IL MIRACOLOSO OIL PULLING – CHE COS’È?

Posted By On 19 ott 2013

a cura di Marco Giai-Levra

Dentista addio per sempre! Insieme a innumerevoli altre patologie!! Assolutamente un MUST!!!!

ImmagineIndice
Che cosa è l’oil pulling?
Le radici dell’oilpulling sono nell’Ayurveda
I tre dosha
La Letteratura antica su cui si basa l’Ayurveda
Oil pulling, la pratica – istruzioni in sintesi

Che cosa è l’oil pulling?
L’oil pulling è un’antica procedura ayurvedica, un semplice rimedio naturale conveniente ed economico che consiste in un risciacquo orale praticato con olio di girasole, il cui effetto finale dà immensi benefici alla salute orale e sistemica (le malattie sono dette sistemiche o autoimmuni quando sono diffuse a tutto il corpo). Questa tecnica è menzionata nel testo ayurvedico Charaka Samhita dove è chiamata Kavala Gandusha o Kavala Graha: in questi testi si afferma che questa procedura è in grado di curare circa 30 malattie sistemiche che vanno dal mal di testa all’emicrania, al diabete e all’asma.

Si tratta di un formidabile e antico rimedio naturale in grado di ripristinare e di mantenere la salute in generale.

Il metodo per praticare l’oilpulling (risciacquo orale con olio) è estremamente semplice, eppure ci sono molte idee sbagliate su molti suoi aspetti. Con questo mio articolo spero di fornire tutte le informazioni necessarie in modo esauriente.

L’effetto di questo processo di guarigione si sviluppa dall’intenso movimento dell’olio nella cavità orale. Molte malattie croniche con proliferazione di germi, o foci infiammati (il focus o focolaio è una parte o area di tessuto connettivo cronicamente alterato che contiene materiale organico e inorganico, e che sostiene malattie anche lontane dal focolaio stesso; nel caso dei denti si tratta di foci dentali), tendono ad attaccarsi alle radici dei denti. I denti e le loro radici si estendono molto all’interno dell’osso della mascella e nelle sue cavità. Queste cavità rappresentano e sono il sistema di difesa proprio del corpo umano.

I microbi entrano dai colletti dentali, e in queste cavità trovano un ambiente umido, caldo e poco vascolarizzato, ossia le condizioni ideali al fine di stabilirsi e proliferare, condizioni causate dalla continua espulsione di tossine e muco, provocata da decenni di errate abitudini alimentari. Questo fenomeno sviluppa i cosiddetti “foci dentali”, che danneggiano il corpo con i loro prodotti metabolici. Quando il sistema immunitario è debole, il branco si moltiplica e prolifera.

Quando lesioni più grandi sono radiograficamente visibili, queste hanno per riflessologia degli effetti negativi sugli organi interni, anche a distanza; non solo tali lesioni danneggiano i denti ma attraversano e costipano il metabolismo e il sistema immunitario. Ogni dente è riflessologicamente assegnato ai vari organi interni.

Il movimento dell’olio di girasole in bocca dovuto alla pratica del risciacquo orale, provoca un marcato irroramento della mucosa e dei tessuti. Vitamine e minerali dell’olio di girasole possono venire in parte assorbiti dalle membrane delle mucose (anche se la quantità sia contenuta, che assorbita è limitata), ma soprattutto e contemporaneamente i semi oleosi assorbono le tossine dai colli di denti e gengive e le rimuovono dal corpo

L’oilpulling ripristina la microflora e le cellule, e quindi i tessuti e gli organi possono rigenerarsi.

L’oilpulling aiuta a lungo termine con:

  • le sindromi da debolezza immunitaria

  • gli stati fisici e psicologici di debolezza in genere e le malattie che possono derivare da essi.

Secondo il Dott. F. Karach con il metodo dell’oilpulling i report registrati trattando le seguenti malattie sono positivamente senza precedenti:

  • mal di testa

  • bronchiti

  • trombosi

  • malattie croniche del sangue

  • artrite e altre malattie reumatiche

  • eczemi, ulcere dello stomaco

  • malattie croniche intestinali

  • malattie cardiache

  • malattie ginecologiche

  • malattie neurologiche

  • malattie del fegato

Preventivamente allo stesso tempo le degenerazioni dei tessuti tumorali che provocano un pericolo per la vita sono impedite. Le malattie tumorali in genere sono prevenute e impedite.

Le radici dell’oilpulling sono nell’Ayurveda
L’oilpulling trova le sue radici nella scienza dell’Ayurveda che risale a circa 5.000-10.000 anni fa, ed è ampiamente considerato come la più antica forma di assistenza sanitaria in tutto il mondo. La conoscenza dell’Ayurveda si è diffusa dall’India e ha influenzato il sistema antico cinese, la medicina Unani, e la medicina umorale praticata da Ippocrate in Grecia. La medicina Unani è originaria greca ed è basata fondamentalmente sui principi promossi da Ippocrate e da Galeno. Nei secoli successivi pensatori arabi e persiani arricchirono le conoscenze e le metodologie della medicina Unani, tra questi spicca il nome di Avicenna. Il nome corretto e completo di questo sistema medico è “Unani Tibb”: Unani deriva da una parola araba che significa “greco o ionico” rivelando così già dal nome le origini di questa scienza, mentre Tibb significa appunto medicina.

Per capire come funziona l’oilpulling, abbiamo bisogno di capire come funziona l’Ayurveda e i suoi principi fondamentali. Il termine Ayurveda è composto da due parole in sanscrito, le cui radici sono: AYUS == VITA / LONGEVITÀ e VEDA == CONOSCENZA / SCIENZA.

Lo scopo di ciascuna pratica è quello di aiutare l’individuo a raggiungere la longevità, il ringiovanimento e l’auto-realizzazione, la meta finale di questa vita. Sia l’Ayurveda che lo Yoga servono come mezzo per armonizzare il corpo fisico in modo che i poteri della nostra Coscienza interiore possano entrare in azione attraverso di essa. Si tratta di una scienza senza tempo, in quanto si basa sulla saggezza eterna.

È la medicina della natura basata sulla filosofia Samkhya (SAT = verità, KHYA = conoscere).

I tre dosha
La costituzione di base di ogni individuo è chiamata prakriti o prakruti (natura, creatività o prima creazione). Essa è determinata al momento del concepimento secondo le diverse proporzioni e percentuali degli elementi Aria, Fuoco e Acqua all”interno del corpo umano.

Questa dipende da:

  • Karma / Azioni compiute nella vita precedente

  • Beeja dei genitori / semi (ovulo, sperma e geni)

Tale costituzione è l’equilibrio intrinseco dei tre Dosha, o energie sottili biologiche che regolano le funzioni del corpo, conosciuti come:

  • Vata (movimento-aria)

  • Pitta (metabolismo-bile)

  • Kapha (coesione-muco)

I dosha si formano nel corpo dal cibo introdotto e da altri processi fisiologici, e regolano migliaia di funzioni separate del sistema mente-corpo. L’equilibrio dei dosha (la loro quantità o proporzione, qualità, e funzione rispetto all’altro) è essenziale per la salute ottimale e la prevenzione di ogni malattia. La costituzione di un individuo e della personalità è determinata da una combinazione unica di questi tre Dosha. La costituzione determina che cosa causerà squilibrio e la suscettibilità specifica per ogni tipo di malattia.

Il dosha rimane invariato per tutta la vita dell’individuo, simile ad un’impronta digitale / energetica. Ogni persona è unica, la diversa percentuale delle manifestazioni delle proprietà a livello fisico e mentale della Prakriti (natura di ogni essere umano) è di sette tipi: sia singolo dosha predominante, sia una combinazione di due o di tutti e tre i dosha abbinati. Quando il corpo interagisce con i fattori esterni del mondo, come ad esempio il tempo, l’ora del giorno, la dieta, stress / fattori emotivi, gli elementi subiscono un cambiamento pato-fisiologico in risposta, e vanno fuori equilibrio, fenomeno chiamato Vikriti o disarmonia.

Ogni persona ha una situazione unica e il fenomeno attraverso cui lui o lei risponde a questa situazione riguarda gli squilibri che si manifestano nel corpo e nella mente. L’Ayurveda porta questi squilibri fisiologici allo stato perfettamente bilanciato per la nostra costituzione originaria. A poco a poco vediamo i sintomi e le malattie che tornano sotto controllo e scompaiono.

La Letteratura antica su cui si basa l’Ayurveda
La prassi attuale e la conoscenza dell’Ayurveda si basano su tre testi classici scritti in sanscrito, in primo luogo laCharaka Samhita (circa 1500 aC), che ha classificato oltre 200 malattie, 150 condizioni patologiche e difetti congeniti. Questo sistema di catalogazione è molto coerente con gli attuali criteri di classificazione delle malattie (“WHO disease classification criteria”, Mishra, Singh, Dagenais, 2001). La Sushruta Samhita (1500 aC), che descrive 1.120 malattie e 127 diversi tipi di strumenti chirurgici, e l’Ashtanga Hridayam (500 dC) sono gli altri due testi classici che si occupano rispettivamente di chirurgia e medicina interna.

Le forme che sono state incorporate e da noi datate come molto tarde (non prima dei primi secoli dopo Cristo) si erano adattate a scoperte come più recenti.

L’Ayurveda trova le fondamenta del suo processo di validazione scientifico enfatizzando il metodo delle “osservazioni ripetute” e la relativa accettazione dei dati racccolti, considerati affidabili solo se di consistenza uniforme e senza contraddizioni.

Le più antiche scritture ayurvediche di Athreya e Agnivesha sono ritenute perse. Ci sono tre principali riorganizzatori dell’Ayurveda, le cui opere esistono ancora e sono attualmente in uso. Queste opere sono state compilate nei testi chiamati Chakra, Sushruta e Vaghbata Samhita. L’oilpulling è stato citato per la prima volta nel Charaka Samhita e nell’Arthashastra di Sushruta, risalente a un periodo compreso tra il quarto e il secondo secolo avanti Cristo, dove era una procedura ampiamente raccomandata dall’Ayurveda denominata Kavala graha o Kavala gandoosha. Un tipo specifico di oilpulling chiamato “Roopana Gandoosha” è stato citato nell’Ashtanga Sangraha e dove si dice che abbia proprietà curative odontoiatriche. Nell’Ayurveda questo processo viene indicato per curare circa 30 malattie sistemiche come mal di testa, emicrania di ipertensione, diabete, asma, malattie cardiovascolari, ecc.

Fondamentalmente l’oilpulling rallenta il processo di invecchiamento ed è indicato anche come strumento per eliminare dal corpo le tossine, come l’arsenico ad esempio. L’arsenico è un elemento chimico naturale che si trova nella crosta terrestre. Quando combinato con altri elementi, si formano due tipi di arsenico: quello organico e quello inorganico. Le persone sono esposte a entrambe le forme di arsenico attraverso il cibo, l’acqua potabile e l’aria. L’arsenico organico non è considerato dannoso per l’organismo, mentre l’arsenico inorganico è tossico, soprattutto se assunto in dosi elevate.

Oil pulling, la pratica – istruzioni in sintesi
Ecco una breve sintesi della semplice ma formidabile procedura disintossicante, che vi permetterà di non vedere più il dentista, seccare le carie e risolvere innumerevoli sintomi di malattie e fastidi vari, donandovi un senso di benessere e annientando tutti gli stati di debolezza cronici.
Materiale necessario: olio rigorosamente biologico e spremuto a freddo di girasole, cocco o sesamo. Hanno effetti diversi ma sono tutti e tre efficacissimi, si possono anche combinare o alternare. L’olio d’oliva non è indicato per questa operazione e non è molto efficace; tuttavia si può inizialmente utilizzare in mancanza degli altri, ma solo con l’idea di sostituirlo al più presto.
Cosa: l’oilpulling consiste in un risciacquo orale della durata di circa 20 minuti, effettuato con olio biologico e spremuto a freddo di girasole, sesamo o cocco.

  • STEP 1: Mettere in bocca da 1 a 2 cucchiai grossi di olio e iniziare a fare un risciacquo, tipo colluttorio, della durata di 20 minuti. Dopo questo tempo la soluzione in bocca diventa meno densa perchè diluita con la saliva, mentre il movimento e l’emulsione trasformeranno nel frattempo il liquido in un fluido biancastro.

  • STEP 2: Questo è il momento in cui diventa necessario sputare l’olio, possibilmente nel WC e tirando contemporaneamente l’acqua, in modo da non far sostare quel concentrato di tossicità nella nostra casa, ponendo attenzione nel non ingerirlo, in quanto carico di tossine raccolte dal corpo e fatte spurgare dalle gengive. Tuttavia se per errore ne venisse ingerito un minimo non preoccuparsi. Se la soluzione liquida non ha le caratteristiche di colore e densità indicate, ossia se risulta ancora giallastra e densa, allora significa che è necessario più tempo di risciacquo. In genere è meglio non sbordare troppo oltre i 20 minuti perchè può avvenire anche un fenomeno di “riassorbimento” del materiale divenuto ormai tossico.

  • STEP 3: Una volta sputato il fluido bisogna rimuovere dalla lingua la patina tossica che si è nel frattempo formata con l’ausilio di un raschietto da lingua o un cucchiaio.

  • STEP 4: Appena dopo è consigliato un veloce massaggio delle gengive praticato con il dito indice, seguito da un risciacquo di 10 secondi fatto con acqua e qualche granello di sale oppure con acqua e bicarbonato, unicamente a scopo disinfettante.

  • STEP 5: Opzionalmente si può concludere bevendo acqua o acqua calda per pulire. Oppure, avendo provocato l’aumento del fuoco gastrico (che significa aumento di vitalità, e digestione più forte e veloce del normale) è possibile adesso mangiare o bere.

Quando: il momento migliore è al mattino a digiuno, appena svegli. A parte “parlare” è possibile compiere una moltitudine di attività come lavarsi, vestirsi, fare ginnastica o yoga, preparare la colazione e molte altre; per questo motivo è una pratica di facile attuazione, comoda e non “ruba” tempo prezioso. È possibile praticare l’oilpulling da uno a tre volte durante il giorno, a patto che ci si trovi in condizioni di stomaco vuoto e digestione precedente completata.
Tempo necessario: circa 20 minuti.

Fonti: http://www.oilpulling.com

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Decrescita felice

Acqua ossigenata e mille usi con poca spesa

17 aprile 2013
acqua ossigenataConoscete i benefici dell’acqua ossigenata?

Il 90% delle persone non lo sa perché non sono notizie divulgate, trattandosi di un prodotto economico e non particolarmente redditizio. La percentuale corretta è del 3% di perossido d’idrogeno .
Questi sono alcuni degli effetti benefici dell’acqua ossigenata:

  • Uccide i germi del cavo orale.Versato un cucchiaio in un bicchiere d’acqua è ottimo per i gargarismi e anche come dentifricio, mettendone qualche goccia sullo spazzolino da denti.
  • Schiarisce denti (usare un cucchiaino di acqua ossigenata diluita al 10% come un normale collutorio).
  • Disinfetta lo spazzolino da denti evitando contaminazioni ad esempio di gengivite alle altre persone che vivono in casa e condividono lo stesso bagno dove, in genere, tutti gli spazzolini stanno “vicini vicini” (basta immergere lo spazzolino in un bicchiere contenete sufficiente acqua ossigenata).
  • Disinfetta le superfici meglio di qualsiasi altro prodotto (ottima per bagni e cucine).
  • Elimina i funghi che causano il cattivo odore dei piedi (usarla la sera, prima di andare a letto, impedisce lo sviluppo della tigna e d’altri funghi).
  • Evita infezioni, disinfetta e uccide germi ed altri microrganismi nocivi.
  • Aiutare nella guarigione (usata più volte al giorno, in alcuni casi può coadiuvare nella regressione di una cancrena della pelle).
  • Allevia il raffreddore, influenza o sinusite (mescolare 1/4 di acqua ossigenata e 3/4 con acqua pura, introdurre con un contagocce nelle narici alcune gocce e poi soffiarsi il naso).
  • Aiuta a mantenere la salute della pelle (può essere utilizzato in caso di micosi).
  • Disinfetta i vestiti macchiati di sangue o altre secrezioni corporee (mettere i capi in ammollo in una soluzione d’acqua ossigenata al 10% prima del lavaggio normale).
  • Uccide i batteri in cucina, inclusa la salmonella (dopo l’uso di utensili, disinfettare con acqua ossigenata).
  • Rimuove gradualmente il tartaro dai denti (inumidire lo spazzolino con alcune gocce d’acqua ossigenata ed usarlo normalmente, risciacquando la bocca alla fine).
  • Schiarisce le macchie sul viso (bagnare la parte che si desidera schiarire usando un cotton-fioc prima di andare a dormire, ripetendo l’operazione fino al conseguimento del risultato desiderato).
  • Sbianca le unghie (mettere in un pentolino d’acqua calda un cucchiaio di acqua ossigenata, lasciare le unghie immersi in questa soluzione per 10 minuti poi lavarsi le mani. Ovviamente le unghie devono essere pulite e senza smalto).
  • Toglie l’acqua dal canale auditivo dell’orecchio (basta una goccia di acqua ossigenata per eliminare il fastidioso effetto che spesso capita quando si nuota in piscina o al mare).
  • Elimina le macchie di vino dai tessuti bianchi (versare un pochino d’acqua ossigenata direttamente sulla macchia e poi lavare normalmente, preferibilmente con acqua fredda).
  • L’acqua ossigenata a 24 volumi è perfetta per decolorare, potete usarla per schiarire leggermente i capelli, donando un leggero riflesso dorato.potete usarla per ridare candore alla seta, sciacquando il tessuto in acqua e acqua ossigenata (1 cucchiaio ogni 3 litri) e stenderlo poi all’ombra.
  • E’ anche notevolmente utile per lavare la frutta e i vegetali. Spruzzatela con uno spruzzino. Risciacquarli quindi con acqua corrente.
  • In combinazione con l’aceto bianco, dei test condotti, hanno dimostrato l’eliminazione totale della Salmonella e di E. coli da cucine contaminate con questi batteri. Un risultato del genere è superiore a qualsiasi liquido da cucina o candeggina in commercio.

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Bloccate ricerche su rimedi naturali che potrebbero aiutare la depressione

10 aprile 2013
funghi allucinogeni

Secondo uno studio inglese, i funghetti allucinogeni potrebbero essere usati per curare la depressione. Riguardo a queste ricerche in merito ne aveva già parlato un articolo del Times ancora un anno fa, si aspettavano ulteriori approfondimenti ma le nuove ricerche all’avanguardia sulla psilocibina sono state bloccate dal Regno Unito. Tutti i test relativi a queste ricerche sono stati bloccati. I moderni farmaci antidepressivi non riescono a trattare in modo efficace le persone  e la ricerca in questione avrebbe potuto portare a un giovamento, con minori effetti collaterali e costi minori. Il presidente della British Neuroscience Association, David Nutt ha in precedenza  effettuato piccoli esperimenti su volontari e ha scoperto che la psilocibina riesce ad alleviare forme gravi di depressione in persone che non rispondono ad altri trattamenti.

E’ facile comprendere come le sperimentazioni su questi rimedi naturali vengano bloccate, se pensiamo alla quantità di denaro che gli americani spendono in antidepressivi, tanto che  hanno raggiunto annualmente circa dieci miliardi di dollari.

Gli effetti collaterali di questi farmaci sono ben noti:

  • • Nausea
  • Insonnia
  • Ansia
  • Irrequietezza
  • D diminuzione del desiderio sessuale
  • Vertigini
  • Aumento di peso
  • Tremori
  • Sudorazione
  • Fatica
  • Diarrea
  • Stipsi
  • Mal di testa

Vista la lista di effetti collaterali, che non si ferma comunque a questi, ci viene da domandarci come sia possibile che non passare ad un alternativa naturale che cura in modo migliore e non crea tutti i disagi che creano questi composti chimici. I governi si permettono di fermare la ricerca su dei semplici rimedi naturali a che pro? E qui tiriamo in ballo tutto l’introito delle industrie farmaceutiche. Il dominio delle industrie farmaceutiche sulla salute delle persone. E quante volte questi farmaci ci portano alla guarigione? per quanto tempo una persona li deve usare e quanti gli effetti collaterali?

Ormai per qualsiasi problema ci prescrivono farmaci su farmaci, iniziamo una catena composta da farmaci che curano malattie, creano altre malattie e ancora farmaci. Quello di cui il genere umano necessita è l’aiuto che la Terra, la Natura ci offre. Molti sono gli aiuti che associati insieme possono ridurre l’uso di farmaci.

  • La vitamina B-12 è importante per la produzione di sostanze chimiche che regolano la funzione del cervello.
  • Gli studi indicano che la vitamina D aiuta a prevenire la depressione o migliorare degli stadi di depressione.
  • Il magnesio, ferro e potassio lavorano insieme per curare la depressione.

La verità non può essere sempre messa a tacere. Le case farmaceutiche per quanto avranno ancora la meglio?

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Semi di lino utili nella prevenzione del cancro al seno e non solo

30 aprile 2013
semi di lino2

Le notevoli proprietà terapeutiche legate ai semi di lino sono destinate a crescere sempre più, abbiamo avuto modo di conoscerli in un precedente articolo dove riportavamo le proprietà in modo generale.  Ora viene reso noto che l’utilizzo di semi di lino aiuta nella prevenzione del cancro che affligge maggiormente le donne, quello legato al seno.

Dato che di semi di lino hanno già un profilo nutrizionale eccezionale, ci sono una vasta gamma di motivi per incorporarli nella dieta.

Nel 2005, la rivista Clinical Cancer Research ha pubblicato uno studio controllato con sostanze placebo, somministrando a un gruppo nutrito 25 grammi di semi di lino contenenti focaccina nel corso di 32 giorni. Dopo aver osservato una riduzione dei marcatori tumorali e un aumento della morte cellulare programmata (apoptosi) nei pazienti trattati con semi di lino, gli autori hanno concluso: “i semi di lino inseriti nell’alimentazione hanno il potenziale per ridurre la crescita del tumore in pazienti con cancro al seno.”

Gli effetti anti-cancro di semi di lino non sono limitati a cancro al seno. Il cancro alla prostata può beneficiare dell’aiuto di questo potente seme. In uno studio del 2008 pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, è stato fatto un esperimento su alcuni malati di cancro alla prostata che avevano già in programma un operazione. Sono stati divisi in quattro gruppi:  1) controllo (dieta abituale) 2) semi di lino nell’alimentazione completa) 3) dieta a basso contenuto di grassi 4) semi di lino integrati con una dieta povera di grassi.

Gli autori hanno notato “tassi di proliferazione” significativamente più bassi tra gli uomini ai quali erano state assegnate integrazioni con semi di lino.

Si può ottenere con i semi di lino la protezione dalle seguenti condizioni di salute nel processo di:

  • Cancro al seno
  • Pelle Secca
  • Iperplasia Prostatica
  • Cancro al seno: la prevenzione
  • Diabete mellito: Tipo 2
  • L’invecchiamento della pelle
  • Colesterolo alto
  • Nefrite lupica
  • Cancro alla prostata
  • Disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività
  • Blefarite
  • Malattie cardiovascolari
  • Il colesterolo: LDL / HDL Raito
  • Il diabete: le malattie cardiovascolari
  • Dislipidemie
  • Elevati di CRP
  • Carenza estrogeni
  • Disfunzione delle ghiandole di Meibomio
  • Malattie della pelle
  • Cancro del colon
  • Malattia del rene policistico
  • Fegato grasso
  • Obesità addominale
  • Arteriosclerosi

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Le proprietà degli asparagi e una gustosa ricetta

30 aprile 2013
risotto asparagi

asparagi bianchi 150x150 Le proprietà degli asparagi e una gustosa ricettaL’asparago è anche nominato « scopa dell’intestino » perché contiene fibre delicate molto efficaci per stimolare e regolarizzare il transito intestinale. 
È particolarmente ricco di vitamina B9, necessaria alla produzione e al rinnovamento cellulare. 
Molteplici sono le virtù di questo ortaggio e BenessereDaCondividere ci aiuta a conoscerli meglio approfondendo qui.

Un ottima ricetta invece ce la propone la nostra amica Manuela Papaleo, un cremoso risotto di asparagi bianchi :

Ingredienti

  • un mazzo di asparagi bianchi
  • 1 scalogno
  • 270 gr. di riso vialone
  • 2 cucchiai di gomasio semplice (esiste anche quello con i semi di sesamo)
  • o. evo q.b.
  • sale nero integrale

Cuocete a vapore gli asparagi dopo averli lavati e raschiati. Tenete l’acqua di cottura degli asparagi che vi servirà come brodo. Procedete a tagliare la punte mettendole in un recipiente a parte, mentre i gambi li dovete frullare e ottenere un composto cremoso. In una pentola versate un pò di olio evo e fate soffriggere lo scalogno, aggiungete il riso e un pò dell’acqua della cottura conservata e cucinate sempre mescolando a fuoco lento. Quando manca poco alla fine della cottura aggiungete il sale nero. A cottura( al dente ) ultimata spegnete la fiamma e mantecate con il gomasio e le punte che avevate messo da parte. Mescolate bene il tutto servite..buon appetito. Questa ricetta ve la consigliamo soprattutto per quei bambini che che non amano molto verdure, e in particolare gli asparagi.

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Strudel alle bacche di Goji

30 aprile 2013
strudel bacche5

Il Goji è considerato  un potente integratore naturale che rafforza il nostro sistema immunitario, viene considerate in tutto il mondo fra le fonti di cibo più ricche di antiossidanti esistente sulla Terra. Abbiamo avuto modo di affrontare l’argomento in un precedente articolo consultabile qui.

Manuela Papaleo ha provato con grande successo a realizzare uno strudel con questo fantastico ingrediente, vediamo di seguire la sua ricetta:

150 farina di khorosan

mezzo bicchiere di olio di vegetale

un pizzico di sale

6 cucchiai di zucchero di canna grezzo

2 cucchiai colmi di bacche di goji

1 grossa mela

2 cucchiaini di cannella in polvere

Per prima cosa si devono lavare rapidamente le bacche e metterle a bagno in un bicchiere colmo d’acqua che vi servirà dopo per l’impasto, infatti se si mettono a bagno le proprietà si disperdono nell’acqua per tale motivo utilizziamo la stessa nell’impasto.

strudel bacche1 150x150 Strudel alle bacche di Gojistrudel bacche2 150x150 Strudel alle bacche di Gojistrudel bacche3 150x150 Strudel alle bacche di Gojistrudel bacche4 150x150 Strudel alle bacche di Goji

Mettere in una ciotola di vetro capiente la farina, l’acqua delle bacche, 2 cucchiai di zucchero, l’olio, un pizzico di sale e impastare velocemente, dovrà risultare un impasto liscio ed elastico. Preriscaldate il forno a 200°.Tagliare la mela a tocchetti e mettere lo zucchero restante, tenendone da parte un pochino, e le bacche, amalgamare il tutto con la cannella e lasciare riposare per 5 minuti.

Stendere l’impasto e versare sopra le mele condite e chiudere a fagottino e metterli in una pirofila con carta da forno bagnata e strizzata passate sopra lo zucchero rimasto. Passate lo strudel nel forno preriscaldato per 15 minuti, finché non risulterà dorato.

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Detersivo lavatrice fai da te

30 agosto 2012
detersivi

detersivi fai da te rappresentano una valida soluzione ai classici detergenti che sono in commercio, sia per i benefici in termini di salute e d’impatto ambientale ma anche economicamente è un risparmio non da poco. Per fare un bucato pulito e profumato possiamo utilizzare queste ricette:

Detersivo in polvere

  • Due tazze di sapone di marsiglia vegetale purissimo a scaglie fine fine
  • Una tazza di bicarbonato di soda
  • Una tazza di soda solvay

Tutto il composto va mescolato bene insieme e nei lavaggi ne va usato mezzo bicchiere, messo nello scomparto dei detersivi e se vogliamo aggiungere dell’ammorbidente basterà inserire mezzo bicchiere di aceto nell’apposita vaschetta. Il bucato sarà pulito, e il profumo ricorda molto i profumi dimenticati di una volta.

L’aceto oltre ad essere un ottimo ammorbidente è anche un anticalcare e quindi quando noi lo andremo ad utilizzare farà il suo effetto anche in tal senso. Ma se vogliamo un effetto più “urto” possiamo fare un lavaggio a vuoto a 60° con dell’aceto nella vaschetta dell’ammorbidente.

Detersivo liquido

  • 2 tazze di sapone di Marsiglia purissimo grattugiato
  • 1 tazza scarsa di Soda Solvay
  • 1 tazza scarsa di Bicarbonato di Soda
  • 4 tazze di acqua fredda
  • 3 tazze di acqua calda

Sciogliere il sapone in acqua calda a fuoco lento, quando il sapone sarà completamente disciolto, aggiungere prima la soda solvay e poi il bicarbonato , il tutto a fuoco lento e sempre mescolando. Vedremo che il composto si addenserà. Ora possiamo aggiungere l’acqua fredda e versare il tutto in un contenitore vuoto di detersivo. Le dosi consigliate sono quelle di un normale detersivo liquido. Ricordate sempre di usare come ammorbidente l’aceto, in sostituzione dell’aceto potrete provare anche l’acido citrico oppure una manciata di sale grosso sciolta in un bicchiere di acqua bollente.

Un’altra alternativa a questi detersivi potrebbero essere le noci del sapone. Efficaci e non occorre aggiungere ammorbidente perchè lasciano già i i capi morbidi. Unico “difetto” non sono profumati, ma volendo nel lavaggio potremo aggiungere delle essenze profumate a piacere.

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Il bicarbonato e i suoi vari usi

4 febbraio 2013
usi bicarbonatoIl bicarbonato è un prodotto facilmente reperibile in tutti i supermercati, economico e facilmente utilizzabile in molti modi. Ecco quindi un prodotto che non inquina e molto versatile. Il bicarbonato di sodio appartiene alle cosiddette sostanze “tampone”, ossia in grado di stabilizzare attorno a un valore di 8,1 il pH delle soluzioni acide e di quelle fortemente basiche nelle quali è disciolto. Questo ci risulta molto utile nelle nostre varie preparazioni.

Vediamo insieme i possibili impieghi del bicarbonato:

Cattivi odori: Il bicarbonato rappresenta un ottimo assorbi odori, quindi può venire in nostro aiuto per neutralizzare gli odori del frigo, oppure per assorbire gli odori delle scarpiere. Basta metterne un pò in recipiente e lasciarlo o nel frigo o sulla scarpiera, o comunque in qualsiasi luogo che ne necessiti. Se messo sulla pattumiera elimina eventuali cattivi odori ed è utile anche per deodorare le lettiere dei nostri aminali.

Pulizia dei denti: Il bicarbonato può essere utilizzato per la pulizia dei denti, non costantemente perchè è leggermente abrasivo e potrebbe a lungo andare rovinare il dente, ma funziona bene anche come ottimo colluttorio , un cucchiaio in un bicchiere di acqua fate dei gargarismi, neutralizzerà eventuali cattivi odori dalla vostra bocca.

Ravvivare i tappeti: Per ravvivare i tappeti basta cospargere la superficie di bicarbonato e spazzolare in modo da farlo penetrare. A questo punto lasciarlo riposare per una mezz’ora e poi sbattere bene il tappeto.

Pulire verdure e frutta:Sciogliamo un cucchiaio in un recipiente di acqua e immergiamo la nostra frutta o verdura per un 10/15 minuti in modo tale da poterla pulire bene da batteri, ma anche così facendo possiamo eliminare eventuali sostanze che si sono depositate sulla superficie del nostro alimento, come i parassiti. Procedete poi al normale risciacquo.

Argento e Silver:Ottimo lucidante per questi materiali. Basta creare una pastella di acqua e bicarbonato e poi passarlo sulla superficie a questo punto sfregare bene e poi risciacquare e asciugare.

Pulizie della casa:Ottimo aiuto per sanificare i piani di lavoro, per eliminare il calcare, eliminare i cattivi odori dei piatti nella fase di lavaggio, anche in lavastoviglie ne possiamo mettere qualche cucchiaio per l’odore e per il calcare. Ottimo anti-calcare anche per la lavatrice. Basta mettere 1/2 tazza e fare una volta al mese un lavaggio a vuoto. Facendo una pastella con acqua e bicarbonato possiamo utilizzarlo per lavare tutte le superfici, piani di cottura, piani di lavoro, sanitari, docce etc.. Una volta alla settimana possiamo anche versare una tazza di bicarbonato nel WC, questo aiuterà a mantenere più pulita la fossa biologica e limitare i cattivi odori.

Pulizie della persona:Ottimo se sciolto nell’acqua del nostro bagno, lascia la pelle piacevolmente morbida, mentre da sollievo ai nostri piedi con un pediluvio in una giornata particolarmente stancante. Rende più morbidi i nostri capelli capelli se usato saltuariamente insieme al nostro shampoo. Se vogliamo lavare le nostre spazzole da eventuali residui possiamo immergerle in una ciotola contenente un cucchiaio di bicarbonato e lasciare in ammollo.

Uso in cucina: Nel processo di lievitazione della nostra pasta se aggiungiamo un pizzico di bicarbonato aumentiamo il potere lievitante, la dose è 5g ogni 1/2 kilo di farina.  Per rendere meno acidula la salsa di pomodoro, solitamente può essere impiegato lo zucchero, ecco che anche qui lo possiamo eliminare mettendo pizzico nella salsa in preparazione. Mentre è in fase di cottura. Ricordiamoci che quando aggiungiamo bicarbonato di sodio all’acqua di cottura di verdure e legumi per migliorare il colore o aumentare la tenerezza perdiamo delle vitamine sensibili agli alcali (tiamina e acido ascorbico).

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Compostiera gratis dai comuni

13 febbraio 2013
campagna compostiera

Molti comuni d’Italia stanno aiutando i cittadini ad essere più attivi nel compostaggio domestico rifornendoli gratuitamente di una compostiera e riservando anche uno sconto sulla Tariffa dei Rifiuti.  I cittadini di questi comuni che dovessero avere a disposizione un piccolo giardino possono utilizzare scarti di cucina, residui di sfalci e potature per la produzione del compost utilizzabile come fertilizzante in giardino o per invasare le piante.

Una grande iniziativa a favore dell’ambiente che ci permette di risparmiare sul pagamento della TIA, la Tariffa d’Igiene Ambientale, che ha subito forti  aumenti soprattutto negli ultimi anni. Lo scopo è quello di diminuire la quantità di rifiuti da smaltire incentivando la produzione di compost domestico.

A titolo di esempio il Comune di Roma oltre alla consegna gratuita della compostiera applica una riduzione del 30% sulla quota variabile della Tariffa Rifiuti che dipende dalla quantità di rifiuti prodotti dall’utente. Per usufruire della riduzione bisogna possedere un’area scoperta non pavimentata di almeno 25 mq per ogni componente della famiglia residente nell’immobile oggetto di tariffa. Requisito essenziale è quello di essere in regola coi pagamenti della Tariffa Rifiuti dell’anno precedente.

Anche nella provincia di Ferrara si può usufruire di queste agevolazioni: la percentuale di riduzione della Tariffa Rifiuti varia a seconda del Comune di residenza.
In genere la richiesta può essere effettuata sia online sia consegnando direttamente l’appropriato modulo all’azienda che gestisce i rifiuti urbani della città di interesse.
Scoprite se il vostro Comune partecipa a questa iniziativa.

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Tutto quello che non vi dicono sulle malattie cardiache

24 aprile 2013

cuore alberiLe malattie al cuore sono la prima causa di morte al mondo, ecco che prevenire lo sviluppo delle malattie cardiovascolari è estremamente importante. Molti sono i farmaci che vengono assunti per abbassare ad esempio il colesterolo ma che hanno effetto cardiotossico, notevoli effetti collaterali, questi farmaci come altri con i loro effetti collaterali mettono a serio rischio la salute del nostro cuore. Spesso ci fermiamo a quello che dice il nostro medico senza magari indagare su altre tipologie di medicine alternative, fitoterapia, omeopatia, agopuntura. Ecco che ci imbottiamo di farmaci che per guarire ad esempio un colesterolo alto, andrebbero bene anche rimedi meno invasivi come una corretta alimentazione e alcuni alimenti depuratici come il cardo e il carciofo.

Nella nostra alimentazione è importante introdurre gli Omega 3 per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, la vitamina D e il magnesio. Ci sono dei farmaci anticolesterolo, come le statine,  che ad esempio vanno a ridurre l’efficacia degli Omega3.

Bassi livelli di vitamina D sono stati riscontrati in tantissime cause di morte, ecco perchè è indispensabile sempre controllare il livello e incrementarne l’assunzione e l’esposizione anche al sole.

L’invecchiamento accelerato del muscolo cardiaco è legato alla carenza di magnesio. Nel 2010, il Journal of Biomedical Sciences ha riportato che i rischi cardiovascolari sono significativamente più bassi nei soggetti che secernono alti livelli di magnesio. Un altro studio pubblicato sulla rivista Atherosclerosis nel 2011 ha scoperto che basse concentrazioni di magnesio nel siero predicono cardiovascolare e mortalità per qualsiasi causa.

Alcuni composti naturali che possono aiutare a sbloccare le arterie:

Melograno: questo straordinario frutto è stato studiato e sembra invertire lo spessore dell’arteria carotide (ovvero il blocco) fino al 29% entro 1 anno.

Arginina: la ricerca indica che questo aminoacido non solo impedisce la progressione dell’aterosclerosi ma anche inverte patologie associate al processo.

Aglio: non solo l’aglio è stato dimostrato che riduce una moltitudine di fattori di rischio associati con l’arteriosclerosi, l’ispessimento e l’indurimento delle arterie, ma anche di riduce significativamente il rischio di infarto e ictus. La ricerca ha confermato che l’aglio inibisce la formazione della placca arteriosclerotica.

Anche una sana attività fisica ci aiuta a mantenere in forma il nostro apparato cardiovascolare, BenessereDaCondividere ci spiega questo legato ad alcune ricerche, approfondite qui.

Chi invece crea problemi cardiovascolari:

Statine: è ironico visto che questa categoria di farmaci viene usata per la prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari, in realtà sono agenti cardiotossici, legati a non meno di 300 effetti avversi sulla salute. Le statine hanno devastanti effetti sulla salute.

FANS: farmaci come l’aspirina, ibuprofene e Tylenol, hanno ben nota associazione con un aumento della mortalità cardiaca.

Grano: mentre questa connessione è raramente discussa, anche da parte di coloro che promuovono le diete libere prive di grano. Il grano è un potenziale cardiotossico, oltre a più di 200 effetti avversi per la salute documentati.

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Come riutilizzare i fondi del caffè

9 aprile 2013

fondi caffèTempo fa abbiamo parlato di come possiamo utilizzare le vecchie bustine del tè , ora vediamo insieme invece come possiamo usare al meglio i fondi del caffè. 
  • I fondi del caffè possono essere utili per ridurre la cellulite, l’abbiamo già visto in un precedente articolo. Ma oltre a questo metodo con dei semplici fondi di caffè essiccati  e olio di cocco possiamo fare una pastella e massaggiare bene le zone interessate. Basta poi risciacquare. Possiamo usare questo massaggio due volte alla settimana.
  • Deodorante del frigo, basta mettere dei fondi di caffè in un bicchiere e mettere nel frigo, assorbe tutti i cattivi odori e in più profuma piacevolmente.
  • Ottimo fertilizzante per le piante,  soprattutto per le piante che richiedono terreno acido, le acidofile. Ideale anche per l’orto da mescolare al terreno.
  • Elimina gli odori forti dalle mani, basta massaggiare i fondi del caffè e poi risciacquare con acqua calda.
  • Per lucidare i capelli un ottimo rimedio è lasciare i fondi del caffè ancora in infusione e poi filtrare bene. Oppure rifare del caffè usando questi fondi. A questo punto usare il liquido ottenuto nel risciacquo finale lasciandoli in posa per 15 minuti. Rimuovere poi il tutto con acqua. Un trattamento da usare una o due volte alla settimana.
  • I fondi del caffè fatti asciugare sono ideali per allontanare le formiche, basta cospargere la parte interessata con la polvere.
  • I fondi del caffè sono utili anche per tingere tessuti, facciamo un nuovo caffè usando i vecchi fondi e immergiamo il tessuto. La quantità di caffè da utilizzare e la tonalità dipende sempre dalla metratura del tessuto.
  •  Scrub al viso con polvere di caffè e olio d’oliva, per dare nuova luce alla pelle.
  • Per allontanare i gatti dal giardino e dalle piante possiamo usare una miscela fatta da fondi di caffè essiccati, bucce di agrumi. Cospargiamo le zone interessate, i gatti non amano questi odori e rimarranno lontani dalle vostre piante che ve ne saranno grate.
  • Se vogliamo sperimentare la coltivazione di funghi, i fondi del caffè sono ideali per creare un ambiente fertile.
  • Eliminare i cattivi odori del cane e allo stesso tempo eliminare le pulci, basta strofinare la pelle dell’animale con dei fondi di caffè umido. Basta usare un sacchettino di tela fina con all’interno questi fondi per aiutarci nel massaggio dopo il bagno. Possiamo così evitare prodotti chimici contro le pulci, che possono anche irritare la pelle del vostro animale domestico. Ci sono altri metodi per eliminare i parassiti da vostro cane in modo naturale leggendo qui.
  • Ottimo per la nostra compostiera, alimenta la proliferazione dei vermi tanto utili per formare il compost.

E voi utilizzate i fondi del caffè in altro modo?

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Le conferme scientifiche della medicina ayurvedica

13 febbraio 2013
campagna brahmi

Recenti studi hanno confermato ciò che la medicina alternativa ayurvedica ribadisce ormai da migliaia di anni, ovvero che un’erba speciale chiamata Brahmi aumenta la memoria e la cognizione, e può ben trattare la demenza e l’Alzheimer.

I ricercatori del Medical College of Khon della Thailandia Kaen University hanno condotto uno studio su 60 volontari anziani di un’età media di 63 anni. I ricercatori hanno somministrato una medicina ayurvedica a base di erbe chiamato Brahmi – nome botanico Bacopa monnieri – per tre mesi.

Prima e dopo il periodo di trattamento, i ricercatori hanno testato le capacità di memoria dei soggetti, La loro capacità di attenzione, la velocità di elaborazione cognitiva e il tempo di reazione. Hanno anche misurato le loro funzioni delle cellule cerebrali e colinergici monoaminergico. I soggetti sono stati testati durante il trattamento e quattro settimane dalla fine dello stesso.

L’esperimento è stato suddiviso in due gruppi, a uno è stato dato un trattamento placebo e all’altro sono stati somministrati dai 300 mg a 500 mg di un insieme di erbe estratti dalla Bacopa monnieri .

Sul gruppo trattato con il Brahmi è stato notato un miglioramento significativo delle funzioni cognitive, compresa la memoria maggiore, tempi di attenzione maggiori e tempi di reazione migliori.

Un recente rapporto clinico ha anche scoperto che 500 milligrammi al giorno di trattamento Brahmi può migliorare significativamente i sintomi della schizofrenia. Questo dato proviene da India Mahatma Gandhi Medical College and Research Institute.

Il trattamento con il Brahmi diventa una svolta nelle patologie degenerative neurologiche, la conclusione principale di questi studi è che l’erba ayurvedica, Bacopa monnieri, aiuta ad aumentare la conoscenza, ridurre l’ansia, prevenire la demenza e diventa uno dei primo trattamenti potenzialmente utili nei casi di Alzheimer. Gli effetti collaterali sono pressoché nulli, un leggero disturbo di stomaco.

Ovviamente dopo queste eccezionali scoperte, o conferme, le industri e farmaceutiche stanno sperimentando l’impossibile legato a questa pianta, ma ci chiediamo l’industria farmaceutica possa migliorare questa incredibile combinazione di sostanze biochimiche prodotte dalla natura?

** Azione riguardante l’attività fisiologica dell’acetilcolina, unsecreto dalle cellule nervose, il quale ha il compito di mediare la trasmissione dell’impulso nervoso.

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Colluttorio naturale fai da te

31 gennaio 2013
colluttorio1Sono molti i motivi per cui possiamo preferire un colluttorio naturale rispetto a quelli reperiti nei supermercati. Innanzi tutto siamo certi della fonte, di ciò che introduciamo nella nostra bocca e che non contiene sostanze chimiche che possono essere in qualche modo e a lungo andare, dannose per la nostra salute.

Un colluttorio che va bene per grandi e piccini, a cui si evita così di usare dentifrici che spesso hanno ingredienti poco sicuri come i parabeni, zuccheri e chissà cos’altro. Quando noi mangiamo il PH della nostra bocca si abbassa, e questo favorisce un ottimo terreno per i batteri che attaccano il cibo presente fra i nostri denti e anche il dente stesso. Quindi quando noi finiamo un pasto è bene spazzolare si il dente ma riportare il PH della bocca verso valori alcalini che tengono lontani batteri che possono provocare tartaro, carie e cattivo odore. Ecco perchè un colluttorio ci può aiutare, il più veloce ed economico è quello con acqua e bicarbonato che riporta i valori ottimali. Basta prendere un bicchiere di acqua e aggiungere un cucchiaio di bicarbonato mescolare bene il tutto e fare poi i gargarismi, non ingoiate.

Colluttorio con bicarbonato e salvia

500 ml di acqua
– 25 gr di foglie di salvia secca (oppure 50 grammi fresche)
– 1 cucchiaio di Bicarbonato
– 1 pizzico di sale (serve per far durare più a lungo il colluttorio)

Mettete l’acqua in un pentolino ed aggiungete la salvia, cuocete e portate a bollore. Appena inizia a bollire spegnete e chiudete con un coperchio. Aspettate finché la pentola si sia raffreddata, filtrate il liquido, inserite il bicarbonato ed il pizzico di sale ed usate questo come colluttorio. Potete conservare il tutto in una bottiglia (meglio di vetro) in frigorifero.

Colluttorio con erbe 

Ingredienti:
– 500 ml di alcol puro
– 10 g di salvia fresca tritata
– 20 g di semi di anice
– 20 g di semi di finocchio
– 10 g di cannella in stecche
– 10 g di rosmarino
Procedimento:
Fate macerare nell’alcol per due settimane tutti gli ingredienti,filtrate. Usatelo come collutorio: avrà un effetto molto gradevole per l’alito.

Preferiamo non proporre colluttori con oli essenziali che si profumano la bocca, ma a volte possono essere irritanti per le gengive e inoltre non sono solubili in acqua.

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Additivi alimentari causano iperattività nei bambini?

By on marzo 11, 2013
additivi alimentari

Siamo sempre più consapevoli che una corretta alimentazione sia fondamentale per la nostra salute. Vediamo come ad esempio l’iperattività nei bambini possa essere un’alterazione comportamentale consequenziale ad una reazione ai coloranti ed ai conservanti contenuti in numerosi cibi.L’iperattività, sia a livello motorio che verbale, oltre alla disattenzione e all’impulsività, rappresenta il terzo sintomo costitutivo della sindrome da deficit di attenzione e iperattività, ADHD, (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), per la cui diagnosi è necessario che tali segni siano presenti almeno per 6 mesi ed aver fatto la loro comparsa prima dei 7 anni di età. 
In base ai criteri diagnostici sistematizzati nel Diagnostic and Statistical Manual Of Mental Disorders (DSM-III; DSM-IIIR; DSM-IV) e nel Diagnostic and Statistical Manual for Primary Care, Child and Adolescent Version (DSM-PC), la diagnosi di ADHD si basa sulla presenza di ≥ 6 dei 9 sintomi di disattenzione oppure ≥ 6 dei 9 sintomi di iperattività\impulsività.
Sono inoltre a disposizione varie scale di valutazione dei sintomi dell’ADHD e dei disturbi del comportamento.
E’ difficile dare una definizione univoca di “iperattività” nei bambini, perché è facile riscontrarne i sintomi in ogni bambino, infatti, ancora oggi non esiste una classificazione specifica e certa del fenomeno come parametri diagnostici esatti ed univoci.

Per la salvaguardia della salute dei bambini, quindi, risulta di notevole importanza valutare adeguatamente il fenomeno dell’iperattività e/o della disattenzione ai fini di una eventuale diagnosi di ADHD, dal momento che tali segni possono essere spiegati anche con cause non legate alla malattia e che alle cure farmacologiche, previste nel trattamento, è associata una serie di gravissimi effetti avversi.
E’ noto che l’iperattività può essere conseguenza di carenze nutrizionali, squilibri degli acidi grassi, accumulo di metalli tossici nei tessuti , disfunzioni dei neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale legate a carenze amminoacidiche (in paragone ad altri bambini, quelli con deficit d’attenzione possono evidenziare carenza di fenilalanina, tirosina, triptofano, istidina e isoleucina) e ad allergeni o additivi alimentari.

In particolare, che l’iperattività nei bambini possa essere un’alterazione comportamentale consequenziale ad una reazione ai coloranti ed ai conservanti contenuti in numerosi cibi, di cui i bambini fanno largo uso, è un ipotesi avanzata già a partire dal 1975, dall’allergologo americano Benjamin Feingold, che, conducendo alcune ricerche sull’argomento, dimostrò che i bambini iperattivi, se sottoposti ad una dieta priva di additivi e coloranti alimentari miglioravano sensibilmente il loro comportamento.

Tale osservazione era stata alla base della restrittiva “dieta Feingold”, divulgata come trattamento per l’ADHD, che prevedeva l’esclusione dalla dieta non solo dei cibi contenenti tali additivi ma anche di aspirina e salicilati naturali.
Lo studioso aveva infatti rilevato che i salicilati, in alcuni individui, possono causare reazioni allergiche, quali asma ed eczema, e che, eliminando i salicilati dalla loro dieta, si otteneva un cambiamento di comportamento come anche la scomparsa dei sintomi di asma.
Inoltre, dal momento che molti pazienti allergici ai salicilati reagiscono ad additivi correttivi organolettici (colore, sapore), Feingold postulò che tali sostanze potessero avere un effetto sul comportamento simile a quello dei salicilati nei soggetti sensibili ad essi.

Dagli anni ’70 ad oggi, sono stati condotti vari studi sui possibili eventi avversi da additivi alimentari , in particolare uno di questi, realizzato nel 2004, nell’Isola di Wight, ha ipotizzato eventi avversi sull’iperattività, per una particolare associazione di additivi valutati attraverso il giudizio dei genitori, in bambini di 3 anni affetti dalla sindrome ADHD.
Lo studio, commissionato dalla Food Standards Agency (FSA, Agenzia britannica di vigilanza sui cibi) alla Università di Southampton e recentemente pubblicato sulla rivista Lancet, appositamente disegnato al fine di approfondire ed ampliare i dati della metanalisi, stabilisce chiaramente un legame tra alcuni additivi alimentari largamente diffusi in commercio ed iperattività (disattenzione, impulsività, attività superiore alla norma) e deficit dell’attenzione, nei bambini di 3 e 8-9 anni di età, e non solo in quelli affetti dalla sindrome ADHD. Si tratta di alcuni coloranti come il giallo arancio E110 e E104, l’azorubina E122, la artrazina E102, il rosso cocciniglia E124 e il rosso allura E129 ed un conservante, il benzoato di sodio E211 presenti in merendine, bibite, gelati, caramelle, succhi di frutta, chewing-gum, di larga diffusione.

Ai colori alimentari artificiali ed altri additivi alimentari (AFCA) sono principalmente imputati segni di alterazioni comportamentali quali: attività eccessiva, impulsività, disattenzione ed iperattività, che definisce un quadro comportamentale con sostanziali differenze individuali. I bambini che presentano tali segni, in un ampio range, hanno una buona probabilità di avere diagnosticata una sindrome da deficit dell’attenzione e disturbi da iperattività (ADHD).
A dispetto dell’insuccesso degli iniziali studi , nell’identificare la serie di eventi avversi proposti, una recente meta-analisi di trial in doppio cieco, placebo controllati, rileva un effetto significativo degli AFCA sul comportamento di bambini con ADHD.

La questione di cui ci occupiamo, però, non riguarda gli effetti dei singoli additivi sulla salute umana ma l’interazione fra gli stessi ed alcune categorie di soggetti più deboli, in particolare i bambini, anche perché nella genericità dei casi il loro utilizzo viene giustificato da finalità tecniche o strettamente commerciali.
Infatti, secondo alcuni recenti studi, taluni additivi incrementerebbero i disturbi dell’attenzione e dell’iperattività in bambini già affetti da ADHD e in generale a tutti quelli nella fascia d’età studiata (metà infanzia).
Una ricerca in particolare, si è concentrata, sull’associazione tra tartrazina (colorante giallo, E102, aggiunta nelle bevande gassate, nelle caramelle alla frutta, nei budini, nelle minestre confezionate, nel gelati, nei chewing gum, nel marzapane, nelle marmellate, nelle gelatine, nella mostarda, nello yogurt) e i coloranti blu ed ha puntato il dito sulla famosa sindrome ADHD che tanti bambini moderni sembra colpire: gli studiosi hanno messo in stretta relazione l’iperattività con il consumo contemporaneo di questi due coloranti.

In conclusione i più colpiti sono i bambini, perchè attirati da alimenti colorati con colori sgargianti e dalle consistenze più allettanti. Le lobby alimentari lo sanno bene, infatti sono proprio i bambini sui quali mirano, fregandosene altamente della loro salute. E dietro ad esse , come un’unico meccanismo la big-pharma si sfrega le mani.Boicottate qualsisai cibo industriale, boicottate qualsiasi alimento che contenga qualsiasi additivo, o almeno quelli più pericolosi!!

Qui una lista dei vari additivi alimentari https://www.facebook.com/note.php?note_id=105536982888168

Marianna Gentile, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina

Fonte: Disinformazione.it

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Come usare la cenere di legna

31 gennaio 2013

uso cenereL’uso della cenere come fertilizzante è una pratica antichissima, valida ancora oggi. Innanzi tutto perché si tratta di un prodotto naturale, conforme al ciclo della natura, ma anche perché apporta al terreno fosforo, potassio e altri elementi nutritivi, a eccezione di azoto e zolfo. Può essere utilizzata anche per difendere le colture da limacce e chiocciole.

Ma la cenere può essere utilizzata per molti scopi, accertiamoci soprattutto che sia cenere di legno naturale e non trattato con vernici o prodotti, oppure mescolata con altre sostanze nel camino. Vediamo insieme i vari usi:

  • FERTILIZZANTE Mescolare la cenere al terreno per far crescere meglio le piante. La cenere di legna contiene buone quantità di fosforo, potassio, magnesio e calcio che rilascia al terreno quando viene sparsa sullo stesso. Non esageriamo però nel quantitativo, risulta utile anche per tener lontane le lumache in modo ecologico. Possiede un PH basico quindi è sconsigliata per le piante che amano i terreni acidi.
  • LUCIDANTE CAPELLI Lasciare in infusione due cucchiai scarsi di cenere in una bacinella d’acqua, e utilizzare poi dopo qualche ora per il risciacquo dei capelli.
  • PEDILUVIO Lasciare a bagno i piedi in acqua e due cucchiai di cenere per eliminare la stanchezza e ammorbidire meglio il piede
  • LUCIDANTE SUPERFICI E ACCIAIO In uno spruzzino versare 1/8 di cenere e aggiungere acqua. Miscelare bene il tutto e utilizzarlo per pulire i mobili.
  • LISCIVA PER LA LAVATRICE 
    1 parte di cenere di legna
    5 parti di acqua di rubinetto
    Preparazione:
    Setacciare la cenere, metterla in una pentola capiente e aggiungere 5 parti di acqua. Portare a bollire e lasciare bollire a fuoco basso per 30 minuti circa, mescolando ogni tanto. Spegnere, coprire la pentola e lasciarla riposare senza agitare fino al giorno seguente. Il giorno dopo la cenere si sarà depositata sul fondo della pentola formando uno spesso strato, mentre l’acqua in superficie, lisciva, si presenterà quasi trasparente. A questo punto bisognerà preparare un’altra pentola sulla quale mettere un colapasta in cui sistemare un tessuto di cotone, tipo una vecchia federa.
    Versare la lisciva nel colino facendo attenzione a non smuovere il deposito che deve rimanere sul fondo dell’altra pentola. La lisciva così ottenuta va lasciata decantare per qualche ora per verificare se si depositano delle polveri, in qual caso andrà filtrata nuovamente. Quando la lisciva si presenterà limpida e trasparente versarla in flaconi di plastica o bottiglie per il futuro utilizzo. Si può impiegare in molti modi. Ad esempio per i piatti, per il bucato in lavatrice come sbiancante e per aumentare l’azione pulente del detersivo o del sapone (80ml circa ad ogni lavaggio), per i pavimenti aggiungerne un tappo o più nell’acqua del secchio.

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La nuova casa che assorbe la CO2

21 settembre 2012
casa assorbe co2Una casa biocompatibile di calce e canapa, a emissioni zero e in grado di assorbire più Co2 di quella immessa nell’ambiente per la produzione, grazie alle potenzialità di un materiale particolare, il biocomposito di calce e canapa, appunto. L’innovativa abitazione sarà realizzata da Equilibrium, azienda specializzata in bioedilizia che nel 2011 ha portato per prima in Italia il Biomattone e le soluzioni costruttive in Natural Beton, in collaborazione con l’architetto Aldo Cibic e sarà presentata al Made Expo, evento internazionale di architettura, design ed edilizia (17-20 ottobre, Fiera Milano Rho).

Costruire un’abitazione con calce e canapa significa garantire all’edificio isolamento termo-acustico, salubrità degli ambienti, permeabilità al vapore, confort abitativo, ridotto impatto ambientale, capacità di contrastare i cambiamenti climatici. Questo perché la canapa è la pianta che produce più biomassa al mondo, crescendo in soli quattro mesi fino a sei metri di altezza e assorbendo grandi quantità di biossido di carbonio durante il suo ciclo vitale.

“L’installazione darà modo ai visitatori di toccare con mano un materiale da costruzione innovativo e ricco di qualità. E’ per queste ragioni che, da quando l’abbiamo portato per primi in Italia, ha iniziato a diffondersi notevolmente, permettendoci di avviare la produzione in uno stabilimento che prima sfornava cemento e ora realizza un materiale decisamente più amico delle persone e dell’ambiente”, spiega Paolo Ronchetti, general manager di Equilibrium. Il Biomattone e il Natural Beton vengono infatti prodotti in un ex stabilimento che produceva blocchi in cemento in provincia di Bergamo, riconvertito da Equilibrium in un impianto di produzione di un materiale altamente ecosostenibile.

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La casa ecologica autosufficiente

20 marzo 2013
isolee casa ecologicaLa nostra casa futura punterà all’autosufficienza in ogni suo ambito, ecco che numerosi architetti, costruttori e ingegneri iniziano a progettare sempre più queste nuove soluzioni. Un progetto attualmente interessante è stato realizzato da Frank Tjepkema dello studio Tjep, il quale ha creato un edificio intelligente completamente autonomo grazie a pannelli solari, un impianto solare per il riscaldamento dell’acqua e di stufe a biomassa. Una piccola casa  prefabbricata chiamata Isolée, composta da tre piani, con una scala in diagonale, per accedere ad ogni piano. Al primo piano c’è una sala, al secondo la cucina e la sala da pranzo e nel terzo, una camera da letto, bagno e terrazzo. Una delle caratteristiche più originali della casa è che la sua facciata si apre come una porta dell’armadio e le persiane di legno della facciata possono essere programmate con un dispositivo elettronico per far luce naturale.

Sul tetto, con una composizione artistica simile ai rami di un albero, vi sono i pannelli fotovoltaici posizionati in modo circolare. Questi pannelli solari seguono il movimento del sole durante il giorno, per un assorbimento più efficiente.

Vengono creati sistemi di riciclo delle acque grigie per poi utilizzarle in altri ambiti all’interno della casa, inoltre come naturalmente dovrebbe essere tutti i materiali utilizzati sono riciclati, eco-compatibili e biodegradabili.

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A Roma la prima casa di paglia d’Italia costruita in città

12 aprile 2012

casa in paglia_romaGrazie al progetto dell’architetto Paolo Robazza, di BAG officinamobile, sorgerà nella Capitale, all’interno del quartiere Quadraro, il primo edificio cittadino costruito utilizzando balle di paglia

I lavori di costruzione hanno preso il via alla fine di gennaio, ma già ora passeggiando per le vie del Quadraro, a Roma, si può notare un curioso edificio che al posto dei classici mattoni è costituito da balle di paglia. Il responsabile di questo innovativo progetto è l’architetto Paolo Robazza, di BAG officinamobile, già progettista di EVA, l’ecovillaggio autocostruito a Pescomaggiore (L’Aquila) nei mesi successivi al terremoto.

 In Italia esistono già 30 edifici in paglia, ma si tratta del primo tentativo di portare questa tecnica costruttiva in ambito urbano. Allo stato attuale è stata realizzata la struttura in legno, la copertura e la tamponatura in balle di paglia; l’obiettivo è terminare i lavori nel mese di luglio.

L’elemento distintivo di questo progetto non riguarda solo la tecnica costruttiva e il materiale utilizzato, ma anche le modalità attraverso le quali è stato realizzato. Si tratta, infatti, di un cantiere condiviso che permette a giovani professionisti, desiderosi di apprendere questa tecnica nuova, di partecipare ai lavori di costruzione dell’edificio.

“In questi mesi BAG officinamobile ha organizzato quattro weekend formativi rivolti a giovani professionisti del settore” dice Paolo Robazza “che hanno partecipato attivamente alle lavorazioni specifiche della paglia”.

“Questo ha permesso loro di accedere a una tecnica nuova in maniera nuova, attraverso una modalità che non avrebbero potuto imparare altrimenti, e cioè partecipando ai lavori di un cantiere vero e proprio”.

Tutto questo è stato possibile perché la paglia è un materiale particolarmente maneggevole e niente affatto pericoloso nella fase di costruzione. Ma il progetto formativo ideato da BAG officinamobile non sarebbe stato possibile senza il contributo dell’Asl di Roma che ha aderito “perché sicurezza e salute sono obiettivi che prescindono dalle tecniche costruttive”.

Ma perché costruire in paglia? Innanzitutto perché è possibile realizzare una casa salubre e ben isolata utilizzando un materiale assolutamente naturale e poi perché conviene economicamente. Costruire con la paglia costa 1000-1200 euro al metro quadrato mentre per ottenere le medesime prestazioni energetiche con altri materiali i costi sono molto più alti.

“Il nostro obiettivo” conclude Robazza “è sfatare il luogo comune che vuole che la paglia sia adatta a costruire solo in contesti rurali. Si tratta, infatti, di un materiale valido anche per il contesto urbano”.

Emiliano Angelelli

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Rimedi naturali contro gli scarafaggi

22 aprile 2013

BlatteDopo avere parlato di come allontanare le formiche in modo naturale e le mosche, vediamo ora come fare con gli scarafaggi. Gli scarafaggi rappresentano un pericolo per le nostre case in quanto possono contaminare acqua, cibi, e lasciare escrementi in giro. Gli scarafaggi sono attratti da sporcizia e residui di cibo e possono essere facilmente vettori di malattie infettive come salmonellosi, epatite-a, dissenterie. Possono anche veicolare virus e nematodi (vermi) tramite le feci (il loro intestino contiene molto spesso parassiti) e trasmettono questi parassiti e le infezioni con la loro semplice presenza e passaggio. Importante è sempre pulire le varie stanze a fondo per evitare di attirare questi animaletti.

Come sempre gli oli essenziali ci aiutano anche in questo compito, ecco quindi che possiamo mettere alcune gocce di olio essenziale al rosmarino o all’eucalipto nei punti dove li abbiamo visti, questo per qualche giorno. E’ importante verificare che non ci siano fori di entrata dall’esterno e nel caso li possiamo chiudere con un di stucco.

Possiamo usare anche il gesso, va mescolato con dell’acqua e dello zucchero, un cucchiaio di tutti e tre e formate delle palline che andranno posizionate dietro ai vari mobili per evitare che possano essere di facile accesso a bambini e animali domestici.
Puliamo il pavimento di casa con acqua e aceto che risulta essere un ottimo deterrente per gli scarafaggi.
Un altro ottimo deterrente è l’erba gatta, possiamo preparare un infuso con quest’erba e farne un comodo spray da spruzzare negli angoli della casa o dove c’è necessità.
Anche foglie di alloro, cetriolo e aglio possono fare al caso nostro. Basta mescolare tutto nel mixer e farne una poltiglia, possiamo fare delle palline e distribuirle per casa nei luoghi più nascosti. Oppure mettere questi ingredienti in un sacchettino di tela e collocarle dove meglio crediamo.

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Consigli naturali per allontanare le formiche da casa e giardino

9 aprile 2013
formiche allontanareSe vogliamo mantenere lontane le formiche, non dobbiamo ricorrere a pesticidi che oltre a ucciderle inquinano l’ambiente, possiamo utilizzare dei metodi naturali e questi piccoli insetti non saranno più un problema.
  • Il borotalco può essere una possibile soluzione per allontanarle in casa, basta cospargere la linea del percorso che fanno solitamente e vedrai che presto le formiche non si faranno più vedere.
  • Utilizzando dell’aceto con alcune gocce di olio essenziale di menta o di eucalipto possiamo creare una soluzione che spruzzata nei punti strategici della casa terrà lontane i nostri insetti.
  • Prendere una manciata di foglie di pomodoro e farle bollire in un litro d’acqua. Lasciare in infusione poi per una mezzora e filtrare. Questa soluzione una volta raffreddata è utile per eliminare le formiche dal nostro orto, il forte odore della foglia di pomodoro bollita le tiene lontane.
  • Sempre per allontanarle dal nostro orto possiamo piantare tutto attorno piante di maggiorana, tanaceto o lavanda che emanano un odore forte che da noia alle formiche.
  • Usare oli essenziali di menta, la canfora, chiodi di garofano, cannella, o anche aglio. Le formiche non amano gli odori forti e usando poche gocce di olio essenziale o anche l’aglio possiamo tenerle lontane.
  • Spargere del peperoncino in polvere nei posti dove le nostre amiche sono indesiderate.
  • La polvere di caffè può essere molto utile per il nostro giardino e per il nostro orto. Quando prepariamo il nostro caffè, i fondi del caffè vanno messi in un piattino a parte dove perdendo parte della loro umidità potranno essere usati come una polvere. Questa va messa lungo tutti i bordi del nostro giardino o orto e attorno alle piante. Oltre a concimare terrà lontane le formiche che potrebbe anche arrecare danni alle nostre piante.
  • Usare un decotto di assenzio si utilizzano le foglie e le infiorescenze estive, un cucchiaino di pianta secca per un litro d’acqua. Questo prodotto a freddo può essere usato alla sera sulle piante per allontanare le formiche, ma è utile anche per altri insetti e per la ruggine delle piante.
  • Gli agrumi, o anche i limoni ammuffiti sono un ottimo deterrente contro le formiche.
  • Il nasturzio è un bel fiore, che a causa del suo odore forte tende a tenere lontane le formiche, lo possiamo piantare nel nostro giardino e mettere qualche vaso anche vicino alle porte.

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Come preparare il gel curativo con aloe vera

10 aprile 2013
gel aloeSono ormai note le proprietà dell’aloe vera, ma per avere qualche informazione in più possiamo leggere questo articolo cliccando qui. Preparare un gel con l’aloe in casa è davvero semplice e utile per tagli, ferite, ustioni, cicatrice o per rinfrescare la pelle dopo il sole, o quando è più secca e necessita di maggior idratazione.

Indispensabile è utilizzare un aloe maturo, basta tagliare alcune foglie partendo dall’esterno.  Ricordiamoci che prima di fare questa preparazione la pianta dovrà essere rimasta senza acqua per 5/6 giorni. A questo punto tagliare appena la punta, i lati e la parte finale, in modo che da entrambi i quattro lati fuoriesca del siero. Mettere in ammollo le foglie per una giornata intera e cambiare nel frattempo l’acqua 3/4 volte.  In questa fase la foglia espellerà l’aloina che è irritante e tossica.Passato il periodo richiesto possiamo a questo punto raschiare la parte superiore della foglia e con un cucchiaio di legno togliere tutta la polpa inserendola in un frullatore. Aggiungiamo a questo punto uno o due cucchiai di succo di limone in base alla quantità di gel, della vitamina C in polvere (ne basta un cucchiaino) e sempre un cucchiaino di olio di germe di grano ricco di vitamina E. Frulliamo il tutto alla massima velocità fino ad ottenere una pasta cremosa.  Andremo a versare il composto in un vasetto a chiusura ermetica, precedentemente sterilizzato, e possiamo porre il tutto in frigo, così facendo la nostra crema durerà due mesi circa.

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I 9 super-alimenti

7 novembre, 2012

super alimentiCome super-alimenti intendiamo ciò che è più ricco di vitamine, minerali, antiossidanti rispetto ad altri cibi.

Acai

L’acai è un frutto di una palma che cresce nell’Amazzonia, una bacca di color porpora riconosciuta per le sue virtù, come energizzante, per l’alto contenuto di vitamina E e le fibre. Spesso si trova in compresse, ma se riusciamo a trovarlo in polvere possiamo realizzare deliziosi dessert, frullati e anche il gelato è ottimo. L’acai risulta essere un potente antiossidante da utilizzare anche nei casi d’invecchiamento precoce, valido aiuto per il cuore, sistema cardiovascolare, apparato digerente, metabolismo, controllo del peso, rafforza sistema immunitario e contrasta le infiammazioni. Molte sono le proprietà di questa piccola bacca tant’è che si è dimostrato efficace anche nel migliorare il tono della pelle, migliorare la visione notturna, migliora la concentrazione e aumenta l’energia e la vitalità. Inoltre uno studio recente realizzato dall’Università della Florida mostra come gli estratti di bacche di açaì inneschino un’autodistruzione di risposta fino all’86 % delle cellule cancerose. Un passo importante nella ricerca del cancro.

Acerola
L’acerola è il frutto di un piccolo albero, originario del centro – sud America, chiamata anche ciliegia delle Antille.
Questo piccolo frutto simile ad una ciliegia, dal sapore aspro è perfetta in piatti (insalate, salse, accompagnamenti) ed è un vero compendio di vitamina C, sali minerali, tonificanti e anti-infezione. Un piccolo frutto ricchissimo di vitamina C che aiuta le difese immunitarie, ricco anche di vitamina B1, B2, B3, B5, B6, betacarotene, ferro, calcio e magnesio. L’acerola è utile nei casi fragilità capillare, ottimo tonico-stimolante, antiemorragico, antivirale, antiossidante e molto importante anche la sua proprietà antianemica dovuta alla presenza di acido folico che favorisce l’assorbimento di ferro.

Uncaria

Conosciuto anche come “Liane Perù,” artiglio del gatto proviene dalla corteccia interna di una pianta sudamericana. E ‘ampiamente utilizzato per alleviare il dolore, l’infiammazione e stimolare il sistema immunitario. In polvere, si adatta bene con minestre e bevande calde. Pianta immunostimolante che cura le malattie da raffreddamento, aiuta in casi di allergie, aumentando le difese immunitarie. Possiede proprietà antivirale, infatti è molto utile nei casi herpes, ma oltre a ciò l’uncaria si è dimostrata utile in casi di cancro, nelle malattie degenerative e nelle sindromi da immunodeficienza.

Mirtilli

I mirtilli sono potenti antiossidanti e il loro consumo regolare può aiutare a prevenire le malattie cardiovascolari e il rischio di infezione del tratto urinario. Il mirtillo è un forte alleato nei casi di fragilità capillare, disturbi intestinali, disturbi del fegato, aiuta la circolazione e i problemi alla vista. Forte antiossidante che aiuta nella lotta contro i radicali liberi e tonico per la nostra pelle. Contro i problemi delle vie urinarie bere succo di mirtillo aiuta molto.

Cacao grezzo

Il cacao grezzo contiene un alto tasso di epicatechina, un flavonoide (un pigmento vegetale idrosolubile) di cui sono ricchi anche broccoli, vino, te’, dalle proprietà importantissime. L’epicatechina potrebbe liberarci di almeno quattro delle cinque piu’ comuni malattie del mondo occidentale – ictus, infarto, cancro, diabete – percio’ direi che dobbiamo studiarla piu’ a fondo perche’ potrebbe essere molto importante. Questo è quanto emerge da ricerche condotte e ancora in fase di sviluppo. Il cioccolato che mantenga tutti i suoi flavonoidi e composti aumenta l’afflusso di sangue al cervello e potrebbe anche avere l’effetto di migliorare la memoria a breve termine. Il cacao grezzo sembra avere più di 300 sostanze nutritive ed è una fonte ricca di antiossidanti.

Maca

La Maca è un tubero della pianta perenne delle Ande peruviane, la parte impiegata è costituita dalla radice: consumata fresca o secca, è nota sin dai tempi degli Inca soprattutto per le sue qualità energetiche ed afrodisiache. Nota anche come coadiuvante nel trattamento di alcuni tipi di tumore, nella cura dell’anemia, nel trattamento dell’impotenza maschile, nel trattamento delle disfunzioni ovariche, compresa la menopausa
e nel trattamento della sterilità maschile e femminile.

Aloe vera

Aloe vera ha molte virtù, ne abbiamo approfondito l’argomento in un’altra sezione.

Spirulina

La Spirulina è una fonte eccellente di nutrienti e antiossidanti che rispetta l’ambiente e rafforza il recupero del corpo e l’energia ogni giorno. Dell’alga spirulina ne abbiamo parlato qui.

Semi di Chia

Semi di Chia sono un alimento tradizionale della civiltà azteca. Anche dei semi di chia ne abbiamo parlato in un precedente articolo qui.

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Le proprietà del cacao grezzo

26 gennaio 2013
cacao grezzo proprietàLe popolazioni dell’America Centrale usavano i semi di cacao come moneta di scambio e poco prima dell’anno 1000 il seme di cacao diventa l’elemento base del calcolo. Per queste popolazioni il cacao era sacro ed era associato alla fertilità e all’amore. Veniva usato anche come moneta di scambio. I semi della pianta del cacao contengono potenti antiossidanti che sono noti per contribuire ad eliminare i radicali liberi del corpo. Il cacao ha un potere antiossidante maggiore rispetto addirittura alle bacche di Acai o al frutto di Goji. Il cacao grezzo è efficace nel benessere mentale in quanto produce endorfine, agisce come anti-depressivo, aumentando i livelli di serotonina. Il Cacao è una anche una ricca fonte di:
  • Magnesio
  • Ferro
  • Zinco
  • Vitamina C
  • Fibra
  • Riduce il rischio di coagulazione del sangue
  • Cromo
  • Manganese

Ricordiamoci che noi stiamo comunque parlando di cacao grezzo, non ha nulla a che fare con il cacao presente ora in commercio che è ricco di zucchero bianco raffinato e latte pastorizzato omogeneizzato che è aggiunto ad esso. Recenti studi hanno dimostrato come il cacao possa essere utile nella cura della tosse, la teobromina contenuta nel cacao, infatti, sarebbe un’arma naturale ed efficace contro i sintomi della tosse. Ci aiuta ad approfondire l’argomentoBenessereDaCondividere leggendo qui.

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Serotonina e alimentazione

24 ottobre 2012
serotoninaLa serotonina è un neurotrasmettitore essenziale per il corretto funzionamento della nostra psiche, che ha a che fare soprattutto con l’umore. È sintetizzato da un aminoacido chiamato triptofano, che è presente in molti alimenti assolutamente essenziali per prevenire malattie come la depressione o stress. 

Il triptofano è il precursore della serotonina, che si trasforma in presenza di vitamine del gruppo B.

La serotonina interviene nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà , una minore assunzione di carboidrati a favore delle proteine e una riduzione, in genere, della quantità di cibo ingerita. Non a caso, molte persone che avvertono un calo dell’umore avvertono l’esigenza d’introdurre dolci e cioccolato. Le sue funzioni a livello cerebrale sono davvero molteplici e includono oltre all’assunzione di cibo anche la regolazione del sonno, del dolore, delle emozioni, delle funzioni sessuali e della temperatura corporea.

Sia latticini e uova, essendo proteine, sono ricchi di triptofano, essenziale per la sintesi della serotonina, mentre se sostituiamo i carboidrati e dolci raffinati a favore di alimenti vegetali, frutta e cereali integrali, avremmo non effetto più prolungato della presenza di serotonina.

Anche i legumi, che hanno un sacco di fibra, sono l’ideale per aiutare la depressione e l’ansia, come pure la frutta a guscio, come noci, mandorle o nocciole hanno buoni livelli di triptofano e sono altamente raccomandati.

Si consiglia inoltre di evitare l’alcol perché dietro lo stato di euforia che genera, nasconde un effetto depressivo.

Il modo migliore è quello di seguire una dieta che sia il più equilibrata possibile: una miscela varia e colorata di alimenti contenenti una vasta gamma di componenti diversi.

La parola “colorata” deve essere presa sul serio: i colori specifici di prodotti alimentari hanno un effetto benefico sulla nostra mente e, alimenti arancione e rosso sono stimolanti, il blu crea calma, allegro il giallo, mentre gli alimenti verdi aiutano la concentrazione .

I quattro “alimenti felici” sono il cioccolato naturale più efficace, banane, ananas e peperoncino.

Lo zucchero e il burro di cacao rendono il corpo ricettivo ad assorbire triptofano, aumentando così il livello di serotonina nel cervello. Il contenuto di cacao nel cioccolato fornisce anche caffeina stimolante. Un altro ingrediente della felicità nel cioccolato è la feniletilamina, che deriva dalla fermentazione dei semi di cacao, che aumenta anche il livello di zucchero nel sangue e hanno un effetto eccitante, stimolante.

Anche le banane rientrano negli alimenti importanti legati alla serotonina, sono ricche di sostanze nutritive e fibre e contengono pochi grassi rispetto al cioccolato sono anche ricchi di vitamine, minerali e oligoelementi, e danno al corpo un apporto energetico rapido.

L’ananas è ricco di minerali e vitamine e contiene composti attivi che stimolano la produzione di serotonina. Allo stesso tempo, calma l’ansia e allevia l’ agitazione nervosa.

La capsaicina è il nome della sostanza miracolosa che combatte la frustrazione, rabbia e depressione ed è legato al peperoncino, e regala quel caratteristico sapore piccante.

Il cervello percepisce questo calore pungente come il dolore, e per contrastare risponde rilasciando endorfine che migliorano la sensazione di benessere.

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La sindrome da fatica cronica legata ai metalli pesanti

31 gennaio 2013
stanchezza cronicaLa sindrome da stanchezza cronica (Chronic Fatigue Syndrome) è un disturbo dalle origine ancora oscure, caratterizzato da una stanchezza prolungata e debilitante, e da multipli sintomi non specifici, quali cefalea, mal di gola ricorrente, dolori muscolari e alle ossa, disturbi del sonno, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione e da un malessere generale.

I sintomi per definizione si protraggono per minimo per 6 mesi, ma spesso nella realtà per anni. Dall’Università di Firenze uno studio internazionale ipotizza che la malattia sia la conseguenza dell’esposizione al Cadmio. Il gruppo di ricerca della Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze guidato dai Prof. Gulisano e Ruggiero, ha recentemente pubblicato un articolo scientifico sulla prestigiosa rivista Medical Hypotheses dove si ipotizza per la prima volta una relazione tra esposizione al Cadmio e Sindrome da Fatica Cronica (definita anche Encefalomielite Mialgica).
Questa sindrome neurologica invalidante colpisce milioni di persone nel mondo e si calcola che in Italia i malati siano nell’ordine delle centinaia di migliaia anche se purtroppo in molti di loro la malattia non è correttamente diagnosticata. Infatti la diagnosi risulta incerta, lunga e complessa e spesso i malati sono costretti a subire esami diagnostici per mesi e mesi prima di arrivare alla diagnosi. Come per molte malattie neurodegenerative, le cause non sono note e la terapia, spesso soltanto palliativa, ha scarsi risultati.

Il gruppo di ricerca fiorentino, nell’articolo pubblicato, ipotizza per la prima volta un legame tra la malattia ed esposizione al Cadmio. Il Cadmio è un metallo pesante cancerogeno molto diffuso nei paesi industrializzati, che si produce nell’inquinamento urbano, nell’incenerimento dei rifiuti, nell’elettronica da consumo (batterie al Cadmio), nei processi industriali, nell’edilizia e nel fumo di tabacco.

I ricercatori fiorentini, dopo aver dimostrato i danni indotti dal Cadmio sui neuroni umani, hanno messo a punto una tecnica ecografica semplice e priva di rischi che permette di studiare la corteccia cerebrale senza l’uso di radiazioni, in modo da evidenziare fenomeni di infiammazione o di danno cerebrale nei pazienti affetti da Sindrome da Fatica Cronica e nei soggetti esposti al Cadmio. In questa maniera, sarà possibile diagnosticare precocemente i danni neurotossici conseguenti all’esposizione al Cadmio (ad esempio nei fumatori o nelle persone che vivono in prossimità di aree inquinate, di impianti industriali o inceneritori) ed individuare i sintomi della Sindrome da Fatica Cronica in modo da intervenire il prima possibile. Sarà anche possibile monitorare la malattia e la risposta alle diverse terapie in via di sperimentazione nel mondo, con l’auspicio di poter osservare una reversione del danno cerebrale.

Il prestigio internazionale della rivista dove i ricercatori fiorentini hanno pubblicato questo studio all’avanguardia ètestimoniato dalla presenza nel comitato editoriale dei Premi Nobel Arvid Carlsson, John Eccles, Frank Macfarlane Burnet e Linus Pauling, e del pioniere della filosofia della scienza, Sir Karl Popper.

L’articolo, con le immagini relative, è reperibile online sul sito della rivista Medical Hypotheses ed è inoltre stato immediatamente inserito nel database della National Library of Medicine (NIH) del Governo degli Stati Uniti d’America.

fonte: http://www.osservatoriomalattierare.it/stanchezza-cronica-sindrome-da/2556-sindrome-da-fatica-cronica-sembra-evidente-il-legame-con-i-metalli-pesanti

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Rimedi naturali per eliminare i metalli pesanti dal nostro organismo

10 aprile 2013

coriandolo1I metalli pesanti, in particolare cadmio, mercurio e piombo, sono quelli maggiormente tossici per l’uomo. Questi elementi si accumulano nell’organismo senza poter essere eliminati determinando effetti nocivi a breve e lungo termine, diversi a seconda del metallo . Possono causare danni ai reni, al sistema nervoso e al sistema immunitario, e in certi casi avere effetti cancerogeni. I sintomi più classici di intossicazione da metalli pesanti sono l’irritabilità ed instabilità dell’umore, depressione, cefalee, tremori, perdita di memoria, ridotte capacità visive.

Ecco dunque che ci diventa indispensabile rimuovere i metalli pesanti dal nostro corpo, e la procedura per rimuoverli è detta chelazione. Solitamente gli agenti chelanti sono chimici, portano si dei benefici ma anche numerosi effetti collaterali che possono essere evitati ricorrendo direttamente all’aiuto della natura. Un chelante naturale importantissimo è il coriandolo.
Il coriandolo conosciuto anche come prezzemolo cinese possiede numerose proprietà, in associazione con l’aga clorella aiuta ad assorbire i metalli pesanti e inquinanti chimici presenti nel nostro organismo. Aiuta nella digestione, contro la flautolenza, in tutte le problematiche strettamente legate all’intestino ne legate alla cattiva digestione. Ottime proprietà antiossidanti, antibatteriche e funghicide. Gli studi ci portano in evidenza come il coriandolo sia l’elemento più efficace nella lotta alla rimozione del mercurio nel corpo.

Vi consigliamo questa ricetta che aiuta a eliminare i metalli pesanti dal nostro corpo in breve tempo, ottima se consumata con la pasta o come meglio credete, è importante ripulire il nostro organismo se avete otturazioni in amalgama, o le avete avute che possono avere causato avvelenamenti significativi da metalli pesanti, oppure molteplici possono essere le derivazioni da metalli pesanti nel nostro organismo, proviamo a ripulirci.

3 spicchi d’aglio
1/3 di tazza noci del Brasile
1/3 di tazza di semi di girasole
1/3 di tazza semi di zucca
1 tazza di coriandolo fresco
1 tazza di prezzemolo
2/3 tazza di olio evo
4 cucchiai di succo di limone
un pizzico di sale marino integrale

Mettere a bagno i semi e noci per tutta la notte, in seguito eliminate l’acqua e risciacquateli. Tritate bene prezzemolo, coriandolo e unite l’olio, amalgamate bene e in seguito aggiungete, l’aglio a tocchetti, le noci e i semi tritati, il limone e il sale. Mescolate bene il tutto e con questo potete ad esempio condire la pasta. In ogni caso è importante assumere due cucchiaini al giorno di questo trito, per tre settimane consecutive. Potete anche eventualmente aumentare le dosi e porre in congelatore. Questo composto aiuterà a pulire il sangue dai metalli pesanti, gli studi hanno però fatto notare che, si il coriandolo “smuove” i metalli nel corpo, ma la maggior parte può venir riassorbita dal corpo. Questa forma di reintossicazione può essere evitata utilizzando l’aga clorella che funziona come agente di assorbimento intestinale delle tossine. Il coriandolo induce la colecisti a riversare bile – contenente le neurotossine escrete – nello intestino tenue. Il rilascio di bile – fenomeno che avviene naturalmente dopo i pasti – è reso molto più efficace dal coriandolo. Se però non si assume il secondo agente – come la chlorella – la maggior parte delle neurotossine finiscono per essere riassorbite lungo la strada verso l’intestino tenue dalle terminazioni nervose del sistema nervoso enterico. Il coriandolo non deve essere usato in modo eccessivo in quanto può creare fastidi renali e disturbi nervosi.

“NON chelare mai in presenza di altre amalgame in bocca e controllare se sono presenti tatuaggi da migrazione di ioni mercurio sulle gengive. LA REGOLA PIU’ IMPORTANTE NELLA TOSSICOLOGIA RIMANE QUELLA DI NON DISINTOSSICARE SE NON SI E’ PROVVEDUTO A RIMUOVERE LE FONTI DI INTOSSICAZIONE perchè la chelazione potrebbe aumentare la fuoriuscita di metalli pesanti dalle amalgame e provocare danni all’organismo.
Attenzione: queste regole sono valide anche per chi è comunque venuto in contatto con mercurio in altro modo ( rottura di termometri, vaccinazioni, consumo di pesce di mare, inquinamento cittadino, cosmetici e liquidi per lenti a contatto, inquinamento industriale e sul posto di lavoro, ecc)

E’ bene in ogni caso consultarsi con il vostro medico di fiducia, che potrà consigliarvi anche le giuste quantità eventualmente.

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L’Alga Clorella elimina i metalli pesanti

17 maggio 2012
alga clorellaForse non tutti sanno che i metalli pesanti, come il mercurio, il cadmio e il piombo, alluminio sono diffusi nell’ambiente e nel cibo che mangiamo e che il loro accumulo nell’organismo può causare problemi nervosi, malattie immunitarie e tumori.

Gli effetti dei metalli sono molteplici: possono determinare fenomeni irritativi, intossicazioni acute e croniche, possono avere azione mutagena o cancerogena. Anche gli organi o gli apparati colpiti sono molto diversi: si va dal sangue al rene, al sistema nervoso centrale o periferico, al sistema respiratorio, all’apparato gastrointestinale, all’apparato cardiovascolare e alla cute.

Ecco perchè abbiamo deciso di parlarvi dell’Alga Clorella, chlorella Pyrodeinosa,  una microalga verde, unicellulare, che vive in acqua dolce. E’ un’alga ricchissima di clorofilla, ne contiene da 10 a 100 volte in più rispetto ai vegetali a foglia verde. La molecola della clorofilla differisce dalla molecola dell’emoglobina per la presenza di un atomo di magnesio al posto dell’atomo di ferro. Ciò fa sì che tale molecola nel nostro organismo possa svolgere efficacemente un’azione disintossicante, favorendo l’eliminazione di scorie metaboliche, inquinanti ambientali e metalli pesanti. L’eliminazione di tossine dannose per l’organismo determina anche una prevenzione e una notevole riduzione dei fenomeni di infiammazioni ed allergie, dei quali soffre ormai una grossa fetta della popolazione mondiale.

Pulizia dell’intestino e risanamento della flora batterica, eliminazione di residui tossici (insetticidi, concimi chimici e metalli pesanti) dal fegato e dai tessuti, assorbiti da una membrana fibrosa (sporopolleine); depurazione ematica che costituisce la base per la formazione dell’emoglobina e garanzia di un’ importante fonte di linfa vitale. Migliora inoltre le condizioni dei diabetici e degli asmatici, rivitalizza il sistema vascolare migliorando le vene varicose, favorisce la cicatrizzazione dei tessuti (ottima dunque anche in casi di ulcere o emorroidi), elimina gli odori del corpo,riduce il dolore da infiammmazione e permette l’assorbimento di calcio.

Ma non è tutto.Quest’alga può vantare la presenza di acidi nucleici (DNA RNA), acidi grassi essenziali insaturi, sali, proteine di facile assimilazione ed amminoacidi. Molto ricca in ferro (consigliata nelle anemie e per regolarizzare le mestruazioni), zinco, zolfo, fosforo ed altri minerali come il magnesio ,efficace nel trattamento delle affezioni respiratorie: sinusite, rinite, influenza, mal di gola, tonsille infiammate. L’apporto di vitamine antiossidanti quali Betacarotene (o Vitamina A), Vitamine del gruppo B (anche la B12 tanto difficile da reperire in natura) Vitamina C e Vitamina E la rende speciale per il rinforzo del sistema immmunitario.

Grazie al suo effetto tonico si sono riscontrati dei miglioramenti anche nel trattamento di stati depressivi, come moderatore del sistema nervoso e contro le insonnie.

Possiamo dire dunque che quest’alga dalle innumerevoli proprietà dovrebbe essere il nostro alleato giornaliero nella lotta ai danni fisici che ci comporta l’inquinamento ambientale…

Agnese Tondelli

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Argento colloidale antibiotico naturale

3 dicembre 2012
argento colloidaleL’ argento colloidale è un eccezionale battericida, germicida per eccellenza, antibiotico naturale, fonte di molte guarigioni “miracolose” che gli scettici non sono disposti ad accettare. Eppure, i fatti parlano da soli. L’argento colloidale elimina più di 650 specie di microbi, virus, batteri, parassiti, muffe, funghi e micoplasmi, alcuni solo in pochi minuti. 

L’argento colloidale non è un trattamento nuovo o una nuova scoperta, ma piuttosto un “rimedio della nonna”. Frank Goldman nel suo libro “Un arma segreta contro la malattia: argento colloidale” scrive:

“E ‘stato utilizzato in utensili per bambini per aiutarli a proteggerli dalle malattie la cui origine non era ancora conosciuta a quei tempi. Il termine “Essere nato con un cucchiaio d’argento in bocca” deriva da questo fenomeno, il suo recente utilizzo come un’indicazione di ricchezza è una conseguenza. I veneziani portava l’acqua, il vino e l’aceto in contenitori d’argento per, durante la conquista del West americano, proteggere la loro acqua, il latte e negli alimenti mettevano monete d’argento per preservare la freschezza. Alessandro Magno (356-323 aC. AC) portava la sua acqua in contenitori d’argento. Il cibo era servito per l’aristocrazia su vassoi d’argento, mangiavano con posate d’argento e le loro bevande erano servite in tazze d’argento.

L’uso medico dell’ argento ha una lunga tradizione, i macedoni mettevano monete sulle ferite per aiutarli a guarire. La Grecia antica conosceva la fitoterapia grazie a Ippocrate (460-370 aC), ha descritto più di 230 piante medicinali nel suo libro “Corpus Hippocraticum” scienza a cui era stato iniziato da suo padre, Eraclide . Ha sviluppato e praticato durante i suoi viaggi in Asia Minore e in Grecia, in quei momenti, ha insegnato ai suoi discepoli che il fiore d’argento (polvere extra-fine) guariva le ferite ulcerate .

Molti medici, alchimisti, come Plinio (78 dC), Gerber (702-765), Avicenna (980-1037, Paracelso (1493-1541) consigliavano l’uso del denaro d’argento.
Nel Medioevo, i medici arabi usavano i soldi nel trattamento delle palpitazioni e ritenzione di liquidi. Nel ’700 il nitrato d’argento divenne una opzione terapeutica per il trattamento di ferite, ulcere e problemi alla pelle.

Nel 1881, Carl Sigmund Franz Crede (1819-1882), consigliava per prevenire l’infiammazione degli occhi del neonato il trattamento di una soluzione all’1% di nitrato d’argento. Con l’introduzione di questa pratica, il tasso di oftalmia neonatale rapidamente scesa dal 10% al 0,2%. Di conseguenza, questa pratica è diventata obbligatoria nei paesi degli Stati Uniti e buona parte di quelli europei.

Nel 1893, il botanico svizzero Von Nägeli (1871-1938) scoprì che la concentrazione di ioni% solo 0,000 000 1 argento sufficienti per uccidere il germe Spirogyra (verde acqua dolce alghe è in forma di filamenti) che si trova in acqua dolce.

Le proprietà anti-infettive di argento colloidale sono state messe appunto nei primi del ’900. Ad esempio i cinesi hanno usato l’agopuntura per circa 7000 anni. Presumibilmente migliaia di agopuntori nel mondo di oggi utilizzano aghi d’argento per l’agopuntura.

Il denaro d’argento è ancora usato nella medicina tradizionale indiana (Ayurveda), tra gli altri, per trattare la febbre cronica, infiammazione intestinale, cistifellea iperattività e menorragia.

Nel 1928, Krause ha avuto l’idea di mettere l’argento nei sistemi di filtrazione per l’acqua sanitaria, attualmente, più della metà delle compagnie aeree globale usa l’argento per il trattamento di acque destinate agli utenti di aeromobili. Gli americani ed i russi hanno scelto un sistema di trattamento delle acque a base di argento per le loro navicelle spaziali.

Negli Stati Uniti, le città hanno scelto i soldi per il trattamento delle acque reflue, in alcuni ospedali l’installazione del sistema di ionizzazione argento / rame hanno aiutato a sradicare la legionella nei loro sistemi di acqua calda.”

Anche se è ancora in uso, l’argento colloidale è scomparso dagli studi medici durante l’avvento degli antibiotici negli anni ’30.

Prima del 1938, l’argento colloidale era considerato uno dei fondamenti del trattamento antibiotico, quando per l’appunto furono scoperti gli antibiotici l’uso dell’argento fu abbandonato.

Le più importanti proprietà dell’argento colloidale è l’efficacia contro 650 germi, funghi e virus patogeni, aiuta a ridurre le infiammazioni e favorisce la stimolazione della ricrescita dei tessuti danneggiati. Ottimo rimedio per le infezioni, favorisce un rapido risanamento, aiuta a rinforzare le difese naturali del nostro corpo, non sembra avere controindicazioni, viene ricordato che può però provocare argiria, una colorazione bluastra permanente della pelle,dovuta a un sovradosaggio. Un rimedio naturale che non contiene sostanze chimiche, che può essere usato esternamente e internamente. Questo rimedio è uno dei migliori e più sicuri antibatterici generali conosciuti, anche per i bambini è un trattamento sicuro, non ha controindicazioni con altri farmaci, non sviluppa dipendenza e intolleranza, unica possibile controindicazione riguarda le donne in gravidanza (dovrebbero consultare il medico) e chi è allergico a certi minerali, potrebbe contenere tracce di alcuni.

Ecco un elenco di malattie per le quali l’argento colloidale è stato dimostrato essere utile, anche da testimonianze personali:

Ascessi, acne, allergie, tonsille, tonsillite, ulcere della bocca, artrite, asma, lesioni, ferite, bronchite, ustioni, scottature, Candida albicans, cellulite, colite, congiuntivite, morbo di Crohn, la cura del cuoio capelluto, denti ( carie), diarrea, eczema, stanchezza cronica, infezione allo stomaco, fibromialgia, Gale,ulcere allo stomaco, il diabete, il colera, la malaria, la lebbra e la peste bubbonica, infezioni polmonari , infezioni della pelle, problemi al fegato, occhi, orecchie, reni, vescica, del tratto urinario, intossicazione alimentare, cisti, lievito, malattia di Lyme, muffe, funghi, pancreatite, forfora, alito cattivo, polmonite, influenza e raffreddore,tigna, varicella, verruche, Herpes Zoster .

L’argento colloidale aiuta anche a depurare l’acqua delle piscine, a eliminare parassiti e muffe dalle piante, ottimo sterilizzatore, utile per lavare frutta e verdura, e per combattere le infezioni anche degli animali domestici.

Sconsigliamo vivamente l’autoprescrizione, chiedete sempre consiglio al vostro medico, per il dosaggio e la tipologia del prodotto più affidabile.

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La senape proprietà e vari usi non solo in cucina

26 gennaio 2013
proprietà senapeLa pianta della senape, cresce in modo spontaneo nella maggior parte delle regioni europee, i suoi frutti sono costituiti da semi che giungono a maturazione verso la fine dell’estate. Esistono quattro varietà di senape:
  • senape gialla
  • senape nera
  • senape bruna
  • senape selvaggia

La classica salsa che noi conosciamo trans La senape proprietà e vari usi non solo in cucinaè costituita da una farina composta da semi di senape nera e gialla, miscelati con aceto, vino e spezie varie.

I semi di senape possono essere usati per un gran numero di applicazioni, sia per la salute, per le pulizie, per il giardinaggio, vediamo insieme come utilizzarli.

Mal di gola:

  • 1 cucchiaio di semi di senape
  • succo di 1/2 limone
  • 1 cucchiaio di sale marino
  • 1 cucchiaio di miele
  • 1 tazza e 1/2 di acqua bollente

Asma:

  • Semi di senape
  • Panno caldo

Fare un impacco con i semi di sesamo macinati, posizionarli nel petto e coprire con un panno caldo.

Rilassante muscolare:

  • 2 cucchiai di senape in polvere
  • 5 gocce di olio essenziale a piacere

Prendere una bacinella capiente, con acqua calda e aggiungere la senape, e l’olio essenziale della profumazione che più preferiamo, in più mettiamo un pizzico di sale Epsom. Immergiamo la parte dolorante e teniamola in ammollo per 20 minuti circa.

Ustioni minori: Applicare acqua fredda corrente e poi fare un impacco con i semi di senape, che tolgo istantaneamente il dolore evitando la formazione delle vesciche.

Maschera per la pelle: Aiuta a lenire la pelle, basta strofinare i semi di senape sulla pelle e lasciare riposare qualche minuto, lavare poi con acqua e vedrete la morbidezza della pelle…provate!!

Balsamo capelli: Massaggiare con olio di sesamo il cuoio capelluto e lasciarlo in posa il giorno prima del lavaggio. E’ un balsamo di altissimo livello.

Rilassante piedi: Riempire una ciotola con acqua calda e aggiungere qualche cucchiaio di senape in polvere. Lasciare in bagno per mezz’ora circa.

Pulizia del grasso in casa: Cospargere con un cucchiaino o due la superficie interessata con la polvere di senape, quindi lavare normalmente.

Rimuovere l’odore bottiglia: Se si desidera riutilizzare una bottiglia, e vogliamo togliete l’odore precedente, basta che cospargiamo un pò di senape in polvere nella bottiglia e poi aggiungiamo acqua calda, ecco che qualsiasi odore sparisce.

Deodorare piatti: Fate una pasta di senape in polvere e acqua, strofinare con questo piatto e lavaggio.

Prevenire erbacce: Se il nostro giardino è infestato dalle erbacce, piantiamo la senape, la quale ne impedisce la crescita.

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Nopal per purificare l’acqua in modo semplice

26 gennaio 2013
nopal purificante acquaAlmeno a partire dal XIX secolo, se non molti anni fa, le comunità indigene in Messico hanno usato il cactus conosciuta come fico d’India (Opuntia ficus-indica) per purificare l’acqua potabile. Dopo anni alcuni studi scientifici hanno dimostrato che questo cactus melma o gomma potrebbe essere la pulizia più naturale ed efficiente di tossine nel acqua.

Forse per la necessità di trovare metodi pratici per la purificazione dell’acqua, considerando che la maggior parte i meccanismi utilizzati dalla società sono complessi nel loro utilizzo, ecco che si sono approfonditi gli studi. I ricercatori della University of South Florida a Tampa, hanno testato con campioni di acqua in combinazione con grandi quantità di sedimenti o di alti livelli di batteri Bacillus cereus. Il risultato è stato che essendo filtrata attraverso la melma o gomma cactus, le particelle di sedimento unite affondano sul fondo del contenitore insieme ai batteri e oltre il 98% di essi viene eliminato.
Norma Alcantar, responsabile della ricerca, afferma che chiunque potrebbe far bollire una fetta di cactus per estrarre la gomma e quindi utilizzarlo come un filtro depuratore d’acqua. “La grande presenza del cactus, la sua accessibilità, e l’accettazione culturale ne fanno un materiale naturale attraente per le tecnologie di depurazione delle acque”, ha detto Alcantar.
Il processo di preparazione è semplice, il meccanismo è completamente naturale e quindi ecologico, e il costo è praticamente libero visto che questo cactus cresce in molti paesi del mondo ed è sempre rintracciabile comunque a buon prezzo:
– Tagliare alcune foglie di cactus (Opuntia ficus-indica)
– Metterle in un contenitore con acqua bollente
– Raccogliere con un cucchiaio la gomma poltiglia che emerge dai pezzi bolliti.
– Versare la pasta in una ciotola
– Versare un litro di acqua sporca sopra e attendere che i sedimenti filtrino nel basso e i batteri vengano neutralizzati.

Se ne avete la possibilità potete far controllare quest’acqua prima e dopo per rendervi conto dell’effettivo potere filtrante di questa pianta.

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I farmaci naturali da inserire nella nostra dieta

By on dicembre 20, 2012
farmaci-alimentiNelle nostre cucine sono presenti alcuni alimenti, che generalmente sottovalutiamo, ma possiedono incredibili proprietà curative.

Utilizzati fin dall’antichità sia per curare le malattie ma anche per prevenirle. In realtà molti di questi noi li utilizziamo abitualmente ma molto spesso ne ignoriamo le potenzialità.

Aglio possiede notevoli proprietà terapeutiche, confermate più volte da molteplici studi. Un recente articolo scientifico illustrava come l’aglio risulta essere curativo per una vasta gamma di ceppi della tubercolosi, che risultavano ad esempio resistenti ai farmaci. Ma anche in altre situazioni ci si è resi conto come l’aglio possa essere utile a debellare certe infezioni anche quando i farmaci convenzionali non riescono. Oltre alla tubercolosi l’aglio è risultato utile nel debellare:

  • colera
  • citomegalovirus
  • helicobacter Pylori
  • herpes simplex virus di tipo 1
  • herpes simplex virus di tipo 2
  • virus parainfluenzale
  • infezione parodontale
  • infezioni da pneumococco
  • streptococcus mutans
  • streptococcus pyogenes
  • mughetto ( infezione orale fungina)

Ma non solo queste infezioni batteriche possono essere curate, ne esistono ancora molte altre che sono al vaglio di studi.

Il Miele rappresenta uno dei più potenti aiuti, per la guarigione, che la natura ci possa fornire. Un utilizzo regolare del miele ci è utile per prevenire e creare una barriera preventiva rispetto ad alcune malattie.

Funziona da barriera nell’uso dell’aspirina, la quale crea una sorta di tossicità intestinale, mentre il miele forma un rivestimento nello stomaco e impedisce lesioni o sanguinamenti indotti dall’aspirina.

  • infezioni batteriche
  • anti-fungina contro la candida ( a differenza di altri zuccheri che invece tendono ad aggravare la situazione)
  • congiuntivite
  • scioglie la placca dentale
  • dermatite
  • ulcera diabetica
  • herpes connessi ulcere

Mele esiste il famoso detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”, i detti solitamente hanno sempre un fondo di verità e mai come in questo caso non può essere che azzeccato, infatti il consumo di mele sembra ridurre il rischio di cancro colorettale. Più mangiamo mele e meno corriamo il rischio di sviluppare questa malattia potenzialmente fatale. Molti sono gli studi che hanno trattato l’argomento e che consigliano anche il consumo di aceto di mele. I benefici dell’uso costante sono molteplici:

  • rallenta l’invecchiamento
  • riduce le allergie
  • rallenta l’allopecia (perdita di capelli)
  • calma la diarrea
  • protegge dal cancro al fegato

Ma le sue proprietà portano sempre a nuove scoperte.

Curcuma l’antica cultura indiana la definiva “Dea d’oro” per le sue miracolose potenzialità. La curcuma è stato scientificamente documentato di avere oltre 500 applicazioni nella prevenzione e cura delle malattie, uno spettro di virtù curative che nessun farmaco ha dimostrato di avere ad ora.

  • protegge dallo stress ossidativo
  • infiammazione
  • perossidazione lipidica
  • cancro del colon-retto
  • cancro al seno
  • tumore del colon
  • ripara i danni causati chimicamente al fegato
  • morbo di Alzheimer

Provate a inserire più spesso nella vostra alimentazione questi quattro alimenti-farmaci..

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Gli antibiotici regalati dalla natura

22 aprile 2013
antibiotici naturali2Prevenire, si sa, è sempre meglio che curare, e allora iniziare già da ora a consumare tisane calde a base di echinacea o a condire le nostre insalate con aglio spremuto, non ci sembra una cattiva idea…

Aglio

I soldati romani usavano consumare enormi quantità di aglio in quanto lo ritenevano in grado di depurare e fortificare il corpo.

Il bulbo dell’aglio contiene circa 400  differenti componenti curative dell’organismo umano: oligoelementi e sali minerali, vitamina A, B1, B2, PP e C. Le sue proprietà più importanti dipendono da un’essenza solfurea presente nel bulbo, il cui principio attivo prende il nome di allicina e che possiede un forte potere antisettico.

I bulbi freschi di aglio contengono dallo 0,1 allo 0,4% di olio essenziale ricco di altri composti dello zolfo e sostanze ormonali.

L’aglio è un efficace antisettico e battericida, distrugge i microbi e i batteri e ne impedisce la proliferazione.

Piccola nota: affinché mantenga inalterate le proprietà curative ed espleti i propri benefici sull’organismo umano, deve essere consumato crudo.

Alga Spirulina

Una delle alghe più conosciute, l’alga Spirulina contiene ingenti quantità di ferro, calcio, fosforo, zinco, magnesio e potassio. Contiene vitamina A e molti amminoacidi (arginina, alanina, acido glutammico, lisina, leucina, fenilalanina, valina). Grazie a queste sue proprietà, protegge il sistema immunitario: l’uso consigliato è di 1-2 cucchiaini da caffè al giorno, oppure 3-6 compresse al dì. 

Argento colloidale

L’argento si trova naturalmente nel terreno come minerale-traccia ed è uno degli elementi essenziali richiesti dalle piante, dagli animali e dall’uomo.

Il Dott. Gary Smith, ricercatore, nei suoi studi indica che l’argento colloidale può essere collegato con l’appropriato funzionamento delle naturali difese del corpo e che le persone con un insufficiente apporto di argento nella dieta possono essere predisposte alle malattie.
Studi di laboratorio hanno stabilito che il vero argento colloidale è fortemente efficace contro le infezioni e per eliminare vari microbi, virus, funghi, ecc.

Donne in gravidanza o persone allergiche ai minerali-traccia dovrebbero consultare un medico prima di assumere il prodotto.

Curcuma

La curcuma, anche detta lo Zafferano delle Indie, è una spezia indiana che si ricava dalla Curcuma longa, una radice che vive e vegeta nell’Asia sud orientale.

È il rizoma, di colore giallo-arancio, la parte della curcuma longa più interessante per l’uomo. Le sue proprietà sono, infatti, molteplici: protettrice del fegato, stimolante delle vie biliari, antiossidante, ha proprietà antibatteriche, è un potente antivirale, antifiammatoria, antifungina, cardio protettiva, compie un’azione colesterolemizzante, fluidificante del sangue e digestiva.

si impiega nella medicina Ayurvedica come depurativo generale, come rimedio digestivo, in presenza di febbre, infezioni, dissenteria, artrite, itterizia e vari disturbi epatici.

La medicina cinese impiega la curcuma per problemi epatici e alla cistifellea, per le emorragie, per le congestioni al petto e i disturbi mestruali, nelle flatulenze, nel sangue delle urine, nel mal di denti, nelle contusioni e ulcerazioni.

Echinacea

Con il termine echinacea vengono indicate le radici, il rizoma e le parti aeree di alcune piante originarie delle zone temperate del Nord America.

Ha proprietà immunostimolanti, caratteristica imputabile sia all’effetto generale immunostimolante, sia alla sua capacità di inibire l’enzima ialuronidasi che degrada l’acido ialuronico nei suoi costituenti fondamentali. In erboristeria e nei negozi di alimentazione naturale sono in vendita ottime tisane. Da berne una tazza al giorno per tutto il periodo autunnale e invernale.

Estratto di foglie di olivo

L’estratto di foglie d’olivo è efficace contro i microbi-batteri, virus, funghi e parassiti: debella pertanto anche quello dell’influenza. Aumenta l’elasticità delle arterie, migliora la circolazione del sangue, riduce la pressione alta e previene lo sviluppo di altre forme di malattie del cuore.
Sollievo di infiammazioni dovute all’artrite, specialmente all’artrite reumatoide.
Miglioramento dei sintomi della sindrome da fatica cronica e disturbi correlati.
Ottimo per combattere la produzione di radicali liberi.

Estratto di semi di pompelmo

Antibiotico naturale, l’estratto di semi di pompelmo debella più di 800 ceppi di batteri. È un potente antibatterico, antivirale e antiputrefattivo.

Interviene nelle malattie di raffreddamento, nei disturbi del tratto gastrointestinale, nelle candide, nelle allergie, nelle stipsi più ostinate.
I ricercatori dell’Università di S. Paolo (Brasile) hanno appurato che “nella disinfezione della pelle ha una efficacia pari al 100% rispetto al 72% dell’alcol etilico”.

Olio essenziale di origano

L’origano contiene potassio, calcio, sodio fosforo magnesio zinco e ferro, oltre che a vitamina A, riboflavina, Tiamina, Niacina, Acido folico (vitamine del gruppo B), in quantità minori le vitamine del gruppo C, D, E e K.

Il principio attivo responsabile delle sue proprietà curative è il timolo, un fenolo antisettico e vermifugo. L’olio essenziale è indicato per il trattamento di alcune infiammazioni batteriche e compie la medesima azione degli antibiotici di sintesi.

Ci raccomandiamo di non prolungarne comunque mai l’uso senza prima aver consultato un omeopata o un medico competente.

Giulia Landini

Fonte “Ecologia del risparmio

Blog ”Seminterra

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Il miele come antibiotico naturale

14 ottobre 2011
miele4La tradizione popolare lo considera da sempre un ottimo rimedio: adesso, per la prima volta una ricerca sulle proprietà antibatteriche dei mieli italiani, ne svela le virtù. Uno studio condotto dall’Università romana su prodotti italiani di diversa origine botanica e provenienza territoriale ha dimostrato che alcuni sono in grado di contrastare efficacemente l’azione dei batteri resistenti agli antibiotici.

Quelli di timo e di eucalipto, oltre ad agire come battericidi, riescono a bloccare la comunicazione tra i batteri, agendo così sullo sviluppo delle infezioni. La ricerca italiana ha individuato in alcuni di questi mieli italiani le proprietà antimicrobiche già analizzate su quelli di Ulmo, di origine cilena, e di Manuka, della Nuova Zelanda. Questi risultati forniscono nuove prove scientifiche sulle proprietà benefiche del miele e aprono la porta a nuovi studi, volti a utilizzarlo in applicazioni biomediche o come additivo per il controllo della proliferazione microbica in prodotti cosmetici o alimentari.

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Lo zenzero e le sue virtù

8 novembre 2012
zenzero1Lo zenzero è una radice di una specie di pianta originaria dell’Asia, un rizoma che viene utilizzato in medicina e cucina tradizionale. Si tratta di una spezia ampiamente utilizzato in molte cucine asiatiche, soprattutto nella cucina indiana.

In tutti i tempi e in tutte le culture, lo zenzero viene considerato afrodisiaco. In effetti è un ottimo tonico generale, ma oltre a ciò è particolarmente utile in caso di disturbi digestivi.

Lo zenzero risulta essere un eccezionale antiossidante, addirittura alcuni resistenti al calore tanto che in cottura aumenta la sua attività. Il consumo di zenzero in associazione con aglio o cipolla creerebbe una sinergia tra i vari composti antiossidanti, questo comporta un potenziamento dei loro effetti antiossidanti.

Particolarmente indicato per alleviare il mal di mare, le nausee nelle donne in gravidanza e disturbi digestivi minori. Diversi studi hanno valutato l’effetto antiemetico (la capacità di prevenire o arrestare la nausea e il vomito) attribuito al zenzero. Tutti gli studi dimostrano che il consumo di polvere di zenzero può essere efficace nel trattamento di nausea e vomito.

Ulteriori studi dimostrano come lo zenzero potrebbe stimolare la secrezione biliare e l’attività degli enzimi digestivi, producendo una digestione più veloce degli alimenti.

Le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti potenziano la sua capacità antitumorale. Negli esseri umani, il consumo di zenzero mostra risultati promettenti per quanto riguarda la riduzione del dolore associato all’artrite e buoni effetti per ciò che riguarda l’Alzheimer.

Lo zenzero è una fonte eccellente di manganese per la donna e una buona fonte per gli esseri umani, le loro esigenze sono diverse in questo minerale. Manganese agisce come cofattore di numerosi enzimi che facilitano un buon numero di processi metabolici. Essa contribuisce anche alla prevenzione dei danni provocati dai radicali liberi.

Oltre a ciò è a crudo è una fonte di rame, come componente di numerosi enzimi, il rame è necessario per la formazione di emoglobina e collagene (proteina per la struttura e la riparazione dei tessuti) nel corpo.

Un recente studio ha dimostrato che l’aggiunta di estratto di zenzero alla dieta dei diabetici ha ridotto la loro glicemia, colesterolo e trigliceridi. Questo risultati promettenti aprono la strada a ulteriori studi.

Attualmente lo zenzero è coltivato in tutte le regioni tropicali del pianeta. A seconda delle condizioni climatiche, del suolo metodi di tipo e la coltivazione, la composizione e la qualità dei rizomi variare notevolmente da un paese all’altro, così siamo arrivati a stabilire una sorta di mappa delle materie prime :

  • giamaicano per il suo sapore delicato e fresco è usato principalmente in cucina e per aromatizzare bevande. Questo è quello che è più probabile trovare nei nostri negozi di alimentari;
  • australiano decisamente dolce e dal sapore di limone, che ci riserviamo per la pasticceria.
  • africano Nigeria e Sierra Leone, più robusto, ha un sapore forte canfora ne fa un prodotto di scelta per la produzione di olio essenziale e oleoresina, che sono disegnati aromi impiegati in cucina, profumo o medicina in Estremo Oriente.
  • indiano, sapore gradevolmente limone: è destinato principalmente per l’esportazione.
  • cinese, prodotto in grandi quantità, ma i rizomi sono generalmente esclusi dai nostri mercati perché sono trattati con anidride solforosa.

Lo zenzero grattugiato fresco è usato in molti piatti, fritture, zuppe, piatti orientali e di pesce. Molto usato nella cucina giapponese viene servito con sushi, sashimi, tempura e molti altri piatti.
Lo zenzero viene utilizzato anche candito in biscotti, dolci etc..

Diverse proprietà attribuite allo zenzero (ad esempio effetti anticoagulanti e ipoglicemico) suggeriscono che il consumo può interferire con alcuni farmaci, integratori o piante, aumentando i loro effetti. Ecco perchè prima di assumerlo in casi particolari è sempre necessario farsi consigliare dal proprio medico.

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L’inquinamento della moda

9 maggio 2012
inquinamento modaDietro i capi firmati, le pubblicità accattivanti e il fascino delle passerelle c’è un mondo che l’industria dell’abbigliamento vuole nascondere. Un mondo pieno di sostanze pericolose, che sta lentamente contaminando i nostri fiumi. Se avete fatto il bucato in lavatrice con vestiti Kappa, Ralph Lauren o Calvin Klein, sappiate che siete complici inconsapevoli dell’inquinamento delle risorse idriche. Con il rapporto PanniSporchi3 Greenpeace rivela, infatti, come alcune sostanze pericolose usate per la produzione di abiti di grandi marche vengono rilasciate nell’ambiente dopo il lavaggio degli articoli in lavatrice.  Una volta disperse in acqua , queste sostanze non sono trattenute da sistemi di depurazione e si trasformano in nonilfenolo, un composto tossico e in grado di alterare anche a livelli molto bassi, il sistema ormonale dell’uomo. L’indagine è stata condotta su 14 prodotti tessili dei marchi Abercrombie & Fitch, Adidas, Calvin Klein, Converse, G-Star RAW, H&M, Kappa, Lacoste, Li Ning Nike, Puma, Ralph Lauren, Uniqlo e Youngor, e va a misurare per la prima volta la variazione la quantità di nonilfenolo etossilati presenti nel tessuto prima e dopo il lavaggio domestico. In quasi la metà dei campioni, oltre l’80% di nonilfenoli etossilati presenti nell’articolo sono fuoriusciti dopo un solo lavaggio. Ricordiamo come l’uso di queste sostanze pericolose sia bandito dall’Unione Europea, ma arrivano lo stesso tramite altri mercati , è l’inquinamento tossico è globale. Tonnellate di prodotti nocivi vengono sversati da ignari consumatori nelle acque europee. Il settore tessile deve fare un passo avanti, sostenibilità ambientale e trovare alternative sicure ai composti cimici inquinanti. In Italia nonostante le ripetute sollecitazioni di Greenpeace, Kappa non risponde, ricordiamo che è proprietaria anche di K-Way e di Superga ci chiediamo per quanto tempo queste aziende rimarranno sorde a questi appelli, sembra che la nostra salute sia in mano alla sensibilità e attenzione delle aziende verso l’ambiente e l’uomo.

Fonte “Greenpeace”

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Antibiotici e antistaminici inquinano i fiumi

3 aprile 2013
scarico acque

In crescita i residui di farmaci nei corsi d’acqua di tutto il mondo con effetti drammatici sulla flora e sulla fauna. Indispensabile rinnovare tempestivamente i sistemi di trattamento delle acque reflue.

Residui di antibioticianalgesicistimolanti e soprattutto di antistaminici minano la salute dei fiumi di tutto il mondo. Queste sostanze nocive sono presenti nelle acque in concentrazioni sempre maggiori e vanno a distruggere quasi completamente la pellicola protettiva (biofilm), generalmente scivolosa, che ricopre le rocce fluviali.

Il biofilm – costituito da alghe, funghi e batteri – è indispensabile per l’ecosistema dei fiumi, non solo perché mantiene elevata la qualità dell’acqua, ma anche perché rappresenta un’importante fonte di cibo per gli invertebrati che, a loro volta, alimentano animali di maggiori dimensioni come i pesci.

È quanto emerge da uno studio del Cary Institute of Ecosystem Studies di Millbrook (stato di New York), pubblicato sulla rivista Ecological Applications. I ricercatori, con l’aiuto dei colleghi dell’Indiana University e della Loyola University di Chicago, hanno analizzato le acque di diversi canali negli stati di New York, Maryland e Indiana, valutando la presenza e gli effetti sull’ecosistema di alcuni composti come la caffeina, due tipi diversi di antistaminici – usati per i bruciori di stomaco e per le allergie – e l’antibiotico ciprofloxacina.

Le conseguenze peggiori sul biofilm sono generate – emerge dall’analisi – dall’antistaminico difenidramina, in grado di ridurre del 99% l’attività di fotosintesi delle alghe e di cambiare la tipologia dei batteri presenti, aumentando il numero di quelli che degradano i composti tossici e diminuendo quelli che elaborano i composti prodotti dai vegetali. Fenomeni che si ripercuotono sull’intera catena alimentare e su tutta la flora e la fauna.

Considerando come questo tipo di inquinamento dipenda dalla fuoriuscita di acque di scarico da sistemi fognari obsoleti e talvolta fatiscenti, ma anche dall’immissione in ambiente di acque reflue non idoneamente depurate (non esistono ancora filtri adatti a bloccare i residui farmaceutici), appare chiaro come sia necessario il tempestivo rinnovamento e miglioramento del trattamento delle acque reflue nonché dell’apparato di condutture.

Fonte “http://gogreen.virgilio.it”

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Concimazione naturale con i macerati

27 aprile 2013
macerato ortica concime naturaleI concimi vegetali e animali possono essere messi a macerare in acqua’ usando poi il liquido per annaffiare le piante.  La concimazione con  macerati è sempre consigliata quando si vuole avere un forte incremento nella crescita. In generale un macerato contiene azoto e potassio, si deve quindi usare con cautela onde evitare ustioni ed eccesso di vegetazione.

Si può comunque ovviare a questo diluendo con acqua il macerato in modo da renderlo meno forte.

Macerato d’ortica

È un macerato di facile preparazione, la materia prima si può reperire durante tutto il periodo che va da primavera ad estate inoltrata. Per produrre questo concime liquido serve innanzitutto un recipiente medio di legno o di plastica, ma non di metallo, in quanto causa reazioni chimiche. Si sminuzzano bene le piante, attenzione quelle con il fiore non vanno usate, e poi gli si versa sopra l’acqua, che sarebbe meglio piovana, o acqua lasciata a riposare per un giorno intero al sole. Il recipiente dovrà essere pieno ma non fino all’orlo in quanto durante la macerazione si produce molta schiuma, se teniamo il recipiente vicino al sole acceleriamo il processo di decomposizione. Una volta al giorno mescoliamo il composto per farlo ossigenare. Il preparato sarà pronto all’incirca fra una settimana e mezza e tre settimane in base anche alle condizioni atmosferiche, quando non produrrà più schiuma e sarà di un colore bruno scuro il composto è pronto. Ricordiamoci che nel momento in cui sarà pronto è bene chiuderlo e porlo all’ombra. Lo possiamo quindi filtrare e versare sulle piante, diluito da 1:10 o 1:20 in base a quanto è concentrato. L’ortica fornisce un concime ideale per la coltivazione biologica, ha effetto curativo e riequilibrante, favorendo la crescita e la formazione di clorofilla. Teniamo presente ch i lombrichi amano questo tipo di concime e fertilizzano ulteriormente i terreni dove è presente. Uniche piante che non amano il macerato d’ortica per l’eccessiva presenza di azoto sono i fagioli, i piselli, l’aglio e le cipolle. Il macerato di ortica come la maggior parte dei macerati ha comunque un forte odore e per attenuarlo di può eventualmente utilizzare farina di roccia o un estratto di fiori di valeriana.

Altre erbe da macerare che danno ottimi risultati sono la maggiorana,  menta piperita, l’erba cipollina, la consolida, l’equiseto, la camomilla e il dente di leone.

Macerato di letame

Il macerato di letame si ottiene macerando in acqua degli escrementi animali e poi si procede come per gli altri macerati vegetali.  I letami più adatti sono il letame bovino, la pollina e il guano. Il macerato va distribuito su terreno umido e in giorni in cui il cielo è coperto, evitando le foglie, in quanto potrebbe provocare ustioni.

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Più acqua più energia

21 novembre 2012
bicchiere-acquaOtto bicchieri d’acqua, che corrispondono a circa 2lt, aiutano a vivere meglio, ciò è dimostrato da studio scentifici che fanno il punto sui benefici dell’acqua per l’organismo. L’organismo ne giova perché è più idratato, la pelle diventa più luminosa, iltrans Più acqua più energia cuore pompa meglio, il cervello ragiona di più ed è più lucido e le ossa più resistenti. 

Contrariamente iniziamo ad avere cali della concentrazione e stati di stanchezza, per di più il cuore e la pressione ne risentono. L’acqua è utile per disintossicarsi, bevendola al mattino a digiuno, con l’aggiunta di limone per eliminare più scorie oppure per depurarsi anche miscelata con argilla ventilata verde, ne basta un cucchiaio in un bicchiere. Utile per chi ha problemi di stitichezza si potrebbe sostituirla con l’argilla bianca. L’acqua di fatto è vita energia armonia e beneficio per il nostro corpo e per la nostra mente. L’acqua è fondamentale per il nostro benessere ecco come ci permette di approfondire l’argomento BenessereDaCondividere leggendo qui.

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Il circolo vizioso del grano

24 aprile 2013
gluten freeIl grano è uno dei cibi che nei secoli ha avuto l’espansione maggiore, eppure nasconde un lato oscuro che non molti conoscono. Uno studio della malattia celiaca svela il mistero del perché l’uomo moderno, che pranza tutti i giorni a tavola con il grano, è l’animale con più gravi problemi del Pianeta.

La malattia celiaca una volta era considerato un male estremamente raro, limitata a individui di origine europea. Oggi, tuttavia, un numero crescente di studi indicano che la malattia celiaca si espande notevolmente, ad esempio negli  Stati Uniti si calcola 1 ogni 133 persone. I problemi legati alla celiachia sono caratterizzati da sintomi gastrointestinali, malassorbimento e malnutrizione. In una intervista alla CBS il dott. William Davis ha definito il grano (cereale) moderno: un  “veleno cronico perfetto” .
Il  cardiologo americano ha pubblicato un libro su tutte le varianti di questo cereale dal titolo Wheat Belly (Pancia da grano), un best seller secondo il New York Times.
Davis ha affermato che il grano che mangiamo nei nostri giorni non è il grano che mangiava la nonna.
E’ una pianta alta 18 pollici creata da una ricerca genetica negli anni ’60 e ’70, ha detto al programma “CBS This Morning”, ed ancora: ha molte particolarità di cui nessuno ti ha parlato, ad esempio c’è una nuova proteina  chiamata gliadina. Non è glutine.
Non mi sto riferendo alle  persone con sensibilità al glutine e celiachia. Sto parlando di tutti gli altri, perché tutti sono sensibili  alla proteina della gliadina, che è un oppiaceo. Questa interagisce con i recettori oppiacei nel cervello e nella maggior parte delle persone stimola l’appetito, in modo tale da farci consumare 440 calorie in più al giorno, 365 giorni all’anno.
Alla domanda se l’industria agricola potesse ritornare alla produzione del grano più tradizionale il dott.Davis ha risposto negativamente perchè quel grano che fu mutato trent’anni fa rende meno di quello attuale alle industrie alimentari.
Perché ? Semplice: è più basso, meno sottoposto al vento e quindi con meno dispersione del raccolto.
Il grano di cui parla il Dott. Davis si chiama grano Creso, (vedi: Celiachia), un problema molto conveniente.
Proseguendo nell’intervista il Dott. Davis afferma che è comprovato il fatto che  una dieta senza grano porta enormi benefici;  centinaia di migliaia di persone perdono peso (con una dieta senza grano) 30, 80, 150 libbre  (1 libbra = 453.5 gr).
I  diabetici cessano di soffrire di diabete, persone affette da artrite hanno miglioramenti drastici, persone che perdono gonfiore alle gambe, reflusso acido, sindrome del colon irritabile, depressione e così via !
Il miglior modo per una dieta più sana secondo il doc è tornare ad alimenti che presentano meno possibilità di manipolazione “industriale e commerciale”. Comunque, questa è l’intervista originale sul sito della CBS e questo il video (in inglese):
www.cbsnews.com/8301-505269_162-57505149/modern-wheat-a-perfect-chronic-poison-doctor-says/

Fonte “mednat.org”

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Decrescita o sviluppo sostenibile?

26 gennaio 2013
energia pulitaSi comincia a parlare sempre più di decrescita, o meglio dei temi che la riguardano, spesso inconsapevolmente. Sì, perché il solo proferire la parole decrescita incute terrore, mette tristezza, ci fa cadere in depressione, perciò preferiamo evitarla e difficilmente associamo a questo termine connotati positivi, quanto meno di miglioramento.

Si può parlare di critica al consumismo, di risparmio energetico, di efficienza energetica, di abbattimento degli sprechi, di orti urbani, di riciclaggio e di rifiuti zero, di ritorno alla campagna, di agricoltura biologica, di cibi salutari e a chilometro zero, di relazioni umane, di cohousing, di recupero della tradizione e del saper fare, di artigianato e di ritorno al piccolo e al locale, ma davvero difficilmente ci rendiamo conto che tutto questo fa parte di un cambiamento epocale che stravolgerà il nostro modo di vedere la vita.
Ebbene allora, se in fondo in fondo i contenuti sono questi, perché attaccarsi tanto alle parole ? perché non trovare un altro termine, magari più allegro e ottimista per descrivere questo fenomeno ? Forse qualcosa del tipo sviluppo sostenibile o equo-solidale potrebbe fare all’occasione? O magari usare termini come bio o green che vanno tanto in voga adesso ?
Indubbiamente non c’è alcun bisogno di attaccarsi alle parole, tanto meno ai significanti, qualunque siano. Ad ogni modo, credo che ad oggi l’uso del termine decrescita sia fondamentale, per non osar dire indispensabile; ed occorre inoltre aggiungere una precisazione. Il Movimento per la Decrescita Felice ha aggiunto allo sventurato termine decrescita l’aggettivo felice, e a una prima e rapida valutazione, a cui siamo tutti abituati oggi, pare che il “felice” sia stato aggiunto intelligentemente, con una gran mossa di prestigioso marketing, proprio per risollevare la sciagurata “decrescita”, tanto che viene da chiedersi se effettivamente non si tratti di una figura retorica tipo ossimoro, che abbina due termini in contrapposizione tra loro. Come può la decrescita essere felice, viene da chiedersi immediatamente.
Ecco allora l’importanza cruciale dell’uso di questa espressione: non semplicemente decrescita, ma decrescita felice, ed i motivi sono sostanzialmente due.
Il primo motivo è proprio intrinseco al termine stesso: decrescita. Il cambiamento epocale che abbiamo davanti richiede una profonda rivoluzione culturale, uno stravolgimento del nostro modo di pensare, della nostra visione del mondo, dei valori in cui crediamo fermamente. Prendere confidenza col termine decrescita, fino ad arrivare a farci amicizia e a farlo proprio, significa comprendere profondamente le ragioni di questo cambiamento, significa farle proprie, significa manifestare la consapevolezza interiore necessaria a realizzare un mondo realmente sostenibile, sotto tutti i punti di vista, che si tratti di economia, di ambiente o di società. Comprendere la decrescita è il primo passo per liberarsi dalla folle rincorsa alla crescita eterna, al progresso senza limiti che degrada l’ambiente e l’uomo, alla crudele logica del profitto e della mercificazione della vita. La semplice parola decrescita ci aiuta a decolonizzare il nostro immaginario, perché ci costringe semanticamente a ragionare in modo diverso, in un modo in cui non siamo mai stati abituati, a mettere in discussione tutto ciò su cui abbiamo creduto finora, per poter riuscire a costruire una nuova cultura: una cultura della Via di Mezzo, una cultura del buon senso, una cultura del sostegno alla vita. Se volessimo intraprendere una nuova strada, in parte lo stiamo già facendo soprattutto perché spinti da forze esterne, lo potremmo certamente fare senza aggrapparci alla parola decrescita, ma credo che facendo così rischieremmo di non compiere quel cambiamento culturale che è strettamente necessario, ancor più dell’effettivo cambiamento nei comportamenti e nelle azioni. La decrescita, questa parola così triste e così scomoda per la nostra mentalità, ha una forza dilaniante proprio perché mina le basi culturali che hanno creato il degrado ambientale e umano che stiamo attraversando negli ultimi decenni di enorme sviluppo economico. Costruire una nuova società senza prendere in considerazione questo, significa creare un cambiamento illusorio che potrebbe portare a peggiorare le cose anziché a migliorarle.
Il secondo motivo riguarda proprio l’aggettivo felice, che non è, come è facile pensare, una mera decorazione che ha lo scopo di rendere meno triste la parola decrescita. Tutt’altro, è un aggettivo essenziale alla corretta interpretazione del concetto racchiuso nell’espressione decrescita felice. La decrescita infatti non solo è un fenomeno che accade in natura spontaneamente, ma come tutte le cose di questo mondo può avere delle accezioni con connotati più positivi e altre con connotati più negativi. La decrescita può essere, di fatto, sia felice che infelice e questo è bene sottolinearlo con vigore. In termini economici una decrescita infelice può essere considerata una recessione che provoca sofferenza e disagi per un gran numero di persone, come ad esempio, la nostra crisi attuale – quella di un sistema che pur volendo crescere, di fatto decresce – ma la decrescita potrebbe essere anche felice se ciò che decresce induce benefici e benessere per tutti: una decrescita saggia perché intenzionale. Perciò parlare di decrescita non basta, occorre anche specificare che si tratta di una decrescita felice, proprio perché cambiando il nostro modo di vedere il mondo, non più offuscato dalla crescita a tutti i costi, la società ne risulterà migliorata nel suo insieme.
Perciò, non ci spaventiamo davanti al termine decrescita, non ci rattristiamo nemmeno. Prendiamoci confidenza, proviamo a farci amicizia e scopriremo che esiste un nuovo mondo da creare che ci sta aspettando, e che è possibile crederci già adesso.

Fonte” www.giornatamondialedellaterra.it

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Ricavare energia elettrica dai treni

26 gennaio 2013
energia elettrica dai treniRicavare energia elettrica dai treni si può. Ciò è possibile attraverso il MMR-based Railroad Energy Harvester, un strumento che si può definire in italiano “raddrizzatore meccanico”.

Applicato ai binari, e attraverso una coppia di frizioni, il congegno è in grado di convertire il movimento oscillatorio prodotto dal passaggio di un convoglio ferroviario in un moto unidirezionale, che permette a un generatore collegato di ruotare, e dunque produrre energia elettrica in grandi quantità.

Un’invenzione sensazionale, quella realizzata da un gruppo di ricercatori della Stony Brook University, negli Stati Uniti. L’elettricità prodotta dal Railroad Energy Harvester potrebbe garantire risparmi notevoli per la gestione del sistema ferroviario americano, il più esteso e costoso del mondo.

Nel solo Stato di New York si calcolano minori spese annue fino a 10 milioni di dollari. Secondo Lei Zuo professore della University’s Department of Mechanical Engineering e inventore dell’Harvester “l’energia elettrica prodotta dai treni potrebbe alimentare tutti gli impianti delle stazioni periferiche, dei passaggi a livello, di biglietterie, segnalatori luminosi e vocali“.

Minori costi per la produzione di elettricità significherebbero ridurre la produzione di anidride carbonica (CO2), intorno alle 3 mila tonnellate all’anno in meno, e l’impatto ambientale. Anche l’ambiente, insomma, potrebbe trarre evidenti vantaggi dalla scoperta.

Non è un caso che gli scienziati della Stony Brook abbiano già raccolto il premio nazionale della Energy Harvesting. Il brevetto MMR, intanto, è già stato concesso in licenza a un costruttore del settore, ed ha raccolto il sostegno di diversi enti, tra cui l’U.S. Department of Transportation’s University Transportation Research Center (UTRC-II).

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su TuttoGreen

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Il lato oscuro della farina raffinata

24 aprile 2013
farina biancaIl “cibo killer” che vediamo oggi, se non hai mai sentito parlare di alimentazione naturale potrebbe davvero sorprenderti, ed è probabile che vada ad intaccare delle convinzioni profonde sul cibo che ci portiamo dietro dalla nascita, e che la nostra tradizione italiana non ci aiuta di certo a smussare.

Per farina bianca raffinata intendo la farina che abitualmente è presente sulle nostre tavole sotto forma di pane, pasta e dolci.

Questo tipo di prodotto industriale che non ha quasi più niente di naturale è stato privato di 2 parti fondamentali del seme del grano: La crusca all’esterno ed il germe all’interno (l’embrione).

Una dieta basata principalmente su questo prodotto è la causa principale di malnutrizione, costipazione, stanchezza e numerose malattie croniche.

Se ci pensi bene si tratta di un prodotto abbastanza recente, il pane comune infatti fino a poco tempo fa esisteva esclusivamente in forma integrale.

Solo negli ultimi 50 – 60 anni è stato introdotto il pane bianco, simbolo di un progresso economico e tecnologico che non ha tenuto conto della salute degli esseri umani.

Negli anni ’50 inoltre il frumento è stato vittima di profonde trasformazioni genetiche da parte dei più grandi agronomi italiani. La ricerca genetica, di un frumento che garantisse grosse produzioni e resistentissimo agli eventi esterni, ha creato un grano troppo impoverito, quasi completamente privo di sostanze nutritive.

Addirittura sono nate delle farine arricchite proprio per soccorrere alla mancanza di questi nutrienti. Quindi le grosse industrie di raffinazione del grano aggiungono 4-5 vitamine e minerali inorganici, pensando così di compensare le 15-20 o più sostanze che si trovano nella crusca e nel germe. (senza considerare le fibre…)

Ma vediamo su cosa influisce il consumo eccessivo di farina bianca:

Più prodotti raffinati una persona mangia più insulina deve essere prodotta dall’organismo.

L’insulina favorisce il deposito di grasso, il passaggio ad un rapido aumento di peso e di trigliceridi elevati, che può portare a malattie cardiache. Nel tempo, il pancreas diventa così carico di lavoro che la produzione di insulina si blocca, e ipoglicemia (poco zucchero nel sangue) o diabete vengono a galla.

Non è un caso che il diabete sia una delle malattie più diffuse negli ultimi decenni. Ci sono bambini che nascono già diabetici negli Usa a causa degli errori alimentari dei loro genitori e in Italia la percentuale di celiachia e intolleranza al glutine (presente nel frumento) cresce ogni anno del 10 %.

Inoltre la farina di grano raffinata è il combustibile che alimenta le infezioni e gli alti livelli di zucchero nel sangue creando un terreno fertile per batteri dannosi ed un conseguente indebolimento del sistema immunitario.

Ma non è tutto qui, purtroppo la situazione è anche peggio.

Perché il colore del pane bianco è così bianco, quando la farina di grano da cui è stato prelevato non lo è?

Il motivo è semplice: la farina usata per fare il pane bianco è sbiancata chimicamente, proprio come quando usi la candeggina per sbiancare i tuoi vestiti.

Così, quando mangi il pane bianco, mangi anche i residui chimici degli sbiancanti.

I mulini industriali usano prodotti chimici differenti per lo sbiancamento,  ma sono tutti abbastanza nocivi.

Eccone alcuni: l’ossido di azoto, di cloro e nitrosyl e perossido di benzoile miscelato con sali chimici vari.

Un agente sbiancante, l’ossido di cloro, combinato con le proteine qualunque siano, ancora rimaste nella farina, produce allossana.

L’allossana è velenosa, ed è stata utilizzata per produrre il diabete in animali da laboratorio. L’ossido di cloro serve anche ad allungare la durata di conservazione della farina, ma non è propriamente salutare.

Inoltre, nel processo di produzione di farina bianca, la metà degli acidi grassi insaturi, che sono ad alto valore alimentare, si perdono nel processo di fresatura , e praticamente tutta la vitamina E è perduta con la rimozione di germe di grano e crusca.

Come risultato, il resto della farina del pane bianco che si acquista, contiene solo proteine di scarsa qualità e amido modificato.

Ma non è tutto per quanto riguarda la perdita di sostanze nutritive.

Circa il 50% di tutto il calcio, il 70% di fosforo, l’80% di ferro, il 98% di magnesio, il 75% di manganese, il 50% di potassio, e il 65% del rame vengono distrutti.

Se questo non fosse abbastanza grave, circa l’80% di tiamina, il 60% di riboflavina, il 75% di niacina, il 50% di acido pantotenico, e circa il 50% di piridossina sono inoltre persi.

E non è ancora finita…

Gli zuccheri semplici e i carboidrati raffinati (farina bianca, pasta, lavorati, cibi devitalizzati, etc..) richiedono poco metabolismo ed entrano nel flusso sanguigno rapidamente.

Improvviso aumento di zuccheri

Il pancreas, l’organo che regola la quantità di insulina che viene rilasciata nel sangue, è indaffarato dall’ improvviso aumento di zuccheri.

Il risultato di tutto questo è una forte diminuzione della glicemia (solitamente entro un’ora), e una conseguente sensazione di letargia, confusione mentale, debolezza e senso falso di “fame!

Tutti questi problemi portano una forte acidità che considero una delle cause principali di ogni malattia.

Come se non bastasse, questo fa in modo che lo zucchero causi l’aumento di peso, non solo a causa del suo innaturale contenuto calorico, ma in realtà perché altera il metabolismo!

Che cosa significa ciò?

Ecco cosa significa: se due gruppi di persone sono alimentate con lo stesso numero esatto di calorie, ma un gruppo prende le sue calorie dello zucchero e da prodotti raffinati, mentre l’altro gruppo consuma le calorie sotto forma di cereali integrali, frutta e verdure, il primo gruppo aumenta di peso, mentre l’altro no.

Questa constatazione ci viene da studi pubblicati da parte del Ministero della Salute degli USA

Come abbiamo visto quindi poche sostanze nutritive sintetiche sono aggiunte nuovamente alla farina bianca che viene poi chiamata “arricchita”.

In realtà non c’è stato alcun reale “arricchimento” del prodotto originale, ma l’inganno e la distruzione della vita di una delle tante creazioni perfette che troviamo in natura.

Non lasciarti ingannare da prodotti che vengono pubblicizzati come cereali integrali, ma effettivamente non lo sono. Possono avere una qualche quantità di cereali integrali all’interno, ma ci possono essere un sacco di altri ingredienti inutili e malsani.

Per esempio, se il pane è morbido, è molto difficile che sia davvero integrale. Assicurati di leggere tutti gli ingredienti con cura su tutti i prodotti che compri.

Se hai ancora la tendenza a mangiare cereali, acquista soprattutto cereali integrali in chicchi, ce ne sono di innumerevoli qualità e tutti buonissimi.

Tratto “http://www.altrainformazione.it/wp/2013/04/11/il-lato-oscuro-della-farina-raffinata/

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Torre eolica solare

7 febbraio 2013
Solar Wind Downdraft TowerLe turbine eoliche non possono funzionare sempre in quanto, quando c’è troppo o troppo poco vento non funzionano. Nasce dalla società Clean Energy Wind Tower una proposta alternativa, un design rivoluzionario che è in grado di generare vento grazie all’energia solare.

L’idea, quindi, è quella di sviluppare vento costantemente in modo controllato e quindi l’energia si può produrre costantemente di giorno e di notte. La tecnologia è stata soprannominata Solar Wind Downdraft Tower. Si tratta di un sistema che si avvarrà delle due fonti di energia rinnovabili, l’energia solare ed eolica: in primo luogo, cattura l’energia del sole, e con essa, produce vento.

All’interno della torre, cilindrica, crea un flusso d’aria per il raffreddamento della parte superiore con l’ausilio di acqua. Per riscaldare l’aria nella torre del sistema utilizza l’energia solare. Alla sommità della torre dell’acqua viene versato sulla aria calda secca. Evaporando, l’aria si raffredda, diventa più densa e cade verso il basso a una velocità superiore a 80 km / h. Alla base, il vento passa attraverso i tunnel, in cui le turbine che generano elettricità. Hanno calcolato che produrre i vari passaggi verrà consumato solo un terzo dell’energia prodotta.

Il sistema funziona meglio in luoghi dove la giusta temperatura e la disponibilità di acqua sono fattori determinanti. Con questo progetto, e secondo le previsioni da parte della società, ogni torre può generare fino a 2.500 MWh, anche se un terzo di energia che viene utilizzata nella stessa operazione. Pertanto, in pratica, la torre ha un potenziale di generare tra 1.100 e 1.500 MWh. Al progetto si è interessata l’agenzia ARPA-E del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti investirà 150 milioni di dollari per sviluppare questa tecnologia.

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Le noci del sapone

18 luglio 2012
noci del saponeGià dai tempi remoti le noci del sapone venivano usate in India e Nepal, come detergenti naturali nell’uso quotidiano. L’albero del sapone raggiunge i 15 metri di altezza;in primavera è ornato da splendidi fiori bianchi ed in autunno, raggiunta la maturazione, che dona al frutto un bel colore dorato, avviene la raccolta delle noci. In seguito dopo essere state essiccate, le noci perdono la loro naturale collosità ed acquistano un colore tendente al marrone, vengono per finire aperte, eliminato il seme interno,e  poi confezionate in sacchi di cotone. Le noci del sapone contengono la “saponina”, una sostanza che viene rilasciata appena entra in contatto con l’acqua con un effetto detergente. In lavatrice ne bastano 3 noci in un sacchetto di garza e si avvia il ciclo del lavaggio, nel caso in cui l’acqua si un pò più calcarea ne mettiamo magari 5 di noci. Ogni sacchetto di noci può essere usato 2-3 volte. Le noci nel lavaggio non emanano profumazione, possiamo eventualmente se vogliamo aggiungere alcune gocce di essenza a piacere.  Le noci del sapone possono essere utilizzate anche in altri modi.

Mettendo in ammollo 3 noci in un pò d’acqua prepariamo un decotto che ci fornisce un sapone liquido per lavare le mani o altro, se vogliamo profumare possiamo aggiungere la nostra essenza preferita.

Questo sapone può essere utilizzato come shampoo, bagnoschiuma, detergente per pulire i nostri amici a 4 zampe ma anche come antiparassitario se diluito in acqua e vaporizzato nelle piante. E’ comunque un sapone naturale, non chimico e non danneggia le piante.

Le noci sono completamente biodegradabili. Con una piccola spesa possono essere utilizzate per varie soluzioni. Soprattutto non inquinano l’ambiente, infatti è una materia che ci fornisce l’ambiente stesso per venirci incontro.

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Detersivi fai da te per le pulizie di casa economici e non inquinanti

21 giugno 2012
pulizie ecologiche

Ho sempre amato fin da piccola l’idea di potermi preparare maschere per il viso con le erbe della natura, prodotti per lucidare i capelli, sempre usando rimedi naturali della nonna, molti rimedi che ormai sono andati persi. Oggi proviamo a proporvi alcuni detergenti naturali, ecosostenibili e utili per la pulizia della casa.

Per lavare i piatti o per la lavastoviglie:

Ingredienti: 3 limoni_300 ml. di aceto_500 ml. di acqua_250 g di sale

Prendete i tre limoni e spremete il succo con cura, eliminate poi la parte bianca del limone e tagliate le scorze in pezzetti. Frullate le scorze tagliate, aggiungendo metà succo spremuto e aggiungete il sale, e frullate ancora, e versate tutto il limone, amalgamate con il frullatore con cura. Prendete un pentolino e fate bollire l’acqua, l’aceto e il composto di limone e sale per 15/20 minuti a fuoco basso. Lasciate raffreddare, se avete il frullatore ad immersione non occorre, e frullate nuovamente il composto. Recuperate una bottiglia (che avrete con cura sciacquato) e versate al suo interno il detersivo così ottenuto. Il detergente in lavastoviglie va usato con la quantità di 3 cucchiai al posto di quello che abitualmente usate.  Per lavare i piatti a mano 1 cucchiaino. Questo ottimo detergente può essere usato anche come anticalcare per fornelli, sanitari, lavandini, docce e ne basta un cucchiaino in una spugna.

Spray togli odori

Ingredienti: acqua distillata (o oligominerale) meno di un litro_ 1 bicchiere di aceto bianco (o aceto di mele)_ 1 cucchiaio di alcool_10 gocce di Olio essenziale agli agrumi, alla verbena o comunque un olio essenziale che abbia proprietà disinfettanti oltre che deodoranti, anche il tea tree, che vi può essere utile anche per molti altri usi anche personali (come le micosi alle unghie)_una bottiglia con spruzzino della capienza di un litro ( se avete più piccola diminuite le dosi in rapporto). Prima di tutto miscela l’alcool agli olii essenziali creando un’emulsione fine poi versala nella bottiglia spray e aggiungi l’aceto. Metti il tappo ed agita ancora molto bene per emulsionare ancora. Quando hai finito versa acqua distillata q.b. per riempire la bottiglia. Il deodorante elimina odori è pronto ma ricorda di agitare ancora bene la bottiglia prima di ogni uso, per ripristinare l’emulsione fine degli olii essenziali.

Detersivo per lavatrice

Questa è un antica ricetta della nonna, un pò più articolata ma molto efficace.

Ingredienti: cenere di buon legno(no carbonella)naturale, una pentola grande magari vecchia usata solo per scopi simili.
Setacciare la cenere e disporla nella pentola e aggiungere acqua in rapporto di 1 bicchiere di cenere – 5 bicchieri di acqua . Inserite prima la cenere e poi l’acqua altrimenti risulta più torbida.

Portare ad ebollizione a fuoco lento
, mescolando di frequente e far bollire circa 1 ora e mezza, 2 ore (dipende dalla quantità di acqua). E’ consigliabile a fine cottura assaggiare giusto una goccia posandola sulla punta della lingua: se pizzica appena la lisciva è pronta. Non eccedere nella bollitura in quanto diventerrebbe troppo forte ed aggressiva per la pelle e l’ambiente. Lasciare raffreddare e decantare per tutta la notte. La parte solida si depositerà sul fondo, il liquido risulterà limpido e chiaro.

Preparare un recipiente con qualche straccio di cotone pulito teso sopra. Versare la lisciva nel recipiente filtrandola e cercando di mantenere separate la parte solida dalla liquida. Se necessario ripetere l’operazione.
Versare la parte liquida (lisciva) in bottiglie di plastica. Si conserva anche per anni. La pasta potete metterla in un vasetto e usarla come pasta lavamani, per lavare i piatti, i lavelli etc.

La lisciva è utilizzabile sia per il bucato a mano sia per quello in lavatrice. Importante: la lisciva è a base di potassio per cui non è abbinabile con prodotti acidi (tipo aceto come ammorbidente) perché si annullano gli effetti a vicenda.

Potete anche provare con la ricetta degli amici di ZEROGAS:

Detersivo fatto in casa Detersivi fai da te per le pulizie di casa economici e non inquinanti

Detergente igenizzante per il bagno

Ingredienti: 2 cucchiai di sapone di Marsiglia liquido vegetale_2 bicchieri di aceto bianco_1 cucchiaio di Soda Solvay_1 bottiglia da 1 lt.c on spruzzino_acqua distillata (oppure oligominerale) q.b._ 1 ml. di olio essenziale di tea tree o timo (20 gocce totali)

Versa tutti gli ingredienti nella bottiglia tranne l’acqua, che verserai per ultima. Poi chiudi il tappo e mescola bene bene finché tutti gli ingredienti non si sono miscelati perfettamente. Prima di ogni uso mescola ancora per riformare l’emulsione con gli Oli Essenziali e usa questo detersivo spray per igienizzare tutte le superfici del bagno, spruzza e lascia agire per 5-10 minuti e poi risciacqua.

Detergente per i pavimenti

Ingredienti: 4 cucchiai d’aceto di mele_4 cucchiai di alcool _1 goccia di detersivo per piatti quello che abbiamo fatto prima_15 gocce di olio profumato (limone, lavanda, timo..)

Una formuletta magica che non inquina, pulisce, deodora, ma soprattutto sgrassa e toglie gli aloni. Chiaramente va bene solo per i pavimenti con le piastrelle, e non con parquet o marmo. Ci vogliono un po’ di lavaggi, prima di riuscire a rimuovere tutti i vecchi detersivi che si erano accumulati sulle piastrelle… ma dopo una decina di applicazioni, i pavimenti diventano davvero lucidi.

Agnese Tondelli

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SOLUZIONE DI MANNA-100 ML

SOLUZIONE DI MANNA-100 MLLa chiamano “lacrima di frassino”, “nettare bianco”, “miele di frassino”,“rugiada di frassino” o “linfa di frassino”; noi preferiamo chiamarla semplicemente “ Salute della Natura “.
Questa linfa, che mediante un’incisione sgorga e col calore del sole estivo diventa bianca e dolce, avvolge il corpo rotondo dell’albero di frassino.
Straordinariamente salutare e dai molteplici benefici, è un prodotto unico al mondo, conosciuto fin dalla notte dei tempi come qualcosa che ha da durare, come una memoria per le generazioni. Anche la Manna che Dio ha provveduto a creare per il suo popolo è ricordata nella Bibbia per generazioni e generazioni, per dimostrare la provvidenza divina e giornaliera; ma quella del deserto veniva dal Cielo. La nostra Manna viene dalla terra, in un ambiente semplice e meraviglioso, da un tronco insignificante che da un giorno all’altro diventa sempre più bianco, avvolto da quel liquido che fuoriesce e si solidifica al secco caldo di agosto, diventando dolce e di un tenero croccante.
La Manna oggi si trova solo a nord di quella parte della Sicilia che si affaccia sul mar Tirreno, nel territorio di Castelbuono e Pollina. Ha resistito a tutte le intemperie di quella modernità che ha cercato di sostituirla con la manna  artificiale. Ma ancora oggi, per i suoi svariati benefici, viene raccolta con cura ed apprezzata per la sua generosa naturalezza. Usata in ogni età per dolcificare un the o un caffè o una bevanda calda d’inverno o come digestivo dopo un lauto pasto. È un dolcificante naturale per diabetici in quanto a basso contenuto di glucosio e fruttosio. Per le sue proprietà terapeutiche viene usata come un blando lassativo (esente da controindicazioni), come coadiuvante del fegato, regolatore e rinfrescante intestinale, cicatrizzante, diuretico, disintossicante ed è un antico rimedio per le emorroidi.

Tutti questi pregi li conoscevamo ma abbiamo dimenticato che la salute viene dalla natura e la linfa di Manna elaborata dall’apparato fogliare aiuta a vivere meglio. Non a caso essa è stata definita “ lo spazzino del corpo ”. La natura non ci tradisce, anzi con le sue secolari esperienze ci ammonisce e ci incoraggia ad usare la Manna per avere una vita più salutare.
Controindicazioni? Sono molto poche: è sconsigliata nei casi di occlusione intestinale, appendicite, peritonite ed in soggetti particolarmente debilitati.
Il gusto? Buonissimo, specialmente la Soluzione di Manna che ti garantisce più igiene e praticità conservando le sue proprietà.

Ha una benefica azione sull’apparato respiratorio. Si comporta da fluidificante emolliente e sedativo della tosse (un cucchiaio tre volte al giorno lontano dai pasti).
È un dolcificante naturale per diabetici in quanto a basso contenuto di glucosio e fruttosio (un cucchiaio da the a piacere. Può avere effetto lassativo).

E’importante trovare e comprare la Manna in quanto gli impieghi sono molteplici:Dolcificante, Digestivo, Disintossicante, Rinfrescante, Emolliente, Diuretico, Lassativo, Cicatrizzante Interno, Regolatore Intestinale, Fluidificante, antico rimedio per emorroidi.

I dosaggi sono i seguenti:
-Digestivo: un cucchiaio da tavola dopo i pasti.
-Disintossicante: importante per persone che prendono di routine farmaci per evitare l’assuefazione. Un cucchiaio da tavola durante la colazione per dieci giorni. Ripetere dopo qualche mese.
-Rinfrescante ed Emolliente: al bisogno un cucchiaio da tavola durante la colazione.
-Diuretico: un cucchiaio da tavola ogni tre ore lontano dai pasti.
-Blando Lassativo esente da controindicazioni: tre o quattro cucchiai da tavola, a digiuno.
-Gastriti: un cucchiaio dopo i pasti principali.
-Cicatrizzante Interno: due cucchiai da tavola a colazione (nel atte, caffè, the, cappuccino o tisana) per una settimana.
-Regolatore e Rinfrescante Intestinale: due cucchiai da tavola
a digiuno la mattina, per cinque giorni.
-In caso di emorroidi:
1° giorno: tre cucchiai da tavola due ore prima di pranzo o cena;
2° giorno: tre cucchiai da tavola due ore prima di pranzo o cena.
Ripetere l’operazione se necessario.
-Energetico: un cucchiaio da tavola a colazione.

La confezione è da 100 ml, unita ad un foglio che spiega il suo utilizzo e le dosi.
Modo di conservazione: una volta aperto, conservare nella sua bottiglietta in luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce e da fonti di calore.

Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituto di una dieta variata. Per le donne in gravidanza si consiglia l’assunzione dopo il parere del proprio medico. Non eccedere la dose giornaliera raccomandata.