La Val(s)torta. J’accuse su Maria Valtorta… Meglio leggere Dan Brown!

Maria Valtorta derniere photo

LA VAL(S)TORTA

Maria Valtorta e la sua opera…

Quando l’ispirazione letteraria è scambiata per ispirazione divina. E un romanzo su Gesù per “quinto evangelio”. “Pericoloso” per giunta, a detta di Ratzinger. Meglio Dan Brown…

J’ACCUSE

di un equivoco letterario-religioso

Perciò, quando i valtortiani dicono: “Maria Valtorta, chiamata ‘piccolo Giovanni’, non ha scritto un quinto Vangelo, ma ha sviluppato e illustrato, per divina ispirazione, i quattro Vangeli canonici”, occorre rispondere: “no”. La verità è che la Chiesa ha rigettato questa conclusione. Da 50 anni la Chiesa sostiene che la Valtorta non ha scritto sotto ispirazione divina ma a modo suo: ha semplicemente composto una “vita romanzata” di e su Gesù… Insomma, potremmo continuare e non essere lontani da ciò che disse l’allora Ratzinger per mezzo del Sant’Uffizio: “Una vita di Gesù malamente romanzata“… E anche se volessimo togliere il termine “malamente” , che esprime il giudizio della Chiesa, l’opera è davvero una vita di Gesù “romanzata”.

di Tea Lancellotti

Allontanando da noi la presunzione o la superbia di sostituirci al giudizio della Madre Chiesa, vogliamo semplicemente trattare l’argomento partendo da ciò che la Santa Sede ha già detto a riguardo. Desideriamo, inoltre, tentare di comprendere perché, pur essendoci stato parere negativo riguardo agli scritti della Valtorta, i fedeli, invece di obbedire, continuano ad andare contro le disposizioni ecclesiali.

Va sottolineato che la Chiesa non si è pronunciata sulla persona, ma solo sui suoi scritti. Pur non ritenendoli eretici, li ha però “sconsigliati perché pericolosi” alla fede “dei piccoli”.

Le denunce della Madre Chiesa su questi scritti sono due. La prima è del 1959 a cura del Sant’Uffizio con la firma dell’allora Prefetto cardinale Ottaviani; la seconda è del 1985 a firma dell’ex Sant’Uffizio. Il Prefetto era all’epoca Joseph Ratzinger, il quale era impegnato contemporaneamente nell’analisi dei testi e della biografia di un’altra mistica, Anna Katharina Emmerich, di cui abbiamo parlato già in precedenti articoli e la cui beatificazione giunse nel 2004 con la firma al decreto di approvazione del beato Giovanni Paolo II.

Va ripetuto che non intendiamo fare processi. In aggiunta, diciamo anche che in futuro le decisioni prese finora potrebbero cambiare. E’ sempre saggio e prudente attendere il parere della Chiesa. Pertanto, noi ci accingiamo a sviscerare l’argomento fermandoci a ciò che è stato detto fino ad ora: per il domani Dio vede e provvede.

PER VIE SEGRETE… E RADIO MARIA.

Nel Bollettino valtortiano del luglio 2010 leggiamo questa inquietante presentazione:

“L’Opera è restia a farsi trasportare sui veicoli di una propaganda aperta, ma preferisce dirigersi ai cuori, che se la comunicano l’un l’altro. Per tali vie segrete l’Opera ha raggiunto e continua a raggiungere ogni angolo della terra, fino ad aver suscitato spontaneamente traduzioni in più di 20 lingue, che tendono ad aumentare… Ogni volta, dunque, che abbiamo preteso di “lanciarla” con un servizio giornalistico, una pubblicità sulla stampa, uno stand alle fiere del libro, una conferenza o un convegno, a volte per iniziativa di altri con il nostro appoggio, ma sempre nella convinzione di rendere un buon servizio all’Opera, abbiamo fallito il colpo e siamo stati dirottati a servire tornando al solito posto di lavoro. Insomma, non dovevamo condurla, ma esserne condotti”

Inquieta quelle “vie segrete” giustificate dal quel dirigersi direttamente “ai cuori” comunicando l’un con l’altro: ci suona tanto di adepti,”per gli eletti”, settario, soprattutto se guardiamo al fatto che la condanna espressa dalla Chiesa è nata proprio a riguardo della difesa dei semplici.

Ad ogni modo usano anche Radio Maria, con la compiacenza di Padre Livio, per rendere pubblici questi scritti sconsigliati dalla Chiesa, definendoli “ispirati” quando la Congregazione per la Dottrina della Fede ha deciso, per ora, che non lo sono.

SE GESÙ PARLA “STRANO” E SI DISSOCIA DALLA CHIESA

La piccola Valtorta in braccio alla nonna, con i genitori

L’ambiguità di queste parole è palese. Questo “Gesù” si esprime con pensieri strani, e comprendiamo perché per ben due volte la Chiesa definisce questi diari o quaderni come “pericolosi”. Sfogliando tutte le profezie dei mistici, riconosciuti tali, mai un Gesù Signore si dissocia dalla Chiesa che “vediamo”. Certo, Gesù mette in guardia sempre dai nostri peccati e dalle ombre che gettiamo sulla Sua Sposa, ma non ha mai avanzato il dubbio che “Sarebbe meglio allora che molte volte non la conoscesse. Dico che non conosce la Chiesa così come Io l’ho fondata“; al contrario, Gesù, nel suo rapporto con mistici e veggenti, solitamente cerca discepoli per riaffermare la credibilità dell’unica Chiesa da Lui fondata e guidata (più che animata), non semplicemente dal “suo” spirito, ma dallo Spirito Santo, Terza Persona della Trinità, che è Uno col Padre e il Figlio. La beata Emmerick, per esempio, parla certamente di ministri corrotti, perversi e pervertitori che guidano una “chiesa parallela”, ma non mette mai in dubbio la Chiesa in quanto tale. Qui, invece, la Valtorta dice ben altro, avanzando il dubbio che la Chiesa guidata da Pietro (intende questo quando viene detto “suoi ministri”) non sia la stessa di quella fondata da Cristo. E’ come se Cristo parlasse di un’altra Chiesa che la maggior parte dei fedeli non conoscerebbe o che “ Sarebbe meglio allora che molte volte non la conoscesse“. Il dubbio è palese e ci spinge a quella dottrina protestante secondo la quale la vera Chiesa di Cristo sarebbe quella “spirituale”, fatta dalla fede dei fedeli, e non quella retta dai ministri che sono sì sempre passibili di tentazione – e in alcuni casi anche corruttori di anime – ma anche “santi e santificatori”.

RATZINGER: UNA CONDANNA CHE NON È PRESA ALLA LEGGERA

Nel 1985, il cardinale Joseph Ratzinger, nella sua qualità di Prefetto della CdF, risponde personalmente al quesito di un sacerdote genovese, interessato a conoscere la posizione dell’autorità ecclesiastica circa l’Opera della Valtorta; la risposta, come abbiamo detto, richiama il decreto del 1959 e un articolo dell’Osservatore Romano, aggiungendo che la condanna «non fu presa [rectius: decisa] alla leggera», sostenendo che l’Opera su Gesù è: “Una vita di Gesù malamente romanzata“. La condanna non è rivolta alla persona, ma deve essere fatta al fine di evitare i danni che tale pubblicazione avrebbe potuto «arrecare ai fedeli più sprovveduti». Michele Pisani, il laico che si prodigò alla prima stesura degli scritti, senza attendere il parere della Chiesa e continuando la divulgazione anche dopo l’esito negativo, addolcisce la pillola sostenendo che parlando di “fedeli più sprovveduti”, si potrebbe sottintendere che nell’Opera non si trovano errori propriamente eretici, giacché, in tal caso, essa sarebbe stata proibita a tutti quanti i fedeli; analogo discorso può farsi per un ipotetico danno alla moralità. Piuttosto la decisione presa dal futuro Papa riguarda propriamente quelle censure di “opportunità”, proprio per evitare che i fedeli “più sprovveduti” possano far sorgere in loro quegli stessi dubbi palesemente presenti nell’Opera.

IL MISTERO DELL’APPROVAZIONE DI PIO XII E LA LETTERA DI PAOLO VI

Pio XII

Le fonti valtortiane sostengono che tutta l’Opera fu data all’allora pontefice Pio XII, il quale, dicono, dopo averla letta, in una udienza privata a tre serviti diede l’ordine di farla pubblicare “così come era” e di vietare ai chierici la strumentalizzazione dei testi, e il divieto di censurare alcune parti. Il Sant’Uffizio naturalmente sostiene che ciò non è vero, a chi credere?

Semplice: se la risposta si fosse fermata al 1959, forse si poteva sospettare di un’eventuale disobbedienza al Papa e di un’azione malevola del Sant’Uffizio, ma il fatto che nel 1985 la Congregazione per la Fede, guidata da Ratzinger, si espresse nel modo in cui abbiamo letto, appare ragionevole credere che Pio XII non approvò mai l’Opera e forse non ebbe modo neppure di leggerla. Per il fatto stesso che si parla di “udienza privata” (e guarda caso a tre serviti che seguivano Maria Valtorta) non possiamo certo dire che la fonte sia più attendibile di quella del pronunciamento della CdF stessa. I valtortiani esibiscono una lettera della Segreteria di Stato nella quale c’è scritto che l’Opera donata a Paolo VI, nel 1974, ha ricevuto il “grazie del Pontefice”. Questa, però, non è un’approvazione: il Papa riceve centinaia di doni. Anche io conservo ben due di queste lettere-ricevute, dopo aver fatto pervenire al Papa Giovanni Paolo II le foto della mia famiglia, chiedendo la benedizione, e la sua segreteria ci rispose mandandoci anche la corona del rosario, ma non mi sono mai illusa che il Papa l’abbia davvero letta o che abbia visto le nostre foto.

COLOMBE E SERPENTI. MAGISTERO E VANGELO PIEGATI ALLA VALTORTA

Ma è necessario anche ricordare che “sprovveduto” si dice di colui che non ha dimestichezza o conoscenza di come funzionano le cose in un determinato contesto; che non è in grado di capire un fenomeno, una situazione che si trova ad affrontare. Talora, nell’accezione comune, si sottintende che chi è sprovveduto è anche esposto a determinati rischi derivanti dalla sua ingenuità o scarsa avvedutezza. Ci pare, allora, che, in un tal contesto, l’opportuna “censura” sia stata provvidenziale: sprovveduti sono in generale un pó tutti i cristiani, proprio perché, come battezzati, laddove si vive da veri cristiani, si è resi “docili come colombi”. Anche per questo, tuttavia, siamo invitati ad agire con l’astuzia dei serpenti.

Del resto, che certa “astuzia” venga usata anche da chi cura le Opere valtortiane è da loro detto: “Alcuni libri-estratti li abbiamo corredati di passi del Vangelo, ed anche di documenti del magistero pontificio, che avallano e rafforzano il valore della trattazione valtortiana.”

Il sistema è, dunque, quello di piegare il Magistero e il Vangelo all’opera valtortiana, una sorta di interpretazione che, evidentemente, all’allora cardinale Ratzinger non è bastata per definirla “edificante e di aiuto ai fedeli”. Al contrario, dichiarata “pericolosa” nonostante gli accostamenti fatti al magistero e al Vangelo…

I valtortiani che curano i suoi scritti ammettono: “L’opera di Maria Valtorta ha dato prova, per decenni, di essere uno strumento di evangelizzazione nel mondo intero. La Chiesa potrebbe ora servirsi delle nostre pubblicazioni per intraprendere un suo esame, troppo a lungo rimandato, che faccia approdare ad un riconoscimento”.

Dunque non c’è un riconoscimento: la Chiesa fino ad oggi non si è servita di questa Opera. A questo punto appare evidente che Pio XII non la approvò ordinando la sua diffusione. Poiché ci preme l’unità della Chiesa, noi ci auguriamo di cuore che riconoscimento arrivi, magari in un futuro: ci preoccupa tuttavia che molti sacerdoti, per esempio, non leggono e non conoscono i santi, non conoscono il Magistero Pontificio, non conosco neppure il catechismo, ma si dilettano nell’opera valtortiana perseguendo una ostinata disobbedienza alle decisioni prese dalla Chiesa.

SEMINARE DUBBI SUL SANT’UFFIZIO

L’allora Prefetto dell’ex Sant’Uffizio, Ratzinger

Nel Bollettino del luglio 2007, i valtortiani ammettono di agire in disobbedienza alla Chiesa:

“Quando, oltre sessant’anni fa, l’opera di Maria Valtorta veniva fatta circolare in copie dattiloscritte, il Sant’Uffizio intimò ai Religiosi che se ne facevano promotori di non pubblicarla prima che la competente Autorità ecclesiastica ne avesse compiuto un accurato esame. Ben presto, però, si capì che l’accurato esame non sarebbe mai iniziato, sia per la mole dell’opera, sia per la poca predisposizione dei Revisori. La pubblicazione che uscì nonostante il divieto, pur essendo dovuta all’iniziativa di un editore laico, fu ritenuta dal Sant’Uffizio un atto di disobbedienza dei suddetti Religiosi, con le ben note conseguenze.”. Non ci sembra un modo corretto di procedere: tanto più che è falso e grave gettare il dubbio che “la competente Autorità non avrebbe apportato un accurato esame…”. Conoscendo la pignoleria del Sant’Uffizio nel 1950 e quella di Ratzinger nel 1985, poiché sappiamo di come si sono occupati di altre questioni e, per esempio, degli scritti della Emmerick, tutto ci fa credere piuttosto che i testi vennero letti e non giudicati idonei e persino pericolosi. Si legge che la decisione “non fu presa alla leggera”: se la conseguenza dei fatti è agire sapendo di disobbedire, ciò ci fa pensare che questi testi non sono propriamente “celesti” e che la Valtorta – noi pensiamo – non avrebbe mai accettato una situazione del genere, ma avrebbe atteso il parere della Chiesa!

PROCESSO DI BEATIFICAZIONE PER LA VALTORTA: I VESCOVI DICONO NO

La giovane Maria Valtorta. La tentazione di pose da santino e donna dei tempi apostolici, l’aveva sempre avuta

Se è vero, poi, che l’unica Opera passata al vaglio dal Sant’Uffizio è proprio quella più imponente, più letta e più importante, denominata “L’Evangelio come mi è stato rivelato” – che nella prima edizione portava un’altro titolo: il Poema dell’Uomo Dio, e che è stata definita “pericolosa per i più semplici” – e che quest’opera è stata esaminata per ben due volte, appare evidente che tutta l’Opera valtortiana non è affidabile riguardo al campo apologetico, dottrinale e teologico. Almeno fino a quando la Chiesa non si pronuncerà nuovamente e diversamente. E anche importante sottolineare che l’Ordine dei Serviti, ai quali Maria era legata, ha chiesto di recente l’apertura del processo di beatificazione: questa richiesta è stata rigettata da tutti vescovi della Toscana. Tutti hanno dato parere negativo. Quindi, Maria Valtorta, in questo momento, non è neppure dichiarata “venerabile”, sebbene il corpo fu traslato dal cimitero ove venne sepolta nel 1961 alla Basilica di Santa Maria Annunziata nel 1973.

Qui non si discute la sua personale santità, ma di regole calpestate, di venerabili senza autorizzazione, di testi divulgati non soltanto senza l’imprimatur, ma, proprio contravvenendo a ben due divieti della CdF, definiti “ispirati” quando per la Chiesa non lo sono.

E’ bene ripetere e ricordare che tutti i sacerdoti e i laici che usano gli scritti valtortiani per l’evangelizzazione, lo fanno in disobbedienza alla Chiesa, servendosi di materiale “pericoloso e non idoneo” che la Chiesa non ha approvato e che ha vietato di divulgare come “ispirato”.

Qui non è in discussione la persona di Maria Valtorta, sia ben chiaro, ma ancora una volta è in discussione la sua Opera scritta che la Chiesa non ha riconosciuto! Non rischiamo di essere mai ripetitivi abbastanza quando ancora nel 2007 leggiamo dal loro Bollettino: “Tutta questa storia, detta qui in brevi cenni, è ben sviluppata nel libro intitolato Pro e contro Maria Valtorta, che riproponiamo soprattutto a coloro che lo rifiutano perché ritengono, a torto, che esso accolga per buone le maldicenze”.

Ma come è possibile approvare chi dice male di Maria Valtorta?”.

L’ennesimo errore, speriamo in buona fede: non si parla affatto “male” di Maria Valtorta, ma si dice, con la Chiesa, che i suoi scritti non sono approvati come materiale ecclesiale, teologico e dottrinale, e come “ispirazione divina”.

Il fatto che ci possano essere, o ci siano, pareri favorevoli a questi scritti, provenissero anche da cardinali o professori, non significa nulla: ciò che conta è il parere della Chiesa; è la Chiesa che deve decidere quali siano i testi da adottare per l’evangelizzazione; è la Chiesa che decide quali siano i testi validi per la dottrina e per le catechesi. Il parere degli altri, per quanto autorevoli, non può mai sostituirsi ad un’approvazione ufficiale!

Naturalmente questo discorso vale per tutti e per tutto ciò che riguarda la Chiesa. Noi stessi, per quanto fallibili con le nostre opinioni, stiamo cercando di analizzare i fatti alla luce della disapprovazione della Chiesa e non alimentando opinioni personali che ognuno potrà maturare per conto proprio, ma mai in nome della Catholica.

QUEL NOME CHE ANCORA NON VIENE FATTO…

Il primo titolo della sua controversa opera, era più onesto. Poi il “poema” divenna una “rivelazione”, una “vita”, un “quinto evangelo” nelle successive edizioni

Un’altra volta “la voce” le avrebbe detto: “Quando la tua mano sarà ferma nella pace in attesa di risorgere nella gloria, allora, solo allora verrà fatto il tuo nome”. Dovremmo pensare che Maria Valtorta non è ancora nella gloria? Ovvio che no, ma non è stata riconosciuta ancora, e i valtortiani sostengono che se il suo nome non viene ancora “glorificato-beatificato” dipende dal fatto che ella non voleva il culto alla sua persona. Questo, però, nessun santo lo vuole! Nessun santo desidera che la propria fama oscuri il nome del suo Signore. E’ Dio a decidere ed è la Chiesa docente ad interpretare le decisioni di Dio. Se il suo nome non è ancora stato fatto, ossia, beatificato, di conseguenza ci è lecito pensare che è Dio stesso a non volere questa divulgazione, stando proprio a ciò che leggiamo. Attualmente il suo nome appare sì, ma come atto di disobbedienza dei suoi seguaci, per loro stessa ammissione, come è scritto sopra.

QUALE SANTO HA MAI DETTO “MI OPPONGO”?

Nel novembre del 1944 Maria Valtorta scrive al suo sacerdote: “…mi oppongo formalmente che della opera santa, data per gioia dei buoni e guida dei sacerdoti, sia fatto uno studio umano… trattando il portavoce come “il caso clinico Valtorta”, volendo tutto spiegare, e perciò ridurre ad un fenomeno psichico, tutto spiegare, anche quello che altro non è che suprema, adorabile, paterna opera di Dio, del Pastore e Padre al suo gregge. (…) Circa, poi, l’opera dettata da Gesù, mi oppongo, e nella maniera più recisa, che vengano fatti studi di una scienza che spogliata da non vere vesti appare quale è: razionalismo del più schietto. No. Siate sacerdoti e non scienziati. Siate sacerdoti e non politicanti. Siate sacerdoti, ossia umili e retti, e non superbi e spinti sempre a dimenticare lo scopo: le anime, per il fronzolo: la soddisfazione di fare un’opera scientifica lodata, citata, e commentata da altri della stessa tempra.”

Parole in sé sacrosante: siate sacerdoti e non politicanti…Attenzione, però: l’Opera di cui parla è stata passata al vaglio dall’Autorità della Chiesa. Quale santo o mistico ha mai detto all’Autorità della Chiesa che indagava “mi oppongo”? La Chiesa ha il compito di “provare al crogiolo” soprattutto i mistici. San Pio ci rammenta benissimo come occorre disporsi davanti all’autorità ecclesiastica: con un “obbedisco” senza se e senza ma. E questa obbedienza ha rivelato la sua vera grandezza e quella di altri come lui.

DISOBBEDISCE AL SIGNORE E GUIDA IL SUO CONFESSORE, INVECE DI FARSI GUIDARE

Il padre Roschini

Dalle lettere dell’aprile 1946 al suo sacerdote, appare una chiara contraddizione:

“Le faccio presente che, anche dopo il permesso avuto da Nostro Signore di dare a leggere pagine a chi sento bisognosi di questo fra i miei testimoni, io non me ne sono valsa perché sempre più mi convinco che non c’è ubbidienza, correttezza, prudenza, nella gente anche migliore. Non per colpa mia deve venire il castigo. Io ubbidisco e ho ubbidito. Sempre…”.

Queste affermazioni, teologicamente parlando, sono davvero ambigue se non persino gravi: un santo, che riceve un permesso dal Signore, opera e basta, agisce, non decide diversamente perché ritiene il genere umano scorretto e disobbediente. E se il “castigo” doveva avvenire per causa (non colpa) sua? Chi è lei per decidere diversamente dal permesso voluto da Cristo? Obbedisce o no? E a chi obbedisce?

Appare piuttosto evidente che Maria Valtorta agisce molto liberamente, indipendentemente da tutti e da tutto; agisce secondo le sue decisioni, è lei a decidere. Tutte le lettere indirizzate al suo confessore sono chiarissime in questo senso: è lei che guida il suo confessore, non il contrario come dovrebbe avvenire, e questo è davvero contrario a tutte le regole della vera mistica (chi volesse capire cosa è la mistica si rilegga sul sito la prima tappa sulla beata Katharina Emmerich). Una volta dice al suo sacerdote: “Ma non ha ancora capito che è un momento in cui tutto il Male è contro l’Opera? Sia coraggioso, prudente e paziente. Quando, e se, capisce che il Generale ha vero interessamento e fede nell’opera, col suo aiuto cerchi di ottenere l’approvazione.”. L’approvazione, però, non è arrivata. Contro l’Opera della Valtorta c’era il Sant’Uffizio, cioè la Chiesa!

CRISTO PUÒ CONTRADDIRSI? TUTTO È SEMPRE AL CONTRARIO NELLA VALTORTA

Lievemente grafomane. I quattro evangelisti in una ventina di pagine ciascuno raccontarono la storia della salvezza. Questo “quinto evangelio” della Valtorta, per raccontare apparentemente le stesse cose, abbisogna di 20 volumi

Il 28 gennaio del 1947 “Gesù” avrebbe dato a Maria Valtorta un nome maschile, con il quale presentare la “sua” Opera, che molti discepoli valtortiani definirono erroneamente il Quinto Vangelo. Cristo, a tal proposito avrebbe appunto detto: “Non è un libro canonico. Ma è sempre un libro ispirato, che Io dono per aiutarvi a comprendere ciò che fu il mio tempo di Maestro e a conoscermi”. Perché, però, chiamare Maria Valtorta “piccolo Giovanni”, alludendo così ad una continuazione con il Suo Vangelo? E’ altrettanto ambiguo che nel fare citazioni dall’Opera come fonte si scriva “l’Evangelio n….” e, tuttavia, nello stesso tempo, si precisa che non è un quinto Vangelo. Al di la di questo particolare, resta palese che per “conoscere” Gesù dovremmo avere bisogno di leggere i quaderni della Valtorta la quale, ha scritto di suo pugno, di non essersi mai interessata ad altri testi teologici. Inoltre, se tale opera è “per i semplici”, suona strano che la CdF abbia per ben due volte sottolineato che tale Opera è “pericolosa” proprio per i semplici, sottolineato da chi è diventato Papa: abbiamo due Cristi diversi – uno che ha ispirato la Valtorta e uno che guida la Sua Chiesa attraverso il suo vicario – che si contraddicono?

In verità la Valtorta era certamente un’anima pia e aveva letto libri spirituali come Storia di un anima di santa Teresa di Lisieux ed era attiva nell’Azione Cattolica. Fin dall’adolescenza aveva in cuore l’idea di approfondire la fede cristiana: ciò che c’era a sua disposizione sembrava non bastarle mai e voleva di più. Già da tempo le frullava per la mente di scrivere, e scrivere tanto: aveva pure iniziato un romanzo femminile, ma non lo completò mai.

Forse è proprio questo “volere” a trarla in qualche inganno nella convinzione che il Signore l’avesse prescelta proprio in ciò che ella desiderava di più al mondo: conoscere la fede cristiana e scrivere. Solitamente, nei mistici, accade proprio il contrario: è vero che fin da bambini sono “privilegiati”, ossia preparati spesse volte da delle “visite” speciali di angeli custodi, di alcuni santi, ecc., ma solitamente non sono i loro desideri che si avverano, se non quello di un atto di consacrazione di se stessi a Dio nella verginità totale. Riguardo ai “progetti”, è la “visione” che disvela lentamente il progetto di Dio. Con la Valtorta ciò che colpisce è che tutto avviene sempre al contrario: è la Valtorta che disvela il Cristo!

QUEL TITOLO – EVANGELIO – CHE NESSUN’OPERA DI MISTICI HA MAI RIVENDICATO PER SÉ

C’è, poi, un altro particolare. In molti casi, la donna non vede – non ha, pertanto, delle visioni – ma scrive sotto dettatura, sostenendo che a dettare a volte è Gesù, altre volte lo Spirito Santo, altre volte ancora l’angelo custode, ecc. Maria Valtorta non vede, ma dice di “riconoscere le voce come proveniente da Gesù… dallo Spirito Santo, ecc…”

E se è Gesù stesso che dice che nulla può essere aggiunto e nulla può essere tolto dalla Scrittura, perché chiamare l’opera maggiore della Valtorta l’Evangelio come mi è stato rivelato? Un opera voluminosa: 10 volumi ed oltre 600 capitoli per raccontare, senza dubbio, ciò che è già nei Vangeli, ma aggiungendo anche molto di ciò che nei Vangeli non c’è. Anche la Beata Emmerich, attraverso le sue visioni, fece trascrivere al Brentano ciò che vedeva sulla vita di Gesù e Maria (la beata, sofferente come era, ed essendo in estasi, non poteva scrivere, ma raccontava e poi spiegava), ma gli scritti tratti dalle sue visioni non sono mai stati chiamati Evangelio. Più semplicemente, infatti, sono stati intitolati La Passione di Cristo e la Vita di Maria.

STRANI EPISODI E NUOVI PERSONAGGI

Inoltre, non ci sono episodi aggiunti ai racconti canonici, al contrario di quello che accade spesso nell’Evangelio della Valtorta, come nel proemio V, dove, nei racconti che precedono la Passione di Gesù, spunta una discepola velata col nome di Anastatica. Tanto per rendere l’idea: “Gesù ha lasciato Betania insieme a quelli che erano con lui, ossia Simone Zelote e Marziam. Ma ad essi si è aggiunta Anastatica che, tutta velata, cammina di fianco a Marziam, mentre Gesù è un passo indietro con Simone. Le due coppie camminano parlando. Ognuna per conto proprio, e di ciò che più gli sta a cuore. Dice Anastatica a Marziam, continuando un discorso già avviato: “Non vedo l’ora di conoscerla”. Forse la donna parla di Elisa dei Betsur. “Credi, che non ero così commossa quando andai alle nozze o fui dichiarata lebbrosa. Come la saluterò?” E Marziam con un sorriso dolce e serio nello stesso tempo: ” Oh! Col suo vero nome! Mamma!” – “Ma io non la conosco! Non è troppa confidenza? Chi sono io, infine, rispetto a lei?” – “Ciò che ero io lo scorso anno. Anzi, tu molto più di me sei! Io ero un povero orfanello, eppure lei mi ha sempre chiamato figlio, dal primo momento, e una vera madre mi è stata. L’anno passato ero io che tremavo d’orgasmo in attesa di vederla! Ma poi solo a vederla non ho tremato più…”.

Poi il racconto prosegue ancora con storie incomprensibili di queste persone. Giungono alla casetta dove sta in attesa Maria, la Madre di Gesù, con tutti gli altri discepoli: Gesù saluta la Madre da lontano e prende per mano Anastatica per condurla a lei. Poi Gesù si avvia verso il Getsemani e si legge ancora: “E dopo, Gesù invita sua Madre e Maria di Alfeo ad andare con Lui e con i Discepoli per l’uliveto silenzioso”. Qui Gesù si mette a leggere una Lettera da Antiochia a Pietro, desideroso di udirla per poterla raccontare subito alla moglie appena rientrerà.

Insomma, potremmo continuare e non essere lontani da ciò che disse l’allora Ratzinger per mezzo del Sant’Uffizio: “Una vita di Gesù malamente romanzata“… E anche se volessimo togliere il termine “malamente” , che esprime il giudizio della Chiesa, l’opera è davvero una vita di Gesù “romanzata”.

GESÙ IL VERO AUTORE DELL’OPERA VALTORTIANA?

Diverso è un giudizio che si potrebbe dare ai cosiddetti “Quaderni”. Si tratta di scritti da ricondurre esclusivamente alla mano della Valtorta, composti dal 1947 al 1953, nel corso dei 27 anni, in cui la donna rimase immobilizzata a letto per una paralisi. Riportano quanto Maria ritiene “dettato” e quanto Maria ritiene “visione”: 90 quaderni e circa 12mila pagine. Da questi scritti sono state estrapolate quelle “visioni o dettati” sulla vita di Gesù e Maria e riportate poi a parte in quell’Evangelio, cestinato dalla CdF. Mi viene il sospetto che probabilmente sarebbe stato meglio lasciare i quaderni così com’erano, senza estrapolare per farne ciò che viene definita l’Opera voluta da Gesù. Secondo quanto rivelato in uno di questi quaderni – a quanto sostengono anche i valtortiani definiscono – sarebbe stato Gesù stesso ad ordinare i capitoli del libro e dei quaderni. Egli così avrebbe ordinato alla Valtorta: “E ora, fà attenzione. Ti risparmio la descrizione della deposizione nel sepolcro, che è stata ben descritta l’anno scorso, il 19 febbraio 1944. Così userai quella, e (Padre Migliorini) alla fine metterà il lamento di Maria, che ho dato il 4 ottobre 1944. Poi tu inserirai le tue nuove visioni. Sono nuove parti della Passione e devono essere messe con molta attenzione ai loro posti per evitare confusione e lacune.”

MEGLIO DAN BROWN… ALMENO SPINGE A CERCARE LA VERITÀ PER DIFENDERE LA PROPRIA FEDE

Pagine autografe del poema valtortiano

Personalmente ho letto l’Evangelio e non posso che definire il tutto “una vita romanzata di Gesù”. Quanto agli errori teologici non mi sbilancio e non mi pronuncio più di tanto: non è compito mio. Quel che penso è che nulla in quest’opera può tornare “utile” alla fede: certo, questa è una mia impressione, un mio giudizio, ma certi giudizi entusiastici che la descrivono come l’opera letteraria più grande di questi tempi mi sembrano davvero eccessivi. In alcuni punti – lo confesso – lo scritto mi appare persino noioso ed incomprensibile.

Se, però, in un commento che la sostiene leggo testualmente: “Trattandosi di una “Vita di Gesù”, quest’opera non lascia indifferenti e suscita sempre appassionate reazioni. L’opera è così eccezionale che merita di essere annoverata tra i capolavori della letteratura universale. Offre la materia per un’inesauribile enciclopedia della vita di Gesù. Infatti quest’opera non solo integra la totalità dei quattro evangeli, ma ne ricostruisce tutto il contesto socioculturale (…)”, mi si conceda di dissentire e non solo perché la Chiesa si è espressa diversamente sull’Evangelio, ma proprio perché è un errore definirla una sorta di enciclopedia su Gesù. Inoltre, non è affatto un opera eccezionale, ma è semmai un bel romanzo. Tanto per rendere l’idea, è un romanzo che può appassionare e suscitare “reazioni diverse” come avvenne per il romanzo di Dan Brown: non me ne vogliano i valtortiani per il paragone, ma perché non impegnarsi allora sulla Salita al Carmelo di san Giovanni della Croce? Perché non attenersi molto più semplicemente ai Vangeli? Perchè non impegnarsi sul Dialogo della Divina Provvidenza di Santa Caterina da Siena, che è Dottore della Chiesa? Cosa è questa voglia, o questo prurito, di curiosare il dietro le quinte dei Vangeli canonici?

Dan Brown mi ha stimolato molto di più sulla difesa della mia fede; mi ha spinto a cercare la verità ancora di più, a tentare di trovare delle risposte valide e concrete alle assurde accuse che riportava, e naturalmente le ho trovate, perché la Verità alla fine si fa scoprire. L’Opera della Valtorta, invece, non mi ha dato gli stessi stimoli. Finita la lettura, l’ho vista per quello che era: un romanzo, molto fantasioso in diversi punti, con un Gesù a volte talmente sdolcinato da far temere il diabete che, d’un tratto, diventava un Gesù severo che “non perdona”; con una Madre intenta a tenere viva la piccola comunità di “fortunati” perché accolti dal Figlio che li porta a Lei, quando, nei Vangeli canonici, è invece la Madre che segue il Figlio.

SE PILATO SI ANNOIA…

Nell’Evangelio valtortiano si legge: “«Sia flagellato» ordina Pilato a un centurione.

«Quanto?» «Quanto ti pare… Tanto è affare finito. E io sono annoiato. Va’» “. Questo brevissimo esempio aiuta a capire cosa intendiamo per “romanzato”. Pilato non era affatto “annoiato”; il racconto canonico ci mostra che egli era “preoccupato”, ansioso di farla finita, sì, ma in un modo tale da mettere a tacere i contendenti: i cristiani che difendevano Gesù e gli accusatori che erano sempre “la sua gente”. Pilato si lava le mani non perché è annoiato, ma perché, riconoscendo per ben tre volte l’innocenza di Gesù, non vuole macchiarsi di sangue innocente e, al tempo stesso, non vuole mettersi “contro Cesare”, contro i Rabbini che lo accusavano di offendere Cesare se non avesse condannato Gesù. Piccole sfumature – d’accordo – ma, appunto, per questo si tratta di “un romanzo” e non della “vita di Gesù”! Un Pilato “annoiato” falsifica il ruolo stesso avuto da Pilato nella vicenda!

Qualcuno dice della Valtorta: “Alcuni dotti l’hanno paragonata al genio di uno Shakespeare”. Anche se fosse vero, a cosa mi serve uno Shakespeare per la dottrina? Interessante il fatto che abbia riprodotto, nei racconti, angoli nascosti nella Sacra Scrittura ma esistenti: va bene, ma a cosa mi serve? Per provare che i racconti sono veri? Se la verità si fondasse solo su questo perché le visioni della beata Emmerich sono state dichiarate autenticamente ispirate e questi no? Un motivo ci sarà!

Mi sembra più saggio parlare di complessità e di enigma. Una complessità al momento risolta dal pronunciamento della CdF sull’Opera e di un enigma, che riguarda la personalità della Valtorta, e che, a Dio piacendo, magari si risolverà in futuro.

NÉ “GESÙ DICE…”, NÉ “MARIA DICE…”

Le molte facce di Maria

Come abbiamo accennato sopra, la Valtorta attribuisce a Gesù stesso l’Opera. Così, però, si espresse il Sant’Uffizio e così fu riportato da Ratzinger nel 1985:

“L’Opera, dunque, avrebbe meritato una condanna anche se si fosse trattato soltanto di un romanzo, se non altro per motivi di irriverenza. Ma in realtà l’intenzione dell’autore pretende di più. Scorrendo i volumi, qua e là si leggono le parole ‘Gesù dice…’, ‘Maria dice…’; oppure: ‘Io vedo…’ e simili. Anzi, verso la fine del IV volume (pag. 839) l’autore si rivela… un’autrice, e scrive di essere testimone di tutto il tempo messianico e di chiamarsi Maria (Valtorta)”.

Queste parole fanno ricordare che, circa dieci anni fa, giravano alcuni voluminosi dattiloscritti, che contenevano pretese visioni e rivelazioni. Consta che allora la competente Autorità Ecclesiastica aveva proibito la stampa di questi dattiloscritti ed aveva ordinato che fossero ritirati dalla circolazione. Ora li vediamo riprodotti quasi del tutto nella presente Opera. Perciò questa pubblica condanna della Suprema S. Congregazione è tanto più opportuna, a motivo della grave disobbedienza…

MARIA SECONDA A PIETRO. LA DISOBBEDIENZA DI UN CONSULTORE DELL’EX SANT’UFFIZIO

Nel letto della malattia, anni ’40

L’irriverenza a cosa è dovuta? A questo passo che riporto sempre dal Decreto ufficiale:

Nel II vol. a pag. 772 si legge: “Il Paradiso è Luce, profumo e armonia. Ma se in esso non si beasse il Padre, nel contemplare la Tutta Bella che fa della Terra un paradiso, ma se il Paradiso dovesse in futuro non avere il Giglio vivo nel cui seno sono i Tre pistilli di fuoco della divina Trinità, luce, profumo, armonia, letizia del Paradiso sarebbero menomati della metà”. Qui si esprime un concetto ermetico e quanto mai confuso, per fortuna; perché se si dovesse prendere alla lettera, non si salverebbe da severa censura. Per finire, accenno ad un’altra affermazione strana ed imprecisa, in cui si dice della Madonna: “Tu, nel tempo che resterai sulla Terra, seconda a Pietro ”come gerarchia ecclesiastica…”.

La Vergine Maria, come ben sappiamo dalla dottrina non è nella “gerarchia” ma è dentro la Chiesa quale Madre della Chiesa e non Ministro, neppure paragonabile al ruolo di Pietro, e ciò dimostra che l’autorità ecclesiale aveva ben letto l’Opera.

Qui si apre un aspetto inquietante, che è tipico del tempo della grande confusione degli anni ’70. Riporto dal Documento di difesa valtortiano, l’unica “difesa” più autorevole che hanno avuto:

Padre Roschini, dei Servi di Maria, aveva letto l’Opera della Valtorta dopo molti anni di diffidenza e ne era rimasto conquistato, fino a farne materia d’insegnamento in un corso di lezioni alla Pontificia Facoltà teologica Marianum di Roma. Da quelle lezioni nacque il suo libro, uscito nel 1973 e presto esauritosi, nel quale egli ripercorreva la teologia di Maria sui testi di una delle più grandi mistiche contemporanee”.

L’Autore, deceduto nel 1977, insegnava anche nella Pontificia Università Lateranense. Era Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Congregazione per le Cause dei Santi. Insomma, un nome che era una garanzia per l’epoca.

Ecco, di fronte a questi fatti uno davvero si ferma e si arrende, ma non per aver trovato le prove che cercava, ma si arrende di fronte alla disobbedienza fatta passare per virtù.

Questo sacerdote, contravvenendo ad una condanna del Sant’Uffizio, e consultore egli stesso della medesima Congregazione – e qui sta l’aggravante non certo il merito – non solo si fa promotore di un’opera condannata dalla Chiesa, ma la impone come argomento di insegnamento. Ne ricava persino un libro, ci guadagna pure e, probabilmente – anche se su questo non siamo certi – senza dire agli studenti che tale opera era stata vietata dalla Santa Sede. Si sa, purtroppo: eravamo negli anni della contestazione, gli anni del Catechismo Olandese, della contestazione alla morale cattolica, contro la Humanae Vitae, gli anni in cui il Papa denunciava che il fumo di Satana era entrato nei Sacri Palazzi, gli anni della fede fai da te… a chi importava cosa diceva il Sant’Uffizio?

Non è da sottovalutare che, anni dopo, l’allora card. Ratzinger abbia sorvolato sul comportamento del Roschini e, soprattutto, sulla sua posizione in favore dello stesso all’Opera valtortiana, e nel 1985, otto anni dopo la morte del consultore del Dicastero di cui egli è il Prefetto, nega ancora una volta l’ispirazione divina dell’Opera, usando il testo del 1959 del Sant’Uffizio.

LA MARIOLOGIA SECONDO LA VALTORTA: CI SONO LACUNE NEI VANGELI. LA RISPOSTA INDIRETTA DI RATZINGER

L’opera dell’apologo (controverso egli stesso) della Valtorta: padre Roschini

Trovo piuttosto indicativo che nel suo testo del 1997, Maria Chiesa nascente, il card. Ratzinger, fra le mille citazioni che fa, non usa mai né la mariologia della Valtorta, né il libro così tanto venduto sulla mariologia di un suo “collega” che a quell’Opera si rifaceva! Anzi, il futuro Papa sembra riportare in questo testo la vera mariologia della Chiesa ripulita da tante altre pretese “mariologiche” di quegli anni.

Facciamo un esempio concreto di questa “mariologia valtortiana”. Innanzi tutto essa, dice padre Roschini, “è nuova” e come esempio fa questa citazione : “Restituire nella loro verità le figure del Figlio dell’Uomo e di Maria, veri figli di Adamo per la carne e il sangue, ma di un Adamo innocente” (l’Evangelio vol. X, p. 362). Una frase davvero ambigua. Cosa intende per nuovo? Lo spiega il Roschini in questo modo inaccettabile: “Si tratta perciò di restaurare, oltreché la figura di Cristo, la figura di Maria. Il motivo di questo restauro della figura di Maria va ricercato nelle evidenti lacune che riscontriamo, nei libri canonici, riguardo a Maria SS. «Io, detta Gesù alla Valtorta, ero nei Vangeli già sufficientemente descritto, in un minimo capace di bastare alla salvezza dei cuori. Maria SS. era poco nota; la sua figura era appena disegnata con linee incomplete che troppo di Lei lasciano in ombra. Ecco: lo l’ho svelata. Ed Io te l’ho data questa perfetta storia di mia Madre, o Ordine che ti fregi del nome di Maria… E’ gloria dell’Ordine, questa…» (Dettato del 6 gennaio 1949)”.

I Vangeli Canonici hanno delle lacune? Stiamo forse pazziando?

Riguardo a Maria Santissima, non ci sono delle lacune, ma “assenze volute”. Nella Scrittura nulla è scritto a caso, nulla può esservi aggiunto, nulla può essere tolto, Gesù ora si contraddice e parla di lacune, di “linee incomplete”? La Sacra Scrittura contiene tutto: semmai deve esserne svelato ancora pienamente il contenuto, come succede, per esempio, con l’Apocalisse, avvolta nel mistero, e non ancora pienamente rivelata nella sua comprensione, nell’interpretazione. La Scrittura, però, non contiene lacune, né è incompleta! A pag. 63 di Maria Chiesa nascente, Ratzinger dice:

“Maria ha vissuto così profondamente nella parola dell’Antica Alleanza, che questa è divenuta in modo del tutto spontaneo la sua propria parola. La Bibbia era così pregata e vissuta da Lei, era così ruminata nel Suo cuore, che Ella vedeva nella Parola Divina la sua stessa vita… e la Sua parola si era unita a quella di Dio…”. Non ci sono, dunque, lacune: ci sono piuttosto possibilità per approfondire ciò che, contenuto nella Bibbia, è ancora per noi velato, ma non incompleto o assente.

IL PARALLELISMO EVA-MARIA: SE LA VALTORTA INSEGNA ANCHE AI PADRI DELLA CHIESA…

La camera di Maria Valtorta. Su quel letto passò gli ultimi decenni della sua vita

Dice Roschini: “Cosi, tanto per fare un esempio, il celebre e classico parallelismo Eva-Maria in nessuno dei Padri e degli Scrittori Ecclesiastici, e neppure nei Padri e Scrittori presi complessivamente, ha uno sviluppo così seducente, ampio e completo come negli scritti di Maria Valtorta”.

Confesso che sono scandalizzata e senza parole. Il parallelismo “Eva-Maria” è proprio sviscerato in modo completo, dai Padri, specialmente orientali. Questi Padri insegnano: “Questo contrasto tra la Madonna ed Eva la Chiesa lo vede espresso nel fatto che la parola Ave è l’inversione della parola Eva, come cantiamo nell’Inno Ave Maris Stella: Sumens illud ave (…) Mutans Evae nomen/ Accogliendo quell’Ave (…) trasformando il nome di Eva… E la Chiesa considera che come Ave è l’inversione di Eva, la Madonna converte in benedizione tutte le maledizioni di Eva”.

Questo contrasto tra la Madonna ed Eva, la Patristica lo espone, inoltre, come contrasto tra una vergine sciocca ed una vergine prudente, una donna superba ed una donna umile: la prima che fa assaporare dell’albero della morte, la seconda che fa assaporare dell’albero della vita; la prima l’amarezza di un cibo velenoso, la seconda la dolcezza di un Frutto Eterno. Se sviluppo viene fatto dalla Valtorta, questo non può che partire da queste fondamenta. Se non partisse da queste, e dunque non unendosi alla ricchezza della Patristica, sarebbe piuttosto la prova di una ambigua mariologia.

Altro campanello d’allarme è il completo silenzio di Giovanni Paolo II sull’Opera valtortiana. E’ vero, egli non la condanna se non approvando la decisione presa da Ratzinger Prefetto della CdF. Tuttavia, è significativo che, in ben 25 anni di Pontificato, il Papa “di Maria”, del Totus Tuus, non cita mai, neppure una volta, “la Maria” dell’Opera valtortiana.

QUEGLI APPIGLI DEI VALTORTIANI SU FATTI IRRILEVANTI. LA RIPOSTA CHIARA DELLA CHIESA

Morte di Maria.1961

Fa discutere il fatto che i valtortiani si appellino all’abolizione della soppressione del Decreto in base a quanto da essi riportato:

“Nei confronti del diritto: L’Indice è stato una misura disciplinare della Chiesa, soppresso inizialmente in diritto nel 1966 poi in conseguenza del suo decreto d’applicazione”. E’ vero: la soppressione dell’Indice (Index) c’è stata, ma loro dimenticano che c’è stata una ricondanna nel 1985 e non già la messa all’Indice, ma proprio una ri-valutazione negativa.

Altra scusa che mettono avanti è questa: “Essa (la condanna) proveniva da una congregazione della Chiesa, il Sant’Uffizio, ma non dal suo magistero infallibile riservato esclusivamente al Papa (ciò che avrebbe reso impossibile la sua abolizione)”.

Questa scusa è davvero inaccettabile. In primo luogo, perché il pronunciamento del Sant’Uffizio era legittimo. Quando poi il Sant’Uffizio divenne Congregazione per la Dottrina della Fede, ai sensi del decreto “Integræ Servandæ” di Papa Paolo VI, il 7 Dicembre 1965, questa si ri-espresse sull’argomento nel 1985, nella persona del suo Prefetto. In secondo luogo, perché le disposizioni del Sant’Uffizio o della CdF sono valutazioni in materia dottrinale che appartengono all’infallibilità della Chiesa perché sono pronunciamenti ufficiali che vengono sottoposti al Papa prima di essere firmati definitivamente

Un testimonial di origine francese usato dai valtortiani per dimostrare la veridicità delle loro indagini, dice:

“Certi detrattori dell’Opera di Maria Valtorta utilizzano, come argomento per sconsigliarne la lettura, la messa all’Indice del 1959 da parte del Sant’Uffizio, senza valutarne la prevalente motivazione disciplinare, provocata dal comportamento imprudente di alcuni religiosi, e senza riferire sugli attestati che ecclesiastici di alto rango hanno rilasciato in merito a quest’Opera, che per lo meno non contiene nulla contro la fede e la morale”.

Ma il 1959 fu solo l’inizio della negazione da parte della Chiesa. In risposta a questo e ad ogni tentativo di sminuire quella data, c’è proprio il testo dell’allora cardinale Ratzinger che toglie ogni dubbio. Egli scrivendo al cardinale Siri, di Genova, a riguardo di un frate cappuccino, che chiedeva chiarimenti in merito a tale condanna e a riguardo proprio dell’abolizione dell’Index, così rispondeva:

“…dopo l’avvenuta abrogazione dell’Indice, sempre sull’Osservatore Romano, 15 Giugno 1966, si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l’Index conserva tutto il suo valore morale per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti”.

Bisogna essere davvero in malafede per spacciare ancora l’Opera come approvata e innocua!

PURE TETTAMANZI DICE NO ALLA SOPRANNATURALITÀ DELL’OPERA…

Dionigi Tettamanzi, allora arcivescovo ambrosiano

La posizione della Chiesa sulle rivelazioni private si precisa ulteriormente quando il cardinale Ratzinger, davanti all’aumento d’interesse per l’opera di Maria Valtorta, chiede al Segretario della Conferenza Episcopale Italiana di prendere contatto con l’Editore delle Opere valtortiane per chiarire per l’ennesima volta la posizione della Chiesa. Ecco la lettera inviata:

Conferenza Episcopale Italiana Prato N. 324/92 Roma, 6 maggio 1992

Stimatissimo Editore,

In seguito a frequenti richieste, che giungono anche a questa Segreteria, di un parere circa l’atteggiamento dell’Autorità Ecclesiastica sugli scritti di Maria Valtorta, attualmente pubblicati dal “Centro Editoriale Valtortiano”, rispondo rimandando al chiarimento offerto dalle “Note” pubblicate da “L’Osservatore Romano” il 6 gennaio 1960 e il 15 giugno 1966.

Proprio per il vero bene dei lettori e nello spirito di un autentico servizio alla fede della Chiesa, sono a chiederLe che, in un’ eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.

Grato per questa collaborazione, Le esprimo la mia stima e Le porgo i miei rispettosi e cordiali

saluti. + Dionigi Tettamanzi – Segretario Generale CEI

L’Opera valtortiana traduce questo ultimo Documento come una sorta di “imprimatur con la condizionale”, poiché non si nega più la pubblicazione ma si impone solo un chiarimento e, dunque, la pubblicazione è consentita.

Essi dicono: “Si noti che il testo non dice che le visioni di Maria Valtorta “non sono” di origine soprannaturale (il che costituirebbe una dichiarazione ufficiale di non soprannaturalità), ma “non possono … devono”. La Chiesa non si pronuncia (non constat), sulla loro origine, ma indica come bisogna accogliere queste rivelazioni private”.

Ma questo ragionamento è perverso e pervertitore!

Si ripete eccome la negazione circa la soprannaturalità dell’Opera “non possono essere ritenuti di origine soprannaturale … ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie “. Essa non è soprannaturale: punto e basta. E’ inutile cercare cavilli. Inoltre, viene sottolineato di avvisare i lettori che tale opera è privata e che in essa è scritta “a modo suo la vita di Gesù“: non mi sembra affatto una promozione. In tempi come quelli in cui viviamo, la Chiesa non ha più alcun ascendente sulle case editrici e chiunque è libero di pubblicare ciò che vuole: solo che, anche nel 1992, è chiaro che si ripete la negazione all’approvazione dell’Opera di Maria Valtorta. La perversione di questo tiramolla sta nel fatto che il Centro Valtortiano, fatto naturalmente da chi pretende di dirsi cattolico, sente il bisogno di ottenere in qualche modo l’ufficialità per l’Opera che pubblica e magari anche la beatificazione della sua autrice, ma non ci riesce e, di conseguenza, da una parte chiede i permessi, dall’altra continua ad agire come le pare, spacciando un romanzo per una rivelazione soprannaturale e continuando ad ingannare i fedeli sprovveduti. Perciò, quando i valtortiani dicono: “Maria Valtorta, chiamata ‘piccolo Giovanni’, non ha scritto un quinto Vangelo, ma ha sviluppato e illustrato, per divina ispirazione, i quattro Vangeli canonici”, occorre rispondere: “no”. La verità è che la Chiesa ha rigettato questa conclusione. Da 50 anni la Chiesa sostiene che la Valtorta non ha scritto sotto ispirazione divina ma a modo suo: ha semplicemente composto una “vita romanzata” di e su Gesù.

LA POSIZIONE DELLA CHIESA: PIÙ CHIARA DI COSÌ…

Tomba della Valtorta

Diciamo che sull’argomento la Chiesa è stata chiarissima fin dal 1959. Si è espressa “papale, papale”, come si diceva una volta per affermare la chiarezza delle disposizioni della Santa Sede. Notiamo piuttosto che sono i discepoli, seguaci della Valtorta che agiscono da 53 anni con frode, grave disobbedienza, insolenza, insubordinazione… Agiscono da 53 anni come vogliono; hanno diffuso in tutte le lingue l’Opera contro le prime decisioni della Chiesa: per fare ciò hanno dato origine ad un centro editoriale apposito; hanno ingannato centinaia di fedeli sprovveduti, presentando l’Opera come approvata dalla Chiesa e sostenendo che Pio XII l’aveva approvata, idem Paolo VI, salvo poi ammettere loro stessi che l’Opera attende ancora il riconoscimento. Riconoscendo, dunque, di agire in disobbedienza alle richieste della Chiesa, hanno incantato centinaia di sacerdoti e laici parlando di “divina ispirazione” contro il parere della Chiesa che, interpellata ancora ufficialmente fino al 1992, ha continuato a dire che questa opera “non è ispirata”. Eppure essi pretendono ancora l’approvazione ufficiale cercando di ottenerla, arrampicandosi sugli specchi di giustificazioni inaccettabili… da ben 53 anni.

La Chiesa ha, dunque, parlato: se certi cattolici sono sordi e ciechi non si dia colpa alla Santa Sede e non si dica che questa alla fine ha approvato, magari perché stanca di questo tira e molla di mezzo secolo…

Ma chi l’ascolta più la Chiesa, oggi? Chi obbedisce più alle sue regole? alla sua disciplina? Che fine ha fatto la virtù dell’obbedienza?

IL COMPITO DEL MAGISTERO: DIFENDERE LA FEDE

Tomba della Valtorta. Se fu arbitraria la sua traslazione in una Basilica, ancora più avventata appare la scritta sulla lapide. L’una e l’altra cosa prescindono completamente dal giudizio della Chiesa

“E’ compito del Magistero ufficiale della Chiesa difendere autoritativamente l’integrità cattolica e l’unità della fede e dei costumi. Da ciò derivano alcune funzioni peculiari, le quali, anche se a prima vista sembrano presentare un carattere piuttosto negativo, costituiscono tuttavia un ministero positivo per la vita della Chiesa , e cioè: ” l’ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa” (DV.10); la condanna di opinioni pericolose alla fede e ai costumi propri della Chiesa; l’insegnamento di verità più attuali nel presente tempo (..)” (C.T.I 1975).

E’ la Chiesa che stabilisce quali siano i libri “edificanti” e di aiuto alla fede per i singoli fedeli; non spetta ai discepoli di un presunto mistico o mistica disattendere alle decisioni prese dalla Santa Sede e di agire contrariamente a quanto da Essa è stato decretato. Ricordare sempre che le decisioni prese della Chiesa: “anche se a prima vista sembrano presentare un carattere piuttosto negativo, costituiscono tuttavia un ministero positivo per la vita della Chiesa!”

Chi vuole davvero bene alla Chiesa e, nello stesso tempo, è devota di persone indicate come mistiche, lo dimostri obbedendole, attenendosi filialmente alle sue disposizioni. E se questo procurerà dolori per certi aspetti, per altri, invece, l’obbedienza sofferta sarà origine di grazie divine e di unità.

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Si aprono scenari inquietanti. Si apre l’epoca del trauma apocalittico e della SedeVacante. Benedetto XVI annuncia le sue dimissioni per il 28 febbraio 2013 (non accadeva dai tempi di Celestino V, 800 anni fa). Iniziano i tempi della Resilienza Cattolica

stbarack

Elezioni a Pasqua?
Apoteosi dell’Anticristo il giorno della Resurrezione di Gesù.
Ma più di tutte mi sovviene questa frase del Vangelo:

Colui che viene dopo di me
mi è passato avanti,
perché era prima di me

Non abbiamo mai sentito così tanto parlare di Sede Vacante in TV

E se fosse Barack Husein Dunham colui a cui viene dato il potere dalla Bestia della Terra? (Ap. 13) “15 Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia. 16 Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; 17 e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. 18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei“.

“…Le guerre si sussegueranno fino all’ultima che sarà condotta dai 10 re dell’Anticristo, i quali avranno tutti un unico intento e saranno i soli a governare il mondo”.

Le 10 banche più potenti del mondo, che sono al servizio del Governo Stegocratico Mondiale, o Nuovo Ordine.

“La battaglia soprannaturale è già iniziata (…) Vi battete coi vostri corpi, ma in realtà sono le anime quelle che si battono. …Uno è l’esecutore di questa rovina. Uno che è sulla terra perché voi lo volete, ma non è di questa terra. Satana è che conduce i fili di questa carneficina…Questa è una delle battaglie iniziali. Il regno dell’Anticristo ha bisogno di un cemento fatto di sangue e di odio per consolidarsi.”

Messaggio a Maria Valtorta del 1950:

“I tempi che avanzano saranno tempi di guerra non solo materiale, ma sopratutto di guerra tra materialità e spirito. L’Anticristo cercherà di trascinare le creature razionali verso il pantano di una vita bestiale. In quel tempo di separazione aperta tra i figli di Dio e di Satana, in cui i figli di Dio avranno raggiunto una potenza di spirito sinora mai raggiunta, e quelli di Satana una potenza di male talmente vasta che nessuna mente può immaginarla quale sarà realmente, verrà la nuova evangelizzazione…che per ora ha i primi avversati risvegli. Ed essa opererà grandi miracoli di conversione e di perfezione . E grandi conati di odio satanico, contro il Cristo e la Donna (la madonna). …Con mezzi nuovi, sarà al giusto modo e momento operata l’estrema evangelizzazione… gli spiriti venduti a Satana e ai suoi servi, ossia i precursori dell’Anticristo ed esso stesso, avranno tenebre e fango e tormento e odio eterno..quando Colui che deve venire verrà.

Messaggio del 1943 a Maria Valtorta:

“Lucifero si sforza ad imitare iddio…Si atteggia a Cristo il demonio; e come Cristo ha apostoli e discepoli. Fra di essi sceglierà il perfetto per farne l’Anticristo. Per ora siamo al periodo preparatorio dei precursori del medesimo.”

Come riconoscere l’Anticristo: “Voi lo riconoscerete perchè non porterà mai la croce simbolo di redenzione. Esso avrà dodici discepoli, userà ogni genere di prodigi per trarvi in inganno. Nelle chiese vi sarà disordine.”

“Verrà un uomo, farà gesta di beneficenza; mostrerà grande stabilità; farà del bene e tanta gente lo amerà e crederà nelle sue gesta. Ma ricordate che l’umiltà viene da Dio e chi viene da Dio non si mette in mostra. Vigilate!

Per approfondimenti si rimanda al sito dei Servi di Maria
http://www.viapulchritudinis.net/page-1325.html

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Passi della Valtorta su Anticristo e fine dei tempi

Ci sono molti chiaroscuri, evidentemente il Signore non ha voluto rivelare di più, e lo dice anzi espressamente, ma sembra ugualmente di intravedere una certa sequenza e cronologia degli “ultimi tempi”:

— Nell’agosto del 1943, in piena guerra mondiale, Gesù le spiega che quelli che si vedono sono solo i prodromi della fine, e che i tempi della fine sarebbero venuti dopo
— descrive ampiamente la figura dell’Anticristo (uno dei Suoi) e della sua sconfitta, ma la Valtorta annota che si tratta di “sconfitta dell’Anticristo e non Giudizio universale”
— parla di un “tempo di pace che precederà la fine”
— la conforta dicendo che la porterà con sé “prima del massimo orrore”; infatti è passata a miglior vita nel 1961. Il massimo orrore o quasi lo abbiamo noi ora?
— ci da una precisa indicazione temporale: “Molti di questi [che vedranno l’Anticristo, ndr] sono già sulla terra e il loro seme sarà sette volte sette più demoniaco di essi.” Gente nata negli anni 30 e 40 ce n’è in giro ancora tanta! Se devono vedere l’Anticristo… non manca molto.
— parla di un suo regno nel mondo “Nel mio breve regno sul mondo sarò Io che regnerò, Io e i resti del mio popolo”
— parla di annullamento di Satana: “O beatitudine di quel giorno in cui saranno finite per sempre le insidie, le vendette, le lotte di questa terra, di Satana, della carne! La mia Chiesa sarà allora composta di veri cristiani.” Non si riferisce verosimilmente al Paradiso perché infatti…
— proclama che la sua Chiesa “prima che l’ora del mondo cessi, avrà il suo fulgido trionfo”
— e continua: “Attendetemi con fedeltà e amore ed Io verrò a voi con tutti i miei doni… Verrò a redimere e a curare. Verrò a illuminare le tenebre… Verrò a insegnare…” In Paradiso non servirebbe.
— e ancora: “Voi non avrete più a temere di alcun male perché porrò fine al tempo del male, anticiperò questa fine per pietà dei miei benedetti.”
Di seguito i passi relativi.

Le note in rosso sono nostre, le altre sono nel libro.

Quaderni del 1943, edizione 1976, ristampa 1985

20 agosto, pag. 145 e seg.
Dice Gesù: «Se si osservasse per bene quanto da qualche tempo avviene, e specie dagli inizi di questo secolo che precede il secondo mille, si dovrebbe pensare che i sette sigilli sono stati aperti. Mai come ora Io mi sono agitato per tornare fra voi con la mia Parola a radunare le schiere dei miei eletti per partire con essi e coi miei angeli a dare battaglia alle forze occulte che lavorano per scavare all’umanità le porte dell’abisso.
Guerra, fame, pestilenze, strumenti di omicidio bellico — che sono più che le bestie feroci menzionate dal Prediletto [l’Apostolo S. Giovanni, ndr] — terremoti, segni nel cielo, eruzioni dalle viscere del suolo e chiamate miracolose a vie mistiche di piccole anime mosse dall’Amore, persecuzioni contro i miei seguaci, altezze d’anime e bassezze di corpi, nulla manca dei segni per cui può parervi prossimo il momento della mia Ira e della mia Giustizia.
Nell’orrore che provate, esclamate: “Il tempo è giunto; più tremendo di così non può divenire!” E chiamate a gran voce la fine che vi liberi. La chiamano i colpevoli, irridendo e maledicendo come sempre; la chiamano i buoni che non possono più oltre vedere il Male trionfare sul Bene.
Pace, miei eletti! Ancora un poco e poi verrò. La somma di sacrificio necessaria a giustificare la creazione dell’uomo e il Sacrificio del Figlio di Dio non è ancora compiuta. Ancora non è terminato lo schieramento delle mie coorti e gli angeli del Segno non hanno ancora posto il sigillo glorioso su tutte le fronti di coloro che hanno meritato d’essere eletti alla gloria.
L’obbrobrio della terra è tale che il suo fumo, di poco dissimile a quello che scaturisce dalla dimora di Satana, sale sino ai piedi del trono di Dio con sacrilego impeto. Prima della apparizione della mia Gloria occorre che oriente ed occidente siano purificati per essere degni dell’apparire del mio Volto.
Incenso che purifica e olio che consacra il grande, sconfinato altare dove l’ultima Messa sarà celebrata da Me, Pontefice eterno, servito all’altare da tutti i santi che cielo e terra avranno in quell’ora, sono le preghiere e i patimenti dei miei santi, dei diletti al mio Cuore, dei già segnati del mio Segno: della Croce benedetta, prima che gli angeli del Segno li abbiano contrassegnati.
E’ sulla terra che il segno si incide ed è la vostra volontà che lo incide. Poi gli angeli lo empiono di un oro incandescente che non si cancella e che fa splendere come sole la vostra fronte nel mio Paradiso.
Grande è l’orrore di ora, diletti miei; ma quanto, quanto, quanto ha ancora da aumentare per essere l’Orrore dei tempi ultimi! E se veramente pare che assenzio si sia mescolato al pane, al vino, al sonno dell’uomo, molto, molto, molto altro assenzio deve ancora gocciare nelle vostre acque, sulle vostre tavole, sui vostri giacigli prima che abbiate raggiunto l’amarezza totale che sarà la compagna degli ultimi giorni di questa razza creata dall’Amore, salvata dall’Amore e che si è venduta all’Odio.
(…) Dunque pensate pure che questi sono i prodromi, ma non è ancora l’ora.
Vi sono i precursori di colui che ho detto potersi chiamare: “Negazione” , “Male fatto carne” , “Orrore”, “Sacrilegio” , “Figlio di Satana” , “Vendetta” , “Distruzione”, e potrei continuare a dargli nomi di chiara e paurosa indicazione. Ma egli non vi è ancora.
Sarà persona molto in alto, in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in un cielo umano. Ma un astro di una sfera soprannaturale, il quale, cedendo alla lusinga del Nemico, conoscerà la superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.
Meno pauroso il vedere piombare una stella dal firmamento che non vedere precipitare nelle spire di Satana questa creatura già eletta, la quale del suo padre di elezione copierà il peccato. Lucifero, per superbia, divenne il Maledetto e l’Oscuro. L’Anticristo, per superbia di un’ora, diverrà il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito.
A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido; di orrore e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalanchi del tutto perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro stessi invochino Satana Re, e corrano al seguito dell’Anticristo, l’unico che potrà spalancare le porte d’abisso per farne uscire il Re dell’abisso, così come il Cristo ha aperto le porte dei Cieli per farne uscire la grazia e il perdono, che fanno degli uomini dei simili a Dio e re di un Regno eterno in cui il Re dei re sono Io.
Come il Padre ha dato a Me ogni potere, così Satana darà ad esso ogni potere, e specie ogni potere di seduzione, per trascinare al suo seguito i deboli e i corrosi dalle febbri delle ambizioni come lo è esso, loro capo. Ma nella sua sfrenata ambizione troverà ancora troppo scarsi gli aiuti soprannaturali di Satana e cercherà altri aiuti nei nemici del Cristo, i quali, armati di armi sempre più micidiali, quali la loro libidine verso il Male li poteva indurre a creare per seminare disperazione nelle folle, lo aiuteranno sinché Dio non dirà il suo “Basta” e li incenerirà col fulgore del suo aspetto.
(2 – Su una copia dattiloscritta, la scrittrice annota a matita: Sconfitta dell’Anticristo, ma non Giudizio universale.)

Molto, troppo — e non per sete buona e per onesto desiderio di porre riparo al male incalzante, ma sibbene soltanto per curiosità inutile — molto, troppo si è arzigogolato, nei secoli, su quanto Giovanni dice nel capitolo 10 dell’Apocalisse. Ma sappi, Maria, che Io permetto si sappia quanto può essere utile sapere e velo quanto trovo utile che voi non sappiate.
Troppo deboli siete, poveri figli miei, per conoscere il nome d’onore dei “sette tuoni” apocalittici. Il mio angelo ha detto a Giovanni: “Sigilla quello che han detto i sette tuoni e non lo scrivere”. Io dico che ciò che è sigillato non è ancora ora che sia aperto e se Giovanni non lo ha scritto Io non lo dirò.
Del resto a voi non tocca gustare quell’orrore e perciò… Non vi resta che pregare per coloro che lo dovranno subire, perché la forza non naufraghi in, essi e non passino a far parte della turba di coloro che sotto la sferza del flagello non conosceranno penitenza e bestemmieranno Iddio in luogo di chiamarlo in loro aiuto. Molti di questi sono già sulla terra e il loro seme sarà sette volte sette più demoniaco di essi. (detto nel 1943! Persone che erano giovani durante la guerra ce ne sono ancora in giro tante! Allora parla proprio del nostro tempo come quello per l’insediamento dell’Anticristo! ndr)
Io, non il mio angelo, Io stesso giuro che quando sarà finito il tuono della settima tromba e compito l’orrore del settimo flagello, senza che la razza di Adamo riconosca Cristo Re, Signore, Redentore e Dio, e invocata la sua Misericordia, il suo Nome nel quale è la salvezza, Io, per il mio Nome e per la mia Natura, giuro che fermerò l’attimo nell’eternità. Cesserà il tempo e comincerà il Giudizio. Il Giudizio che divide in eterno il Bene dal Male dopo millenni di convivenza sulla terra.
(4 – Come sopra, la scrittrice annota: Quando parla qui allude al tempo di pace che precederà la fine, tempo in cui comincerà la selezione finale sotto la ultima manifestazione del Cristo-Re che molti non vorranno seguire. Il mistero di Dio si compie subito dopo. Ma la lettura della nota è incerta.)

Il Bene tornerà alla sorgente da cui è venuto. Il Male precipiterà dove è già stato precipitato dal momento della ribellione di Lucifero e da dove è uscito per turbare la debolezza di Adamo nella seduzione del senso e dell’orgoglio.
Allora il mistero di Dio si compirà. Allora conoscerete Iddio. Tutti, tutti gli uomini della terra, da Adamo all’ultimo nato, radunati come granelli di rena sulla duna del lido eterno, vedranno Iddio Signore, Creatore, Giudice, Re.
Sì, lo vedrete questo Dio che avete amato, bestemmiato, seguito, schernito, benedetto, vilipeso, servito, sfuggito. Lo vedrete. Saprete allora quanto Egli meritava il vostro amore e quanto era meritevole il servirlo.
Oh! gioia di coloro che avranno consumato se stessi nell’amarlo e nell’ubbidirlo! Oh! terrore di coloro che sono stati i suoi Giuda, i suoi Caini, di coloro che hanno preferito seguire l’Antagonista e il Seduttore in luogo del Verbo umanato in cui è Redenzione; del Cristo: Via al Padre; di Gesù: Verità santissima; del Verbo: Vita vera. »

pag. 330 – 30 luglio 1943

(…) Un popolo, dice Isaia, sarà colpito dalla spada di Giustizia. Ma saranno molti di più, poiché il mondo ha fornicato col demonio in molte sue parti. Ed altre ancora sono in procinto di peccare, nonostante tutto quanto Io ho operato per tenerle nella via della Vita. Pregare, pregare, pregare molto per impedire nuove condanne, originate da nuove fornicazioni.
(…) Altre applicazioni ha la parola profetica, ma Io ho voluto fartela vedere con riferimenti all’ora che vivete. Né dirti di più per non accasciarti di più.
Prega. Il tuo Dio ti aprirà le porte prima che tu conosca il massimo orrore. [infatti è passata a miglior vita nel 1961, ndr] Per ora entra nella dimora del suo Cuore e dammi il tuo amore per placare la mia Giustizia.

pag. 509 e seg. – 29 ottobre 1943

(…) Riguardo a voi, miei diletti, restate nella via che avete scelta. Turbini e tempeste non potranno farvi perdere la mèta che sono Io, il cui Cuore è aperto per ricevervi col bacio di amore più vivo. Lasciate che cadano regni e popoli, e ciò che ora si crede potente divenga cenere e maceria, e ciò che ora si crede lecito dettare volontà e dottrine divenga polvere stritolata dalla Volontà e dalla Legge di Dio.
Nel mio breve regno sul mondo sarò Io che regnerò, Io e i resti del mio popolo, ossia i fedeli veri, quelli che non hanno rinnegato Cristo e ricoperto il segno di Cristo con la tiara di Satana. Cadranno allora le bugiarde deità dello strapotere, le dottrine oscene rinneganti Iddio, Signore onnipotente.
La mia Chiesa, prima che l’ora del mondo cessi, avrà il suo fulgido trionfo. Nulla è diverso nella vita del Corpo Mistico di quanto fu nella vita del Cristo. Vi sarà l’osanna alla vigilia della Passione, l’osanna quando i popoli, presi dal fascino della Divinità, piegheranno il ginocchio davanti al Signore. Poi verrà la Passione della mia Chiesa militante, e infine la gloria della Risurrezione eterna in Cielo.
O beatitudine di quel giorno in cui saranno finite per sempre le insidie, le vendette, le lotte di questa terra, di Satana, della carne! La mia Chiesa sarà allora composta di veri cristiani. Allora, nel penultimo giorno. Pochi come all’inizio, ma santi come all’inizio. Finirà in santità come in santità cominciò. Fuori resteranno i mentitori, i traditori, gli idolatri. Quelli che all’ultima giornata imiteranno Giuda e venderanno la loro anima a Satana nuocendo al Corpo mistico di Cristo. In essi la Bestia avrà i suoi luogotenenti per la sua ultima guerra.
(…) Ma voi che rimarrete in Me, udite la promessa del Cristo. Attendetemi con fedeltà e amore ed Io verrò a voi con tutti i miei doni. Col dono dei doni: Me stesso. Verrò a redimere e a curare. Verrò a illuminare le tenebre, a vincerle e fugarle. Verrò a insegnare agli uomini ad amare e adorare il Dio eterno, il Signore altissimo, il Cristo santo, il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. Verrò a portarvi non la pace di questo mondo, eterno distruttore della Pace, ma la Pace del Regno che non muore.
Esultate, o miei servi fedeli. Questo vi dice la bocca che non mente. Voi non avrete più a temere di alcun male perché porrò fine al tempo del male, anticiperò questa fine per pietà dei miei benedetti.
Esultate soprattutto o voi, miei amati di ora. Per voi ancor più sollecito sarà l’avvento del Cristo e il suo abbraccio di gloria. Per voi già si aprono le porte della Città di Dio e ne esce il Salvatore vostro per venirvi incontro e darvi la Vita vera.
Ancora un poco e per voi verrò. Come per Lazzaro, l’amico mio, Io vi chiamerò uno ad uno: “Vieni fuori!”. Fuori di questa vita della terra che è tomba per lo spirito incarcerato nella carne. Fuori. Nella Vita e nella libertà del Cielo.
Chiamatemi col vostro amore fedele. Esso sia la vampa che fonde le catene della carne e dà allo spirito la libertà di venire presto a Me. Dite il più bel grido scritto da uomo: “Vieni, Signore Gesù”.

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IL VOLTO TETRADEIMENSIONALE DELL’ANTICRISTO
da Profezie on-line

.. L’anticristo è il personaggio più tipico degli “ultimi tempi”. Ciononostante è lasciato quasi completamente all’ombra nell’insegnamento ufficiale della Chiesa Cattolica e, per la stessa teologia, la storia dell’anticristo non ha, per cosi dire, maggior consistenza dell’Ebreo Errante.

.. Si premette, a scanso di equivoci, che l’appellativo ‘anticristo’ non è un nome in senso stretto, cosi che è racchiuso nel simbolo numerico, e per conoscerlo dobbiamo calcolare gematricamente il numero 666. Secondo il Nuovo Testamento, il termine anticristo designa la funzione escatologica di uno Spirito di demonio, il quale possederà un uomo (il Figlio della perdizione), mentre inabita in più uomini (i falsi cristi o anticristi), costituendo in tal modo un regno (la bestia dell’Apocalisse) in antitesi .. al regno di Dio, fondato da Cristo nello Spirito.

.. II termine greco ‘Antichristos’ ha due significati in rapporto al valore del prefisso: quello di ‘contro’, quindi contro lo Spirito e la Parola di Cristo; e quello di ‘prima’ di Cristo, in quanto lo precederà al momento della Parusia intermedia. Per tal motivo, si può tradurre anche con ‘Avanticristo’. Entrambe le traduzioni hanno una precisa connotazione teologica, in quanto specificano il ruolo dello spirito di demonio nella modalità (anticristo) e nel tempo (avanticristo).

.. II nome vero e proprio dell’anticristo lo sapremo quando, tra breve, si manifesterà come Uomo. .. Intanto le Sacre Scritture, soprattutto l’apostolo Paolo e l’evangelista Giovanni, offrono delle preziose informazioni per conoscere l’anticristo nella sua attività e nel suo essere, per poterlo individuare ..:

      1. Dal discorso escatologico di Gesù, conosciamo la profezia dei ‘falsi cristi’ (Mt 24,24; Mc 13, 18-22; Lc 21, 18). II loro ruolo sarà quello di ingannare i credenti sulla venuta di Cristo: .. sono i falsi maestri, gli eretici, gli increduli, i miscredenti e gli atei. .. Essi provengono dai cristiani e se ne separano spargendo false e ingegnose dottrine, negando il Figlio e il Padre predicato dal Cristo, quindi negano la Trinità e l’Incarnazione (1 Gv 2, 18-23). .. Sono loro che aprono agli uomini la larga porta è la spaziosa via che conduce alla perdizione, mentre la porta che conduce alla Vita è stretta e angusta la via (Mt 7, 13-14). La porta che conduce alla Vita è Gesù (Gv 10, 7).
      2. [Analogamente al Cristo, che si incarnò in] una persona reale, .. anche l’anticristo è una realtà personale, e un Demonio che esercita una influenza negativa negli spiriti umani portandoli all’apostasia .. e all’indifferenza. Ci segnala l’evangelista che ogni spirito che non riconosce Gesù venuto nella carne è questo lo spirito dell’anticristo (1 Gv 4, 3). .. Nell’Apocalisse [si legge che] la Bestia (anticristo = Bestia) aprirà la bocca per far uscire uno spirito immondo, simile a rana, ed è spirito di demonio, per radunare i re della terra e far guerra al Dio che viene (Ap 16, 12-14). Questo Spirito di demonio ha cominciato già ad operare fin dal tempo di Cristo ..: gli anticristi di ogni tempo uccidono con il peccato di apostasia il Cristo che inabita nei cuori. ..
      3. .. L’anticristo .. tenterà di uccidere il cristianesimo nella sua forma istituzionale. I pochi fedeli che non adoreranno la Bestia vivranno nascosti nelle catacombe come i primi cristiani. Non opererà da solo, ma sarà appoggiato [dagli] pseudoprofeti, reclutati nella massoneria ecclesiastica e nelle sette. Senza dimenticare il terribile appoggio dato dalle potenze infernali. Le recenti profezie confermano questa persecuzione come la più terribile della storia della Chiesa. I cristiani sono avvisati di ciò fin dalle origini, perchè lo Spirito dell’anticristo, operante negli anticristi, è entrato in azione al tempo delle prime comunità. Questo Spirito è stato poi individuato nei grandi persecutori del cristianesimo... Scrive Maria Valtorta sull’identità dell’anticristo: “Sarà persona molto in alto, [come] un astro di una sfera soprannaturale, il quale, cedendo alla lusinga del Nemico, conoscerà la superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica povertà (…) A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l’aiuto completo di satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell’abisso perchè lo apra. Ma lo spalanchi del tutto perchè ne escano gli strumenti di orrore che, nei millenni, satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro stessi invochino satana Re, e corrano al seguito dell’anticristo” (Valtorta 1985a: 147-148).. Dall’Apocalisse, sappiamo che è la Bestia che uccide i due Testimoni che per primi riusciranno a smascherare il falso Agnello, che sembrerà il Messia, ma non lo è (Ap 11, 7). Tuttavia riuscirà ad ingannare molti cristiani, gli eletti, nonostante questi possiedano validi mezzi per il discernimento. .. Il falso Profeta farà erigere la ‘statua’ dell’anticristo al culto della Bestia. La Statua sarà l’effigie umana dello Spirito dell’anticristo, e avrà il potere di mettere a morte tutti quelli che non l’adorano (Ap 13, 15). Gli adoratori dell’anticristo-uomo saranno segnati sulla fronte e sulla mano destra dal segno della Bestia, ma saranno castigati da Dio con la prima COPPA D’ORO, il flagello della piaga dolorosa nella carne (Ap 16, 2). [E se il microchip sottocutaneo causasse un’infezione? ndJB] ..
      4. Lo Spirito dell’anticristo (l Gv 4,3), fin dai tempi antichi, è solito costituire un regno, nel quale farsi adorare come Dio. .. Nell’Apocalisse il regno della Bestia è l’Impero Romano, che viene assunto come metafora per futuri regni dell’anticristo. I Cesari dell’Impero Romano si facevano adorare dai loro sudditi come dei. [La] strategia [dell’anticristo] è nota: secondo le scritture si muoverà per far guerra ai santi e vincerli (Ap 13, 7) e si siederà nel tempio di Dio (2 Ts 2, 4). Le attuali profezie precisano che sarà una grande persecuzione, e che l’anticristo siederà nel Vaticano circondato da schiere di adoratori e profanatori delle ricchezze divine.[Vedi] la profezia di J.N.S.R. [a proposito della] “profanazione del Luogo Santo, la terribile Abominazione. .. Allora, Colui che ha potuto suscitare una così terribile infamia, non potrà più restare nell’ombra. Egli uscirà allo scoperto per finire quello che i suoi servi hanno cominciato. Egli è l’Orrore personificato, Colui che nessuno ancora ha potuto superare da secoli e secoli. .. Egli sarà come un re in mezzo a questo popolo di demoni e suo padre, il diavolo, non potrà dire che non l’ha generato. Egli non lo supera, ma gli è simile in tutto” (J.AI.S.R. 1998: 124). Le profezie bibliche annunciano che solo un ‘resto’ si salverà (Is 4, 3), un ‘piccolo numero’ (Ez 5, 1-4), solo un terzo dell’umanità sarà conservato (Zc 13, 8). ..

Gesù tentato da Satana .. [Anticipo, dal capitolo “La grande profezia: l’anno dell’anticristo”, che] l’anticristo opera nell’apparenza di un essere umano. Non si è incarnato, come una certa letteratura demonologica afferma, senza tenere in debita considerazione le prerogative divine (l’Incarnazione è una prerogativa esclusiva di Dio). [cfr. maitreya, che si vanta di non essere incarnato, ma di essere un guscio cavo all’interno – e se fosse a questo, che si riferisce l’Apocalisse, quando parla della “statua animata” che siederà sul trono di Pietro? ndJB]

Dunque è bene evidenziare che l’anticristo-uomo non è l’incarnazione del figlio di satana, ma la possessione demoniaca di un uomo. .. Un uomo di questo secolo cederà alle lusinghe dell’anticristo, cosa che non fece Gesù quando fu tentato dal diavolo, che gli promise la gloria dei regni se si fosse prostrato dinanzi (Lc 4, 1-12).

LA VENUTA DELL’ANTICRISTO
da Profezie on-line

La beata Anna Maria Taigi (1769-1837) diceva..: “San Michele che apparirà sulla Terra sotto forme umane terrà il demonio incatenato fino all’epoca della predicazione dell’anticristo… I Russi saranno convertiti, come pure.. la Cina [solo recentemente Russia e Cina sono entrati nel WTO, ndJB], e il popolo sarà nel giubilo… Allora apparirà il seduttore”.

.. L’anticristo è uno spirito individuale potentissimo e di un attività vastissima… Comanda ad altri spiriti subalterni,.. può mettere in azione certe forze naturali,.. ossessionare i deboli, suggestionare quelli che si sono imprudentemente avventurati in certe regioni dell’occulto. Egli può avere un’apparenza corporea, ed è certo che un giorno egli apparirà sulla terra come un uomo simile a noi. Ma lo si riconoscerà per certi segni: egli sarà rivestito di tutta pompa della potenza terrestre, egli avrà la ricchezza, la gloria, gli ossequi della folla, tutti i doni apparenti dell’intelligenza. Egli ammalierà, avrà la bellezza del corpo e tutto ciò che ottiene le approvazioni della folla”.

[Secondo] il Segreto de La Salette,.. “l’anticristo nascerà da una religiosa ebraica, da una falsa vergine che sarà in comunicazione con il vecchio serpente, il maestro dell’impurità. Il suo padre sarà un vescovo”. Siccome non esistono religiose nella religione israelita, si [tratta di] una religiosa cattolica di origine ebraica, soprattutto se il padre è vescovo. In molte rivelazioni lo indicano come nato dal seno della Chiesa romana, come Giuda era uno dei dodici Apostoli.

Suor della Natività, Clarissa di Fougères (1701-1738), ricevette una rivelazione identica: “L’anticristo nascerà da una donna maledetta ma che simula la santità e da un uomo maledetto, dai quali il demonio formerà la sua opera con un permesso di Dio. La sua madre farà parte di sedicenti religiose che si voteranno a parole alla continenza…Una di queste vestali farà nascere l’anticristo, di cui ella ignorerà il padre… Non avrà ancora dieci anni che sarà potente, il più sapiente di tutti. Userà in pieno la sua potenza all’età di trenta anni”.

Suor Benedetta del Laus (Hautes – Alpes, 1664 – 1748) udì un giorno la Vergine dirle: “Alla fine dei tempi, l’anticristo parlerà tre volte meglio di Mio Figlio”.

Santa Ildegarda descrisse l’anticristo nel XII secolo con le stesse parole dette dalla Vergine Santissima a La Salette nel 1846:

.. Dopo avere trascorso una giovinezza silenziosa in mezzo a uomini molto perversi e in un deserto dove ella sarà stata condotta da un demonio travestito da angelo di luce, la madre del figlio di perdizione lo concepirà e lo darà alla luce. [Egli] farà morire quelli che si rifiuteranno di credere in lui,.. si assocerà ai re, i principi, i grandi e i ricchi che disprezzano l’umiltà, ed avrà stima solo per l’orgoglio;.. infine soggiogherà l’universo intero con mezzi diabolici.

Sembrerà che egli agiti l’aria, che faccia discendere il fuoco dal cielo, produrre dei lampi, il tuono e la grandine, rovesciare le montagne, seccare i fiumi, spogliare il verde degli alberi, delle foreste e renderglielo in seguito. Sembrerà pure che egli renda gli uomini ammalati, che guarisca gli infermi, che cacci i demoni, e qualche volta resusciti i morti, facendo in modo che un cadavere si muova come se fosse in vita. Tuttavia questa specie di risurrezione non durerà mai oltre un’ora perchè la gloria di Dio non ne soffra.

Conquisterà molte persone dicendo loro: “Voi potete fare tutto ciò che vi piacerà,.. è sufficiente che voi mi amiate, che sono il vostro Dio”. Mostrerà loro dei tesori e delle ricchezze e permetterà che essi si abbandonino ad ogni specie di festino, come essi li vorranno. Li obbligherà a praticare la circoncisione e parecchie osservanza giudaiche dicendo loro: “Colui che crederà in me riceverà il perdono dei suoi peccati e vivrà con me eternamente”. Respingerà il battesimo ed il vangelo e deriderà tutti i precetti che la Chiesa ha dato agli uomini.

.. Infine, egli dirà ai suoi partigiani: “Colpitemi con un gladio, e mettete il mio corpo in un lenzuolo senza macchia fino al giorno della mia resurrezione”. Si crederà di avergli realmente procurato la morte e, da parte sua, egli farà finta di risuscitare, dopo di che egli comanderà ai suoi servitori di adorarlo. Quelli che.. rifiuteranno di rendere questa adorazione sacrilega al figlio della perdizione, egli farà morire in mezzo ai più grandi tormenti. Ma Io invierò i miei due testimoni Enoch ed Elia, che ho riservato per quel tempo. La loro missione sarà di combattere quest’uomo del male, e di ricondurre nella via della verità quelli che egli avrà sedotto. Essi avranno la virtù di operare i miracoli più strepitosi in tutti i luoghi nei quali il figlio della perdizione avrà diffuso le sue cattive dottrine.

Tuttavia Io permetterò che questo malvagio li faccia morire e darà loro nel cielo la ricompensa dei loro lavori. Quando il figlio di perdizione avrà compiuto tutti questi progetti, egli radunerà i suoi credenti e dirà loro che egli vuole salire in cielo. Nello stesso momento di questa ascensione, un colpo di fulmine lo abbatterà e lo farà morire. D’altra parte, la montagna dove egli si sarà stabilito per operare la sua ascensione, sarà immediatamente coperta da una nube, che diffonderà una corruzione insopportabile e veramente infernale, cosa che alla vista del suo cadavere coperto di marciume, aprirà gli occhi ad un gran numero di persone e farà dichiarare il loro miserabile errore,.. e le vittime dell’errore cercheranno in gran fretta di rientrare nell’ovile.

Maria Valtorta conferma la dominazione dell’anticristo nello stesso seno della Chiesa romana: “Sarà una persona molto in vista, come.. un astro di sfera soprannaturale che, cedendo alle blandizie del nemico, conoscerà l’orgoglio dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo la povertà evangelica, la sete di onori dopo il nascondimento… Questa creatura già designata.. copierà il peccato di suo padre d’elezione: Lucifero, [che] per orgoglio è divenuto il Maledetto e l’Oscuro. L’anticristo per l’orgoglio di un momento, diverrà il maledetto e l’oscuro, dopo essere stato un astro della mia armata. La terra sarà parimenti distrutta quando l’abominazione della desolazione entrerà nel nuovo sacerdozio e porterà gli uomini all’apostasia e ad abbracciare le dottrine dell’inferno.”

.. Filippo di Lione [afferma] che l’anticristo rinnegherà la divinità di Cristo e lo farà passare per un iniziato nelle scienze occulte: “.. Egli sarà così bello che sedurrà molte persone. Colui che otterrà delle guarigioni, delle cose straordinarie e che dirà che è opera sua, quello è l’anticristo. Colui che dice che è Dio che lo compie, che lui è solo uno strumento non è dell’anticristo.. Non credete mai a questi operatori di miracoli che si dicono Cristo incarnato, Cristo resuscitato”

.. L’anticristo farà credere che egli è Cristo, Dio stesso. Ma l’Evangelista Giovanni ci dà il mezzo per il discernimento: “Da questo voi riconoscerete lo Spirito di Dio: ogni spirito che conferma Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; e ogni spirito che non conferma Gesù, non è da Dio. Ma questo è lo spirito dell’anticristo”.

.. Nel 1985, a Melleray, in Irlanda, una giovinetta di diciassette anni, Ursula O’ Rourke e due giovani, Tom Cliffe, dodici anni, e Barry Buckley undici anni, ebbero dei messaggi dalla Vergine che comunicò con loro fra il 6 e il 14 agosto 1985 ..: “Se il mondo non si converte, il demonio prenderà il controllo della Chiesa di Dio da ora a dieci anni.” ..

.. Per sant’Ireneo la cifra dell’anticristo abbracciava tutto il periodo dell’iniquità, ma indicava altresì l’inizio di un nuovo periodo ..: sette millenni come sette sono i giorni della creazione. II settimo giorno è il giorno del riposo del Signore e quindi il settimo millennio sarà del Signore e di nessun altro. Con la prova dell’anticristo si conclude il sesto millennio, che cede il passo al settimo, il millennio profetico citato nell’Apocalisse. II tempo del Signore si dispiegherà in un lungo periodo di pace dove regnerà la Gerusalemme messianica di Ap 21, 9-22. Erroneamente il regno dei mille anni di Ap 20, 1-6 lo si è calcolato a partire dall’Incarnazione di Cristo. L’artefice di questo errore è stato sant’Agostino, seguito pedissequamente da altri, che ha ignorato la corretta applicazione della “settimana universale”. ..

LA TRIADE INFERNALE (satana, l’anticristo e lo pseudo profeta)
da Profezie on-line

.. Poco prima dell’istituzione della santa Eucarestia, Giuda l’Iscariota viene indicato da Gesù come il traditore al momento di attingere il boccone dato dal Maestro. Giovanni annota: “dopo quel boccone, satana entro in lui” (Gv 13, 27). Giuda fa entrare nel suo cuore satana con un atto di volontà. .. Tra la missione di satana, di essere il primo anticristo, e la missione di Gesù, sceglie di essere il primo Traditore, il primo Deicida. .. Che tra Giuda e l’anticristo intercorra uno stretto legame, osiamo dire di parentela spirituale (figli del diavolo), è il medesimo appellativo biblico che lo dimostra. Entrambi sono denominati ‘figli della perdizione’. Gesù, nella grande preghiera di oblazione, chiama Giuda come “figlio della perdizione” (Gv 17, 12). San Paolo attribuisce questo titolo all’anticristo (2 Ts 2, 3). La perdizione è un nome di satana, per cui Giuda e l’anticristo sono figli di satana, non per generazione ma per volizione. .. satana, .. con la venuta dell’anticristo, cercherà in ogni modo e con ogni mezzo di strappare innumerevoli anime al Dio Padre: la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra (Ap 12, 4).

.. Lo Pseudoprofeta ha la stessa modalità escatologica dell’anticristo ..: è uno Spirito di demonio (Ap 16, 12-14). Da satana ha ricevuto il potere e il mandato per compiere la sua missione. Infatti, ha tutto il potere della prima Bestia (Ap 13,12). II potere della prima Bestia viene dal Drago (Ap 13, 2). .. Più incisiva è l’azione dello Pseudoprofeta nelle sette sataniche, dove l’adorazione del Seduttore è più palese, ma non manca di servire l’anticristo, in maniera più nascosta e subdola, in alcune sette massoniche. Sono proprio le sette massoniche che stanno realizzando il programma di azione dell’anticristo nel mondo e nella Chiesa, .. e per fare questo hanno bisogno di introdurre la massoneria nella chiesa, la massoneria ecclesiastica.

[A] Vassula Ryden, in un messaggio celeste, [Gesù rivela che lo scopo del Maligno] “è quello di distorcere le Scritture dall’inizio fino alla fine, e di fare della Mia Parola, delle Mie Verità, della Mia Sapienza e del linguaggio della Croce un cembalo risonante, una teoria razionale, una teoria di filosofi, scimmiottando la Sapienza, e di questi vuoti insegnamenti egli nutre una moltitudine e li conduce alla loro morte” (Ryden 1992: vol. II, p. 178).

.. Lo Pseudoprofeta [ossia la seconda Bestia, ndJB] si manifesterà anch’egli come l’anticristo, in una forma umana negli ultimi tempi, i nostri. Costringerà gli abitanti della terra a far adorare la prima bestia. Farà grandi prodigi per sedurre gli animi. Gli uomini renderanno culto all’anticristo e saranno segnati con il marchio della Bestia sulla mano destra e sulla fronte (Ap 13, 11-18). Detto in poche parole: il potere religioso servirà il potere politico. Chi non starà al gioco blasfemo, sarà messo a morte (Ap 13, 15). ..

IL SIGNIFICATO DI 666
da Profezie on-line

Il testo greco originale dell'Apocalisse

  • IL SENSO GEMATRICO DEL NUMERO 666.. L’ipotesi gematrica di “666 = Cesare Nerone” non è corretta [a causa della] errata trascrizione delle consonanti greche di Nerone Cesare in NRWN QSR, invece di NRN KSR dalla trascrizione completa Neron Kesar.[In ebraico] si scrivevano originariamente solo le consonanti, mentre le vocali erano ritenute a mente. Pertanto, nella gematria ebraica il valore alfanumerico delle lettere prese in considerazione [risulterebbe] NRWN QSR: n =50+r = 200+w = 6+n = 50+q = 100+s = 60+r = 200:T 666Ma .. NeRoN QeSaR dovrebbe essere calcolato sulla base dei valori numerici dell’alfabeto ebraico sulle consonanti NRN KSR e non sulle consonanti NR(W)N Q(X)R. Le lettere tra parentesi indicano quale sia l’interpolazione arbitraria per forzare il calcolo ed arrivare alla somma NRWR QXR = 666. In realtà, se calcoliamo sulla base delle vere consonanti di NeRoN QeSaR, abbiamo in ebraico la somma:NRN QSR: n=50+r=200+n=50+q=109+s=300+r=200:T900II valore numerico di Cesare Nerone è 900 e non 666. II numero 666 è la somma volutamente ottenuta dal risultato dell’interpolazione della lettera W (uau=6) e della sostituzione di S (sin=300) con la lettera X (sa-mekh=60). [Ma soprattutto] la suddetta conclusione gematrica considera il valore alfanumerico della lingua ebraica. E qui siamo in errore, giacchè l’Apocalisse è stata scritta in greco, e su questa lingua bisogna ispirarsi per il corretto calcolo gematrico. [Per non parlare del fatto che] al tempo della stesura dell’Apocalisse (95-100), la Chiesa era perseguitata dall’imperatore Domiziano (81- 96). Nerone era già morto da più di 25 anni (68 d.C.)! [E che] se l’anticristo fosse stato Nerone dovremmo essere già nel Regno messianico.[Il 666 è stato anche attribuito a Maometto e Stalin. Umberto Eco fa dire a Ubertino da Casale ne “Il nome della rosa”: “Il numero della bestia, se ne leggi il nome in lettere greche, è Benedicti!”. All’epoca delle grandi dittature europee vi fu anche chi lesse nel 666 un riferimento a Benito, Hitler e Franco (tutti nomi di 6 lettere).].. Ireneo da Lione, il più noto degli studiosi di gematria fra i Padri della Chiesa, dopo aver decifrato il numero della bestia, in base all’alfabeto greco, ha ottenuto ben tre ipotesi: Euanthas, Lateinos e Teitan. [Tuttavia,] considerate le varie possibilità date dall’impiego della gematria, già sant’Ireneo affermava che era “più sicuro e senza pericolo attendere il compimento della profezia che fare elucubrazioni e divinazioni, perchè lo stesso nome può essere espresso con molti nomi” (Ireneo 1984b: 229).

    [Ciò però non ha impedito che altri, pur di far quadrare il cerchio, arrivassero ad arrampicarsi sugli specchi:] “Altro modo (per calcolare il numero 666) è dato da un confronto con .. ‘lesous’, che viene spiegato con il numero 888, il risultato delle lettere greche IESOUS: i=10+e=8+s=200+o=70+u=400+s=200: T888 (n.b.: se in ebraico si calcolano le consonanti, in greco si calcolano sia le consonanti che le vocali). L’888 è il numero della perfezione. Se il 777 è già il massimo, l’888 sarebbe l’incommensurabile. II 666 allora, sarebbe la deficienza, la carenza, la inferiorità della bestia, perchè simbolo di una potenza solo apparente, come se si trattasse di una freccia spuntata.” (Penna 1996: 18). ..

  • IL SENSO SIMBOLICO DEL NUMERO 666.. In Ap 13,18, il numero della Bestia rappresenta un nome d’uomo. Focalizziamo per ora la parola ‘nome’. .. Se l’evangelista afferma che l’anticristo ha un nome, ciò significa che egli è innanzitutto una realtà personale. II nome nelle Sacre Scritture indica infatti la natura e la missione di un uomo. Ad esempio è risaputo che il nome di Gesù in ebraico significa: Yahve che salva. Del nome dell’anticristo sappiamo che è connotato da tre 6. .. II contesto di Ap 13,18 fa menzione della Bestia, del suo numero. Nel capitolo 13 si parla in tutto di tre bestie: il Drago rosso, la Bestia che sale dal mare e la Bestia che sale dalla terra. .. Troviamo, infatti, il numero 6 ripetuto per tre volte, quasi ad indicare ciò che caratterizza le tre bestie. Pertanto, il numero della bestia è da confrontare con 16, 12-14, dove si parla dei tre spiriti immondi: satana, l’anticristo e lo Pseudoprofeta. .. II numero della Triade infernale è 666. .. Dallo studio simbolico dei numeri abbiamo notato che il numero 6, per sua natura, si contrappone o si distingue dal 3, perchè accoglie in sè due complessi di attività ternaria, la quale la può far oscillare, per libera scelta, ora verso il bene ora verso il male… II numero 333 moltiplicato per uno, per due e per tre significa, se indicato una volta (333), l’Unità di Dio; se indicato due volte (333×2=666) il mistero dell’Incarnazione del Verbo, l’umano – divino; se indicato tre volte (333x 3 = 999), il mistero della Trinità. In questa prospettiva numerologica il 666 non è il numero della Bestia, ma dell’Agnello, il suo esatto contrario, in quanto i due complessi di attività ternaria racchiusi nel numero sono orientati per libera scelta verso il bene, ovvero verso Dio… Il numero 6 nella Bibbia .. racchiude .. contenuti divini e raramente ha un riferimento diabolico. Quando apparirà il Cristo parusiaco non ci sarà più, come al tempo del peccato, un 666 demoniaco, ma solo un 666 divino. ..
  • IL SENSO TEMPORALE DEL NUMERO 666II senso temporale del numero 666 è da ricercarsi sia nel .. significato temporale di Avanti-Cristo, cioè di colui che viene prima di Cristo, sia nella cronologia dell’Apocalisse, che .. si dispiega .. nella scansione dei SETTE SIGILLI del libro dell’Agnello (Ap 5,1). I sigilli contengono i decreti divini, che nessuno può permettersi di giudicare, e che riguardano gli avvenimenti degli ultimi tempi. .. La cifra dei decreti divini è indicata dal numero 7 ed è caratterizzata da tre 7:
    • 7 sono i sigilli (Ap 6, 2.3.5.7.9.12; 8,1)
    • 7 sono gli angeli che suonano le
    • 7 trombe (Ap 8,7.8.10.12; 9, 1.13; 11,14)

    La cifra 777 indica così il compimento escatologico dei decreti divini nella storia dell’umanità. Ebbene l’anticristo, nell’Apocalisse, appare:

    • all’interno del sesto sigillo,
    • al suono del sesto angelo (Ap 9, 12)
    • nella sesta coppa (Ap 16, 12-16).

    Accostando i numeri di queste scadenze profetiche (sesto sigillo, sesto angelo, sesta coppa) abbiamo il 666. II numero 666 ha quindi [anche] un senso temporale: indica un tempo gravido di eventi demoniaci, che avranno termine nel settimo millennio. .. La presenza dell’anticristo segnala il passaggio dal sesto al settimo giorno. .. II numero 6 indica, tra l’altro, il giorno ultimo della creazione. Nel settimo, infatti, Dio si riposò, come afferma la Genesi. Pertanto, tra il sesto e il settimo giorno vi sarà un salto qualitativo, dall’azione alla contemplazione. ..

    IL PROGRAMMA DEI PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION
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    La prima edizione in lingua russa del 1905 porta sul frontespizio la scritta: “II grande nel piccolo, e l’anticristo come possibilità immediata di governo”. II testo raccoglie .. i processi verbali delle riunioni segrete del congresso sionista svoltosi in Bale nel 1897. I Protocolli parlano di “un piano ‘messianico’ di governo dell’umanità, per assicurarne il benessere sotto la direzione vigilante e saggia del ‘sovrano universale ebreo’ “.

    .. Del ‘giudaismo massonico’ .. fanno parte gli ebrei più facoltosi, e spesso i più dotati per capacita politiche ed economiche. Probabilmente il gruppo è formato con appartenenze trasversali agli altri gruppi, politici e religiosi. Infatti una prima conferma può venire dall’uccisione del primo ministro Yitzhak Rabin il 4 novembre del 1995 ad opera di uno studente ebreo, che ha portato il partito della destra, nel quale è forte la presenza di gruppi religiosi estremisti, al governo di Israele. Sta di fatto che sono quelli che creano la storia (ad esempio: è documentata la partecipazione del giudaismo massonico alla rivoluzione russa del 1918 è nelle fila della nomenclatura russa per vari decenni).

    .. II giudaismo massonico .. ha sicuramente origine nella famigerata tribù di Dan, da cui verrà, stando agli asserti profetici generali, l’anticristo. II profeta Geremia predice: “Ecco, una voce reca la notizia di Dan, si annunzia la sventura (la venuta dell’anticristo) dalle montagne di Efraim. .. Gli assedianti vengono da una terra lontana, mandano urla contro le città di Giuda [ad es. la New York dell’11 Settembre, ndJB]. Come custodi d’un campo l’hanno circondata, perchè si è ribellata contro di me. Oracolo del Signore” (Gr 4, 13-17). L’origine giudaica dell’anticristo [è] attestata dall’Antico Testamento (oltre Geremia vedi Nm 24,17 e Is 14,12)

    .. Ecco che cosa annuncia la profezia di La Salette: “Le guerre si susseguiranno fino all’ultima, che sarà condotta dai dieci re (Ap 13,1) dell’anticristo, i quali avranno tutti un unico intento e saranno i soli a governare il mondo. [Così è: oggi sono le multinazionali che comandano i governi, cfr. WTO ecc. ndJB] Vi sarà (negli ultimi tempi, i nostri) una specie di falsa pace nel mondo; si penserà soltanto a divertirsi, i cattivi si abbandoneranno ad ogni specie di peccato. .. Durante questo tempo nascerà l’anticristo da una religiosa ebrea; .. suo padre sarà un vescovo; [eccetera]” (Mantero 1993: 281.285)

    .. satana, per permissione divina, deve cercare un corpo da far possedere allo Spirito dell’anticristo. .. Dal concubinato del vescovo con la suora si capisce che la parola ‘incarnazione’ è un’espressione profetica da interpretare. Solo nel caso che la suora ebrea avesse avuto un rapporto con satana si poteva parlare di ‘incarnazione’ del diavolo. Ma ciò non è successo, nè poteva avvenire. II frutto di quel concubinato da origine ad un uomo per l’intervento lussurioso e sacrilego del ‘vescovo’, e non ad opera del diavolo. Successivamente avverrà la possessione ad opera dello Spirito dell’anticristo. Si tratta a ben vedere di una possessione e non di una incarnazione.

    [Il giudaismo massonico, per mezzo della] massoneria ecclesiastica, si sta preparando per creare, al pari di quello che fecero gli ebrei della tribù di Dan, un ‘falso Cristo e una falsa Chiesa’ da anteporre al vero Cristo e alla vera Chiesa.

    [A questo punto l’autore sconfina nel paranoico, sostenendo che pure l’Islam sarebbe opera dell’anticristo – e punta il dito contro] il grande filosofo Abu Hamid (1058-1112), .. fondatore del pensiero estremista sufi [:-)! ndJB]. Fu lui, infatti, a sostenere l’apologia di satana in un esercizio di dialettica.

    [Inoltre si ipotizza che] Maometto ebbe un’iniziazione occulta dagli Ebrei della tribù maledetta, i figli della terra di Dan, che si tramandano il grande segreto della nascita dell’anticristo e hanno il ‘potere’ di evocarne lo spirito, tramite dei rituali, che gli stessi massoni conoscono. .. Afferma il giudice Carlo Palermo: “Secondo gli sciiti, Ali, genero di Maometto, era stato da questi iniziato alle conoscenze segrete che ogni ‘iman'(capo) trasmetteva ereditariamente sotto forma di una ‘sostanza celeste luminosa, che faceva di lui qualcosa di molto simile a una divinità incarnata. Gli ‘iman’ furono in tutto dodici per gli sciiti detti duodecimali, e ciò sino all’anno 878. Da allora la dinastia degli iman si sarebbe tenuta misteriosamente nascosta per riapparire con i ‘madhi; definitivamente, alla fine del mondo” (Palermo 1996: 114)

    .. Maometto afferma che è l’arcangelo Gabriele che gli detta il Corano. Ma se il lettore ha seguito bene l’impostazione demonologica del libro, sa che i demoni si sanno travestire da ‘angeli di luce’ (2 Cor 11, 4), e che solo per un dono speciale della sapienza possiamo discernere gli spiriti. Tutti i mistici hanno dovuto conoscere e praticare il discernimento degli spiriti per cautelarsi dalle possibili suggestioni diaboliche.

    [Ad ogni modo,] il progetto politico della massoneria è mondiale, pertanto deve cercare assolutamente di smussare tutte le differenze che intercorrono tra i popoli, e finanche le religioni. [Che poi è lo scopo dichiarato della globalizzazione, ndJB]

    CRONOLOGIA PROFETICA
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    1846 (19 settembre): LA SALETTE (Francia)
    .. La Madonna a Melania Calvat: “Le guerre si susseguiranno fino all’ultima che sarà condotta dai dieci re [parla di Stati o di grandi multinazionali? ndJB] (cfr. Ap13,1) dell’anticristo, i quali avranno tutti un unico intento e saranno i soli a governare il mondo. .. Vi sarà una specie di falsa pace nel mondo; si penserà soltanto a divertirsi, i cattivi si abbandoneranno ad ogni specie di peccato.” (Mantero 1993: 281) ..

    1917: FATIMA (Portogallo)
    Dalla versione diplomatica del III segreto di Fatima: “Ciò che è stato espresso a La Salette tramite i bambini Melania e Maximino te lo ripeto ora, qui, perchè l’umanità non ha imboccato la strada che Dio aveva indicato, ma ha peccato e calpestato il dono che le era stato fatto (…) Vedi, il principio della fine si avvicina sempre di più, I’abisso è sempre più profondo e non c’è salvezza: i buoni moriranno con i cattivi, i grandi con i piccoli, i principi della Chiesa con i loro fedeli, i sovrani del mondo con i loro popoli. Ovunque regnerà la morte, innalzata al trionfo da uomini in errore e da schiavi di satana, il quale ultimo sarà poi l’unico padrone del mondo. Tempo verrà che nessun re, imperatore, cardinale o vescovo aspetterà Colui che tuttavia verrà, per punire secondo i disegni del Padre” (Mantero 1993: 128).

    1922: LOCHAU (Germania)
    Visione di Francesco Kugelbeer: “Tenebre per tre giorni e tre notti. Inizia con un terribile scoppio di tuono e terremoto. Non arderà nessun fuoco. Non si potrà nè mangiare, nè dormire. .. Si odono orribili imprecazioni di demoni, terremoti, tuoni, mugghiare del mare. Chi guarda per curiosità dalla finestra viene colpito dalla morte. .. I demoni afferrano gli empi ancora vivi nel corpo e questi inutilmente invocano di essere lasciati ancora in vita. Regna la peste: si vedono macchie nere sulle braccia. Vapori sulfurei ovunque. .. Una croce appare nel cielo: segno della fine delle tenebre. La terra è come un immenso cimitero, come un deserto. Gli uomini sono atterriti, uscendo dalle case. I morti vengono raccolti su carri e seppelliti in fosse comuni” (Mantero 1993: 367) (cfr. s.Ildegarda]

    1943 (27 agosto): VIAREGGIO (Italia)
    .. Gesù a Maria Valtorta: “.. L’anticristo .. sarà aiutato dalle manifestazioni di satana: le due bestie nominate nell’Apocalisse.” (Valtorta 1985a: 288)

    1944 (23 gennaio): VIAREGGIO (Italia)
    Gesù a Maria Valtorta: “L’ultimo tempo di tre anni e sei mesi, tremendo come mai l’uomo conobbe, sarà quello in cui satana, attraverso il suo figlio (L’anticristo), arso di supremo livore perchè anche la scissione fra i due rami del popolo di Dio (il cristianesimo e l’ebraismo) sarà finita, e con essa la causa di tanti mali materiali, morali e spirituali, userà le sue perfette ed ultime astuzie per nuocere, rovinare, uccidere il Cristo. .. Allora verrà il tempo in cui .. l’abominazione della desolazione sarà innalzata sul Luogo Santo (il Vaticano) e sui luoghi santi. .. Daniele dice: “Vi saranno 1290 giorni (di questo conculcamento). Beato chi aspetta e giunge a 1335” (cfr. Dn 7,1-8; 11-12; 15-25). Ciò vuol dire che nei tre anni e sei mesi [del regno dell’anticristo, predetti da Daniele (Dn 7, 25) e ribaditi dall’Apocalisse (Ap 11,3; 12,6; 12,14; 13,5)] che precederanno la fine, un piccolo tempo (i 45 giorni ottenuti dalla sottrazione di 1335 da 1290) sarà serbato infine ai fedeli per riunirsi ad ascoltare l’ultima Parola, risuonante nei loro spiriti, come invito al cielo (e la chiamata per il sollevamento degli eletti), mentre Michele con i suoi angeli vincerà satana ed i suoi(cioè l’anticristo e il suo regno e lo Pseudoprofeta). “Beato chi aspetta a giungere a 1335 giorni” vuol dire: “Beato chi avrà perseverato sino alla fine, poichè sarà salvo” (Mt 10,22. cfr. Valtorta 1985b: 97-98). .. San Paolo nella (1Ts 4,14 ss.) [accenna al] sollevamento dei superstiti vivi sulle nubi nell’atmosfera, fino al riassestamento della terra, per poi ridiscendere sul globo terrestre purificato dall’azione angelica. [MOLTO interessante, ndJB] .. Importantissima è la rivelazione del ‘segreto’ per appartenere al numero degli eletti sollevati vivi in cielo.

    1962 (20 dicembre): GARABANDAL (Spagna)
    .. La Madonna rivela a Conchita Gonzales la profezia dei tre papi. La ragazzina confidò il suo “segreto” alla madre il 3 giugno 1963, in occasione della morte di Papa Giovanni XXIII ..: “La Madonna non ha parlato di ‘fine del mondo’, ma di ‘fine dei tempi’. .. Mi ha detto che dopo questo Papa ce ne saranno altri tre (Paolo Vl, Giovanni Paolo I e il regnante Giovanni Paolo II) poi (alla morte di Giovanni Paolo II) giungerà la ‘fine dei tempi” (cfr. Pesquera 1993: 126-127) ..

    1974 (1° marzo): DOZULÈ (Francia)
    .. Gesù a Maddalena Aumont: “satana dirige il mondo. .. Se l’umanità non si oppone, lo lascerò agire e sarà la catastrofe, tale da non esserci ancora stata dopo il diluvio e ciò prima della fine del secolo.” ..

    1978 (7 luglio): DOZULÈ (Francia)
    Gesù a M. Aumont: “Vedo Gesù seduto (cfr. Ap 20, 11-15), davanti a Lui una tavola come l’altare, .. tutta bianca, come della pietra bianca. Su questa tavola, dei libri erano aperti, sei o sette, non so esattamente. Poi un altro libro, anch’esso aperto, che Gesù tiene nelle Sue Mani. Mi dice ..: “Attenzione, voi tutti che tenete nascoste le Parole profetiche, che vi sono state comunicate: il libro che tengo fra le Mie Mani [il Libro di Thoth? ndJB], è il libro della vita che il Padre Mio sta per darmi il potere di aprire, ed è su questa montagna benedetta e sacra, luogo che Egli ha scelto, che stanno per rinnovarsi tutte le cose. È qui che voi vedrete la Città Santa, la Nuova Gerusalemme (cfr. Ap 21, 9-27. 20, 1-5). Ed ecco che apparirà la casa di Dio fra voi. .. Voi, ai quali ho chiesto di annunciare il Mio Messaggio, voi siete colpevoli di lasciare il mondo nell’ignoranza di ciò che deve accadere assai presto.” (Stiegler 1994: 79-80).

    1978 (16 ottobre): VATICANO
    .. Diventa papa Karol Wojtyla, col nome di GlOVANNI PAOLO II°. È l’ultimo papa prima della “fine dei tempi” secondo la profezia di Garabandal.

    5 febbraio 1995
    Gesù a J.N.S.R.: “lo discendo nella Mia gloria celeste con un Regno meraviglioso che si insedierà sulla Terra già rinnovata dalla Mia Santa Grazia (la seconda Pentecoste). Dio fa tutto contemporaneamente” (J.N.S.R. 1996: 34).

    1998
    .. La testimonianza della nota mistica francese [J.N.S.R.]: “Verranno giorni in cui anche il vento, il sole e la luna vi permetteranno di riconoscere questo cambiamento annunciatore. Allora sentirete nei vostri cuori che è ormai vicino il tempo in cui Dio ritorna. Di segni voi ne avrete Ma la Mia Voce nei vostri cuori sarà sentita solo da quelli che lo sceglierò, ed essi ve lo annunceranno” (J.N.S.R. 1998: 419)

    La Croce Gloriosa (vedi anche cosa ne dice s.Odilia)
    Durante il sollevamento degli eletti e la successiva uccisione dei peccatori segnati col marchio della Bestia, e del loro capo, l’anticristo, fulminato dal soffio di Gesù Risorto, è previsto un segno celeste visibile in tutto il mondo. La croce gloriosa di Cristo sarà visibile da ogni occhio umano per l’ultimo avvertimento dei peccatori e conferma della fede dei giusti. In Matteo 24,30 si legge: “E allora apparirà nel cielo il Segno del figlio dell’Uomo e allora tutte le razze della Terra si percuoteranno il petto”. Secondo l’indicazione celeste ciò avverrà dopo la tribolazione, l’apostasia e la desolazione. La Croce Gloriosa si estenderà da oriente ad occidente ed apparirà nel cielo come segno del ritorno di Gesù nella gloria (Parusia intermedia) per instaurare nel mondo il suo Regno glorioso. .. Prima dell’apparizione della Croce Gloriosa, vi saranno tre giorni di tenebra sul mondo intero. Sui tre giorni di tenebra esistono delle conferme bibliche molto significative: Es 10,21-23; Ez 32, 7-8; Mt 27, 45; Mc 15,33; Is 13,10 e Ap 6, 12-14: “All’apertura del sesto sigillo apparve ai miei occhi questa visione: si udì un gran terremoto; il sole si offuscò, da apparire nero come un sacco di crine; la luna, tutta, prende il colore del sangue e le stelle dal cielo precipitarono sulla terra, come i frutti acerbi di un fico, che è scosso da un vento gagliardo; il cielo si accartocciò come un rotolo che si ravvolge; monti e isole, tutte, scomparvero dai loro posti”. [Sembrerebbe quasi la descrizione della Luna che si spacca a metà: alcuni detriti cadrebbero sulla Terra sotto forma di meteoriti, altri offuscherebbero l’atmosfera, e i due emisferi potrebbero assomigliare alle braccia della “croce gloriosa”. ndJB]

    LA PROFEZIA DI SANTA ODILIA (660-720 dC)
    da Profezie on-line

    .. È venuto il tempo in cui la [omissis] sarà chiamata la nazione più battagliera della terra… Sorgerà dal suo seno il guerriero terribile che intraprenderà la guerra mondiale e che i popoli in armi chiameranno l’anticristo. .. Venti popoli diversi [la nuova alleanza NATO? ndJB] si combatteranno in questa guerra. Il conquistatore si partirà dalle rive del Danubio. La guerra che egli incomincerà sarà la più spaventosa che l’umanità abbia mai vista… Il conquistatore avrà raggiunto l’apogeo dei suoi trionfi verso il sesto mese del secondo anno di ostilità… Egli crederà allora di poter dettare le sue condizioni.

    La seconda parte eguaglierà in lunghezza la metà della prima. Sarà chiamato il periodo di dominazione. Sarà fecondo di sorprese che faranno fremere i popoli. Questa non sarà ancora la fine, ma il principio della fine allorquando il combattimento si svolgerà nella città delle città. A questo momento molti dei suoi lo vorranno lapidare, ma si faranno cose prodigiose in oriente.

    Il terzo periodo sarà di corta durata, si chiamerà il periodo d’invasione perchè per un giusto ritorno di cose il paese conquistatore sarà invaso da tutte le parti… Lo scettro cambierà di mano in mano;.. i popoli andranno sulle montagne e.. avranno visti tali orrori e abominazioni in questa guerra che per generazioni non se ne vedranno più… E si vedranno i due corni della luna riunirsi alla croce perchè in questi giorni gli uomini atterriti adoreranno DIO, in verità il sole brillerà di uno splendore insolito.

    PROFEZIE SBAGLIATE
    da Profezie on-line

    [Ma naturalmente non è detto che se la data è sbagliata, sia errato tutto il contenuto della profezia. ndJB]

    FATIMA (suor Lucia)
    [La profezia di Fatima] fissa tra il 1950 e il 2000 il grande castigo. [Leggiamo, dalla] versione diplomatica del III segreto di Fatima pubblicato su Neues Europa da Louis Einrich il 15 ottobre 1963: “Sull’umanità pioverà un grande castigo, non oggi, nemmeno domani, ma nella seconda metà del ventesimo secolo.” (Mantero 1993: 128-129) .. Da quanto detto in una intervista dal cardinale Ottaviani, il testo originale era ancora più duro. ..

    DOZULÈ (M. Aumont)
    “[L’]Anno Santo (1975) .. sarà l’ultimo Anno Santo, [poichè prima del successivo (2000)] sarà la catastrofe, tale da non esserci ancora stata dopo il diluvio, e ciò prima della fine del secolo.” ..

    ENZO ALOCCI
    II veggente italiano di Porto S. Stefano riceve dalla Madonna il 23 dicembre 1997 il seguente messaggio: “L’anno 1998 sarà un anno triste, pieno di iniquità: malattie e distruzioni. L’uomo, con le sue armi distruggerà il mondo e tutta l’umanità: uomini senza cuore di tutte le Nazioni”. II messaggio è talmente chiaro che non necessita di commenti. [Già. Peccato solo che sia cannato! 🙂 ndJB] ..

    JEAN DIXON
    Ha predetto con esattezza i più importanti avvenimenti dell’epoca, tra cui l’assassinio di Martin Luther King, la morte di John Kennedy, il lancio del primo Sputnik, il ritorno della Russia al cristianesimo, ma ha anche sbagliato nel predire un cataclisma provocato, a suo dire, da una collisione con una cometa, verso gli anni Ottanta. Tuttavia ha delle predizioni sull’avvento dell’anticristo, per quanto riguarda la data di nascita dell’Uomo iniquo ..: “All’alba del 5 febbraio 1962, poco dopo le sette e un quarto è nato in una località del Medio Oriente, l’uomo che sconvolgerà l’umanità, che fonderà una nuova religione diversa dal Cristianesimo, capace di avvicinare razze e popoli diversi (…) Si metterà silenziosamente al lavoro finchè avrà compiuto 29 o 30 anni, allorchè la forza e l’impatto della sua stessa presenza nel mondo comincerà a dare i suoi frutti (…). II potere di quest’uomo aumenterà immediatamente fino al 1999. Allora ogni forma di ostruzione cristiana sarà quasi sparita e la gioventù ara pronta alle dottrine che saranno diffuse” (Cosco 1991: 26) .. La predizione di Jean Dixon ha una sorprendente analogia con un fatto astronomico avvenuto proprio nel 1962. Scrive Serge Hutin: “La congiunzione planetaria del febbraio 1962, è paragonabile a quella che si riprodusse al momento della nascita di Cristo…”. Effettivamente, alle prime ore dell’alba del 5 febbraio del 1962, ben sette corpi celesti si trovavano allineati nel segno rivoluzionario dell’Acquario. Ciò suscitò presso gli studiosi una grande impressione. [Poi Jean Dixon aggiunge:] “Un intervento divino si manifesterà alla fine del secolo, quando apparirà una croce nel cielo orientale e una grande voce chiamerà gli uomini ad unirsi sotto un unico Dio. Allora, pur essendo stati in Chiese diverse, gli uomini saranno chiamati ad unirsi in una sola fede apostolica” (Cellina 1996: 82.85).

    LO SPIRITO DELL’anticristo
    di Dave Hunt, su Apocalypse soon

    .. Paolo si riferisce all’anticristo come “..l’uomo del peccato, il figlio della perdizione.. quell’empio che il Signore distruggerà col soffio della sua bocca e annienterà all’apparire della sua venuta. La venuta di quell’empio avverrà per azione di Satana, accompagnata da ogni sorta di portenti, segni e di prodigi bugiardi…” (2 Tessalonicesi 2:3-10). Se questo non è l’anticristo, chi sarà quest’uomo molto malvagio, che sederà “nel tempio di Dio come Dio [che verrà ricostruito a Gerusalemme in questi ultimi giorni], proclamando di essere Dio” (v. 4)? .. “E l’adoreranno tutti gli abitanti della terra” (Apocalisse 13:3-4,8)

    .. Quest’uomo malvagio, che quasi sicuramente oggi è vivo, potrebbe forse non sapere a quale ruolo Satana lo abbia preparato. E Satana non può farlo agire fin quando Dio non decide che sia arrivato il momento.

    Due eventi debbono precedere la rivelazione dell’anticristo al mondo. Prima di tutto deve venire una grande apostasia, che già era in atto ai tempi di Paolo e che oggi raggiunge il suo culmine: “.. quel giorno [di Cristo, del Signore – vedi v. 2] non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e prima che sia manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione” (2 Tessalonicesi 2:3).

    .. Paolo ricorda ai credenti di Tessalonica ciò che dovrà succedere prima che venga rivelato l’anticristo: la rimozione di Chi ha prevenuto questa rivelazione. Nel momento in cui Paolo scriveva questa epistola, una Persona stava impedendo che l’anticristo fosse rivelato; e Paolo spiega che questa stessa Persona continuerà a farlo fin quando sarà tolto di mezzo: “… aspettando soltanto che chi lo ritiene sia tolto di mezzo. Allora sarà manifestato quell’empio..” (2 Tessalonicesi 2:7-8).

    [Il] Rapimento, quando i cristiani verranno trasportati dalla Terra, .. unirà il mondo in un unico terrore, [e] offrirà un’opportunità perfetta a Satana per mettere in azione il suo uomo. .. L’anticristo potrebbe arrivare perfino a dire che sta negoziando con un consiglio intergalattico per far ritornare gli scomparsi. Prometterà che coloro che portano il suo marchio sulla mano o sulla fronte non verranno presi, e moltitudini accoglieranno questa garanzia. [“Il microchip di identificazione personale vi garantirà di non scomparire nel nulla, poichè sarete sempre rintracciabili.” ndJB]

    .. Giovanni ci mette in guardia riguardo una verità fondamentale che Satana cercherà di minare in ogni modo: “che Gesù Cristo è venuto nella carne” (1 Giovanni 4:2). Chi rinnega questa verità è lo “spirito dell’anticristo”. .. Ricordate: il prefisso greco “anti” non significa solo “in opposizione a” ma anche “al posto di”. Lo spirito dell’anticristo si oppone a Cristo con la pretesa di rappresentarlo e di guidare la Sua chiesa. Avvertire di un probabile rinnegamento della verità che “Gesù Cristo è venuto nella carne” potrebbe apparentemente sembrare poco necessario. Poche persone negano che Gesù Cristo sia vissuto realmente. La data sulle monete e sui documenti sparsi in tutto il mondo attestano questo fatto storico. Perciò Giovanni doveva voler dire qualcos’altro con questa rivelazione cautelare. [È chiaro: per l’anticristo è fondamentale distogliere l’attenzione su quello che è il principale segno per riconoscerlo, ossia il fatto che a differenza del Cristo lui non si è potuto incarnare. ndJB]

    L’UOMO SENZA OMBRA
    di Norbert Lieth, su Apocalypse soon

    .. L’anticristo arriverà al potere .. tramite un patto. In Daniele 9,27 si parla di un patto settennale: «L’invasore stabilirà un patto con molti, per una settimana (=ovvero 7 anni)». .. Nella prima epistola ai Tessalonicesi leggiamo di un patto di sicurezza e di pace : «Quando diranno : Pace e sicurezza, allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta …» (I Tess. 5,3). Israele parlerà così quando avrà concluso un patto di protezione settennale con la potenza occidentale, ovvero con il suo capo, un patto che sarà però infranto dopo tre anni e mezzo. .. L’anticristo, secondo Daniele 11,36-37 sarà probabilmente di origine ebraica e dirà al suo popolo : «Sono ebreo come voi.» In Apocalisse 13,11, la «terra» da cui sorge la seconda bestia (anticristo religioso), sta per Israele. .. L’anticristo ebreo sarà membro di un patto fra Israele e il futuro capo di governo occidentale (Roma). Quando l’anticristo arriverà con una proposta logica e prometterà di prendere sotto controllo la difficile situazione fra Israele e i palestinesi, si acconsentirà con gioia alle sue proposte e si stringerà un patto con lui. .. Leggiamo quindi in Daniele 11,39: “Egli agirà contro le fortezze ben munite, aiutato da un dio straniero. Colmerà di onori quelli che lo riconosceranno, .. li farà dominare su molti e spartirà fra loro delle terre come ricompensa.”

    .. Gesù ha detto una volta in similitudine sugli ultimi tempi : “Guardate il fico e tutti gli alberi; quando cominciano a germogliare, voi, guardando, riconoscete da voi stessi che l’estate è ormai vicina. Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.” (Lc. 21,29-31). Il “fico” sta per Israele, con “tutti gli alberi” si intendono le altre nazioni. Alla “fine dei giorni” tutti gli alberi, secondo la mia comprensione cioè tutti i popoli del mondo occidentale, conferiranno il loro potere all’anticristo politico e lo inviteranno a diventare loro re: “Essi hanno uno stesso pensiero e daranno la loro potenza e la loro autorità alla bestia” (Ap. 17,13). Il prof. dott. Norbert Walter, economo capo della Deutsche Bank e attivo a livello internazionale (in cinquanta nazioni) e nei più disparati ambienti politici ed economici, ha dichiarato in una conferenza : «La globalizzazione economica necessita obbligatoriamente di un governo mondiale. La globalizzazione ha oggi sviluppato una dinamica propria che non può più essere fermata e crea problemi nuovi e irrisolti, risolvibili solo tramite un governo mondiale e globale.» Questi problemi spingeranno «tutti gli alberi» a scegliere un uomo forte al quale si sottometteranno.

    .. In Apocalisse 13,13 leggiamo dell’anticristo, l’ «altra bestia» : «E operava grandi prodigi sino a far scendere fuoco dal cielo [alleato con gli UFO? ndJB] sulla terra in presenza degli uomini.»

    .. “Alla fine del loro regno, quando i ribelli avranno colmato la misura delle loro ribellioni, sorgerà un re dall’aspetto feroce, ed esperto in intrighi. Il suo potere si rafforzerà, ma non per la sua propria forza. Egli sarà causa di rovine inaudite, prospererà nelle sue imprese, distruggerà i potenti e il popolo dei santi” (Dan. 8,23-24)

    .. Abimelec regnò tre anni su Israele (Gc. 9,22), poi fu giustiziato da Dio. Sappiamo che il regno dell’orrore dell’anticristo durerà tre anni e mezzo, prima di essere interrotto dal Signore. ..

    HITLER, PRECURSORE DELL’ANTICRISTO
    di Dave Hunt, da “Global peace and the rise of antichrist”, su Apocalypse now

    .. Adolf Hitler emerse improvvisamente dall’oscurità e ascese ad un potere ineguagliato ai tempi moderni. Ingannò non solo la Germania ma quasi tutto il mondo per un periodo di tempo sorprendente. Non esiste alcuna spiegazione razionale. I filmati delle apparizioni pubbliche di Hitler con i suoi spettacoli fastosi – solenni marciatori con enormi bandiere della swastika, e migliaia di persone che ripetevano fanaticamente il motto “Sieg Heils” – rivelano un inconfondibile ma misterioso elemento religioso. Demoniaco? Senza dubbio. Hitler evocava un’isteria spontanea di massa che rasentava l’adorazione.

    .. C’era un genio contorto in Hitler che gli permise di compiere alcune grandi opere. Fra il 1933 ed il 1937, mentre il resto del mondo annegava ancora nella Depressione, i disoccupati in Germania scesero dai 6 milioni a meno di 1 milione. Le entrate nazionali raddoppiarono. La Volkswagen iniziò a produrre e cominciò il primo sistema autostradale al mondo, il famoso autobahn tedesco. Tutto questo bene camuffava il male.

    .. Dopo una luna di miele di pace, di amore e di fratellanza, il terrore che porterà il dominio dell’anticristo farà sembrare persino benevolente il dominio di Hitler. Coloro che si rifiuteranno di adorarlo e di sottomettersi al nuovo ordine verranno uccisi sommariamente – e tutta la terra lo saprà e approverà. Dopo tutto, il genere umano è già abituato alla scomparsa incredibile di milioni di persone. La paura di venire spazzati dalla terra li fa tenere in riga – per un po’ di tempo.

    L’aspetto più affascinante dell’inganno di Hitler fu l’elemento pesantemente “cristiano” – elemento che sarà assolutamente essenziale per l’anticristo. .. Nel suo discorso del 23 Marzo 1933, nel quale si proclamò dittatore, Hitler esaltò la fede cristiana. .. Alcuni stralci dai suoi discorsi nel periodo della guerra rivelano l’incredibile pretesa di essere dalla parte di Dio:

    • 1940: “Preghiamo il nostro Signore di continuare a benedirci in questa nostra battaglia per la libertà…”
    • 1941: “Crediamo di guadagnare la benedizione della Guida Suprema… il Signore Iddio ha dato la Sua approvazione alla nostra battaglia. Lui sarà con noi… nel futuro.”
    • 1942: “E pregheremo il Signore Iddio per questo, la salvezza della nazione …”
    • 1943: “Continueremo a dare tutta la nostra forza per la nostra nazione quest’anno. Solo così potremo… pregare il nostro Signore Dio, affinché ci aiuti come ha sempre fatto …”

    Migliaia di pastori tedeschi si unirono alla nuova organizzazione “Movimento Tedesco della Fede Cristiana”, che sosteneva le dottrine naziste e promuoveva una “Chiesa del Reich” che univa tutti i protestanti sotto lo stato.

    .. La “Chiesa del Reich”, formata sotto leader scelti da Hitler, venne riconosciuta formalmente dal Reichstag il 14 Luglio del 1933. Il 13 Novembre .. proposero di abbandonare il Vecchio Testamento e rivedere il Nuovo Testamento affinché combaciasse con il Socialismo Nazionale. Da qui nacque “Unico Popolo, Unico Regime, Unica Fede”, un voto di approvazione ad Hitler che tutti i pastori dovettero firmare, e che portò l’esclusione dei cristiani ebrei da tutte le chiese. Il regno di terrore della GESTAPO contro tutti i seguaci di Cristo iniziò nell’autunno del 1935 con l’arresto di 700 pastori.

    .. Ogni qualvolta cercava deliberatamente di distruggere il cristianesimo e sostituirlo con il suo occultismo neopagano, Hitler continuava a pretendere di essere il campione del vero cristianesimo: “Il Partito sostiene .. il Cristianesimo Positivo, e il Cristianesimo Positivo è il Socialismo Nazionale. .. Il Socialismo Nazionale è fare la volontà di Dio. .. La volontà di Dio si rivela nel sangue tedesco. .. Che il Cristianesimo consista nella fede in Cristo come Figlio di Dio è qualcosa che mi fa ridere. .. Il vero Cristianesimo è rappresentato dal Partito, e il popolo tedesco è chiamato oggi dal Partito e specialmente dal Fuehrer ad un cristianesimo reale. .. Il Fuehrer è l’araldo di una Nuova Rivelazione” (da un discorso di Hans Kerrl, Ministro nazista degli Affari di Culto)

    .. Malachi Martin, “prima Gesuita ed in seguito professore nell’Istituto Biblico Vaticano Pontificio” scrive: “Giovanni Paolo sta aspettando. Dio deve intervenire prima, prima che possa iniziare il ministero maggiore di Giovanni Paolo per tutti gli uomini. .. Sta aspettando .. un evento che scinderà la storia umana, dividendo il passato immediato da un futuro imminente. .. Giovanni Paolo sta aspettando e sta guardando il tempo che sta per finire. Il suo ministero come Servo del Grande Disegno inizierà .. quando accadrà l’evento scissionista” (Martin, “The key of this blood”, pg 639-56)

    .. Il contatto con gli spiriti demoniaci si sta accelerando, rendendo sia il mondo che la chiesa dei nostri giorni più vulnerabile all’inganno satanico, più di quanto lo fosse ai tempi di Hitler. .. Il Principe Carlo .. si considera psichico e crede nella guida del regno spiritista. La Regina (anche lei coinvolta nell’occultismo) ed il Principe credono entrambi che lui, Carlo, “sia il Prescelto – messo sul trono da un piano divino, preordinato” (John Dale, “The prince and the paranormal: the psychic bloodline of the Royal Family”, W.H.Allen &co. Plc., 1986, pg 14-18; US, 14 Gennaio 1985, pg 18-19, ecc.)

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L’anticristo dai quadernetti di Maria Valtorta

SD. 3
[Senza data e senza alcun’altra premessa]

I° periodo: l’attuale, detto dei “Precursori” dell’Anticristo.

II° periodo: quello dell’Anticristo vero e proprio, il quale sarà aiutato dalle due manifestazioni della Bestia: il violento e l’altro che vince con finta dolcezza.
Sarà un periodo di lotte tremende, tanto umane (guerre ecc.) che sovrumane (tentazioni di dottrine ecc.). Durante questo tempo Iddio cercherà di richiamare l’uomo mediante castighi santi perché usati per santificare. Esauriti senza buon frutto i medesimi, Satana sarà per qualche tempo incatenato, con la sconfitta dell’Anticristo e dei suoi alleati naturali (potenti della terra) e soprannaturali (le due manifestazioni di Satana).

III° periodo: epoca di sosta per radunare le forze dell’uomo e convogliarle al cielo. Il mio Regnò della [nella?] terra. Sarà il prodigio della Grazia che verrà effusa come un diluvio per salvare. Ma per un fatto contrario a quello di Noè la maggior parte degli uomini [dei cuori?] si chiuderà, barricandosi nelle fortezze lasciate da Satana e solo i non satanici, restando fuori di esse, saranno sommersi, lavati, illuminati dalla Grazia.

IV° periodo: esaurito il tempo destinato dalla mia Sapienza all’estrema prova, lascerò Satana venire per l’ultima volta. Il tempo di Satana sarà 7 volte 7 più crudele di quello dell’Anticristo. Il re del male scorazzerà ovunque per riunire i suoi adepti quando il Male sarà sconfitto dal Bene e maledetto in eterno là dove […] nel suo regno infernale come io ho […] i miei nel regno celeste. [Tutta la frase è di difficile lettura e alcune parole le abbiamo omesse perché illeggibili]

V° periodo: Il Giudizio supremo. La mia ora di trionfo poiché sarà l’ora in cui il mio essere avrà raggiunto lo scopo per cui è: ossia la salvezza del genere umano che si è ricordato d’esser figlio dell’Altissimo.
[Lo scritto è sulle prime tre facciate di un foglietto piegato in due. In capo alla quarta facciata è la firma: Maria Valtorta]

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BENEDETTO XVI° – ILLUMINATO DI BAVIERA?

Marcello Pamio – 12 gennaio 2007

Ho ricevuto dall’amico Ettore, delle interessanti immagini di Papa Benedetto XVI°. Interessanti non per il soggetto rappresentato, ma per i particolari simbolici che si possono cogliere. 

Sulla stola papale (quella specie di sciarpa) che ricopre le spalle appaiono per esempio delle croci a bracci uguali, simbolo di unificazione, tra cielo e terra, spirito e materia, tagliate però trasversalmente da quello che all’apparenza sembra essere una specie di stiletto. 

Ad una osservazione più attenta invece, quello che sembrava uno spadino, è invece essere una fiaccola, la cui torcia ‘accesa’ è rappresentata da una pietra preziosa color giallo paglierino 

Cosa ci fa la torcia sopra la croce? 

La torcia illumina il cammino, ed è per questo che viene considerata universalmente come il simbolo di illuminazione vero e proprio. A proposito di Luce, viene in mente il nesso mitologico-illuminatico tra Lucifero e Prometeo. Lucifero, l’angelo del male cacciato dal Paradiso dall’Arcangelo Michele, porta la luce della conoscenza, gnosi, agli uomini, ed il suo nome è sinonimo infatti di ‘portatore di luce’, ‘dispensatore di luce’. Prometeo, figlio di Giove (Zeus) possessore della folgore che illumina, rapisce il fuoco e lo porta anch’esso all’uomo. Anche in questo caso si tratta della luce della gnosi! 

Statua di Prometeo, voluta dall’elite, davanti al Rockefeller Center di New York!

Il simbolo che Benedetto XVI° porta con fierezza sopra la stola papale, rappresenta quindi la Luce illuminatica! Questa Luce però taglia, o meglio sovrasta la Croce: simbolo sacro del cristianesimo. La ‘fiaccola’, ‘illumina’ la chiesa. Fin qui, apparentemente, nulla di strano. Ma se a questo aggiungiamo le origini di Joseph Alois Ratzinger, il quadro che esce è molto intrigante! Il Papa è nato a Marktl am Inn, diocesi di Passau (Germania), in bassa Baviera, il 16 aprile del 1927 (Sabato Santo). Benedetto XVI° quindi è bavarese. Se la lingua non è un optional, la fiaccola che illumina e le sue origini bavaresi portano alla logica conseguenza che Papa Ratzinger è, o si considera, un “Illuminato di Baviera”. Un illuminato doc, visto che anche il nome della città natale: Marktl am Inn, in lingua inglese ricorda stranamente: ‘Io sono il Marchio’, ‘Io sono il contrassegno’: I am Marktl! Ovviamente si tratta di una coincidenza…

Gli Illuminati di Baviera sono una setta nata il primo maggio del 1776 proprio in Germania da Adam Weishaupt (inizialmente gesuita), e anche se ufficialmente è stata sciolta per editto nel 1784, molti sono gli autori che attestano la sua influenza nel mondo della politica e dell’economia, continuando per secoli, in maniera sotterranea, fino ai nostri giorni.  Ma se anche non appartengono agli Illuminati di Baviera, quelli che oggi lavorano nell’ombra controllando e manovrando le economie del pianeta, sono membri di una elite, composta da logge massoniche apparentate che portano avanti il medesimo obiettivo: controllo mondiale, sotto la luce divina (luciferina). 

La loro missione è illuminata e tenuta sotto controllo dall’occhio. (Per questo si fanno chiamare Illuminati). Il simbolo della piramide con l’occhio nel vertice è proprio il simbolo degli Illuminati. Il disegno, assieme all’aquila reale (Great Seal, Grande Sigillo) furono fatti da alcuni massoni nel 1782, e consegnati a Thomas Jefferson il 17 giugno dello stesso anno. 

Il 15 settembre 1789, anno della ‘Rivoluzione Francese’, il Congresso degli Stati Uniti accettò il Gran Sigillo (l’aquila con le 13 stelle che formano l’esagramma o stella a sei punte o Sigillo di Salomone: due triangoli contrapposti e compenetrati), mentre la piramide con l’occhio venne stampata sul dollaro solo nel 1933 per volere del presidente Franklin Delano Roosevelt (massone anch’egli del 32° grado del R.S.A.A., Rito Scozzese Antico e Accettato). 

Sempre nel dollaro, sotto la piramide appare la data 1776 in numeri romani, che non indica il 4 luglio 1776, anno dell’Indipendenza, ma l’anno di nascita degli Illuminati di Baviera!). 

Dollaro: Piramide con l’occhio formata da 13 livelli di mattoni.
Data MDCCLXXVI = 1776

Great Seal, Grande Sigillo: aquila reale, 13 frecce, 13 stelle, 13 bande nello scudo. Le stelle in alto formano l’esagramma: Sigillo di Salomone, Stella di David. 

La piramide simbolicamente è un triangolo e rappresenta il numero 3, la Trinità, ma anche l’anima. Con il vertice tronco è il simbolo alchemico dell’Aria…

L’occhio divino che dall’alto osserva è l’occhio di Horus, Osiride o Lucifero stesso (per loro il vero e unico portatore di luce…=

Weishaupt stesso definiva la piramide con l’occhio dentro, “The Insinuating Brethren”, il cui significato è: “l’occhio gnostico di Lucifero rappresenterebbe la guida di un governo mondiale che avrebbe dominato ogni altro gruppo sulla terra”. Una guida molto particolare…

Dal punto di vista simbolico quindi il Papa è un “Illuminato” di “Baviera”; ma il Papa è il monarca assoluto dello Stato del Vaticano e capo supremo della chiesa di Roma. 

Sorge spontanea la domanda: gli Illuminati (torcia) oggi controllano la chiesa (croce) cattolica? Espressione simbolica di un “Lucifero”, come portatore di luce, che controlla la Chiesa?
In effetti qualche dubbio è più che legittimo. Se infatti sentiamo proprio Giovanni Paolo II, durante il quarantesimo anniversario della “Pacem in terris”, dire che “la consapevolezza della necessità di un ‘nuovo ordine mondiale’ da costruire…”. A cosa si riferiva esattamente? Per non parlare di Papa Ratzinger: cosa intendeva quando nell’omelia dell’Epifania ha ripetuto il mantra (detto più volte anche dai personaggi chiave della politica come George Walker Bush, Kofi Annan,ecc.) “dell’esigenza di elaborare un ‘nuovo ordine mondiale’ politico ed economico”? E soprattutto a quale dio si riferiva quando ha detto: che “un nuovo ordine sociale politico sociale economico non funziona se non c’è un rinnovamento spirituale, se non ritroviamo dio”? Tutti continuano a osannare questo “nuovo ordine”, i media lo amplificarlo a dismisura. Che ci stiano preparando all’avvento di un ordine nuovo (che nuovo non è) illuminato dalla “luce divina”? Sicuramente sì! Ma per quanto riguarda il tipo di luce (divina), le cose si complicano non poco, osservando le foto qui sotto, dove si vede una stranissima sedia usata proprio da Giovanni Paolo Giovanni II 

La fessura verticale che divide in due la parte alta di una specie di trono, sembra rappresentare una croce rovesciata: simbolo usato spesso e volentieri da satanisti e occultisti. 

E’ risaputo infatti nel mondo esoterico che una delle metodologie del satanismo è proprio quella di rovesciare i simboli cristiani, dandogli così una connotazione negativa: croce cristiana (la croce gammata, detta svastica, del nazismo è stata volutamente rovesciata rispetto al simbolo solare millennario), preghiere come il padrenostro e l’avemaria vengono lette e/o registrate al contrario da gruppi rock, località usate per rituali (vedi Cogne che si trova vicino a Gran Paradiso…), ecc. Per quanto riguarda proprio i backmasking (messaggi rovesciati registrati all’interno di canzoni), lo stesso capo del satanismo moderno, Aleister Crowley, adorato e osannato proprio da moltissime star della musica, affermava che la lettura al contrario di preghiere cristiane per esempio, (possibilmente per TRE volte consecutivamente), è una delle forme più potenti di evocazione….maligna!

IL CODICE B16

Il presente articolo è, per alcuni versi, simile ad un testo di Marcello Pamio, intitolato Benedetto XVI: Illuminato di Baviera? Anche il mio contibuto è scaturito da alcune preziose informazioni dell’amico Ettore, che ringrazio, nonché da notizie che ho raccolto nei mesi scorsi. Come si noterà, formulo l’ipotesi (per me è una certezza) che non è la Massoneria a controllare la Chiesa di Roma, ma viceversa.

L’attuale papa, “Benedetto” XVI, al secolo Joseph Alois Ratzinger, è nato a Marktl am Inn, il 16 aprile del 1927. Marktl am Inn è un villaggio della Baviera, non lontano dal confine con l’Austria.

Benedetto XVI è stato indagato negli U.S.A. per aver ostacolato il corso della giustizia. L’allora cardinale Joseph Ratzinger ha, infatti, chiesto, tramite l’epistola De delictis gravioribus, datata 18 maggio 2001 e rivolta a tutti i vescovi del pianeta, di non testimoniare in tribunali civili, pena la loro scomunica. Ciò ha riguardato anche casi di molestie sessuali che furono perpetrati da parecchi sacerdoti negli Stati Uniti (molti dei quali su minorenni). 

Nel documento, Ratzinger scrisse che «nei Tribunali costituiti presso gli ordinari o i membri delle gerarchie cattoliche solamente i sacerdoti possono validamente svolgere le funzioni di giudice, promotore di giustizia, notaio e difensore» ribadendo che «le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio» e che si sarebbero dovuti attendere 10 anni, da quando le vittime avessero compiuto la maggiore età, per rivelare le accuse (ottenendo in questo modo la prescrizione dei reati, a quel punto non più perseguibili). Tale documento quindi, appariva essere un aggiornamento del discusso Crimen sollicitationis datato 1962. 

A questa imputazione, le gerarchie vaticane hanno risposto che le norme contenute nel documento Crimen sollicitationis non hanno più alcun valore vincolante dal momento in cui sono entrate in vigore le disposizioni che nel 1983 hanno riformato il Codice di Diritto canonico. Rimane aperta la questione del come mai si fosse quindi sentito il bisogno di emettere un documento ad hoc ben dopo il 1983. Il 20 settembre 2005, comunque, il Dipartimento di Stato ha accolto la richiesta di concedere al Santo Padre l’immunità diplomatica, in quanto capo in carica di uno Stato sovrano. 

Tale richiesta era stata inoltrata dalla nunziatura apostolica direttamente al presidente statunitense George W. Bush il 16 agosto 2005, dopo che il papa non si era presentato in uno dei processi nel quale fu chiamato a rispondere del reato di ostruzione alla giustizia della contea di Harris nel Texas (nell’ambito del processo a Juan Carlos Patino-Arango, seminarista colombiano accusato di abusi sessuali su minori).

Un papa Benedetto XVI è il protagonista di un racconto di fantascienza scritto nel 1977 da James Herbert Brennan, Il dilemma di Benedetto XVI, pubblicato nell’ambito della collana Urania n. 745. Nel testo uno psichiatra è chiamato ad indagare se il papa è mentalmente sano.

Il sommo orefice ha recentemente riscoperto alcuni abiti e copricapo pontifici che risalgono al Rinascimento. È il caso del camauro, cioè un copricapo di velluto rosso orlato di pelliccia d’ermellino bianco, che era stato portato dai papi fino al XVIII secolo, per poi essere ripreso da Leone XIII e successivamente da Giovanni XXIII, fino ad arrivare ai giorni nostri, quando, dopo più di quarant’anni il camauro è stato indossato da Benedetto XVI nel corso delle udienze generali del 21 e del 28 dicembre 2005. Un altro antico abito papale recuperato dal papa è la mozzetta di velluto rosso, bordata di ermellino bianco. In occasione dell’udienza generale del 6 settembre 2006, Benedetto XVI ha indossato il cappello “Saturno” a tesa larga: un copricapo rosso così chiamato per la sua vaga somiglianza con il pianeta, noto per la cintura di anelli che lo circonda.

Il 24 luglio 2000 l’allora alto prelato Ratzinger spedì, da Santiago de Compostela, una cartolina ad un albergatore spagnolo, Alfredo Alvarez, proprietario di una locanda dove il cardinale aveva soggiornato, a Molinaseca, nel Leon (Spagna settentrionale). La cartolina, il cui timbro è autentico, è firmata “futuro papa Benedetto XVI”. Perizie calligrafiche hanno appurato che la scrittura è proprio quella del “pastore tedesco”.

Alcuni aspetti delle notizie riportate meritano delle riflessioni: papa Ratzinger è originario della Baviera, il Land tedesco in cui fu fondato, nel 1776, l’Ordine degli Illuminati da Adam Weishaupt, ex(?) gesuita. È lecito ipotizzare un legame tra i vertici della Chiesa e tale confraternita segreta di orientamento massonico: è noto che molte logge furono create o infiltrate da prelati cattolici affinché agissero come strumenti di un’occulta politica vaticana, salvo poi condannare ufficialmente la Massoneria. La situazione è raffrontabile a quella che lega la CIA ad Al Qaeda. Al Qaeda è una creatura della Criminal Infamous Agency: a questa organizzazione di terroristi sono continuamente attribuiti attentati ed azioni nefande, per distogliere l’attenzione dai veri mandanti di tali atrocità.

È singolare che il racconto del 1977 scritto da Brennan anticipasse il nome dell’attuale papa; inoltre la somma di 745, il numero progressivo del volume pubblicato all’interno della collana Urania, dà 16, numero che corrisponde, nei tarocchi, alla Torre, simbolo di rovina.

Circa gli abiti ed i copricapo indossati in certe occasioni dal vescovo di Roma, si deve notare che sono tutti rossi (Vedi Le rouge et le noir). Il cappello denominato Saturno evoca, almeno sul piano fonico, Satana.

Dalle notizie raccolte emergono i seguenti dati: il cardinale Ratzinger quasi certamente sapeva che sarebbe salito al soglio pontificio nell’ambito di un piano ideato dal papa nero, Hans Peter Kolvenbach, generale superiore dei Gesuiti, piano volto a controllare la politica internazionale per mezzo della sua controfigura, il papa rosso, forse un uomo controllato mentalmente che sfoggia simboli massonici e luciferini sia per provocazione sia per esibire una precisa appartenenza.

Fonti:

Cronologia dei papi, Milano, 1995
Luca Caioli, La metamorfosi di papa Ratzinger

by Zret

Paolo VI era massone? Il « fumo di Satana » in Vaticano
di Francesco Lamendola – 15/02/2008

È noto che la ragione fondamentale per cui un forte movimento tradizionalista cattolico ha visto con preoccupazione e sgomento l’indirizzo preso dalla Chiesa cattolica con il Concilio Vaticano II non è stata di tipo strettamente teologico o liturgico, bensì spirituale e ideologico, nel senso più ampio del termine. Da monsignor Lefebvre, giù giù fino a un certo numero di semplici parroci di campagna, la diffidenza e, a volte, l’ostilità mostrata nei confronti delle “aperture” di Giovanni XXIII e di Paolo VI verso le istanze del mondo moderno, era originata dal sospetto, che tali pontefici, a giudizio di alcuni, stessero conducendo, in maniera più o meno consapevole, un’opera di sottile distruzione del genuino nucleo della tradizione cristiana, e che dietro tale manovra vi fossero i potenti tentacoli della Massoneria.

Uno di questi umili parroci, sconosciuti al grande pubblico, è stato il friulano don Luigi Cozzi, autore di alcuni libri nei quali non solo sosteneva questa tesi, ma si spingeva assai oltre, disegnando uno scenario internazionale del tipo che oggi (ma non allora, cioè trenta o quaranta anni fa) si definirebbe complottista. Egli, cioè, ipotizzava che esista una congiura mondiale di poteri occulti, volta a favorire l’avvento del regno di Satana mediante la distruzione dell’autentica fede in Dio, in Gesù Cristo e nella Vergine Maria, nonché per mezzo dell’indebolimento programmatico dell’autorità e credibilità del magistero ecclesiastico; e che il Concilio Vaticano II fosse stato un episodio significativo, ma non l’unico, di una tale strategia.

In vastissimo affresco storico, che rivelava sia l’ampiezza straordinaria delle sue letture, sia la sua limitata capacità critica e una chiara tendenza a ingigantire i fatti per dimostrare certe tesi precostituite, egli delineava anzi l’intera storia della modernità, dal Rinascimento in poi, come frutto di una congiura di quello che definiva “il potere sinarchico”, un centro occulto di cospirazione globale formato da potentissime lobbies finanziarie ebraiche e dalle svariate logge della Massoneria internazionale, tra le quali quella degli Illuminati; le prime solo apparentemente in lotta con le seconde, ma, in realtà, miranti entrambe a un obiettivo comune: la distruzione del cristianesimo e l’instaurazione di una dittatura mondiale israelita che vorrebbe asservire i popoli e le nazioni. Don Cozzi, inoltre, individuava. nei banchieri ebrei del XVII secolo i principali finanziatori del colonialismo britannico e poi, via via lungo i secoli, del capitalismo finanziario americano e, da ultimo, anche del comunismo sovietico.

I burattinai di questo gigantesco complotto, finalizzato alla conquista del potere mondiale, sarebbero stati i ricchi ebrei askhenaziti, mossi dall’implacaile razzismo talmudico e capaci di gettare nel baratro della distruzione i loro correligionari cassidici dei ghetti dell’Europa orientale. Secondo don Cozzi, non solo i maggiori esponenti della finanza di Wall Street e del regime staliniano insediato al Cremlino, ma anche moltissimi capi del nazismo, i più implacabili nel loro odio antisemita, sarebbero stati ebrei, da Heydrich a Rosenberg in giù; ma lo stesso antisemitismo nazista non sarebbe stato che l’esasperazione paranoica dell’unico razzismo mondiale veramente indomabile: quello del Talmud, basato sul dato meramente biologico del sangue e della stirpe. Egli non negava la realtà storica dell’Olocausto (per quanto ne riducesse drasticamente le cifre), ma sosteneva che la lobby ebraica mondiale si era servita delle ceneri di Auschwitz sia per creare, con spietata violenza, lo Stato di Israele, sia per stringere i fili della propria congiura mondiale, volta a ridurre i goym, gli infedeli, allo stato di servi, dopo aver scatenato una serie di disastrose guerre mondiali, destinate a culminare in una finale battaglia di annientamento contro l’Islam.

Si dirà – ed è stato detto – che non sono affatto tesi nuove; anche se, recentemente, hanno ricevuto un rinnovato impulso sia dalla storiografia revisionista relativa al nazismo (Faurisson, Irving e, in parte, Nolte), sia dal filone neo-complottista capeggiato da David Icke e da altri spregiudicati scrittori contemporanei, a metà strada fra ufologia, antimodernismo ed esoterismo paganeggiante, i quali, in fondo, altro non fanno che raffazzonare i più vieti e screditati motivi della propaganda antisemita di un Goebbels o di un Giovanni Preziosi se non, addirittura, dei falsi Protocolli dei savi anziani di Sion.

Noi non vogliamo soffermarci, per adesso, sull’opera complessiva di questa singolare figura di vecchio prete tradizionalista, che pubblicava i suoi libri a proprie spese, fra una ricerca archeologica e l’altra, ignorato e anzi guardato con crescente disapprovazione dai suoi superiori. Ci proponiamo di farvi ritorno in una apposta ricerca, perché il defunto parroco di Solimbergo (scomparso nel 2001, all’età di ottantasette anni) è rappresentativo, a nostro avviso, del disagio che gli indirizzi conciliari e post-conciliari della Chiesa cattolica hanno provocato all’interno di un fondo conservatore in essa presente da sempre e che, per le mutate condizioni storiche, si è trovato improvvisamente nella scomoda posizione di essere riguardato come in odore di eresia, pur considerandosi l’ultimo baluardo del vero messaggio evangelico.

Sta di fatto che altri autori, molto più “politicamente corretti”, ma anche più agguerriti dal punto di vista storico-critico, in questi ultimissimi anni hanno ripreso, sia pure solo in via di ipotesi di lavoro, alcune delle tesi care a questi settori della Chiesa che, per comodità, potremmo chiamare “tradizionalisti”.

A volte si tratta di sacerdoti, come quel don Luigi Villa, bresciano, che afferma di aver ricevuto un mandato personale da Padre Pio da Pietralcina per denunciare e combattere l’infiltrazione massonica in Vaticano e nella Chiesa, e che ha pubblicato numerosi libri ed articoli per sostenere come tale infiltrazione abbia raggiunto, appunto col Concilio Vaticano II, un successo sorprendente, quale mai prima avrebbe osato sperare.

Secondo don Villa, sia Giovanni XXIII che Paolo VI erano affiliati alla Massoneria; e i cardinali e i vescovi che più si adoperarono per il Concilio e per indirizzarlo in senso “modernista” erano tutti massoni, di grado più o meno elevato.

Egli ha sostenuto queste tesi, fra l’altro, nei volume Paolo VI, beato?, e Paolo VI, processo a un Papa?, per contrastare le spinte alla canonizzazione di papa Montini. A suo giudizio, esistono prove che dimostrano l’affiliazione massonica di Paolo VI, tra le quali un bassorilievo sulla porta di bronzo della Basilica di San Pietro, a Roma (poi modificato), in cui appaiono i simboli massonici sul dorso della sua mano (la stella a cinque punte); mentre altri simboli massonici (la squadra e il compasso, sovrastati da un triangolo) sono ben visibili nel sacello della madre di Montini a Verolavecchia, in provincia di Verona: opera disegnata dal suo stesso figlio. Inoltre, Paolo VI ricevette il capo della P2, Licio Gelli, in Vaticano, nel 1965, e sotto il suo pontificato venne concessa al capo virtuale della Massoneria italiana la nomina a commendatore Equitem Ordinis Sancti Silvestri Papae.

Quali sarebbero stati, secondo don Villa, gli obiettivi che la Massoneria, saldamente insediata in Vaticano, si riproponeva di raggiungere mediante il Concilio Vaticano II? 

Li possiamo così riassumere (seguendo l’ordine dei capitoli del libro Paolo VI, processo a un papa?: preparare l’instaurazione di una “Nuova Religione”, destinata a sostituire gradualmente il cristianesimo e tutte le altre religioni attualmente esistenti; “aprire” la Chiesa cattolica alla cultura e alla prassi del mondo moderno; aprire le porte della Chiesa al “modernismo” e alla stessa Massoneria; favorire l’instaurazione di una Democrazia Universale (antico progetto della sinarchia occulta, ora ripreso da forze quali il gruppo Bildberg, la Commissione Trilaterale, ecc., in vista, appunto, di un “N.W.O.”, Nuovo Ordine Mondiale); favorire tolleranze e complicità con istituzioni e gruppi finanziari, politici, culturali, destinate a snaturare l’autentico patrimonio spirituale cristiano; aprire le porte al comunismo internazionale; adoperarsi in vista di una “Messa ecumenica” che svuoterebbe di senso la più importante cerimonia liturgica e il più importate sacramento della religione cristiana:l’euacarestia.

Nel 2007 le tesi di don Luigi Villa sono state riprese all’interno della vasta ricerca di Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, dedicata a uno studio complessivo sul “peso” attualmente esercitato dalla Massoneria nella società italiana, nella politica, nell’economia e nella Chiesa stessa (Milano, Rizzoli). Di questo libro ci siamo già occupati in un nostro recente articolo, intitolato Licio Gelli proconsole americano e le trame atlantiche della P2, sempre sul sito di Arianna Editrice. Adesso desideriamo tornare a parlarne, concentrando l’attenzione sulle pagine dedicate alla presenza massonica all’interno delle alte gerarchie ecclesiastiche.

È doveroso precisare che Pinotti, da buon giornalista, non sposa nessuna causa precostituita e non si pronuncia in maniera definitiva sull’argomento, lasciando al lettore il compito di trarre da sé le proprie conclusioni dalla vasta mole di dati e di indizi da lui raccolti, ivi compresi i documenti presentati da don Villa e i contenuti di una intervista a lui rilasciata dal solitario e battagliero sacerdote bresciano.

Per inciso, forse i nostri lettori ricorderanno che ci eravamo già occupati, poco più di un mese fa, di un argomento analogo e, anzi, ancora più scottante, ossia la possibile presenza di satanisti nelle alte sfere del Vaticano (nell’articolo Alla società secolarizzata sfuggono gli indizi della presenza diabolica, sito di Arianna). Inoltre, avevamo già sfiorato il tema della presenza massonica ai vertici della Chiesa cattolica, riportando un brano di un ampio documento anonimo, redatto da un gruppo di prelati del Vaticano che nascondono la loro identità dietro la sigla “I Millenari”, intitolato Via col vento in Vaticano (Milano, Kaos Edizioni, 1999, pp. 226:

“Nel 1987 il giornalista massone Pier Carpi ,confermando l’assunto del ‘fratello’ Fulberto Lauro secondo il quale alla Loggia P2 aderiscono anche cardinali e vescovi in incognito, specificava che si chiama ‘Loggia Ecclesia’ ed è in contatto diretto con il gran maestro della Loggia Unita d’Inghilterra, il duca Michele di Kent. Tale loggia opera in Vaticano dal 1971. Vi appartengono più di cento fra cardinali, vescovi e monsignori di curia. Riescono a mantenere il più assoluto segreto, ma non al punto da sfuggire alle indagini degli uomini della potente ‘Opus Dei’.

“Infine, la rivista messicana Processo (n. 832 del 12 ottobre 1992), informava che la massoneria ha diviso il territorio vaticano in otto quartieri, dove sono in funzione quattro logge massoniche del rito scozzese i cui adepti, alti funzionari del piccolo Stato, standovi in forma indipendente non si conoscerebbero fra loro, neanche battendo i tre colpi col polpastrello del pollice [il segnale convenzionale di riconoscimento tra massoni]. Esse all’occorrenza prendono contatti con altre logge massoniche delle singole nazioni; anzi, là dove la Chiesa opera in clandestinità a causa del Corano, le relazioni con la Chiesa locale passano segretamente attraverso tale rete settaria, che così rende un servigio religioso in favore dei loro fratelli di stanza in Vaticano.(…)

“Paolo VI si avide della presenza massonica in Vaticano, e lo disse al mondo: la chiamò fumo di Satana. Egli sapeva che attraverso la fessura massonica quel fumo era penetrato e annebbiava il tempio del Signore. La politica massonica del secolo scorso [cioè dell’Ottocento]era più per lo scontro frontale con la Chiesa cattolica, ma in questo modo creava solo steccati. Col tempo, ai primi di questo secolo [del Novecento], ha cambiato metodologia: ha compreso che era molto più proficuo infiltrarsi negli alti vertici della Chiesa. Inerpicarsi su attraverso i suoi intricati bastioni per scalare fino in vetta non è impresa da poco, occorre armarsi di tempo e pazienza al fine di selezionare gli elementi più adatti e utili a raggiungere lo scopo. Per fare questo l’organizzazione massonica destina immense riserve e sceglie il fior fiore tra il suo personale massonico più qualificato, che sia all’altezza di fare, con circospezione e costanza, la cernita di quei futuri ecclesiastici da destinare alla carriera e ai posti più elevati.”

Dicevamo che Pinotti ha incontrato personalmente don Villa, lo ha ascoltato, ha letto i suoi libri ed articoli. Il risultato di questo lavoro di ricerca è contenuto nella quinta parte del suo grosso volume, intitolata Chiesa e Massoneria, e precisamente nel capitolo La Massoneria alla conquista della Chiesa, da cui riportiamo uno stralcio che ci è parso particolarmente significativo, alla luce di quanto detto più sopra.

Precisiamo fin da subito che non siamo in grado di esprimere una valutazione sicura e definitiva circa l’attendibilità delle tesi di don Villa, anche se alcuni degli elementi da lui addotti inducono a riflettere seriamente.

Riportiamo questo brano, pertanto, con tutte le dovute cautele, consapevoli della estrema delicatezza che riveste l’argomento. Né lo facciamo per amore di facile scandalismo o per insinuare dubbi su circostanze delle quali non è possibile stabilire, al momento, l’incontrovertibile certezza, quanto piuttosto per sollecitare quanti fossero interessati al problema, ad approfondirlo per proprio conto (da F. Pinotti, Fratelli d’Italia, cit., pp. 647-653):

“il 12 settembre 1978 il settimanale OP diretto da Mino Pecorelli, giornalista iscritto alla P” e poi assassinato, pubblicò in un articolo dal titolo La grande loggia vaticana un elenco di ben 121 nominativi di esponenti vaticani e di alti prelati indicati quali affiliati alla massoneria. Ha scritto Alfio Caruso (in la Stampa, 22 agosto 2006): «Una mano anonima aveva inserito l’articolo nella rassegna stampa sfogliata ogni mattina dal papa. Questi aveva subito chiesto al cardinale Felici se la lista potesse essere veritiera. Verosimile, era stata la risposta. L’elenco faceva impressione: comprendeva Villot, monsignor Agostino Casaroli, ministro degli Esteri della Santa Sede, il cardinale Ugo Poletti, vicario di Roma, il cardinale Sebastiano Baggio, Marcinkus, monsignor Donato De Bonis, dello Ior, don Virginio Levi, vicedirettore dell’Osservatore Romano, padre Roberto Tucci, direttore della Radio Vaticana, monsignor Pasquale Macchi, segretario di Paolo VI. Con il disincanto tipico del vecchio habitué di Curia, Felici osservò che liste simili circolavano da sempre e che la prassi era di non prenderle in considerazione. D’altronde, aggiunse con un pizzico di malizia, paolo VI aveva varato un comitato per cancellare la scomunica che da secoli veniva comminata ai massoni e il cardinale Villot ne era apparso entusiasta. Sentimento non condiviso da Luciani: per lui la massoneria incarnava il nemico di Roma. Pur intuendo che il suo amato Montini avesse aperto le porte delle mura leonine a una schiera di piduisti – Gelli, Ortolani, Sindona, Calvi – era contrarissimo a quell’insana commistione rivolta soltanto al profitto».

“Don Villa, nel libro Paolo VI beato?, afferma che l’elenco era veritiero.

“Potenti massoni, secondo il sacerdote, sarebbero stati influenti collaboratori di papa Montini. Don Villa ne cita alcuni: monsignor Pasquale Macchi, segretario personale del pontefice, il cardinale Jean Villot, segretario di Stato di paolo VI, di Giovanni Paolo I e di Giovanni Paolo II, fino alla morte avvenuta nel 1979; il cardinale Agostino Casaroli, della cui appartenenza alla massoneria sarebbe stato a conoscenza anche papa Wojtyla, stando alla testimonianza resa a don Villa da un arcivescovo, stretto collaboratore del pontefice polacco.

“Ma sarebbero stati massoni anche il vescovo Annibale Bugnini, cui paolo Vi affidò la ‘rivoluzione liturgica’ del concilio, nonostante il precedente allontanamento del Bugnini da parte di Giovanni XXIII. E ovviamente il vescovo Paul Marcinkus.

“Don Villa è anche convinto che papa Luciani, il papa dei 233 giorni (il 33 è il numero simbolico per tutti i massoni), volesse fare ‘pulizia’ all’interno del vaticano, avendo individuato la forte presenza massonica. E questa sarebbe stata la causa della sua improvvisa morte.

“I documenti proposti da don Villa sono stati spesso censurati dai giornali, come lamenta lo stesso prete bresciano. Denunce ai suoi danni? Nessuna. Però sembra che sia stato oggetto di diversi attentati e aggressioni, una delle quali a Parigi, dove si trovava a indagare proprio su alcuni cardinali in odore di grembiulino massonico. Ma don Villa tira dritto per la sua strada, continuando a combattere la massoneria come indicato da Padre Pio. Ha ultimato un terzo volume su Paolo VI e ha avviato una battaglia contro lo ‘scandalo’ della nomina di don Francesco Marchisano ad arciprete della basilica vaticana e vicario generale del Pontefice. Marchisano era arcivescovo titolare della Pontificia commissione per i beni culturali della Chiesa e della Pontificia commissione di archeologia sacra, quando il papa lo nominò successore del cardinale Virgilio Noé. Ma il neonominato, stando alle tesi di don Villa, sarebbe l’autore di tre lettere inviate da un certo ‘Frama’ al venerabile Gran maestro del Grande Oriente di palazzo Giusiniani.

“Si potrebbe pensare che don Villa sia un prete su posizioni conservatrici, funzionale alle forze più tradizionaliste. Ha invece parole severe anche nei confronti dell’Opus Dei, una forza per la quale simpatizzavano anche i suoi protettori Ottaviani e Palazzini. Dell’Opus Dei Don Villa dice senza esitazione: «È una massoneria bianca». Il prete bresciano contesta anche le modalità di beatificazione di Escrivà de Balaguer, canonizzato nel 2002. Al tema ha dedicato anche un numero di Chiesa viva intitolato Una beatificazione sbagliata?

“Il sacerdote commenta: «Il professor Vittadini dell’Università laterarense e presidente della camera di beatificazione aveva fatto un rapporto terribile contro Escrivà santo. Allora il cardinale della Congregazine dei santi disse che sarebbe stato necessario parlarne al Papa. E lo fece. Ma Wojtyla lo ricevette, lo guardò e gli disse: Il papa sono io, lo voglio santo!»

“Villa non fa sconti neanche ai politici. «Che Berlusconi facesse parte della P2 è cosa nota. Oggi lui può anche dire che è ‘in sonno’, che è un massone ‘dormiente’, ma obbedisce a quegli interessi: quando uno è dentro non scappa più. Anche Prodi è massone, solo che appartiene al circolo degli Illuminati».

“Pochi si salvano dalla ‘caccia’ del sacerdote bresciano. La sua conclusione è amara, ma battagliera: «La massoneria ha in mano la Chiesa e lo Stato. Ma il loro punto debole è la superbia. Prima o poi i loro giochi di potere verranno alla luce».

“Su un fronte opposto a quello di don Villa – confermandone però le supposizioni – si pone un altro sacerdote paolino Rosario Esposito, che da molti anni è uno strenuo sostenitore delle grandi ‘concordanze’ tra Chiesa e massoneria. Una simpatia decennale, quella di padre Esposito per i liberi mutatori, che viene ricambiata con calore. (…)

“Tanta è la simpatia per la ‘fratellanza’ del sacerdote napoletano che il 2 dicembre 2006 padre Esposito è stato proclamato Gran maestro onorario della Loggia nazionale d’Italia. Non so è trattato di un’iniziazione in senso ‘tecnico’, ma di un’ammissione bilaterale del rapporto di grande simpatia e ‘fratellanza’ esistente fra alcuni qualificati esponenti della Chiesa e la libera muratoria. Il sacerdote ha accettato volentieri e ha ringraziato in un discorso ufficiale.”

Sono, lo ripetiamo, elementi seri, che danno molto da pensare; anche se, al momento, non esistono certezze definitive in proposito.Forse non esisteranno mai, come – ad esempio – sulle reali circostanze della morte di papa Giovanni Paolo I.

Si tratta di pagine di storia che tutto fa pensare rimarranno sigillate per sempre, continuando a sfidare la legittima curiosità di quanti credono poco alle coincidenze, specialmente considerando il contesto politico e finanziario italiano degli ultimi tre o quattro decenni.

Del resto, se lo storico incontra tali e tante difficoltà nel cercare di stabilire fino a che punto l’influenza di Gelli, Ortolani, Calvi e Sindona si spingeva, a quell’epoca, nel tessuto della Chiesa cattolica e dello Stato italiano, si può solo immaginare a quali muraglie invalicabili si trovi davanti il ricercatore che tenti di spingere lo sguardo nelle pieghe del tempo a noi più vicino, e addirittura ai nostri giorni.