La profezia dimenticata del giovane Ratzinger. Sulla Chiesa futura

Posted on 12/10/2013 by f.zaff

Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali”. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede al centro dell’esperienza. “Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti”

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Il nostro vero antidoto? L’Eucarestia e farci Popolo di Nostra Signora della Tenda nella Carità. Sapere che siamo in una battaglia vera e poter riconoscere il nemico: apatia, accidia, ignavia di fronte al Male che è là.

Esiste poi anche la Resilienza Cattolica: superamento del trauma dovuto al sedevacantismo apocalittico e andare avanti, al momento, con la “non” Una Cum; pensando al rinnovamento con spirito nuovo degli scenari bloccati nella Chiesa (come comunità di Santi immobilizzata) e nella società umana (attraverso il rinnovo dei Sacramenti, il ricompattamento e la formazione di nuove famiglie e organismi non formalizzati). Poi ripeto: Marco13, Matteo24, Paolo Ts2, Daniele 8, Giovanni13, La Salette e Fatima. Ovviamente evitare ogni forma di microchip e di tiepidezza. Detto questo, affidandoci a Gesù e Maria, al Vangelo, alla Tradizione, al Catechismo, ai Precetti, alla “terra” e all’acqua, cosa ci può mancare ancora?

Il Motto sia: LIBERI, DALLE “MATRICI DI MAMMONA, PER LIBERARE

Qui vedrete il tempo della Fine, i Segni dei Tempi, annunciare la Parusìa

San Marco 13, San Matteo 24, San Paolo Tessalonicesi 2, San Giovanni Apocalisse 13, San Daniele 8, La Salette, Fatima

Noi Arcieri, “resto fedele” nella Tradizione Apostolica

Discepoli di Nostra Signora della Tenda – figli montfortiani di don Bosco

Confraternita Diaconale e Mariana di Comunità & Cooperative di Arcieri e Cattolici Resilienti – Arca della Bellezza

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rosario MarcoPremessa: il “Papa Cum Degnitate” non può più essere una sola persona, ma la massima e vivente rappresentanza del Piccolo Resto, con in testa i Due Testimoni del Popolo di Maria rimasto Fedele, anche se “accampato nel deserto” della Fine dei Tempi e della “arida pace umana sotto controllo del potere stegocratico“; un Popolo che come tanti “sassi” o meglio molte “Pietre (con tutti i Santi ed i veri Papi successori di Pietro) hanno deciso di rimanere avvinti attorno a Maria Nostra Signora della Tenda, augusto Tabernacolo (Casa di “piccole Pietre) –Dimora Santa di Dio, Accampamento nel Deserto, Tempio di Israele, Sacra Arca della Bellezza– appoggiati sulla Roccia (Colonna e Fondamento) di Gesù Eucaristia, in modo sicuro e stabile, nonostante la Tempesta, la Grande Tribolazione e la Passione della Chiesa rimasta “definitivamente” senza Un Papa come siamo stati abituati a immaginarlo per oltre 2000 anni. Dal Santuario del Monte Oropa, consacrati e benedetti dalla Madonna “nera”, incinta, lauretana, vestita di Sole come a Fatima, di essenze vitali come a La Salette, sorgente di acqua viva come a Lourdes, forte e volitiva come durante ne Nozze di Cana, partirà verso luoghi sconosciuti ed in sordina il Resto Fedele, le “PIETRE” Cum Degnitate, nella Potenza dello Spirito Santo, in attesa della Parusìa e del Regno di Gesù Cristo.

Ecco, si sono realizzate le profezie della Beata Anna Caterina Emmerich!

Da leggere: Nel giorno di Lourdes il Papa degli Illuminati, l’ultimo “precursore dell’Anticristo” dà le dimissioni. Il giorno di San Romano, B16 lascia Roma!

«La Chiesa non è divisa, è una e non perirà, perché “le porte dell’inferno non prevarranno”. I modernisti non sono cattolici. Sono “nelle viscere della Chiesa”, parafrasando Papa San Pio X, come un tumore che si annida all’interno del corpo malato. Il modernismo non edifica, demolisce e si autodemolisce. La Chiesa sopravviverà, ma occorrerà estirpare il modernismo agnostico. Poi, la Chiesa potrà essere grande albero o, al contrario, piccolo gregge: poco importa, giacché è sempre il gregge di Cristo» (Don Francesco Ricossa).

San Marco 13, San Matteo 24, San Paolo Tessalonicesi 2, San Giovanni Apocalisse 13, San Daniele 8, La Salette, Fatima

No, non è la realtà di questi giorni, ma l’agghiacciante racconto del controverso gesuita Malachi Martin (divenuto famoso per aver più volte raccontato che il 29 giugno 1963 nella Cappella Paolina in San Pietro si era tenuta una Messa Nera per intronizzare Satana). Il teologo morì nel 1999, ma fece in tempo a riportare questi contenuti nel suo romanzo: Windswept House. Ma quante altre “veline” delle agenzie segrete che regolano gli eventi del mondo circolano oggi, in sostituzione o sovrapposizione a quelle di La Salette e Fatima, attribuite a locuzioni private, visioni, apparizioni pubbliche ricevute da pseudo-veggenti che dicono di interloquire con Gesù, Maria, gli Arcangeli, gli extraterrestri o gli abitanti dell’universo o dei “multiversi”? A questo punto, dopo oltre 53 anni di “sedevacantismo apocalittico” (al giorno delle dimissioni di Ratzinger alle ore 20 del 28 febbraio 2013), così come profetizzato a Fatima e ancora tenuto nascosto perchè “secretato” il messaggio autentico della morte mistica del Papato, con gli “innovatori” che bramano di profanare la “Sacra Cappella” (Pio XII) (che è questo messaggio che nessuna “velina” e nessun mistico o vegente “non ufficiali” vi dirà mai), dobbiamo tutti porci il seguente irreprensibile quesito dogmatico:

il patto di un Papa deve essere con gli uomini o con Dio? Se nascono divergenze su questo punto fondante, come abbiamo assistito, tutto il resto è scisma, è relativismo, è scandalo a corte, è gossip. Il Papa è un Monarca, ma il più debole fra i Monarchi; il suo unico potere gli deriva da Dio e dall’essere da Lui Stesso delegato come Suo Vicario e massima autorità morale e pontificale sulla Terra. Che i nemici lo vogliano o no. Ma in fondo è il più debole, il più vulnerabile, il più solo, perchè non ha un esercito a difenderlo, ma solo la sua Fede inossidabile e Santa; perchè anche un maggiordomo delle stanze vaticane può avvicinarlo e eliminarlo, come sarebbe potuto accadere con Paolo Gabriele e con gli scandali che lo hanno coivolto, che tanto dolore ha provocato. Neppure le Mura Leonine costruite da San Carlo Magno a protezione del Papa dopo la sua incoronazione del Natale dell’800 a Imperatore del Sacro Romano Impero, hanno potuto impedire al nemico di infiltrare il Vaticano fino alle Stanze Papali, fino al Conclave, fino alla segretissima Biblioteca; ma la sua infallibilità, qInganno Globaleuella del Papa, è garantita dal Cielo allo stesso modo di come la monoliticità dei suoi decreti può fermare qualunque azione perpetuata dal capitalismo e dal comunismo disumanizzanti, dai rabbini talmudici, dai protocolli sionistici, dagli scismi territoriali per la formazione di nuove chiese, dalla propaganda e ogni azione militare e violenza locale, dalle minacce delle ideologie e delle organizzazioni mondialiste con le loro cellule assassine e terroristiche, o dalle micidiali eresie pronte ad erodere il patrimonio della Fede in Gesù, che è giunta fino ad oggi per successione apostolica dallo stesso Pietro, che a sua volta l’ha ricevetta da Gesù in quei 2 anni vissuti al Suo fianco. Quindi egli è potente come Pietro in funzione del fatto che tutti gli riconoscono unanimemente un valore di massimo Testimone a causa di tutto ciò che egli rappresenta e custodisce attorno alla sua figura; e che questo valore si invera per virtù dello Spirito Santo, allo stesso modo di come si invera una valuta circolante che viene considerata come oro perchè dietro c’è “veramente” l’oro e non una semplice propaganda massmediologica impostata su una matrice di inganno, recentemente coperta anche da chi avrebbe dovuta ostacolarla e impedirne l’efficacia. Perchè mentre la scelta di amare Dio è libera, quella di adorare il Denaro non lo è. Eppure, sebbene, sappiamo che se la Moneta è del Popolo e la Gloria per Dio, siamo arrivati ad un punto di, contemporaneamente, adorare la Moneta, servire Mammona, parlare “invano” e da saputi di Dio, rifuggiarci nel Creatore e nelle bellezze della natura e delle belle arti e amare Gesù. Ma se l’autorevolezza morale di chi avrebbe dovuto metterci in guardia dall’avviso di Gesù che “non si possono amare e servire contemporaneamente due padroni” ci ha consegnati nelel mani dei servitori del Nuovo ordine Mondiale, come avremmo mai potuto pensare che gli “valori reali” del Papa e della Moneta non potessero anche loro decadere, andare a frantumi, come poi nei fatti è stato? Come non pensare che se nessuno dei due valori per la Fede nella Salvezza e per la Moneta intesa come messo per la libera circolazione di prodotti, capitali, idee e persone si fondano sul principio di Sovranità di Cristo Re, restiamo in balia del relativismo e dei ladri di cavalli; e così, sia il Sommo Testimone (che finora è stato solo il Papa e da ora saranno Due con i poteri Spirituali e Temporali distinti) sia il Valore della Moneta, cominceranno a riavere “corso legale” solo se riconosciuti come dati da Dio e ricevuti da Pietro e dal Re delle Genti per successione apostolica e quindi dalle Parole immutabili di Dio e del Santo Vangelo e quindi anche del Magistero ecclesiastico. E di nuovo, la Sovranità conquistata dai Popoli per la loro autodeterminazione, sarà riconsegnata da Dio, anche là dove un tempo gli oppressi si sono trovati costretti ad elevare gli scudi contro i trambusti di chi voleva personalizzare la Chiesa, le Nazioni, i Popoli, le Terre, le Acque, i Patrimoni Naturali e Culturali a proprio uso e consumo. Così, anche chi ha fatto un uso improprio della Moneta, ed i falsari che si sono sostituiti ai Monarchi nella coniatura della stessa, e che hanno permesso di sostituirla ad ogni bene, attraverso l’usura e l’indebitamento, devono essere ristretti alle patrie galere. Chi cambia, infatti, quello che ha ricevuto in consegna come testimone da trasmettere ai posteri, e chi usa il tempo della gente per arricchirsi indebitamente ed in maniera ignobile, perde prima di tutto lui stesso di valore, credibilità, affidabilità allo stesso modo di come lo perde quella banconota che non ha più la dovuta copertura in metallo prezioso racchiuso nei forzieri del Popolo. Perchè mai più accada che tanto meno sono valse le effigi del nostro custode civico Cesare tanto più sono state accettate quelle sterminazioniste di Erode, usate dai pochi coniatori di moneta falsa e privata anche con la Parola di Dio, falsi profeti, falsi sacerdoti, false autorità civili e religiose per portare la cultura di morte nel mondo sin dal concepimento, assieme ai 4 Cavalli della Apocalisse: carestia, pestilenza, guerra, catastrofi. Su questi abomini legati all’uso immorale ed improprio della Moneta ogni autorità è destinata ad essere destetuita e spazzata via dalla prima ventata apocalittica enunciata dal Papa Cum Degnitate. Ecco che i sigilli confermati e resi ancora più blindati dal Beato Pio IX, da Leone XIII, dal Santo Pio X contro il Modernismo (“la somma di tutte le eresie“), nei tempi dell’assalto ultimo alla Chiesa nel 1860 e al Popolo Sovrano a Lei legata solo potevano essere scardinate da un Concilio falsamente dogmatico ma autenticamente pastorale, che ha prima demolito l’impianto della Vera Chiesa fortezza dei Popoli a Lei votati nel Santo nome di Maria; fino, se possibile introdurre nelle diocesi e nelle parrocchie e quindi nella società civile di tutto il mondo, ciò che finora era stato tenuto fuori: l’abominio; per consentire che la Fede diventasse poi un fatto di libera coscienza, affidata al relativismo di ogni epoca, di ogni falso profeta e di ogni cultura; ed in questo modo scardinare tutto l’impianto che avrebbe potuto, facilmente mostrare la natura della iniquità, della menzogna, della empietà e della perdizione per quello che era: ossia luciferina e satanica. Ecco perchè, rimosso il Papa, la predazione del Tempo, della coscienza di Dio, della nostra buona Fede, mai come ora è stata a portata di mano di ogni criminale illuminista e di barbarie disumana contro la persona, la dignità, la creazione. Ecco perchè, chi smette di credere in Dio, non è che non crede più a nulla; crede a qualunque cosa. Ecco perchè, senza Dio, tutto è possibile.

Fatta questa doverosa premessa, dunque, riporto il paragrafo del Vangelo di Giovanni Capitolo 21, 1-25 sul dialogo tra Gesù e Pietro:

Gesù chiese a Simon Pietro: Simone di Giovanni mi ami tu più di questi? Rispose: Sì, Signore, tu sai che io ti voglio bene. E Gesù: Pasci i miei agnelli. Gli chiese di nuovo Gesù: Simone di Giovanni, mi ami tu? Pietro rispose: Sì, Signore, tu sai che io ti voglio bene. E Gesù: Conduci al pascolo le mie pecore. Gli chiese per la terza volta: Simone di Giovanni, mi vuoi bene (si badi bene Pietro risponde sempre di voglio bene e ora è Gesù ad abbassare il tono del sentimento, nda)? Pietro si rattristò che gli chiedesse per la terza volta: mi vuoi bene, e disse: Signore, tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene. Gesù soggiunse: Pasci le mie pecore. In verità in verità ti dico, quando eri giovane ti allacciavi da solo la cintura e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio stenderai le mani, e un altro te l’allaccerà, e ti condurrà dove non vorresti. Or disse questo per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto ciò, gli disse: «Seguimi»

Questo dialogo avviene pochi giorni dopo il rinnegamento di Pietro (3 volte) nel cortile sella Sinagoga (Tempio), e dopo la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù. Infatti, sin dalla cattura nell’Orto dei Getsemani, Gesù visse il suo “calvario” parallelo che fu il tradimento e l’abbandono dei suoi amici, apostoli e discepoli. Il Maestro in quei momenti cruciali previsti dal Profeta Isaia e nei Salmi di Re Davide, ricevette l’autentico conforto di Maria (Sua Madre), l’amore di Giovanni (il prediletto, unico a non morire martirizzato per i meriti acquisiti sotto la Croce), la sua prima inter pares seguace la Maddalena (l’ex prostituta salvata dalla lapidazione), le altre Marie in qualche modo a Lui imparentate, il discepolo Giuseppe d’Arimatea (il suo sostenitore nonchè amico del padre Giuseppe ed “esseno”), il Cireneo (che caricò volente e nolente in parte la Sua Croce), la Veronica (che ebbe pietà e vi immortalò il Sacro Volto su un telo di lino). Eppure, colui che era stato indicato da Gesù come Pietro, come capo degli Apostoli, non c’era sotto la Croce. Il dialogo sopra descritto accadde un giorno sul Lago di Tiberiade, dove, passato tutto il trambusto; passati alcuni giorni dall’accertamento della Resurrezione, il Salvatore decise di riapparire ad un Pietro affranto, deluso, amareggiato, confuso, disorientato, avvilito, angosciato, affrancato da tutto e da tutti.

Ora, capiamoci, Pietro era caparbio, ma anche molto testardo. Passò del tempo, e dopo questi fatti, un giorno, pensò bene di andarsene via da Roma dove era stata costituita la prima comunità cristiana presso il Colle Oppio, all’altezza di Santa Maria Maggiore, precisamente dove è oggi la chiesa di Santa Pudenziana (la parte che verrà incendiata da Nerone), per tornarsene in Galilea da pensionato con la scusa della “ingravescentem aetatem” (in realtà aveva una paura fottuta che lo uccidessero, come poi è stato). Era stato accolto con Paolo, Luca, Marziale, Marco a casa del senatore Pudente, padre di Timoteo, Prassede, Pudenziana e Novato e poi da Lino, Aquila, Priscilla, Prisca per poi trasferirsi nei luoghi dove sorgerà la chiesa di Santa Maria in Via Lata . Abitò con loro 7 anni amministrando i Sacramenti e formando nuove comunità riunite in piccoli borghi romani sui sette collo, a partire da quello iniziale vicino alle Sette Sale a lago Brancaccio, dove si riunivano i seguaci di Mecenate. La sua fuga dettata da codardia, in seguito all’elezione di Nerone nel 54 d.C., gli fece presumere la coesistenza con un AntiCristo, ma presto si fermò sulla via Appia a Roma, all’altezza delle attuali catacombe di San Callisto, dove il Capo degli Apostoli e Vicario, sorpreso dalla presenza di Gesù, si trovò costretto ad una domanda:
QUO VADIS DOMINE? (E Gesù…) Vado là da dove te ne stai andando via, Pietro!

Strana genia quella dei Papi. Eppure Gesù di loro si fida sempre e gli consegna le Chiavi del Suo Regno con doni speciali che si inverano attraverso lo Spirito Santo e con l’apporto benevolo della Madre Celeste. Le uniche condizione: non scendere dalla Croce; vincere le tentazioni di Mammona; portare la Carità nei cuori elevando la dignità dei poveri, degli oppressi, dei diseredati, degli assetati di giustizia, dei bisognosi; evangelizzare la cultura del mondo portando la luce ed il sale per dare fuoco al mondo con l’annuncio del Regno! Gesù non disse di fare combine con quelli, i potentati del mondo: mi ami tu più di questi? Chissà quante volte Pietro avrà ricordato questa frase del Suo amato Gesù.Chi non raccoglie con me, disperde!” “Dai frutti li riconoscerete!” “Siate il sale del mondo!” “Amatevi gli uni e gli altri!” “Fate agli altri ciò che vorreste fosse fatto a voi!”

Ciò considerando che la nostra UMILTA’ il nostro SENTIRE, anche nel compiere il lavoro di moderatori per stemperare qualunque animosità o contrasto di vedute, non deve MAI prescindere da ciò che Gesù ci ha già insegnato. Dovremmo sempre evitare atteggiamenti allusivi di chi volendo mostrare di conoscere le rigide e severe regole umane fa poi finta di adottare o accettare quelle di DIO solo affidandole al caso, alla prevaricazione, all’arroganza. Dobbiamo prendere in mano il nostro futuro e le nostre responsabilità, come ritengono di farlo da qualche anno gli Arcieri, di cui mi sento fieramente far parte, dismettendo i panni del vecchio uomo e indossando su di me uno spirito nuovo di disponibilità e apertura. Il nostro dire pertanto sia sempre: SI SI NO NO, usando con i deboli la dolce fermezza!

Ratzinger ha quindi sbagliato! Prima ancora non doveva salire sul soglio pontificio e farsi chiamare Papa. C’erano fatti a dimostrare che lui non c’entrava niente con la Chiesa di Dio, tanto più in quel ruolo. Ora lo sanno tutti, persino lui! Del resto, può sembrare normale che un capo famiglia, dopo aver contratto di fronte a Dio il PATTO di amare e onorare la moglie e di servire e riverirla per tutta la vita; di crescrere in onestà e amore per Dio i figli, lasci la propria casa? Almeno che non ci siano le prove che questo “abbandono” di missione-vocazione, sia stato richiesto da Dio Stesso; e che comunque, costui abbia data prova di sempre aver ben servito la causa a cui era chiamato, secondo lo stato, senza mai mettere avanti le sue ingerenze e farneticazioni (come è nel caso del “teologo modernista” Ratzinger), interferendo con il soffio dello Spirito Santo (nel caso degli ultimi “falsi papi” vi erano almeno due ammonimenti che infierivano: La Salette e Fatima, oltre alle profezie di Daniele). Si può rinunciare alla famiglia e alle responsabilità di padre solo perchè è sopravvenuta la vecchiaia o la stanchezza? No, non si scende dalla croce! Se ne è sceso, è perchè non vi era mai salito. E’ la stessa ragione per cui la Sacra Rota rende “nullo” un matrimonio sebbene legale.
Ecco perchè vorrei esprimere un mio modesto giudizio a solo beneficio di inventario: siccome Ratzinger per sua stessa detta ma prima ancora secondo il codice canonico della Chiesa (in riferimento alla Bolla Papale “Cum ex Apostolatus officio) non è mai stato “vero” Papa in quanto modernista (alla faccia degli illusi che ancora lo difendono e magari non lo perdoneranno dopo); non ha mai creduto nel magistero e nella autorità Papale, ha sempre avuto dubbi sui punti essenziali della fede; non si può escludere che non sia stato anche un infiltrato nella Chiesa per conto terzi, il fatto di essersi tolto di mezzo, come ostacolo al completamento del Nuovo Ordine Mondiale (avendo collaborato egli stesso per togliere di mezzo il vero ostacolo, il vero Katechon che è il Papato descritto da Nostra Signora a Fatima) questo ha fatto certamente bene a se stesso (che ora può anche pensare alla salvezza della sua anima, essendo un eretico impertinente e saccente) ma soprattutto alla VERA CHIESA che finalmente torna a respirare (quanto è stato “balsamico” udire dal gesuita padre Lombardi che dalle 20:00 del 28 febbraio 2013 siamo entrati in regime di Sede Vacante -ma quanto hanno aspettato per dirlo, almeno 50 anni, avessero seguito i consigli di Nostra Signroa di Fatima); che ora, la Santa Chiesa UNA (Unica) Cattolica, Apostolica, Romana e pure Mariana, Missionaria, Docente, Militante e presto, speriamo prima possibile, Trionfante, può con l’ausilio dello Spirito Santo rimettersi in careggiata con il Resto Fedele (senza perdere nemmeno un attimo, perchè dobbiamo rimpossessarci dei comandi anche terreni, in questa fase di interregno pontificale che non è in mano nè a Dio e nè a Satana, ma solo lasciata a Maria Santissima (come lo fu nelle Nozze di Cana) che è pronta a partorire attraverso le doglie di Oropa, il Piccolo Resto); si tratta di riprendere in mano il Trattato della Vera Devozione a Maria di San Luigi Grignion da Montfort per essere PRONTI e DEGNI nel momento in cui sarà manifesto il FALSO AGNELLO anche ad una parte esigua della maggioranza dei fedeli, che hanno in buona fede pensato che quella a cui credevano, ossia la nuova chiesa (o “falsa” come la definisce la Emmerick) quella del Vaticano Secondo, fosse la continuità con Quella di sempre; mentre era, invece, la “discontinuità” pseudo-pastorale o meglio un’altra cosa rispetto a quanto ripetuto da molti esperti stipendiati o anche ingenui: perchè nessuno è stato sufficientemente onesto da dichiarare l’abominio della desolazione stare nel luogo santo, con peccati gravissimi quali l’abominio della pedofilia e l’abominio del mercantilismo (monetario e usuraio) nel tempio. I due stati della comunità umana che Gesù non considerò possibili in nessun caso e che giudicò e condannò Lui stesso, in vita, pur perdonando molti altri peccati quali la liberalità e la prostituzione; e per i quali sono valse le Sue urla ed i reprimenda persino violentemente manifesti davanti a tutti gli astanti (come ci riportano i Vangeli)

Vado ora a suggerirvi queste due note evangeliche ed i loro riferimenti di merito: il pozzo (dell’abisso) di Giacobbe a Samaria. Lì Gesù fa riferimento ai 5 mariti (pagani) e al 6° (scismatico) che non è marito; le nozze (della Chiesa) dello Sposo a Cana. Lì Gesù fa riferimento a 6 (i giorni della Creazione) giare riempite di acqua dai servi, poi trasformata in vino.
Dunque, davanti al pozzo dell’abisso, cinque (falsi) papi conciliar-samaritani-modernisti ed uno che non segue la loro numerologia che è 107-108-109-110-111; perchè a tutti gli effetti è il “primo” di una “nuova chiesa” (scismatica) e di una “nuova religione” (immanente) inviluppata e incastonata, per i “meriti” dei tre rinnegamenti di Assisi all'”assenzio” (Chernobyl, Fukushima), nel contesto New Age (ONU) del gesuita Pierre Teilhard de Chardin che fa da cornice all’intronizzazione dell’Anticristo (forse a Gerusalemme). Nelle nozze l’affidamento totale allo Sposo che a Sua volta ci affida alla Sposa che comanda: “fate quello che vi dirà di fare!” E’ il precetto del compimento delle opere, senza chiederci se sono giuste o no, come si realizzeranno o se si realizzeranno, se sono congrue con l’epoca in cui viviamo e se possono essere recepite!

E’ il dilemma da cui passano coloro che hanno una Fede “tiepida”, che non si lascia trascinare con trasporto nella bontà del Signore che è sempre Provvidente, Amorevole e Premuroso della nostra felicità! E che non assume nè forma verticale e nè orizzontale.
Secondo San Malachia (Vescovo di Armagh, curioso vero? ma sappiamo che non è stato lui a scriverle, come non è stato San Celestino V a scrivere le profezie della New Age) dopo il 111° papa (“falso”, ma ritenuto conseguenziale agli altri 4 postconciliari e quindi agli altri 106 “veri” papi preconciliari) ci resta solo il Petrus Romanus che dovrebbe essere il Papa della Restaurazione, della Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, del Dogma della Corredentrice terrena e Mediatrice di Grazie; e quindi il Vero Papa che sopravviverà alla tempesta, che riporterà nell’ovile il gregge disperso, l’ecumene, secondo il “sogno” di Don Bosco rimanendo attaccato alle Due Colonne dell’Eucaristia e di Maria, con la barca davvero molto mal parata. Sarà il trionfo e l’Instaurazione di tutto in Cristo! Prima, però, sappiamo che l’Anticristo ha bisogno che il Drago (Satana) metta a capo di questa nuova chiesa e nuova religione un Falso Agnello perchè possa disporre di falsi profeti che ammalieranno il mondo con nuove ideologie, false promesse, inganni, empietà, iniquità, abomini, stermini e quindi traghettare la “falsa chiesa” che molti riterranno ancora “vera” nella nuova religione (URI) panteista, ecumenista e universale dell’ONU e come sintesi storica delle 7 Grandi Civiltà del Passato poste sotto il giogo delle 10 Banhce Mondiali, che detteranno le condizioni al sottomesso unico popolo della New Age teosofa e antroposofa elaborata dalla Lucis Trust in collaborazione con i gesuiti.
Ora, se accettiamo per buono che la sequenza dei papi dall’anno 1143 in poi sono state “programmate” da un unico ordine religioso intorno al 1550 e che questo stesso ordine ha ancora un fortissimo legame con il Vaticano soprattutto sul piano politico e finanziario, possiamo prendere atto che tuttora controllano, per lo meno, la sequenza temporale degli eventi che stanno scadenzando il Nuovo Ordine Mondiale, ma anche i papi che hanno in custodia, avvelenandoli a seconda della occorrenza o portandoli al massacro mediatico se si ostinano oltre modo a esercitare il katechon. Il loro ultimo capolavoro quindi sarà farci credere al Falso Agnello che presumibilmente verrà eletto il giorno della Resurrezione di Gesù Cristo con effetti pirotecnici e ologrammi da far gridare al prodigio (come è accaduto per il recente fulmine sulla cupola di San Pietro che è precipitato simbolicamente dritto sull’altare petrino e non cè tanto meno da stupirsi con le reti sintetiche al plasma create nei cieli di tutto il mondo). Lo stesso sarà con tutti gli espedienti dei 4 Cavalieri della Apocalisse che creeranno ad arte terremoti, tzunami, cataclismi climatici con le più moderne tecnologie usate per le guerre ambientali e geologiche; creeranno la cronicizzazione delle malattie e nuove pestilenze attraverso vaccinazione, dispositivi e armi biologiche; creeranno carestie, stati controllati di povertà e dipendenza; morte e cultura della distruzione e ricostruzione, aborti su scala planetaria ed in maniera sistematica. Tutte situazioni che potranno controllare fino a far credere che l’unico in grado di risolvere ogni singolo problema è il magnifico gruppo degli Arconti.

Pare infatti che lo stesso Benedetto 16, per quanto anziano e stanco, abbia deciso di porre fine al contratto; e per questo sta andando incontro ad una inevitabile morte per avvelenamento. E’ il premio per fine missione, che lo scampa da una morte violenta per mano della Rosa Rossa: forse per aver contraddetto quelli che erano i nostri Sovrani Ordini e che hanno deciso di mettersi in proprio (chissà non lo abbiano già fatto sin dai tempi del “dialogante ed ecumenico” caro San Francesco) che stanno per indire attraverso i loro blackwaters transnazionalisti strutturali dall’M16, CIA e Mossad, una nuova crociata contro le altre religioni a mò di scontro di Civiltà, per realizzare l’Armagheddon? La controversia pare sia avvenuta nel 2011 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Santi Martiri ed è stata confermata il giorno 9 febbraio 2013 nella Basilica di San Pietro dove era riunito il gotha dello SMOM (Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta) protettorato dei gesuiti “deviati” reintegrati con il Congresso di Vienna nel 1814-5 dalla massoneria e dai poteri monarchici “illuminati” e assolutistici dopo la per loro inopportuna ed imprudente espulsione –della maggiore struttura di ricchezza e intelligence- dall’Europa da parte di Papa Clemente XIV, nel 1773, che presaggiva i loro contatti stretti con l’alto rabbinato talmudico ed i banchieri giudei dei Rothschild (poi camuffatesi anche con la complicità dei petrolieri Rockefeller nella miriade di costellazioni di organizzazioni neomondialiste, imprese multinazionali, di propaganda e di cabine di regia pseudo-governative) come una vera e propria iattura per la Chiesa ed il genere umano.
Dunque, attendiamoci ora di vedere se questo prossimo “falso” sia solo “falso” papa o “falso” Agnello a seconda del nome che userà o che porterà (Pietro, Romano, ma anche BER come desinenza che è il nome della Menzogna: BER-tone, BER-gogli. O uno dei 4 Angeli di Apocalisse 7:1, Scola; o Padre Georg, il dragone di Urbisaglia). Che tutto ciò servirà ad ingannare la gente (Matteo 24:24) che sia proprio lui il Petrus Romanus, senza averne il nome in chiaro, come dovrebbe essere per chi pensa alla Restaurazione Petrina. E che in questa situazione (non quella attribuita a Giovanni Paolo II, un semplice “utile” precursore dell’Anticristo) come Bestia della Terra (massima autorità morale in carica sul Pianeta Terra) darà potere alla Bestia del Mare (che viene dall’altra parte dell’Oceano della Pace). A seconda del nome che sceglierà la Bestia terrestre, potremmo valutare se il Petrus Romanus stia tenuto nascosto dallo Spirito Santo tra il Resto Fedele. Infatti il Petrus Romanus potrebbe verosimilmente essere il Papa che vivrà con il Piccolo Resto la Grande Tribolazione spirituale e materiale accampati nel deserto dell’anima e fuori da ogni agglomerato urbano, probabilmente in ecovillaggi, usando per se stesso il nome del primo Papa e raccogliendo intorno a sè il Popolo di Maria, Nostra Signora della Tenda (augusto Tabernacolo); egli, infatti, non verrà da quella schiera di “falsi” cardinali incardinati tutti al Vaticano Secondo padre dell’Abominio della Desolazione (il più vecchio di loro durante il Concilio aveva al massimo 30 anni).
Ciò a conferma che la Vera Chiesa non dimora in Vaticano, che è stato illegittimamente occupato dalla cospirazione del 1958 quando il giovane Giuseppe Siri ne uscì traviato e poi nel 1978 quando gli si preferì il Wojtyla (forse sì, quella bestia ferita quasi a morte da Mehmet Ali Ağca il 13 maggio 1981 a Piazza San Pietro).
Per quanto riguarda la Bestia con il Marchio del 666 non possiamo escludere la possibilità di contare questi numeri nel nome del Presidente Americano: Barack (6) Husein (6) Dunham (6) appena riconfermato nel 2013 per altri 3 anni e mezzo (leggasi Daniele)

A questo punto potremmo considerare la Kill List (la lista dei massimi criminali fatta redarre da Barack Obama a più di 100 Agenti CIA, per cui è morto suicidato il giovane hacker Aaron Swartz); e quindi tutti i Governi ed i Servizi Segreti di ogni parte del mondo impegnati nella ricerca dei Due Testimoni (il futuro Papa ed il futuro Governante del Mondo armati dei Sacramenti di Dio e dello spirito di Enoch ed Eliah) che piano piano saliranno in testa alla lista, fino arrivare ad un punto che l’Anticristo vorrà ucciderli con le proprie mani; e di seguito tutta la realizzazione profetica di Daniele e Giovannea. Consideriamo da subito questa eventualità: se dal Conclave (il primo post-conciliare senza un Vescovo pre-conciliare) esce fuori indiscutibilmente un uomo dei Gesuiti, dei Neocatecumenali, di Comunione e Liberazione, ma anche una espressione diretta di Ratzinger e del Concilio; e ciò avvenisse prima di Pasqua; allora la Resilienza Cattolica dovrà provvedere a considerare l’eventualità di tirare fuori dalle sue fila un Papa Cum Degnitate. Un Antipapa? Certo che no, il Vero Papa, che però resterebbe nascosto tutto il tempo necessario per preparare il terreno della Parusìa. E, quindi, per noi, da quel momento, finirebbe ipso facto il Sedevacantismo Apocalittico e ritornerebbe visibile la Chiesa di Cristo con i Cattolici Resilienti ed inequivocabilmente e prettamente verrebbe fatta riconoscere come Chiesa Eucaristica e Mariana senza più considerare la forma “materialiter” delle MURA VATICANE ma solo quella “formaliterdel Vangelo, della Tradizione Liturgica della Santa Messa e del Magistero Petrino; così da fugare ogni dubbio rispetto alle mille altre chiese che usciranno da questa crisi epocale. Ovviamente, quello che intendo dire, è che quando avremmo la certezza che c’è un Papa nella Vera Chiesa, che è quella che in questo periodo sarà accampata nel deserto con la sua Sacra Tenda o Tabernacolo, fuori dagli sguardi dei sedicenti cristiani accodati al seguito dell’assassino antico, al Nuovo Ordine, tracimanti odio, primogeniture e pretese ardite in rituali, atti simoniaci, compravendite di voti e vaticinii, per noi la Sede Vacante finisce e comincia la Grande Tribolazione, la persecuzione, a seguito del rifiuto del Marchio e della messa al bando, per noi, della possibilità di compiere qualunque transazione economico per vendere o comprare. Ma aumenteranno i tiepidi che si avvicineranno alla Adorazione Eucaristica e al Rosario Perpetuo, e per noi Arcieri aumenterà il tempo libero da dedicare ai Borghi Agricoli di Xenobia, alla formazione di comunità della Carità, all’assistenza della gente bisognosa, disorientata, piena di paura. Sarà l’ora in cui stabiliremo un vero Patto con Dio come Popolo al seguito di Maria e del Papa Cum Degnitate. Perchè nella Tribolazione recupereremo il nostro Tempo, i nostri Talenti, il nostro coraggio, la nostra Forza, la Vita con tutte le sue sfumature di Felicità e gratuità nella giustizia e nella condivizione del bene comune.

La Resilienza Cattolica. In religione, la resilienza è il termine adottato il 25 marzo 2011 dai cattolici mariani e diaconali consacrati a Nostra Signora della Tenda che hanno deciso di superare il “trauma” del sedevacantismo apocalittico (questa volta si concretizza ciò che fu profetizzato: che Roma perderà la Fede e sarà la Sede dell’Anticristo, la Grande Meritricevedi La Salette), ritornando all’essenziale, affidandosi ai Vangeli e alla tradizione Santa e secolare della Chiesa, al magistero apostolico, alla teologia della bellezza, alla dogmatica patristica, alle opere di misericordia corporale e spirituale, alla pratica devozionale, alla penitenza e al senso concreto del sacrificio e della rinuncia, alla lotta agli sprechi e ai consumi smodati e all’apologetica senza fronzoli retorici, vivendo in comunità d’amore, autosufficienti, nella carità e nella sussidiarietà, gratuitamente e ben amministrando i beni comuni. Il termine resiliente è entrato a far parte da quest’anno anche del linguaggio di Obama, applicato ad una economia dinamica (nella logica del solve et coagula).

Il Papa Cum Degnitate: E’ l’Unico Vero Papa, eletto dopo le dimissioni di Ratzinger, che però, nel periodo di Grande Tribolazione, conseguente alla rimozione del Katechon e all’imposizione del Nuovo Ordine della gendarmeria mondialista, resterà invisibile ai più. E’ un Papa mariano e promotore del diaconato; è devoto a Maria, perchè solo attraverso di Lei sarà possibile in futuro investire in una missione d’amore che comprenda ancora meglio l’opera redentiva di Gesù. Stiamo parlando di una Madre che ama tutti i suoi figli in egual maniera. E chi ha Maria come Madre non può che avere Gesù come Fratello. Analizziamo nel dettaglio l’elezione di questo Papa Apostolo degli Ultimi Tempi. Le caratteristiche previste dal Diritto Canonico per accedere al titolo pontificale di Papa sono: uomo, battezzato, celibe. Quindi occorre essere nominato Vescovo di Roma e, ipso facto, Papa. I Grandi Elettori devono essere degli “aventi diritto” in quanto incardinati prevalentemente nelle DIACONIE, con Titolo Cardinalizio, a una delle Chiese Titolari di Roma. Chiunque potrebbe essere eletto Papa se sussistono queste condizioni cardine. Si può anche indicare un Papa Cum Degnitate in pectore, ma occorre una elezione autenticamente valida da parte di un gruppo di rappresentanti di comunità cristiane “degne” pronte ad INVERARE QUESTI CARDINI; e in secondo luogo, poi, verificare di essere eletto con successiva approvazione dello Spirito Santo. Quando discende lo Spirito Santo (in questo caso in maniera stravolgente e con un evento miracoloso di conferma da parte del Cielo) su un Papa legittimamente eletto (e non importa venga eletto in un Conclave già “sfiduciato” in quanto per noi d’ora in poi vale solo la compagine dei cattolici resilienti, in tempi extra-ordinari) questo è il Papa Cum Degnitate. Per la legge della Chiesa nessun conclave è assoluto poiché dipende dalla condizione ontologica della Fede Cattolica dell’eletto. E lo Spirito Santo rinnova Se Stesso facendo trionfare tutta la Comunità dei Santi e la Santa Chiesa che si mantengono SALDI NELLA FEDE DEI PADRI. Tutti coloro che si uniscono “UNA CUM” al Papa Cum Degnitate (pur se ancora non visibile, ma ufficialmente eletto, dove, non importa) vengono riempiti di Spirito Santo (e in questo caso di stato apocalittico sarebbe anche necessario rinnovare le promesse cresimali “sub conditione” con un Vescovo che non abbia aderito alle derive moderniste del Concilio Vaticano Secondo). Ma perchè il discernimento sia ancora di più manifesto anche nella testimonianza evangelica, dovrà in primo luogo accadere che i cattolici resilienti fuoriescano consapevolmente, volontarimanete e scientemente dagli stereotipi di Mammona, dalle Matrici di Peccato, dalle Strutture di Empietà, dai legami con le strutture Vaticane tornando a vivere il Vangelo nella sua pienezza, dismettendo i beni privati, così come insegnano le regole basi delle prime comunità cristiane. Sarà l’unico modo per cui anche i seguaci delle altre religioni, gli scettici, gli agnostici, gli acattolici possano finalmente riscontrare nel Papa Cum Degnitate la Chiesa Restaurata ed Instaurata in Cristo, sul Fondamento dell’Oblazione ed il Sacrificio Continuo. E’ su queste premesse che il Papa Cum Degnitate Consacrerà la Russia all’Immacolato Cuore di Maria! Infatti a differenza degli altri che saranno “falsi papi”, “falsi profeti” egli avrà cura di esaudire tutte le richieste del Cielo e onorare la Madre di Dio con il culto di Maria Corredentrice e Mediatrice in terra di tutte le Grazie. Il Papa Cum Degnitate non avrà come suo scopo quello di compiacere il mondo ed i potentati. Non avrà nemmeno cura di adeguarsi al qualunquismo e all’ecumenismo imperante. Egli sarà di Dio, con Dio e per Dio. E tutte le Nazioni, tutti i Popoli impareranno a rendergli grazie e a pregare per lui; perchè porti a compimento questa missione CHE prima di entrare nell’Era del Regno, sarà Regno di Maria.

Quale è il sistema ideale per l’Anticristo e come si invera la New Age
Obama, ma anche ogni altro Anchorman, quali Grillo, sono tra i massimi esponenti della Programmazione NeuroLinguistica e della Psyops, forse anche in uno stadio più avanzato dei vari Monti (notate che sta sempre in TV e le oligarchie stesse non lo attaccano mai frontalmente?), può essere spiegato con la sola parola che li contraddistinguono nei vari livelli di potere che li convolgono: la iper-democrazia.
Quando si parla di politica, cerco di spiegarlo da tempo agli amici senza farmi capire, non si parla di chi occupa gli scranni, ma di chi si preoccupa del bene comune dedicandovi tempo alle conoscenze, ai saperi, alle scoperte scientifiche, alle fonti alternative di energia, alle sovranità monetaria, alimentare, formative, parlamentare e alle azioni comuni per il benessere distribuito equamente. Per fare questo serve tempo. Per organizzare tutto questo nuovo sistema, serve tempo.
La vera politica è quella di aiutare la gente a guadagnare il “TEMPO”: avere tempo e liberare il tempo, tuo e degli altri, per occuparsi delle cose pubbliche, del buon governo, delle bellezze, delle risorse irrinunciabili, dei valori non negoziabili, dei bisognosi, dei diseredati, degli immigrati, dei profughi. LIBERI DA MAMMONA PER LIBERARE! Ecco la parola magica di chi vuole costituirsi Popolo attorno a Maria, Nostra Signora della Tenda e riconoscere il Vero Papa.
Il concetto di iper-democrazia è quello porgrammato sin dall’inizio dei tempi dal governo massonico, tanto caro agli Illuminati. E’ il sistema di controllo della masse, il più avanzato di tutti. E che porta a sottometterci al potere stegocratico (Governo Invisibile) delle poche elite mondiali, che poi, a loro volta, ci controllano attraverso l’imposizione di sistemi informatici o biochip impiantato nella mano. Per arrivare a ciò servirà il controllo diretto mondiale di una Religione Unica, di un Pensiero Unico, di un Governo Unico, di una Moneta Unica, di un sistema AgroAlimentare Unico, di un sistema Energetico Unico, di una Medicina Unica, di unico tipo di Transumanesimo Elitario. Dobbiamo recuperare i nostri figli dalla contaminazione, dalle strumentalizzazioni e dalle seduzioni del mondo.
Per arrivare a conoscere il percorso per la salvezza senza farsi fuorviare dagli INGANNI MATRICIALI, serve accostarsi ai Sacramenti, vivere il Vangelo, informarsi, essere vigili, leggere la vita dei Santi, conoscere gente nuova che dia affidabilità per il comportamento austero, sobrio, cristallino, di amore senza giudizio, di penitenza nella preghiera, distacco dalle cose del mondo, rispettoso della vita dal concepimento alla morte, senza pregiudizi mentali, senza mentalità conformi al secolo, operosi nella carità, nella testimonianza evangelica e nella misericordia corporale e spirituale, osservanti della Santa Messa; fare sopralluoghi nei siti della Resilienza (capacità di ritornare anche qui all’essenziale, riabitando il territorio nel pieno rispetto di ogni cosa Creata, del recupero delle antiche tradizioni contadine, artigianali, manifatturiere, alimentari, energetiche, di attività ecosostenibili, con capacità di amministrare le cose comuni come non si è mai più visto dai tempi dell’era industriale e del terziario avanzato); entrare a far parte delle filiere e nelle reti alternative, gestite gratuitamente da codeste persone (“gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date“), con orti belli, mitigati e abbondanti; ma anche e soprattutto prendere delle decisioni forti, fare delle scelte fondamentali per la nostra vita, cha a sua volta coinvolge anche quella di chi ci sta vicini. E’ solo questo il modo con cui sarà possibile prendere le distanze dai supermarket della spiritualità, dai bazar dei souvenir della Nuova Era dell’Anticristo e dell’appiattimento anticristiano delle lordure mistico-sincretiche. “Nel Vangelo non si nomina mai la democrazia, e l’unica volta che la si pratica è per liberare Barabba al posto di Gesù” (Giacinto Auriti). Quindi si usi la dolce fermezza!

In sostanza la Resilienza Universale è proprio questo: superare il trauma apocalittico e scoprirci tutti fratelli e sorelle nella comunità dei Santi, che è Chiesa Cattolica, la sempre eterna custode del dogma della Fede in Gesù Cristo Unico Salvatore; riuniti in una rinnovata forma di energia che è quella che farà vibrare nei Cuori, nelle comunità d’amore e Carità, nelle Cappellette di Adorazione Eucaristica, nelle Diaconìe, nei Borghi agricoli ed eucaristici, la Potenza dello Spirito Santo in attesa della Parusìa prima del Giudizio Finale. Per quanto detto sopra il termine “Parusìa” suggerisce che quelli che ricevono e invocano il Signore usciranno al Suo incontro (i santi eletti nella Tribolazione e durante il SedeVacantismo apocalittico), e dopo entreranno nella Città Santa di Dio insieme a Lui (accompagnandoLo nella Potenza dello Spirito Santo sua Seconda Venuta). Rimane da vedere ora un altro aspetto del “rapimento” o 2allontanamento volontario degli eletti dalle matrici di Mammona”: Quando si produce? Lo stesso Signore, nei suoi discorsi escatologici, raccomanda ai cristiani di fuggire quando succeda un segno preciso:

Marco 13,14-20: “Quando vedrete l’abominio della desolazione stare là dove non dovrebbe stare, il luogo santo, chi legge faccia attenzione!, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti; chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa; chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! Pregate che ciò non accada d’inverno né di domenica; perché quei giorni saranno una tribolazione, quale non è mai stata dall’inizio della creazione, fatta da Dio, fino al presente, né mai vi sarà. Se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Ma a motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato quei giorni.”

Il segno che comincerà la Gran Tribolazione è stato dato per l’apparizione dell’abominio della desolazione nel luogo santo, e questa sarà l’ultima opportunità di allontanarsi dalla Gran Città, Gerusalemme, occupata per l’Anticristo, che soffrirà il giudizio di Dio, poiché sta per finire il tempo di misericordia, simbolizzato per il tempo dei suoni di tromba dei sette angeli.

La Parusìa del Signore, è, si pensi bene, ciò che tutti auspicano e a cui aneliamo: l’incontro con Gesù. Il maran ‘athâ’! Vieni Signore Vieni. Benchè noi non siamo nè millenaristi e nè fondamentalisti, crediamo che con le Opere si concretizza la Vera Fede in Carità e Verità; e che la vita cristiana non può essere solo vissuta nella spiritualità, nella mortificazione del corpo, nella lettura dei Testi Sacri e nell’ammonimento dei fratelli. E questo vale se si pensa al ricorso di mezzi, talenti e risorse da mettere in campo per la costruzione del Regno, così in Cielo come in Terra. Per questo ci affidiamo alla Rivelazione per l’Era nuova, quella promessa, in Gesù e Maria in Carità e Verità. Benedetto XVI, nella sua maniera confusa da mille paure ed eretica (come mandato neomondialista) ci ha mandato un segnale inelluttabile: è lui il definitivo interprete dell’ostacolo rimosso, il deliberato fautore e protagonista del katechon sospeso. Così la gente che ha intelligenza per comprendere capirà, sia che lo abbia sostenuto come “vero papa”, sia che lo abbia criticato e condannato come “falso papa” precursore dell’Anticristo. Con lui si è realizzato appieno il MYSTERIUM INIQUITATIS, perchè così è, così doveva essere: che sta arrivando l’Anticristo per intronizzarsi, come sta scritto in San Paolo, nella Seconda Lettera ai Tessalonicesi:

3Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti verrà l’apostasia e si rivelerà l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione, 4l’avversario, colui che s’innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio, fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio.
5Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, io vi dicevo queste cose? 6E ora voi sapete che cosa lo trattiene perché non si manifesti se non nel suo tempo. 7Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene. 8Allora l’empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della Sua parusìa. 9La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri 10e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati. 11Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna 12e siano condannati tutti quelli che, invece di credere alla verità, si sono compiaciuti nell’iniquità.

Era, quindi, Benedetto XVI che ancora tratteneva il Mysterium Iniquitatis. Ora è stato rimosso, disvelando l’ABOMINIO DELLA DESOLAZIONE STARE NEL LUOGO SANTO! E’ giunta l’ora che i Cuori Caldi recuperino i Cuori Tiepidi. Non fare parte dei Cuori Freddi, che appartengono al Libro dei Morti. Unisciti portando il tuo contributo di idee; c’è tutto un mondo da ricostruire, a partire da questi processi di canonizzazione: mons, Marcel Lefebvre, il Cardinale Josyf Slipy, il Cardinale Joseph Mindszenty, il Cardinale Merry del Val, Carlo Acutis, don Luigi Villa, Don Zeno Saltini, Maria Valtorta, Maria Agreda, beata Anna Caterina Emmerich, Papa Paolo IV, Papa Leone XIII, Santi Martiri Cristiani dell’Armenia, Nativi Americani, Indigeni del Canada, Cattolici di Nagasaki, e altri stermini, mons Umberto Benigni, Padre Enrico Zoffoli, Oscar Arnulfo Romero, Santi Martiri per mano dei Rosacroce, delle Pasque di Sangue, del Nuovo Ordine Mondiale e delle Mafie (tra cui il Generale Della Chiesa, Falcone, Borsellino, Livatino, ecc.; Don Lorenzo Milani, Don Guido Bortoluzzi; Giovannino Guareschi, Dante Alighieri, Giacinto Auriti e Paolo Baffi; i giornalisti Ilaria Alpi, Walter Tobagi, ecc.), Lucrezia Borgia, Dante Alighieri, Federico II, Carlo V d’Asburgo, beato Alcuino da York, il beato Gioacchino da Fiore, Fernand Crombette, Santi Martiri del Russicum, Natuzza Evolo, Shahbaz Batti, Ferdinando II di Borbone, Benito Mussolini…. Ma molti altri nomi ci sarebbero sa aggiungere e che hanno sofferto così tanto e compiute opere così eroiche negli ultimi 50 anni di sedevacante per la conservazione della Fede. Inoltre toglierei il titolo di beato a Giovanni 23 e a Giovanni Paolo 2. Aprirei un Concilio per rimettere ordine al caos derivato dal Vaticano Secondo.

Segue il consiglio di lettura di San Marco 13, San Matteo 24, San Giovanni Apocalisse 13, La Salette, Fatima

ps su questo documento che consegnerò personalmente al Papa Cum Degnitate, apporterò tutte le dovute e necessarie modifiche in funzione di ciò che verrà aggiunto nella discussione che seguirà e che riterrò opportune e degne di considerazione particolare. Ciò non perchè voglia dare un maggior peso al mio umile giudizio, ma perchè ciò che viene qui apportato come bozza di enciclica deve rientrare nelle possibilità di un Papa di attuarle secondo le sue specificità, senza per questo modificare le prerogative del suo magistero e la veridicità dei documenti pervenutaci dai tempi degli Apostoli. Questo dibattito si arroga la prerogativa di essere una PROPOSTA che può andare dagli aspetti più prettamente evangelici della pratica di misericordia, pietà e carità nella Fede, a quelli apologetici e antropologici, alle discipline e sperimentiazioni scientifici nel campo dell’approvvigionamento energetico a quello tecnologico, alla scienza agraria della permacultura fino alle produzioni articole, alla logistica e alla conservazione del cibo, e via discorrendo. Quindi un PROGETTO PROPOSITIVO a tutto tondo.

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Confusione e belligeranza nel “cattolicesimo” contemporaneo: zizzania?

Scritto e segnalato da Carlo di Pietro

“… pregate quanto potete. Molti sono i mali: così ha voluto Dio. Volesse il cielo che non ci fossero cattivi in gran numero e non ci fossero molti mali. «Sono tempi cattivi, tempi penosi!» si dice. Ma cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. l tempi siamo noi; come siamo noi così sono i tempi …”. (sant’Agostino, Discorsi, 80,8)

Quanta amarezza in quello che mi accingo a scrivere, consapevole certo di non essere io “il giusto”; quante riflessioni, quante domande e quanta confusione. Nessuno si offenda, esporrò solo la mia idea …

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In precedenti studi abbiamo ricordato al lettore in che modo si “esplicita” il “dogma dell’infallibilità” [1; 2; 3], dove proviene, come “è definito”; lo abbiamo fatto, data la delicatezza e la necessarietà del “tema” e del “requisito” stesso, usando la massima accortezza, citando Scrittura, Magistero e Dottori; cercando di far comprendere quella sostanziale differenza che c’è fra il papato “potestà” o “primato di giurisdizione” [4], ed il papa “uomo – individuo”, unione sostanziale di anima e corpo, per usare una definizione dell’Aquinate; “papa – uomo” comunque “macchiato dal peccato originale” come tutti noi, “individuo” che pur conservando il libero arbitrio, non può, con le sue sole forze, liberarsi dal peccato e riconquistare giustizia e santità perdute da Adamo (cf. Conc. Trento, Sess. VI; Denz. 793).

Ogni uomo adulto, papa compreso, difatti può e deve cooperare con la grazia divina per passare dal peccato alla santità (Ivi; Denz. 797), cammino “per cui l’uomo da ingiusto diventa giusto, e da nemico amico” (Ivi; Denz. 799); con l’aiuto della grazia, “realtà soprannaturale”, l’uomo “giustificato” può crescere in santità, ma sarà in ogni modo sempre obbligato ad osservare la legge per meritare la vita eterna (Ivi; Denz. 803 succ.).

È estremamente importante capire questo concetto per evitare di incappare in comunissimi errori più o meno “moderni”, come nel caso di quello che io chiamo (per brevità, forse in maniera inappropriata) “apocrifo della Valtorta”, proprio quando Gesù parlerebbe a san Pietro circa quello che poi diverrà il “dogma dell’infallibilità” del papa (cap. 180.3 dell’opera dei “Vangeli”, M. Valtorta), a proposito dei suoi successori direbbe testualmente: “… onde infallibile sarà il tuo ammaestramento in ciò che è cosa del Regno di Dio. E, così come in te, nei tuoi successori, se vivranno di Dio come di unico pane”. Questa è una palese eresia, infatti il padre spirituale di Maria Valtorta, p. Migliorini, le fece delle rimostranze per tale gravissima affermazione; allora, stando a lei, Gesù, e solo dopo la correzione di p. Migliorini, avrebbe “ritrattato” dicendo che intendeva affermare “…è anche vero che voi non potrete trovare un dogma definito e proclamato da papi che siano, notoriamente o meno, privi della mia Grazia”, andando così probabilmente – io credo – di male in peggio [4a].

***

Allo stesso modo abbiamo spiegato [v. nota 3] – citando la storia, il Magistero e precisamente alcune definizioni dogmatiche specifiche – perché espressioni tipo “… se il papa desse come esempio la virtù di un defunto le cui virtù eroiche sono perlomeno dubbie, questo atto non potrebbe essere, a rigor di termini, né una beatificazione né una canonizzazione, e ancor meno potrebbe godere dell’infallibilità legata a tali atti …” (cf. Vaticano II – Un dibattito aperto, J.M. Gleize, p. 185), credo eccedano in creatività per non dire altro. Non me ne voglia l’autore!

Abbiamo dimostrato, anche studiando la storia dei processi (v. canonici in nota 3) di canonizzazione, che la chiesa – “una, santa, cattolica ed apostolica” – non potrà mai presentare “… nuove norme procedurali dei processi di canonizzazione [che] non presentano più le stesse garanzie di quelle precedenti …” (Ivi), perché la garanzia è la chiesa medesima. In presenza di “nuove norme” che “non garantiscono” più “la santità” del candidato, dobbiamo necessariamente parlare di una chiesa che non offre più garanzie di santità alle “pecorelle” (il cattolico si edifica non leggendo gli atti del processo ma con il perseguimento del “fine“), quindi credo debba dirsi piuttosto processo di “anti-chiesa”, proprio perché verrebbero meno alcune necessarie proprietà della “società fondata da Cristo”, fra cui “la santità” nello specifico criterio di valutazione, e subito dopo “l’unità”.

Perché? Non è consentito, per fede cattolica, che un uomo qualsiasi decida “chi è santo e chi non lo è” secondo il suo arbitrio personale (cf. Gal 1,8), ma è la chiesa, “casa di Dio … colonna e sostegno della verità” (1Tm 3,15) che lo decide, “affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore” (Ef 4,14).

Poniamo che una chiesa canonizzi l’attuale Pannella (dopo la morte, ovvio) e con lui la sua dottrina (perniciosa), la sua vita (in scandalo), ecc… (non sto giudicando Pannella, sia chiaro) … Bene, chi venererà la santità di Dio in Pannella? Chi lo pregherà per intercedere? Chi ne esporrà la effige al culto di dulia? Se il fedele non si deve più fidare della chiesa a chi deve domandare? Al parroco che abita vicino casa sua e che ha studiato Rhaner e De Lubac, oppure al prete della parrocchia a 100 km di stanza ma che ha studiato il Suarez e Barbier? Ecco che verrebbe meno dapprima la santità, ponendo che Pannella dovesse morire così come è (in scandalo e promulgatore contumace di dottrine che la chiesa definisce diaboliche), ma verrebbe meno anche l’unità perché il fedele è oggettivamente costretto a fidarsi della singola opinione di un uomo e non della “colonna che è la chiesa”.

Molti uomini presunti capi = molte opinioni = “santi e diavoli” = non unità = arbitrio umano che può dipendere dalla cultura dell’individuo, come dalla sua santità, come da tanto altro … e questo criterio ce lo spiega benissimo Gesù in Mt 16,13-19 (autorità di Pietro) e subito dopo Mt 16,21-23 (peccato, ignoranza, parere sbagliato, ecc… dell’uomo Simone). Nel primo caso Gesù dice: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”, mentre nel secondo ecco qui la risposta: “Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Eh, c’è una bella differenza …

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Per necessità oggettive, abbiamo dovuto inevitabilmente richiamare alla memoria alcune di quelle caratteristiche, tanto evidenti quanto indispensabili, che differenziano la chiesa quale “società fondata da Cristo”, da ogni altro tipo di società “inventata dagli uomini” e, all’uopo, abbiamo ricordato anche gli studi del Barbier, del Liguori, del Bellarmino e di altri sulla “perpetuità ed invariabilità” della chiesa [5], proprietà essenziale che mai viene meno, neanche in caso di eresia manifesta, di scisma o di vacata sede prolungata; lo abbiamo fatto altresì per esprimere indirettamente alcune critiche documentate alla cosiddetta “Ipotesi di Velletri” [5a] dello stimato don C. Nitoglia, e per confutare [1; 2; 3; 4;] quasi integralmente ma sempre indirettamente il “Piccolo catechismo del sedevacantismo” di Dominicus [5b] dove, per esempio, si definiscono come “comuni” alcune opinioni – estrapolate – del Suarez, del Billuart e del Lagrange; in realtà trattasi di isolate e minoritarie “ipotesi”, estrapolate, alle quali abbiamo contrapposto con evidenza oltre che il Magistero di Paolo IV, di Leone XIII, di san Pio X e di Pio XII, anche gli scritti di sant’Alfonso, di san Bellarmino e di tanti altri.

Nessuna pretesa, sono probabilmente “ipotesi” che ne confutano altre, poiché io non ho la faccia tosta di promulgare tesi, sarà il lettore che deciderà su chi può essere più credibile e chi meno.

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Abbiamo, tanto per ironizzare, dimostrato praticamente perché un Mancuso, un Kung, uno Scalfari, un Benigni, un Bianchi, un Fò, un Gallo, un Rhaner, ecc …, restando “fissi” nella loro “libera, oggettiva, scandalosa e contumace pubblica adesione all’errore” (ce lo dice la chiesa e non lo dico io) non potrebbero mai ricevere (o ne verrebbero privati [4]) il “primato di giurisdizione” o “papato” da Dio:

1) Perché la “giurisdizione viene da Dio” (cf. Pio XII, Mystici corporis del 29 giugno 1943; Ad Sinarum gentem del 7 ottobre 1954; l’enciclica Ad Apostolorum principis del 29 giugno 1958) [v. nota 4] e Dio non inganna i suoi figli, non è malvagio;

2) “Se un laico venisse eletto Papa, egli non potrebbe accettare l’elezione se non alla condizione di essereatto a ricevere l’ordinazione e disposto a farsi ordinare”, e Pio XII specifica “il potere di insegnare e di governare, come il carisma dell’infallibilità, gli sarà accordato all’istante della sua accettazione, anche prima dell’ordinazione” (Ivi);

3) “Deve dunque Gesù Cristo aver preposto alla Chiesa un sommo reggitore a cui tutta la moltitudine dei cristiani sia sottomessa e obbedisca … Quindi disse a Pietro prima dell’ascensione: «pasci le mie pecore». Gesù Cristo quindi diede alla Chiesa per sommo reggitore Pietro … E infatti fece quell’insigne promessa a Pietro, e a nessun altro: «Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia chiesa»” (Leo XIII, Satis Cognitum; cf. Pio XII, Mystici Corporis) [v. nota 4];

4) “Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,31-32). Gesù non mente, e la preghiera di Gesù è efficace, distrugge il demonio;

5) Perché la dottrina [5bb] del “Corpo mistico” e del “rapporto con l’eresia e con lo scisma” chiarisce qualsiasi dubbio a riguardo. Un eretico contumace e manifesto – allo stesso modo uno scismatico “ipso facto” – non ottiene o perde la “giurisdizione”. È accaduto più volte contro chi era “in aperto scandalo della chiesa universale”;

6) Differenza che c’è tra una “disposizione” del diritto divino (“secondo l’ordine di Dio” cf. Mystici Corporis, Pio XII) ed una del diritto ecclesiastico. La prima non potrà mai essere abolita o riformata da nessuno, la seconda invece si. Ad esempio, ricapitoliamo … in due modi si può cessare di essere cattolici: a) per libera e contumace scelta, commettendo un “atto” (aderendo ad un “errore”) che di sua natura “esclude dall’unione con la chiesa”; b) per “disposizione della chiesa”, con la scomunica.

Allo stesso modo abbiamo capito perché una donna non potrà mai “essere papa” e lo abbiamo visto studiando il caso della presunta “papessa Giovanna” [5c].

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Il perché di tutto questo gratuito lavoro di ricerca – prego e spero ben fatto – così faticoso e da alcuni definito certosino, credo che sia evidentemente sotto gli occhi di tutti: oggi, specie in “ambienti laici”, si cerca in tutti i modi di “minimizzare” l’ufficio papale in quanto “tale”, riducendo probabilmente il pontefice ad un mero burocrate, sciatto, anche poco accorto, ambiguo e prossimo alle eresie (prop. cond. in Pio VI,Auctorem fidei), al quale comunque – si legge – sarebbe “lecito” disobbedire, con continuità e per un presunto “stato di necessità”, addirittura su “questioni” di “fede e costume” e sulle “disposizioni canoniche o liturgiche” quand’anche connesse al dogma, o direttamente o indirettamente.

Ciò produce, oltre a quello che appresso leggeremo, anche comprensibile confusione nel popolo fra “chiesa” e “uomo di chiesa”, quindi si è creduto importante, nello stesso contesto, far capire [5d] che scandali tipo lo I.O.R., la presunta pedofilia, le violenze, il caso Orlandi, ecc … nessuna attinenza hanno con la “chiesa Corpo mistico”, ma sono esclusivamente parto di “figli spuri, degeneri, «falsi fratelli», «guide cieche», pastori inetti e indegni. Contro costoro, giustamente, gli storici hanno potuto puntare l’indice, accusandoli di prepotenza, nepotismo, ipocrisia, licenza nei costumi, mondanità, simonia, ecc…; [tuttavia]gli storici confondono chiesa e uomini di chiesa” [Ivi].

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Alcuni autori, credo sicuramente in buona fede, pur di giustificare a tutti i costi questo presunto e bizzarro “dogma della disobbedienza” molto famoso nei cosiddetti ambienti tradizionali, noto che estrapolano alcune isolate “ipotesi” dimenticandosi comunque del Magistero, e rinvangano supposti episodi bui della Chiesa; credo, così operando, non fanno altro che vivere un apostolato “intrinsecamente anticlericale” [6], modus operandi ampiamente condannato da papi e Dottori, come già fece Sant’Alfonso Maria de Liguori quando, nel suo testo Verità della Fede (parte III, cap. X, 20 ss.) [7], definiva gli accusatori di Viglio, Onorio, Liberio, Nicola I, Gregorio XIII, Innocenzo III, Stefano VII, ecc…, quali inutili “impugnatori dell’autorità de’ pontefici” e ne forniva opportune spiegazioni.

Nonostante tutto, alcuni continuano imperterriti a minare la “potestà” del pontefice, lo fanno – e credo in buona fede – provocando dubbi, disordini interiori, le peggiori disubbidienze con contumacia, eppure noi siamo certi che sbagliano, come per esempio ci spiega san Gregorio VII “la chiesa romana non ha mai errato, e non si deve ritenere come cattolico chi non sta unito a questa chiesa”; i papi Evaristo, Alessandro I, Sisto I, Pio I, Vittore, Zeffirino, Marcello, Eusebio ed altri sostengono la medesima dottrina [Ivi].

Ricordando san Pio X e Pio XII [v. nota 5] abbiamo anche studiato come questi risolsero il supposto problema di “simonia” in Alessandro VI (Roderic Llançol de Borja) e presunti altri, pur considerando l’Aquinate, inoltre abbiamo capito perché le parole di Gesù “non passeranno” [8] e quali sono i diritti e doveri specifici rispettivamente di “chiesa docente” e “chiesa discente”, sempre facendo tanta attenzione alla Tradizione [8; 8a] che mai può essere sacrificata se si vuol rimanere cattolici.

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Si legge che “si deve resistere all’errore” a causa di una “grave necessità”. Certo, ma se c’è questo “errore” e se si deve “resistere” con continuità, questo significa che probabilmente qualcosa non va nella chiesa – “una, santa, cattolica ed apostolica” -, che evidentemente si è persa una delle “caratteristiche” essenziali e necessarie.

E chi è che comanda che c’è un “errore” contro cui bisogna “resistere”? Lo decide un prete colto ma che ha l’amante? O forse lo decide un prete rozzo che invece è casto? O lo decide un rhaneriano? O forse è meglio che lo decida uno scolastico puro? E … siamo sempre alle solite!

E chi decide questo stato? “Grave necessità” in base a cosa? Forse in base all’arbitrio di qualche uomo che vuol prevaricare Dio? E quanto dura questa “grave necessità”? E gli altri? Quelli che non ubbidiscono alle “disobbedienze” dei primi sarebbero stolti, incoscienti, disobbedienti o ubbidienti? E in base a quale parametro si possono fare dette valutazioni?

È vero, si leggono alcune dichiarazioni di papi e Santi che in un certo qual modo “invogliano alla resistenza” [8b], ma attenzione … sempre più spesso si tratta di estrapolazioni fuori contesto ed anche manipolate probabilmente per avallare “tesi” assolutamente fantasiose e che disgregano l’“unità” che è invece requisito necessario.

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Lo stesso Aquinate, spesso strumentalizzato, quando dichiarava “… si noti però che quando ci fosse un pericolo per la fede, i sudditi sarebbero tenuti a rimproverare i loro prelati anche pubblicamente …” (Summa Th., IIª-IIae q. 33 a. 4 ad 2) specificava ben altro:

a) “Come abbiamo già visto, ci sono due tipi di correzione. La prima, che è un atto di carità, e che tende principalmente ad emendare il fratello colpevole mediante la semplice ammonizione. E tale correzione spetta a chiunque abbia la carità, sia egli suddito o prelato. – C’è poi una seconda correzione che è un atto di giustizia, nella quale si ha di mira il bene comune, che viene procurato non soltanto mediante l’ammonizione, ma talora anche con la punizione, perché gli altri dal timore siano distolti dalla colpa. E questa correzione spetta ai soli prelati, i quali hanno il compito non soltanto di ammonire, ma anche di correggere con la punizione” (Op. cit., IIª-IIae q. 33 a. 3 co.);

b) “«Resistere in faccia davanti a tutti» passa la misura della correzione fraterna: perciò S. Paolo non avrebbe così ripreso S. Pietro, se in qualche modo non fosse stato suo pari rispetto alla difesa della fede. Ma ammonire in segreto e con rispetto può farlo anche chi non è pari. Perciò l’Apostolo scriveva ai Colossesi di ammonire il loro prelato, dicendo: «Dite ad Archippo: Adempi il tuo ministero». Si noti però che quando ci fosse un pericolo per la fede, i sudditi sarebbero tenuti a rimproverare i loro prelati anche pubblicamente. Perciò S. Paolo, che pure era suddito di S. Pietro, per il pericolo di scandalo nella fede, lo rimproverò pubblicamente. E S. Agostino commenta: «Pietro stesso diede l’esempio ai superiori, di non sdegnare di essere corretti dai sudditi, quando capita di allontanarsi dalla giusta via»” (Op. cit., IIª-IIae q. 33 a. 4 ad 2);

c) “La correzione fraterna viene comandata in quanto è un atto di virtù. Ma un atto è tale in quanto è proporzionato al fine. Perciò quando essa dovesse impedire il fine, come nel caso che il colpevole divenisse peggiore, allora non appartiene più alla verità della vita, e non è di precetto” (Op. cit. IIª-IIae q. 33 a. 6 ad 2).

È ovvio che si deve procedere in tal senso e non “resistere in faccia davanti a tutti”, perché altrimenti non si “appartiene più alla verità” e quindi si “manca di carità”, proprio come spiegava s. Agostino contro Mani (lett. 1.1): “ci si preoccupi più della correzione degli eretici che della loro rovina”.

Per essere più esplicito: se si istiga il popolo alla “resistenza” intesa quale disubbidienza pratica e non correzione, addirittura disobbedienza contro le questioni universali ordinarie di “fede e costume” e contro le prescrizioni “canoniche e liturgiche” (connesse al dogma) dei legittimi pontefici (che hanno “giurisdizione”) non si fa altro che condurre il popolano “alla rovina”.

Vai contro il papa, tanto non conta niente!!! Ma si legge che si può “resistere” perché il “dogma” è salvo, perché non si “è definito”, quindi sarebbe una “resistenza costante ma solo a qualcosa”. E chi decide cosa è questo “qualcosa”? Ebbene, questo qualcosa sarebbero nientedimeno che “la Messa”, “la collegialità”, “l’ecumenismo”, “la libertà religiosa”, il “Codice di diritto canonico”, “l’evangelizzazione”, ecc …

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A meno che non si vuol essere grotteschi davanti al mondo bisogna dire la verità, e come già abbiamo ampiamente studiato [1; 2; 3; 4; 5], si pretende di “resistere in faccia davanti a tutti” e con contumacia davanti a quello che il teologo Y.M.J. Congar, “esperto” in seno al Concilio Vaticano II, così definiva:

“… il Vaticano II è stato dottrinale. Il fatto che non abbia definito dei nuovi dogmi non toglie nulla al suovalore dottrinale, secondo la qualifica che la teologia classica da, in maniera differenziata, ai documenti che ha promulgato. Alcuni sono dogmatici, esprimono la dottrina comune, sarebbero paragonabili alle grandi encicliche dottrinali (che d’altra parte citano sovente), con la differenza che esprimono, mediante la via (e la voce) del magistero straordinario l’insegnamento di quello che il Vaticano I ha chiamato ilmagistero ordinario ed universale. Tale è lo statuto di Lumen gentium, delle parti dottrinali di Dei Verbum, della Costituzione sulla liturgia e di Gaudium et Spes, ma anche di molti decreti e della dichiarazione Dignitàtis humanae personae. Altri testi, o parti di questi stessi documenti, sono di natura più puramente pastorali, vale a dire che danno, secondo la prudenza sovrannaturale dei pastori riuniti in concilio, delle direttive in materia pratica” (Y. Congar, Le Concile de Vatican II, Beauchesne, 1984, p. 64).

Quindi, secondo alcuni, da ben 48 anni e con continuità sarebbe “lecito disubbidire” a qualcosa di “dottrinale”, di “dogmatico”, ecc … in sostanza al Magistero ordinario universale che, citando la dottrina cattolica, abbiamo già analizzato nella fattispecie, individuandone “elementi precisi di dogmaticità” ed “elementi di pastoralità”. Questo perché “qualcuno” avrebbe deciso che c’è un presunto “stato di necessità”.

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Come anche si strumentalizza il Bellarmino quando alla citazione “che è lecito resistergli non facendo quello che ordina e impedendo l’esecuzione della sua volontà” (De Rom. Pont., II,29) probabilmente non si fa seguire tutto l’ammaestramento dello stesso sulle ipotizzate procedure canoniche necessarie proprio per “impedire l’esecuzione della volontà [dell’eretico]” [4].

Come dire: “caro popolano, svegliati domattina e disubbidisci agli argomenti a, b, c, d … però ubbidisci agli argomenti e, f, g, h dello stesso autore, perché te lo dico IO”; ed è proprio questo “IO” che cozza con la fede cattolica per milioni di motivi, alcuni dei quali sono stati esposti nel presente breve esame ed altri nelle numerose note.

Si fa una confusione infinita fra quello che è “l’elemento morale” (v. correzione fraterna <–> abominazione del peccato) e quella che è la “disciplina canonica” (correzione fraterna –> indifferenza –> ammonizione –> eventuale ratificazione di una “privazione della giurisdizione”).

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La “chiesa apre” si legge spesso, da qui alcuni sono tentati dal maligno a pensare che sia lecito disobbedire con costanza a colui che “scioglie e lega” ma che oggi vorrebbe “aprire” a “qualcosa di sbagliato”, ma noi abbiamo dimostrato che la chiesa, quella vera, ha già “aperto”, lo ha fatto appunto Gesù “aprendo” al peccatore di ogni razza ma mai “aprendo al peccato” [9], altrimenti non di dovrebbe parlare più di “chiesa” (una, santa, cattolica, apostolica) ma di “anti-chiesa” (non santa); il cattolico non è autorizzato a definire “chiesa” quella società che “chiesa non è”, pena – se c’è “coscienza” – la “separazione dalla chiesa stessa” che può manifestarsi in vari modi (eresia, apostasia, scisma, ecc…) e lo abbiamo appreso studiando il Catechismo Maggiore ai num° 115 ss. e tutta la dottrina del “Corpo mistico” e del “rapporto con l’eresia e con lo scisma”.

Per essere più chiari: una “chiesa” che invece di “aprire al peccatore”, è “chiesa docente” e dovesse “aprire” con costanza ed in maniera manifesta “al peccato”, questa andrebbe contro la parola di Dio, che noi sappiamo essere “inerrante”, contro la Tradizione, ecc… quindi: a) Dio avrebbe mentito; b) mente questa “chiesa”. Ognuno scelga cosa credere, ma deve sapere che il diritto divino non cambierà mai, neanche se il presunto papa canta in cinese o vola.

Esempio pratico. Tempo fa studiammo alcuni comandamenti fra cui il “non commettere atti impuri o non fornicare” [9a]; ora, tutti noi sappiamo che “l’amore di Dio consiste nel rispettare i Suoi comandamenti” e questo è quanto la “chiesa docente” ha il dovere di insegnare (Missio <–> Sessio). Se da domattina e con costanza (esclusi quindi i possibili “errori umani”) la “chiesa docente” dovesse insegnare “signori, chi fa le orge non commette peccato mortale”, capiremmo che c’è qualcosa che non va. Perché? Perché ciò non è possibile, visto che la “chiesa docente” con a capo Pietro che “scioglie e lega”, che è “roccia”, che “deve confermare nella fede i suoi fratelli”, che “pasce le pecorelle”, per la cui missione “Gesù prega”, ecc … non può operare in tal senso, condannerebbe inesorabilmente le anime al “fuoco della Geenna”; ed in casi come questo l’“ignoranza non scusa” (il peccatore vuole volontariamente ignorare qualcosa per non abbandonare il male che desidera, trascura di informarsi, desidera direttamente o indirettamente qualcosa che provoca l’ignoranza, ecc…; cf. san Tommaso, Quaestio disputata de Malo, v. “ignoranza vincibile”).

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Penso che ultimamente si faccia confusione, come visto, su ciò che è “il fine” proprio della chiesa fondata da Gesù Cristo, ma noi non possiamo lasciarci ingannare, poiché la parola di Dio è eterna e ben la conosciamo; nei nostri studi abbiamo parlato di predicazione “da pulpito” e di testimonianza “laica”, ben differenziando[10], come visto: “la conservazione e la diffusione della stessa religione cattolica si compie pure attraverso il ministero della parola «Fides ex auditu». E’ solenne, è perentorio ordine di Gesù: «Euntes ergo … docete omnes gentes … Praedicate Evangelium omni creaturae»”.

Predicazione e testimonianza, o “proselitismi” comunque differentemente ben regolamentati (in base ai doveri di stato), sono un dovere della chiesa, sia essa “docente” che “discente” [Ivi]; d’altronde lo stesso Gesù Cristo, che di certo non era né “sciocco” e né “poco evangelico”, pose al primo posto alcuni doveri fra i quali le necessità di battezzare e di predicare sempre e ovunque, confermando – oserei dire “semplificando” – la missione addirittura con prodigi e miracoli.

In contro” abbiamo il contemporaneo “cristianesimo anonimo” di rhaneriana memoria (in parentesi quadre alcune considerazioni): “… chiunque segue la propria coscienza [il richiamo della coscienza spinge alla legge naturale, alla ragione umana che invece porta a Dio, dogma Concilio Vaticano I – nota 10a], sia che ritenga [superbia] di dover essere cristiano oppure non-cristiano[infedele o apostata, dipende dai casi], sia che ritenga di dover essere ateo [si sostituisce a Dio, peccato di Lucifero] oppure credente, un tale individuo è accetto [falso, è una menzogna] e accettato [certo, affinché si converta] da Dio e può conseguire [ma solo se si converte, quindi Rahner dichiara il falso] quella vita eterna che nella nostra fede cristiana noi confessiamo come fine di tutti gli uomini. In altre parole: la grazia e la giustificazione [fa confusione], l’unione e la comunione con Dio, la possibilità di raggiungere la vita eterna, tutto ciò incontra un ostacolo solo nella cattiva coscienza [ecco l’ambiguità finale per non essere definito subito eretico da chi di dovere] di un uomo”. (K. Rahner, La fatica del credere, pp. 86-87).

Accetto”, dal lat. “acceptus”, part. pass. di “accipĕre «ricevere»”, significa “ricevuto o accolto volentieri, gradito” .. e questo è falsissimo poiché Dio ha il peccato “in abominazione”. Negare ciò con ostinazione significa “separarsi dalla comunione dei santi”, essere “fuori dalla chiesa”. Ora, se K. Rhaner probabilmente faceva “fatica a credere” non è affar nostro.

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Oggi alcuni sembrano avere l’ardire infame di sostenere che il “proselitismo” sarebbe “sciocchezza” e atteggiamento “poco evangelico” o lontano da una presunta “chiesa delle origini”, aggiungo io … non certo dalla “chiesa dei martiri” (cf. Abate Ricciotti, La era dei Martiri, Coletti, Roma, 1953).

Praticamente ci si dimentica, per esempio, del battesimo o lo si ostacola apertamente (Sacramento, di sangue, in voto o di desiderio esplicito od implicito), di 1Gv2 “Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!”; ci si dimentica di tanto altro: è una fede differente, come abbiamo visto in K. Rhaner!

Il “proselitismo” è l’opera di chi cerca di fare dei proseliti, ovvero cerca di convertire o coinvolgere altri individui a una certa religione o altra dottrina. Il termine deriva dal greco “pros” (verso) “erchomai” (venire). Nel cattolicesimo con il termine “proselitismo” si intende “evangelizzazione”, ovvero quello che ha comandato Gesù Cristo e quello che la “chiesa docente” e la “chiesa discente”, ognuno secondo i propri doveri, DEVONO fare.

Perché questo? E’ molto semplice: perché è anche quel “proselitismo” che salva le anime, che è “il fine” di Pietro che “pasce le pecorelle” e della chiesa che è “in comunione” con lui; ma a quanto pare c’è chi “favorisce” o “incentiva” la dannazione delle anime. In precedenti studi [11] abbiamo anche discusso il tema dell’“ignoranza”, che ricolleghiamo ora e già brevemente abbiamo riproposto, ovvero quando dicesi “vincibile” e quando “invincibile”. Nello stesso contesto [Ivi] abbiamo celermente affrontato il problema attuale legato alla “vicenda dei Francescani dell’Immacolata”.

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Fa davvero scandalo, “peccato gravissimo e più grave dell’omicidio” [12], che alcune persone che si dicono “caritatevoli”, in realtà sacrifichino la verità per fini personali (a noi probabilmente ignoti, poiché di foro interno), e questo scandalo è provocato dal fatto che la nostra fede, “in contro”, ci comanda che “la carità … si compiace della verità” (1Cor 13,6).

Come si può pretendere di essere “caritatevoli” sacrificando la verità resta un “mistero iniquo”, e sicuramente non è condotta di fede cattolica ma è diabolica. E’ importante ribadire “il fine” della chiesa che è “salvare”, il “come” lo abbiamo appreso da Gesù Cristo e dalla vera chiesa; abbiamo anche studiato la necessità della “contrizione” e della “soddisfazione” [13], ribadendo sempre che l’“ignoranza vincibile” non scusa davanti a Dio.

Chi rinnega la verità, quindi è oggettivamente non “caritatevole”, rinnega anche l’amore e si fa propagatore di menzogne; l’amore, come sappiamo, “consiste nell’osservare i comandamenti di Dio” (cf. 1Gv 5) e “i comandamenti di Dio non sono gravosi” (Ivi), così come abbiamo ben compreso studiando le analisi contro i “falsi profeti” [14; 15]; una presunta e prolungata “pastorale” contro la verità, quindi contro la carità, quindi contro l’amore, quindi contro Dio – come visto – non può venire da Dio [Ivi] ma viene da Satana che è “il nemico”, “l’accusatore”, “il menzognero”.

La menzogna, difatti, è figlia del principe di questo mondo (e Satana stabile docente non può sedere sul trono di Pietro poiché la chiesa non appartiene al mondo), al dire del Signore:

Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna” (Gv 8,44); abbiamo precedentemente capito [16] che il demonio è “invisibile potenza personale che dirige le forze del male in lotta con i disegni di Dio e a danno dell’uomo”, non è certo una metafora, non è allegoria, non è fantasia, non è uno “stato del peccatore”!

Se lo Spirito Santo è spirito di amore, e lo è, non ci meraviglia che alcuni probabili “anticristi”, che prima o poi la chiesa processerà canonicamente, manchino di rispetto anche verso lo Spirito Santo, definendo “sciocchezza” ciò che lo Spirito Santo ha invece confermato con segni, e con parole ispirate: “… non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi …” (Mt 10,19-20).

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Il “fine”, che è “salvare le anime”, prevede già la predicazione, l’esempio e l’invito alla conversione alla vera chiesa, che è la Cattolica, così come abbiamo appreso studiando le “differenze fra ecumenismo, pancristianesimo ed irenismo” [17].

Allo stesso modo siamo certi, lo abbiamo letto nelle numerose parole del Signore a riguardo, che la nostra è la vera religione, visto che i giudei NON sono “stirpe di Abramo” [18] e che nulla hanno a che vedere con l’“alleanza” [19] e con la fede in Gesù Cristo, che invece è la fede che “salva”; l’autorevolissimo Abate Ricciotti, e lo abbiamo studiato ricordando le “fonti storiche non cristiane su Gesù” [20], ci ha chiarito anche molto altro. Allo stesso modo Sant’Alfonso ci ha spiegato perché, per fede cattolica, la “setta di Maometto” [21] va avversata con la predicazione, e Agostino da Montefeltro ci ha fatto capire [22] che la “tolleranza teologica è scienza degli egoisti e privilegio degli incapaci”.

E poi abbiamo dei presunti “uomini di chiesa” che a spron battuto si lanciano in imprudenti battaglie contro “monogenismo e creazionismo”, ed anche di questo abbiamo già ampiamente discusso [23]; altri che insegnano esplicitamente dottrine già condannate in precedenza dai papi del passato, come il diritto alla “libertà di promulgare e diffondere l’errore” [24]; altri che probabilmente non sono neanche in grado di badare a se stessi e vorrebbero addirittura sposarsi [25] …

E così via, all’infinito perché certamente “mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò” (Mt. 13,25). E siamo certi che lo Spirito Santo non dorme mai, diversamente da quello che alcuni sostenevano e sostengono [25a].

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Poi ci sono alcuni che “aggrediscono” Bergoglio e “canonizzano” Ratzinger ma, come la retta ragione ci insegna e come anche Pio VI comanda nella Auctorem Fidei: i doveri del buon pastore sono anche: parlare con chiarezza, proteggere il “gregge”, combattere le ambiguità e le eresie … e anche Ratzinger ha una bocca e probabilmente un telefono, ed i media non aspettano altro. A meno che non sia uscito fuor di senno o non abbia una pistola h24 puntata sul cranio: “non resistere all’errore è approvarlo, non difendere la verità è ucciderla. Chiunque manca di opporsi ad una prevaricazione manifesta può essere considerato un complice occulto” (cit. Felice III in Leo XIII, Lett. Ves. it., 8/12/1892) e lui ha la presunta autorità per intervenire. Oppure, forse, Bergoglio opera sulla falsa riga di Ratzinger. Quelli che “aggrediscono” Bergoglio e “canonizzano” Ratzinger credo non fanno altro che alimentare lo scandalo e “seminare zizzania”.

Il padre Teofilo arcivescovo si recò un giorno a Scete. I fratelli riunitisi dissero al padre Pambone: «Di’ al papa una parola di edificazione». L’anziano dice loro: «Se non è edificato dal mio silenzio, non potrà esserlo dalle mie parole».” (Vita e detti dei Padri del deserto, PJ XV, 42)

E come dimenticare le derive “millenariste – falso profetiche” (cit. “tal madonna e tal veggente hanno detto che …“) e “pseudo carismatiche” (cit. “io capisco perché ho lo Spirito Santo e tu no perché non lo hai“) ? Dicono: “è la fine del mondo”, è la “grande apostasia”, è l’“anticristo”, ecc … Suvvia, certe esternazioni sono davvero protestanti e imbarazzanti: “Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Mt 25,13).

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Poi ci sono quelli che si dicono “tradizionalisti” ed accusano gli altri di essere “modernisti”, “falso ecumenisti”, ecc… ma ci restano in comunione. E’ davvero un carosello. Se tu, buon uomo, ti definisci “tradizionalista”, dovresti anche sapere che il “modernismo” è “somma di tutte le eresie” e condannatissimo in ultimo da san Pio X in Pascendi e Lamentabili. Come il “pancristianesimo” e l’“irenismo”, ovvero il “falso ecumenismo conciliare” (o “post conciliare”, dipende dagli autori ma vi garantisco che è essenziale questa differenza) sono eresie condannate in ultimo da Pio XI nella Mortalium Animos. Così come per le nuove fandonie dottrinali, tutte condannate già nel Sillabo ed in Quanta Cura di Pio IX, e demolite definitivamente da Leo XIII e Pio XII. Quindi, dico al presunto “tradizionalista”: come puoi definirti tale ed ignorare che, per fede, non puoi essere in comunione con chi “in comunione con Cristo” non è più!

Inutile poi borbottare qua e la … E se queste eresie esistono, e se sono vere e provabili, e se giungono dall’alto di una sedia, siamo oggettivamente difronte ad una società che chiesa non può essere definita, ad una società differente. Come l’Enel e la Tim. Se mi staccano il contatore a casa, non certo chiamo il servizio clienti Tim per lamentarmi.

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Poi, e chiudo, c’è questo ricorrente uso all’espressione “rileggere … alla luce della tradizione” [26]. Chi dovrebbe rileggere e cosa? E tutti gli uomini che sono morti prima di “questa rilettura”, casomai deceduti in peccato mortale, “indotto” ma non scusabile dall’ignoranza (cf. 1Cor 16,13; Gal 1,8 succ.), che fine hanno fatto? Di chi sarebbero le colpe?

Perché nasce questa necessità di “rileggere … alla luce della tradizione”? E perché solo oggi, forse a 50 anni di distanza dalla mai avvenuta “rilettura”, un qualcuno dovrebbe “rileggere”? Gli uomini vissuti prima di questa “rilettura” sarebbero meno importanti dei passati, o dei viventi fino a quando effettivamente questa “rilettura” avverrà?

Tutto questo è ingiusto, e noi sappiamo bene che Dio è somma Giustizia.

Non è sempre stata la “chiesa docente” a preservare la “chiesa discente” nel “solco della tradizione”, talvolta anche dialogando o “litigando” vicendevolmente? Perché fino a 50 anni fa era Cristo che parlando (per mezzo della chiesa) guidava le anime nel “solco della tradizione”, mentre invece adesso è Cristo che avrebbe bisogno di essere “riportato nel solco della tradizione” dall’“individuo qualunque”?

Di chi ci si può fidare se evidentemente manca “l’autorità” credibile? In questa “rilettura”, devo “fidarmi” (per “salvarmi”) di un parroco della chiesa x, della parrocchia y, del catechista vicino di casa, del musicista che vive all’estero o forse della “chiesa docente” così come è sempre stato, chiesa che non ha bisogno di rileggere se medesima sui temi specifici qui affrontati? (è l’ABC della fede .. se fosse così: Dio avrebbe mentito).

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Se un testo, letto così com’è scritto, probabilmente conduce fuori strada … per non uscire fuori strada è certo che deve essere il lettore preparato e ferrato nella tradizione (conoscitore attento del depositum fidei) per poterlo interpretare (o forse forzare?) “in linea tradizionale”, significa che chi è rimasto nel “solco tradizionale” è il lettore, non il testo in questione! Stiamo parlando di elementi di dottrina e connessi al dogma.

E se il testo viene attribuito alla “chiesa” ma conduce fori strada, e tale rimane per anni ed anni, inutile poi citare sporadici e circoscritti episodi “giustificativi” di presunta “resistenza” legati casomai a san Paolo (fuori contesto), a sant’Atanasio (lo spiega anche il Liguori), a san Cipriano (spiegato da secoli), a santa Caterina (caso di correzione fraterna), a san Pier Damiani (operò con quasi tutti i cardinali) e simili.

Risponde bene, oltre sant’Alfonso del testo già citato, il tomo Difesa della bolla Auctorem fidei in cui si trattano le maggiori questioni, che hanno agitata in questi tempi la chiesa (P.M Anfossi O.P., Mordacchini, Roma, 1816) dalla pagina 108 in avanti, citando sant’Agostino “possibile, che non troviate da imitare nella vita di san Cipriano se non quello che vi è riprensibile? E questo è un errore detestabile”; “sull’esempio dunque di Cipriano e di Paolo, voi vi credete autorizzato abbastanza ad opporvi al romano pontefice, a correggere Pio VI, invitandolo a seguire la docilità di san Pietro, mentre voi vi arrogate lo zelo di Cipriano e di Paolo”. (Anfossi ricorda la risoluzione di numerosi casi).

Le doti adunque o proprietà della Chiesa, e le prerogative del suo Capo, come maestro della Chiesa, entrano direttamente nel soggetto della fede. Elle non sono questioni meramente ecclesiastiche, nè, come molti dicono, costituzionali o estrinseche. Elle involgono la certezza, in virtù di cui noi sappiamo quel che Dio ha rivelato; e perciò, se elle possono sotto un aspetto collocarsi nel trattato De Ecclesia, intrinsecamente però appartengono al trattato De Fide Divina. La violazione di questa economia divina fu quella che introdusse e rovesciò sopra la nostra patria [la verità cattolica in Inghilterra che fu indebolita dalle opinioni Gallicane] la fiumana dell’errore. E sarà la ristorazione di questa economia divina negl’intelletti e nelle coscienze, quella che renderà la nostra patria alla verità.” [27].

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E poi ci sono qui io, che ho espresso solo opinioni e non certo credo di avere ragione o di “possedere la verità”, anche perché pongo tante domande; che dire, c’è una tale confusione e tanta “guerra” fra gli stessi “cattolici”, che io non so più cosa aggiungere, davvero … spero quantomeno di riuscire a non morire in peccato mortale! Confido nella misericordia di nostro Signore: “… il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno” (Mt 13,38) e spero davvero di non essere proprio io “zizzania”.

Carlo Di Pietro per Radio Spada (clicca qui per leggere altri studi pubblicati)

Note:

[1] http://radiospada.org/2013/06/linfallibilita-della-chiesa-e-del-papa-magistero-universale-e-ordinario/

[2] http://radiospada.org/2013/08/sulla-necessita-dellinfallibilita-del-pontefice-e-sulla-condanna-della-collegialita/

[3] http://radiospada.org/2013/07/sullinfallibilita-nella-canonizzazione/

[4] http://radiospada.org/2013/09/dalla-chiesa-monarchica-alla-chiesa-conciliare-la-potesta-di-giurisdizione/

[4a] Analisi condivisa di un mio collaboratore: Questa inoltre è proprio una delle “armi” che usano gli atei per combattere il Papa quindi, secondo voi, Gesù potrebbe mai aver proferito una simile bestialità? L’espressione attribuita a Gesù supera e va oltre tale eresia: perché dice che non solo il Papa, per essere infallibile, non deve essere peccatore, ma deve essere anche santo, perché deve vivere di Dio come “di unico pane”, ben più che semplicemente “non peccare mai”. Infatti il padre spirituale di Maria Valtorta, Padre Migliorini, le fece delle rimostranze per questa affermazione; allora stando a lei, Gesù dopo avrebbe ritrattato correggendo il tiro e andando così di male in peggio, per vari motivi: 1) Gesù Cristo non è né uno sprovveduto né un imprudente, è Dio! Quindi non avrebbe mai lasciato una frase così ambigua, anzi, così eretica, come se non se ne fosse accorto, per poi aver bisogno di correggere il tiro e solo dopo segnalazione di padre Migliorini; 2) Tutti quelli che l’avessero letta senza approfondire nelle note, avrebbero creduto ad un’eresia che mina alla base tutta la fede cattolica (giacché ogni dogma poggia sull’infallibilità del Papa, persino le definizioni – ad esempio – su quali siano i testi della Sacra Scrittura, cioè i Libri canonici, e quali no); 3) Dice un assurdo: è molto difficile distinguere “notoriamente” chi è in grazia di Dio e chi no, dato che questa è lettura interiore, e salvo alcuni casi di stato di peccato continuo (convivenza, adulterio, ecc…), è quasi impossibile accorgersene. Quindi un Papa potrebbe tranquillamente non essere in grazia di Dio, essere in stato di peccato mortale, non pubblicamente, ma nel segreto del suo cuore. In quel caso allora Dio gli concederebbe il dogma, e allora Gesù si contraddirebbe; 4) “Vivere di Dio come di unico pane” è molto più che vivere “in stato di grazia”. Ancora contraddizioni; 5) Peggio ancora: Gesù qui mostrerebbe di non conoscere il dogma dell’infallibilità del Magistero ordinario, l’assistenza dello Spirito Santo al Pontefice in modo che non erri nella conduzione ordinaria universale della Chiesa, non solo dottrinalmente, ma anche nella Disciplina, nella Liturgia, nella prassi approvata, ecc… (oggetto secondario del Magistero infallibile). Assistenza indispensabile per far sì che la Chiesa non sia causa di conduzione delle anime nell’errore e nel male. Praticamente Gesù cadrebbe in un creduto errore molto diffuso tra i cattolici “sempliciotti” ignoranti in materia, che pensano che l’infallibilità ci sia solo quando un Papa definisce un dogma solennemente (vedi Immacolata Concezione, Assunzione di Maria, ecc…); Gesù, quindi, non saprebbe che anche gli insegnamenti definitivi del Magistero ordinario – in alcuni casi – sono da ritenersi dogmatici, e che persino una cosa sempre insegnata come prassi dalla Chiesa – TRADIZIONE – è dogma implicito. Nei “quaderni” o nei “quadernetti” (non ricordo esattamente, ma potete fidarvi della buona fede) Gesù parlerebbe delle altre religioni, e distinguerebbe (cito letteralmente): “le religioni rivelate”, ma noi sappiamo che solo una è la Religione Rivelata, quella vera! Le altre non sono rivelate, sono invenzioni umane.

[5] http://radiospada.org/2013/09/sulla-perpetuita-ed-invariabilita-della-chiesa-anche-in-caso-di-sede-vacante/

[5a] http://www.doncurzionitoglia.com/IpotesiVelletri.htm

[5b] http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV378_Catechismo_Sedevacantismo.html

[5bb] In senso logico e cronologico –> cf. Ef 4,4-5; 11-16; 1Tm 3,15; 1Cor 13,4; Catechismo Maggiore, san Pio X, n° 150-151, 157, 167-168, 171, 225, 228, 864-867, 874, 889-891; Mystici Corporis, Pio XII; Satis Cognitum, Leo XIII; Compendio della dottrina cristiana, Sant’Alfonso; S. Tommaso Aq., Quodlib, 10, art. 6. – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; Tommaso Aq., 2a 2ae q. 11, art. 2 ad 5 – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; Alfonso M. De Liguori Vescovo, cfr. Istruzione e pratica pei confessori, IV, I; cfr.Confessore diretto per le confessioni della gente di campagna, IV, I; in IIam, IIae, q. XI a. 2; S. Tommaso Aq., Quodlib, 10, art. 6. – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; S. Tommaso Aq., 2a 2ae q. 11, art. 2 ad 5 – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; S. Alfonso M. De Liguori Vescovo, Confessore diretto per le confessioni della gente di campagna, Cap. IV, I, 3; Pio IX, Concilio Vaticano I, Cost. Dogm. De Fide Cath.;S. Alfonso M. De Liguori Vescovo, Confessore diretto per le confessioni della gente di campagna, Cap. XVIII, II, 18; Sant’Alfonso Maria de Liguori, Istruzione e pratica pei confessori, Cap. IV, I, 4-5; Pio IX, Concilio Vaticano I, Cost. Dogm. Pastor Aeternus; San Bonaventura, La perfezione evangelica, Questione IV, Articolo Terzo. 8; San Girolamo, Explanatio Symboli; San Tommaso d’Aquino, Compendio della Somma Teologica, LA FEDE, questione 4. Cfr. vol. 14 Sum. T.; Sant’Alfonso M. De Liguori Vescovo, Opera dogmatica: eretici pretesi riformati; Sant’Ireneo, Adv. haer., III, 24, 1; Sant’Ireneo, cfr. Adv. haer., III, 24, 2; S. Augustinus, De Haeresibus, n. 88; San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, II_II, q. 2, art. 1; San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, II_II, q. 4, art. 8; San Bonaventura, La perfezione evangelica,Questione IV, Articolo Terzo. Conclusione; San Cipriano, Canone Loquitur Dominus, 18; San Bonaventura,La perfezione evangelica, Questione IV, Articolo Terzo; San Leone Magno, Canone Ita Dominus, 7; San Tommaso d’Aquino, Compendio della Somma Teologica, LA FEDE, questione 11. Cfr. vol. 14 Sum. T.; San Tommaso d’Aquino, Compendio della Somma Teologica, LA FEDE, questione 5. Cfr. vol. 14 Sum. T.; Mt 5,37; Lc 11,23; Sant’Alfonso M. De Liguori Vescovo, Verità della fede, Cap. V, 7; Mt 18,15-18; Ef 4,4; Pio XI, enciclica Mortalium Animos; San Bonaventura, La perfezione evangelica, Questione IV, Articolo Terzo; Papa Marco, Canone Haec est fides, 14 (in realtà non è San Girolamo ma Papa Marco); Pio IX, enc.Quanto Conficiamur Moerore; S. Fulgenzio di Ruspe, De fide seu de regula fidei ad Petrum, 38, n. 81; Papa Eugenio IV, bolla Cantate Domino sull’unione con i copti e gli etiopi. Concilio di Firenze, 4 febbr.1442; Pio IX, enc. Quartus Supra, 9; Codex Iuris Canonici – 1917: Canone 2314; Catechismo Tridentino, 108-109; Les canons des Pères Grecs, ed. P. P. Joannou, P. Commissione per la redazione del Codice di diritto canonico orientale, Fonti, fasc. IX, Discipline générale antique, tom. II, Grottaferrata 1962. C. 1, 94-95; Sant’Alfonso M. de Liguori, Verità della Fede, Cap. VII, 5; San Cipriano, L’unità della Chiesa cattolica, 3, 4, 6, 7 e 23; San Cipriano, Epistola 4,4 e 73,21; Catechismo Tridentino, 103; San Pio X, Catechismo Maggiore, 866-868; San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, II_II, q. 1, art. 10; San Tommaso d’Aquino,Somma Teologica, I, q. 57, art. 4; San Pio X, Catechismo Maggiore, 229; ecc ecc; decine di altre citazioni ed autori sono leggibili nelle note) [stesso discorso, presto compendiato in un testo, lo faremo anche quanto al rapporto fra il “Corpo mistico” e lo “scisma”]

[5c] http://radiospada.org/2013/08/sugli-anti-cristi-e-sulla-papessa-giovanna/

[5d] http://radiospada.org/2013/08/dallinquisizione-alla-pedofilia-breve-difesa-della-chiesa-dalle-false-accuse/

[6] http://radiospada.org/2013/08/dallinquisizione-alla-pedofilia-breve-difesa-della-chiesa-dalle-false-accuse/

[7] http://radiospada.org/2013/06/da-santalfonso-maria-de-liguori-al-vescovo-di-roma-francesco/

[8] http://radiospada.org/2013/09/contro-i-falsi-profeti-il-cielo-e-la-terra-passeranno-ma-le-mie-parole-non-passeranno/

[8a] http://radiospada.org/2013/06/rileggere-san-pio-x-per-capire-la-crisi-attuale/

[8b] http://www.tradizione.biz/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=132

[9] http://radiospada.org/2013/09/la-tremenda-frase-degli-edicolanti-la-chiesa-apre-a/

[9a] http://radiospada.org/2013/08/sul-sesto-comandamento-sulle-impurita-e-sulla-sodomia/

[10] http://radiospada.org/2013/08/breve-studio-sulla-predicazione-e-sulla-testimonianza/

[10a] http://radiospada.org/2013/09/suor-lucia-ed-il-terzo-segreto-di-fatima/ (alla fine, “sulla coscienza”)

[11] http://radiospada.org/2013/09/sul-commissariamento-dei-francescani-dellimmacolata/

[12] http://radiospada.org/2013/07/sul-peccato-di-scandalo-non-versare-sangue-innocente/

[13] http://radiospada.org/2013/09/la-vera-contrizione-necessaria-per-non-andare-allinferno/

[14] http://radiospada.org/2013/09/la-tremenda-frase-degli-edicolanti-la-chiesa-apre-a/

[15] http://radiospada.org/2013/09/contro-i-falsi-profeti-il-cielo-e-la-terra-passeranno-ma-le-mie-parole-non-passeranno/

[16] http://radiospada.org/2013/07/demonologia-la-sacra-scrittura-e-il-diavolo/

[17] http://radiospada.org/2013/06/il-falso-ecumenismo/

[18] http://radiospada.org/2013/06/stirpe-di-abramo-un-altro-cattolicesimo-nel-post-concilio/

[19] http://radiospada.org/2013/06/il-papa-emerito-il-vescovo-di-roma-e-il-giudaismo/

[20] http://radiospada.org/2013/07/gesu-cristo-in-alcune-fonti-storiche-pagane-ed-ebraiche-parte-1/

[21] http://radiospada.org/2013/09/santalfonso-maria-de-liguori-e-la-dottrina-cattolica-della-setta-di-maometto/

[22] http://radiospada.org/2013/09/la-tolleranza-teologica-scienza-degli-egoisti-e-privilegio-degli-incapaci/

[23] http://radiospada.org/2013/08/evoluzionismo-o-creazionismo-poligenismo-o-monogenismo/

[24] http://radiospada.org/2013/08/sulla-liberta-religiosa-e-sulla-dignitatis-humanae/

[25] http://radiospada.org/2013/09/i-preti-si-sposeranno-attenzione-alleredita-sui-beni-ecclesiali-parola-di-don-sciortino/

[25a] Da 30 Giorni (ediz. inglese, 30 Days) luglio-agosto 1988: “PACI: E se questo non accadesse?“LEFEBVRE: Roma resterebbe lontana dalla Tradizione. E sarebbe la fine della Chiesa. Poichè riconosco nel Papa il successore di Pietro, non sono uno che considera la Sede di Pietro vacante; non dico che questo Papa è un eretico. Ma le sue idee sono eretiche, e sono già state condannate dai precedenti pontefici, e conducono all’eresia. Vedendo come le autorità della Chiesa hanno agito sin dal Concilio,sembra che lo Spirito Santo si sia preso una vacanza.

[26] http://radiospada.org/2013/07/bendetto-xvi-rileggere-i-documenti-del-concilio-alla-luce-della-tradizione/

[27] Lettera pastorale al Clero, Roma 1867, Arcivescovo di Westminster, mons. E.E. Manning

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Indicizzati dallo stesso autore: Vaticano, urgente governance finanziaria. Ecco l’invito a Ban Ki Moon di elevare il ruolo dell’ONU; Chi è il gran nemico del Papato Cattolico?; UBI MAJOR MINOR CESSAT: il perché della Resilienza Cattolica e dei Borghi di Xenobia; Goldman Sachs – la MAFIA vincente; Terzo Segreto di Fatima, la impostora suor Lucia, la Fine del Mondo; Parusìa sulla (momentanea) chiusura di Pontifex; Anno per anno la Dinastia che comanda il mondo; Un tornado alle soglie dell’alba; L’Anticristo (come rivelato a Maria Valtorta); Nel giorno di Lourdes “il papa degli Illuminati” annuncia le proprie dimissioni: missione compiuta; Liberi, dalla “matrici” di Mammona, per liberare; L’Ordine che lavora per il Nuovo Mondo