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Documenti da considerare parte integrante dell’atto presente (per la consapevolezza condivisa).

L’occulta storia della Rivoluzione – Elaborato sugli spunti del’   “L’occhio sopra la piramide”, 1979

Diffondendosi nell’Impero Romano e infiltrandosi tra popolazioni barbare d’Europa, Asia, Africa, il Cristianesimo aveva fermentato (‘siate sale e luce nel mondo’) la condensazione culturale cristiana che raggiunse il suo massimo splendore nel sec. XIII. Quel clima d’entusiasmo coagulò in una vasta sintesi teologica e filosofica l’eredità ebraica con la classicità greco-latina e araba; grandi città gareggiarono a costruire maestose cattedrali romanico-gotiche; la letteratura diede Dante, la mistica Caterina da Siena e Francesco. Pittura e mistica si fusero in Giotto e Beato Angelico. Il secolo della cultura cristiana, fu anche il più razionalista della storia, con la metafisica unitaria incentrata nell’Essere; religione, politica, cultura trovarono l’integrazione simbolica unitaria nel Sacro Romano Impero e nell’opera benedettina. Ma ecco i fermenti pagani, antichi e mai sopiti, riaffermarsi per avere il sopravvento. Rinascimento e Riforma spostarono l’asse degli interessi culturali da Dio all’uomo, fino a sfociare nell’umanesimo ateo. Quest’ampia curva di ripiegamento sull’uomo fu fomentata dalla Rivoluzione, fenomeno intensificato negli ultimi secoli per l’apporto determinante di società segrete, focolai attivi di naturismo neopagano, radicatisi nel terreno rinascimentale e riformistico, fomentando la divisione del mondo occidentale tra cattolici e protestanti. Nel frattempo il rosacroce Jan Amos Cominsky (1592-1670) teorizzava la pianificazione culturale-politico-religiosa basata sulla fusione delle varie confessioni cristiane, ma tendente a superare il cristianesimo nell’esoterismo per creare una religione sinarchica e sincretica.

Nel 1717 nasceva a Londra la Massoneria inglese, e a metà ‘700 si determinava la corrente pangermanistica dei Templari. Nel loro alveo e appropriandosi il socialismo di Rousseau, sorsero gli Illuminati di Baviera, fondati da WEISHAUPT (1776), che, dopo il congresso di Wilhelmsbad (1782), si infiltrarono rapidamente nelle logge massoniche europee, determinando con esse e con la complicità dell’alta finanza internazionale (ROTHSCHILD, ecc.) la rivoluzione francese (1789), che nella mentalità dei rivoluzionari doveva essere il primo passo verso una repubblica socialista mondiale. La geopolitica coloniale nel frattempo si spostava dall’orbita delle potenze cattoliche a quella capitalistica protestante (insurrezione delle colonie spagnole in America, nascita degli Stati Uniti indipendenti d’America ecc..).

A fermare l’avanzata rivoluzionaria non valse la Santa Alleanza (1814-15), e il disegno di Metternich intento a ristabilire una forte coalizione cattolica fu neutralizzato dalle influenze massoniche e degli agenti di Rothschild al congresso di Vienna. Dopo la Santa Alleanza l’azione rivoluzionaria europea è dominata dall’Alta Vendita italiana, retrologgia delle Carbonerie e delle massonerie, e strumento dell’alta finanza. Accanto ad essa si sviluppa il movimento Panslavista d’oriente con intendimenti socialisti e la volontà di coalizzare il mondo slavo sotto l’egida russa; e in Germania si rafforza il movimento pangermanista della Tugendbund e sette affini, di ispirazione illuministica, che tendevano all’egemonia prussiana a spese della cattolica Austria (Herz, Rothschild, ecc.). Ed ecco che, alle dipendenze del massone, Lord Palmerston, ministro della regina Vittoria entrò in azione, a Londra, Il Comitato Rivoluzionario Internazionale guidato dal MAZZINI, dall’ungherese KOSSUTH e da LEDRU ROLLIN.

Nel 1848 in Germania entravano in gioco due strumenti rivoluzionari: il Comunismo di MARX, teorizzato dal Manifesto (su mandato degli Illuminati che riproponevano il programma socialista di Weishaupt), e il pangermanesimo di RITTER. Per il ministro degli esteri inglese Palmerston il rafforzamento della Germania protestante e la creazione della Italia Unita a spese di Austria e del Papato costituivano l’azione di sventramento dell’occidente cristiano, aggravato anche dall’attacco alla Russia. Marxismo e pangermanesimo, entrambi di derivazione iluminatica, ma diversi per contenuto – l’uno socialista, l’altro razzista – confluirono uno nella rivoluzione russa e l’altro nel nazismo tedesco. E l’internazionale massonica creava nel frattempo anche altre correnti mondialiste: il Palladismo americano ed il sinarchismo francese.

La politica americana muove verso supremazie mondiali anche in seguito a vari avvenimenti di influsso internazionale, quali la nascita a New York della società segreta ebraica B’nai Brith (1843), l’insediamento e trasferimento a New York della Alleanza Democratica Internazionale di Mazzini (1867), della sede del consiglio generale dell’Internazionale di Marx (1872), l’ascesa vertiginosa del gruppo bancario «Jacob Schiff, Kuhn e Loeb» che finanziò la rivoluzione russa. E’ con la fondazione del Rito Palladiano che PIKE diffondeva l’idea mondialista in America prevedendo successive guerre mondiali orientate al rovesciamento delle frontiere nazionali sotto l’alta dominazione degli Stati Uniti d’America.

Nel 1914 scoppiava la prima guerra allo scopo di frantumare l’ultima resistenza Cattolica nello Impero Austro-Ungarico e rovesciare l’Impero Zarista per insediare il comunismo in Russia. La rivoluzione russa fu attuata dalla azione convergente delle società segrete russe con l’appoggio di quelle internazionali dello stato maggiore tedesco che inviò Lenin nel treno piombato, e della finanza internazionale, che intendeva aprire in Russia i suoi affari, impediti fino allora dal controllo rigoroso esercitato dallo Zar sulla finanza russa.

I trattati del 1919 furono preceduti da una serie di riunioni delle società segrete per discutere il riassetto dell’Europa e la creazione della Società delle Nazioni, con particolare attenzione al Sionismo. Grazie all’influsso di P.S. Rothschild si diede inizio al focolare ebraico in Palestina come preludio al futuro stato d’Israele. Un ruolo di primo piano nella politica di allora ebbe il gruppo di pressione British-Israel che promosse l’unione tra Palladismo e Rosacrocismo inglese in vista della preminenza mondialista anglosassone di ispirazione israelitica a scapito del cattolicesimo, che nelle loro intenzioni sarebbe stato spazzato via dal comunismo.

In opposizione a questo blocco israelitico-occidentale, insorse il pangermanesimo tedesco, prendendo corpo nel Nazismo, che riassumeva in sé la duplice corrente illuminatica e razzista (MARX e RITTER). La competizione tra Nazismo e coalizione anglosassone-israelitica scatenò la seconda guerra mondiale, che coinvolse anche l’America. L’immediato dopoguerra portava un nuovo equilibrio mondiale incentrato nel bipolarismo Stati Uniti – Unione Sovietica, che toccò il suo apogeo con KENNEDY e CRUSCEV. Ma dietro a tutto manovravano i soliti noti con i Bush.

Marxismo dell’est e sinarchismo dell’ovest di origine massonica e ispirazione anticristiana, si accordano nella comune volontà di schiacciare il cattolicesimo, non tanto con azioni Militari, quanto piuttosto con contaminazioni culturali intese a corromperlo dall’interno. In tale intento s’inquadrano le pressioni per liberalizzare il divorzio, l’aborto, la pornografia e quelle per correggere gli stessi propositi del Concilio Vaticano II (contro il messaggio di Fatima del 1917).

Attualmente però esistono gravi fratture, tra occidente e medio oriente. Gli Stati Uniti pensano di dominare il post comunismo di Putin mediante la strategia della contaminazione ideologica (appoggiando la dissidenza, entrando nell’area ex comunista con accordi commerciali, crediti, investimenti, scambi culturali, in una parola costringendoli al dialogo)… ma intanto sorge il BRICs (l’alleanza antiDollaro tra Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa). Sarà vera?

 Prima di Rockefeller c’era Rothschild

Si possono ingannare tutti per un certo tempo, alcuni per tutto il tempo, ma non tutti per tutto il tempo” (A. Lincoln )

 Henry Ford disse: “E’ un bene che la gente della nazione non capisca il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo conoscesse, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domani mattina

L’avido sequestro di risorse mise l’Inghilterra in una disperata stretta finanziaria. Dal 1642 al 1649, gli orafi e i mercanti di successo contribuirono a finanziare la rivoluzione inglese, nonché la ricerca di Oliver Cromwell e l’esecuzione di re Carlo. Il governo del re Guglielmo III (che regnò dal 13 febbraio 1689 all’8 marzo 1702) aveva un disperato bisogno di denaro. William Patterson, vedendo la possibilità di sfruttamento, assemblò un cartello di uomini ricchi che pattuirono di prestare al re 1,2 milioni di sterline alla condizione che il re pagasse l’8% di interesse annuo. Inoltre, il cartello voleva che il re concedesse una licenza per la creazione della Banca d’Inghilterra (istituita il 27 Luglio 1694) per dare al cartello “l’unico diritto esclusivo” di emettere banconote non protette dai patrimoni bancari.[1]

I prestiti a basso rischio, utilizzati per la guerra, furono garantiti dalle tasse che crearono povertà assoluta per la maggioranza dei cittadini della Gran Bretagna. Entro i primi 4 anni, il debito nazionale era aumentato di dieci volte.

La Gran Bretagna continuò a produrre enormi debiti di guerra durante il ’700. Nel frattempo l’America, colonia prospera della Gran Bretagna, stampava soldi privi di debito. La Gran Bretagna dopo fece approvare il Currency Act del 1764 che provocò deliberatamente in America grave depressione e disoccupazione. [2]

Mayer Amschel Bauer, nato nel 1744 a Francoforte, era figlio di Moses Amschel Bauer. Dopo la morte di suo padre, Mayer fece tre anni di apprendistato alla Banca di Oppenheimer di Hannover. A causa della sua abilità monetaria, divenne un partner junior. Mayer maturò denaro sufficiente per tornare a Francoforte e acquistare il centro amministrativo del padre collocato sulla Judenstrasse (Jew Street). Il negozio esibiva uno scudo rosso sopra la porta, l’emblema della mentalità rivoluzionaria ebrea in Europa orientale. Bauer adottò il termine Rothschild, il termine  tedesco di “scudo rosso”, facendo nascere così l’infame famiglia dei Rothschild.[3]

Nel 1770 Mayer Amschel Rothschild sposò Gutele Schnapper. In quello stesso anno egli impiegò un ebreo di nascita, Adam Weishaput, un professore apostata di diritto canonico addestrato dai gesuiti, al fine di rivedere e modernizzare l’Illuminismo, il culto di Satana, con l’obiettivo di dominare il mondo e imporre l’ideologia luciferina “sopra quello che resterebbe della razza umana” dopo un orchestrato cataclisma sociale finale.[4]

Nel 1773 Mayer convocò dodici uomini ricchi di Francoforte e chiese loro di mettere in comune le loro risorse; poi presentò un piano in 25 punti che avrebbe consentito loro di ottenere il controllo delle ricchezza, delle risorse naturali e della manodopera di tutto il mondo. [5]

Questi 25 punti sono:

1.       Usare la violenza e il terrorismo, piuttosto che le discussioni accademiche.

2.       Predicare il “Liberalismo” per usurpare il potere politico.

3.       Avviare la lotta di classe.

4.       I politici devono essere astuti e ingannevoli – qualsiasi codice morale lascia un politico vulnerabile.

5.       Smantellare “le esistenti forze dell’ordine e i regolamenti. Ricostruzione di tutte le istituzioni  esistenti”.

6.       Rimanere invisibili fino a quando si è acquisita una forza tale che nessun’altra forza o astuzia può più minarla.

7.       Usare la Psicologia di massa per controllare le folle. “Senza il dispotismo assoluto non si può governare in modo efficiente”.

8.       Sostenere l’uso di liquori, droga, corruzione morale e ogni forma di vizio, utilizzati sistematicamente da “agenti” per corrompere la gioventù.

9.       Impadronirsi delle proprietà con ogni mezzo per assicurarsi sottomissione e sovranità.

10.   Fomentare le guerre e controllare le conferenze di pace in modo che nessuno dei combattenti guadagni territorio, mettendo loro in uno stato di debito ulteriore e quindi in nostro potere.

11.   Scegliere i candidati alle cariche pubbliche tra chi sarà “servile e obbediente ai nostri comandi, in modo da poter essere facilmente utilizzabile come pedina nel nostro gioco”.

12.   Utilizzare la stampa per la propaganda al fine di controllare tutti i punti di uscita di informazioni al pubblico, pur rimanendo nell’ombra, liberi da colpa.

13.   Far si che le masse credano d’essere preda di criminali. Quindi ripristinare l’ordine e apparire come salvatori.

14.   Creare panico finanziario. La fame viene usata per controllare e soggiogare le masse.

15.   Infiltrare la massoneria per sfruttare le logge del Grande Oriente come mantello alla vera natura del loro lavoro nella filantropia. Diffondere la loro ideologia ateo-materialista tra i “goyim” (gentili).

16.   Quando batte l’ora dell’incoronamento per il nostro signore sovrano del Mondo intero, la loro influenza bandirà tutto ciò che potrebbe ostacolare la sua strada.

17.   Uso sistematico di inganno, frasi altisonanti e slogan popolari. “Il contrario di quanto è stato promesso si può fare sempre dopo… Questo è senza conseguenze”.

18.   Un Regno del Terrore è il modo più economico per portare rapidamente sottomissione.

19.   Mascherarsi da politici, consulenti finanziari ed economici per svolgere il nostro mandato con la diplomazia e senza timore di esporre “il potere segreto dietro gli affari nazionali e internazionali”.

20.   L’obiettivo è il supremo governo mondiale. Sarà necessario stabilire grandi monopoli, quindi, anche la più grande fortuna dei Goyim dipenderà da noi a tal punto che essi andranno a fondo insieme al credito dei dei loro governi il giorno dopo la grande bancarotta politica.

21.   Usa la guerra economica. Deruba i “Goyim” delle loro proprietà terriere e delle industrie con una combinazione di alte tasse e concorrenza sleale.

22.   Fai si che il “Goyim” distrugga ognuno degli altri; così nel mondo sarà lasciato solo il proletariato, con pochi milionari devoti alla nostra causa e polizia e soldati sufficienti per proteggere i loro interessi.

23.   Chiamatelo il Nuovo Ordine Mondiale. Nominate un Dittatore (‘AntiCristo?).

24.   Istupidire, confondere e corrompere i membri più giovani della società, insegnando loro teorie e principi che sappiamo essere falsi.

25.   Piegare le leggi nazionali e internazionali all’interno di una contraddizione che innanzi tutto maschera la legge e dopo la nasconde del tutto. Sostituire l’arbitrato alla legge. (6)

Weishaupt, finanziato da Rothschild, aveva cominciato ad infiltrarsi nel consolidato Ordine Continentale dei Liberi Muratori con questa dottrina satanica. Weishaupt assunse 2000 agenti, “gli uomini più intelligenti nel campo delle arti e delle lettere, dell’istruzione, della scienza, della finanza e dell’industria.” Weishaupt istruì questi individui ben pagati sui migliori metodi di corruzione, manipolazione e controllo delle  persone e della stampa.[7]Weishaupt riorganizzò gli Illuminati dal 1 Maggio 1776. La parola Illuminati, derivata da Lucifero, significa “portatore di luce”. Il piano utilizza ingannevolmente la frase “pace sulla terra” e richiede la distruzione di tutti i governi e la religioni esistenti attraverso un processo di “divisione delle masse in schieramenti politici, sociali, economici e altri campi opposti in continuo aumento di numero.” La gente dovrebbe “combattere e indebolire se stessa e gradualmente distruggere i governi nazionali e le istituzioni religiose.”[8]

Mayer e Gutele ebbero 5 figlie e 5 figli. I figli furono bene istruiti negli ‘affari di famiglia’ e “furono imbevuti dello stesso spirito di astuzia e di conquista.” In definitiva i figli di Mayer si stabilirono o furono posizionati nelle banche delle principali località Europee: Mayer Amschel (1773-1855) a Francoforte, Mayer Salomon (1774-1855) a Vienna, Giacomo Mayer (1792-1868) a Parigi, Kalmann Mayer (1788-1855) a Napoli e Nathan Mayer (1777-1836), il più dotato, a Londra, dove fondò la dinastia dei banchieri Rothschild. Nathan creò un sistema a livello mondiale di debiti e crediti e una nuova tecnica per “prestiti internazionali mobili”.[9]

Kalmann (Karl) divenne il capo del gruppo occulto l’Alta Vendita.[10]

Nathan Mayer Rothschild

I figli erano “maghi” della finanza e “diabolici calcolatori” che furono motivati da una “pulsione demoniaca” per avere successo nelle loro imprese segrete. Mayer recitava regolarmente il Talmud, mentre tutta la famiglia sedeva rapita con attenzione. Essi non corteggiarono amicizie ma usavano le persone come temporanei gradini nella promozione delle alleanze politiche che erano motivate dal profitto. I matrimoni, non lontani dall’incestuoso, erano organizzati con l’intento di preservare la fortuna dei Rothschild. Più tardi, mentre i Rothschild acquisirono rispettabilità, sebbene da alcuni erano visti come rozzi, fecero matrimoni misti all’interno di altre famiglie di banchieri. Nel 1785 Mayer trasferì la sua famiglia in una casa di cinque piani al 148 di Judengasse a Francoforte. La famiglia Schiff, anch’essa di banchieri, condivise questa casa. Jacob Schiff sposò la figlia di Soloman. [11]

Mayer si era ingraziato le ‘persone giuste’ e nel 1769 divenne ‘un agente di corte del Principe Guglielmo IX d’Assia-Kassel, che era il nipote di Giorgio II d’Inghilterra, cugino di Giorgio III, nipote del re di Danimarca, e cognato del re di Svezia. In breve tempo la famiglia dei Rothschild divenne il tramite tra i grandi banchieri di Francoforte, come i fratelli Bethmann e Rueppell & Harnier.[12] Il principe Guglielmo, un commerciante di carne umana di estremo successo, e il suo agente Rothschild, affittavano le truppe per le famiglie reali Europee. Un cliente preferito, il governo Britannico, necessitava di 16.000 soldati assiani per i quali pagò l’equivalente di 3 milioni di dollari. Ma prima che i soldati potessero essere pagati per i loro servizi, Guglielmo fu costretto a fuggire “in Danimarca”, lasciando i soldi nelle mani di Mayer per la “custodia”. Mayer vide questo denaro come una fortuita “opportunità di business” e infine diede il denaro insanguinato a Nathan, che dal 1809 aveva allestito un esercizio come banchiere londinese. Egli investì almeno 800.000 sterline in “oro dalla Compagnia delle Indie Orientali” [13] e si affidò ai Sassoon per creare il traffico d’oppio.

Il Principe Guglielmo, un imprenditore che affittava soldati, in stile Blackwater, aveva accumulato una enorme fortuna nel momento in cui morì. Ovviamente, i cittadini rifiutarono i bassi salari da schiavo dei soldati e resistettero all’assunzione. Noleggiare le armi costava di più ma non era imputabile al governo; l’incremento della conta delle vittime nemiche (per i governi che contano effettivamente) e l’arricchimento dell’amicizia dei compari aziendali del governo era un vantaggio in tempo di elezioni. Rumsfeld e Franks, nella fase iniziale, ricordarono agli americani che “noi non facciamo la conta delle vittime.”[14] Nel 1997 verrà creata la PNAC (Project for the New American Century).

Quei soldati assiani sarebbero stati usati contro i patrioti americani che erano stanchi delle tasse eccessive estratte dagli inglesi per pagare le loro guerre senza fine, e decisero di espellere gli inglesi e rivendicare la loro indipendenza che li condusse alla Guerra Rivoluzionaria. Alexander Hamilton, un agente dei Rothschild, convinse George Washington ad far sì che i Rothschild finanziassero la guerra. Nel 1791, con un grande debito di guerra da pagare, Hamilton istituì una banca centrale, di proprietà dei Rothschild e altri stranieri, chiamata First Bank of the United States, con una licenza di vent’anni. Andrew Jackson in seguito si riferì a loro come ad un covo di vipere. [15]

Il Congresso respinse il rinnovo della licenza e la banca chiuse il 4 marzo del 1811 e ciò fece infiammare d’ira Rothschild che aveva il controllo azionario. Egli dichiarò: ”O viene approvata la richiesta di rinnovo della licenza, o gli Stati Uniti si troveranno in una guerra maggiormente disastrosa.” Ordinò poi alle truppe britanniche di “dare una lezione a questi impudenti americani. Riportarle allo stato coloniale”. Questo portò alla guerra del 1812, la seconda guerra con l’Inghilterra, che facilitò la nuova licenza della Bank of the United States. La guerra fece innalzare il debito nazionale da 45 a 127 milioni di dollari.[16] A questo punto entrò nel mirino inglese il patrimonio borbonico italiano.

Quando Nathan Rothschild chiese al Parlamento britannico di dichiarare guerra, il Primo Ministro si oppose. Fu assassinato da un “pistolero solitario” l’11 maggio 1812. Il Parlamento dichiarò guerra il 18 giugno 1812. Le truppe britanniche bruciarono la Casa Bianca e altri edifici governativi, tra cui quello che ospitava i documenti di ratifica della Costituzione degli Stati Uniti. Il Presidente Madison, un politico percettivo, propose l’istituzione di una seconda banca centrale il 5 dicembre 1815 e questa fu creata dal Congresso il 7 gennaio 1817. Nicholas Biddle, un protetto di Nathan Rothschild, divenne presidente della banca nel 1822.

Mayer morì il 19 settembre 1812. Nelle sue volontà lasciò 1 miliardo di franchi ai suoi cinque figli e istruzioni di “business” concernenti al matrimonio, al controllo totale della famiglia e al segreto assoluto. Le politiche di Rothschild includevano la “crudeltà totale in tutti i rapporti di business”.[17] Tutto è avvolto nella segretezza; una caratteristica che essi imposero sottilmente alla loro moltitudine di servitori; essi, attraverso l’osservazione attenta, scoprirono che la discrezione era molto più favorevole al loro benessere generale. Ogni opportunità di fare soldi è solo business – guerra, terrorismo, genocidio, invasioni, saccheggi pubblici di massa – tutti mascherati con la “retorica del diritto” per l’accettabilità di massa. La famiglia Rothschild simboleggia la frase di “banchiere internazionale”. Sono realmente dei malfattori. Essi sono quelli che giustamente bersagliati pubblicamente, volevano rovesciare tutte le monarchie d’Europa a cominciare da quelle Cattoliche. Anzi, soprattutto quelle legate al Sacro Romano Impero e le più prospere.

Nel gennaio 1814 Nathan ricevette un lucroso contratto con il governo britannico per la fornitura di moneta al fine di pagare le truppe britanniche che stavano combattendo la partita di spareggio per l’equilibro di potere, la Guerra Napoleonica – entrambe le parti furono finanziate dalla famiglia dei Rothschild. Dalla vasta rete di corrieri di famiglia che trasportavano contanti, Nathan ricevette la “conoscenza preventiva” circa l’esito della battaglia di Waterloo. Egli manipolò i “consoli” nella London Stock Exchange per creare panico e vendita frenetica. Egli incrementò la sua fortuna di 6500 volte. [18] Prese il controllo della Banca d’Inghilterra e dell’economia inglese. Tre anni più tardi egli orchestrò un colpo di stato in denaro in Francia. Ci sarebbero stati molti palcoscenici di colpi di stato di denaro, a livello mondiale, nel corso degli anni. I Rothschild si ritirarono dalle luci della ribalta e alterarono i loro procedimenti al fine di spennare gli individui e i paesi. Essi ora “operano attraverso e dietro una grande varietà di facciate”.[19]

Aderire alla costituzione significherebbe assenza di coinvolgimenti stranieri – ci dovrebbe essere “amicizia con tutti e alleanze con nessuno”. Non ci dovrebbe essere alcuna imposta sul reddito, nessuna inflazione o debito nazionale. Se correttamente messe in pratica, come detta la costituzione, le nostre libertà personali dateci da Dio dovrebbero consentire a tutti di conservare i frutti del loro lavoro, determinando indipendenza e prosperità. Le grandi banche europee videro la costituzione americana che non autorizzava “nessun debito” in denaro come “una grave minaccia per i loro piani”. La possibilità della prosperità individuale e dell’indipendenza avrebbe attirato l’intelligenza e la ricchezza “di tutti i paesi”. Pertanto, secondo l’ordine del giorno degli Illuminati, l’America doveva essere distrutta.[20]

Con tale libertà di prosperare, i banchieri decisero che la “business connection” era “Il tallone d’Achille dell’America”. La Casata dei Rothschild, attraverso la connessione Warburg-Schiff, finanziò l’Impero Standard Oil di Rockefeller, Edward Harriman (ferrovie) e Andrew Carnegie (acciaio). Questi magnati americani del business avrebbero comprato e controllato i politici. Per facilitare il progresso delle “loro operazioni americane” e la ri-istituzione di una banca centrale, i Rothschild inviarono uno dei loro agenti migliori, Paul Moritz Warburg, a New York nel 1902 a farsi carico del loro assalto. Insieme a Jacob Schiff, il capo della Kuhn, Loeb & Company di proprietà dei Rothschild, Warburg riuscì a creare la crisi finanziaria che condusse al grande colpo di stato di denaro – la proprietà privata del Sistema della Federal Reserve, il definitivo padrone di schiavi americano.[21]

[1] Fed Debt War – History Of Lies, Thievery, And Deceit by Dr. Ken Matto, Former Congressional Candidate, 6th District N.J.
[2] The Ultimate Yellow Brick is GOLD!
[3] Descent into Slavery? By Des Griffin, Emissary Publications, South Pasadena, California, 1980, 1984, pgs. 18-40
[4] Timeline of the Rothschild Family by Andrew Hitchcock
[5] Fed Debt War – History Of Lies, Thievery, And Deceit by Dr. Ken Matto, Former Congressional Candidate, 6th District N.J.
[6] Pawns In the Game
[7] Timeline of the Rothschild Family by Andrew Hitchcock
[8] The Illuminati and the Council on Foreign Relations, Myron C. Fagen
[9] Descent into Slavery? By Des Griffin, Emissary Publications, South Pasadena, California, 1980, 1984, pgs. 18-40
[10] The World Order, A Study in the Hegemony of Parasitism By Eustace Mullins
[11] Descent into Slavery? By Des Griffin, Emissary Publications, South Pasadena, California, 1980, 1984, pgs. 18-40
[12] The Illuminati and the House of Rothschild By Johnny Silver Bear, August 23, 2005
[13] Descent into Slavery? By Des Griffin, Emissary Publications, South Pasadena, California, 1980, 1984, pgs. 18-40
[14] Iraqi Body Counts
[15] The Ultimate Yellow Brick is GOLD!
[16] Financial Background, the Beginning of Monetary control by David Allen Rivera
[17] Descent into Slavery? By Des Griffin, Emissary Publications, South Pasadena, California, 1980, 1984, pgs. 18-40
[18] The World Order, A Study in the Hegemony of Parasitism By Eustace Mullins
[19] Descent into Slavery? By Des Griffin, Emissary Publications, South Pasadena, California, 1980, 1984, pgs. 18-40
[20] Ibid
[21] Ibid

di Deanna Spingola

http://www.spingola.com/before_rockefeller.htm

Seppur ebrei dichiarati (ma solo per secondi fini) sono Guardiatesori del Vaticano, la più importante carica che il Vaticano “dona”, dato che costoro controllano il tesoro del Vaticano dal 1823. Eppure è stato dimostrato che Adolf Hitler e i nazisti sono stati creati e finanziati dai Rothschild. Furono loro che organizzarono l’ascesa al potere di Hitler attraverso società segrete a capo degli Illuminati presenti in Germania, come la Società Thule, la Società Vril; furono i Rothschild a finanziare Hitler attraverso la Banca d’Inghilterra e altre fonti sono la Banca Kuhn Loeb, che finanziò anche la Rivoluzione Russa. Non solo Hitler fu sostenuto dai Rothschild, ma diverse prove dicono che lui fosse un Rothschild. Tra cui il libro dello psicanalista Walter Langer, The mind of Hitler. Oggi i Rothschild controllano i Social Network, da Facebook a Google, ma persino Yahoo.

Nota aggiunta: “il coraggio delle idee”

Il coraggio necessario per attuare una fiscalità sociale a misura d’uomo non esiste. Eppure Lincoln e Kennedy ebbero quel coraggio. Ambedue pagarono caro. Lincoln creò le banconote “green-backs”, e venne ucciso poco dopo, nel 1865. Durante la guerra civile americana, i Rothschild di Londra finanziarono il Nord, e i Rothschild di Parigi il Sud. Per ridurre il livello del debito che il suo governo avrebbe affrontato, Lincoln fece quel denaro. Le banconote “green-backs” erano come dovevano – e come dovrebbero – essere, e cioè prive di interessi bancari. Ciò si rilevò potenzialmente disastroso per le banche, e se la cosa fosse continuata dopo la guerra e si fosse diffusa in altri paesi, le banche e i banchieri avrebbero perso il loro potere. Lincoln fu assassinato da John Wilkes Booth che, secondo alcuni studiosi, era un agente della Casa Rothschild. Dopo la morte di Lincoln cessò ovviamente anche la stampa dei green-backs.

Kennedy propose la stessa soluzione e subito dopo fu ucciso a Dallas, in Texas, nel 1963. I suoi obiettivi principali erano di prendere il controllo della moneta della nazione, togliendola dalle mani delle Banche della Federal Reserve e di terminare così la guerra in Vietnam. Il vero motivo del suo assassinio è percepibile. Dopo quello storico omicidio il vicepresidente J. B. Johnson, appena assunta la carica di Presidente, ordinò infatti il ritiro di tutte le banconote fatte stampare da Kennedy. Kennedy aveva infatti ordinato l’emissione, da parte del Tesoro, di 4.292.893.815 dollari, con banconote che non riportavano più la scritta “Federal Reserve Note”, ma quella, invece, di “United States Note”.

L’ordine esecutivo di Kennedy (E.O. 11110 del 4 giugno 1963) era un ordine coraggioso, ed è in fondo quello che bisognerebbe aspettarsi oggi da ogni Stato Sovrano. Ma campa cavallo! Costoro tremano di fronte ai banchieri. E’ comprensibile. Ma non bisogna far finta di avere coraggio dicendo le cose a metà per paura dei banchieri. Infatti, per impedire una commissione d’inchiesta, libera e indipendente, sull’assassinio di Kennedy, Johnson e il capo dell’FBI, Hoover, crearono la “Commissione Warren” per fornire ed avvalorare la versione ufficiale sull’assassinio. Di questa Commissione faceva parte anche un certo J. McCloy, che non aveva avuto alcuna esperienza nel campo del crimine, né dell’ordine pubblico, né in quello della sicurezza della nazione. In compenso però era il Presidente della Chase Manhattan Bank dei Rochefellers.

Perché la presenza di un banchiere nella Commissione Warren? Le uccisioni di Lincoln e di Kennedy testimoniano dunque che per conservare ed aumentare debiti non dovuti, per questa mega truffa planetaria, non vi è solo lo strumento della guerra. Per evitare l’estinzione dei debiti bancari, cioè per evitare l’estirpazione del cosiddetto “debito pubblico”, sostituendolo con un credito sociale o col reddito di cittadinanza che ne scaturirebbe attraverso l’emissione di biglietti di stato, vi è anche l’assassinio.

Kennedy aveva infatti capito che l’egemonia dell’usura poggiava sull’idea truffaldina della banca centrale: emettere moneta prestandola al popolo, il quale, creandone il valore con l’accettazione, avrebbe invece dovuto esserne il proprietario fin dall’emissione. Per semplice logica umana, tutti infatti possono prestare denaro, ma non chi lo emette. Se io ti presto una banconota devo averla. Se non ce l’ho e te la stampo, ti presto casomai la carta, non il valore che stampo su di essa.

In altre parole, se mi presti la tua rete per pescare e mi indebiti perennemente anche dei pesci che pescherò in futuro, non posso accettare, perché io devo restituirti solo la tua rete, magari con un grazie o con gli interessi per l’usura (della rete). Eppure oggi non è così e questi esempi descrivono esattamente l’attuale sistema bancario mondiale, che tutti ancora accettiamo, mentre persone e governi stanno affogando in un mare di guai come è successo in Argentina e oggi con la Grecia, l’Europa e non solo. E sì. Perché come ci insegna Tacito “Dove fanno il deserto, lo chiamano pace”. Ecco il Premio Nobel per la pace.

Oltre che ad aver avuto un ruolo determinante, dietro le quinte, in tutta la politica americana del dopoguerra, Prescott Bush di recente è risultato esser stato implicato nei pesanti finanziamenti illeciti che contribuirono all’ascesa di Hitler al potere, e scagionato come tutti i membri della IG-Farben (BASF, Bayer e HOECHST) al processo di Norimberga.

Eccone la vicenda dettagliata, che merita di essere conosciuta per meglio inquadrare la potenza di una dinastia che ancora oggi regna indisturbata sugli Stati Uniti d’America.

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Evidentemente si evince che non possiamo cambiare il mondo o passare il Tempo a “convincere” su dati storici incontrovertibili. Perché, tanta è la certezza che Dio si è incarnato in Spirito Santo ed è nato per mezzo di Maria, come sappiamo anche che Satana tenta di impadronirsi delle anime che Gesù è venuto a Salvare attraverso la Sua Redenzione. Quindi, sebbene gli Arcieri abbiano pienamente catturato il senso della Lotta e della Verità, disvelando altresì il modo in cui Satana ha tessuto la sua Rete di Mammona attraverso la Menzogna, l’Empietà, l’Iniquità e i suoi Figli, della Perdizione, ci si pone anche la domanda di quanto Tempo valga la pena soffermarsi, poi, su come si siano svolti realmente gli eventi nei 2000 anni successivi all’Avvento, all’Insegnamento evangelico di quella “Buona Novella”, alla Passione, Morte e Resurrezione di Gesù; nella misura in cui tale esplorazione potrebbe nuovamente sottrarci del Tempo all’Amore, alla Lode, alla Gloria per Dio. Tutto ciò si racchiude nelle vie infinite che portano al Mysterium Iniquitatis. Ecco perchè, l’unica soluzione, è riprenderci il nostro Tempo e affidarci a Gesù Adveniente e Maria CorRedentrice. Quindi, è assolutamente necessario l’estremo atto di Fede (Carità o Fede in Opera) per aiutare gli altri alla CONVERSIONE. Ciò è possibile se assumiamo in noi ogni precetto cristiano che ci viene insegnato nel Vangelo e quindi la prassi del vivere lontano da Mammona. E sì, perché alla domanda se stiamo con Dio o Mammona, noi abbiamo scelto Dio, confermati nel Battesimo. La nostra vera testimonianza è quella, dunque, che passa da una scelta informata di cosa è la Storia, ma soprattutto, liquidata la propaganda neomondialista e newage, quale è la vera Battaglia che ci resta da combattere; e, perché, noi, abbandonati alla consapevolezza che l’Instaurazione del Regno di Dio prevarrà sulle Porte degli Inferi, ci facciamo Arcieri di Nostra Signora della Tenda; e perché, noi, soccorsi dalla Rivelazione, vogliamo trasmettere amore per la Santità, parte costitutiva della Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica Romana, Missionaria e Mariana, proprio quella che nonostante tutto ha attraversato indenne la Storia.

E’ per questa ragione che qui suggeriamo la nostra preghiera e appresso il modello da perseguire, per cui possiamo affermare che se riusciamo ad essere noi per primi liberi da Mammona, possiamo poi liberare.

L’unica lotta a noi possibile è quindi quella di recuperare il nostro Tempo sottraendolo dai ladri di Tempo.

Come insegna San Tommaso ‘contra factum non valet argumentum; contro il fatto non vale l’argomento’.

I nemici di Dio e della Verità, cercheranno di transpondere ogni argomento su piani ‘meta-congiunturali’.

Scrive San Paolo nella Lettera agli Efesini vv. 20-24: “…voi non è così che avete imparato a conoscere Cristo. Se pure gli avete dato ascolto e in Lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù, avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invero rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità”.

 PREGHIERA DEGLI ARCIERI A RISCATTO DEI MOLTI

Nostra Signora CorRedentrice, Mediatrice di Grazie

sei tu la Nostra Santa Tenda e Sacra Arca della Bellezza

“Facciamoci tutti Carità, nonchè docili e casti strumenti del Signore,

nella fermezza, per essere Comunità d’Amore secondo il Vangelo di Verità”

Siate Pronti, Degni e date Gratuitamente, prodi Arcieri, che “non sappiamo l’ora!”

E nella Vigna Santa del Signore, siate “Liberi, da Mammona, per liberare”

Oh, Principe delle Milizie, Proteggici in questa battaglia per la Fede!

Si sappia: “La Bellezza, in Maria Corredentrice, salverà il mondo”

Salvaci con la Fiamma d’Amore del Tuo Cuore Immacolato

Vedi Madre “Faccio nuove tutte le cose” (Ap. 21:5)

Nei disegni divini, Dio, si è voluto servire di MARIA, per darci GESU’, il REDENTORE. Perciò essa è associata a Lui in un ordine tutto particolare. Secondo quanto Dio ha stabilito, non è possibile parlare di Gesù senza incontrare Maria; come non è possibile incontrare Maria senza essere indirizzati a Gesù. «In un unico e medesimo decreto furono prestabiliti i primordi della Vergine colla Incarnazione della Divina Sapienza”. Così Pio IX nella Enc. «Ineffabilis”. E S. Pio X nella Enciclica “Ad dieni illum”: Nelle Scritture Sante ogni volta che si profeta della grazia futura in noi, quasi altrettante è congiunto il Salvatore degli uomini con la sua Santissima Madre”. Nella Cristologia e Soteriologia il punto centrale è l’Unione Ipostatica del Verbo con la divina Maternità.

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1833

A Yale viene fondata la Skull & Bones Society

1837

Bancarotta della Union Pacific Railroad (UPR)

1861

Viene ucciso Abramo Lincoln che aveva scoperto i piani della Banca d’Inghilterra di finanziare una guerra fratricida fra americani sponsorizzando l’acquisto di armi e la forniture di moneta.

Seguiamo prima la pista dei soldi, e mostriamo come è connessa direttamente con JKF, e cosa JFK fece per cercare di aiutare il popolo americano riguardo al debito nazionale e bancario. Per spiegare la pista dei soldi, il modo più facile è quello di far riferimento alla storia di Abraham Lincoln. Lincoln fu presidente durante la Guerra Civile Americana. La guerra tra il Nord ed il Sud sulla questione dello schiavismo. Gli Yanks contro i Confederates.

Il Presidente Lincoln aveva bisogno di raccogliere denaro per finanziare l’esercito nordista. Ci sono tre modi con cui il governo può trovare il denaro. Il governo può tassare i cittadini, prendere in prestito denaro o può stampare contante e spenderlo. Lincoln decise di stampare le banconote degli Stati Uniti per finanziare la guerra.Questo modo evitava la tassazione e l’indebitamento.
Lincoln stampò contante e lo usò per la guerra. Non c’era bisogno di tasse e debiti. I banchieri volevano trarre profitto dalla guerra. I banchieri volevano che Lincoln stampasse il contante e lo consegnasse alle banche al prezzo del costo di stampa del denaro. Poi i banchieri avrebbero restituito il denaro al governo sotto forma di prestito bancario per poi chiedere ai contribuenti di pagare una tassa per ripagare gli interessi ai banchieri. L’onesto Abraham Lincoln disse di NO ai banchieri e fu assassinato. Dopo il suo assassinio i banchieri raggiunsero il loro scopo.

Gli succede Andrew Johnson.

Non posso in questa introduzione ai passi che si sono succeduti per l’intronizzazione del Nuono Ordine Mondiale ignorare una coincidenza che ha dell’incredibile se non fosse che siamo assai consapevoli di avere a che fare con una organizzazione che pianifica ogni sua mossa facendo del loro modus operandi un manuale di perfezione quasi maniacale, anche sul piano simbolico, proprio con l’intento di mostrare che loro sono i Padroni, i Signori del Mondo e che non ‘è figlia che si muova che loro non vogliano. Sto parlando degli Illuminati. Ed in questa occorrenza mi viene di riportare questo stranissimo ed inquetante racconto che circola in internet da tempo usato contro le demistificazioni narrative e mediatiche di questo tempo che cerca ovunque distruggere la centralità affabulatoria del complotto. In sé, il nucleo del complotto è, da ogni punto di vista letterario e non, assai perturbante. Si consideri per esempio l’incredibile serie di coincidenze che accomunano le persone e le caratteristiche delle morti di Abraham Lincoln e John Fitzgerald Kennedy. La lista che segue è composta da affermazioni storicamente accertate.

Abraham Lincoln viene per il Congresso nel 1846.
Abraham Lincoln viene eletto presidente nel 1860.
John F. Kennedy si elegge per il Congresso nel 1946.
John F. Kennedy viene eletto presidente nel 1960.

I cognomi Lincoln e Kennedy sono composti da 7 lettere.

Le spose dei due presidenti hanno avuto i figli mentre abitavano nella Casa Bianca.

I due presidenti furono uccisi entrambi con uno sparo in testa.

I due presidenti hanno perso la vita di mercoledì.

La segretaria di Lincoln si chiamava Kennedy.
La segretaria di Kennedy si chiamava Lincoln.

Sono stati assassinati da “gente del Sud”.

I due presidenti hanno avuto come successori un “sudista”.

I nomi dei successori erano composti da 7 lettere, e i due si chiamavano entrambi Johnson.

Andrew Johnson, che successe Lincoln, nacque nel 1808.
Lyndon Johnson, che successe Kennedy, nacque nel 1908.

John Wilkes Booth, che uccise Lincoln, nacque nel 1839.
Lee Harvey Oswald, che uccise Kennedy, nacque nel 1939.

I due assassini erano conosciuti con il doppio nome per esteso.

Il totale delle lettere dei nomi di ogni assassino era 15.

Lincoln morì dentro un cinema chiamato ”Kennedy”.
Kennedy morì in una macchina chiamata “Lincoln”.

John Wilkes Booth scappò dal cinema ed è stato arrestato all’interno di un edificio.
Lee Harvey Oswald scappò dall’alto di un edificio ed è stato arrestato dentro un cinema.

Booth e Oswald furono entrambi assassinati prima del processo.

Una settimana prima di essere ucciso, Lincoln era in ferie a Monroe, Maryland.
Una settimana prima di essere ucciso, Kennedy era in “ferie” con Marilyn Monroe.

Capirete da voi che preso Lincoln come riferimento di un Presidente che non si è voluto adeguare ai progetti degli Illuminati, ogni cosa sia accaduta al Presidente Kennedy è stata da loro diretta e resa così bizzarra che per essere solo una coincidenza è pressochè assurdo. Qualcuno quindi decide la sorte della società per conto nostro. E se ci ribelliamo, se abbiamo potere per essere ascoltati, allora ci eliminano fisicamente senza pensarci due volte. Per questi servizi, sanno bene di chi servirsi.

Possiamo quindi iniziare questa amara storia tutta volta a sovvertire lo Spirito di Dio e della Storia.

1890

Può sembrare un episodio marginale rispetto alla storia che sto per elencare. Ma in realtà, se inquadrata rispetto alle Primavere Arabe degli ultimi tempi e all’eccidio compiuto ad Alessandria presso la chiesa copta di rito cristiano che riconosce il Papa di Roma, c’è poco da stupirsi. Stiamo infatti parlando del genocidio Armeno. Quel popolo che situato ai piedi del mnonte Ararat aveva anche una venerazione per la Sacra Reliquia dell’Arca di Noè, dalla quale per secoli hanno prelevato pece per ardere le candele. Nel 1890 nell’Impero ottomano si contavano circa 2 milioni di armeni, in maggioranza cristiani-ortodossi monofisiti (non avevano partecipato al Concilio di Calcedonia e non avevano aderito alla professione di fede che riconosce anche la piena umanità di Gesù insieme alla sua piena divintà, e dunque considerano Gesù come entità unicamente divina). Gli armeni erano sostenuti dalla Russia nella loro lotta per l’indipendenza, poiché la Russia aspirava ad indebolire l’Impero ottomano per annetterne dei territori ed eventualmente appropriarsi di Costantinopoli. Per reprimere il movimento autonomista armeno, il Governo ottomano incoraggiò fra i curdi, con i quali condivideva il territorio nell’Armenia storica, sentimenti di odio anti-armeno.

L’oppressione che dovettero subire dai curdi e l’aumento delle tasse imposto dal governo turco esasperò gli armeni fino alla rivolta, alla quale l’esercito ottomano, affiancato da milizie irregolari curde, rispose assassinando migliaia di armeni e bruciandone i villaggi (1894).

Due anni dopo, probabilmente per ottenere visibilità internazionale, alcuni rivoluzionari armeni occuparono la banca ottomana a Istanbul. La reazione fu un pogrom anti-armeno da parte di turchi ottomani in cui persero la vita 50.000 armeni. Nel periodo precedente la Prima Guerra Mondiale all’impero ottomano era succeduto il governo dei «Giovani Turchi». Costoro temevano che gli armeni potessero allearsi coi russi, di cui erano nemici. Il 1909 registrò un eccidio di almeno 30.000 persone nella regione della Cilicia.

Nel 1915 alcuni battaglioni armeni dell’esercito russo cominciarono a reclutare fra le loro fila armeni che in precedenza avevano militato nell’esercito ottomano. Intanto l’esercito francese finanziava e armava a sua volta gli armeni, incitandoli alla rivolta contro il nascente potere repubblicano. Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1915 vennero eseguiti i primi arresti tra l’élite armena di Costantinopoli. L’operazione proseguì l’indomani e nei giorni seguenti. In un solo mese, più di mille intellettuali armeni, tra cui giornalisti, scrittori, poeti e perfino delegati al Parlamento furono deportati verso l’interno dell’Anatolia e massacrati lungo la strada.

Arresti e deportazioni furono compiute in massima parte dai «Giovani Turchi». Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono per fame, malattia o sfinimento. Queste marce della morte furono organizzate con la supervisione di ufficiali dell’esercito tedesco in collegamento con l’esercito turco, secondo le alleanze ancora valide tra Germania e Impero Ottomano (e oggi con la Turchia) e si possono considerare come “prova generale” ante litteram delle piu’ note marce ai danni dei deportati ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.  Altre centinaia di migliaia furono massacrate dalla milizia curda e dall’esercito turco. Malgrado le controversie storico-politiche (saranno trattate nella sezione che segue), un ampio ventaglio di analisti concorda nel qualificare questo accadimento come il primo genocidio moderno. http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_armeno

1898

Siamo negli anni del 25° Presidente William McKinley. Morrà durante il mandato nel 1901. Gli subentrerà Theodore Roosevelt fino al 1908.

La UPR viene venduta a Edward Henry Harriman & partner e al giudice Robert Scott Lovett. L’affare viene condotto da Kuhn Loeb, del quale è partner Felix Warburg

1899

In Italia viene fondata la FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino) che non solo sarà di grande utilità a formare un pensiero industriale nel centro dell’Europa, ma sarà valido supporto strategico nelle commesse militari e nella formazione dei Governi (con l’appoggio e le direttive di Henry Kissinger). A tal proposito la FIAT sarà degna rappresentante di Bilderberg e Trilateral non solo in Italia e al suo interno creerà ed incentiverà una nuova Classe Dirigente e Progetti europeisti. La storia della FIAT resta tutt’ora segreta per come si è andata a costituire per quella che la conosciamo noi oggi. La FIAT, infatti, iniziò la costruzione del famoso stabilimento produttivo denominato Lingotto nel 1916 e lo fece entrare in funzione solo nel 1923. Incuriosisce il nome che fa pensare al FIAT della Creazione, ma anche alla produzione della Moneta dal nulla.

1902

Paul e Felix Warburg emigrano negli Usa

1903

Sale sul soglio Pontificio un Papa straordinariamente Santo per l’epoca in cui è vissuto, per le pressioni che gli arrivavano sin dentro le stanze Vaticane. Il suo nome era Giuseppe Melchiorre Sarto di Riese, ma alla storia passerà come San Pio X. Fu il 257° Papa della Chiesa Cattolica di  Roma, colui che promulgò il Giuramento AntiModernista contro chi, usando ragione, fede e scienza avesse tentato sovvertire l’Ordine Naturale di Dio e delle cose e la Morale Cattolica. Riconosceva pienamente il suo ruolo di Katechon, ma anche di Pastore. Già quando era giovane seminarista, aveva udito parlare di queste strane idee sull’evoluzionismo darwiniano, ma ancor di più che alcuni volevano mettere su un progetto di controllo delle razze e di manipolazione eugenetica. Era mai possibile che potesse esservi una idea tanto perversa nell’uomo da voler modificare le cellule che Dio ci aveva date per creare una creatura dissimile da quella voluta da Dio? San Pio X si era posto la domanda lì dove io individuo il 23 elicoidale delle coppie di cromosomi. 23, il numero tanto caro agli Illuminati e con cui firmano ogni loro atto epico e mondialista. Il suo motto era Instaurare omnia in Christo (Paolo di Tarso). Fu Papa fino al 1914 ed ebbe come collaboratore Merry Del Val. Fu proclamato Santo dal Beato Pio XII, nel 1954, poco prima dell’elezione di Giovanni XXIII.

foto del 1909

1904

Il tedesco Alfred Ploetz fonda l’Archivio per la Biologia Razziale e Sociale, che diventa la pubblicazione leader del movimento eugenetico, o dell’igiene della razza, reso popolare da Ernst Haeckel, in Germania.

John David Rockefeller diffonde la “Lettera Occasionale n°1”, e i piani dettagliati per inquadrare la popolazione, ridurre l’intelligenza nazionale al minimo comun denominatore, distruggere le influenze parentali, le tradizioni e i costumi, ed eliminare le scienze e l’apprendimento reale “al fine di perfezionare la natura umana”. Charles B. Davenport costruisce a Cold Springs Harbor, Long Island, il primo laboratorio di studi ed esperimenti eugenetici. Cold Springs è anche il luogo delle proprietà dei fratelli Dulles. I laboratory di Cold Springs ricevono fondi sovradimensionati, nella misura di 11 milioni di USd dell’epoca dagli Harriman e dai Rockefeller.

1907

Samuel Bush (bisnonno di “Dabliu”) è eletto presidente della Buckeye Steel Castings Co. in Columbus, Ohio. Per tutta la durata della sua carriera, Samuel Bush fornirà materiale rotabile alle ferrovie decise a Wall Street. Intanto comincia lo sterminio degli indiani d’America e dei bisonti.

Più tardi diventerà un consigliere vicino al presidente Hoover, e primo presidente dell’Associazione Manifatturiera Americana (Nam). NAM si distinguerà per l’appoggio dato al fascismo, fino al 1950. I membri della NAM, guidata da Robert Welch, formeranno la John Birch Society.

Lo stato dell’Indiana passa la prima legge eugenetica.

1909

Nasce la Fondazione Rockefeller. La famiglia sostiene il movimento eugenetico, compreso l’Istituto Kaiser Guglielmo, in Germania.

1911

John Foster Dulles si associa a Sullivan e Cromwell

1912

Affonda il Titanic, il cui armatore era J.P. Morgan. Vi muoiono John Jacob Astor IV, Benjamin Guggenheim, e Isa Strauss che non avevano accettato, nell’isola di Jekill il piano di Rockefeller, Rothshilds, J.P. Morgan di fondare una Banca Unica in grado di stampare denaro a debito

1913

Nasce la Federal Reserve

Isituzione della Federal Reserve a New York grazie a un voto truffaldino in un Senato quasi vuoto alla vigilia di Natale 1913.
Istituzione simultanea della ADL AntiDefamation League situata a poche centinaia di metri dalla Federal Reserve.

Al Presidente William Howard Taft (1909-1913) seguirà Thomas Woodrow Wilson fino al 1921.

1914

Innesco della Prima guerra mondiale alla fine della quale gli USA avrebbero inspiegabilmente ribaltato la vittoria militare tedesca con mezzi che non sono noti a nessuno. Forse corruzione e sovversione interna da parte dei bolscevichi spartachisti ebrei tedeschi, forse la guerra batteriologica con la spagnola che causò 50 milioni di morti nel mondo e che è avvolta da un misterioso tabù.

1914

Con l’avvicinarsi della guerra, Percy Rockefeller prende il controllo della Remington Arms e nomina Samuel F. Pryor come CEO.

1915

Robert Lansing, zio di Dulles, viene nominato Segretario di Stato. Lansing arruola il nipote e lo spedisce in Panama, Costa Rica e Nicaragua con il pretesto del business, in realtà per sondare i latinoamericani sull’aiuto allo sforzo bellico imminente. Il Costa Rica è nelle mani dell’orrendo dittatore Federico Tinoco.

Dulles consiglia Washington di sostenerlo in quanto anti-tedesco. Dulles incoraggia anche il dittatore del Nicaragua, Emiliano Camorro, a sospendere le relazioni diplomatiche con la Germania.

Dulles offre a Panama di non pagare la tassa sugli introiti del Canale se Panama dichiara guerra alla Germania.

1917

Prescott Bush entra negli Skulls & Bones. Anche suo figlio George I ed il nipote George W. diverranno Skulls.

IN QUESTO ANNO NOSTRA SIGNORA APPARE A FATIMA IL GIORNO 13 MAGGIO

Brown & Harriman hanno un numero eccezionale di Skulls durante gli anni ’30.

Gli Illuminati si sono da sempre infiltrati nei partiti “popolari” sotto ogni forma di “fabianesimo” o anche socialismo reale (Fascismo) e centrosinistra (Capitalismo).

Vediamo com’è andata. Andrea Di Lenardo dalla sua prospettiva marxista ce la racconta così:

E. Roland Harriman era Direttore della Guaranty Trust, che finanziò Lenin e Trotsky. Suo fratello era W. Averell Harriman, membro della paramassonica e coperta Società del Teschio e delle Ossa (Society of Skull and Bones), già Fratellanza della Morte, una “succursale” statunitense dell’Ordine dei Perfettibili fondato il 1° maggio 1776 dal prof. Adam Weischaupt (membro della Massoneria) in Baviera. W. Averell era sposato a Pamela, amante di Giovanni (Gianni) Agnelli junior (membro del Gruppo Bilderberg), padre di Margherita Agnelli, moglie dell’ebreo (sia per parte di padre che di madre) Alain Elkann. La Agnelli e Elkann generarono John Philip Jakob Elkann, membro del comitato direttivo dell’Aspen Istitute Italia, insieme a Mario Monti. L’Aspen Istitute è controllato da Israele e finanziato dalla Rockefeller Fondation e dalla Fondazione Ford di Henry Ford (membro della Massoneria). Inoltre Pamela, moglie di W. Harriman, fu anche amante di Élie de Rothschild. W. Harriman ricavò ingenti ricchezze dalle imprese russe e fu nominato ambasciatore statunitense in Unione Sovietica. Ambasciatore come la moglie dunque, che nel 1997 fu nominata ambasciatrice a stelle e strisce a Parigi da William (Bill) Jefferson Blythe III (poi Clinton), Presidente U.S.A. dal 1993. Il 93 è una data simbolica per gli Illuminati, simbolicamente annunciata, come il 2012 i l’11 settembre. Clinton è figlio di natura di Winthrop Rockefeller, fratello di Nelson, Laurence, David (l’uomo più potente del mondo, membro del Gruppo Bilderberg e co-fondatore della T.C.) e John Davison Rockefeller III, figli di John Davison Rockefeller II, figlio di John Davison Rockefeller I. La Harriman ebbe un peso notevole per i democratici U.S.A., come del resto suo marito lo fu al tempo di Franklin Delano Roosevelt, discendente dalla famiglia di narcotrafficanti dei Delano, imparentati con George Walker Bush (membro della Società del Teschio e delle Ossa), parente di John Forbes Kerry (membro della Società del Teschio e delle Ossa).

Altro finanziatore della Rivoluzione Russa fu l’ebreo George Herbert Scherff (che poi cambiò il suo nome in Prescott Scheldon Bush), membro della Società del Teschio e delle Ossa, nonché alto protagonista dei crimini nazisti del Terzo Rech e amico di Mengele, l’“Angelo della Morte”.

Poi, dopo avere trasformato il Comunismo in una dittatura totalitaria in tutti i Paesi dell’Est europeo e in Cina (con il massone Mao Tse Tung), gli Illuminati poterono abbattere l’Unione Sovietica, avendo ormai screditato a livello globale il Marxismo, l’ideologia che avrebbe potuto fermarli. L’uomo incaricato di americanizzare la Russia fu Mikhail Gorbaciov, membro del club del Bosco Boemo.

Da lì partì quel processo manipolatorio mirato a trasformare in centrosinistra la sinistra. Così il P.C.I. (fondendosi peraltro con la D.C.) divenne l’attuale ultraliberista P.D., sostenitore di Mario Monti. Oggi il P.D. non è che un clone dei democratici statunitensi e dei laburisti britannici, un club per Capitalisti insomma. Per capire come il centrosinistra di oggi sia in mano agli Illuminati basti pensare all’attuale appoggio del P.D. al banchiere Mario Monti o alle figure del banchiere Romano Prodi (membro del Gruppo Bilderberg, della Massoneria, dell’Aspen Istitute e degli Illuminati italiani) o di Walter Veltroni (membro degli Illuminati italiani e dell’Aspen Istitute, e vicino ai Cavalieri di Malta).

Ma anche i partiti che si spacciano per meno moderati non sono liberi dagli Illuminati. La famiglia di Emma Bonino (membro del Gruppo Bilderberg) è serva dei banchieri da generazioni. Carlo De Benedetti (membro della loggia massonica coperta e illegale Giustizia e Liberta della Gran Loggia Nazione d’Italia, che confluì nella loggia massonica coperta e illegale Propaganda 2 (P2)) si definisce la tessera n. 1 del P.D., nemico di Silvio Berlusconi (membro della P2 e vicino a C.L. e a Cosa Nostra), domina sul suo impero mediatico censoreo (io stesso sono stato censurato e i miei scritti manipolati dal «Messaggero Veneto» di De Benedetti) finanzia la sinistra. Suo figlio Carlo De Benedetti è sposato con la giornalista (si fa per dire) Paola Ferrari, la quale si è candidata con La Destra di Storace e della Santanchè!

E Antonio Di Pietro? Dal 1990 al 1992 (altra cifra simbolica il 92) imparò tecniche politiche (sofistiche) da Michael Leeden. Eccolo quindi poi pronto a eliminare Berlusconi, che non piace all’U.E., quindi va eliminato. Non piace neanche a me, ma devono decidere gli Italiani, non gli Illuminati. E chi è Leeden? Un neocon legato ai vertici della C.I.A. E indagato per l’11 settembre 2001. E cosa ne pensa Di Pietro di Monti (degli Illuminati)? Beh ora si sta leggermente svegliando dal suo sonno letargico cerebrale, però il suo partito ad personam gli ha dato la fiducia.

Scrive Lino Bottaro: «Bertinotti sottostava agli ordini dei D’Urso ed in particolare a Mario D’urso (uno dei migliori amici di Jacob de Rothschild), ora al vertice dell’estrema sinistra [si fa per dire] c’è il suo pupillo Vendola [a cui recentemente Bertinotti ha riconfermato la sua stima]. […]. Henry Kissinger [membro della P2] (amico e stretto collaboratore di Andreotti [Gran Maestro occulto della P2]) è un assiduo frequentatore delle ville dei Rothschild, è stato condannato per genocidio da un Tribunale Europeo e non può entrare in Europa altrimenti verrebbe arrestato, è stato il mandante dell’assassinio di Aldo Moro secondo la moglie di Moro stesso (Moro non era un santo ma fece stampare le 500 lire di carta esenti da signoraggio, non sottostava ad ordini precisi inviati dagli USA e stava per creare un potente Movimento di Centrosinistra non controllabile) e lo fece infiltrando agenti CIA nelle brigate rosse [ho inoltre prove documentali di stretti rapporti fra il brigatista Franceschini e un alto funzionario del Parlamento Europeo (dei Liberali, Gruppo Misto, il partito a cui si rifà Travaglio), amico di un Ministro degli Steri francese, dell’europeista Martino e del padre dello pseudo-gionalista Vinci di Matrix], Kissinger ebbe come assistente Lapo Elkann mentre il fratello John è l’erede di Gianni Agnelli (Nobiltà Nera che ha tra le fila anche Montezemolo ed è controllata dai Rothschild) ed inoltre Vice Presidente dell’Italian Aspen Institute, Bilderberg e frequenta i Rothschild, sposato con la sorella di Beatrice Borromeo, Lavinia, la quale Beatrice collabora da tempo con Travaglio [anti-berlusconiano] e si reputa una del Popolo Viola [ideato da Leeden e controllato da George Soros].

La Famiglia Borromeo è una famiglia nobile ed importante: Beatrice (anche ex collaboratrice di Santoro [sostenitore di Monti] ad Anno Zero) è fidanzata con l’erede del principato di Monaco e figlio di Carolina di Monaco (l’attuale erede al trono Pierre Casiraghi), Lavinia è sposata con John Elkann e l’altra sorella, Isabella, è la moglie del Proprietario del Gruppo API (API, IP, etc..) Ugo Maria Brachetti Peretti.

Nel 2002 Rutelli s’incontrò con Blair, Clinton ed altri sul tema «Building new coalitions», costruire nuove coalizioni. Un ritiro blindato, tre giorni di seminario alla Hartwell House. Anfitrione della cena il barone e banchiere Evelyn de Rothschild. La moglie di Rutelli è Barbara Palombelli, la giornalista onnipresente in tv. Saviano, co-conduttore del programma Vieni Via Con Me (prodotto dalla Endemol di Berlusconi) [lottano contro la mafia solo per eliminare Berlusconi, per eliminare la concorrenza mafiosa, così come la C.I.A. che combatteva i concorrenti narcotrafficanti], si dichiara apertamente a favore del Movimento Sionista Israeliano genocida! L’Israele che conosciamo ora è una creazione (in tutti i sensi) dei Rothschild.

Su Confindustria [di Emma Marcegaglia, membro del comitato direttivo dell’Aspen Istitute Italia] non penso che ci sia bisogno di scrivere qualcosa».

E siamo infine giunti qui, alla dittatura di Monti, in cui il Comunismo è riservato a qualche micro-partito extraparlamentare. E gli Illuminati hanno vinto. Solita strategia: infiltrarsi e corrompere. Ed eliminare qualcunque oppositore, di destra o di sinistra. Non importa l’influenza che questi abbia. Hanno eliminato persino Berlusconi, ricattandolo (le Lega e il Nazionalismo non possono andare a braccetto con la B.C.E., quindi Berlusconi andava cancellato), come egli stesso aveva annunciato nel 2009. Il Nuovo Ordine Mondiale è cominciato.

http://conoscenzaliberta.myblog.it/archive/2011/12/22/come-gli-illuminati-si-sono-infiltrati-nella-sinistra.html

Ma apprendiamo anche che, non solo la Germania imperiale consentì a Lenin di raggiungere la Russia dalla Svizzera, passando dal suolo tedesco, ma il Kaiser finanziò i bolscevichi con milioni di marchi, allo scopo di rovesciare lo zar e liberarsi così da uno dei suoi nemici nella prima guerra mondiale. Lo dimostrano documenti finora segreti, di cui Der Spiegel è venuto in possesso. Che in un titolo definisce Lenin «Il rivoluzionario di Sua Maestà» (La Repubblica 10 dicembre 2007 —   pagina 27)

1918

Robert Scott Lovett viene eletto presidente della Union Pacific. Samuel Bush nominato alla divisione logistica del Ministero dell’Industria Americana di Guerra, comandato da Bernard Baruch e dal suo assistente, Clarence Dillon.

1919

George Herbert Walker fonda la Harriman & co. Della quale è CEO e Presidente.

Averell Harriman, figlio di Edward, è il direttore. Averell sarà più tardi ambasciatore americano in URSS dal ’43 al ’46, e Segretario del Commercio Estero dal ’46 al ’48.

I fratelli Dulles sono coinvolti, ed attivi, nei negoziati dei trattati di pace.

1920

Averell Harriman e George Walker acquisiscono il controllo della tedesca Linea Amburgo-America. L’affare è concluso attraverso il direttore esecutivo della linea, William Cuno e Max Warburg, per conto dei Banchieri Warburg. Il nome della compagnia viene cambiato in:

American Ship & Commerce Corp. Samuel Prior della Remington Armi è stato coinvolto nell’affare e ora è nel consiglio di amministrazione della compagnia. Cuno diventerà un grosso contribuente della raccolta fondi del Partito NazionalSocialista tedesco.

1922

Averell Harriman apre a Berlino una filiale della compagnia W. A. Harriman. Un memorandum dell’Us government, del 5/10/1942 al Comitato Esecutivo dell’ufficio del Custode delle Proprietà Straniere indica che Harriman, prima del ’24 era in Europa ed incontrava il banchiere Thyssen. Si accordarono per costituire una banca a New York per Thyssen. Un memorandum aggiuntivo indica che l’agente di Thyssen: H. J. Kouwenhoven, viaggia in America per stabilire questi contatti.

La Legge per la Sterilizzazione Eugenetica Modello è pubblicata da Harry Laughlin. La legge porterà alla sterilizzazione di 20.000 americani, e servirà da base per le Leggi di Norimberga adottate dai Nazisti.
Ora, però, possiamo stare zitti ed ignorare un fatto ancora più tragico che avvenne in Russia e che segnerà tragicamente un periodo della storia umana? Certo che no! E’ il periodo di Stalin, il successore di quell’altro criminale che è Lenin, lo storico leader bolscevico finanziato da americani amici perché portasse la rivoluzione in Russia e decapitasse la monarchia dei Romanov. Ma quale tipo di Rivoluzione? Prendo in considerazione questo titolo, che spiega perfettamente cosa sta per succedere in questa epoca: Stalin, da “sacerdote” a spietato persecutore dei cristianiScrive Carlo Di Pietro (M.S.M.A.). Non voglio riesumare vecchi fantasmi del passato, ma intendo solo porre un accento su quanto accadde in ex URSS, durante la dittatura comunista, un tempo grigio e criminale, in cui non c’era spazio per idee cattoliche e per l’amore. I Cattolici, nei secoli, sono stati vittime di persecuzioni e stermini, tuttavia ricordare ciò che accadde durante la dittatura di Stalin, in un passato non troppo lontano, lascia davvero un “amaro in bocca” ed un senso di tristezza pervade l’umanità intera. Noi, Cattolici, non siamo abituati però a mistificare e rinvangare sempre le solite persecuzioni per ottenere consensi e benefici materiali, dato che la nostra unica Verità è nel Regno dei Cieli; non viviamo nella continua propaganda dei torti subiti e delle innocenti milioni di vite umane che folli atei, agnostici e tiranni blasfemi hanno provocato. Il Cattolico soffre in silenzio, nonostante potrebbe fare la “voce grossa”, tutto ciò che accade nell’oscurità delle tenebre verrà alla luce alla fine dei nostri giorni terreni.Niente vittimismo, dunque, e proprio partendo da questo presupposto e menzionando il seguente passo del Vangelo, che ho intenzione di ricordarvi brevemente chi furono Stalin ed i Comunisti e cosa ci fecero … Buona lettura…!!!“Ma prima di tutte queste cose, vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno consegnandovi alle sinagoghe, e mettendovi in prigione, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Ma ciò vi darà occasione di rendere testimonianza. Mettetevi dunque in cuore di non premeditare come rispondere a vostra difesa, perché io vi darò una parola e una sapienza alle quali tutti i vostri avversari non potranno opporsi né contraddire. Voi sarete traditi perfino da genitori, fratelli, parenti e amici; faranno morire parecchi di voi; e sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma neppure un capello del vostro capo perirà. Con la vostra costanza salverete le vostre vite”. (Luca 21, 12-19).

E’ proprio partendo da questa e da altre analoghe frasi di Gesù che noi Cattolici, uniti nella fraterna comunità in Cristo, fummo, siamo e saremo sempre pronti al martirio. Mortificare il corpo, difatti, tempra lo spirito e se ciò accade nel nome di Dio ed in difesa del nostro Credo, universale ed assoluto, ecco che la sofferenza, il dolore ed addirittura la morte non sono altro che strumento di martirio e, perché no, di santificazione.

Sua madre lo voleva sacerdote. Studiò in un seminario ortodosso, ma Stalin divenne uno spietato persecutore dei cristiani. Voleva cancellare una volta per tutte il “cattolicesimo romano papista”. E’ nel marzo del 2003, cinquant’anni dopo la morte di Giuseppe Stalin che in Italia assistemmo ad un evento a dir poco “esilarante” e nel contempo di una immane infelicità. Gruppi circoscritti di nostalgici vollero ricordare la ricorrenza con intenti celebrativi. Non presente in questi riti fu la vergogna, che categoricamente non può essere ripudiata quando si tratta del nefasto personaggio in argomento. All’epoca dei fatti disse Massimo Caprara (n° 25 de “Il Timone” anno 2003): “Vogliamo scriverne anche noi con convinzioni del tutto opposte, di circostanziata condanna della ideologia chiamata comunismo, ricordando quelli che furono tra i peggiori delitti di quell’epoca “dalle idee assassine”; le persecuzioni della Chiesa cattolica in URSS, glorificando assieme il martirio di quanti lo patirono per aver mantenuto ferma la loro fede. Saremmo, però, incompleti se non precisassimo con cura le date di quel continuato eccidio”.

Fu nella primavera del 1922, quando la Russia sovietica si trovava stretta nella morsa della carestia e del massacro dei piccoli proprietari contadini, i kulak, che Lenin scrisse in un Memorandum per il Politbjuro: “È precisamente ora e solo ora che nelle regioni in cui c’è la fame la gente mangia carne umana e centinaia se non migliaia di cadaveri ingombrano le strade, che possiamo e perciò dobbiamo confiscare i beni della Chiesa con la più selvaggia e spietata energia (…) per assicurarci un tondo di molte centinaia di milioni di rubli d’oro”. Dieci mesi dopo, egli morì. Nello stesso 1922, Stalin, nominato Segretario Generale del Partito comunista bolscevico, di fatto isola Lenin convalescente e interpreta, allargandola, la sua politica spietata. Essa compie con lui un salto di qualità e di quantità.

Stalin ha ricevuto dal seminario teologico cristiano ortodosso di Tiflis, dov’è stato dal 1895 al 29 maggio 1899, una istruzione umanistica, anche di lingua francese, di consistente misura. Figlio di un ciabattino buono a nulla di nome Vissarion Dzugasvili che beveva e lo picchiava, mentre sua madre lo difendeva e voleva che diventasse un sacerdote, non perdette mai, ma rifiutò e nascose, il suo accento della Georgia, anzi dell’Ossezia orientale che, nel mondo, può essere solo messo in relazione con la lingua basca di Spagna, lontana dal Caucaso migliaia di chilometri. Egli fu, infatti, un grande russificatore slavofilo. Come perdette la fede, semmai l’avesse davvero avuta, è cosa poco nota, ma il suo interesse perverso per la religione è accertato: per ferirla e sradicarla. Egli ebbe uno scopo dichiarato e organizzato: cancellare soprattutto il “cattolicesimo romano papista” e a questo scopo introdusse un sistema poliziesco polivalente, considerando i fedeli e il clero portatori d’una fede attentatrice dello Stato e del Partito.

La struttura della Chiesa cattolica, dopo aver ricevuto assicurazioni nei giorni del colpo di stato bolscevico, venne colpita e sbaragliata fin dal 1926 e l’esistenza delle comunità cattoliche fu ridotta alla pura sopravvivenza, in condizioni dì clandestinità e isolamento, sempre controllata a vista. Alla fine degli anni ’30, la Chiesa ortodossa fu ammessa, invece, ad usufruire di un sostanziale compromesso con il regime, rappresentato dalla “Dichiarazione di lealtà” firmata dal Metropolita Sergj (Stragorodskij) il 29 luglio 1927. Ciononostante, in un solo anno, nel 1931-’32, vennero passati per le armi 19.812 fedeli ortodossi. Non restava nemmeno uno dei quasi mille monasteri esistenti prima della Rivoluzione e si trovavano in libertà solo quattro vescovi ordinari.

Dal 1937 al ’41 vennero fucilati 110.700 membri del clero ortodosso, tra cui il locum tenens patriarcale Petr (Poljanskij), recluso da dodici anni in prigione. Nel 1939, sul territorio dell’unione Sovietica rimanevano aperte non più di cento chiese parrocchiali delle 55.000 funzionanti nel 1917, in cui celebravano circa 500 sacerdoti, contro i li 5.000 del 1917.

Nello stesso tempo, la lotta contro la Santa Sede divenne uno degli elementi fondamentali di un vero e proprio piano elaborato da Stalin per creare un “Centro religioso mondiale” a Mosca, celebrata come la “Terza Roma”. Nella relativa Risoluzione ufficiale, sì calcava l’accento “sul carattere reazionario, antipopolare dei Vescovi romani”, condannati come “anticristiani, antidemocratici e antinazionali”. In particolare, si auspicava “la riunione delle Chiese dell’Europa orientale sotto la guida del Patriarcato di Mosca”, in chiara alternativa al magistero di Roma. Nel dicembre 1943, Stalin personalmente chiese all’NKVD, la polizia segreta, un rapporto dettagliato sulla “situazione delle Chiese cattolico-romane” nel territorio sovietico, stabilendo che di esse avrebbero dovuto soprattutto occuparsi gli Agenti dei Servizi di sicurezza e il Soviet per gli Affari dei culti religiosi, appositamente costituito nella successiva estate del 1944.

L’intero complesso di misure repressive era stato originato da un atto solenne: il 10 maggio del 1937 era stata disposta per legge “la messa al bando della stessa idea di Dio”. La Chiesa del Cristo Salvatore venne demolita a Mosca per essere sostituita dal Palazzo dei Soviet, il cui progetto di 500 metri di altezza non riuscì mai ad essere realizzato. La Cattedrale della Madonna dì Kazan a Leningrado fu trasformata in “Museo della religione e dell’ateismo”. Fedeli e clero andarono quindi a costituire, senza essere più neanche distinti, la spina dorsale e numericamente qualificata dell’esercito dei detenuti nei gulag. Si trattò di 2.500.000 persone, suddivise in 500 colonie di lavoro, una sessantina di grandi campi e una quindicina di campi a regime speciale; inoltre, sì contarono 2.750.000 “coloni speciali” come gli altri obbligati al lavoro coatto e non retribuito, ma in condizioni ancora più feroci.

La Chiesa cattolica contrappose sempre una resistenza ostinata con il dissenso e con la pratica catacombale, come soprattutto la Chiesa greco-cattolica, della Polonia e dell’Ucraina. Nella sua Presentazione al bel libro di Michail Skarovskij dal titolo “La Croce e il Potere”, Giovanna Parravicini conclude: “Quando tutto sembra essersi consumato, profanato, quando è stata tirata una linea e Satana si prepara a mietere il suo raccolto, proprio allora succede quello che nessun computer al mondo sarebbe in grado di preventivare, e chissà perché tutto ricomincia da capo”.

Nella parte settentrionale e occidentale dell’URSS e nelle principali città, i cattolici erano costituiti da polacchi, bielorussi, lituani, lettoni e tedeschi. Nella parte meridionale e centrale della Russia europea, le comunità cattoliche erano formate per l’80% da tedeschi (coloni nella regione del Volga), da armeni (di rito armeno), da polacchi (di rito latino), da ucraini (di rito slavo) e da georgiani (di rito bizantino-georgiano). Nella Russia asiatica, i cattolici si trovavano lungo le linee ferroviarie ed erano di provenienza polacca, tedesca e lituana.

Stalin ed il regime dei “compagni” comunisti fu colpevole di gravi crimini contro l’umanità e, principalmente, contro le comunità Cristiane. Sintetizzando sommariamente e brevemente, possiamo elencare quanto segue:

1) 26 febbraio 1922. Decreto di confisca dei beni preziosi della Chiesa;

2) Marzo 1923. Primi processi dei cattolici. Fucilazione di monsignor Costantin Budkevic, parroco di Santa Caterina a Petrograd, primo martire cattolico;

3) 20 febbraio 1935. Arresto di monsignor Bartolomeo, vescovo ortodosso divenuto cattolico. Condannato a morte il 17 giugno;

4) 1937. Più di cento preti cattolici sono fucilati a Solovki e nell’intera URSS. Vescovi e preti ortodossi vengono fucilati a migliaia. Mons. Alessandro Frizon, amministratore apostolico di Odessa, viene fucilato (2 agosto);

5) 29 aprile 1945. Arresto, a Odessa, di padre Leoni, gesuita, e di padre Nicolas, condannati il 13 settembre a dieci e otto anni di lavori correzionali;

6) Lettonia 1940-41. Circa 34.000 lettoni, tra cattolici e luterani, ivi compresi 6.000 intellettuali cattolici, trovano la morte durante l’occupazione sovietica che ha termine, temporaneamente, con l’avanzata dei tedeschi, per riprendere con il ritorno dei sovietici (ottobre 1944). Dei 187 sacerdoti lettoni che si contavano nel 1939, circa 50 (quasi il 30%) sono rimasti vittime del terrore comunista;

7) Lituania 1939. Si contano circa 900 tra chiese e cappelle, 800 delle quali parrocchie, oltre 1500 sacerdoti e circa 3.000.000 di cattolici, l’80% della popolazione. Dopo le due occupazioni sovietiche, inframmezzate da quella tedesca, rimanevano (nel 1948) circa 700 sacerdoti, il che significa che le perdite, a quell’epoca dovute all’imprigionamento, alle deportazioni e alle esecuzioni del clero erano di circa il 53%. Nel 1954, un anno dopo la morte di Stalin, i sacerdoti erano scesi a soli 400;

8) Ucraina 1945. Nel mese di aprile vengono arrestati i vescovi e la Chiesa greco cattolica è messa fuorilegge. Secondo la testimonianza del cardinale Josyf Slipyj, la persecuzione costò la vita a dieci vescovi, a più di 1.400 sacerdoti e 800 suore, oltre a un numero notevole di semplici fedeli.

Dice il Signore: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi”. (Matteo 5, 11-12).

http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/9896-stalin-da-qsacerdoteq-a-spietato-persecutore-di-cristiani

1923

Muore improvvisamente il 29° Presidente Americano Warren G. Harding. Era in carica dal 1921. Aveva preso il posto di Wilson dopo 8 anni che avevano sconvolto l’Europa. Gli subentra Calvin Coolidge il Vicepresidente che poi verrà eletto Presidente fino al 1929.

Fritz Thyssen comincia a contribuire alla formazione del Partito NazionalSocialista.

1924

W.A.Harriman & Co investe 400.000 dollari nel costituire la Union Bank Corp., per agire insieme alla Voor Handel en Scheepvart, banca olandese di Thyssen. Prescott Bush è inserito per dirigere la Union Bank. Lo zio di Prescott era Gorge Walzer, suo padre Samuel Bush. La Union Bank è a questo punto in grado di trasferire avanti e indietro tra Usa e Germania, fondi della Thyssen United Steeel.

In coincidenza con il Piano Dawes, Dulles organizzò un grosso prestito per la Krupp (industria pesante tedesca). Per il prestito Dulles chiamò Leland Harrison, assistente Segretario di Stato, per rendere la notizia meno evidente. Da notare che Harrison letteralmente si infuriò per questo comportamento spinse il Dipartimento a emettere una circolare chiedendo di analizzare i prestiti all’estero prima che il denaro fosse trasferito. Dulles sapeva che Harrison non aveva potere sufficiente per fermare il prestito, ma voleva evitare che il Dipartimento di Stato controllasse se le fabbriche tedesche stessero producendo materiale militare.

Sullivan e Cromwell accettarono le assicurazioni di Krupp che tutto il materiale militare era stato distrutto.

La Ethyl Corporation viene fondata dall’associazione di Standard Oil e della General Motors.

1925

Nel 1925 la I.G. Farben aveva potenti alleati nell’amministrazione dei Repubblicani.

L’allora Segretario del Commercio, Herbert Hoover creò il Chemical Advisory Committee. Nel comitato, fra i 9 membri c’erano: Walter Teagle (Standard Oil), Lammot du Pont (Dupont), Frank Blair (Sterling) e Henry Howard (Grasselli).

Nonostante diffusi legami con la I.G. Farben, erano seduti nel Comitato che aveva il ruolo di aiutare l’industria chimica americana a combattere il cartello della I.G. Farben. Conflitto di interessi?

1926

Prescott Bush (bisnonno del 43° Presidente USA) è promosso alla vicepresidenza della W.A. Harriman & Co.. Clarence Dillon, della Dillon Read, costituisce il Trust dell’Acciaio Tedesco con Thyssen & partner, con Frederick Flick. Secondo gli accordi la Dillon avrebbe retto il flusso bancario del Trust; due rappresentanti della Dillon sarebbero entrati nel consiglio del Trust dell’acciaio. Albert Voegler era il capo esecutivo del Trust. Voegler è un altro degli industriali che saranno fondamentali nell’ascesa di Hitler. Egli aveva anche direzioni nella banca olandese e nella Thyssen, nella Hamburg America line.

La Union Bank non aveva legami con l’impero di Flick, e della Silesian Holding Co.

Walzer, Bush e Harriman comprarono un terzo della holding delle compagnia di Flick e la chiamarono Consolidated Silesian Steel Corp..

Nel consiglio della I.G.America, la holding che controllava le attività americane della I.G. Farben, sedevano: Edsel Ford, Charles Mitchell (Rockefeller Bank), Walt Teagle (Pres. Standard Oil), Paul Warnurg (capo della Federal Riserve e fratello di Max Warburg, finanziatore dello sforzo bellico tedesco e direttore della I.G.America), ed Herman Metz, direttore della Bank of Manhattan, controllata da Warburg. Altri tre membri del consiglio di amministrazione verranno poi condannati come criminali di guerra, tedeschi.

Allen Dulles entra alla Sullivan & Cromwell.

1927

John Foster Dulles diventa direttore della GAF Company (sempre I.G.America), lo sarà fino la ’34.

1929

Sotto il 30° Presidente Herbert Hoover, la Standard Oil comincia le trattative per un cartello con la I.G. Farben.

La Bank Harriman compra le industrie Dresser, fornitrice di oleodotti per Standard ed altre compagnie, Prescott Bush diventa direttore e zar finanziario della Dresser, e mette il suo compagno di scuola, Neil Mallon come direttore.

1930

Dulles riesce, per conto della facoltosa famiglia cecoslovacca dei Petscheks a vendere le loro quote nella Silesian Coal (carbone) a Gorge Menane, prestanome degli stessi Petscheks. Dulles vende poi le azioni al suo amico Scacht, Ministro dell’Economia Nazista. Dopo la vendita, Dulles diventa direttore della Consolidated Silesian Steel Company. Aveva solo una piccola partecipazione nella società, il resto apparteneva a Frederick Flick.

1931

W. A. Harriman si fonde con la Brow Brothers, inglese, Thatcher Brow, Prescott Bush ed i due fratelli Harriman sono i soci anziani e Robert Lovett, amico di Prescott Bush, diventa socio della nuova azienda. Lovett sarà poi: Segretario dell’Aria durante la guerra, e poi Sottosegretario, fino a Segretario della Difesa nel ’51.

Bush reggeva l’ufficio di New York; Brown quello di Londra.

Montagu Collet Norman, Governatore della Banca d’Inghilterra e noto simpatizzante Nazista, era ospite fisso dei Bush.

Prescott Bush e George Walzer ospitano il Terzo Congresso Internazionale di Eugenetica. Lo scopo dell’evento è promuovere un piano che porterebbe alla sterilizzazione di 14.000.000 di americani su 200.000.000.

Viene fondata la Banca degli Insediamenti Internazionali.

1932

Sono gli anni di Franklin Delano Roosevelt, Presidente dal 1933 al 1945. Morrà durante il mandato. Succede al Repubblicano Hoover.

Il 4 gennaio 1933 Hitler viene invitato alla Banca Schroeder da un gruppo di industriali. Gli industriali danno a Hitler il denaro per superare una crisi e schiacciare i sindacati. Due americani sono presenti a questa riunione: John Foster Dulles e Allen Dulles. Max Warburg viene nominato a capo della American Ship & Commerce da Prescott Bush. Warburg fu a lungo consigliere del nazista Hjalma Scacht, ministro dell’economia nazista, e amico intimo di Montagu Collet Norman.

Un accordo per coordinare il commercio tra Germania ed Usa viene preso a Berlino tra Schacht e Dulles a Berlino.

Come conseguenza Oliver Harriman, cugino di Averell forma un sindacato di 150 imprese al fine di condurre tutti gli affari tra i due paesi.

La North Germany Lloyd Co. viene fusa con la Hamburg Amerika Line. Christian Beck, della Harriman, è nominato capo di “imbarchi e spedizioni” in Nord America, Emil Helfferich è nominato a capo della nuova compagnia, denominata Hapag-Lloyd. Guardie di sicurezza naziste sono ora su tutta la flotta.

William S. Farish è nominato da John D. Rockfeller a capo della Standard Oil. Farrel è buon amico di Hermann Schmitz, capo della I.G. Farben. Farish arruola Ivy Lee per una propaganda filo Nazista sulla stampa Usa. Equipaggi nazisti guideranno le petroliere della Standard Oil.

Scambio di managers tra le compagnie, che porta Farish e Prescott Bush nel gotha dei sostenitori di Hitler, Sia Emil Helfferich che Karl Lindemann vengono autorizzati a emettere assegni a favore di Heinrich Himmler, capo delle SS naziste, traendo fondi da uno speciale conto della Standard Oil.

Secondo il Secret Service americano, ed un ampio Archivio di documenti ivi conservati, Helfferich continuerà i suoi pagamenti alle SS fino al 1944. Tutto ciò fu scoperto mentre si indagava sugli omicidi di massa (olocausto) alla Standard-I.G.Farben.

Parliamo di Auschwitz e degli altri campi di sterminio. Helfferich specificherà agli inquisitori Alleati che si trattava di fondi della Standard Oil, non suoi personali.

1934

Il Senato americano ascolta, tramite il comitato NYE, Samuel Pryor, allora a capo della Remington Arms e fondatore di UBC e della American Ship & Commerce Corp, in cartello con la I.G.Farben. Il comitato scopre che i nazisti sono armati principalmente con armi americane.

E.W.Webb, presidente della Ethyl Co. viene informato che Washington è al corrente dell’intenzione di formare un altro cartello con la I.G. Il Dipartimento per la Guerra vieta il trasferimento e la rivelazione ai tedeschi della scoperta del tetraetile.

Con Hitler saldamente al timone della Germania i profitti della unione tra Thysse e Flick crescono a oltre cento milioni di dollari. Sia la Union Bank, che la voor Hande en Schepvaart scoppiano di denaro. Prescott Bush diventa direttore generale della Union e si occupa delle operazioni quotidiane del German Plan.

J.F.Dulles sostiene anche pubblicamente la filosofia nazista. Scrive un lungo articolo di sostegno per l’Atlantic Monthly intitolato “la via della pace”. Giustifica il segreto riarmo tedesco definendolo “un’azione per riavere la propria libertà”. Sapendo cosa stava facendo con le sue industrie, Dulles mente sul desiderio di pace di Germania, Giappone e Italia. Più avanti, negli anni ’30 organizzerà l’America First Group, al quale un mese prima di Pearl Harbour donerà 500$. Più tardi negherà i rapporti con il gruppo. Dulles continuerà a sostenere i nazisti fino all’invasione della Polonia. Le scuse di Dulles per l’invasione polacca furono quasi un rimprovero alla vittima per il crimine subito.

1935

La Ethyl Co. Sigla un accordo per la produzione congiunta con la I.G. Farben per costituire la Ethyl G.m.b.h. e con la Montecatini (poi Montedison), dell’Italia fascista, per la produzione di piombo tetraetile. I direttori della Ethyl Gasoline Corporation al tempo del trasferimento sono: E.W. Webb, presidente e direttore; C.F. Kettering; R.P. Russell; W.C. Teagle, Standard Oil of New Jersey e trustee del FDR’s Georgia Warm Springs Foundation; F. A. Howard; E. M. Clark, Standard Oil del New Jersey; A. P. Sloan, Jr.; D. Brown; J. T. Smith; e W.S. Parish della Standard Oil del New Jersey. J.F. Dulles rischia di venire coinvolto nel caso della Union Electric Company del Missouri.

La SEC (Comitato Esecutivo di Sicurezza) aveva scoperto fondi neri per corrompere i politici.

L’azienda aveva corrotto tutti i deputati del Missouri (!!!).

Secondo Travis Lane, Consigliere della SEC, il fallimento del grand jury fu dovuto all’enorme fascino di Dulles (dei suoi soldi).

Vengono promulgate le Leggi di Norimberga, spianeranno la via all’Olocausto.

1936

Guerra di Spagna.

La Banca Schroeder si fonde e forma la Schroeder, Rockfeller & co. Inc.

Carlton P. Fuller è nominato Presidente; Avery Rockefeller Vicepresidente.

1937

Alla fine di gennaio, Dulles fonde tutte le sue attività in un unico conto nella stessa banca, il nome del conto: Brown Brothers Harriman-Schroeder Rock.

Rockefeller e la Standard stanno per essere indagati per gli affari con i nazisti. Su richiesta di Prescott Bush, Dulles occulta gli affari della Bush-Harriman con i nazisti.

1939

Invasione della Polonia, scoppia la guerra in Europa.

La figlia di Faris, Marta, sposa il nipote di Averell Harriman Edward Harriman Gerry direttore della Consolidated Silesian Steel Co..

Questa era situata nei pressi della città polacca di Oswiecim.

Quando il piano per l’utilizzo di prigionieri sovietici si rivelò irrealizzabile, i nazisti cominciarono a spedirvo ebrei, zingari, comunisti ed altre minoranze al campo preparato dalle SS.

Questo fu l’inizio della storia di Auschwitz.

La ragione per la localizzazione del campo va ricercata nell’abbondante presenza di carbone nella zona, che poteva essere processato per ottenere carburante per l’aviazione.

I.G.Farben costruì velocemente uno stabilimento nei pressi, per sfruttare, oltre al carbone, il lavoro degli schiavi di Auschwitz.

Secondo i servizi segreti olandesi, Prescott Bush diresse una parte della forza lavoro schiavizzata.

1934

Allen Dulles è nel Consiglio della Banca Schroeder; J.F. Dulles consigliere legale. La banca è il braccio finanziario del nazismo.

1941

Bombardata Pearl Harbor, gli Usa entrano in guerra.

1942

Leo Crowley, il Custode delle Proprietà Straniere, ordina il sequestro di tutte le attività della Hapag-Lloyd. Siamo nel mese di agosto.

Nel mese di ottobre Crowley sequestra le azione della Union Banking Co., i cui azionisti erano: Chm./Dir. E. Rowland Harriman; Pres./Dir. Cornelis Lievense (funzionario di banca per i Nazi); Tesoriere/Dir. Harold D. Pennington (della Brown Brothers Harriman); Dir. Ray Morris (della Brown Brothers Harriman); Dir. Prescott S. Bush; Dir. H.J. Kouwenhoven (Dir./capo del German Steel Trust); Dir. Johann G. Groeninger (Industriale, fucilato poi in Germania). Nello stesso mese sequestra altre 2 compagnie facenti capo alla Union.

Nel mese di novembre tutte le attività americane della Silesian vengono sequestrate, consentendo però ai soci americani di continuare il business. Diversamente si sarebbe danneggiato lo sforzo bellico americano.

Il 25 marzo, William Stamps Farish rifiuta le accuse di cospirazione criminale con i nazisti. Farish era il manager principale del cartello I.G.Farben-Standard Oils, costruttore di Auschwitz.

La sussidiaria tedesca della Standard (DAPAG), ha per direttore Karl Lindemann, membro del circolo degli amici più stretti di Himmler.

Procediamo con calma e vediamo di ricostruire meglio come andarono le cose. Il 20 ottobre 1942, dieci mesi dopo la dichiarazione di guerra al Giappone e alla Germania da parte degli Stati Uniti, il presidente Roosevelt ordinò la confisca delle azioni della Union Banking Corporation (UBC) in quanto accusata di finanziare Hitler e di avere ceduto quote azionarie a importanti gerarchi nazisti. Prescott Bush era allora azionista e direttore dell’UBC. Una questione del massimo interesse, considerato che, dopo essere salito al potere nel 1933, Hitler aveva decretato l’abolizione del debito estero tedesco, contratto in larga parte in seguito al Trattato di Versailles. 

Ogni credito internazionale alla Germania nazista era pertanto interrotto. La famiglia Harriman e il suo socio Prescott Bush si incaricarono di effettuare presso la borsa di Wall Street le operazioni necessarie affinché tramite Franz Thyssen e Friedrich Flich – grande amico di Himmler e patrocinatore delle “camicie brune”, le SS e le truppe di assalto (SA) – Hitler potesse avere parziale accesso a crediti internazionali, senza i quali non sarebbe mai riuscito a finanziare le importazioni richieste dalla sua industria bellica.

Il 28 ottobre 1942, Roosevelt ordinò la confisca delle azioni di due compagnie statunitensi che contribuivano ad armare Hitler, la Holland American Trading Corporation e la Seamless Equipment Corporation, entrambe amministrate dalla banca di proprietà della famiglia Harriman, di cui era allora direttore Bush. L’8 novembre 1942, mentre in Africa, vicino ad Algeri, si registravano sanguinosi scontri in cui migliaia di soldati americani perdevano la vita, il presidente Roosevelt ordinò la confisca delle azioni della Silesian-American Corporation, gestita ormai da diversi anni da Prescott Bush e da suo suocero George Walker. Le quattro confische ebbero luogo nel quadro del “Trading with the Enemy Act”, legge volta a punire chiunque portasse avanti affari con il nemico.

La stretta collaborazione che legò Hitler al nonno e al bisnonno dell’attuale presidente George W Bush – e dunque a due diversi rami della sua famiglia – si può far risalire a ben prima dell’ascesa del nazismo al potere. Oltre che con Hitler la famiglia Harriman, Prescott Bush e George Walker avevano stabilito anche legami con Mussolini. Tramite l’accordo con la German Steel essi fornivano a Hitler, tra le altre cose, il 50,8 per cento dell’acciaio da cui si ricavavano gli armamenti del Terzo Reich, il 45,5 per cento dei condotti e delle tubature della Germania nazista e il 35 per cento del materiale esplosivo con cui Hitler avrebbe sterminato molti dei suoi nemici. 

Ogni membro dei Partito Nazionalsocialista (NSDAP) che ricoprisse una carica dì rilievo aveva diritto a un viaggio gratuito concesso da un’altra delle compagnie dei Bush e dei Walker, la Hamburg-Amerika Line : questa, che deteneva il monopolio degli affari tra gli Stati Uniti e la Germania di Hitler, gli aveva reso un prezioso servizio nel 1932, anno in cui la Repubblica di Weimar, ormai al tramonto, aveva compiuto un ultimo, disperato e vano tentativo di impedirne l’ascesa.  Il governo di Weimar era sul punto di ordinare lo smantellamento delle milizie private di Hitler, ma la Hamburg-Amerika Line si era incaricata di rendere pubblica questa notizia, sostenendo in tal modo una vera e propria propaganda politica a favore di Hitler e contro la Repubblica di Weimar. 

Le sorprese non finiscono però qui: oltre al sostegno offerto ai nazisti, si profilano altre questioni interessanti. Tanto per fare un esempio, per Hitler e Stalin sarebbe stato molto più complicato sostenere una guerra aperta se la banda Harriman-Bush-Walker non avesse allo stesso tempo armato Hitler fino ai denti e rifornito di carburante le truppe russe. Era dagli anni Venti che la famiglia Walker estraeva petrolio da Baku (Azerbaigian) per poi rivenderlo all’Armata Rossa.

Il lettore non dovrebbe stupirsi troppo di fronte a queste notizie. Prima che scoppiasse la Seconda Guerra Mondiale, e ancora durante il conflitto, una joint venture legava la Standard 0il, di proprietà della famiglia Rockefeller, alla I.G. Farben, un’imponente industria chimica tedesca. Molti degli stabilimenti comuni alla Standard Oil e alla I.G. Farben situati nelle immediate vicinanze dei campi di concentramento nazisti – tra cui Auschwitz, per esempio – sfruttavano il lavoro dei prigionieri per produrre un’ampia gamma di prodotti chimici, tra cui il Cyclon-B, gas letale molto diffuso nei lager per sterminare le stesse persone che erano costrette a produrlo. E nonostante il bombardamento sistematico con cui rasero al suolo moltissime città tedesche durante la guerra, le truppe statunitensi agirono sempre con estrema cautela quando si trattava di colpire zone in prossimità di questi stabilimenti chimici. Nel 1945 la Germania era sotto un cumulo di macerie, ma gli stabilimenti erano tutti intatti.

Al lettore risulterà ora forse un po’ più chiaro perché la gente faccia così fatica a rievocare il passato e soprattutto perché la “storia ufficiale” sia così lontana dalla verità. E un po’ più chiaro risulterà anche cosa ha portato i Bush a essere quello che sono oggi. Nulla di tutto ciò viene minimamente menzionato nella biografia riportata sul sito ufficiale del Congresso americano, luogo in cui alla fine degli anni Sessanta Prescott (“Gampy”) Bush occupò il suo scanno come senatore in rappresentanza dello stato del Connecticut. E non ne parla neppure la sua biografia “ufficiale” firmata da Mickey Herskowitz, “Duty, Honor Country. The Life and Legacy of Prescott Bush”, uscita più o meno nello stesso periodo in cui aveva luogo l’invasione americana in Iraq: anche qui i fatti vengono rivisitati e “riciclati” sotto altra forma. Quello che invece si può vedere sono le commoventi immagini di bambini che vendono aranciata per tre centesimi al bicchiere con in mano un cartello riportante la scritta “HELP SEND ‘GAMPY’ TO WASHINGTON” a sostegno della sua campagna elettorale.

Se tutte le informazioni che abbiamo fornito sul nonno e sul bisnonno di Bush meritano certamente un’attenta riflessione, non va però dimenticato che l’intero paesaggio culturale e sociale degli Stati Uniti prima della seconda guerra mondiale era molto diverso da quello che la stampa vorrebbe farci credere oggi. Basterà citare alcuni esempi:

a) Quando fu eletto vicepresidente nel 1980, George Bush senior incaricò un personaggio misterioso, tale William Farish III, di amministrare e gestire tutti i suoi beni. Il sodalizio tra i Bush e i Farish si colloca molto indietro nel tempo, addirittura prima dello scoppio della seconda guerra mondiale: William Farish dirigeva negli Stati Uniti il cartello formato dalla Standard Oil of New Jersey (l’attuale Exxon) e la I.G. Farben di Hítler. Fu precisamente questo consorzio a determinare l’apertura del campo di concentramento di Auschwitz nel 1940 allo scopo di produrre gomma sintetica e nafta dal carbone. All’epoca, quando questa notizia cominciò a diffondersi agli organi di stampa, il Congresso statunitense apri un’inchiesta. Se si fosse davvero spinta fino alle ultime conseguenze, avrebbe irrimediabilmente compromesso il clan Rockefeller. Ma non avvenne nulla di tutto ciò: ci si limitò a silurare il direttore esecutivo della Standard Oil, William Farish I.

b) Anche la Shell Oil – la cui quota di maggioranza è in mano alla Corona britannica – contribuì all’ascesa al potere di Hitler grazie agli accordi siglati dal suo potentissimo amministratore delegato, Deterding, con il governatore della Banca d’Inghilterra, Montagu Norman.

c) Fra il 21 e il 23 agosto 1932, presso il Museo Americano di Storia Naturale di New York si tenne il Terzo Congresso Mondiale di Eugenetica (“eugenetica” è un termine utilizzato per designare in modo più blando il concetto di “igiene razziale”). Nonostante le forti proteste della comunità afroamericana, esso riuscì a svolgersi senza particolari intoppi. A finanziare l’evento furono alcuni membri della famiglia Harriman, i quali dal 1910 effettuavano cospicue donazioni destinate a creare un comitato scientifico per lo studio delle razze e ad aprire una succursale americana del Dipartimento di Informazione Eugenetica, che aveva sede a Londra. George Herbert Walker Bush, detto “Bert”, bisnonno di George W. Bush, accompagnava spesso gli Harriman alle corse dei cavalli, durante le quali, insieme ad altri membri delle famiglie Bush e Farish, si discuteva degli incroci genetici a cui sottoporre sia i cavalli che gli esseri umani.

d) In occasione di quel congresso, W. Averell Harriman si occupò personalmente di far arrivare a New York i maggiori ideologi del nazismo, prendendo accordi con la Hamburg-Amerika Line , di proprietà dei Walker e dei Bush. Tra quegli “scienziati” vi era anche il principale fautore delle teorie razziste durante il regime di Hitler, lo psichiatra Ernst Rüdin, che conduceva a Berlino studi sulle razze finanziati dalla famiglia Rockefeller. Per riuscire a farci un’idea dei trascorsi di quest’uomo, basterà ricordare il titolo del suo intervento durante un convegno tenutosi a Monaco nel 1928: Aberrazioni mentali e igiene razziale. Rüdin aveva inoltre guidato la delegazione tedesca al congresso di igiene mentale tenutosi a Washington DC nel 1930.

e) Questo movimento di chiara tendenza razzista, diffuso sia in Germania sia in seno all’élite anglostatunitense, si fondava su tre punti fondamentali: la sterilizzazione di persone affette da disagi psichici (mediante la formazione di centri di igiene mentale), la soppressione di disabili mentali, criminali e malati terminali (centri per l’eutanasia) e la purificazione della razza attraverso il controllo e la prevenzione di nuove nascite tra le razze inferiori (centri per il controllo delle nascite). Come si può vedere, Hitler non era solo nella sua lotta per difendere la razza pura. Oltre a lui c’erano anche alcuni fra i clan più potenti del mondo.

f) A Heinrich Himmler, capo supremo delle SS, venivano versati ingenti fondi su un conto segreto della Standard Oil gestito dal banchiere angloamericano Kurt von Schroeder. I finanziamenti in questione non sarebbero cessati fino al 1944 inoltrato, coincidendo dunque con il periodo in cui le SS erano incaricate di sovrintendere agli stermini di massa ad Auschwitz (luogo in cui si trovava lo stabilimento industriale della joint venture Standard Oil – I.G. Farben) e in altri campi di concentramento. A guerra finita, gli alleati responsabili delle inchieste vennero a sapere che quei finanziamenti provenivano da fondi corporativi della Standard 0il. Lo scandalo che ne segui determinò la caduta di Farish I, ma John D. Rockefeller ne usci immacolato. L’amicizia e il sodalizio tra i due clan sarebbero poi continuati nel corso delle generazioni successive, come dimostra la fiducia riposta da Bush senior in William Farish III.

g) Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il movimento eugenetico riprese vita negli Stati Uniti, più precisamente nel North Carolina: sfruttando importanti contatti con la Corona britannica, la famiglia Gray, principale azionista della RJ. Reynolds Tobacco, fondò una scuola di medicina a Winston-Salem. Sarebbe stato lì che il dottor Clarence Gamble, erede dei Procter & Gamble, avrebbe condotto un esperimento tra il 1946 e il 1947. Un’esperimento consisteva nel sottoporre i bambini che frequentavano le scuole di Winston-Salem a un test per misurarne il quoziente intellettivo: quelli che non raggiunsero il livello minimo decretato dai parametri del test furono sottoposti a un intervento chirurgico di sterilizzazione.

h) Nel 1950 e nel 1951, John Foster Dulles (fratello del già citato Allen Dulles), all’epoca direttore della Fondazione Rockefeller, accompagnò John D. Rockefeller in alcuni viaggi attorno al mondo con il preciso scopo di arrestare l’espansione delle popolazioni non bianche. Nel novembre del 1952 Dulles e Rockefeller fondarono il Population Council, sovvenzionato dalla famiglia Rockefeller per decine di milioni dì dollari. Fu allora che l’American Eugenic Society, in seguito al polverone sollevato dal “caso Hitler”, decise di abbandonare in sordina la propria sede all’Università di Yale per trasferirsi in quella del Population Councìl. Nello stesso periodo vedeva la luce a Londra, presso gli uffici della British Eugenic Society, la Federazione Internazionale per la Pianificazione delle Nascite.

http://www.disinformazione.it/prescott_bush.htm

1944

Fatto incredibile: Roncalli Nunzio Apostolico a Parigi. Roncalli inviato a Parigi. Ecco un altro rebus della sua carriera, ma soprattutto della storia.

Come mai un nunzio di seconda scelta dimenticato in Turchia fu scelto personalmente da Pio XII per una mansione assai difficile in una delle prime sedi della diplomazia vaticana?

Non certo per il lavoro svolto, che già dal tempo di Pio XI aveva suscitato molti dubbi
Sull’ ortodossia di quel tipo dall’ apparenza tanto pacioccona quanto furbesca.

Un giorno forse si saprà.

Il fatto è che l’ invio di Roncalli fu la risposta di Pio XII al generale De Gaulle che, prima ancora dell’ entrata degli alleati a Parigi (25 agosto 1944), il 30 giugno 1944, aveva chiesto un’ udienza a Pio XII.

Si trattava di ottenere dal Papa la rimozione di nunzio, prelati e sacerdoti che in Francia avevano accettato il governo collaborazionista di Vichy del maresciallo Pétain, l’eroe di Verdun, al quale i libri di storia dedicano poche righe, se va bene.

Papa Pacelli non cedette alla pretesa del generale, né riconobbe subito il nuovo governo.
Ma la questione andava affrontata con quella prudenza vaticana consistente nel temporeggiare il più possibile.

Ecco il ruolo adatto, nel bene e nel male, per Roncalli, che come personaggio di basso profilo avrebbe pure ridimensionato le pretese del generale.

Ma ricordiamoci che accanto a Pio XII c’era il suo amico Montini, che deve aver suggerito il suo nome.
La versione più plausibile di questa scelta, che non esclude né il ridimensionamento delle pretese del generale, né il suggerimento di Montini, o del caso, la si ipotizza nelle righe che seguono.
All’epoca, tutti erano a conoscenza che monsignor Roncalli era privo d’ogni importanza carrieristica, tra quelli che veramente contavano; di lui nessuna considerazione per puro caso lo avevano designato delegato apostolico ai quarantamila cattolici della piccola Bulgaria.
Presso la sezione per gli affari con gli Stati della segreteria di Stato, il suo operato era ritenuto pressappoco una frana e lui veniva tenuto a bada.

Spesso faceva trovare Roma davanti a fatti compiuti, che rasentavano il pressappochismo nelle severe procedure dei rapporti diplomatici con l’autorità dello Stato bulgaro prima e in seguito di quello turco.

Più volte gli rammentavano che come delegato apostolico, in Bulgaria prima e poi in Turchia, non era un accreditato presso il governo a pieno titolo, ma solo un rappresentante pontificio presso i vescovi e le chiese cattoliche locali; invece, spesso di sua iniziativa, monsignor Roncalli coinvolgeva la Santa Sede in situazioni che la segreteria di Stato riteneva nient’affatto condivisibili. In quel tempo, ad esempio, era impensabile che il rappresentante del Papa prendesse dimestichezza con i capi delle chiese ortodosse al di fuori dello stretto protocollo, per evitare facili strumentalizzazioni e fraintendimenti.

In segreteria di Stato stavano aspettando l’occasione propizia per ritirarlo dall’incarico diplomatico, anticipandogli il non meritato riposo pensionistico, possibilmente spedendolo in quel di Sotto il Monte.Sennonché, a Parigi, Charles De Gaulle in quegli anni era ai ferri corti con il nunzio apostolico monsignor Valerio Valeri sul fatto dei trenta vescovi francesi che – affermava il generale – avrebbero collaborato col governo Pétain e che per questo lui voleva far dimettere.
Come ovvio il Vaticano si guardò bene di aderire a tale insano proposito, e istruiva il nunzio a opporglisi decisamente.

I rapporti con la Santa Sede erano ai limiti di rottura.

Al punto che De Gaulle aveva chiesto e ottenuto l’allontanamento di monsignor Valeri al quale, richiamato a Roma, il Papa anticipò la porpora cardinalizia.

II Vaticano non aveva gradito il comportamento di De Gaulle, e per ripicca tardava la difficile designazione del nuovo nunzio.

La schizzinosità del presidente francese faceva di tale designazione un vero rompicapo.

In Segreteria si chiedevano: quale rappresentante pontificio gli sarebbe potuto andare a genio?

In che modo venirne a capo?

Sulla piazza all’epoca non se ne trovava uno adatto.

Per De Gaulle il lungo ritardo nella provvisione era un’amara ritorsione diplomatica che non riusciva a trangugiare.

Un giorno il presidente francese riceve le credenziali dell’ ambasciatore di Turchia e, dopo il protocollo ufficiale in colloquio privato, il discorso scivola sulle difficoltà diplomatiche che un capo di Stato incontra, quando sullo stesso territorio con gli stessi cittadini subentrano interessi di poteri spettanti a due diverse potenze, come ad esempio la Santa Sede.

Manco a dirlo, era pane per i loro denti.

Il governo turco, proprio per combattere codesta norma diplomatica contraria al Corano, si fa nemico di mezzo mondo, compresa la potenza del Vaticano.

A De Gaulle gli si rizzano le orecchie e chiede: «Allora come vi regolate?».

E il diplomatico turco: «Il mio governo si regola volta per volta secondo i personaggi che rappresentano la Santa Sede che, sia pure come delegazione e non nunziatura, riveste tuttavia l’importanza di una delle più influenti potenze internazionali. Ad esempio, questo Delegato Apostolico che ora abbiamo tra i migliori finora avuti, monsignor Giuseppe Roncalli, buono, umano, disponibile, furbacchione come tutti i preti».

De Gaulle se lo appunta.

Si fa raccontare qualche altro aneddoto, come quello dei trecento bambini da Roncalli dichiarati battezzati per porli in salvo, e pone termine all’udienza.

Due ore dopo, parte un cifrato da Parigi in Vaticano con l’indicazione di gradimento del governo francese per il Delegato Apostolico di Turchia nel caso che il Vaticano lo nominasse nunzio a Parigi.
L’imbecco del gradimento per ottenerne la designazione.Monsignor Domenico Tardini, della Sezione dei rapporti con gli Stati esteri, che di quel delegato, pasticcione e ciarliero, aveva la personale impressione del tutto negativa, rimane strabiliato di fronte alla proposta di Parigi.
Visti i rapporti tesi con la Francia, monsignor Roncalli non sarebbe potuto essere all’altezza della delicata e complessa situazione del momento, dove i diplomatici più abili avevano fatto cilecca.

Ancora un’altra stranezza da aggiungere alla lista proveniente dall’Eliseo.

Si decide di tirare le cose per le lunghe, ritardando la risposta.

Si era ai primi di dicembre del 1952, non mancava molto a Natale; De Gaulle doveva ricevere gli auguri del Corpo diplomatico, porti secondo l’accordo di Vienna prima dal nunzio apostolico (decano, non ancora designato!).

In mancanza, sarebbe subentrato il vicedecano che – guarda caso – era l’ambasciatore russo, comunista di zecca, a De Gaulle, di una presunta destra.

All’epoca le forme erano essenziali.

Lo smacco era noto a quel Corpo diplomatico.

De Gaulle segnala la cosa al Vaticano, perché si regolassero.

Non c’era tempo da perdere.

Tardini, pressato, fa un cifrato a monsignor Roncalli a Istanbul, pregandolo d’affrettarsi a venire a Roma per poi raggiungere la nunziatura apostolica di Parigi, quale nunzio in Francia.

Roncalli, al quale giungevano insistenti voci di un suo richiamo dalla diplomazia, pensa subito a uno scherzo di cattivo gusto da parte di qualche burlone; monsignor Tardini questa volta dovette essere più esplicito, affrettandosi a dirgli che la cosa era più che seria e che urgeva trasferirsi ancor prima di Natale.

Doveva affrettarsi!

E si trasferì subito.

Papa Pacelli gli raccomandò di stare attento a quello che avrebbe dovuto dire nel discorso augurale a principio dell’anno; anzi gli suggeriva di farlo rivedere in segreteria di Stato, prima di leggerlo.
Monsignor Roncalli promise di fare del suo meglio, ma non ebbe tempo di coordinare le idee per buttar giù una bozza.

Una volta a Parigi, tra i primi impegni di Roncalli vi fu quello di rendere visita al vicedecano, l’ambasciatore russo (!), che lo tenne a cena.

Tra una portata e l’altra, tra un bicchiere e l’altro, tra il brusco e il losco, i rapporti divennero subito amichevoli e fraterni.

Monsignor Roncalli prende la palla al balzo e a bruciapelo chiede all’amico russo: «Lei, signor ambasciatore, cosa avrebbe detto per gli auguri, se io non fossi venuto in tempo?».

Gioco fatto!

L’ambasciatore vicedecano passò il ciclostilato nelle mani del neodecano Roncalli; questi lo spuntò, lo reintegrò, e con l’enfasi del neofita lo declamò al cospetto di De Gaulle e di tutti gli ambasciatori del Corpo diplomatico francese, che rimasero meravigliati per i punti più salienti da lui toccati con fine sensibilità di provetto diplomatico. Solo quello russo rideva sotto i baffi.

Le congratulazioni andavano anche al presidente De Gaulle, che così si salvava dagli avversari d’oltretevere. Soddisfatto di tanto, i trenta vescovi non furono defenestrati. I rapporti divennero concilianti con la Francia gollista. Il nunzio Roncalli faceva da raccordo in ogni circostanza delicata tra Santa Sede, Francia e tutti gli altri Paesi d’oltrecortina, i cui problemi politici si dipanavano con l’intervento del bonaccione nunzio sempre sorridente, stimato oltrecortina.
Roncalli in questa nuova veste trovò in Parigi il centro per sviluppare il suo giro di nuove cospicue amicizie, che possono ben riflettere le sue scelte. Il nuovo nunzio, da rinomato ghiottone, sapeva come allietarle con la buona tavola. Sembra uno scherzo ma la brillante soluzione del nunzio Roncalli per quei gravi problemi consistette nel contattare il miglior cuoco di Parigi. In questo modo Roncalli si fece allora tanti amici noti, come Leon Blum, l’ ebreo socialista che, operando l’ unione a sinistra del Fronte Popolare, era giunto al potere nel 1936. Ma vediamo quelli speciali.
Edouard Herriot, presidente del Partito Radical-Socialista, divenuto presidente del Consiglio nel 1924 e 1932. Famoso anticlericale, del suo governo scrive Leon de Poncins (Christianisme et F.M.): l’immissione della Massoneria nelle cose del Parlamento ed il suo dominio sulla maggioranza… si era affermata più forte che mai durante il ministero Herriot del 1924. Il suo governo [salutato pubblicamente dai massoni], decretò una serie di leggi socializzanti, prefigurazione delle leggi del Fronte popolare di Leon Blum, leggi elaborate in precedenza nelle logge massoniche («Forces Secretes», pagine 63-64). L’ altro, Vincent Auriol, ateo e socialista, ministro delle Finanze nel governo del Fronte popolare e primo Presidente della 4a. Repubblica (1947-54).
Costui più tardi volle servirsi di un vecchio privilegio del governo francese per imporre la Berretta cardinalizia al Nunzio in Francia, Roncalli, allora eletto cardinale e perciò papabile. Un altro amico fu il diplomatico svizzero Carl Burckhardt, massone, professore di storia, specializzato in Voltaire e Goethe, commissario della Società delle Nazioni e presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa. Quando Roncalli fu eletto Papa nel 1958 lui scrisse all’ amico Max Richer una lettera che descriveva la vita che l’amico Roncalli conduceva a Parigi: «Girava come un giovane funzionario d’ambasciata, lo si incontrava dappertutto… Cambierà molte cose; dopo di lui la Chiesa non sarà più la stessa». Ma l’amico più intimo, fu il Barone Yves Marsaudon, nipote di monsignor Le Cam, collaboratore di Rampolla, nominato nel 1946 Ministro dell’ Ordine di Malta a Parigi, poi dal 1926, fratello massone della Gran Loggia di Francia, e infine dal 1932 Maestro Venerabile 33° grado della Loggia della Republique. Quando egli, avendo problemi di coscienza per queste appartenenze segrete, si consigliò con Roncalli, si sentì dire di restare pure in Massoneria!

1945

Comincia il 33° mandato presidenziale di Henry Truman, massone di Rito Scozzese. Resterà in carica fino al 1953 e sarà colui che darà l’ordine di sganciare le bombe su Nagasaky e Hiroshima.

Il Dipartimento del Tesoro rivela che la United Steel ha prodotto le seguenti percentuali di materiale bellico a uso dei nazisti: acciaio 50.8%, tubi e raccordi 45.5%, stagno 41.4%, lamiera galvanizzata 38%, esplosivi 35%, cavi 22.1%.

Questa è l’azienda per la quale Prescott Bush lavorava. In effetti Prescott era il banchiere americano di Hitler.

Allen Dulles viene a conoscenza del fatto che un giovane ufficiale di marina è venuto in possesso di documenti nazisti che se rivelati, avrebbero indicato Dulles come traditore. In accordo per eliminare i documenti, Dulles acconsente a finanziare la prima corsa politica del giovane.

Questo è l’inizio della carriera politica di Richard Nixon.

Il Progetto Paperclip comincia ad importare nazisti negli Stati Uniti. (Vedere a termine del presente capitolo: “La fine delle SS naziste e la nascita della CIA”)

1946

Nixon sconfigge Jerry Voorish nella corsa al Congresso, aiutato dal denaro delle banche newyorchesi con i proventi dei crimini nazisti.

1947

Elisabetta II, nome completo Elizabeth Alexandra Mary (Londra, 21 aprile 1926), è dal 1952 regina del Regno Unito. Figlia di re Giorgio VI e primogenita dei duchi di York è anche regina di Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Barbados, Belize, Canada, Grenada, Giamaica, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine, Isole Salomone, Santa Lucia e Tuvalu. Elisabetta II Windsor è anche capo del Commonwealth e governatore supremo della Chiesa Anglicana, comandante in capo delle forze armate e signore dell’Isola di Man. È salita al trono del Regno Unito il 6 febbraio 1952 dopo la morte del padre Giorgio VI. La sua famiglia Hannover-Windsor, nel 1714 usurpano attraverso un matrimonio legale ma non troppo il titolo reale alla dinastia Stuart, monarchi Cattolici, con una serie di inganni e colpi istituzionali. Circa 125 milioni di persone nel mondo sono suoi sudditi. Il suo regno ha visto 12 primi ministri britannici e decisamente ben più numerosi primi ministri e governatori dei rispettivi Stati aderenti al Commonwealth. È sposata con Filippo Mountbatten dal 20 novembre 1947 e ha quattro figli.

Il 22 dicembre l’Assemblea Costituente approva la Costituzione Italiana. Con le nuove costituzioni che si stanno dando di questi tempi i Paesi Arabi e MedioOrientali distreo sollecizione USraeliana, sembra davvero di tornare indietro di oltre 60 anni. Il 3-6 gennaio, del 1947 infatti, il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi era andato in America per ricevere un prestito di 100milioni di Dollari “per il consolidamento del sistema democratico”. De Gasperi riceve dalle mani del ministro del Tesoro americano Snyiders un assegno di 50milioni, secondo versamento per le am-lire usate dalle truppe americane in Italia. Il 14 gennaio l’”Export-Import Bank” dichiara di essere disponibile ad imprestare 100milioni di Dollari per aiutare determinati settori dell’industria italiana ed allargare i propri mercati di esportazione. Altri 25milioni con prestiti a breve scadenza per l’acquisto di cotone negli USA. Ciò avrebbe comportato l’automatica sospensione della produzione della “canapa” settore in cui l’Italia era leader per i quasi 2000 modi che aveva di utilizzare un prodotto autoctono, semplice da trasformare, economico e versatile. Nel 1957 con una legge internazionalela canapa verrà addirittura messa fuori legge a favore del NyLon (accordo tessile industriale stabilito dall’asse New York-London). Ora l’obiettivo comune è estromettere i comunisti. De Gasperi il 13 maggio con l’assegno in mano presenta le dimissioni e apre formalmente la crisi per estromettere le sinistre dal governo. Il 5 giugno il Segretario di Stato americano George Marshall annuncia un piano per la ricostruzione economica dell’Europa (Europera Recovery Program). 15 giugno, il reduce della guerra Fausto Coppi vince il Giro d’Italia davanti a Gino Bartali. Ungheria, Bulgaria, Jugoslavia, Cecoslovacchia, Albania, Polonia, Romania, la Repubblica Democratica Tedesca dietro forti spinte dell’URSS respingono il Piano Marshall. Zdanov dichiara la sua teoria del mondo definitivamente spaccato in due. Il Governo italiano svaluta apparentemente la lira del 55%. A fine anno,.il cambio ufficiale con il Dollaro tocca le 565 Lire.n 15 agosto l’India proclama l’indipendenza e nasce la Repubblica del Pakistan.

I partiti di sinistra e di destra estromessi, organizzano con i partigiani da una parte ed ex della Decima Mas o repubblichini “eserciti paralleli” di eversione. Anche la DC (Democrazia Cristiana) come di recente ammesso dall’ex Presidente della Repubblica Cossiga, ha le sue bombe nascoste e “forze armate occulte”, tra cui Gladio, P2, Stay Beyind, Cerchi Sovrastrutturali, che oltre a una martellante propaganda che mette in guardia dal votare i comunisti, prepara la formazione di nuova classe dirigente ed elimina gli avversari non solo politici ma anche della controinformazione.

1947. Nemici della Patria – Presento questo lungo testo inedito di Vincenzo Vinciguerra dedicato al ruolo delle Forze Armate Italiane dall’8 settembre 1943 a oggi. Ma il punto cruciale come si vedrà saranno proprio le garanzie che il Governo italiano fornirà agli alleati tramite De Gasperi, ma anche la Santa Sede tramite mons Montini, che in gran parte ha agito di iniziativa propria, all’insaputa di Papa Pio XII. Comprendere ciò significa comprendere cosa accadde dall’Unità d’Italia ad oggi e poi cosa sta accadendo nel mondo nei Paesi che stanno subendo la stessa nostra sorte.

PREMESSA DI “NEMICI DELLA PATRIA”

Nella storia della guerra politica italiana, nelle ricostruzioni storiche che ne sono state fatte, è assente un protagonista di prima grandezza: le Forze armate.

Per quanto possa apparire paradossale, nonostante la presenza di elementi concreti ed oggettivi, nessuno ha mai osato chiamare in causa lo Stato maggiore della Difesa che è l’organismo preposto al­la conduzione delle guerre. Eppure, l’interesse degli Stati uniti per l’Italia è di caratte­re esclusivamente militare.

Nel documento del National Security Council n. 1/1 del 15 settem­bre 1947, che sarà approvato il 14 novembre 1947, si afferma che ”l’obiettivo basilare degli Stati uniti in Italia è quello di sta­bilire e conservare condizioni favorevoli alla nostra sicurezza na­zionale”, in quanto “la posizione dell’Italia nel Mediterraneo domina le linee di comunicazione verso il Vicino Oriente e protegge il fianco dei paesi balcanici. Dalle basi, situate in Italia è possibi­le, per la potenza che le controlla, dominare il traffico mediter­raneo fra Gibilterra e Suez e rivolgere consistenti forze aeree contro ogni punto dei Balcani o dell’area circostante”.

Il 1° aprile 1949, il consigliere dell’ambasciata americana a Mo­sca, Foy Kohler, dichiara a Manlio Brosio ambasciatore italiano: “Non credo che il Patto atlantico possa consentire all’Italia al­cuna ipotesi di neutralità in caso di guerra. Questa ipotesi è esclu­sa perché noi pensiamo che centro della guerra sarebbe, più ancora che l’Europa, il Medio Oriente: e per condurre la guerra in Medio Oriente noi abbiamo bisogno del completo dominio del Mediterraneo, Italia compresa”.

Se la nascita dello Stato di Israele, il 14 maggio 1948, ha fatto del Medio Oriente la prima linea del mondo occidentale contro i Pae­si arabi appoggiati dall’Unione sovietica, l’Italia è la retrovia avanzata dalle cui basi aeronavali si può stendere l’ombrello protettivo necessario per garantire la sopravvivenza dello Stato ebraico.

Se 1’importanza della penisola italiana deriva dalla sua posizione strategica nel Mediterraneo, ritenere che il contrasto del comu­nismo, necessario per impedire lo scivolamento dell’Italia su posi­zioni neutralistiche, sia stato esclusivamente affidato alle forze politiche e di polizia è fuori luogo.

La guerra anche nelle sue forme più raffinate e sofisticate rima­ne un compito degli Stati maggiori e delle Forze armate, chiamate a difendere non solo lo spazio geografico ma anche quello politi­co della Nazione.

Negli Stati uniti, non a caso, il 1° aprile 1951 saranno i capi di Stato maggiore riuniti ad inviare alla Casa Bianca una raccoman­dazione segretissima che sollecita l’avvio di una crociata propagandistica, basata su un “programma di vasta scala di guerra psicologica comprendente operazioni speciali comparabile, nelle proporzioni dello sforzo, al progetto ‘Manhattan’ della seconda guerra mondiale”.

Qualche giorno più tardi, il 4 aprile, il presidente Harry Truman istituisce, con una direttiva segreta, il Psychological Strategy Board (Psb) organismo delegato a “pianificare, coordinare e diri­gere nell’ambito della politica nazionale le operazioni psicologi­che” .

Nato su richiesta degli Stati maggiori riuniti, il Psb, al pari del gruppo speciale “Panel 10/2” passerà sotto il controllo del Na­tional security council, del sottosegretario di Stato, del segreta­rio alla Difesa e del direttore della Cia.

La “guerra psicologica” è un affare militare affidato ai militari.

Il 28 aprile 1952, il consigliere presidenziale, Charles Douglas Jack­son afferma che serve un “progetto politico e un piano di guerra psicologica” con lo scopo di “vincere la terza guerra mondiale”.

Lo stesso presidente americano, Dwight Eisenhower, interviene sul­l’argomento invitando a non inquietarsi “per questo termine; è solo una parola di cinque sillabe. ‘Guerra psicologica’ è la battaglia per conquistare le menti e la volontà degli uomini”.

Il 1° gennaio 1957, presso la caserma Passalacqua di Verona, è istituito il Reparto di guerra psicologica, posto alle dirette di­pendenze del Comando forze terrestri alleate del Sud Europa (Ftsae).

Le Forze armate che hanno gli strumenti per difendere lo “spa­zio geografico”, si dotano anche di quelli necessari per tutelare lo “spazio politico”.

Nessuno potrà mai dire che la battaglia contro il comunismo in­terno ed internazionale sia stata condotta per difendere lo spazio geografico dell’Italia, ma non si può sostenere che le Forze arma­te abbiano approntato i mezzi bellici per proteggere lo “spazio politico” e, poi, non ne abbiano fatto uso.

Sarà bene ricordare, prima di iniziare l’analisi dell’azione mi­litare in Italia, che i servizi segreti militari sono un reparto delle Forze armate, non un’entità a sé stante oscura e soggetta a deviazioni.

E che in una”guerra psicologica” fatta di “operazioni clandesti­ne”, i reparti idonei a condurla sono i servizi segreti e non le di­visioni corazzate.

Come ogni guerra, anche quella “psicologica” ha prodotto morti, feriti e prigionieri, di cui è giunto il momento di chiamare a ri­spondere, dinanzi alla Storia, accanto ai vertici politici quelli militari che l’hanno condotta con totale disprezzo nei confronti dell’inerme popolazione civile, così che non esitiamo a definirli, insieme ai primi, nemici della Patria.

L’APPARATO POLITICO-MILITARE

Alla fine della Seconda guerra mondiale, l’8 maggio 1945, tutti i partiti politici, dalle Alpi alla Sicilia, mantengono in armi le proprie strutture che, man mano, dovrebbero essere disarmate ma che, in realtà, consegnano solo quel che basta per dare agli al­leati la sensazione di aver provveduto alla smobilitazione delle formazioni partigiane di partito, comuniste, azioniste, democri­stiane, liberali.

Le Forze armate, dal canto loro, sono impegnate in prima linea in due punti della penisola: la Sicilia, dove si trovano a dover fronteggiare il movimento separatista, in forma ufficiale; e il confine orientale con la Jugoslavia, dove non hanno alcuna possi­bilità d’intervento perché tutto il Friuli Venezia Giulia permane sotto rigida occupazione militare alleata.

Non ci sarà guerra fra le potenze anglo-sassoni e la Jugoslavia perché quest’ultima non è assolutamente in grado di sostenerla. Ne sono consapevoli i diplomatici americani e britannici.

Il 17 giugno 1946, l’ambasciatore britannico a Mosca invia al Foreign office il resoconto di un colloquio avuto con il suo collega, americano, Walter Bedell Smith:

“È convinto – scrive – che Tito, a Mosca, abbia proposto ai russi di attaccare Trieste, e che questi abbiano respinto il piano. Secondo il generale, i russi si rendono conto meglio di chiunque al­tro, dei limiti delle armate partigiane; di conseguenza sono al corrente della precarietà dell’attuale situazione jugoslava, so­prattutto da un punto di vista militare. A suo dire, in nessuna circostanza Mosca incoraggerà Tito a rischiare uno scontro armato con le truppe alleate nella Venezia Giulia. Sa benissimo che ciò porte­rebbe a un conflitto fra le truppe sovietiche e l’esercito angloa­mericano che è ottimamente equipaggiato. I russi non desiderano in alcun modo affrontare una simile situazione: non sarebbero così for­ti da scatenare una guerra totale, anche se disponessero di un’ini­ziale superiorità numerica”.

Il giorno successivo, 18 giugno, il suo collega a Belgrado, in­via a Londra una relazione nella quale non esita a scrivere:

“L’Urss spera di riguadagnare la fiducia dell’Italia sostenendo le richieste jugoslave in una certa fase delle trattative, e quelle di Roma in un momento successivo. Mosca non si cura degli effet­ti di questo doppio gioco sulla Jugoslavia, che è già un paese a influenza sovietica. Al contrario, l’Italia è fuori dal blocco russo e assume quindi, sul lungo periodo, un’importanza maggiore nelle mire moscovite”.

Non ci sarà guerra al confine orientale, ma il contenzioso con la Jugoslavia che ha pesantissimi riflessi sul piano interno per­ché il Partito comunista italiano, diretto da Palmiro Togliatti, in base alle direttive ricevute da Josip Stalin, sostiene le pre­tese del maresciallo Josip Broz, detto “Tito”, su Trieste e  Gorizia, consente al governo italiano, presieduto da Alcide De Gasperi, ed allo Stato maggiore dell’esercito di iniziare la costituzione di gruppi paramilitari clandestini in Friuli Venezia Giulia.

La difesa dell’italianità delle terre irredente permette al go­verno ed all’esercito di anticipare quanto sarà, poi, fatto negli anni successivi su tutto il territorio nazionale: inquadrare nei gruppi clandestini, a fianco dei partigiani “bianchi”, i reduci della Repubblica sociale italiana, che fanno fronte comune contro gli iugoslavi ed i comunisti italiani, loro alleati, cementando una alleanza che si era già formata, riservatamente, nel corso del con­flitto quando i soli ad opporsi all’avanzata del IX Corpus, in mo­do necessariamente diverso per la militanza in campi avversi, era­no stati i partigiani della divisione “Osoppo-Friuli” al comando di Candido Grassi, “Verdi”, e i battaglioni della Repubblica so­ciale italiana, in particolare quelli della divisione di fanteria di marina “Decima” agli ordini di Junio Valerio Borghese.

La lotta contro il nemico esterno (gli jugoslavi) si coniuga con quella contro il nemico interno (i comunisti italiani) e il fronte interno anticomunista si salda e si unisce dimenticando la passata contrapposizione politica ed ideologica.

Nel tempo che intercorre fra la caduta del governo presieduto da Ferruccio Parri (24 novembre 1945) e la costituzione del primo go­verno presieduto dal democristiano Alcide De Gasperi (10 dicembre 1945) , a Gorizia, il locale Comitato di liberazione nazionale co­stituisce la formazione paramilitare clandestina, denominata”Divisione Gorizia”, forte di 1.200 uomini, collegata con il 5° Comiliter di Udine.

L’11 dicembre 1945, il giorno successivo all’insediamento di Al­cide De Gasperi al governo, sempre a Gorizia, a cura di Primo Cre­sta, del capitano Barba, di Bruno Cocianni e con la collaborazio­ne di Candido Grassi, comandante della, divisione partigiana “Osoppo-Friuli”, è costituita 1’Associazione partigiani italiani (Api).

Ufficialmente, l’Api è un’associazione politica composta da re­duci partigiani ma rientra a pieno titolo nel novero delle forma­zioni paramilitari perché è dotata di una struttura armata clan­destina anch’essa in contatto con gli ufficiali dell’esercito.

Nel mese di gennaio, a Udine, i comandanti della divisione “Osoppo” riarmano i reparti dandone notizia al capo di Stato maggio­re dell’esercito, generale Raffaele Cadorna.

Il 28 aprile 1946, il comandante generale dell’Arma dei carabi­nieri, generale Brunetto Brunetti, informa personalmente il presi­dente del Consiglio, Alcide De Gasperi, che in Friuli è stato co­stituito il gruppo paramilitare “Fratelli d’Italia”.

A Gorizia, l’11 giugno 1946, è creato, il “Gruppo Brigate Venezia Giulia”, composto da partigiani anticomunisti.

Prima ancora della costituzione del 3° Corpo volontari della li­bertà, che può essere considerata un’unità ausiliaria dell’eserci­to ufficialmente riconosciuta e pubblicamente nota, tutti gli altri gruppi clandestini sono dipendenti e coordinati dallo Stato maggio­re dell’esercito che mette a disposizione ufficiali, armi e soste­gno logistico ben consapevole che il loro impiego contro la Jugo­slavia rientra nel novero delle possibilità, mentre è certo quello contro i comunisti italiani.

Se la presenza delle Forze armate nei gruppi paramilitari costi­tuiti fin dal novembre 1945 a ridosso della frontiera orientale è da tutti accettata ed ampiamente documentata, sfuma fino ad apparire pressoché inesistente nei gruppi che sono stati creati, sul territorio nazionale, nel corso del 1946 e, via via, fino alla prima­vera del 1948.

L’anticomunismo che si arma non può prescindere dall’autorizza­zione delle autorità politiche che, a loro volta, demandano a quelle militari l’incarico di coordinare le attività dei vari gruppi tramite l’Arma dei carabinieri ed i servizi segreti.

Il 3 marzo 1946, a Milano, con l’approvazione dello statuto e del regolamento provvisorio, la Chiesa ambrosiana ricostituisce la propria formazione paramilitare, il Movimento dell’avanguardia cattolica (Maci), che ha come requisito primo la segretezza anche nei confronti delle forze di polizia.

Lo dimostrano le istruzioni impartite ai militanti, il 27 marzo 1947, che impongono, nel caso di domande da parte di agenti e fun­zionari della Pubblica Sicurezza, di “dire che trattasi di orga­nizzazione cattolica con scopi culturali e divulgazione dei prin­cipi cristiani; che non esiste alcun registro e che non siamo in grado di fornire altri elementi”.

Ma non esistono dubbi sul fatto che il Maci sia stato un gruppo paramilitare predisposto, sotto la guida di vescovi e monsignori, a partecipare ad una guerra civile.

Nel mese di febbraio del 1948, ad esempio, il gruppo “Ariberto” comunica ai propri dirigenti di avere 70 uomini, con una squadra di pronto impiego di 15 uomini, 2 mitra, 8 pistole e 5 bombe a ma­no ma, specifica, che in caso di bisogno può contare su vari grup­pi armati dell’Opc a Origgio.

Il gruppo “Garcia Moreno” informa di essere privo di munizioni di riserva, e delinea la situazione dei trasporti, l’ubicazione delle fabbriche, indicando gli obiettivi da difendere fra i quali la chiesa, l’oratorio, il cinema, la sede delle Acli ed altri an­cora.

Un terzo gruppo, infine, lamenta di aver poche pistole ma segna­la di intrattenere ottimi rapporti con i carabinieri.

Il 1° aprile 1948, a Milano, il maggiore dei carabinieri Antonio Di Dato consegna ai propri subalterni, fra i quali il capita­no Aldo Altomare, comandante della compagnia di Milano suburbana, un promemoria a titolo di “orientamento” relativo all’inquadramen­to, armamento ed impiego di volontari civili cattolici da parte dell’Arma.

Al promemoria è allegato un elenco di persone “affidabili” del Maci, fra le quali spicca Adamo Degli Occhi che, nei primi anni Settanta, sarà a Milano uno dei protagonisti dell’anticomunismo politico e sarà, infine, grottescamente accusato di “golpismo”.

Non c’è, in campo cattolico, solo il Maci.

Il 27 febbraio 1948, a Torino. Renato Foietta, responsabile del­l’organizzazione paramilitare cattolica “Vedette” in Piemonte, scrive a tale Pozzati per informarlo che “il Cs (controspionag­gio – Ndr) è disposto a permettere che qualcuno di voi indossi la divisa di carabiniere…Il Cs è disposto a mettere in contatto personale uno di voi; e pensavo a te (vedi tu) con il comando dei carabinieri locale e agire sempre assieme. Mi pare che questa – con­clude Foietta – sia una buona cosa”.

L’8 febbraio 1948, su ordine personale di Pio XII, è stato co­stituito il “Comitato civico” diretto da Luigi Gedda, che sarà l’organizzazione politica con la quale il Vaticano contrasterà i social-comunisti del “Fronte popolare”, ed accanto ad essa, dis­simulata e segreta, ci sarà 1’organizzazione paramilitare pronta ad intervenire con le armi contro i “senza Dio”, anch’essa debitamente collegata alle Forze armate ed al suo Stato maggiore.

Nel mese di aprile del 1946, a cura del colonnello Ugo Corrado Musco, è fondata 1’Armata italiana della libertà (Ail) che si pro­pone di difendere le “quattro libertà” proclamate dalla Carta atlan­tica.

Il colonnello Ugo Corrado Musco è fratello del colonnello Etto­re Musco, comandante dei servizi segreti militari, così che nono­stante la speculazione fatta sul conto di questa organizzazione che, alla pari di tutte le altre annoverava fra i suoi gregari numerosi reduci fascisti, l’Ail può essere considerata una formazione politico-militare governativa.

Ne fa testo l’elenco dei componenti del suo comitato centrale, depositato presso l’ambasciata americana dal colonnello Ugo Corrado Musco, il 23 ottobre 1947.

Il vertice dell’Armata di liberazione è composto da 35 persone, delle quali 10 sono generali, 4 ammiragli e 3 colonnelli, tutti componenti di quelle gerarchie militari che, l’8 settembre 1943, si erano schierate con gli alleati.

Vi sono, difatti, l’ammiraglio Alberto Da Zara che aveva con­dotto le navi italiane, con i segni della resa, da Taranto a Mal­ta; il generale Renato Sandalli, ministro dell’Aeronautica nel pri­mo governo Badoglio; Gustavo Reisoli Mathieu; il generale dei ca­rabinieri, Luigi Sabatini, solo per citarne alcuni.

Ad ulteriore smentita di quanti continuano a presentare l’AIL come un’organizzazione “neofascista”, e a confermare la matrice militare delle sue origini vi è la nota inviata al Dipartimento di stato dall’ambasciatore americano a Roma, James Clement Dunn, il 5 settembre 1947. In questa Dunn segnala che “esiste una forza anticomunista or­ganizzata su scala nazionale nota come Armata italiana di libera­zione (Ail) che venne creata nella primavera del 1946. Le domande di arruolamento sono state 200.000 anche se il dato viene consi­derato ottimistico. Il comitato centrale dell’Ail ha sede a Roma, opera attraverso alti comandi regionali, provinciali, comunali. Formata dall’esercito, dalla Marina e dai carabinieri, è un’organizzazione – scrive Dunn – ancora non bene armata ma potrebbe essere equipaggiata se da parte dei comunisti ci fossero minacce di violenza attiva”.

Come prassi e logica vogliono, l’ambasciata americana ufficial­mente non partecipa all’attività dell’AIL, ma una lettera inviata dal massone Frank Gigliotti all’assistente Segretario di Stato, Nor­man Armour, il 26 settembre 1947, conferma l’intervento americano. Gigliotti scrive:

“Sono di origine italiana e…conosco come lavorano i comunisti da quando sono stato commissario all’Assistenza pubblica del mio paese e ho potuto vedere le loro cellule segrete in azione. Non possiamo acconsentire che ciò avvenga in Italia, ma è proprio questo che avverrà se non faremo qualcosa per i gruppi che sono all’’immedia­ta sinistra del centro’. Tutti i gruppi liberali e sinceramente de­mocratici, anticomunisti quanto il nostro stesso governo, si sentono terribilmente scoraggiati e delusi. Sentono che li abbiamo dimen­ticati dono averli messi in piedi, specie quando li abbiamo aiuta­ti a costruire 1’Armata italiana della libertà. E non possiamo la­sciare che succeda questo, perché se dovesse capitare un’altra guerra, e Dio non voglia che capiti, allora finiremmo per guadagnarci in Italia la stessa reputazione che adesso abbiamo in Jugoslavia per aver permesso che Mihajlovic venisse impiccato da Tito”.

L’appartenenza alla massoneria, di Frank Gigliotti come degli ufficiali che fanno parte del comitato centrale dell’Ail, la sua di­pendenza dai vertici militari, la sua funzione di forza d’urto con­tro i comunisti, fanno di questa organizzazione l’esempio al quale si sono ispirati quanti hanno fatto della loggia Propaganda 2 del Grande Oriente d’Italia, negli anni Sessanta, e Settanta, una struttu­ra atlantica operante all’interno della massoneria.

La sola differenza fra 1’Armata italiana di liberazione e 1a loggia P2 risiede nel fatto che la prima si proponeva di organizzare un esercito nell’esercito, ovvero una forza paramilitare in grado di affiancare le Forze armate contro i comunisti, mentre 1a secon­da, mutati i tempi e le condizioni, ha proceduto ad un arruolamen­to selettivo dei propri elementi chiamati a svolgere compiti poli­tici ad alto livello, sul piano interno ed internazionale, con lo obiettivo dichiarato di impedire al Pci l’ingresso in una maggio­ranza governativa.

Massoneria e Forze Armate si stagliano apertamente anche alle spalle del “Fronte italiano anticomunista”, la cui imminente co­stituzione è segnalata in un rapporto del 20 maggio 1946 che attribuisce l’iniziativa all’ammiraglio Raffaele De Courten, al genera­le Roberto Bencivenga e al senatore Alberto Bergamini.

Un secondo rapporto americano del 17 giugno 1946 afferma che “un gruppo di personalità politiche e militari legati agli ambienti della destra, incoraggiate e perfino finanziate da centri di osservazione stranieri, hanno iniziato consultazioni con l’obiettivo di creare un movimento politico di stampo massonico conosciuto co­me il Fronte italiano anticomunista…il suo programma politico non è ancora pienamente noto. È sintomatico, comunque, che il mo­vimento sia aperto a tutti i nemici del comunismo, specialmente ai circoli militari e agli ex fascisti”.

Due note informative dell’anno successivo confermano che il Fronte italiano anticomunista è stato effettivamente, costituito e ne chiariscono le finalità.

La prima dell’8 luglio 1947, rileva che i capi dell’organizzazione si riunirebbero nella sede della Lux Film, a Roma, e che ad essa aderirebbero molti ufficiali dei carabinieri.

La seconda, risalente al 15 luglio 1947, specifica che il “Fron­te italiano anticomunista”, fondato dall’ammiraglio Raffaele De Courten nella primavera del 1946, avrebbe assunto la denominazio­ne di “Truppe nazionali anticomuniste” e sarebbe in grado di in­tervenire in caso di disordini di piazza. L’attivismo militare in campo politico produce anche la creazio­ne di un altro gruppo paramilitare, il “Fronte antibolscevico”, i cui promotori sono il colonnello dell’Esercito, Oete Blatto, in servizio presso lo Stato maggiore; il colonnello dell’Aeronautica, ex responsabile del Sia, Ugo Fischietti, il colonnello del Sia, Angelo Crocetta.

Il Fronte antibolscevico è occultato sotto la copertura dell’As­sociazione per il turismo aereo internazionale (Atai), e giunge ad annoverare fino a 2.500 uomini per essere, ufficialmente, di­sciolto nell’estate del 1948.

Il luogo comune sull’apoliticità delle Forze armate italiane, sul loro distacco dalle contese politico-ideologiche trova nella storia delle formazioni paramilitari del secondo dopoguerra la migliore e la più netta delle smentite.

Non c’è gruppo di estrazione anticomunista che, quando non sia stato promosso da ufficiali delle Forze armate, rappresentanti di tutte e tre le Armi (Esercito, Marina ed Aeronautica), non sia in stabile contatto almeno con i carabinieri, onnipresenti ed onni­scienti .

In due anni, dal 1946 al 1948, l’anticomunismo italiano si ar­ma sotto il controllo del governo e dei suoi organismi militari e di polizia per fare fronte ad una minaccia che appare solo ipote­tica.

All’elenco delle formazioni già citate si possono aggiungere, a titolo di esempio, il “Movimento anticomunista repubblicano ita­liano” (Macri), forte, secondo una nota informativa del 31 dicem­bre 1946, di undicimila uomini e in contatto con il mafioso Salva­tore Giuliano; mentre, nel mese di giugno del 1947, a Roma, è creata 1′”Unione patriottica anticomunista” (Upa) che fa capo direttamente all’Arma dei carabinieri.

L’apparato clandestino del Partito Comunista italiano si trova a dover fronteggiare una miriade di gruppi ed organizzazioni pa­ramilitari non ufficiali, magari slegate fra esse, prive cioè di collegamenti orizzontali, ma verticalmente dipendenti, sotto il pro­filo del coordinamento, dallo Stato Maggiore della Difesa, in for­ma occulta.

Una conferma indiretta viene dall’autorevole testimonianza del generale Ambrogio Viviani, secondo il quale, nel 1947, nell’ambito dell’Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore dell’Esercito risulta­va operante una “sezione informazioni” che non s’identificava con l’Ufficio Informazioni e, nell’ambito del 1° Reparto dello Stato maggiore dell’Aeronautica risultava in funzione una sezione infor­mazioni distinta dal Servizio informazioni aeronautica (Sia).

Il 10 maggio 1947, con Ddl n. 306, viene emanato l’ordinamento del ministero della Difesa e, nell’ambito del Gabinetto del mini­stro, viene istituito un “Ufficio affari riservati” con compiti che non vengono specificati.

Una risposta all’esistenza di questo misterioso ufficio si può forse trovare in un memorandum redatto dall’ambasciatore britannico in Italia, Victor Mallet, relativo ad un colloquio fra il pre­sidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il ministro degli Esteri Carlo Sforza ed il suo omologo britannico Anthony Eden, del 30 di­cembre 1947.

De Gasperi, difatti, informa Eden di aver “incaricato il signor Pacciardi, uno dei nuovi vicepresidenti del Consiglio e leader del Partito repubblicano, di agire in qualità di presidente di una sorta di comitato per la difesa civile”.

Non ci sono solo le formazioni paramilitari create dallo Stato maggiore dell’esercito in forma più o meno occulta o, comunque, per iniziativa di alti ufficiali delle tre Armi e dei Carabinieri.

La lotta politica italiana, infatti, si militarizza ma in for­ma clandestina perché è ufficialmente tornata la pace ed i parti­ti ideologicamente nemici convivono nello stesso governo, mentre i sostenitori della Repubblica si preparano ad abbattere la mo­narchia ed i monarchici a difendere Casa Savoia.

Fino al 2 giugno 1946, la necessità di restare con le armi in pugno risponde ad una logica ambivalente: da un lato quella del­la possibilità dello scontro fra anticomunisti e comunisti, dal­l’altro, quella di una guerra civile fra monarchici e repubblica­ni .

Così, il 13 febbraio 1946, l’agente JK23 dell’OSS, nel rapporto intitolato “Attività politiche clandestine”, scrive che al “coman­do di Pacciardi, i repubblicani hanno probabilmente nascosto gran­di quantità di armi e organizzato forze militari clandestine”.

Lo stesso giorno, un altro rapporto dello stesso Oss, relativo ad “Organizzazione monarchica Raam-Reparti antitotalitari antimar­xisti monarchici”, segnala:

“La Raam è una organizzazione anticomunista pro monarchica ope­rante all’interno delle forze armate italiane e al comando del maresciallo Messe. È formata da piccoli gruppi di sei o sette per­sone guidati da ufficiali dell’esercito, della marina e dei cara­binieri. Si contano anche molti civili…Si dice che prepari in segreto un’insurrezione armata con l’aiuto di partiti politici e lei legati. I suoi principali centri si trovano a Roma, a Milano, Napo­li, Cesano, Aurelia e Alto Adige”.

Ancora il 30 maggio 1946, Corrado Bonfantini e Carlo Andreoni distribuiscono armi ai militanti socialisti in previsione di un colpo di Stato monarchico.

Anche i servizi segreti americani paventano la possibilità di un colpo di mano, in questo caso comunista, in caso di vittoria monar­chica al referendum del 2 giugno 1946.

La valutazione che ne fanno, il 17 aprile 1946, in risposta ad una richiesta avanzata dal presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, appare realistica:

“Eccetto che per le province dell’Emilia Romagna, si ritiene improbabile il ricorso alla forza se non con tentativi sporadici e limitati localmente. Nessuna prova di preparativi di colpi di Sta­to. I comunisti risultano meglio armati ed organizzati degli altri partiti, ma anche questi perlomeno a certi livelli risultano arma­ti. Se la monarchia dovesse vincere il referendum con una maggioranza minima, allora questo potrebbe costituire lo spunto per un pos­sibile colpo di Stato di sinistra…”

Il 2 giugno 1946 vince la Repubblica.

Viene così evitato un possibile scontro fra repubblicani e monar­chici che avrebbe affiancati fra i primi, spalla a spalla, gran par­te dei reduci della Repubblica sociale e partigiani delle brigate “Garibaldi” con conseguenze imprevedibili per la successiva sto­ria italiana.

Viceversa, nessuno si muove. L’Esercito accetta il risultato, l’Arma dei reali carabinieri fa altrettanto, la regia Marina militare si limita ad accompagnare la regina Maria José e la sua famiglia, il 5 giugno 1946, ad Oporto (Portogallo), a bordo dell’incrociato­re “Duca degli Abruzzi”.

La partenza per Oporto di Umberto II, il 13 giugno 1946, dall’ae­roporto di Ciampino scongiura definitivamente il pericolo di uno scontro fra le due opposte fazioni, ma le armi non vengono riposte.

L’esito delle votazioni per l’elezione dell’Assemblea Costi­tuente ha, difatti, posto in evidenza la forza elettorale dei partiti dell’estrema sinistra italiana.

La Democrazia cristiana, si è affermata come il primo partito italiano con 8.101.404 voti, alle sue spalle però il Partito socialista conta 4.758.129 voti e quello comunista 4.356.686, per un totale per i due partiti di 9.114.818 voti, un numero tale che sgomenta l’anticomunismo italiano ed internazionale.

Scongiurato il pericolo dello scontro fra monarchici e repubbli­cani, dinanzi all’evidenza dei risultati elettorali sia gli anticomunisti che i comunisti non escludono la possibilità di fare ri­corso alla forza per giungere al potere in Italia.

Stati uniti e Gran Bretagna sanno perfettamente che non sarà Josip Stalin ad autorizzare il Pci, diretto da un uomo di sua fidu­cia come Palmiro Togliatti, a tentare la conquista del potere in Italia per via insurrezionale perché lo vietano gli accordi di Jalta, la cui violazione nella sfera d’influenza occidentale po­trebbe autorizzare gli anglo-sassoni ad intervenire all’interno dei paesi dell’Europa dell’est, in cui i partiti comunisti non hanno ancora consolidato il loro potere.

Ma, se il Partito comunista italiano insieme a quello sociali­sta fosse in grado nel giro di pochi anni di ottenere la maggio­ranza relativa dei voti, acquisendo il diritto di formare il go­verno, come potrebbero le democrazia anglo-sassoni contestare un potere raggiunto per via elettorale, democratica, basata sul con­senso di gran parte dell’elettorato italiano?

Si materializza, in questo modo, la grande paura dell’anticomu­nismo, quella dell’aggiramento dei patti di Jalta per via eletto­rale da parte del Pci e dei suoi alleati, che condizionerà in modo tragico tutta la vita italiana fino ai primi anni Ottanta.

Quali contromisure adottare per scongiurare questo pericolo?

La costituzione, in forma permanente, di un apparato militare se­greto rientra certamente nel novero delle misure prese dai gover­ni democristiani in accordo con lo Stato maggiore della difesa, per fronteggiare tre eventualità:

1° – la possibilità che il Partito comunista tenti un colpo di ma­no per impadronirsi del potere.

2° – La possibile reazione armata dei comunisti dinanzi alla sconfitta elettorale del 18 aprile 1948, considerata certa, e al­la loro successiva estromissione dal governo;

3° – una possibile vittoria elettorale del Pci al quale bisognerà impedire di formare il nuovo governo e, comunque, di governare.

L’apparato politico-militare avrà, quindi, compiti difensivi ed offensivi ma, nel corso degli anni, naufragate le ipotesi di una insurrezione comunista per impadronirsi del potere o per reagire ad una sconfitta elettorale, all’estromissione del partito dal go­verno o alle provocazioni dei governi democristiani, resteranno va­lidi solo questi ultimi che, via via, saranno i soli ad essere con­siderati ed attuati fino al 1979, quando per la prima volta nella storia del dopoguerra il Partito comunista inizierà a perdere con­sensi elettorali e cesserà di rappresentare una minaccia per l’an­ticomunismo interno ed internazionale.

L’esistenza di un apparato politico-militare occulto diretto dallo Stato maggiore della difesa, sotto il controllo dei governi de­mocristiani non è una mera ipotesi.

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