.

La Casa Bianca

Ufficio del Segretario Press
Per diffusione immediata
16 Marzo 2012

Executive Order National

Resources Defense Preparation

FEMA camps: I campi di concentramento degli USA

Fonte web

FEMA ovvero Federal Emergency Management Agency, l’Agenzia Federale degli Stati Uniti per la Gestione delle Emergenze,ha più di 800 campi di concentramento negli Stati Uniti. Alcuni campi sono stati recentemente costruiti e / o rinnovati e sono pienamente equipaggiati. L’esistenza dei campi, accanto agli ordini esecutivi presidenziali che danno al presidente e al Dipartimento di Sicurezza Nazionale (del quale la FEMA è ora parte) il controllo sulle ‘essenziali funzioni nazionali’ nel caso di ‘emergenza catastrofica’ hanno portato alla preoccupazione che i campi possano essere usati per detenere con forza i cittadini americani per scopi incostituzionali.

Federal Emergency Management Agency (FEMA)

Storia

La FEMA è stata creata il 1 aprile 1979 ai sensi ordine esecutivo 12127del presidente Jimmy Carter. Essa è la fusione della Federal Insurance Administration, la National Fire Prevention e Control Administration, la National Weather Service Community Preparedness Program, la Federal Preparedness Agency e la Federal Disaster Assistance Administration. Assunse anche la difesa civica dal Dipartimento della Difesa, che era incaricato di preparare i cittadini di un attacco militare. [1]

Nel 1993 Bill Clinton trasformò la direzione della FEMA in una posizione di gabinetto. Nel 2003 la FEMA divenne parte del Department of Homeland Security Emergency Preparedness e Response Directorate. [2]

Scopo dichiarato

Lo scopo dichiarato della FEMA è quello di ridurre “la perdita di vite e di proprietà e proteggere la nazione da tutti i rischi, compresi disastri naturali, atti di terrorismo e altri disastri causati dall’uomo, conducendo e sostenendo la nazione in caso di pericolo, comprendendo il sistema di preparazione, protezione, risposta, recupero e mitigazione della gestione delle emergenze”. [3]

Operazioni recenti

La più notevole operazione su larga scala della FEMA in tempi recenti è stata in seguito di agosto 2005 l’uragano Katrina, che si è verificato lungo il centro-nord della costa del Golfo, riguardanti in particolare New Orleans, Louisiana. La risposta della FEMA al disastro è stata ampiamente criticata a causa di una reazione lenta e inadeguata, bloccando l’assistenza esterna pubblica e privata da individui e gruppi tra cui la Croce Rossa, [4] ha impedito fotografie dei morti [5] e confiscato l’equipaggiamento dei giornalisti [6] e armi da fuoco legalmente possedute in casa. [7]

La relazione del 2006 del Congresso sulla gestione della FEMA di Katrina ha dichiarato che è “… un fallimento nazionale, un’abdicazione del più solenne obbligo di provvedere al benessere comune” [8]

Critiche

Alcuni hanno criticato il fallimento della FEMA imputandolo al suo concentrarsi sulla ‘difesa civile’ della continuità del governo e dei programmi di risposta al terrorismo a danno della sua prontezza a rispondere ai disastri naturali. È stato inoltre affermato che l’uragano Katrina è stato utilizzato come test per eseguire il programma di continuità del governo, permettendo alla FEMA di provare a radunare e ricollocare un gran numero di persone nei campi, sospendendo i loro diritti costituzionali e militarizzando la regione [9] con l’aiuto di privati appaltatori militari (mercenari). Black Water USA, un’azienda di sicurezza privata, è stata utilizzata nel dopo Katrina. [10]

Poteri e Preparativi per uno Stato di Emergenza Dichiarato

REX-84 e l’Operazione Garden Plot

Readiness Exercise 1984 (REX-84) è un programma di risposta alle emergenze che comprende l’instaurazione della legge marziale, lo spostamento delle popolazioni civili e l’arresto e la detenzione di segmenti della popolazione. Una prova del programma è stata effettuata dal 5 a l13 Aprile del 1984. E’ stata diretta dalla FEMA e dal Dipartimento della Difesa e riguardava il coordinamento di 34 altri dipartimenti e agenzie federali. [11] REX-84 è stato menzionato durante la seduta Iran-Contra [12] ed esposta pubblicamente dal Miami Herald Domenica 5 Luglio 1987. [13]

Simili esercitazioni su larga scala di preparazione alle emergenze sono state compiute regolarmente da allora. Le più recenti annunciate, organizzate dalla NORTHCOM, sono previste per il 15-20 Ottobre. [14] Alcuni affermano che le esercitazioni continuano ad includere preparativi per la sospensione della Costituzione e l’attuazione della legge marziale. [15]

L’Operazione Garden Plot è un esercito degli Stati Uniti ed un programma della National Guard sotto il controllo dello US Northern Command (NORTHCOM) per fornire appoggio militare federale durante disordini civili interni. Un esempio di attuazione del programma è stato durante la rivolta di Los Angeles 1992, quando l’esercito americano e le forze dei Marine sono stati utilizzati in combinazione con la National Guard della California. [16] A Los Angeles è stato emanatoun ordine esecutivo per permettere l’uso dell’esercito federale a sostegno delle leggi nazionali ai sensi del Posse Comitatus Act del 1878 che pone delle restrizioni sull’uso nazionale dell’esercito a fini di contrasto. [17]

Recentemente, tuttavia, la Sezione 1076 Public Law 109-364, o detto anche “John Warner Defense Authorization Act of 2007″ (HR5122) ha modificato il Posse Comitatus e l’Insurrection Act (che pure pone dei limiti sullo spiegamento nazionale dell’esercito) per permettere al governo Federale di prendere il controllo unilaterale della National Guard dello stato e le truppe federali in qualsiasi parte del paese durante un ‘emergenza pubblica’. [18]

Ordini esecutivi

Per tutto il 1960 sono stati emessi numerosi ordini esecutivi presidenziali che autorizzano le agenzie Federali ad assumere funzioni essenziali in caso di un’emergenza dichiarata. I poteri includono, tra tanti altri, l’autorità del governo federale di prendere il controllo delle infrastrutture di trasporto, comprese autostrade e porti marittimi (10990), risorse alimentari e fattorie (10998) e mobilitare i cittadini in brigate di lavoro supervisionate dal governo (11000). [19]

Il 9 maggio 2007, il Presidente George Bush ha riaffermato il ruolo del governo federale durante un’emergenza dichiarata pubblicando l’Ordine Esecutivo NSPD 51 / HSPD-20. L’Ordine afferma che in caso di ‘emergenza catastrofica’ tutte le ‘essenziali funzioni nazionali’ possano essere assunte dal ramo esecutivo del governo e dal Dipartimento di Sicurezza Nazionale (FEMA inclusa). [20]

Campi di detenzione

Sviluppi e costruzione

Nell’agosto del 2002 l’allora procuratore generale John Ashcroft chiese che i cittadini americani che vengono definiti ‘combattenti nemici’ vengano detenuti a tempo indefinito e senza accusa, indipendentemente dall’autorità giudiziaria. [21] Questa posizione legale fu confermata nel caso di un cittadino Usa detenuto all’estero dalla sentenza del Gennaio 2003 della 4 ° corte d’appello circoscrizionale degli Stati Uniti. [22]

Nell’ottobre 2006 il Military Commissions Act fu approvato dal Congresso. [23] La legge si applica ai cittadini non statunitensi e permette di imprigionare gli individui etichettati come ‘combattenti nemici’ a tempo indefinito e senza accusa. Questo nega anche la revisione giudiziaria sulla detenzione del tribunale non-militare (Sezione 7), non tiene conto dei trattati internazionali come la Convenzione di Ginevra, e afferma che è il Presidente che definisce cosa costituisca tortura (sezioni 5 e 6).

Nel gennaio del 2007 l’American Civil Liberties Union ha pubblicato un rapporto basato su documenti ottenuti tramite il Freedom of Information Act, che mostra che il Pentagono ha monitorato almeno “186 proteste anti militari negli Stati Uniti e raccolto più di 2800 rapporti, riguardanti americani, in un archivio di minacce anti-terroristiche “. [24]

Da qualche tempo la FEMA si sta rinnovando e costruendo nuovi campi di detenzione in tutto il paese. Nel gennaio 2006 la Haliburton, filiale della KBR, ha annunciato di aver ricevuto un contratto, a quantità e tempo indefinito, per la costruzione di strutture detentive per il Department of Homeland Security per un valore massimo di 385 milioni dollari in 5 anni. [25]

Scopo dichiarato

Poco è stato detto sullo scopo dei campi di detenzione, ma quando un commento ufficiale è stato fatto, hanno dichiarato che i campi sono per la temporanea detenzione di immigrati illegali. [26]

Quantità e Sedi

I cittadini che sono preoccupati sullo scopo e sul potenziale uso dei campi di detenzione si sono documentati e, quando possibile, hano filmato le strutture detentive. Una stima attuale del numero di campi di detenzione è di oltre 800 situati in tutte le regioni degli Stati Uniti con diverse capacità massime (NDR: Arrivano ad ospitare in media 20.000 persone). [27] Se si includono gli edifici governativi attualmente utilizzati per altri scopi, il numero è di gran lunga maggiore. E’ stato pubblicato un video dei campi di detenzione ristrutturati ma vuoti. [28]

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Vedere le note qui

Occupy Wall Street Protest – Brooklyn Bridge – October 1, 2011

Negli Usa dilaga la povertà estrema

Fonte web

Si è portati a pensare che le persone che campano con pochi dollari al giorno risiedano nei paesi in via di sviluppo, non i quelli ricchi come gli Stati Uniti. Ma un recente studio afferma che milioni di americani a fatica tirano avanti con 2 dollari al giorno.

Il National Poverty Center dell’Università del Michigan ha scoperto che il numero di famiglie americane che vivono in stato di “povertà estrema” – ovvero con meno di 2 dollari a testa al giorno – per almeno un mese all’anno, è più che raddoppiato dal 1996 al 2011, passando da 636.000 a 1.460.000. Dato che la famiglia americana media è costituita da 2,58 persone, ciò significa che rientrano in questo gruppo 3,8 milioni tra adulti e bambini.

La ricerca compiuta da H. Luke Shaefer e Kathryn Edin calcola che 2,8 milioni di queste persone sono bambini. Circa 866.000 famiglie si sono ritrovate nella fascia dei 2 dollari a testa per un periodo di 3 mesi interi.

Da quando nel 1996 è stata approvata la riforma del welfare, il numero di americani poveri che ricevono mensilmente aiuti in denaro di provenienza governativa è precipitato da 12,3 milioni ai 4,4 milioni del giugno 2011. Coloro che negli Stati Uniti si trovano in povertà estrema vengono sottratti a condizioni peggiori mediante il piano SNAP (buoni pasto; programma federale di aiuti finanziari per alimentare cittadini con un reddito basso, N.d.T.), nonché mediante il diritto all’assicurazione sanitaria per i bambini. Circa uno su cinque riceve poi sussidi per gli alloggi.

Il 55% della popolazione che vive in zone di povertà estrema è costituita da afroamericani, mentre i due terzi hanno terminato i loro studi dopo la scuola secondaria superiore.

APPROFONDIMENTO

Gli Usa alla ricerca di giustizia economica ed etica sociale

Occupy Wall Street è stato definito il primo movimento progressista dopo quello dei diritti civili degli anni Sessanta. Le sue basi morali e il parallelismo con Martin Luther King.

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NWO: cosa c’entrano Aarton, Echelon, Bilderberg, con la ‘Resilienza Cattolica’? Avvento di NanoSpie / BioChip invasivi

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Impianti di Microchip agli uomini. Fine della teoria del complotto. 30 articoli di media ufficiali!

By admin 26 luglio 2012

Big Pharma to begin microchipping drugs

http://www.naturalnews.com/030341_microchips_drugs.html

Sources for this story include:

http://www.reuters.com/article/idUSTRE6A754720101108

Traduzione in italiano:

In Arrivo le Smart Pill: Chip in Pillole

http://www.anticorpi.info/2010/11/in-arrivo-le-smart-pill-chip-corporei.html

Qui 30 et + articoli provenienti dai media ufficiali:

Look Out, Your Medicine Is Watching You
www.foxnews.com/health/2010/11/09/smart-pill-embedded-microchip/
The CIA wants to spy on you through your TV:
www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-2115871/The-CIA-wants-spy-TV-A…
One in four Germans wants microchip under skin: poll
www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/health-news/one-i…
Microchip to allow wallet-free drinking
www.telegraph.co.uk/news/uknews/4194899/Microchip-to-allow-wallet-free…
Microsoft collects locations of Windows phone users
news.cnet.com/8301-31921_3-20057329-281.html
Warning over need for safeguards in email and web monitoring plan
www.bbc.co.uk/news/uk-politics-17580906
Wells Fargo Tests Microchips Card Clients
www.bloomberg.com/news/2011-04-13/wells-fargo-to-test-microchips-for-g…
Microchip Implant to Link Your Health Records, Credit History, Social Security
www.cbsnews.com/8301-505123_162-42843125/microchip-implant-to-link-you…
Tracking File Found in iPhones
www.nytimes.com/2011/04/21/business/21data.html?_r=1
Implanted Microchip Future of Drug Delivery
www.nlm.nih.gov/medlineplus/news/fullstory_122017.html
Mint promotes digital-chip currency penniless future
www.vancouversun.com/technology/Mint+promotes+digital+chip+currency+pe…
Microchips Everywhere: a Future Vision
www.foxnews.com/wires/2008Jan26/0%2C4670%2CChippingAmericaIII%2C00.html
FDA approves computer chip for humans
www.msnbc.msn.com/id/6237364/ns/health-health_care/t/fda-approves-comp…
Brain Cells Fused With Computer Chip
www.foxnews.com/story/0,2933,189323,00.html
US ‘plans stealth shark spies’
news.bbc.co.uk/2/hi/americas/4767428.stm
Man infects himself with computer virus
www.msnbc.msn.com/id/37360942
Brain sensor allows mind-control
news.bbc.co.uk/2/hi/health/5167938.stm
Tracking Junior With a Microchip
www.wired.com/science/discoveries/news/2003/10/60771#
VeriChip Says RFID Chips Safe for Humans
www.ihealthbeat.org/Articles/2007/9/12/VeriChip-Says-Implantable-RFID-…
India plans biometric IDs for all its 1.16 billion citizens
www.dw.de/dw/article/0%2c%2c4527221%2c00.html
Implantable RFID Microchips to Monitor Blood Sugar
medgadget.com/2006/10/implantable_rfi.html
VeriChip Sells First Baby Protection System, in Talks with Military
www.eweek.com/c/a/Health-Care-IT/VeriChip-Sells-First-Baby-Protection-…
Implant Chip, Track People
abcnews.go.com/Technology/story?id=98077&page=1
Every new pet dog must have a £35 microchip:
www.dailymail.co.uk/news/article-1380039/Every-new-pet-dog-35-microchi…
On sale, smart pill with ‘edible microchip’
www.dailymail.co.uk/health/article-2087275/New-smart-pill-tells-patien…
Where’s Jimmy? Just Google His Bar Code
www.foxnews.com/scitech/2010/05/14/radio-frequency-rfid-implant/?loomi…
Microchips implanted in Mexican officials
www.msnbc.msn.com/id/5439055/ns/technology_and_science-tech_and_gadget…
Scientists develop remote-controlled pigeon
www.telegraph.co.uk/news/worldnews/1544015/Scientists-develop-remote-c…
Live rats driven by remote control
www.guardian.co.uk/world/2002/may/02/animalwelfare.highereducation
Implant Chip, Track People
abcnews.go.com/Technology/story?id=98077&page=1
Every new pet dog must have a £35 microchip:
www.dailymail.co.uk/news/article-1380039/Every-new-pet-dog-35-microchi…
Install microchips in illegal immigrants, GOP candidate says
iowaindependent.com/32926/install-microchips-in-illegal-immigrants-gop…
Successful human tests for first wirelessly controlled drug-delivery chip
medicalxpress.com/news/2012-02-successful-human-wirelessly-drug-delive…
Microchips Linked to Cancer in Animals
abcnews.go.com/GMA/OnCall/story?id=3580510
Human or Cow, PositiveID Has an Implantable Microchip for You
www.cbsnews.com/8301-505123_162-42845772/human-or-cow-positiveid…

Fonte:
http://www.altrainformazione.it/wp/2012/04/30/microchip-fine-della-teoria-del-complotto-30-articoli-media-ufficiali/
http://conscience-du-peuple.blogspot.com/2012/0
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