Il nostro vero antidoto? L’Eucarestia e farci Popolo di Nostra Signora della Tenda nella Carità. Sapere che siamo in una battaglia vera e poter riconoscere il nemico: apatia, accidia, ignavia di fronte al Male che è là.

Il Motto sia: LIBERI, DALLE “MATRICI DI MAMMONA, PER LIBERARE

Qui vedrete il tempo della Fine, i Segni dei Tempi, annunciare la Parusìa

San Marco 13, San Matteo 24, San Paolo Tessalonicesi 2, San Giovanni Apocalisse 13, San Daniele 8, La Salette, Fatima

Confraternita Diaconale e Mariana di Comunità & Cooperative di Arcieri e Cattolici Resilienti – Arca della Bellezza

Gesù ce lo ha insegnato che nessuna Moneta ripaga dell’Amore e del Tempo che doniamo o riceviamo dagli altri. Esiste una Energia particolare che si sprigiona quando dando Amore, Tempo e noi stessi, offriamo un alloggio, una bevanda, un pasto, un sorriso, la disponibilità totale ad essere di aiuto nella maniera che possiamo secondo le nostre capacità particolari. Chi ci ripaga con Denaro spesse volte si sottrae da una responsabilità che in una comunità, invece, sarebbe parte del nostro essere Vangelo tutti insieme, in Carità e Verità.

Ancora peggio di chi si libera di una responsabilità pagando il nostro Tempo ed il nostro Amore è chi illudendoci di darci attenzione in cambio del nostro Amore e del Nostro Tempo, poi non paga la mercè all’operaio, sfruttando il nome di Dio a suo totale ed esclusivo vantaggio.

Nel “dire” la Verità, come pretendiamo di dirla e farla recepire noi, siamo destinati a rimanere soli in questi tempi di Grande Tribolazione: e trafitti da un raggio di Dio. Pur se consolati da Gesù e Maria. Rischiando in parte di rendere vano il messaggio che ci è stato assegnato e che dovremmo trovare il modo di diffondere diligentemente e con Carità cristiana. Gesù nei Vangeli si rivolge ad ognuno come un essere umano con una propria identità, distinguendo l’approccio con gli uomini da quello con le donne, con gli anziani e con i parvoli. Il Vangelo è e resta l’unica vera fonte da cui abbeverarci, per apprendere il metodo di ogni insegnamento e di ogni comunicazione con il prossimo.
Io conto pochi ma buoni amici, senza elevarmi a giudice, senza pretendere che “siano” come me; senza aspettarmi che “dicano” come me; senza attendermi che si “comportino” come me. Io sono io, loro sono ognuno secondo la propria indole; diversi da te e da me. Io stesso, sono diverso da te, anche se abbiamo conosciuto la Verità (tutta intera) sia te che io; tanto, che siamo diventati liberi, ma soli. Quindi. io sono libero, tu sei libero, loro (probabilmente) non sono liberi. Dipendono da altri! Come fare a liberarli, per unirci tutti in una comunità d’amore? Forse, usando il precetto: “liberi, da Mammona, per liberare”. Salvo poi scoprire, che, in ciò che appare piccolo a noi e riduttivo ai più; o meglio “inutile” per coloro che presumono sapere molte cose, c’è, invece, tutta la grandezza di Dio, che si espande e riconduce in tanti piccoli “frattali” algebrici e geometrici …che ci consolano nella infinità di colori, suoni, luci, meraviglie, gesti di pietà quotidiana e di amore per la vita! Perchè ognuno, che è effettivamente diverso da noi, perchè Dio così ha voluto che ognuno di noi fosse (ossia diverso con una propria personalità), ebbene ciascuno, al di là della Verità che è di Dio, ha ciò che a noi manca in questa vita; o che potrebbe completare la nostra solitudine su questa terra. A quel punto, ci sorge il desiderio di essere anche noi parte degli altri; di diventare anche noi necessari; di farci piccoli come loro; per essere belli e semplici come loro, che non sono mai soli; e ci scopriamo subito utili e fecondi di Verità, nella Carità, nello Spirito. Perchè la “Carità“, quella che si misura con la nostra umiltà, il nostro peregrinare e bussare nelle porte delle case, con-dividere ciò che abbiamo, ospitare i viandanti, come ammonire i dubbiosi, si “faVerità. Ecco, “facciamoci tutti Carità nella Verità“, docili e “fermi” strumenti nelle mani di Dio.

Riporto questa Lettera, senza dire chi l’ha scritta (anche se lui comunque ci tiene a firmarsi, e fa bene), nè quando l’ha scritta, nè a chi si rivolge. Forse non rendo una buona testimonianza, ma il mio atteggiamento è tale solo perchè mi rivolgo a coloro che facilmente cedono a quella questione pregiudiziale di tornare ad essere bambini per poi liberamente, attraverso una falsa coscienza, poter condannare la Chiesa, senza la quale nessuno si salva.

La venuta del Signore e ciò che la precederà

Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e alla nostra riunione con lui, di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente. Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio.

Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. Il mistero dell’iniquità è gia in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo, la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi. E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità.

Esortazione alla perseveranza

Noi però dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, attraverso l’opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità, chiamandovi a questo con il nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera. E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.

Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore si diffonda e sia glorificata come lo è anche tra voi e veniamo liberati dagli uomini perversi e malvagi. Non di tutti infatti è la fede. Ma il Signore è fedele; egli vi confermerà e vi custodirà dal maligno.

E riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore, che quanto vi ordiniamo gia lo facciate e continuiate a farlo. Il Signore diriga i vostri cuori nell’amore di Dio e nella pazienza di Cristo.

Guardarsi dalla vita disordinata

Vi ordiniamo pertanto, fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, di tenervi lontani da ogni fratello che si comporta in maniera indisciplinata e non secondo la tradizione che ha ricevuto da noi. Sapete infatti come dovete imitarci: poiché noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darvi noi stessi come esempio da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace. Voi, fratelli, non lasciatevi scoraggiare nel fare il bene. Se qualcuno non obbedisce a quanto diciamo per lettera, prendete nota di lui e interrompete i rapporti, perché si vergogni; non trattatelo però come un nemico, ma ammonitelo come un fratello.

Preghiera e addio

Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni modo. Il Signore sia con tutti voi.

Questo saluto è di mia mano, di Paolo; ciò serve come segno di autenticazione per ogni lettera; io scrivo così. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi.

“Liberi da Mammona per liberare” – “Facciamoci Tutti Carità e Comunità d’Amore nella Verità del Vangelo” – “In Gesù Adveniente e Maria CorRedentrice”

per ulteriori approfondimenti

http://www.stampalibera.com/?p=40421

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