Piccolo vademecum cattolico per votare bene al “referendum” di Bergoglio

foto 1Premettiamo che non si può leggere questo saggio dell’amico Carlo senza tener conto della fotografia a lato, scattata ieri in Piazza San Pietro

di Carlo Di Pietro

Pare che il Vaticano voglia chiedere “consiglio” al mondo su questioni di fede e costume, allora come regolarsi? Personalmente mi sono interrogato ed attingendo al Magistero della Chiesa, man mano che appunto riflettevo, scrivevo e pregavo. Condivido con voi le mie meditazioni sperando di fare cosa buona.

INTRODUZIONE

Tre delle proprietà e prerogative della Chiesa fondata da Cristo sono l’indefettibilità, l’immutabilità e l’infallibilità. In parte ne ho già parlato, quindi rimando il lettore allo studio degli scritti richiamati in nota [1], scorrendo le pagine per argomenti di interesse. Per conservarsi quale essa è, ed anche per essere visibilmente riconosciuta, la Chiesa fondata da Gesù vive senza mai errare nell’insegnamento di tutto quanto si deve credere e fare per onorare degnamente Dio e quindi per riuscire a conseguire la salvezza. Il fine della Chiesa è difatti la salvezza delle anime, pertanto essa nel suo insegnamento su questioni di fede e costume, nella sua legge e nella sua liturgia non può indurre in errore, non può vincolare o persuadere le anime al peccato mortale e non può diffondere un culto errato a Dio oppure un culto ad un falso “dio”; diversamente sarebbe superstiziosa o apostata, quindi si separerebbe visibilmente dalla Fede.

Segni riconoscibilissimi questi che lasciano intendere tutto; ed anche quanto può essere importante il «Deposito», poiché lo Spirito Santo non è stato concesso ai successori di san Pietro e degli Apostoli da lui guidati (cf. Mt 16,13-20), per inventare una nuova dottrina, una nuova legge ed un nuovo culto, ma solamente per custodire la veracità della Parola, la sacralità del Culto e la certezza della Tradizione, non in senso monolitico e cieco, bensì in virtù dello Spirito Santo che aiuta la Chiesa a vivere e propagarsi nel tempo contro ogni persecuzione ed eresia, senza tuttavia venir mai meno al «Deposito» ed alla missione che le è stata affidata. (cf. Pastor Aeternus, Costituzione dogmatica del Concilio Vaticano I sulla Chiesa di Cristo, approvata il 18 luglio 1870)

LA CHIESA E GLI STATI. LE TASSE ED IL PECCATO

La Chiesa si distingue da tutte le altre società anche per questo: Essa esattamente ha origini trascendenti; ha una natura trascendente; ha una missione trascendente. Per questi motivi non potrà mai rinunciare alla propria autonomia nei rapporti con il potere civile, anche a costo del martirio come spesso è accaduto. Il potere civile ha invece il dovere di capire e rispettare la Chiesa, ma anche di difenderla punendo gli avversari; tutto quanto detto, secondo le tesi formulate dagli imperatori Arcadio e Onorio nel 407. (cf. Codex theodosianus, XVI, 5, 40). Papa San Pio X celebrando il XVI Centenario dell’Editto di Costantino, in data 23 febbraio 1913:

«La Chiesa, questa grande società religiosa degli uomini, che vivono nella stessa fede e nello stesso amore sotto la guida suprema del Romano Pontefice, ha uno scopo superiore e ben distinto da quello delle società civili, che tendono a raggiungere quaggiù il benessere temporale, mentre essa ha di mira la perfezione delle anime per l’eternità. La Chiesa è un regno, che non conosce altro padrone che Dio ed ha una missione tanto alta che sorpassa ogni limite, e forma di tutti i popoli d’ogni lingua e d’ogni nazione una sola famiglia; non si può quindi nemmeno supporre che il regno delle anime sia soggetto a quello dei corpi, che l’eternità divenga strumento del tempo, che Dio stesso divenga schiavo dell’uomo … Coraggio adunque, o figli diletti; quanto più la Chiesa è osteggiata da ogni parte, quanto più le false massime dell’errore e del pervertimento morale infettano l’aria dei loro miasmi pestiferi, tanto maggiori meriti vi sarà dato acquistare dinanzi a Dio, se farete ogni sforzo per evitare il contagio e non vi lascerete smuovere da alcune delle vostre convinzioni, rimanendo fedeli alla Chiesa».

I governanti non possono avere nulla a pretendere, non possono obbligare i sudditi al peccato mortale qualora essi, i potenti, si fanno portatori di iniquità, questo perché se è vero che ogni autorità è legittimata dall’autorità che Dio stesso conferisce, è altrettanto vero che:

«La legge umana in tanto ha natura di legge, in quanto si uniforma alla retta ragione: e in tal senso deriva evidentemente dalla legge eterna. Ma quando si scosta dalla ragione, codesta legge è iniqua: e allora non ha natura di legge, ma piuttosto di violenza. – Tuttavia anche la legge iniqua, per quell’aspetto che salva le apparenze di legge, e cioè per il potere di colui che la emana, ha una derivazione dalla legge eterna: poiché, a detta di San Paolo, “ogni potestà viene da Dio” … Essendo dunque la legge eterna criterio di governo esistente nel governante supremo, è necessario che tutti i criteri di governo che sono nei governanti inferiori derivino dalla legge eterna. Di conseguenza tutte le leggi, nella misura in cui partecipano della retta ragione, derivano dalla legge eterna. E per questo Agostino dice, nel primo libro del De Libero Arbitrio che “nella legge temporale niente è giusto e legittimo, se non quanto gli uomini hanno derivato dalla legge eterna”». (cf. san Tommaso d’Aquino,Summa Thelogiae, I-II q. 93 a. 3 ad a, ss.) .

Interroghiamoci, per esempio, sul perché meno di due anni fa mons. Bagnasco si faceva apologeta pubblico del suo probabile «legalismo»; egli insegnava che in Italia, proprio attualmente e nonostante le visibili appropriazioni indebite del pubblico risparmio per finalità inique, “La Chiesa non ha esitazione ad accennare questo discorso, perché non può e non deve coprire auto-esenzioni improprie. Evadere le tasse è peccato. Per un soggetto religioso questo è addirittura motivo di scandalo” [2]. Qual grado di concepibile incompetenza o di ipotetica collusione, il tutto attribuito a «la Chiesa»? Cerchiamo una risposta nel Magistero della Chiesa:

«… abbiamo dimostrato che l’inviolabilità del diritto di proprietà è indispensabile per la soluzione pratica ed efficace della questione operaia. Pertanto le leggi devono favorire questo diritto … Ne seguirà un terzo vantaggio, cioè l’attaccamento al luogo natio; infatti non si cambierebbe la patria con un paese straniero, se quella desse di che vivere agiatamente ai suoi figli. Si avverta peraltro che tali vantaggi dipendono da questa condizione, che la privata proprietà non venga oppressa da imposte eccessive. Siccome il diritto della proprietà privata deriva non da una legge umana ma da quella naturale, lo Stato non può annientarlo, ma solamente temperarne l’uso e armonizzarlo col bene comune. È ingiustizia ed inumanità esigere dai privati più del dovere sotto pretesto di imposte» (Papa Leone XIII,Rerum novarum del 15 maggio 1891);

«… Perciò il sapientissimo Pontefice [Leone XIII] aveva già dichiarato non essere lecito allo Stato di aggravare tanto con imposte e tasse esorbitanti la proprietà privata da renderla quasi stremata. Poiché non derivando il diritto di proprietà privata da legge umana, ma da legge naturale, lo Stato non può annientarlo, ma semplicemente temperarne l’uso e armonizzarlo col bene comune» (Papa Pio XI, Quadragesimo anno del 15 maggio 1931);

«Astenetevi da quelle misure [fiscali inique], che, malgrado la loro abilità tecnica, urtano e offendono nel popolo il senso del giusto e dell’ingiusto, sottovalutano la sua forza vitale, la sua legittima ambizione di raccogliere il frutto del proprio lavoro, la sollecitudine per la sicurezza familiare: tutte considerazioni che meritano di occupare nella mente del legislatore il primo posto e non l’ultimo. Il sistema finanziario dello stato deve mirare a riorganizzare la situazione economica, così da assicurare al popolo le condizioni materiali della vita, indispensabili per conseguire il fine supremo assegnato dal Creatore: lo sviluppo della sua vita intellettuale, spirituale e religiosa» (Papa Pio XII, Discorso ai partecipanti al Congresso dell’Istituto internazionale delle finanze pubbliche, 2 ottobre 1948);

«Il pubblico potere perciò non può mai far sì che l’imposta divenga un comodo mezzo per colmare il deficit provocato da un’amministrazione improvvida, per favorire un’industria od una branca del commercio a discapito di un’altra altrettanto utile. Lo Stato dovrà evitare ogni spreco del denaro pubblico, dovrà prevenire gli abusi e le ingiustizie da parte dei propri funzionari come pure l’evasione di coloro che sono legittimamente tassati» (Papa Pio XII, Allocuzione al Congresso del’Associazione fiscale internazionale sula natura e i limiti delle tasse, 2 ottobre 1956).

Analizziamo bene la vicenda: non pagare le tasse è reato sempre, ma moralmente è peccato solo a condizione che le leggi non siano inique, come spiegava l’Aquinate. Dato che lo Stato non è infallibile nel legiferare, e non viviamo nemmeno nell’epoca della presunta divinità dei faraoni egizi, ci possono essere anche leggi ingiuste e sbagliate, nel qual caso la legittima difesa da una ingiusta oppressione fiscale o da altre ingiuste leggi è moralmente consentita. Rimanendo comunque la cosa reato, il non pagare le tasse è anche comportamento rischioso, dato che la persona azzarda di passare seri guai quindi, a meno che un uomo non muoia di fame o quasi, è opportuno e conveniente di gran lunga pagare i tributi, anche se palesemente ingiusti, facendo sacrifici in più.

Sebbene io non lo ritenga chiaro o autorevole in tutte le sue esposizioni- pertanto ho il dovere morale di ricordarlo pubblicamente- si può per confronto citare addirittura il recente Compendio al C.C.C. del 2005 scritto da mons. Ratzinger (Benedetto XVI), al n° 406: «L’autorità è esercitata in modo legittimo quando agisce per il bene comune e per conseguirlo usa mezzi moralmente leciti … Le leggi ingiuste e le misure contrarie all’ordine morale non sono obbliganti per le coscienze».

Sembra oltremodo evidente che mons. Bagnasco: a) forse non ha letto neanche il Compendio o forse si è distratto; b) forse ne condanna le proposizioni pubblicamente. Ma che il messaggio di mons. Bagnasco passi per messaggio della «Chiesa» come lui stesso sostiene, certamente è sconveniente e scorretto. (cf. tascabile Le Tasse e la Chiesa, Segno, 2012)

Forse vi state domandando che attinenza possa avere questo discorso con il questionario che proporrà il Vaticano a mo’ “referendum”? Beh, lo si capirà leggendo e parimenti dirò appresso per altre leggi inique approvate od in via di approvazione. Rimando per approfondimenti allo studio del principio di «epikeia» come spiegato, per esempio, da Francisco Suárez nel Trattato delle leggi e di Dio legislatore, Vol. II. Altri approfondimenti fondamentali li ritroviamo in san Tommaso d’Aquino, Summa Thelogiae, I-II qq 90 – 97.

LA CHIESA E LA SCIMMIA

Le suddette note- infallibilità, immutabilità, indefettibilità- sono requisiti che anche testimoniano concretamente la visibile esistenza della Chiesa fondata da Gesù Cristo, dato che essa è Una Santa, Cattolica, Apostolica, a cui si aggiunge la Romanità della stessa.

Che significa tutto questo? Per indefettibilità intendiamo che essa non verrà mai meno; per immutabilità si suole dire che essa non cambierà mai sostanzialmente la sua organizzazione monarchica e gerarchica [3], né la sua dottrina, né la sua legge di base, né il suo culto; per infallibilità crediamo che essa insegnerà sempre la verità su ciò che si deve credere e su ciò che si deve praticare per ottenere la salvezza, considerando che la salvezza non è un diritto acquisito ma è una conquista che si ottiene osservando le Regole imprescindibilmente e con l’aiuto della grazia di Dio.

Posto di base il necessario rispetto di tali requisiti, in contro non può certo parlarsi lecitamente di Chiesa fondata da Gesù Cristo ma piuttosto di una società che ne scimmiotta le parvenze, ancor più grave se l’abominio ha principio dal suo “capo”, possiamo tranquillamente dire che la Chiesa è indefettibile ed intendiamo appunto sostenere che non verrà mai meno, ma durerà per sempre. Come? Per tutti i tempi come militante, per tutta l’eternità nella gloria del Signore come trionfante.

Interrogandosi sul problema degli scismi, delle apostasie, delle eresie e della talvolta apparente diminuita visibilità, l’Abbé Barbier, e con lui molti altri, soleva sostenere ne I Tesori di Cornelio ALapide:

«La Chiesa cattolica, apostolica, romana rimase invariabile da Gesù Cristo in qua per la sua unità nella fede, nei sacramenti, nelle sue leggi, nel’ suo capo. Ella ha veduto succedersi alla sua testa una non interrotta genealogia di sommi Pontefici e di vescovi; noi ne siamo certi per le storie e per i monumenti autentici che ci notano la succes­sione dei primi pastori non solamente di secolo in secolo, ma di anno in anno. E non importa se si è talvolta protratta per mesi ed anche per anni l’elezione di un nuovo Papa, o se sorsero antipapi; l’intervallo non distrugge la successione, perché allora il clero ed il corpo dei vescovi sussiste tuttavia nella Chiesa, con intenzione di dare un successore al defunto Pontefice non appena le circostanze lo permettano».

Al suo pensiero si aggiunge quello del «Dottore utilissimo», sant’Alfonso Maria de Liguori in Verità della Fede, esaltando a guisa di Sovrano infallibile il primato di Pietro:

«Ma se per qualche tempo [il papa] non fosse stato veramente accettato universalmente dalla chiesa, in tal caso per quel tempo sarebbe vacata la sede pontificia, come vaca nella morte de’ pontefici. Così neppure importa che in caso di scisma siasi stato molto tempo nel dubbio chi fosse il vero pontefice; perché allora uno sarebbe stato il vero, benché non abbastanza conosciuto; e se niuno degli antipapi fosse stato vero [ovvero tutti fossero antipapi], allora il pontificato sarebbe finalmente vacato … La seconda cosa certa si è, che quando in tempo di scisma si dubita, chi fosse il vero papa, in tal caso il concilio può esser convocato da’cardinali, e da’ vescovi; ed allora ciascuno degli eletti è tenuto di stare alla definizione del concilio, perché allora si tiene come vacante la sede apostolica. E lo stesso sarebbe nel caso, che il papa cadesse notoriamente e pertinacemente in qualche eresia. Benché allora, come meglio dicono altri, non sarebbe il papa privato del pontificato dal concilio come suo superiore, ma ne sarebbe spogliato immediatamente da Cristo, divenendo allora soggetto affatto inabile, e caduto dal suo officio».

Così allo stesso modo papa Pio XII- nella Mystici Corporis del 29 giugno 1943- rimarca ed illustra la natura della Chiesa:

«In realtà, tra i membri della Chiesa bisogna annoverare esclusivamente quelli che ricevettero il lavacro della rigenerazione, e professando la vera Fede … Come dunque nel vero ceto dei fedeli si ha un sol Corpo, un solo Spirito, un solo Signore e un solo Battesimo, così non si può avere che una sola Fede, sicché chi abbia ricusato di ascoltare la Chiesa [insegnando false dottrine], deve, secondo l’ordine di Dio, ritenersi come etnico e pubblicano. Perciò quelli che son tra loro divisi per ragioni di fede o di governo, non possono vivere nell’unita di tale Corpo e per conseguenza neppure nel suo divino Spirito».

LA CHIESA E LA VERACITÀ DI DIO

La Chiesa deve necessariamente essere indefettibile per raggiungere il fine stesso che Gesù Cristo le ha assegnato nella sua fondazione o istituzione, difatti Gesù Cristo ha istituito la Chiesa per continuare sulla terra, per mezzo e per opera di essa, la missione Sua; altrimenti se questa missione fosse alterata o convertita al male si capirebbe con universale evidenza e visibilità che essa non starebbe più operando la missione di Cristo ma quella del Suo nemico, e tutto ciò sarebbe impossibile (cf. Lc 22,31-32).

Gesù Cristo che ci ha insegnato la via della salute, per il tramite della Chiesa ripete e conferma il suo insegnamento verace, così fino alla fine dei tempi, ecco perché l’infallibilità [4] è stata concessa alla Chiesa docente per far sì che nulla muti nel dogma, nella legge, nel culto ed in quanto vi è dogmaticamente connesso, o indirettamente ne discende (cf. S. Cartechini, Dall’opinione al domma). La Chiesa continua l’ammaestramento di Gesù, riconcilia, santifica, trasforma, perpetua, salva, e proprio per questo risulta agevole conoscerne anche le doti essenziali di cui deve essere fornita, e in primo la sua indefettibilità, dote che le è necessaria come abbiamo già detto.

Monsignor Perardi, Prelato domestico di S.S. nell’anno 1930 scriveva un corposo Trattato dogmatico, morale, apologetico e liturgico. In esso si legge:

«Dio vuol salvi tutti gli uomini, è di fede: perché si possano salvare, fa mestieri che Iddio offra loro i mezzi necessari a tale fine: i mezzi necessari per salvarsi si riducono al conoscimento delle verità rivelate, e alla grazia per crederle e metterle in pratica: per conoscere le verità rivelate con sicurezza ci vuole chi le insegni, e ci vogliono i mezzi per avere la grazia di praticarle come si conviene: ora la Chiesa è stabilita da Dio per insegnarci queste verità e dispensare i Sacramenti che sono i canali della grazia: dunque fino a che sulla terra vi saranno uomini da salvare, vi deve essere anche la Chiesa, per cui solo abbiamo i mezzi di salvezza».

QUALE LIBERTÀ DI VOTARE?

Uno dei principali ostacoli ai piani di Dio è la pretesa libertà secondo lo spirito del tempo; tuttavia, diversamente da quello che sembra insegnare la Dignitatis Humanae ovvero che chiunque può essere libero di divulgare il male e di pretenderne l’osservanza [5], in realtà tutto ciò altri non è che il concetto di schiavitù del maligno. Ecco perché papa Pio XII nella allocuzione ai Giuristi cattolici, Ci riesce del 6 dicembre 1953:

«Qualsiasi cosa non risponda alla verità ed alla legge morale non ha oggettivamente alcun diritto ad esistere, né alla propaganda, né all’azione».

Altri documenti di riferimento che dipanano ogni dubbio, per altro immotivato, sono: Mirari Vos del 15 agosto 1832 di papa Gregorio XVI; Singulari Quadam del 9 dicembre 1854, Quanta Cura dell’8 dicembre 1864 di papa Pio IX; Immortale Dei dell’1 novembre 1885, Libertas del 20 giugno 1888 di papa Leone XIII.

Anche la tolleranza rispetto a tutti i sistemi di pensiero è un altro evidente ostacolo alla propagazione ed alla proclamazione del Regno di Cristo. Il padre Agostino da Montefeltro nelle sue Prediche (Torino, 1888):

Non vi è nessuna parola di cui si sia tanto abusato come la parola: tolleranza. Vi sono tre sorta di tolleranze: la tolleranza civile e la regolamenta la Chiesa; la tolleranza personale e la insegna la Chiesa, la tolleranza teologica e non è consentita. La tolleranza diventa «scienza degli egoisti e privilegio degli incapaci» quando sacrifica la verità (cf. 1Cor 13,4-6) e non è lecita, ed è il caso della tolleranza teologica e dell’errore.

Sprofondato nel cosiddetto «errorum tenebris» a causa di una interruzione nella trasmissione della fede, il contemporaneo purtroppo non è quasi più in grado di distinguere menzogna e verità, si lascia sedurre. Solo la vera carità ovvero quella al servizio della verità (cf. 1Cor 13,4-6), può aiutarci a contrastare la seduzione dei tempi. Il diavolo possiede un immenso potere di corruzione, ha cercato addirittura di sedurre Cristo direttamente (cf. Lc 4,1-13) o servendosi di Pietro (cf. Mt 16,23). «Vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare» (1Pt 5,8); con una sincera vita di Fede, caratterizzata da fiducioso abbandono all’amore di Dio (cf. Lc 12,22-31) e dall’obbedienza alla Sua volontà (cf. Mt 6,10) si riesce a vincere il diavolo.

Ecco perché san Paolo, in 2Timoteo 3 e non solo lì, pone l’accento sull’importanza della Tradizione che in un certo senso precede la Scrittura perché è da Dio, ne fissa il canone garantendone divina ispirazione ed inerranza, la completa poiché non ne è semplicemente la sintesi e la interpreta correttamente per evitare derive protestanti (cf. Leone XIII, Provvidentissimus Deus del 18 novembre 1893).

«Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati. Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannatori e ingannati nello stesso tempo. Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l’hai appreso» (12-14);

«Io infatti non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede … È in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede» (Rm 1,16);

«Proprio per questo anche noi ringraziamo Dio continuamente, perché, avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione, l’avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in voi che credete» (1Ts 2,13).

IL MASSONE

Un altro nemico spietato di Gesù e quindi della Chiesa, antagonista che purtroppo dalle cronache si apprende essersi tanto infiltrato nei «servi indegni» che si nutrono dalla mammella della Chiesa, è la Massoneria con il suo spirito liberista ma intollerante pensiero e la sua apologia al «relativismo». La Chiesa biasima e censura questo e tanti altri principi di consorteria con vari documenti. Le condanne annesse alla Massoneria sono anche ad altre ideologie immorali e dissennate: negazione del soprannaturale, concetti presunti o effettivi di naturalismo, deismo, razionalismo, scetticismo, indifferentismo e relativismo, anticlericalismo.

I principali documenti di condanna sono: In Eminenti Apostolatus Specula del 1738 di papa Clemente XII;Providas Romanorum Pontificum del 1751 di papa Benedetto XIV; Ecclesiam a Jesu Christo del 1821 di papa Pio VII; Quo Graviora del 1825 di papa Leone XII; Traditi humilitati del 1829 di papa Pio VIII; Qui pluribus del 1846 di papa Pio IX; Humanum Genus del 1884 di papa Leone XIII.

Pregando Dio affinché ci doni la grazia di vivere il nostro agire da cristiani, con le Virtù teologali di Fede, Speranza e Carità, imploriamoLo perché anche noi un giorno con san Paolo possiamo dire:

«Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione» (2Tm 4,7-8).

IL MODERNISTA

Ma i nemici sono tanti e non finiscono certo qui, poiché il Cristo è il bersaglio numero uno dello spirito del mondo, di Satana che anima i superbi, gli eretici, gli infedeli, gli apostati, gli scismatici e tutti quanti si frappongono con ostinazione fra Lui e noi, con inganno e menzogna (cf. Mt 24,24; 2Pt 2,1; 1Gv 4,1). Come per esempio i modernisti o «sintesi di tutte le eresie che è il modernismo» secondo la parola di papa San Pio X nella Pascendi, ovvero i negatori- sfacciati o meschini- della filosofia scolastica e della dottrina tomistica, che invece ha carattere vincolante [6]:

«Degli ostacoli, tre sono i principali che più sentono opposti ai loro conati [dei Modernisti]: il metodo scolastico di ragionare, l’autorità dei Padri con la tradizione, il magistero ecclesiastico. Contro tutto questo la loro lotta è accanita. Deridono perciò continuamente e disprezzano la filosofia e la teologia scolastica … certo si è che la smania di novità va sempre in essi congiunta coll’odio della Scolastica; né vi ha indizio più manifesto che taluno cominci a volgere al modernismo, che quando incominci ad aborrire la Scolastica. Ricordino i modernisti e quanti li favoriscono la condanna che Pio IX inflisse alla proposizione (Sillabo, Prop. 12)».

IL PANCRISTIANO O FALSO ECUMENICO

Con il termine «pancristianesimo» individuiamo quei movimenti religiosi di derivazione protestante che vogliono unificare la complessità delle “chiese” cristiane, tutte in una, o una in tutte, facendo leva sulle verità dette «primarie», perché da tutte professate, e lasciando ciascuna libera di sostenere quelle «secondarie» (cf. Dizionario del Cristianesimo, E. Zoffoli, Sinopsis).

Per «irenismo», greco “εἰρήνη”, noi dobbiamo intendere quella corrente teologica che tende alla pace universale da raggiungersi a tutti i costi, pur sacrificando la verità. Di «irenismo» ci parla anche Pio XII nell’enciclica Humani generis del 12 agosto 1950, esprimendo una dura condanna e definendo i criteri del vero «metodo apologetico».

C’è un modo eclatante per smascherare gli ingannatori contemporanei, quindi avere certezza che trattasi di protestanti e non certo di Cattolici- uomini da non ascoltare poiché cattivi maestri, «Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!» (Mt 15,14) bisognosi di cure pastorali e di preghiere- ci illumina Papa Pio XI nella Mortalium Animosdel 6 gennaio 1928:

«Potrà sembrare che questi pancristiani, tutti occupati nell’unire le chiese, tendano al fine nobilissimo di fomentare la carità fra tutti i cristiani; ma come mai potrebbe la carità riuscire in danno della fede? Nessuno certamente ignora che lo stesso apostolo della carità, San Giovanni (il quale nel suo Vangelo pare abbia svelato i segreti del Cuore sacratissimo di Gesù che sempre soleva inculcare ai discepoli il nuovo comandamento: Amatevi l’un l’altro), ha vietato assolutamente di avere rapporti con coloro i quali non professano intera ed incorrotta la dottrina di Cristo: Se qualcuno viene da voi e non porta questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo nemmeno. Quindi, appoggiandosi la carità, come su fondamento, sulla fede integra e sincera, è necessario che i discepoli di Cristo siano principalmente uniti dal vincolo dell’unità della fede».

Per maggiori approfondimenti si può leggere «IL FALSO ECUMENISMO» [7].

IL GIUDEO TRAVESTITO DA CATTOLICO

Ne ho già parlato 2 volte [8] [9]. Ora, per non ripetermi vi invito allo studio dei documenti qui segnalati, ma rilancio le cattoliche dichiarazioni di papa san Pio X nel suo Catechismo al n° 126 «Chi sono gli ebrei? Gli ebrei sono i non battezzati che professano la legge di Mosè e non credono che Gesù è il Messia o Cristo promesso»; al n° 124 «Chi è fuori della comunione dei santi? E’ fuori della comunione dei santi chi é fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati»; al n° 131 «È grave danno esser fuori della Chiesa? Esser fuori della Chiesa è danno gravissimo, perché fuori non si hanno né i mezzi stabiliti né la guida sicura alla salute eterna, la quale per l’uomo è l’unica cosa veramente necessaria».

Ciò detto, ricordo che i giudei NON sono stirpe di Abramo (cf. Gv 8,33; Mt 3,9; Lc 3,8), in Galati 3 san Paolo conferma: «Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. E se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa» (28 ss); in Rm 4,9 si legge che la beatitudine non è concessa ai circoncisi in quanto tali, per presunta «stirpe» e Giacomo 2,20 ss fa capire che Abramo ebbe fede in Dio, cosa che i giudei non hanno.

Il deicidio da loro compiuto in combutta con i pagani, si perpetua giorno dopo giorno fino a quando si offenderà Cristo conoscendoLo ma non riconoscendLo e di conseguenza anche il Suo Corpo mistico che è la Chiesa. Ciò fanno oggi tutti quelli di cui sopra parlava san Pio X.

«Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: “Crocifiggilo, crocifiggilo!”. Disse loro Pilato: “Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa”. Gli risposero i Giudei: “Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio”» (Gv 19,6-7; 15; Lc 23,21; Mc 15,14, ecc).

Non riconobbero Cristo e continuano a non riconoscerLo pur avendoLo conosciuto. Ed è ovvio che gli uomini che si fanno apologeti del «catto-giudaismo» sono come ciechi che pretendono di guidare altri ciechi; è particolarmente significativo l’insegnamento che traiamo da Romani 10,14 «Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi?». Spero abbiate capito cosa intendo dire citando qui Romani 10.

I Giudei inoltre non sono nostri «padri nella fede» (ma lo era Abramo) e non hanno alcuna «alleanza di salvezza» (cf. Concilio di Firenze, Bolla di unione dei copti, sessione 11; Catechismo Tridentino, n 173, 216; Pio IX, Quanto Conficiamur Moerore; Gregorio XVI, Summo Iugiter); ed è gravissimo insegnare questo poiché, come ricorda Giacomo 2,10-11 «chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto». 2Corinzi 1,12 «Questo infatti è il nostro vanto: la testimonianza della coscienza di esserci comportati nel mondo, e particolarmente verso di voi, con la santità e sincerità che vengono da Dio». «Gesù Cristo è mediatore della nuova Alleanza affinché, avvenuta la sua morte per riscattare le trasgressioni commesse sotto la prima Alleanza, i chiamati ricevano l’eterna eredità, loro promessa» (Eb 9,15).

In senso biblico l’Alleanza è il patto di reciproca fedeltà tra Dio e il popolo ebraico. Esso è stato celebrato più volte da Dio con Noè (Gen 9,1-17), con Abramo (Gen 17,1-14), con Giosuè (Gs 24,25-26), con tutto il popolo sotto il re Giosia (Ne 10,1). Più interessante quella con Mosè sul Sinai: è la più solenne perché per essa Israele diventa speciale proprietà di Jahvè; è la più chiara anticipazione di quella definitiva stipulata da Dio con l’umanità intera nel sangue di Gesù (Mt 26,27-8; 1Cor 11,25), per la quale diventiamo figli di Dio (Rm 8,14), riceviamo lo Spirito (2Cor 3,6), non siamo più schiavi, ma liberi (Gal 4, 22). San Paolo sottolinea la superiorità della nuova rispetto all’antica a. (Ebr 9,11-14): la nuova, essendo unica e definitiva, valida solo dopo e per la morte di Cristo, propriamente è detta «testamento» [Dizionario del cristianesimo, E. Zoffoli, Sinopsis].

L’APOLOGETA DELLA SODOMIA

Ritorniamo quindi su ciò che Dio prescrive nell’Antico Testamento: «Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro» (Lv 20,13). E la vicenda di Sodoma e Gomorra (Gen 18,16 ss.) è conosciuta da tutto il mondo, dalla notte dei tempi:

«… condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie. Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio, 10 soprattutto coloro che nelle loro impure passioni vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore. …» (2Pt 2,6 ss.); «… Così Sodoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all’impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno …» (Gd 7).

L’interpretazione unanime dei Padri è assolutamente collimante rispetto a quanto il Testo Sacro riporta letteralmente. E nel Nuovo Testamento, inoltre:

«… La legge non è fatta per il giusto, ma per i non giusti e riottosi, per gli empi e di peccatori, per gli scellerati e i profani, per i parricidi e matricidi e omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i ladri d’uomini, i bugiardi, gli spergiuri …» (1Tm 1,9).

Alcune condanne dei Padri e dei Dottori della Chiesa:

“I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre. Quand’anche tutti gli uomini li commettessero, verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina: Dio infatti non ha creato gli uomini perché commettessero un tale abuso di se stessi. Quando, mossi da una perversa passione, si profana la natura stessa che Dio ha creato, è la stessa unione che deve esistere fra Dio e noi a venir violata” (Sant’Agostino, Confessioni, c.III, p.8);

“Che lo zolfo evochi i fetori della carne, lo conferma la storia stessa della Sacra Scrittura, quando parla della pioggia di fuoco e zolfo versata su Sodoma dal Signore. Egli aveva deciso di punire in essa i crimini della carne, e il tipo stesso del suo castigo metteva in risalto l’onta di quel crimine. Perché lo zolfo emana fetore, il fuoco arde. Era quindi giusto che i Sodomiti, ardendo di desideri perversi originati dal fetore della carne, perissero ad un tempo per mezzo del fuoco e dello zolfo, affinché dal giusto castigo si rendessero conto del male compiuto sotto la spinta di un desiderio perverso”. (San Gregorio Magno, Commento morale a Giobbe, XIV, 23, vol. II, pag. 371);

“Questo vizio non va affatto considerato come un vizio ordinario, perché supera per gravità tutti gli altri vizi. Esso infatti, uccide il corpo, rovina l’anima, contamina la carne, estingue la luce dell’intelletto, caccia lo Spirito Santo dal tempio dell’anima” . (San Pier Damiani, Liber Gomorrhanus, in Patrologia latina, vol. 145, coll. 159-190);

“Nei peccati contro natura in cui viene violato l’ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della natura” (San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, II-II, q. 154, a. 12);

“… Commettendo il maledetto peccato contro natura, quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono …” (Santa Caterina da Siena,Dialogo della Divina Provvidenza, cap. 124);

“Più pena sente uno che sia vissuto con questo vizio de la sodomia che un altro, perocché questo è maggior peccato che sia” (San Bernardino da Siena, Predica XXXIX in: Prediche volgari, p. 915);

“… Di questa turpitudine mai abbastanza esecrata sono schiavi coloro che non si vergognano di violare la legge divina e naturale” (San Pietro Canisio, Summa Doctrina Christianae, III a/b, p. 455);

Alcune condanne di Papi:

“… L’esecrabile vizio libidinoso contro natura; colpe per le quali i popoli e le nazioni vengono flagellati da Dio, a giusta condanna, con sciagure, guerre, fame e pestilenze …” (San Pio V, Costituzione Cum Primum, del 1 aprile 1566, in Bullarium Romanum, t. IV, c. II, pp. 284-286);

“… Il peccato contro natura grida vendetta al cospetto di Dio…” (San Pio X – Catechismo, N. 966).

Leggendo la Sacra Scrittura impariamo da Dio, giusto giudice, che com’è vero che il Signore perdona qualunque peccato a chi, con sincero pentimento, gli chiede il perdono e soddisfa anche rimediando allo scandalo, è altrettanto vero che giudicherà secondo la Sua Parola e non secondo quella degli uomini, quanti si ostinano nel peccato. Di cosa vorrà mai tenere conto questo “referendum” proposto dal Vaticano se il «Deposito» non mente e non può mutare.

IL COMUNISTA

Decreto del Sant’Uffizio – 28 Giugno 1949. Fa peccato Mortale e non può essere assolto:

1. Chi è iscritto al Partito Comunista.
2. Chi ne fa propaganda in qualsiasi modo.
3. Chi vota per esso e per i suoi candidati.
4. Chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.
5. Chi rimane nelle organizzazioni comuniste: Camera del Lavoro, Federterra, Fronte della Gioventù, CGIL, UDI, API, ecc…

È scomunicato e Apostata: Chi, iscritto al Partito Comunista, ne accetta la dottrina atea e anticristiana; chi la difende e chi la diffonde. Queste sanzioni sono estese anche a quei partiti che fanno causa comune con il comunismo. Chi in confessione tace tali colpe fa sacrilegio; può invece essere assolto chi sinceramente pentito rinuncia alle sue false posizioni.

In nota si possono leggere numerose altre informazioni [10].

VARI ALTRI SOGGETTI

Gli “anti puritani”. L’aggettivo “puritano” viene usato in maniera impropria e secondo il comune sentire contemporaneo. L’uomo moderno, difatti, vuol contrapporsi con tutte le forze all’etica cristiana ed usa con spregio definire “puritano” ogni atteggiamento che invece è moralmente corretto ed ostile al propagarsi dell’immoralità e della depravazione dei costumi. Il «puritanesimo» fu piuttosto un movimento eretico di origine calvinista che prese piede nel secolo XVI principalmente nell’Anglicanesimo e tendeva a “purificare” alcune forme ritenute “corrotte” dell’impianto ecclesiastico protestante;

Gli ingannatori nella procreazione. Ovvero gli esaltatori di contraccezione artificiale e sterilizzazione, sia femminile che maschile. Questi metodi sono a tutti gli effetti una frode nell’uso del matrimonio. Impedire la procreazione è immorale e nessuna presunta “necessità” o “autorità” ha il diritto di trasformare un’azione intrinsecamente immorale in atto morale o lecito. Si può approfondire l’argomento studiando la Lettera enciclica Casti Connubii di papa Pio XI del 31 dicembre 1930; anche il Discorso alle Ostetriche di papa Pio XII del 29 ottobre 1951;

I prestigiatori delle unioni. Il vero e unico matrimonio è un’unione monogamica ed indissolubile, di un uomo con una donna nati tali e che moriranno tali (Dio non ha creato il “gender”). Trattasi di un «contratto naturale» fra battezzati elevato alla dignità di Sacramento. Vi si oppongono aberrazioni di disordine morale da biasimare quali la convivenza, il divorzio, l’adulterio, la contraccezione, la sterilizzazione, l’aborto, le unioni di fatto, ecc … Principali documenti di riferimento: Arcanum divinae sapientiae del 10 febbraio 1880 di papa Leone XIII; Casti Connubii del 31 dicembre 1930 di papa Pio XII; Decretum de Finibus Matrimoniidel 25 marzo 1954 di papa Pio XII in risposta ai «novatori»;

Gli assassini di innocenti. La Chiesa condanna l’aborto sempre, a prescindere dalla presunta ragione o dal presentato motivo, lo definisce «omicidio perché sopprime una vera vita innocente». Per approfondimenti si consulti il volume Enchiridion symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum o «Denzinger-Schönmetze» ai numeri: 670, 2134, 3298, 3337, 3719-21;

Gli ingannatori o i silenti. Il silenzio o «conservazione di un segreto» è lecito solo nel caso in cui non nuoce agli altri, quindi non è nocivo al bene comune. In questo caso, se il silenzio è male, invece si acconsente a non divulgare intenti e manovre occulte, ciò rende complici nel peccato (cf. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, II-II, q. 68, a. 1; q. 70, a. 1). Il demonio opera anche attraverso l’inganno e rende l’ingannato a sua volta ingannatore di terzi. Sappiamo che è mentitore il diavolo e chi lo segue, «padre della menzogna» (Gv 8,44); può ingannare, indurre all’errore, illudere. Gesù è la Verità (cf. Gv 8, 44) mentre il diavolo è il bugiardo per antonomasia;

I negatori della pena di morte. Tipica posizioni di presunti liberali o di uomini traviati dalla propaganda politica e dalla pedagogia cripto-massonica. La pena di morte in realtà è lecita in alcuni rari casi per salvaguardare il bene comune se non vi sono altre soluzioni e se si è già tentato tutto il possibile (cf.Catechismo maggiore, n° 413); «È lecito uccidere il prossimo quando si combatte in una guerra giusta, quando si esegue per ordine dell’autorità suprema la condanna di morte in pena di qualche delitto; e finalmente quando trattasi di necessaria e legittima difesa della vita contro un ingiusto aggressore»;

I falsi scienziati. Davanti a darwinismo e poligenismo, Pio XII ricorda quella incompatibilità con la Fede cattolica: «però quando si tratta dell’altra ipotesi, cioè del poligenismo, allora i figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà. I fedeli non possono abbracciare quell’opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l’insieme di molti progenitori; non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio» (Pio XII, Enciclica Humani generis del 22 agosto 1950) [10];

Gli emancipati o femminismo. L’emancipazione è in verità l’involuzione dell’intelletto; man mano che apre al peccato, quindi ai vizi, l’uomo si allontana dalla retta ragione e rinnega ostinatamente anche i principi intrinsecamente presenti in lui, quali la legge naturale. «La santa madre Chiesa sostiene ed insegna che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto mediante il lume naturale della ragione umana a partire dalle cose create» (Costituzione conciliare Dei Filius del 24 aprile 1870); questa presunta emancipazione, volgarmente e con tracotanza accentuata nel femminismo, è solo un metodo per allontanare l’uomo, ingannandolo, dalla ricerca di Dio;

Gli esoteristi. L’esoterismo è condannato dalla Chiesa in ogni sua parvenza o ramificazione. Va ritenuto quale complesso di dottrine riservate ad alcuni iniziati, di solito concernenti magia, alchimia, “religioni” cabalistiche o gnostiche;

Gli occultisti. Allo stesso modo anche l’occultismo è biasimato da Dio e dalla Chiesa. Riguarda la pratica di fenomeni occulti come la divinazione, la chiromanzia, la negromanzia, ecc … La concezione contemporanea del complesso ideologico-pratico inteso quale occultismo la si deve probabilmente al medico cabalista Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim (Colonia, 15 settembre 1486 – Grenoble, 18 febbraio 1535);

Gli “stregoni bianchi”. Anche la cosiddetta «magia bianca» è in realtà una manifestazione, seppur celata, di iniquità. Teologicamente può definirsi «superstizione», poiché in materia di religione il vizio consiste nel non rispettare il giusto mezzo secondo certe circostanze. Infatti il culto divino si può prestare a chi si deve, cioè al vero Dio, «però in maniera indebita», e questa è la prima specie di superstizione (cf. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, II-II, q. 92).

I falsi guaritori. La Rivelazione e la Chiesa ci insegnano che in contesti ostinatamente prossimi alla superstizione, all’esoterismo, all’occultismo, all’eresia, ecc … piuttosto che di reali guarigioni si dovrebbe parlare di «inganni diabolici». Non è affatto strano incappare in falsi mistici e presunti carismatici che in realtà operano nell’iniquità e tutto questo «non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce» (2Cor 11,14). Sortilegi, stregonerie, negromanzia, idromanzia, scrittura automatica, sedute spiritiche, lettura dei tarocchi, interrogazioni degli astri, ecc … sono tutte pratiche già fortemente colpite dal Diritto romano sin dall’antichità, ma vengono condannate più volte anche nella Bibbia (A.T. e N.T.) e dal Magistero della Chiesa, poiché tutte queste e tante altre pratiche occulte, si oppongono apertamente ai piani della Provvidenza che evidentemente guida noi uomini secondo strade differenti da quelle che la “magia” vorrebbe imporre e propone.

I linguacciuti. Secondo la teologia cattolica il «dono delle lingue» fu concesso agli Apostoli che dovevano evangelizzare i popoli della terra per due motivi, ed oggi non c’è più bisogno di tutto ciò. Motivo uno: «perché ne avevano bisogno per farsi comprendere»; motivo due: «perché come la confusione delle lingue fu segno dell’allontanamento del mondo da Dio, così il dono delle lingue doveva essere il segno del riavvicinamento del mondo a Dio». Ecco perché, come scrive sant’Agostino, «pur ricevendosi anche oggi lo Spirito Santo, nessuno parla più le lingue di tutte le genti; perché ormai tutte codeste lingue le parla la Chiesa, dalla quale chi è escluso non riceve lo Spirito Santo» (cf. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, II-II, q. 176, a. 1 ad 3). Vi furono rarissime eccezioni;

I falsi carismatici. La storia della Chiesa dimostra che è molto difficile riconoscere i veri dai falsi carismi. Secondo la dottrina tomistica il vero carismatico ripugna sinceramente di esibirsi, aborrisce la pubblicità, è subordinato pienamente al giudizio ed ai provvedimenti della Gerarchia, non specula (cf. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, I-II, q. 111, a. 1; III, q. 7, a. 7).

I benedicenti improvvisati. L’imposizione delle mani è quel gesto usato da Gesù, dagli Apostoli e dai primi missionari evangelici per guarire gli infermi, è prescritto nella celebrazione della Messa, nell’amministrazione di alcuni Sacramenti, ed è materia di Cresima e dell’Ordine (cf. Mt 9,18; 19,13; Mc 10,16; Lc 4,14; 13,13; At 6,6; 8,19; 1Tm 5,22; Cf. Dizionario del Cristianesimo, E. Zoffoli, Sinopsis, Roma, 1992). In numerose confessioni protestanti- es. Pentecostali- si abusa pericolosamente dell’imposizione delle mani, specialmente da parte dei laici, e si presume di effondere lo Spirito Santo senza avere Ordine. Negli stessi contesti si crede che Gesù abbia ricevuto lo Spirito Santo solo al momento del Battesimo e che possa esistere un battesimo di spirito, privilegiato solo per alcuni. Tutto è pura fantasia. «Gesù volle ricevere il battesimo non per essere santificato dalle acque ma per santificare le acque. Quando Cristo fu battezzato lo Spirito Santo discese sopra di lui in forma di colomba per mostrare che tutti coloro che si fanno battezzare ricevono lo Spirito Santo, purché si facciano battezzare con semplicità di cuore, come è simboleggiato dalla colomba. Cristo ricevette il battesimo di Giovanni per approvarlo e per santificare il battesimo; ma non ricevette il battesimo suo, perché non ne aveva bisogno. Cristo ricevette il battesimo all’inizio del suo ministero pubblico per apparire idoneo a insegnare e a predicare e per mostrare che il battesimo rende l’uomo perfetto, come era lui a quell’età. Quando Cristo fu battezzato, i cieli si aprirono per mostrarci che il battesimo è di una virtù celeste ed è la chiave del regno dei cieli. La colomba che apparve si può ritenere una colomba vera, miracolosamente formata, perché le finzioni mal si addicono al Figlio di Dio, che è la stessa verità. Il battesimo ricevuto da Gesù è l’esemplare del battesimo nostro, che viene dato nella virtù e nell’invocazione della Trinità: perciò, a completare l’esemplare, quando Cristo fu battezzato si fece udire anche la voce del Padre» (San Tommaso d’Aquino, Compendio della Summa Theologiae, III, q. 39).

Scusate se sembro scorbutico, ma davvero non so come esprimere certi concetti con maggiore diplomazia. Si capisce bene che qui nessuno vuol giudicare l’uomo, ci mancherebbe, ma le idee e le ideologie; resto comunque a disposizione, come sempre, per un confronto culturale ed ideologico. Potrei proseguire fino a notte fonda, tuttavia preferisco fermarmi qui e tornare prossimamente a scrivere di indefettibilità, infallibilità e immutabilità.

Pare che il Vaticano voglia chiedere “consiglio” al mondo su questioni di fede e costume, allora cosa rispondere? Io credo: Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (At 5,29); e san Paolo: «Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!» (Gal 1,8) poiché «ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio» (1Gv 4,3).

Pubblicazione a cura di Carlo Di Pietro (clicca qui per leggere altri studi pubblicati)

Note:
[1] https://www.google.it/webhp?source=search_app&gws_rd=cr#q=%22carlo+di+pietro%22+site:radiospada.org
[2] http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_22/bagnasco-evadere-e-peccato-appello-al-voto_72dd1abc-64a4-11e2-8ba8-1b7b190862db.shtml
[3] http://radiospada.org/2013/09/dalla-chiesa-monarchica-alla-chiesa-conciliare-la-potesta-di-giurisdizione/
[4] http://radiospada.org/2013/06/linfallibilita-della-chiesa-e-del-papa-magistero-universale-e-ordinario/
[5] http://radiospada.org/2013/08/sulla-liberta-religiosa-e-sulla-dignitatis-humanae/
[6] http://radiospada.org/2013/10/halloween-modernismo-e-raggiri-demoniaci/
[7] http://radiospada.org/2013/06/il-falso-ecumenismo/
[8] http://radiospada.org/2013/06/stirpe-di-abramo-un-altro-cattolicesimo-nel-post-concilio/
[9] http://radiospada.org/2013/06/il-papa-emerito-il-vescovo-di-roma-e-il-giudaismo/
[10] http://radiospada.org/2013/07/scudo-senza-croce-genesi-di-un-declino/
[11] http://radiospada.org/2013/08/evoluzionismo-o-creazionismo-poligenismo-o-monogenismo/

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I carcerati di Bergoglio

26 ottobre 2013
Gentile redazione,Sono sempre più confuso dal “Vescovo di Roma”. Adesso Bergoglio dice che i detenuti sono i “più deboli”, parla dei carcerati come se fossero tutti condannati ingiustamente, e sopratutto mette Gesù condannato nello stesso piano dei detenuti. Ma questo è bestemmiare! Abbiamo un Papa che bestemmia?
Uno che ti entra in casa e ti massacra di botte per rapinarti, che vende droga a tuo figlio, che ti fa paura il solo incrociarne lo sguardo, non è il “più debole”.
Trovo poi ridicolo il paragone con la delinquenza di alto livello che spesso rimane più impunita poiché ha più protezioni. Se i ricchi se la cavano più facilmente non è un pretesto per concedere benefici sconsideratamente, ma per costruire un ordinamento giudiziario sempre più equo tramite appropriati interventi legislativi. Sono sicuro che se una persona uccide per legittima difesa chi cerca di rubargli l’auto comprata con tanti sacrifici, Bergoglio è capace di bollarlo come il peggiore dei criminali, ed a fare strenua opposizione a qualsiasi proposta per estendere il diritto all’autodifesa. Sono un disoccupato, quindi apparterrei a quella categoria che Bergoglio dice di prediligere, ma da lui non mi sento rappresentato, perché lo sento dalla parte dei più furbi e di quelli che sono protetti dal sistema.

A. G.
Questa lettera che abbiamo ricevuta ci dà la possibilità di soffermarci su alcune delle interminabili parole di papa Bergoglio, che, come accaduto al nostro lettore, ci lasciano perplessi.

Come riportato da Radio Vaticana, papa Bergoglio, in una udienza ufficiale ai circa 200 partecipanti al Convegno nazionale dei cappellani delle carceri italiane promosso a Sacrofano, nei pressi di Roma, il 23 ottobre scorso, ha affermato:

“Voi siete segno della vicinanza di Cristo a questi fratelli che hanno bisogno di speranza. Recentemente avete parlato di una giustizia di riconciliazione, ma anche di una giustizia di speranza, di porte aperte, di orizzonti. Questa non è un’utopia, si può fare.”

In effetti, il convegno in questione si è svolto sul tema: “Giustizia: pena o riconciliazione. Liberi per liberare”.
Dove il “liberi per liberare”, se non è un enunciato esoterico è allora una tipica affermazione moderna che serve per dire niente con parole vuote che neanche nascondono il nulla. Potremmo parlare di demagogia, ma ce ne asteniamo per non dare l’impressione che manchiamo di carità cristiana, mentre invece scriviamo queste righe proprio per carità cristiana.

Il Papa, parlando dei carcerati con cui è in corrispondenza, ha affermato:

“Qualche volta li chiamo, specialmente la domenica, faccio una chiacchierata. Poi quando finisco penso: perché lui è lì e non io che ho tanti e più motivi per stare lì? Pensare a questo mi fa bene: poiché le debolezze che abbiamo sono le stesse, perché lui è caduto e non sono caduto io? Per me questo è un mistero che mi fa pregare e mi fa avvicinare ai carcerati”.

Davvero singolare questa confessione, che induce a riflettere con attenzione, soprattutto perché suggerisce sottilmente la strana idea, per una persona normale, che i carcerati siano in carcere non per una colpa che hanno commesso, ma per un qualche capriccio di qualcuno, se non addirittura per un’ingiustizia subita per mano dei più forti; come sembra spiegare papa Bergoglio quando dice:

“Potete dire questo: il Signore è dentro con loro; anche lui è un carcerato, ancora oggi, carcerato dei nostri egoismi, dei nostri sistemi, di tante ingiustizie, perché è facile punire i più deboli, ma i pesci grossi nuotano liberamente nelle acque. Nessuna cella è così isolata da escludere il Signore, nessuna; Lui è lì, piange con loro, lavora con loro, spera con loro.”

Verrebbe da dire: Amen! E invece sorge subito dal cuore un moto di stupore, misto ad un certo disorientamento che rasenta l’indignazione.

Orbene, tutto parte da quello che la Chiesa ha sempre raccomandato tra le opere di misericordia corporale: “visitare i carcerati”, perché l’amore per il prossimo si manifesta anche così, proprio sulla base di quanto raccomanda Nostro Signore:

“Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi” (Mt, 25, 34-36).

Raccomandazione che Gesù lega al giudizio finale, quando i giusti verranno separati dai maledetti e posti alla sua destra perché “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt, 25, 40).

A leggere, anche ripetutamente, questo passo del Vangelo di San Matteo, unitamente ai passi corrispondenti di San Luca 10, 16 e di San Giovanni 13, 34-35, invano si ricaverebbe quanto gratuitamente affermato da papa Bergoglio.
Non un minimo appiglio per “il Signore è dentro con loro”; non una minima giustificazione per “è facile punire i più deboli, ma i pesci grossi nuotano liberamente nelle acque”; non il sia pur debole accostamento per poterne dedurre: “perché lui è lì e non io che ho tanti e più motivi per stare lì?”.
L’unica cosa che si ricava è che papa Bergoglio giuoca con le parole e con i sentimenti per fare delle affermazioni scomposte e fuori luogo.
Se si deve andare a visitare i carcerati, è perché costoro sono carcerati in forza delle loro colpe e quindi in forza delle loro debolezze a cui non hanno saputo o voluto resistere.
Certo, questo può capitare a chiunque di noi poveri peccatori, ma è logico che poi dobbiamo subire il giusto castigo, accettandolo come ricompensa per le nostre colpe.
Se così non fosse, anche la giustizia divina sarebbe incongrua col raccogliere alla sinistra del Re coloro che non hanno visitato i carcerati e per i quali c’è il “fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli” (Mt. 25, 41).

Non abbiamo difficoltà a riconoscere che la giustizia umana è soprattutto manchevole, ma qui papa Bergoglio non fa un discorso sulla manchevolezza della giustizia umana che tante volte è una vera ingiustizia, no, egli parla in generale, compiangendo la mala sorte dei carcerati come se essa fosse frutto di un qualche abuso, concetto sottolineato da quel richiamo ai deboli che verrebbero puniti perché deboli.
Questa è demagogia assurta a predicazione cattolica per una distorta concezione della religione di Dio.
Quand’egli si chiede: “perché lui è lì e non io che ho tanti e più motivi per stare lì?”, relativizza la colpa del reo e confonde volutamente la condizione di peccatore con quella di violatore della legge, abbassando così la giustizia divina alla giustizia umana.
E non c’è scappatoia, perché, o papa Bergoglio ha qualche grave colpa da confessare al magistrato, e non avendolo fatto ne ha rimorso, o si riferisce alla sua condizione di uomo peccatore e inganna i carcerati facendo credere loro che non avrebbero colpe diverse da quelle di un qualunque altro uomo.
Cosa significherebbe altrimenti la battuta spiritosa: “e non io che ho tanti e più motivi per stare lì?”.

Ancora una volta papa Bergoglio confonde il sacro col profano e lo fa un po’ volutamente e un po’ inconsciamente, perché davvero dimostra di non avere idea di che cosa significhi essere un uomo di Chiesa.
La cosa grave, però, sta nel fatto che così facendo distrugge nei fedeli il vero senso dell’essere cattolici, inducendoli a considerare la religione cattolica come fosse un’ideologia, quasi a confermare che egli rifugge da ogni altra ideologia che non sia la sua: populista, pauperista e buonista… costi quel che costi… anche a costo della perdizione delle anime dei fedeli.E non esageriamo, perché tutto questo bel discorrere si risolve inevitabilmente nella relativizzazioe del sacramento della confessione, come papa Bergoglio ha già avuto modo di fare in questi mesi (vedi gli articoli di Giovanni Servodio: Papa Bergoglio si confessa)

A riprova di ciò ecco una frase magistrale che sembra fatta apposta per ingannare e per condurre fuori strada:

“Recentemente avete parlato di una giustizia di riconciliazione, ma anche di una giustizia di speranza, di porte aperte, di orizzonti. Questa non è un’utopia, si può fare.”

Che cosa si può fare? La giustizia di speranza?
Una pura invenzione di Bergoglio: perché la grande speranza per chi ha commesso un reato è scontare la pena corrispondente col cuore contrito e col proposito di non sbagliare più.

Che cosa si può fare? La giustizia di porte aperte?
Cioè una giustizia ingiusta che non darebbe ad ognuno il suo, parificando i violatori della legge ai rispettosi della legge?

Che cosa si può fare? La giustizia di orizzonti?
Che è una mera inconsistenza verbale buttata lì per confondere le idee e permettere a chiunque di leggervi quello che più gli pare?

Jorge Mario: l’incompreso

Scritto e segnalato da Pietro Ferrari

cardinal-bergoglio-con-i-cartoneros-di-Biuenos-AiresLe benedizioni senza il segno di croce per non urtare i non credenti, Gesù che diventa peccatore al quale ricordiamo in Confessione i peccati suoi, la Chiesa vedova, le preghiere coi rabbini e gli eretici, il credente che deve avere più dubbi che certezze, la lettera ad Eugenio Scalfari in cui la coscienza psichica diventa autoredentrice, insomma, J.M. Bergoglio fa molto parlare di sè scatenando polemiche, ma soprattutto crisi personali e confusione.

Chiunque parla può essere frainteso o male interpretato per malizia altrui o per sua ambiguità. Essere costantemente fraintesi da tutti però, può significare solo due cose: o vi è una congiura di tutti i mezzi di comunicazione amici del frainteso, oppure è il frainteso stesso che vuole essere tale, perché usa un linguaggio che si presta benissimo a questo gioco. Se così non fosse avremmo un frainteso in crisi di identità, come il Gengé pirandelliano di “Uno, Nessuno, Centomila”, un frainteso che diventa tragicamente Incompreso perché ogni volta che si esprime non viene capito. E qui casca l’asino. Se l’Incompreso non fa nulla per smentire chi costantemente lo interpreta male ed anzi, gli va benissimo così, delle due l’una: o quando parla non gli interessa di farsi capire oppure, semplicemente, chi lo interpreta lo ha capito benissimo. Il presunto Incompreso è invece compreso perfettamente. Si dirà che astuti e miserabili ‘ateo-radical-progressisti’, hanno avuto l’impudenza di voler mettere il cappello sopra l’iniziativa pacifista del presunto Incompreso, che chiamò al santo digiuno per la pace in Siria. Questi laidi figuri rispondono di essere stati invitati, ma ovvio, hanno capito male. Ettepareva! Vediamo cosa disse l’Incompreso a proposito nell’Angelus del 1 settembre 2013: “E’ un forte e pressante invito che rivolgo all’intera Chiesa Cattolica, ma che estendo a tutti i cristiani di altre Confessioni, agli uomini e donne di ogni Religione e anche a quei fratelli e sorelle che non credono: la pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità……. e anche invito ad unirsi a questa iniziativa, nel modo che riterranno più opportuno, i fratelli cristiani non cattolici, gli appartenenti alle altre Religioni e gli uomini di buona volontà.” I signori pertanto erano nella lista degli invitati e per buona educazione hanno accettato l’invito.

Poi l’Incompreso fu accusato ingiustamente di non avere a cuore le vocazioni sacerdotali, perché ebbe a dire il 10 settembre, ai rifugiati del centro Astalli di Roma: “Carissimi religiosi e religiose, i conventi vuoti non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare i soldi. I conventi vuoti non sono nostri, sono per la carne di Cristo e i rifugiati sono la carne di Cristo.” Allora, verrebbe da chiedersi, cosa c’entra la dicotomìa tra l’albergo di lusso e l’ostello per il qualunque “rifugiato”, per cui la seconda scelta sarebbe cattolica e la prima no? Sembra strano che davanti alla moltitudine di conventi chiusi per mancanza di vocazioni, il cruccio sia quello di come liquidare o riconvertire quelle strutture e non quello della crisi delle vocazioni. Infatti l’Incompreso non ha questo cruccio, altrimenti avrebbe augurato a tutti di rivedere brulicare i conventi di giovani religiosi e fervorosi. Se “i rifugiati sono la carne di Cristo” secondo l’Incompreso, sembra di capire che tutta la Dottrina sul Corpo Mistico sia stata per secoli solo fuffa. Ci torneremo.

Come riportava O.R. 23 maggio 2013, l’Incompreso, non si è lasciato scappare l’occasione di dare una bella stoccata ai cattolici “integralisti”, che già ebbe a definire “testardi”: “Il brano del vangelo di Marco (9, 38-40) proclamato durante la messa riferisce la lamentela dei discepoli per una persona che faceva del bene ma non era del loro gruppo. «Gesù li corregge: Non glielo impedite, lasciate che lui faccia il bene. I discepoli senza pensare, volevano chiudersi intorno a un’idea: soltanto noi possiamo fare il bene, perché noi abbiamo la verità. E tutti quelli che non hanno la verità non possono fare il bene. Si tratta però di un atteggiamento sbagliato. E Gesù li corregge. A questo punto è lecito «che noi ci domandiamo: chi può fare il bene e perché? Cosa significa questo “non glielo impedite” di Gesù? Cosa c’è dietro?». In questo caso «i discepoli erano un po’ intolleranti», ma «Gesù allarga l’orizzonte e noi possiamo pensare che dica: Se questo può fare il bene, tutti possono fare il bene. Anche quelli che non sono dei nostri.”

Bisognerebbe però non omettere che in quel passo del Vangelo, non c’era una “persona che faceva il bene” in senso mondano alla Gino Strada per intenderci, ma uno che scacciava i demoni nel nome di Gesù, per di più in un momento in cui l’ignoranza dominava ancora e ancora non era stata resa pienamente manifesta la Chiesa cattolica come unica depositaria della Verità di Cristo. Non mi pare una “dimenticanza” da poco.

Nel mese di luglio 2013 c’è stato il famosissimo augurio ai mussulmani di fare un ramadan che desse “abbondanti frutti spirituali”. Non serve un professore di teologia per spiegare come, sia i frutti che i doni dello Spirito Santo vengono infusi alle anime in modo crescente, se tali anime vivono profondamente in grazia di Dio e nel fervore spirituale. Ci si chiede come possa una pratica conforme all’Islam dare quei frutti se gli islamici sono fuori della Chiesa. Appare ovvio che l’Incompreso si sia riferito o ad uno “spirito” che non è lo Spirito Santo, o pensa che i mussulmani appartengano alla Chiesa di Cristo. Non avendo toccato più l’argomento dei frutti del ramadan, verrebbe quasi da pensare che le stragi perpetrate ultimamente a danno dei cristiani siano state “abbondanti” e coerenti col ramadan stesso.

La “simpatica” barzelletta estiva alle Clarisse: “San Pietro non sempre apre la porta quando arrivano i peccatori e allora Maria soffre un po’, però rimane lì. E la notte, quando si chiudono le porte del Paradiso, quando nessuno vede e nessuno sente, Maria apre la porta del Paradiso e fa entrare tutti.” Indurre a pensare che dopo il giudizio particolare vi possa essere una esitazione nelle anime che invece già sanno in quel momento il loro destino, e che tale destino diventi oggetto di una sorta di “sanatoria” generalizzata per tutti, significa forse aver confuso la Madre di Dio con la signora Kiwuengue.

Il Gesù del ‘Vangelo secondo l’Incompreso’ avrebbe spezzato il fariseismo preconciliare, con la sua ‘Epifanìa’ avvenuta durante il Concilio Vaticano II ed infatti in data 8 maggio disse alle suore, dopo aver loro ricordato che non devono essere “zitelle” : «Ricordo quando da bambino si sentiva dire nelle famiglie cattoliche, e anche nella mia: ‘No, a casa loro non possiamo andare, perché non sono sposati per la Chiesa, o perché sono socialisti o atei!’. Era come una esclusione. No, non potevi andare! … Adesso, grazie a Dio non si dice quello, no? Non si dice! C’era come una difesa della fede, ma con i muri: il Signore ha fatto dei ponti … Il cristiano che vuol portare il Vangelo deve andare per questa strada: sentire tutti! Ma adesso è un buon tempo nella vita della Chiesa: questi ultimi 50 anni, 60 anni sono un bel tempo, perché non si dice più quello». Insomma è “grazie a Dio” che negli ultimi 60 anni stiamo vivendo una Nuova Pentecoste senza i “Muri” eretti dal fanatismo costantiniano e tridentino!! La Carità signori miei, è stata introdotta nel 1965 da codesti nuovi eresiarchi che non riescono a nascondere la loro avversione alla Chiesa Una, santa, Cattolica ed Apostolica. Gliene saremo sempre riconoscenti ma intanto vediamo come era fatto quel “Muro”.

Ogni rivoluzione ha la necessità di cambiare i codici precedenti e probabilmente, l’Incompreso, si riferiva al canone 2258 del CJC che prevedeva come tra gli scomunicati ci fossero i “vitandi” (occorreva una scomunica per nome e pubblica della Santa Sede) e i “tolerati”, solo i primi dovevano essere evitati. Il canone 2267 del CJC appunto stabiliva che: “I FEDELI DEVONO EVITARE LE RELAZIONI PROFANE CON GLI SCOMUNICATI (vitandi), A MENO CHE SI TRATTI DI CONIUGI, GENITORI, FIGLI, SCHIAVI, SUDDITI E IN GENERALE A MENO DI UNA MOTIVAZIONE RAGIONEVOLE”. Secondo il Catechismo di san Pio X gli scomunicati non appartengono più al Corpo Mistico della Chiesa:

“ 231. Chi sono gli scomunicati?

Gli scomunicati sono quelli che per mancanze gravissime vengono colpiti di scomunica dal Papa, o dal Vescovo, e sono quindi, siccome indegni, separati dal corpo della Chiesa, la quale aspetta e desidera la loro conversione.

232. Si deve temere la scomunica?

La scomunica si deve temere grandemente, perché è la pena più grave e più terribile che la Chiesa possa infliggere a’ suoi figli ribelli ed ostinati.

233. Di quali beni rimangono privi gli scomunicati?

Gli scomunicati rimangono privi delle preghiere pubbliche, dei sacramenti, delle indulgenze e della sepoltura ecclesiastica.

234. Possiamo noi giovare in qualche modo agli scomunicati?

Noi possiamo giovare in qualche modo agli scomunicati e a tutti gli altri che sono fuori della vera Chiesa, con salutari avvisi, colle orazioni e colle buone opere, supplicando Iddio che per sua misericordia conceda loro la grazia di convertirsi alla fede e di entrare nella comunione dei Santi.”

Vediamo come il Codex pio-benedettino del 1917 trattava la questione:

Can. 2356. Bigami, idest qui, obstante coniugali vinculo, aliud matrimonium, etsi tantum civile, ut aiunt, attentaverint, sunt ipso facto infames; et si, spreta Ordinarii monitione, in illicito contubernio persistant, pro diversa reatus gravitate excommunicentur vel personali interdicto plectantur.

(I bigami, cioè quelli che, nonostante l’impedimento del vincolo coniugale, abbiano tentato un altro matrimonio, sebbene soltanto civile, come dicono, sono per lo stesso fatto infami, e se, disprezzato l’ ammonimento dell’Ordinario persistano nell’illecito concubinaggio, secondo la diversa gravità del reato, siano scomunicati o siano puniti con un interdetto personale.)

Cosa dice l’Incompreso nella famigerata intervista a La Civiltà Cattolica invece?: “Penso anche alla situazione di una donna che ha avuto alle spalle un matrimonio fallito nel quale ha pure abortito. Poi questa donna si è risposata e adesso è serena con cinque figli. L’aborto le pesa enormemente ed è sinceramente pentita. Vorrebbe andare avanti nella vita cristiana. Che cosa fa il confessore?”. Mhà, probabilmente assolverla se è pentita e dimostra coi fatti di recedere dallo stato permanente di peccato!! Oggi come ieri.

Tuonano i “malvagi “ perché l’Incompreso avrebbe “aperto” agli omosessuali, notizia falsa e tendenziosa come le altre. Vediamo cosa ha detto sempre a La Civiltà Cattolica:

“Durante il volo di ritorno da Rio de Janeiro ho detto che, se una persona omosessuale è di buona volontà ed è in cerca di Dio, io non sono nessuno per giudicarla. Dicendo questo io ho detto quel che dice il Catechismo. La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione a servizio della gente, ma Dio nella creazione ci ha resi liberi: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile. Una volta una persona, in maniera provocatoria, mi chiese se approvavo l’omosessualità. Io allora le risposi con un’altra domanda: “Dimmi: Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l’esistenza con affetto o la respinge condannandola?”. Bisogna sempre considerare la persona.

Dio bruciò Sodoma ( Gen 18, 20 – 19,13), San Paolo ebbe parole durissime sull’omosessualità ( Rm 1, 26 – 27) ma non avevano ancora imparato cosa fosse la Carità, secondo l’Incompreso.

Il catechismo di San Pio X definisce il “peccato impuro contro natura” come un peccato che “grida vendetta al cospetto di Dio”, così stigmatizzandone la gravità mentre l’Incompreso cosa fa? Non giudica, asserendo che sia addirittura IMPOSSIBILE l’ingerenza spirituale nella vita delle persone, negando implicitamente l’effetto della Grazia santificante! A ben vedere anche il demonio, essendo creatura di Dio, non può essere malvagio in assoluto radicalmente e pertanto e a maggior ragione, QUALSIASI creatura di per sè E’ GRADITA A DIO ma la domanda non riguardava se l’esistenza della persona in quanto tale fosse gradita a Dio, ma era questa: “Lei approva l’omosessualità?”. Rispondere che bisogna sempre considerare la persona, riporta a quell’equivoco promulgato da Dignitatis Humanae sul concetto di dignità della persona, meglio sviluppato nell’articolo: http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&frm=1&source=web&cd=1&cad=rja&ved=0CC8QFjAA&url=http%3A%2F%2Fradiospada.org%2F2013%2F09%2Fdignita-umana-e-coscienza-analisi-di-un-equivoco%2F&ei=d1JAUoq8CcKctQbm_4D4DA&usg=AFQjCNE-QwvyMqGoafeMf1glcnK7xZ2Vmw&bvm=bv.52434380,d.bGE

E ancora: “…..Mozart mi riempie: non posso pensarlo, devo sentirlo…”

Giusto una postilla: ma l’Incompreso sapeva che Mozart, geniale e straordinario, era però massone?

L’intervista continua così: «La Chiesa a volte si è fatta rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti. La cosa più importante è invece il primo annuncio: “Gesù Cristo ti ha salvato!”.

Appare ovvio dal contesto, che tutta la parte che riguarda la Morale cattolica venga bollata come una sorta di “magistero minore”, eventuale, per niente connesso coi fini ultimi. Infatti continua:

“Gli insegnamenti, tanto dogmatici quanto morali, non sono tutti equivalenti. Una pastorale missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza. L’annuncio di tipo missionario si concentra sull’essenziale, sul necessario, che è anche ciò che appassiona e attira di più, ciò che fa ardere il cuore, come ai discepoli di Emmaus…. Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione .. . Una bella omelia, una vera omelia, deve cominciare con il primo annuncio, con l’annuncio della salvezza. Non c’è niente di più solido, profondo e sicuro di questo annuncio. Poi si deve fare una catechesi. Infine si può tirare anche una conseguenza morale. Ma l’annuncio dell’amore salvifico di Dio è previo all’obbligazione morale e religiosa.”

E’ evidente che essere “ossessionati” di trasmettere in modo “insistente e disarticolato” insegnamenti che “non sono equivalenti” per importanza, eluderebbe secondo l’Incompreso proprio il dovere di testimoniare “l’essenziale”, che “appassiona ed attira di più”. In buona sostanza Fede, Morale e Dottrina integre sono una chimera da scomporre in appetitose offerte che possano meglio soddisfare il gusto dei fruitori. Grazie a Dio però, possiamo ancora leggere la Pascendi che condannò infallibilmente i conati dei modernisti.

Torniamo quindi al Codex pio-benedettino per capire meglio la portata rivoluzionaria del pensiero post-conciliare, atteso che lo stesso Ratzinger nel VII Incontro Mondiale delle famiglie ebbe a dire che comunque, i divorziati risposati stanno nel Corpo Mistico, nella Chiesa ed ovviamente anche i sodomiti (oggi addirittura transgender!) che propugnano riforme legislative pro-gay in quanto non risulta che Bagnasco sia stato punito per aver dato la comunione a Vladimir Luxuria contro San Tommaso (q. 80 art. 6):

Can. 2357. par. 1. Laici legitime damnati ob delicta contra sextum cum minoribus infra aetatem sexdecim annorum commissa, vel ob stuprum, sodomiam, incestum, lenocinium, ipso facto infames sunt, praeter alias poenas quas Ordinarius infligendas iudicaverit.

par. 2. Qui publicum adulterii delictum commiserint, vel in concubinatu publice vivant, vel ob alia delicta contra sextum decalogi praeceptum legitime fuerint damnati, excludantur ab actibus legitimis ecclesiasticis, donec signa verae resipiscentiae dederint.

(I laici legittimamente condannati per i peccati commessi contro il sesto con minori sotto i 16 anni di età, o per stupro, sodomia, incesto, lenocinio, per lo stesso fatto, sono infami, oltre le altre pene che l’Ordinario avrà giudicato di infliggere

Coloro che abbiano commesso il pubblico peccato di adulterio o vivano pubblicamente in concubinaggio, o siano stati condannati legittimamente per altri peccati contro il sesto comandamento del decalogo, siano esclusi dagli atti ecclesiastici legittimi, fino a quando avranno dato segni di vero pentimento.)

Can. 855. § l. Arcendi sunt ab Eucharistia publice indigni, quales sunt excommunicati, interdicti manifestoque infames, nisi de eorum poenitentia et emendatione constet et publico scandalo prius satisfecerint.

§ 2. Occultos vero peccatores, si occulte petant et eos non emendatos agnoverit, minister repellat; non autem, si publice petant et sine scandalo ipsos praeterire nequeat.

(Sono da respingere dalla Eucaristia i pubblicamente indegni, i quali sono : gli scomunicati ,gli interdetti e i manifestamente infami a meno che non risulti manifesto il loro pentimento e la loro correzione e non abbiano prima scontato la pena per il pubblico scandalo

Invero i peccatori che agiscono di nascosto, se di nascosto chiedano e il ministro non li avrà riconosciuti emendati, li respinga, invece se chiedono pubblicamente e senza scandalo non può trascurarli).

Il fatto che la legislazione penalistica sia mutata nelle leggi statuali, non cambia nulla da un punto di vista morale, altrimenti sarebbe la Chiesa a fondare la sua morale sulla volontà cangiante del Legislatore temporale. Pertanto anche se non vi sarà più una condanna per adulterio ad esempio, per il Codex pre-conciliare rimangono pubblicamente indegni e pertanto da respingere dalla Eucarestia, sia gli scomunicati che i manifestamente infami a meno che non risulti la loro correzione e non abbiano scontato quindi, il pubblico scandalo causato. I divorziati risposati o concubini che permangono in quella situazione come i sodomiti ed altri, sono comunque o manifestamente infami (ipso-facto) o scomunicati, privati non solo dell’Eucarestia ma anche degli atti ecclesiastici legittimi.

Il Catechismo di San Pio X insegna che: “132. Chi è fuori della Chiesa si salva?

Chi è fuori della Chiesa per propria colpa e muore senza dolore perfetto, non si salva; ma chi ci si trovi senza propria colpa e viva bene, può salvarsi con l’amor di carità, che unisce a Dio, e, in spirito, anche alla Chiesa, cioè all’anima di lei.”

In tal senso Pio XII nella Mystici Corporis: “In realtà, tra i membri della Chiesa bisogna annoverare esclusivamente quelli che ricevettero il lavacro della rigenerazione, e professando la vera Fede, né da se stessi disgraziatamente si separarono dalla compagine di questo Corpo, né per gravissime colpe commesse ne furono separati dalla legittima autorità. “Poiché — dice l’Apostolo — in un solo spirito tutti noi siamo stati battezzati per essere un solo corpo, o giudei o gentili, o servi, o liberi” (I Cor. XII, 13). Come dunque nel vero ceto dei fedeli si ha un sol Corpo, un solo Spirito, un solo Signore e un solo Battesimo, così non si può avere che una sola Fede (cfr. Eph. IV, 5), sicché chi abbia ricusato di ascoltare la Chiesa, deve, secondo l’ordine di Dio, ritenersi come etnico e pubblicano (cfr. Matth. XVIII, 17). Perciò quelli che son tra loro divisi per ragioni di fede o di governo, non possono vivere nell’unita di tale Corpo e per conseguenza neppure nel suo divino Spirito.”

Per completezza, Il NUOVO CODICE del 1983 – Can. 915 – “Non siano ammessi alla sacra comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l’irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto.”

Appare ovvio come non si rinvengano più i termini “infami” e “pubblicamente indegni” e come in realtà, la figura del divorziato risposato o concubino non sia più soggetta a scomunica e interdizione (essendo implicitamente “inseriti” però tra gli ostinati a peccare), od a essere, appunto, definita “infame” e pertanto soggetta a scomunica o interdizione come del resto la figura del sodomita. Rimane però e comunque, che pur essendo oggi (!?!) non più da considerarsi fuori dal Corpo della Chiesa, sono fuori dall’Anima della Chiesa e cioé lontani dalla Grazia, dalla salvezza. Nella catechesi dell’Incompreso è assente la memoria dei Novissimi, che spinge ognuno a riflettere sulla propria vita, avendo deciso che “l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile”.

Ultima curiosità dell’intervistatore de La Civiltà Cattolica, stranamente passata in sordina ma che fa chiudere il cerchio: “…mi ha detto che i due pensatori francesi contemporanei che predilige sono Henri de Lubac e Michel de Certeau.”

Pio XII con la Humani Generi condannò la Nouvelle Theologie di Henri de Lubac al quale fu tolto l’insegnamento per “errori perniciosi su punti fondamentali del dogma” e i suoi libri furono ritirati dalla circolazione ma nel 1959, sotto il complice Roncalli, tornò ad insegnare. Fu scelto ovviamente come peritus, per la stesura delle Costituzioni Dogmatiche del Concilio Vaticano II.

Vi è un mito da sfatare: confondere i pompieri che spengono gli incendi, con coloro che fanno da compari al gioco delle tre carte. I primi salvano vita e beni altrui, i secondi hanno in odio la verità.

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Bergoglio: “L’ ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile”.

di Gianni Toffali (sedeplenista molto perplesso dalle “Bergogliadi”…)

http://www.affaritaliani.it/cronache/il-vaticano-iii-di-fatto-di-papa-francesco190913.html?refresh_ce

OMOSESSUALI, ACCOMPAGNARE CON MISERICORDIA- Il Papa parla degli omosessuali ricordando ancora una volta il Catechismo, ma aggiunge: “La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione a servizio della gente, ma Dio nella creazione ci ha resi liberi: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile”. Qui siamo ad un punto molto delicato, che certo potrà disorientare non pochi fedeli. Ma è chiaro: il Papa riafferma il libero arbitrio e ricorda allo stesso tempo – però – il dovere della Chiesa di annunciare e ricordare i precetti della religione. Ricorda Francesco: “Una volta una persona, in maniera provocatoria, mi chiese se approvavo l’omosessualità. Io allora le risposi con un’altra domanda: ‘Dimmi: Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l’esistenza con affetto o la respinge condannandola?’. Bisogna sempre considerare la persona”. Il che significa “accompagnare le persone a partire dalla loro condizione”. E quindi accogliere, senza paura della testimonianza. Senza rifiuto alcuno. Molto bene il richiamo allo spirito conciliare, quando Francesco sottolinea: “Invece di essere solo una Chiesa che accoglie e che riceve tenendo le porte aperte, cerchiamo pure di essere una Chiesa che trovanuove strade, che è capace di uscire da se stessa e andare verso chi non la frequenta, chi se n’è andato o è indifferente. Chi se n’è andato, a volte lo ha fatto per ragioni che, se ben comprese e valutate, possono portare a un ritorno. Ma ci vuole audacia, coraggio”. Da qui nessuno è escluso, nessuno è straniero, ricordava Paolo VI alla fine del Vaticano II, 1965. Nel suo ideale “Vaticano III” Francesco ripropone gli stessi concetti: cercare vie nuove ma senza stravolgere la fede. Uno sforzo non da poco e una richiesta di creatività che un Papa latino, oltre che latinoamericano, può e deve chiedere ai suoi figli.

Papa Francesco in poco tempo sta attuando una vera rivoluzione all’interno della Chiesa. Le sue ultime parole sono di apertura nei confronti di divorziati e omosessuali. “Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione“.

Giacchè sono un tantino duro di comprendonio, qualche esperto è in grado di spiegarmi le locuzioni: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile” / “La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione” / “Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi / Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione”?

ingerenza? opinione? parere?

e poi qualcuno dice che Bergoglio viene frainteso e manipolato dai media laici….ottima come barzelletta…
qui non c’è nulla da fraintendere!! Bergoglio è stato più chiarissimo.
secondo Bergoglio, il magistero, il catechismo e le verità cattoliche, altro non sono che mere opinioni e pareri!!!!
grazie alla MISERICORDIA di Bergoglio, il trionfo del relativismo ha toccato l’apice!
modernisti e cattolici adulti ringraziano…
Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando dare ascolto verità per
volgersi alle favole. (Tm2 4,3)
http://diasimdiatambem.files.wordpress.com/2013/07/altarcomchifresviralama.jpg?w=529
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IL FATALE «CONCLAVISMO» DELL’ORA PRESENTE

images[1]L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Fatto spaventoso è il sommo inganno dell’ora presente riguardante la Sede di Pietro occupata da chierici che professano quell’altra religione conciliare ecumenista che fa perdere la fede nell’unica Religione di Gesù Cristo.

In questo sito il prof. Damiani pubblica il suo grido di Sede Vacante, ma con quale esito in un mondo religioso corroso dall’apostasia generale?

Eppure non sono mancati gli avvisi maternali tra cui quello del 19 settembre 1946 a La Salette: «Roma perderà la Fede e diverrà la sede dell’Anticristo». La situazione attuale serve a negare o piuttosto a confermare quanto avvisato dalla Madre di Dio pure a Fatima, con la visione simbolica dell’ecatombe del Papa cattolico con tutto il suo seguito. Essa sarebbe più chiara nel 1960, quando era subentrato Giovanni 23 nella Sede di Roma ? Quindi, l’inizio dell’inganno non sarebbe da rintracciare nel conclave del 1958? Possono o no essere capitati imbrogli ben coperti per l’elezione al Soglio Petrino di veri Quisling, dal Ventitrè a Bergoglio? Il termine «Quisling», infatti, riguarda dei collaborazionisti che servono a un potere straniero. Se applicato a Giovanni 23 e a Paolo 6º e successori è perché si può dire, senza paura di sbagliare, che il loro modernismo è un’ideologia a servizio dello sdoganamento di tante altre idee strane e contrarie alla dottrina cattolica; l’ha confermato San Pio X nella sua «Pascendi, (76)»: «Noi lo definiamo la sintesi di tutte le eresie».

Allora è bene parlare di conclavi, dato che tali imbrogli potrebbero covare l’Anticristo finale. Ad ogni modo era ed è sentimento perfettamente cattolico diffidare del buon esito di un conclave, così come inquietarsi durante la vacanza papale, fatto contingente dovuto alla morte di un Papa o ad altri fatti previsti dalla Chiesa.

Si tratta di un’ora buia per il mondo, che allora manca per un tempo di chi rappresenta l’Autorità divina, istituita da Gesù Cristo in terra per l’ordine e la salvezza delle anime. Sull’aspetto contingente della vacanza, derivato dalla natura umana del Papa, non ci sono dubbi: è inevitabile. Perciò quando un vero Papa muore, i cattolici sanno che la Santa Sede è vacante e che per vederla presto assegnata la Chiesa deve seguire le norme di sicurezza che ha sempre disposto per impedire il male più buio possibile dell’elezione di un finto cattolico. Ciò significherebbe l’occupazione della Santa Sede da parte di poteri che da sempre mirarono ad aggiornarla, con l’elezione di un «papa» secondo i loro piani, per renderla spalancata alle libertà del mondo. È quanto si vede oggi.

Era sentimento cattolico, inorridire di fronte alla possibilità della presenza di un falso vicario di Dio a Roma. Il primo sentimento, quindi, che la Chiesa sia governata da un autentico Vicario di Cristo, in piena continuità della fedeltà cattolica, è autentico nella misura in cui non si perde in confusioni sulla finalità di tale carica, che è di confermare la Fede. La questione è perciò centrale nel Conclave cattolico.

Il Primato di Pietro, la carica del Papa, non esiste né sussiste per servire a idee o a teologie secondo visioni della vita aggiornata alle mode e al mondo. Sarà che di questo immane pericolo si è persa la memoria in questi tempi?

A questo punto, poiché la carica papale è definita dalla missione di confermare la Fede e conseguente condanna di quanto le è contrario, come il modernismo, una volta dimostrato che Roncalli e Montini hanno operato da modernisti, essi non erano veri candidati al Papato poiché avevano tacitamente rinunciato ad essere veri membri della Chiesa di Cristo, che condanna il modernismo e l’apertura alle idee massoniche.

Dalla loro opera si solleva, non solo il grave sospetto sulla legittimità della loro elezione in conclave, ma anche la grave questione della loro condanna, come avvenne con Papa Onorio I, più di quarant’anni dopo la morte.

Fin qui si tratta di un «fatto» che spetta ai cattolici distinguere e a un futuro Papa cattolico giudicare, pur se quello precedente, Pio XII, ha promosso entrambi ad alte cariche, ignorando che essi erano portatori di fermenti demolitori della Fede.

Gli uomini possono ignorare quanto solo Dio vede nel cuore di preti carrieristi.

Quel che Dio certamente vuole e la Chiesa ha sempre cercato, è la massima cura non solo nella scelta dei chierici – da cui molto dipende la salvezza delle anime – ma delle loro promozioni a cariche d’autorità. Ma soprattutto, la difesa del conclave, che ha questo nome proprio per impedire delle violazioni sacrileghe.

I Conclavi non hanno una valenza assoluta. La Bolla «Cum ex apostolatus» di Papa Paolo IV è la più chiara spiegazione di quanto appartiene anche alla ragione comune: che se un uomo riesce a ingannare tutti e a essere eletto papa senza professare la fede integra e pura della Chiesa, l’elezione è nulla, pur se confermata dall’unanimità dei cardinali, dall’elevazione di quell’eletto e del tempo in cui esso è riconosciuto papa da tutta la Chiesa; più ancora se è applaudito da tutto un mondo nemico della Chiesa.

Non avendo la fede, costui non può essere accetto da Dio, che tollera l’inganno umano, ma, per quanto concerne la custodia della Fede, mai l’incuranza.

È vero che il conclave gode dell’assistenza dello Spirito Santo, ma se in essi è votato un chierico sospetto, l’assistenza si volge ai figli della Chiesa, affinché capiscano, prima o poi la nullità di tale elezione che avvia l’opera di distruzione della Chiesa, e reagiscano ad essa, testimoniandola, di modo che si vada verso l’elezione di un papa cattolico.

Altrimenti, l’incuranza nel riconoscere i promotori di quanto è contrario alla Fede diviene causa di castighi per un mondo che si è aggiornato a tale inganno rovinoso.

Si può negare che tale demolizione rovinosa ci sovrasta dalla morte di Pio XII e che questa deve necessariamente avere una causa principale in alta sede?

La testimonianza cattolica si rivolge all’alto per affrontare i poteri del mondo. Ma se proprio li abusano del nome della Chiesa per far ingoiare ai fedeli quell’opera dei falsi cristi e dei falsi profeti previsti dal Signore, che, sempre di nuovo, in duemila anni di storia, cercano di propinare eresie, sacrilegi, antipapi, falsi concili, conclavi illegittimi.

Immaginare il contrario, cioè che si deva cercare il guaio altrove perché la scelta di un conclave è infallibile, può, a buon diritto, essere considerata un’aberrazione conclavista. Da non confondere con aberrazione minore di voler far un conclave alla carlona, quando almeno il principio del bisogno urgente del papa è salvo. Tali scelte non hanno valore assoluto; può versare su un uomo del tutto alieno a quella carica, malgrado le apparenze. A causa di questa pia credenza «conclavista», piuttosto superstizione, poiché vede l’assoluto dove può essere infiltrata malizia umana, è bene tornare alla storia dei recenti conclavi, ritenuti dalla maggioranza, canonici.

Se essi hanno propinato i «papi» dell’avvenuta demolizione della Chiesa, poiché di Essa il vero papa, che ha ricevuto direttamente da Dio il potere delle Chiavi, è il sommo responsabile, a chi addebitare la sua mancata difesa per evitare tale rovina? Il fatto è che se si scusa la parte umana si accusa la sua approvazione da parte divina. Non sia mai!

Fino a Pio XII si era ben coscienti dei poteri occulti mobilitatisi per mutare la Chiesa e del bisogno per i cattolici di vigilare fermamente nella difesa della Fede. È un fatto, per quanto concerne il conclave in cui fu eletto Roncalli, che prese il nome dell’antipapa Giovanni XXIII, che le idee di questo candidato erano sconosciute perché mai espresse in scritti importanti. Piuttosto era noto per le sue trovate furbesche, dietro un’apparenza sempliciona e bonaria; «geniale semplicità» riconosciuta da Jean Guitton. Ma quanto descritto di negativo su tal prete non ha interessato allora nemmeno il cardinale Ottaviani che, essendo a capo del Sant’Uffizio aveva a disposizione tutti i dossier informativi. Secondo un parere generale, confermato dal suo biografo, giornalista Emilio Cavaterra, i cardinali Ottaviani e Tardini erano sicuri di poter pillottare l’operato dell’anziano e suppostamene docile Roncalli. Ritenevano più importante allora fare un accordo, caso Roncalli fosse eletto, per la conferma di Tardini come Segretario di Stato, che approfondire la fedeltà cattolica del candidato. Una leggerezza riguardo all’elezione del successore di Pio XII in stridente contrasto con le affrante preoccupazioni di questo Papa, che avrebbe previsto in letto di morte: dopo di me il diluvio. Per Pio XII, Siri era il più presentabile tra i cardinali papabili, ma fu subito scartato perché ritenuto troppo giovane e lontano dalle intenzioni riformatrici di allora.

Se la rovina iniziò con Giovanni 23, com’è storicamente accertato, non si dovrebbe risalire all’errore della sua scelta, tenendo presente che scusare l’errore umano significa attribuire perfidamente il fallimento a una presunta «distrazione divina»?

Non è forse un fatto che la vigilanza e la difesa cattolica, ragione al disopra d’ogni posizione clericale, furono smantellate allora con l’apertura della Chiesa ai vecchi errori e l’emblematica chiusura ai cosiddetti profeti di sventura (Fatima)?

Possono le due cose, ossia la presenza in Vaticano di modernisti innovatori della Chiesa e la sua successiva demolizione, non essere in un rapporto di causa ed effetto?

Ogni logica richiede, quindi, che sia presto verificato quando e quale atto abbia fornito la chiave perché un potere estraneo alla Fede iniziasse la sua opera di demolizione.

Qui va ricordata anche la testimonianza essenziale di monsignor Marcel Lefebvre:

«Non voglio risalire alle origini lontane del cambiamento e del mutamento della nostra religione perché bisognerebbe risalire al Rinascimento, alla Rivoluzione Francese, alla storia di tutto il liberalismo del secolo XIX e a tutte le condanne dei Papi contro di esso, in particolare i Papi Gregorio XVI, Pio IX, Leone XIII, San Pio X…. È stato pubblicato anni fa il libro di Ploncard d’Assac «La Chiesa occupata,» che riporta tutti i documenti che mostrano l’evoluzione avvenuta all’interno della Chiesa durante l’ultimo secolo. Io vorrei risalire solo al 1960, anzi al 1958: a quell’epoca è successo qualche cosa nella Chiesa? Che cosa? È impossibile conoscere i fatti a fondo: personalmente non li conosco; ma di questi cambiamenti ci siamo accorti dal 1958, dopo il conclave che ha eletto Giovanni XXIII.» (Mgr Lefebvre, «J’accuse le concile»).

Il mistero della scelta di un papabile contraffatto

La scelta dell’uomo con le condizioni per divenire Papa spetta alla Chiesa, rappresentata dai cardinali, ma la validità del suo potere dipende dalla sua fede cattolica che esclude deviazioni, eresie e negoziati coi suoi avversari. L’elezione del Papa cattolico è assistita dallo Spirito Santo poiché l’eletto in modo valido riceve immediatamente da Dio, non dalla Chiesa, il suo potere; potere conferito proprio per difendere la Chiesa dalle insidie dei suoi nemici. Oggi si conoscono gli antecedenti della carriera di Roncalli che svelano la sua incompatibilità con la funzione del magistero cattolico. Come chierico modernista può essere applaudito dal mondo e beatificato da un successore della sua opera di apertura, ma ciò solo conferma la continuità di quest’opera, e perciò della sua radicale incompatibilità con la carica di autorità che preserva la Chiesa dagli errori del mondo.

Il cattolico sa che un modernista occulto può ingannare gli uomini ma non Dio.

Se non bastano le conseguenze rovinose dei suoi atti e dei suoi frutti per testimoniare la sua estraneità all’autorità cattolica, si deve sperare che al più presto ci sia un processo canonico indetto da un Papa per confermarlo, annullando le contraddizioni proclamate; ne va della credibilità e dell’onore della Chiesa Cattolica.

Dopo l’elezione di Roncalli, il paradosso che si presentò ai cattolici fu quello di un magistero ecumenista, eretto sull’idea del velato aggiornamento del dogma, che si realizza col livellamento dell’autorità cattolica a quelle delle altri «grandi religioni».

Da ciò la nuova forma di magistero pastorale secondo lo «spirito di Assisi», che ne ridimensiona l’autorità senza negarla apertamente. Tale processo riformista doveva essere portato avanti velatamente, con ogni cautela, per evitare il rischio d’indebolire la propria influenza, necessaria a imporre l’aggiornamento e sminuire allora la propria «autorità pontificale cattolica» sarebbe stato come segare il ramo su cui poggiava la riforma. Ora è accertato che Roncalli fosse mosso da idee modernistiche e massoniche, che non occultava nella scelta delle sue fratellanze, come quella del barone Marsaudon e di altri. Il risultato è che quanto fu dichiarato e operato da lui e dai suoi continuatori, in nome della Chiesa, veniva plasmato da tali idee liberticide, portando alla demolizione del Cattolicesimo. Si può negare che essa è l’effetto che ha per causa iniziale l’elezione sciagurata di Roncalli? Non è parimenti vano credere, ignorando la legge della Chiesa, per cui l’integrità della fede dell’eletto papa è condizione essenziale per la sua elezione che, l’accoglienza dell’eletto papa da parte del mondo dei fedeli possa compensare tale mancanza? Possono criteri umani confermare la validità del Papa nella Chiesa di Dio?

L’elezione del Papa cattolico è assistita dallo Spirito Santo perché l’eletto in modo valido riceva immediatamente da Dio, non dalla Chiesa, il potere pontificale. Perciò la scelta del candidato va fatta con la massima cura tra cardinali lucidi e di fede cattolica comprovata, per non presentare a Dio un chierico di fede malferma. Se non si può dire semplicemente che Roncalli non fosse cattolico, poiché Pio XII l’aveva promosso, si può, però provare che il suo cattolicesimo si è rivelato falso proprio alla luce del giuramento antimodernista, prestato e contrariato, ma anche della sua posizione filo-massonica in rottura proprio con la continuità del Magistero, che condanna i poteri massonici a cui lui aprì la Chiesa. Oggi, a cambiamento avvenuto, si possono contare i danni devastanti operati. Ma se tali manovre passarono fu perché nel buio del pensiero cattolico chi occupa la carica papale avrebbe pure la facoltà di demolire la Cristianità! Quanto al Vaticano 2º e ai suoi effetti, se non è provato che la riforma le fosse richiesta dalle logge, è innegabile che fosse un regalo ad esse, dono che valse a lui la gratitudine dei poteri occulti, i quali, guarda caso, ne esaltarono l’opera «storica» portata avanti dai continuatori conciliari.

I «pontificati conciliari» sono stati riconosciuti nel mondo quasi senza proteste.

Ciò riguarda la fragilità, non la fedeltà dei cattolici; si deve all’avanzare della grande apostasia sull’onda di quello spurio «conclavismo» per cui è canonico pure il conclave che elegge un falso pontefice per la mutazione della Chiesa ! Cose mai viste!

“Cose spaventose e strane sono successe in terra: i profeti profetavano menzogne e i sacerdoti li applaudivano con le loro mani; e il mio popolo ha amato queste cose. Che castigo non verrà dopo tutto questo?” (Gr 5, 30-31).

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“Francesco, coscienza e modernità”

del Prof. Franco Damiani

Commento all’articolo di Vincenzo Milanesi

Egregio direttore,
veramente splendido l’articolo di Vincenzo Milanesi “Francesco, coscienza e modernità” sul “Mattino di Padova” del 15 settembre. Ha proprio ragione l’articolista. con la lettera a Scalfari J.M. Bergoglio ha “spalancato la porta al dialogo con la cultura moderna”, una cultura che secondo lui ha i suoi padri nell’Erasmo dell’”Elogio della follia” e … nel Lutero delle Tesi di Wittemberg e della risposta a Carlo V, nel segno del “primato della coscienza”. Un “dialogo” rimasto bloccato per oltre cinque secoli dal nefasto prevalere della “scuola teologica romana”, che ha imposto una bieca visione “oggettiva” della fede e della morale, secondo la quale (si pensi all’assurdità) “ciò che è vero è sempre vero e ciò che è bene è sempre bene. No, no, ha ragione Bergoglio: “Ognuno di noi coglie la verità e la esprime a parire da sé: dalla sua storia e cultura, dalla situazione in cui vive”, e “il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza”. Tanto ci voleva a capirlo? E pensare che per secoli la Chiesa ha insegnato che al di sopra delle inevitabili differenze di “esperienza” la Verità o è uguale per tutti o non è, e che non dalla propria soggettiva e relativa “situazione” bisogna partire, ma dall’oggettività della Rivelazione, a scanso di sbandamenti e sconfinamenti nell’individualismo, nel relativismo e nell’indifferentismo;e che una coscienza che prescinde dalla fede sarà pure una coscienza certa, ma non è una coscienza vera, che normalmente non ci si salva con essa e che in ogni caso di queste miracolose salvezze non si può avere alcuna garanzia. Dottrine e insegnamenti spazzati via da Bergoglio, che ricuce finalmente lo strappo con gli eresiarchi del sedicesimo secolo, riconoscendo a quanto pare che avevano ragione loro. Una sola domanda: poichè non risulta che Lutero sia stato riabilitato e che i decreti del Concilio di trento contro queste stesse dottrine siano stati revocati, come si puà sostenere la continuità di queste “aperture” con l’insegnamento infallibile di tutti i Papi fino a Pio XII e sostenere che Bergoglio, anzichè essere un eretico manifesto e quindi non Papa, sia il loro successore?

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IL VERO PAPA GUIDA, NON APRE AL MONDO – BERGOGLIO? LO RINCORRE BURLESCAMENTE!

Bergoglio palla su altareL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Quando Bergoglio è stato eletto «papa conciliare», per fare compagnia a Benedetto nella Babilonia vaticana, un mondo beffardo si è prodigato a pubblicare foto-montaggi di questa nuova stella argentina. E oggi tal esercizio pubblicitario umoristico è ampio e approvato. Infatti, si è visto che Bergoglio non è per niente alieno al «populismo» di moda, anzi, si dimostra disposto a collaborarvi con alcune sue spicciole iniziative improntate a una falsa umiltà in pieno contrasto con la riverenza dovuta alla maestà della carica di Vicario di Cristo, di cui si pretende occupante legale.

Tutto sta a indicare che voglia far dimenticare la natura sopranaturale della suprema carica di rappresentazione di Dio in terra.

Ora, tutto l’omaggio al Trono, alla Sedia gestatoria, al Trirregno e baci della pantofola è dovuto a Gesù Cristo, non al chierico in carica.

A questo punto, l’umiltà applicata a questa venerazione è una demagogica e ipocrita rapina di un onore dovuto al Signore e non a chi dice di rappresentarLo.

Poteva Paolo 6º credere di disporre della triplice corona come roba sua? Solo pensando che fosse lui stesso, in prima persona, il vero capo della Chiesa di Cristo. Questo pensiero lo ha dimostrato infatti col suo operato per cambiarla secondo le sue idee illuministe.

Seguì Karol Wojtyla, capace di baciare il Corano vestito da papa!

Poi l’abuso è divenuto musica conciliare, con semplice variazione del tema, poiché Bergoglio fa vedere che commemora non solo il Ramadan ma il Pallone verde-giallo sull’altare!

Eccoci al fenomeno bergogliano che comincia a manifestarsi a Roma e ovunque per, all’insegna dei suoi antecessori, continuare la mutazione della Chiesa di Gesù Cristo in quel diabolico «movimento di animazione spirituale per la democrazia universale», il MASDU voluto dalle logge e sinagoghe del mondo.

Berg. Sta Maria MaiorGli altari ora servono a ogni messinscena. Mai i veri problemi riguardanti la Legge divina, come il caso dell’aborto, che in questi giorni è il primo grave problema in Brasile, resta innominato per non guastare la gran festa del nuovo idolo di una tifoseria spensierata. Così si vedrà il topolino malefico partorito dalla montagna di questa gran giornata della gioventù in Brasile, iniziata con l’auspicio del pallone presso il Tabernacolo.

Nel frattempo, Bergoglio, tramite il prelato brasiliano Braz de Aviz, quello dell’aperta apologia alla teologia della liberazione, pone lo stop alla celebrazione della Messa cattolica dai Francescani dell’Immacolata. Non solo, ma fa destituire la dirigenza di quell’Istituzione, per tutte le sue comunità e sodali, commissariandola per eccesso di tradizionalismo! Che ciò sia la sua intenzione verso il «pericolo di restaurazionismo» si evince dal suo discorso ai prelati del CELAM. In fondo invoca una nuova rivoluzione giovanile, perché protestare è bello!

Quanto alle molte proprietà in scala internazionale di quell’opera religiosa, breve si saprà l’ammontare dello sproprio (leggi rapina) per saldare i vari debiti della Roma conciliare e le grosse spese per i prossimi viaggi dell’anticristo di turno.

E oggi la presidente Dilma Rousseff ha firmato il decreto dell’aborto camuffato in Brasile, cui Bergoglio non aveva voluto nemmeno accennare pochi giorni prima, per non veder sollevare inevitabili, ma per lui, sgradevoli contestazioni.

Si dovrà ritornare su tale tradimento di fronte all’aborto della vita data da Dio e della Sua Parola, perché è un vero scandalo tenuto nascosto dalla comunicazione anticristiana, che il nuovo «gran comunicatore» ha villanamente taciuto.

Altroché il caso MEDIASET! Qui tanto enorme prevaricazione andrà al Tribunale del Giudice Eterno.

Berg.MassiOra dobbiamo patire la visione di un Bergoglio che insegue gaudente un mondo degradato dal potere dell’ONU e delle «lobby», che lui fa finta di condannare per apparire «defensor fidei». Sì, di quell’untuosa e pestifera «fede» liberale ed ecumenista conciliare, che danna tale clero, il mondo e una moltitudine di anime ignare del vangelo invertito da loro, i conciliari.

La responsabilità va, però, ai cattolici che con troppa leggerezza hanno dimenticato che il fedele non deve ubbidienza a degl’infedeli, specialmente se questi lacerano l’opera della Fede. E l’infedeltà dei conciliari è messa per scritto nei documenti del Vaticano 2º che inaugura un’altra religione ecumenista, dove vige il «diritto» di liberarsi della Legge di Dio e della Sua Chiesa che, considerata una peccatrice alla stregua di tutte le altre religioni, va sostituita da un’altra «più aperta e universale», come quella di Assisi!

Quindi, il proclama dell’ultimo conclave conciliare che ha eletto tale infedele può solo essere: «annuntio vobis caos magnum: habemus rapam»!

Eppure, crediamo che dopo quest’orrendo interregno di privazione del Papa cattolico per più di mezzo secolo, uno vero e santo sarà di nuovo suscitato da Dio misericordioso. Per orBerg.Marad.a pende il castigo dell’acefalia romana conforme il Terzo Segreto di Fatima.

Alla fine, crediamo che il Padre sentirà il debole fremito delle nostre striminzite preghiere e sacrifici, affatto all’altezza della riparazione all’orrore presente nelle nostre società, ma che il Suo infinito amore può salvare se guardiamo alla Croce della Passione di Suo Figlio diletto. Come ha fatto Maria; Stabat Mater!

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Il “papa” burlone

Pope Francis plays with his solideodi Tradition in Action

Secondo la tradizione ed il protocollo cattolici, lo zucchetto è il simbolo della dignità papale. Poiché non esiste alcuna Autorità superiore al Papa su terra, Egli dovrebbe toglirselo solo davanti a Dio. Da questa solenne abitudine deriva il suo nome in latino e nelle altre lingue – solideo = solo davanti a Dio.

Nonostante questo copricapo faccia parte integrante dell’abito papale e rivesta grande dignità, vediamo in foto che Francesco si toglie lo zicchetto per metterlo in testa ad una ragazzina, per scherzare con lei e far ridere la gente.

In questo modo egli cerca di apparire come un vecchio nonno che intrattiene sua nipote ed allo stesso tempo dimostra che i simboli del Papato sono inutili.

Si tratta dell’ennesimo passo di Bergoglio volto a desacralizzare i simboli del Papato al fine di svilirli e poi di abolirli.

Questo ha avuto luogo il 9 Maggio 2013 nel corso di un democratico/demagogico “tour” di Bergoglio in Piazza S. Pietro.

Di seguito vediamo Papa Pio XI mentre benedice i fedeli indossando la mozzetta papale e lo zucchetto, come un Papa dovrebbe fare.

Pius XII wearing zucchetto and mozella

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Rapporto tra Pasqua ebraica e Pasqua cristiana

La perfezione della Legge di Dio si manifesta sempre con uno strabiliante collegamento tra il vecchio e il nuovo. Sembra un merletto di inestimabile valore tessuto dalla mano sapiente dell’Eterno: lo Spirito Santo.
C’è un filo conduttore che lega la Pasqua ebraica a quella cristiana e non è a caso che la morte e la risurrezione di Cristo coincidano e si sovrappongano.
Il termine “Pasqua” deriva dal latino Pàsha e questo dall’ebraico Pésah. Significa “Passaggio”.
Tutte e due le ricorrenze sono caratterizzate dunque da una transizione:

Quella dalla schiavitù degli egiziani alla libertà fisica, ad opera di Mosé, dopo
quattrocento anni di prigionia, la prima.

Quella dalla schiavitù di Lucifero dopo la Rivolta iniziale alla libertà spirituale, riscattata per noi dal Cristo con la Sua immolazione personale, la seconda.

Egli ci ha riaperto la Porta dei Cieli.

La Pasqua ebraica, festa degli azzimiLa commemorazione israelita prevede che si debbano mangiare in questo giorno oltre all’agnello sacrificale, pane azzimo ed erbe amare:
1) L’agnello è il simbolo dell’innocenza e della mansuetudine ed è per questo che è offerto a Dio come rito di ringraziamento.
2) Il pane azzimo, cioè non lievitato, è l’emblema della fretta, per il poco tempo a disposizione nella notte dell’ultima piaga, prima della partenza verso la Terra promessa.
3) Le erbe amare stanno a ricordare l’angoscia del momento (la morte di tutti i primogeniti egiziani) in cui le tenebre e la durezza dei cuori avevano coperto tutto.

Ora l’analisi comparativa:

Sorprende l’analogia dell’agnello non più animale (materia-immanenza) ma uomo e che Uomo! Dio stesso (spirito-trascendenza): In Isaia 53,7 troviamo: Come un agnello destinato al sacrificio, viene condotto al macello ; in Gv.1,29 il Battista indica Gesù come “l’Agnello di Dio che prende su di Sé i peccati del mondo”; e in Apocalisse 14,1 Ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion, viene raffigurato trionfante e vittorioso.

La similitudine del pane ci porta invece ad una riflessione.
In Gv.6,32 leggiamo: “in Verità in Verità vi dico: Mosé non vi diede il pane venuto dal Cielo, ma il Padre mio vi dà il Vero Pane del Cielo…” e vers.35: “Io sono il Pane della Vita: chi viene a Me non avrà più fame e chi crede in Me non avrà più sete”.
Il pane dato da Mosé (Es.16,13-16) è la manna nel deserto che non vivifica e non dà la salute dello Spirito, ma solo alimenta il corpo così come il pane azzimo, rappresentando la Legge Mosaica, è privo di lievito, cioè d’Amore, che solo Gesù ha portato sulla terra per tutti noi.

Infine le erbe amare. Come non pensare alla somiglianza con l’oscurità e il dolore della crocifissione, con il vino misto a fiele e con la spugna inzuppata d’aceto posta in cima ad una canna? (Mt.27, 34-48).

Come si può vedere, tutti gli avvenimenti del Vecchio Testamento riguardo alla Pasqua, ci conducono continuamente verso una visione limitata e cadùca, inerente soltanto al vivere umano e alle necessità contingenti.
L’innesto del Nuovo ci proietta invece nell’Infinito e nella Realtà dello Spirito, dandoci quella certezza, attraverso il Cristo, che la nostra fatica nel tempo non è fine a se stessa, ma trampolino di lancio per la Vita Vera che ci aspetta e che nessuno più ci potrà togliere.

Tiziano, L'Ultima cenaLui, prendendo il pane, benedicendolo e spezzandolo, lo distribuì dicendo: “Prendete: questo è il Mio Corpo”.
Poi prese la coppa del vino, fece la preghiera di ringraziamento, la diede ai discepoli e tutti ne bevvero. E aggiunse: “Questo è il Mio Sangue offerto per tutti gli uomini. Con questo Sangue Dio conferma la Sua Alleanza”.

Il pane è l’alimento fondamentale della vita, senza il quale si muore!
Il vino è l’essenza della vite come il sangue è l’essenza del corpo umano, senza il quale si muore!
Dunque ne deriva che: Senza il Pane-Cristo-Amore si muore nello Spirito!
Senza il Vino-Sangue-Ardore di Fede si cammina al buio, verso la morte!

"Il sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete; quando Io vedrò il sangue, passerò oltre, e non vi sarà piaga su di voi per distruggervi..." Es.12,13Che questa “Comun(e)unione” sia finalmente, non un evento occasionale tramandatoci dal Rito, ma una necessità assoluta!
Solo alimentandoci dell’Esempio sublime ricevuto dal Signore, noi potremo sperare come gli ebrei, nella notte in cui segnarono con il sangue dell’agnello gli stipiti delle porte, di essere preservati dalla furia satanica che imperversa nel mondo.

L’Apocalisse di Giovanni parla chiaro quando si riferisce ai Segnati (Ap.7), i 144000 che simbolicamente rappresentano l’umanità proveniente dalle dodici tribù d’Israele e moltiplicatesi su tutta la terra.
Non dimentichiamoci il ceppo “Abramo” identico per le tre più grandi religioni monoteiste del mondo: ebraismo, cristianesimo ed islamismo. Quel Segno sulla fronte è proprio il Sangue dell’Agnello, il simbolo della Croce, l’Acqua ed il Fuoco, la Materia e lo Spirito che, incrociandosi, danno origine alla Salvezza per sublimazione.
Non evapora forse l’acqua quando incontra il fuoco?
Non si trasforma forse l’uomo-immanenza quando lo Spirito-Trascendenza pone il suo dominio sulle passioni?
Cerchiamo di non essere miopi dunque ed impariamo a valutare meglio la sostanza delle cose affinché, fatti adulti, con la maturità dello Spirito, possiamo davvero determinare il nostro futuro.

Infatti:

“Gesù si alzò ed esclamò a voce alta:
Se uno ha sete si avvicini a Me
e chi ha Fede in Me beva!
Come dice la Bibbia:
da Lui sgorgheranno fiumi
d’acqua viva
”.
Egli diceva questo, pensando allo Spirito di Dio che i credenti avrebbero poi ricevuto.” Gv.7,37-39

Poiché: “Se rimanete ben radicati nella Mia parola, siete veramente Miei discepoli. Così conoscerete la Verità, e la Verità vi renderà Liberi.” Gv.8,31-32

Torniamo all’inizio della Predicazione di Gesù. A Samaria Gesù incontra una donna vicino al pozzo di Giacobbe e gli profetizza i 5 mariti sposati e colui con cui ora vive che non è sposo. Eppure durante le Nozze di Cana a portare le giare sono dei servi, così come per la preparazione della Pasqua, che Gesù fa anticipare di un giorno rispetto l’usanza ebraica perchè decide di celebrarla in un locale di Lazzaro, Maria e Marta. Qualche perplessità mi era venuta giorni fa, apprendendo che Francesco aveva deciso di rimanere a vivere nella Casa di Santa Marta, dove è risieduta durante il Conclave. Ora, succede, che secondo gli storici, ma anche secondo la recente interpretazione di Ratzinger la Casa di Marta in Betania era probabilmente il luogo fisico dove si è tenuta l’Ultima Cena di Gesù con i Suoi Apostoli e Discepoli. E lui, Bergoglio, ci ha tenuto a far sapere di preferire la Casa di Santa Marta ai Palazzi Apostolici. E questo sin dal periodo di Pasqua. Nella visita al carcerati, Bergoglio ha modificato un’altra usanza antichissima: invece di fare la lavanda dei piedi ai suoi Apostoli, ha deciso di farlo direttamente ai giovani carcarati e ad una ragazza mussulmana. Nella Coena Domini di ieri, 28 marzo, Francesco ha effettuato lui stesso la lavanda dei piedi agli “ultimi”, in un certo senso scavalcando la formula antica della sequela per cui ognuno di fa servo dell’altro. Infatti, se lui invece di lavare i piedi agli Apostoli (Vescovi) salta questo passo andando direttamente agli ultimi, chi laverà i piedi, ora, ai suoi Vescovi? I Vescovi saranno costretti a farseli lavare ad un subalterno, il che non è in linea con l’intenzione di farsi servi.
Questo è un segno di discontinuità con cui il Falso Agnello sta introducendo l’idea che siamo senza Papa e senza Vescovi, ossia sena veri servitori: che equivale a dire che lo scardinamento dell’Ordine Naturale è totale e premessa per  l’introduzione di un Nuovo Ordine. Del resto, non solo ha chiesto di non chiamare “intronizzazione” la cerimonia di investitura, ma ha dismesso anche le scarpe color rosso, segno del martirio. Tutti questi simboli che noi abbiamo presagito nella intuizione che stessimo sotto l’influsso dei BERlicche, non ci ha poi lasciato alcun dubbio circa la croce di ferro senza Crocifisso che indossa sin dai tempi della sua presunta ma non certa consacrazione a Vescovo, e che raffigura un “pastore” con il suo gregge, ma anche con una colomba piuttosto rapace che punta in basso piuttosto che in alto, come si usa raffigurare lo Spirito Santo.

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Ciò detto, perchè a Giovanni XXIII nessuno suggerì mai di sostituire le stelle con immagini più ortodosse? Non si registra che prima di lui altri Papi avessero usato un simbolo così smaccatamente massonico. Eppure, sebbene molti siano printi a giurare che egli stesso, Angelo Roncalli, lo fosse nella forma e nei contenuti dei suoi testi, prove provate non ne esistono. Ma se, come dice lui, non era massone, come mai ha preteso di portare quel simbolo oltre al numero 23 da lui preteso nonostante appartenesse ad un “antipapa” del XV secolo? Roncalli che era il predestinato del Messaggio di Fatima, non solo non obbedì al Cielo, ma stava dando il via  quella Nuova Era che Bergoglio coronerà secondo le Scritture.

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Seguono i commenti e la cronaca sin dalla vigilia della elezione di Jorge Mario Bergoglio su escogitur

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La riunificazione nel regno di Dio

Vangelo di Marco 14,2
Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.

Vangelo di Luca 22,7
Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua. Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare». Gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?». Ed egli rispose: «Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate». Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.

Dal Vangelo di Luca si scopre che i due discepoli citati nel Vangelo di Marco sono Pietro e Giovanni. Pietro rappresenta l’ortodossia, Giovanni è il discepolo prediletto.

Chi è quell’uomo che porta una brocca d’acqua e che viene incontro ai due discepoli? Vorrei meditare su queste condizioni al contorno, di secondaria importanza che precedono la cena pasquale. Alcuni interpretano quell’uomo con la brocca d’acqua come un segno celeste, un segno delle stelle che scandisce il passaggio dall’era dei pesci all’era dell’acquario o era dello Spirito, secondo la precessione degli equinozi.

(ricordiamo che il giorno prima la Coena Domini tenutasi nel 2013 giovedì 28 marzo, Bergoglio cambia il simbolo del suo Stemma, come vedremo in seguito)

Secondo me, invece, quell’uomo con una brocca d’acqua non è soltanto un riferimento temporale, ma è soprattutto la controfigura di Gesù che precede i discepoli in Galilea, da interpretare in senso escatologico. Un Gesù che viene loro incontro con l’acqua della fonte battesimale, invitandoli a seguirlo. Seguire quell’uomo significa seguire Gesù. Dove va Gesù con quella brocca d’acqua? Gesù entra in quella casa e poi pare dileguarsi passando il testimone al padrone di quella casa. A quel punto è il padrone di quella casa che mostra ai due discepoli, su loro richiesta, la grande stanza al piano superiore, stanza che ha un profondo significato spirituale. Non soltanto un mero luogo fisico, ma soprattutto un luogo spirituale dentro e fuori di noi.

Quindi, è sempre Gesù che ti può venire incontro solo se ti precede (in Galilea). Tu non devi fare altro che seguirlo una volta incontrato. Gesù, del resto,non può fare altro che portarti in quella casa, nella casa del Padre: nella casa di Dio. Una volta entrato nella casa di Dio, è Dio stesso, il padrone della casa, che ti prende per mano e ti mostra la stanza al piano superiore dove preparare la cena. Si tratta di accedere, per grazia di Dio, ad una grande dimensione spirituale superiore: il regno di Dio raffigurato dalla grande stanza, una stanza, un luogo già addobbato con tappeti dove sdraiarsi e mettersi comodi. E’ in quel luogo, in quella meravigliosa dimensione spirituale che i due discepoli sono invitati a preparare la cena pasquale per tutti.

I versi successivi del cap. 22 di Luca chiariscono il concetto. Gesù indica a Pietro e a Giovanni dove preparare la cena. “Io preparo per voi un regno (nella casa del Padre), come il Padre l’ha preparato per me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno (Gesù è Dio) e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.” Lc. 22,29

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Il nuovo stemma di Bergoglio annuncia l’arrivo di Lucifero

A proposito dello stemma di Bergoglio ci sono alcuni punti oscuri che hanno disorientato persino gli esperti di araldica.
Lo stemma già di per sé è qualcosa di irrituale nell’araldica essendo che contiene lo stemma dei gesuiti. Uno stemma nello stemma non è usuale nell’araldica. Inusuale per l’araldica anche la sproporzione tra le dimensioni dello stemma dei Gesuiti e gli altri simboli.
http://www.asca.it/upload/news/20130318/277-0-stemma_papale.jpgSecondariamente per quanto riguarda la stella ci possono essere come già accennato da altri varie interpretazioni e fra poco ne parlo.
Tuttavia va premessa una cosa di cui mi sono accorto questa mattina ovvero che rispetto alla versione che era stata presentata originalmente da Padre Lombardi il 18 marzo , lo stemma è stato fatto cambiare il 27 marzo! Semplicemente clamoroso. Non ho approfondito se ci sono precedenti in tal senso (di modifiche allo stemma a presentazione già avvenuta) ma penso di no.

Questa è la nuova versione: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/11/Signum_Francisci.svg/476px-Signum_Francisci.svg.pngQuesta è invece la versione dello stemma quando Bergoglio era un semplice cardinale. La differenza qui rispetto allo stemma durante la prima presentazione è semplicemente tra il colore argento e oro dei simboli, ma questo è normale:

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1b/Escudo_de_Armas_del_Cardenal_Jorge_Mario_Bergoglio.pngOra andiamo ad approfondire i simboli prima e dopo.
Nella prima presentazione la stella era a cinque punte ed era stato detto che simboleggiava la Vergine Maria. Subito sono stati avanzati dubbi dato che se si voleva simboleggiare la Vergine Maria anziché con una stella a cinque punte (il pentalfa massonico) la stella avrebbe dovuto essere a 6 punte (la Stella Maris o Stella del Mattino).

ATTENZIONE perché questa nuova stella a otto punte è ancora più inquietante, è un riferimento esplicito a Lucifero e alla Nuova Era dell’Acquario! Che sia Bergoglio l’uomo con la brocca (o anfora) che i discepoli devono seguire alla fine dell’Era dei Pesci?
L’uomo con la brocca è la rappresentazione dell’Era dell’Acquario.http://www.cartefortunate.com/arcani-maggiori-stelle.gif

Ecco qua l’immagine dei tarocchi:

Ed ecco la spiegazione dell’arcano: Le Stelle nei Tarocchi viene raffigurata da una giovane fanciulla completamente nuda che versa l’acqua della vita dalle sue anfore. Non ha segreti per chi sa bere dalla sua fonte, attorno a lei un terreno fertile e in cielo le stelle spargono la loro benevolenza. La stella più grande e luminosa è Lucifero il portatore di Luce, cioè Venere nel suo aspetto di stella del mattino.

Quindi la stella radiosa del mattino che come attestato dall’Apocalisse è Gesù, (quella a 6 punte), in questo caso viene modificata con quella a 8 punte. Quindi al posto di Gesù abbiamo Lucifero. Il nuovo Messia sarà Lucifero.

Attenzione anche al fiore di nardo e di questo non ne ha parlato nessuno. Mi pare che nessuno se ne sia accorto.
La prima versione dello stemma non era in realtà un fiore di nardo ma un tralcio di vite, il fiore di nardo è diverso e difatti il simbolo disegnato nel secondo stemma è più simile ad un fiore di nardo.
Cosa rappresenta il tralcio di vite?
Molti al momento della prima presentazione dello stemma hanno fatto le più svariate ipotesi, nessuno però ha fatto notare una cosa ovvero e qui mi limito a citare pari pari uno stralcio da Wikipedia:

Dioniso, che per essere uno degli dei più antichi del Pantheon greco è tra quelli più ricchi, dal punto di vista archetipico, è spesso rappresentato in forma androgina, ed ha tra i suoi emblemi la pigna, frutto ermafrodita della specie forse più nota e diffusa nel Mediterraneo. La pigna (come del resto il tralcio di vite) è anche tra gli emblemi del Cristo.
Questa è la pigna romana nell’omonimo cortile del Vaticano e ora conoscete il suo significato:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Musei_vaticani_-_cortile_della_pigna_01167.JPG/800px-Musei_vaticani_-_cortile_della_pigna_01167.JPGAnche qui abbiamo una chiara simbologia legata alla New Age.

Per approfondire su queste tematiche vi consiglio di leggere anche gli altri miei post all’interno dei topic seguenti, su Comedonchisciotte:

Profezie riguardo al papato.

Ecco l’ultima: e’ di un matematico gesuita francese di nome Rene’ Thibault.
In un suo scritto del 1952 dal titolo “La misteriosa profezia dei papi” egli predisse che nel mese di aprile del 2012 il papa avrebbe abdicato per far posto all’ultimo papa..

Tutto questo ce lo rammenta Tom Horn, il quale ha avuto l’avventura di visitare l’Osservatorio astronomico Vaticano, che e’ situato in Arizona, sul Monte Graham.

La “gesuit connection” continua, in quanto ad occuparsi del suddetto osservatorio astronomico sono dei gesuiti. Il direttore responsabile e’ padre Funes, argentino come papa Bergoglio. Il suo legame con Bergoglio consiste nel fatto che quest’ultimo faceva parte della commissione che doveva esaminare la richiesta di Funes per entrare nell’ordine dei gesuiti.

Cosa ha di particolare l’osservatorio vaticano di Mount Graham, vediamolo. Tanto per cominciare il monte stesso e’ considerato dagli indiani d’America un monte sacro. Per cui da un certo punto di vista la sua sacralita’ e’ stata violata con la costruzione dell’osservatorio astronomico.
Dal punto di vista prettamente tecnologico e scientifico, l’osservatorio e’ dotato del telescopio binoculare per osservazioni nell’infrarosso piu’ grande al mondo. Intrigante il nome dato all’aggeggio tecnologico: Lucifer!

Cosa ricercano i gesuiti di Mt. Graham, in senso scientifico? Si occupano dell’osservazione dello spazio profondo, in particolare della ricerca di pianeti extrasolari.
Va da se’ che sarebbero fra i primi a poter osservare un eventuale pianeta in avvicinameto dallo spazio profondo, come racconta il libro dell’Apocalisse.

Ma la cosa piu’ sorprendente e’ un’altra. E questo gli addetti alla questione dell’esistenza di civilta’ extraterrestri gia’ lo sanno. La chiesa, in particolare tramite i gesuiti, ma gia’ con padre Balducci, da poco scomparso, si sta preparando a sviluppare una nuova teologia, adeguata all’eventuale esistenza di esseri extraterrestri.
I gesuiti di Mt. Graham ne parlano in modo aperto e tranquillo con Tom Horn.

Dunque i tempi bui di Giordano Bruno sono superati da parte della chiesa cattolica. Anzi il Vaticano puo’ essere oggi considerato all’avanguardia nello studio della questione aliena. Padre Funes e’ certo che il nuovo papa abbia buon orecchio sul tema.

L’intervista con Tom Horn su queste cose potete sentirla su Coast to Coast AM, qui, dove v’e’ pure un riassunto dell’intervista di ca. 2 ore.

Sito in inglese che spiega LUCIFER

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Interessanti queste ulteriori informazioni che hai dato su Thibault.
Avevo tralasciato la questione aliena per evitare di attirare un numero eccessivo di commenti sarcastici o ironici ma purtroppo questa è la realtà.
Ne avevano parlato alcuni cospirazionisti come ad esempio William Cooper che aveva previsto con qualche mese d’anticipo gli avvenimenti dell’11 settembre e che poi venne ammazzato nel novembre 2001 in un paese dell’Arizona dai vicesceriffi locali. William Cooper è quasi sconosciuto in Italia ma è stato autore di libri e di trasmissioni radiofoniche e Bill Clinton in una sua dichiarazione nel 1995 l’aveva bollato come il presentatore radiofonico più pericoloso d’America.
Se conoscete l’inglese vi consiglio il video “New Age Conspiracy” su youtube.
In effetti i comportamenti di questo Papa fanno sempre più pensare che si possa identificare nell’Ultimo Papa delle profezie, ma come dicevo nell’altro post le profezie sono manipolate dai gesuiti stessi.
Personalmente ho due teorie. La prima è della caduta simulata (come già è probabilmente avvenuto per il meteorite di Chelyabinsk, se volete poi spiego perché) di un meteorite o asteroide nell’oceano entro il 2019, seguito da un periodo di caos globale e poi da un finto ritorno del Messia usufruendo delle tecnologie Haarp e Blue Beam, oppure una finta invasione aliena in una data indefinita, seguita dall’instaurazione della nuova religione New Age. In ogni caso un evento catastrofico o epocale nei prossimi anni per simulare profezie bibiliche e altre profezie di varia origine.
Riguardo al progetto Blue Beam se non lo conoscete trovate molte informazioni sulla rete, per cominciare potete guardare questo video:

Le elites globaliste (i cosiddetti Illuminati) si tramandano i saperi esoterici di generazione in generazione da secoli e mentre la gente comune è immersa nel materialismo e nella necessità di sopravvivere, loro lavorano al progetto di Nuovo Ordine Mondiale per l’Età dell’Acquario in cui ci troviamo ora.
La New Age ha le sue radici direttamente nella teosofia, la quale a sua volta ha le sue radici nello gnosticismo antico e nella filosofia neoplatonica. Evidentemente con il sorgere di una Nuova Era le elites già cominciano a lavorare per quella successiva. Numerosi Illuminati hanno fatto parte o fanno parte della Società Teosofica che non a caso ha suoi uomini e donne ovunque negli organismi sovranazionali e nelle ONG. Tra queste ONG spicca la Lucis Trust (ex Lucifer Trust) per dichiarata apprtenenza teosofica.
Anche dietro Zeitgeist, il cui programma a medio-lungo termine è quasi sovrapponibile a quello del M5S (difatti molti attivisti del M5S sono anche attivisti di Zeitgeist e viceversa) c’è Acharya S., una teosofa.
Perché torna così spesso il nome di Lucifero? Perché nella dottrina della teosofia la figura di Lucifero non è affatto negativa, anzi….e idem per gli Illuminati.
Le teorie spirituali dei Gesuiti hanno molti punti in comune con le teorie della dottrina teosofica di H.P. Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica.
Tutte queste cose possono sembrare farneticazioni per un ateo o per un agnostico, ma in realtà se uno approfondisce questi temi e comincia ad osservare i fatti di attualità con occhio critico si accorge che tutto corrisponde in questo quadro.
Il mio punto di vista da agnostico è che dietro tutto questo non c’è niente di soprannaturale, bensì una realtà manipolata, in primis da una civiltà aliena e in secondo luogo dai loro portavoce sulla Terra. Le stesse religioni sono una creazione aliena. Questo non vuol dire che non esista un Dio o più.

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La prima versione ufficiale degli eventi accaduti il 15/2/2013 era che un meteorite è esploso nell’atmosfera sopra la città russa di Chelyabinsk creando una potente onda d’urto, danni e circa 1500 feriti.
Resta il fatto che ci sono molte anomalie nella spiegazione ufficiale.
Ci sono alcune semplici domande che non hanno trovato risposta o risposte insufficienti.
Ad esempio: Perché non è stato previsto?
La spiegazione che è stata data è a dir poco incredibile.
In pratica la spiegazione ufficiale è che gli scienziati erano tutti concentrati sull’asteroide 2012 DA14 e di conseguenza non si sono accorti del meteorite.
Per gli appassionati delle coincidenze l’esplosione del presunto meteorite si è verificata 16 ore prima del passaggio di 2012 DA14 attraverso l’eclittica.
Ci sono poi molte altre incongruenze, ad esempio inizialmente si è detto che il meteorite era esploso in volo a 50 Km. di altezza ma le numerose riprese amatoriali effettuate e messe in rete hanno dimostrato che il rumore dell’esplosione era avvenuto parecchio tempo dopo il passaggio della scia e che l’altezza era di molto inferiore a 50 Km.
Di conseguenza il giorno dopo sono apparse nuove spiegazioni, tanto che risulta difficile capire quale sia la spiegazione ufficiale e quale no.
La nuova spiegazione secondo la NASA è che il meteorite era molto più potente di quanto era stato ipotizzato inizialmente, aveva un diametro di 17 metri, pesava 10.000 tonnellate ed ha sprigionato un’energia di 500 Kilotoni pari a 30 volte la potenza della bomba atomica su Hiroshima.
Secondo questa nuova spiegazione il meteorite dopo aver causato il pandemonio che avete visto nel video sarebbe caduto nel lago ghiacciato di Chebarkul ad una certa distanza da Chelyabinsk e il risultato è questo misero buco circolare di 6 metri di diametro che sembra fatto con un compasso e che non ha intaccato di una virgola i dintorni nonostante che il ghiaccio non sembrerebbe particolarmente spesso.

http://resources2.news.com.au/images/2013/02/18/1226579/290150-russia-meteorite.jpg

Quantomeno strano…
Ancora più strano perché la prima versione ufficiale data dalle autorità diceva che nel lago non era stato trovato nulla e che i livelli di radiazioni erano normali. Poi improvvisamente a due giorni di distanza si cominciano a trovare minuscoli frammenti. Direi che i conti non tornano.
Nessuno tra l’altro ha fatto presente che vicino al lago ghiacciato di Chebarkul c’è una cittadina di 47.000 abitanti dove però pare che non sia accaduto nulla di strano. Tutti i video dove si vede la scia luminosa del meteorite e le esplosioni provengono da Chelyabinsk (la città più grossa della zona) e dintorni. A Chebarkul sembra che nessuno si è accorto di niente.

http://esp.rt.com/actualidad/public_images/539/539df9aa86eaad3edb1b31408d624ea4_article430bw.jpg
Un’altra cosa strana è l’assoluto silenzio che ha preceduto il grande botto. In teoria si sarebbe dovuto sentire anche il frastuono del bolide durante la discesa, sopratutto considerando l’altezza piuttosto bassa, invece assoluto silenzio.
Nello stesso giorno ci sono state segnalazioni di caduta di meteoriti a Cuba e in California…
Per chi conosce qualcosa dei progetti Blue Beam della NASA e della tecnologia Haarp questi non possono che suonare come allarmi, benché da quanto mi risulta nessuno, anche tra i cosiddetti cospirazionisti, abbia fatto questa ipotesi negli ultimi giorni. Si è parlato di missili, di sperimentazioni militari e di ufo ma non di questo.
Tramite l’utilizzo di queste tecnologie si può facilmente creare un’immagine olografica nel cielo e successivamente provocare delle esplosioni.
A questo proposito vanno anche segnalati gli strani suoni e le esplosioni provenienti dal cielo, avvenute un pò in tutto il mondo durante il 2011 e 2012.

Su Youtube si trovano molti palesi falsi riguardanti gli strani suoni che quindi possono creare confusione ma in questo video sotto vengono presentati una serie di video attendibili:

Qui inoltre un video giornalistico dove si parla di misteriose esplosioni sentite dalla gente in Indiana e Kentucky nel gennaio del 2013.

Sempre il 15/2/2013 è comparsa una notizia molto inquietante e molto tempestiva.
Il vice primo ministro russo Rogozin ha affermato alla stampa: “Ho già parlato della necessità di una qualche iniziativa internazionale per la creazione di un sistema di preavviso e prevenzione contro l’avvicinamento verso la Terra di oggetti extraterrestri”.
Fonte: http://www.ansuitalia.it/Sito/index.php?mod=read&id=1360952133

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A tutto questo vanno aggiunte altre notizie che ci sono state in seguito come alcune dichiarazioni della NASA riguardanti la possibile caduta di meteoriti o asteroidi, pubblicate anche sul forum di CDC e che hanno stupito varie persone.

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Origine, caduta e percorso dell’Umanità

I messaggi dall’Alto, che in questo secolo si susseguono in varie parti del mondo, coincidono tutti e affermano che la Realtà Cristica è insegnamento superiore (ultrafania) che va oltre qualsiasi ipotesi o polemica umana.

Gli ammaestramenti ultrafanici (proiezioni purissime di pensiero, chiamate noúri) provenienti dai piani siderali dove abitano Entità di Luce, concordano tutti nel palesare al mondo l’Assoluta Divinità del Cristo e la sintesi della Sua manifestazione nel tempo, sublime Esempio da seguire per il conseguimento della nostra catarsi.

Pietro Ubaldi è stato uno “strumento” della Legge Divina, per confermare quanto asserito. Noi esseri umani siamo stati emessi dall’Eterno che è Potenza, Sapienza, Amore (ecco il concetto di Trinità che è presente nelle religioni dall’India all’Egitto) e quindi costituiti della stessa sostanza Sua.

Peter Paul Rubens, La caduta degli angeli ribelli - 1620, Alte Pinakothek, Monaco di BavieraLa superbia ci ha obnubilato ed abusando della Libertà incommensurabile a noi concessa, abbiamo come dice l’Apocalisse, partecipato alla ribellione iniziale, che ci ha portati, trattenendo energie, ad una lenta e progressiva condensazione atomica.

Da questa involuzione é iniziato il faticoso cammino del genere umano, appesantito da ulteriori cause arbitrarie (omicidi, latrocinii e prevaricazioni di ogni tipo), che ancora ai giorni nostri grava come Karma pesantissimo su tutta l’umanità.

L’unica via di uscita è la presa di coscienza della propria Origine e il perché della Vita.

Dio–Sapienza, consapevole delle terribili difficoltà che avrebbe incontrato la massa ribelle, ha “predisposto” un Piano per il ritorno alla Purezza, dando a tutti l’opportunità di ricredersi come il figliol prodigo.

Ecco le tre epoche dopo la caduta iniziale, di supporto ai ribelli:

Potenza
Amore
Sapienza
Padre
Figlio
Spirito Santo
Sinai
Golgota
Tabor
Mose’
Cristo
Giovanni
Decalogo
Vangelo
Apocalisse
Legge del taglione
“Occhio per occhio”

Legge del Perdono
“Porgi l’altra guancia”

Conosci te stesso
“Nosce te ipsum”

I Adamo
II Adamo
III Adamo
Terra
Acqua-Aria
Fuoco

Siamo ormai nel III Millennio e in piena trasformazione del pianeta e delle masse umane; necessita quindi accelerare il passo.
Murillo Bartolome Esteban - Il ritorno del figliol prodigo, 1670-74 - Washington National GalleryTutto ritornerà ad essere fluidico. Non si vuole allarmare nessuno ed è per questo che il movimento Cristico va conosciuto nella sua interezza. Con la nostra caparbietà abbiamo praticamente “indotto” la Divinità ad assumere veste d’uomo per esemplificare come vivere la vita.

Il Cristo ha detto: “Non c’è niente di occulto che non sarà manifestato, nulla di segreto che non sarà portato alla luce.” Lc 8,17. Ecco gli ammaestramenti chiarire i vari dogmi chiusi ed impacchettati nel mistero: Maria, umanamente figlia di Anna e Gioacchino, é un Angelo Purissimo (un Serafino), preposto da Dio per fungere da Madre-Spirito non avendo Ella preso parte alla ribellione iniziale; è nata normalmente come tutti noi, ma, è stata concepita per Opera della Sapienza (Spirito Santo), anche perché Sua madre era ormai molto anziana e sterile fino a quel momento; ecco il motivo per cui, a Lourdes, ha detto presentandosi a Bernadette: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Parlava di sé come unica donna concepita in maniera immacolata (Sine Macula, non avendo nemmeno peccato originale).

Ovviamente questa Concezione si fonde come vedremo con la Manifestazione Cristica. Così doveva essere! Come avrebbe potuto Maria fare da tramite fra Cielo e Terra al Divino, alla Purezza, alla Luce, quando la stessa Potenza avrebbe incenerito qualsiasi donna?

Il Cristo-Dio dunque, si è manifestato come Luce, non come parto d’utero ma come parto, si ribadisce, di Luce attraverso Lei, che comunque, presentava a tutti gli effetti una gravidanza apparentemente normale. La Luce ha preso immediatamente forma di bimbo sorridente e non imbrattato da sangue né da umori vari.

Ecco perché la Madonna è Vergine! Prima, durante e dopo il “parto”. La stessa Luce quindi, è passata dal Suo corpo diafano, purissimo, non prodotto di condensazione per la Colpa Prima.

Questi messaggi ricevuti dai piani siderali in vari punti del pianeta, hanno poi avuto ulteriore conferma dai Vangeli apocrifi che narrano della “Nascita di Gesù”.

E’ interessante osservare come la Chiesa parli dell’Assunzione di Maria e dell’Ascensione di Cristo con il loro Corpo Fisico che librandosi nell’aria, è salito al Cielo. La Loro struttura atomica materiale non era evidentemente come la nostra, frutto della concentrazione energetica iniziale dovuta all’arbitrio che ha dato come conseguenza, il peso specifico e la densità molecolare.

E’ giunto il tempo di sollevare i veli e di rendere edotti gli individui che “cercano”, affinché ritrovino sostanzialmente e logicamente il cammino del “ritorno a casa”.

Perché il Cristo è chiamato il Salvatore?

Perché con la legge Mosaica “dell’occhio per occhio e dente per dente”, le anime trapassate “riciclavano” solo nei due primi ambienti (biotesi) del basso astrale: Letargo e Rimorso è il loro nome.

Alcuni individui in pace con la loro coscienza si fermavano al Limbo (luogo di attesa), dato che i piani superiori erano chiusi.

Queste biotesi (dal greco bios–vita) sono sette e si chiamano, dopo le prime due menzionate: Risveglio, Evoluzione, Ascesa, Conoscenza, Sapienza e oltre c’è il Sidereo; sono anche costituite da innumerevoli piani e sottopiani che vanno sempre di sette in sette. Più che corrispondere a luoghi, indicano lo stato interiore di ogni singola anima che vi soggiorna.

Ebbene, con l’annuncio della Buona Novella: “Il porgi l’altra guancia”, il Cristo, rivolto ai dodici che rappresentano tutta l’umanità, ha detto: “Nella casa del Padre Mio ci sono molte dimore… Io vado a prepararvi un luogo” (Giovanni cap.14).

Quindi il Divino Maestro ci ha preceduti, aprendo sostanzialmente a tutti, nessuno escluso, l’opportunità di ritornare ad essere “cristalli di rocca” come lo eravamo inizialmente, seguendo però e mettendo in pratica il Suo Esempio di Amore e Umiltà.

Tutto ciò, se riflettiamo bene, ha una logica ed una “consecutio” straordinaria, infatti, nonostante ci abbiano sempre insegnato che il peccato originale perpetrato dai nostri capostipiti, Adamo ed Eva, sia ricaduto pesantemente (non si sa bene per quale senso di giustizia), su tutto il genere umano, possiamo oggi sapere che noi individualmente e volontariamente ci siamo staccati dalla Luce – Fuoco – Trascendenza per andare verso il Buio – Acqua – Immanenza e che solo dietro nostra richiesta al Divino (Chiedete e vi sarà dato), potremo risalire la china con l’aiuto indispensabile della Forza Fuoco che, “innestandosi” verticalmente nell’acqua (corpo-materia), la trasmuta in vapore sublimandola.

Ecco le Nozze di Cana e la trasformazione dell’acqua in vino cioè in essenza, in fuoco, in consapevolezza di Spirito ed è importante notare altresì che il Cristo Dio era stato invitato! Dall’incontro di questi due elementi abbiamo la Croce ed è dal suo centro che inizia la catarsi o purificazione con movimento a spirale, cioè di evoluzione.

Il Cristo, infatti, nel Tempio ha detto: “Se qualcuno vuol venire dietro a Me, rinneghi se stesso, prenda la propria croce ogni giorno e Mi segua.” Lc 9, 23.

Nessuno si evolve e si evolverà senza necessariamente passare per essa: Unica Via di Rinnovamento.

In ogni corrente iniziatica di tutti i tempi si è sempre parlato della presa di coscienza. Lo stesso Socrate con il “Nosce te ipsum” “Conosci te stesso”, ha reiteratamente invitato il genere umano ad indagare sulla propria origine.

Questo è proprio il punto di partenza da cui ogni individuo dovrebbe iniziare il suo percorso, per migliorare se stesso, ridando la legittima priorità allo Spirito, affinché sia finalmente Signore e Padrone della materia e delle sue passioni, per un mondo migliore e per il ritorno all’Armonia Universale.

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STELLA MACEDONE

Questa è una STELLA MACEDONE, quella che appariva anche sugli scudi dell’esercito di Alessandro Magno.

La stella macedone, si differenzia dalle altre in quanto ha 8 PUNTE.

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La colomba di Bergoglio

 ecclesia_gnostica_catholica1Riguardo alla colomba mi era stato chiesto da un utente di CDC il suo significato in seguito ad alcuni miei post su quel sito (e se potete vi consiglio di leggerli tutti dato che sono tutti più o meno inerenti alla New Age).
Quel simbolo è ispirato al lamen dell’Ordo Templis Orientis (o anche Ordine dei Templari Orientali), un’organizzazione iniziatica devota alla promulgazione di Thelema. Una dottrina magica e mistica elaborata da Aleister Crowley.
Il braccio ecclesiastico dell’O.T.O. è la Ecclesia Gnostica Catholica che si occupa diciamo degli aspetti prettamente liturgici ed è una delle logge coperte presenti in Vaticano.
Thelema non è altro che una dottrina New Age per il quale Crowley si fece tramite ecclesia_gnostica_catholica(1)attraverso il channeling (così come fece la fondatrice della società teosofica H.P. Blavatsky e suo malgrado anche il sottovalutato H.P. Lovecraft).
Attraverso il channeling le entità evocate prendono il controllo del corpo e comunicano attraverso di esso, in sostanza una forma di possessione che ritroviamo anche in varie pseudo-religioni e culti sincretistici come la Santeria, il Voodoo etc…
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/d/d3/OTOlogo.pngCrowley, la Blavatsky e Lovecraft (quest’ultimo forse inconsapevolmente, suo nonno era un membro del ramo americano del rito egizio della massoneria e aveva una vasta biblioteca contenente libri molto antichi, tra i quali testi di occultismo e di magia per iniziati) hanno attinto tutti dagli stessi poteri cosmici (Demoni? Alieni? Questo lo lascio al giudizio personale di ciascuno).
Thelema è una parola greca che significa Volontà (ma guarda questa V che ritorna così spesso…).
Come Crowley la pone, essa dice alle stelle di brillare, alle viti di dare grappoli, e all?acqua di cercare il suo livello. E qui vi rimando anche all’articolo che ho scritto sullo stemma di Bergoglio……
Tra i punti cardine della dottrina di Thelema vi è l’adorazione del Baphomet e su questo argomento ho scritto un altro post su CDC collegandolo alla Sindone e spiegando il perché.

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Dello stesso autore, sulla New Age cliccare qui

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Vedi la Ferula di Bergoglio e commenti. Da notare la sua presenza nel film 11 settembre 1683

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Il “vescovo di Roma”, l’Islam e le “altre Chiese”

image001[1]di Carlo Di Pietro

“Ce l’ho” con Jorge Mario Bergoglio? Assolutamente no, niente di personale, tuttavia qualsiasi cosa accusi o contrari, anche implicitamente, 260 papi e 2000 anni di santi e martiri, e quindi anche lo Spirito Santo, “non mi piace”.

Sembravano dei lapsus, forse degli errori dovuti alla lingua, forse delle dichiarazioni mal comprese, forse anche delle dichiarazioni dettate da ignoranza, ma a quanto pare è sempre più chiaro che si può e si dovrebbe parlare di “libera adesione all’errore”, quindi è assolutamente lecito ed anche obbligatorio, in alcuni contesti e misure, il diritto di critica.

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Alcune dichiarazioni [la fede di Bergoglio]

Il 16 Marzo 2013, durante la sua prima Udienza, Papa Bergoglio impartisce una inconsueta benedizione.«Vi avevo detto che vi avrei dato di cuore la mia benedizione. Molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti. Di cuore imparto questa benedizione, nel silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di Dio.» Nella circostanza non benedì con il segno della Croce. [1]

L’Imam di Firenze testimonia di aver incontrato Bergoglio in Vaticano nella Sala Clementina e ci parla di unFrancesco emozionante, il cui discorso ha sottolineato l’importanza del dialogo con l’Islam e del perseguimento della povertà e della carità. Nello stesso incontro, avvenuto il 20 Marzo del 2013, “Papa Francesco ha salutato e ringraziato tutti gli appartenenti alle altre tradizioni religiose, ma si è rivolto con attenzione particolare ai fedeli islamici. Mi rivolgo «innanzitutto ai musulmani – ha detto – che adorano un Dio unico, vivente e misericordioso e lo invocano nella preghiera. Apprezzo molto la vostra presenza – ha poi aggiunto – in essa vedo un segno tangibile della volontà di crescere nella stima reciproca e nella cooperazione per il bene comune».” [2] [3]

In udienza generale, 19 giugno 2013: «Le divisioni tra noi, ma anche le divisioni fra le comunità: cristiani evangelici, cristiani ortodossi, cristiani cattolici, ma perché divisi? [la divisione è motivata dalla loro volontaria e pertinace adesione all'errore, lo spiega Gesù, mille volte. N.d.a.] Dobbiamo cercare di portare l’unità. Vi racconto una cosa: oggi, prima di uscire da casa, sono stato quaranta minuti, più o meno, mezz’ora, con un Pastore evangelico e abbiamo pregato insieme, e cercato l’unità. Ma dobbiamo pregare fra noi cattolici e anche con gli altri cristiani, pregare perché il Signore ci doni l’unità, l’unità fra noi». [4]

Lampedusa, 8 giugno 2013: “Il Papa ha poi rivolto un saluto ai «cari immigrati musulmani che, oggi, stasera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l’augurio di abbondanti frutti spirituali».” [5] E molto altro …

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La Fede Cattolica

Si legge e si dice che Bergoglio, con queste (e tante altre) sue affermazioni, sa avvicinare le persone alla fede (quale???) e che le sue sono parole di amore.

Ebbene, in contro abbiamo la Fede Cattolica di San Pio X, che ricorda il Vangelo: «La dottrina cattolica ci insegna che il primo dovere della carità non consiste nella tolleranza delle convinzioni erronee, per quanto sincere esse siano, né nella indifferenza teorica o pratica per l’errore o per il vizio in cui vediamo immersi i nostri fratelli, ma nello zelo per il loro miglioramento intellettuale e morale, non meno che per il loro benessere materiale. Questa stessa dottrina cattolica ci insegna pure che la sorgente dell’amore per il prossimo si trova nell’amore di Dio, padre comune e comune fine di tutta l’umana famiglia, e nell’amore di Gesù Cristo, di cui siamo le membra al punto che consolare un infelice equivale a far bene a Gesù Cristo stesso. Ogni altro amore è illusione o sentimento sterile e passeggero.» [Lettera agli Arcivescovi e ai Vescovi francesi, Notre charge apostolique, Roma, 25 agosto 1910]

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Gesù insegna e comanda

Le parole di San Pio X, in Gesù

(differenza fra amore cristiano e amore “massonico” o del N.W.O.)

Infatti [Ogni altro amore è illusione o sentimento sterile e passeggero] noi sappiamo, per certo, da Cristo, dalla Tradizione e dalla Chiesa: «Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi» [Marco 12,31] [passi paralleli Lev 19,18; Mt 22,39; Lc 10,27; Rm 13,9; Gal 5,14; Gc 2,8]. Ma …

Come si può notare, l’imprudente od il falso fedele [6], suole travisare il messaggio di amore datoci da Gesù. Leggiamolo integralmente: “Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi». Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo”.

C’è da notare, inoltre, che qui lo scriba utilizza “Egli” per indicare Dio Padre, ciò esclusivamente per riverenza e rispettando la tradizione, visto che non si osava pronunciare il nome proprio di Dio. Rispetto a Deuteronomio 6,5 Marco cita tutto il passo, però ne modifica l’ordine ed aggiunge “il cuore”, difatti si legge“amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”, anteponendo “il cuore” a tutto il resto della frase. Come si capisce dal testo biblico, evidentemente, Gesù spiega che c’è un Comandamento più importante degli altri, più profondo, decisivo, che necessita di una precedenza totale, non secondo a nulla, cioè: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.”

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Il Dottore Angelico, San Tommaso d’Aquino

Come può l’uomo amare Dio in questo modo?

Amare Dio più di ogni altra cosa è il primo ed il maggiore dei Comandamenti; Dio, essendo tale, per essere amato necessita che l’uomo abbracci tutti i doveri che seguentemente gli sono comandati visto che, se Dio sarà presente nel cuore del fedele, sarà Egli stesso ad “aiutarlo” nell’obbedienza a tutti gli altri Precetti necessari per il pieno raggiungimento dell’amore. E’ doveroso far presente al lettore che mentre Dio non ci domanda bensì ci impone l’obbligo di amarLo (dovere), l’uomo viceversa potrà aderire al messaggio avendo in sé sia le conoscenze che le idoneità per non deluderLo; si comprende altresì chementre amare Dio non è un merito (è un dovere), il non amarLo è una colpa ostativa che ci priva della gratia gratum faciens, grazia santificante che rende l’uomo gradito a Dio (S. Tommaso, Summa T., q. 110, a.2.).

Da dove arrivano i «frutti spirituali» che Bergoglio cita [fuori luogo]

Difatti «autore della grazia non può essere altri che Dio, ciò significa che l’uomo (la volontà umana, il libero arbitrio) non possiede alcun potere di prepararsi a essa. Perciò “qualsiasi possa essere la preparazione da parte dell’uomo, essa va attribuita all’aiuto di Dio che muove l’anima al bene. Ecco perché lo stesso moto virtuoso del libero arbitrio, col quale uno si prepara a ricevere il dono della grazia, è un atto del libero arbitrio”» (Op. cit., q. 112, a. 2). Abbiamo, dunque, capito che prima di ogni cosa bisogna amare Dio e lo facciamo come ci insegna 1Giovanni 5,3: “perché in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi”.

L’autore ci fa capire che l’amore di Dio e l’osservanza dei Comandamenti vanno di pari passo, sono uniti, formano una sola cosa; ci fa notare, inoltre, che non può esistere, secondo la volontà di Dio, un amore disubbidiente, un amore per altre divinità o altre “chiese”. Da ciò deriva anche l’importanza dell’ubbidienza verso i superiori.

C’è di più! L’autore ci rassicura e, come dicevamo prima, se il fedele ama Dio [non Allah, come sostiene Bergoglio] conseguentemente e contemporaneamente saprà rispettare i Suoi Comandamenti in maniera molto più semplice, come ci ricorda anche Matteo 11,30 «il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero»; mentre Romani 12,2 aggiunge e completa: «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto».

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L’amore per il prossimo

Assodato, come abbiamo visto, che l’amore è anzitutto amare Dio rispettando i Suoi Comandamenti, solo adesso e mai prima, possiamo passare ad analizzare Marco 12,31 «Amerai il prossimo tuo come te stesso».

Senza l’amore di Dio (in caso di ignoranza invincibile fa fede il battesimo di desiderio implicito, il rispetto della legge naturale) non c’è altra tipologia di amore conseguente; da ciò ne deriva il fatto che – solo dopo – Gesù parla di amore per il prossimo come per se stessi.

La prima tavola della Legge ha per oggetto l’amore che si deve a Dio, mentre la seconda tavola della Legge ha per oggetto l’amore che dobbiamo ai nostri analoghi; pertanto il secondo insegnamento di Gesù si presenta come analogo al primo «non c’è altro comandamento più importante di questi» (notare l’uso di“QUESTI”);

L’amore enunciato nel primo insegnamento include e sorregge il secondo, dunque se si dovesse trasgredire il secondo, ecco che è impossibile rispettare anche il primo, e l’ammonimento ce lo fa 1Giovanni 4,20-21“Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello”.

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Bergoglio con uno gent.mo Rabbino

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Bergoglio con lo spett.le dott. Yusuf Al Qaradawi, mussulmano

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Altre forme di “falso amore”

In Marco 12 troviamo anche un altro essenziale insegnamento [di amore] che è di condanna all’amore di sé, all’idolatria, al culto dell’individuo, all’attaccamento alla mondanità ed alle cose del mondo, difatti Gesù dice di amare «con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza» Dio ed il prossimo come se stessi, NON altri idoli, altre fedi, NON ALTRO! Conferma di ciò la abbiamo in Matteo 7,12 «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti». Prosegue in 13 dicendo «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!».

Abbiamo, quindi, chiari riferimenti ed insegnamenti espliciti. Ora non siamo più ignoranti, quindi potremmo diventare potenzialmente colpevoli; la nostra fede ci viene presentata in maniera chiara, ci sono compendiati tutti i doveri della Legge, è adatta alla comprensione anche da parte di un adolescente, è breve e facilmente memorizzabile, porta in sé tutti i casi possibili della vita.

A conferma ulteriore, abbiamo San Paolo che ci spiega in Galati 1: – cosa il Pastore deve insegnare; – quale Vangelo; – come deve farlo; – il non opportunismo; – vieta la pubblicità per avere facile clientela; – vieta l’addomesticamento del Vangelo. Leggiamo:

“Paolo, apostolo non da parte di uomini, né per mezzo di uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti, *e tutti i fratelli che sono con me, alle Chiese della Galazia. *Grazia a voi e pace da parte di Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo, *che ha dato se stesso per i nostri peccati, per strapparci da questo mondo perverso, secondo la volontà di Dio Padre nostro, *al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. *Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo. *In realtà, però, non ce n’è un altro: solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. *Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema! *L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema! *Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo! [Gal I 1,10]

E’ evidentemente immutabile poiché Dio si è espresso per qualsiasi uomo, in ogni luogo, nel tempo presente e per l’eternità [cf. Gal III , 28]. Concludo con Romani 13,10 «L’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore», esortazione che San Paolo fa seguire e completa dicendo «rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri» (Rm 13,14), proprio per evitare fraintendimenti riconducibili a false forme di amore e di religiosità.

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Bergoglio e San Francesco

Poi, sempre più spesso, si sente dire e si legge che Bergoglio invia messaggi francescani, è come San Francesco. Allo studioso della materia questo non risulta affatto [risulta l'opposto] e, per testimoniare ciò, citiamo un solo, notissimo e semplice esempio.

Il sultano al-Kamil disse: “Il vostro Dio ha insegnato nei suoi Vangeli che non si deve rendere male per male [...] Quanto più dunque i cristiani non devono invadere la nostra terra?”.

Replicò Francesco: “Non sembra che abbiate letto per intero il Vangelo di Cristo nostro Signore. Altrove dice infatti: ‘Se un tuo occhio ti scandalizza, cavalo e gettalo lontano da te’ [...], con il che ci volle insegnare che dobbiamo sradicare completamente [...] un uomo per quanto caro o vicino — anche se ci fosse caro come un occhio della testa — che cerchi di toglierci dalla fede e dall’amore del nostro Dio. Per questo i cristiani giustamente attaccano voi e la terra che avete occupato, perché bestemmiate il nome di Cristo e allontanate dal suo culto quelli che potete. Se però voleste conoscere il creatore e redentore, confessarlo e adorarlo, vi amerebbero come loro stessi”.

Francesco difese l’opera del crociati e propose al sultano la conversione. Francesco propose al sultano anche un «giudizio di Dio» con i sufi islamici presenti, li sfidò ad affrontare i carboni ardenti per dimostrare la veridicità delle rispettive fedi. Ma quelli rifiutarono, e tra di loro vi fu forse un certo Fakhr al-Farisi, celebre consigliere del sultano, sulla cui tomba è scritto che ebbe “un famoso caso con un monaco cristiano”. Sappiamo anche che a quel punto Francesco propose di affrontare da solo la prova del fuoco, ma il sultano si oppose. Il santo poté quindi predicare ai musulmani. [Per ulteriori, ma brevi, approfondimenti consultare la nota 7, sui rapporti fra San Francesco e l'Islam]

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L’uomo che non conosce Dio

Come si può amare senza essere sobri e vigilanti, se non si conosce neanche l’ABC del Catechismo? Di questo dovranno renderne conto i parroci e vescovi a nostro Signore.

Come si può dire di essere cattolici, senza neanche conoscere il Catechismo o basando la propria fede su opinioni di terzi? La conoscenza del Catechismo Maggiore è basilare per la nostra fede e consiglio vivamente a tutti i cattolici di leggerlo, facendo molta attenzione a non tralasciare nulla. Si può operare di tumore senza essere chirurgo, oncologo, specializzato? No. Lo stesso concetto vale per l’essere cattolico,per il salvarsi l’anima.

Come può compiersi nel cattolico la volontà di Dio, se il cattolico conosce solo la parola dell’uomo e non studia, almeno nel Catechismo, la Parola di Dio? Ecco i risultati delle catechesi moderniste eprogressiste: ignoranza totale in materia di fede e, nello stesso tempo, presunzione di insegnare la volontà di Dio, non secondo Dio, ma secondo la propria fede, fatta su misura, cucita di un relativismo senza eguali.

Come può un membro di altra religione giungere al Padre pur avendo conosciuto l’esistenza di Cristo e della Sua Chiesa ed avendone rifiutato adesione? La Sacra Scrittura (interpretata così come sostenuto unanimemente dai Padri, è dogma) ci insegna la verità e non sbaglia, “perché Dio stesso è l’autore della Sacra Scrittura: essa è perciò detta ispirata e insegna senza errore quelle verità, che sono necessarie alla nostra salvezza. Lo Spirito Santo ha infatti ispirato gli autori umani, i quali hanno scritto ciò che egli ha voluto insegnarci. La fede cristiana, tuttavia, non è «una religione del Libro», ma della Parola di Dio, che non è «una parola scritta e muta, ma il Verbo incarnato e vivente»” (San Bernardo di Chiaravalle).

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La salvezza nell’Islam e nelle “false chiese”?

A volte mi si “accusa” di essere “eccessivamente tradizionale” e di non prendere in considerazione, anzi di contestare (a ragion veduta in alcuni casi), gli scritti di Ratzinger. Ebbene, oggi vorrei commentare Bergoglio con gli stessi scritti del “Papa emerito”.

Al Can. 162, il Compendio al Catechismo ci insegna che «l’unica Chiesa di Cristo, come società costituita e organizzata nel mondo, sussiste (subsistit in) nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui. Solo per mezzo di essa si può ottenere la pienezza dei mezzi di salvezza, poiché il Signore ha affidato tutti i beni della Nuova Alleanza al solo collegio apostolico, il cui capo è Pietro.» [n.d.a. andiamo oltre il subsist in che non merita più di essere commentato, il Vangelo ci insegna che E'].

Nel Can. 171 dello stesso Compendio, è ben spiegato il concetto che fuori dalla Chiesa non c’è salvezza, difatti, ci dice che «ogni salvezza viene da Cristo-Capo per mezzo della Chiesa, che è il suo Corpo. Pertanto non possono essere salvati quanti, conoscendo la Chiesa come fondata da Cristo e necessaria alla salvezza, non vi entrassero e non vi perseverassero. Nello stesso tempo, grazie a Cristo e alla sua Chiesa, possono conseguire la salvezza eterna quanti, senza loro colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma cercano sinceramente Dio e, sotto l’influsso della grazia, si sforzano di compiere la sua volontà conosciuta attraverso il dettame della coscienza.» [n.d.a. si ricorda l’ignoranza invincibile“quanti, senza loro colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma cercano sinceramente Dio”rispettando la legge naturale]

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Unico Dio della salvezza

Io credo in Dio. Questa prima affermazione della professione di fede è anche la più importante, quella fondamentale. Tutto il Simbolo parla di Dio, e, se parla anche dell’uomo e del mondo, lo fa in rapporto a Dio. Gli articoli del Credo dipendono tutti dal primo, così come i Comandamenti sono l’esplicitazione del primo. Gli altri articoli ci fanno meglio conoscere Dio, quale si è rivelato progressivamente agli uomini. “Giustamente quindi i cristiani affermano per prima cosa di credere in Dio”[Catechismo Romano, 1, 2, 2]. A Israele, suo eletto, Dio si è rivelato come l’Unico: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze” ( Dt 6,4-5). Per mezzo dei profeti, Dio invita Israele e tutte le nazioni a volgersi a lui, l’Unico: “Volgetevi a me e sarete salvi, paesi tutti della terra, perché io sono Dio; non ce n’è altri… davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua. Si dirà: “Solo nel Signore si trovano vittoria e potenza”” ( Is 45,22-24) [Cf Fil 2,10-11 ]. Gesù stesso conferma che Dio è “l’unico Signore” e che lo si deve amare con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutte le forze [Cf Mc 12,29-30 ]. Nello stesso tempo lascia capire che egli pure è “il Signore” [Cf Mc 12,35-37 ].

Onorio III, alla fine del Concilio Lateranense IV, consacrò la fondazione dell’ordine domenicano con la bolla del 22 dicembre 1216

Crediamo fermamente e confessiamo apertamente che uno solo è il vero Dio, eterno e immenso, onnipotente, immutabile, incomprensibile e ineffabile, Padre, Figlio e Spirito Santo: tre Persone, ma una sola Essenza, Sostanza, cioè Natura assolutamente semplice [Concilio Lateranense IV(1215): Denz. -Schönm., 800].

Dio rivela il suo Nome. Dio si è rivelato a Israele, suo popolo, facendogli conoscere il suo Nome. Il nome esprime l’essenza, l’identità della persona e il senso della sua vita. Dio ha un nome. Non è una forza anonima. Svelare il proprio nome, è farsi conoscere agli altri; in qualche modo è consegnare se stesso rendendosi accessibile, capace d’essere conosciuto più intimamente e di essere chiamato personalmente. Il Popolo d’Israele non pronuncia il Nome di Dio, per rispetto alla sua santità.Nella lettura della Sacra Scrittura il Nome rivelato è sostituito con il titolo divino “Signore” (“Adonai”, in greco “Kyrios”). Con questo titolo si proclamerà la divinità di Gesù: “Gesù è il Signore”.

Dio di misericordia e di pietà. Dopo il peccato di Israele, che si è allontanato da Dio per adorare il vitello d’oro, [Cf Es 32 ] Dio ascolta l’intercessione di Mosè ed acconsente a camminare in mezzo ad un popolo infedele, manifestando in tal modo il suo amore [Cf Es 33,12-17 ]. A Mosè che chiede di vedere la sua gloria, Dio risponde: “Farò passare davanti a te tutto il mio splendore e proclamerò il mio nome: Signore [YHWH], davanti a te” ( Es 33,18-19). E il Signore passa davanti a Mosè e proclama: “YHWH, YHWH, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà” ( Es 34,5-6). Mosè allora confessa che il Signore è un Dio che perdona [Cf Es 34,9 ].

Conseguenze della fede nel Dio unico. Credere in Dio, l’Unico, ed amarlo con tutto il proprio essere comporta per tutta la nostra vita enormi conseguenze:

- Conoscere la grandezza e la maestà di Dio: “Ecco, Dio è così grande, che non lo comprendiamo” ( Gb 36,26). Proprio per questo Dio deve essere “servito per primo” [Santa Giovanna d'Arco, Dictum].

- Usare rettamente le cose create: la fede nell’Unico Dio ci conduce ad usare tutto ciò che non è lui nella misura in cui ci avvicina a lui, e a staccarcene nella misura in cui da lui ci allontana [Cf Mt 5,29-30; Mt 16,24; Mt 19,23-24 ].

Mio Signore e mio Dio, togli da me quanto mi allontana da te. Mio Signore e mio Dio, dammi tutto ciò che mi conduce a te. Mio Signore e mio Dio, toglimi a me e dammi tutto a te [San Nicolao di Flüe, Preghiera].

Il dogma della Santa Trinità. La Trinità è Una. Noi non confessiamo tre dèi, ma un Dio solo in tre Persone: “la Trinità consustanziale” [Concilio di Costantinopoli II (553): Denz. -Schönm., 421]. Le Persone divine non si dividono l’unica divinità, ma ciascuna di esse è Dio tutto intero: “Il Padre è tutto ciò che è il Figlio, il Figlio tutto ciò che è il Padre, lo Spirito Santo tutto ciò che è il Padre e il Figlio, cioè un unico Dio quanto alla natura” [Concilio di Toledo XI (675): Denz. -Schönm., 530]. “Ognuna delle tre Persone è quella realtà, cioè la sostanza, l’essenza o la natura divina” [Concilio Lateranense IV (1215): Denz.-Schönm., 804].

Ai catecumeni di Costantinopoli san Gregorio Nazianzeno, detto anche “il Teologo”, consegna questa sintesi della fede trinitaria: «Innanzi tutto, conservatemi questo prezioso deposito, per il quale io vivo e combatto, con il quale voglio morire, che mi rende capace di sopportare ogni male e di disprezzare tutti i piaceri: intendo dire la professione di fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. Io oggi ve la affido. Con essa fra poco vi immergerò nell’acqua e da essa vi trarrò. Ve la dono, questa professione, come compagna e patrona di tutta la vostra vita. Vi do una sola Divinità e Potenza, che è Uno in Tre, e contiene i Tre in modo distinto. Divinità senza differenza di sostanza o di natura, senza grado superiore che eleva, o inferiore che abbassa. . . Di tre infiniti è l’infinita connaturalità. Ciascuno considerato in sé è Dio tutto intiero. . . Dio le Tre Persone considerate insieme. . . Ho appena incominciato a pensare all’Unità ed eccomi immerso nello splendore della Trinità. Ho appena incominciato a pensare alla Trinità ed ecco che l’Unità mi sazia.» [San Gregorio Nazianzeno, Orationes, 40, 41: PG 36, 417].

Il fine ultimo dell’intera Economia divina è che tutte le creature entrino nell’unità perfetta della Beata Trinità [Cf Gv 17,21-23 ].

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Massoni, panteisti, pancristiani, filantropi, falso-ecumenisti

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E tutti gli altri?

Alcuni mi “accusano” anche di fare apologetica senza mai citare il Concilio Vaticano II, ebbene vedremo, anche in questo, caso che non è così:

La Chiesa e i non cristiani. Molto spesso gli uomini, ingannati dal maligno, hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e hanno scambiato la verità divina con la menzogna, servendo la creatura piuttosto che il Creatore, oppure vivendo e morendo senza Dio in questo mondo, sono esposti alla disperazione finale[Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 16].

- Proprio per riunire di nuovo tutti i suoi figli, dispersi e sviati dal peccato, il Padre ha voluto convocare l’intera umanità nella Chiesa del Figlio suo. La Chiesa è il luogo in cui l’umanità deve ritrovare l’unità e la salvezza. È il “mondo riconciliato” [Sant'Agostino, Sermones, 96, 7, 9: PL 38, 588]. È la nave che, “pleno dominicae crucis velo Sancti Spiritus flatu in hoc bene navigat mundo – spiegate le vele della croce del Signore al soffio dello Spirito Santo, naviga sicura in questo mondo”; [Sant'Ambrogio, De virginitate, 18, 188: PL 16, 297B] secondo un’altra immagine, cara ai Padri della Chiesa, è l’Arca di Noè che, sola, salva dal diluvio [Cf 1Pt 3,20-21 ].

- Il mandato missionario. “Inviata da Dio alle genti per essere “sacramento universale di salvezza”, la Chiesa, per le esigenze più profonde della sua cattolicità e obbedendo all’ordine del suo fondatore, si sforza d’annunciare il Vangelo a tutti gli uomini”: [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 7] “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” ( Mt 28,19-20).

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Perché, comunque, è preferibile evitare certi documenti?

Catechismo della Chiesa Cattolica (post Concilio Vaticano II): 841 Le relazioni della Chiesa con i musulmani. «Il disegno della salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in primo luogo i musulmani, i quali, professando di tenere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso, che giudicherà gli uomini nel giorno finale». Riferimento a Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 16: AAS 57 (1965) 20; cf Id., Dich. Nostra aetate, 3: AAS 58 (1966) 741-742

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Diversamente da quello che insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica (post Concilio Vaticano II), noi sappiamo per FEDE CATTOLICA che non è così. Lo abbiamo visto nello studio sulla STIRPE DI ABRAMO [8], nello studio sul FALSO ECUMENISMO [9], lo abbiamo appreso dai VANGELI e dalla TRADIZIONE [10]; Lo vediamo nel Catechismo Maggiore o di San Pio X, che sintetizza magistralmente la bimillenaria FEDE CATTOLICA (prima del Concilio Vaticano II non esiste scritto o documento definitivo di Fede Cattolica che asserisca il contrario di ciò che insegna San Pio X):

124. Chi è fuori della comunione dei santi? E’ fuori della comunione dei santi chi é fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.

125. Chi sono gl’infedeli? Gl’infedeli sono i non battezzati che non credono in alcun modo nel Salvatore promesso, cioè nel Messia o Cristo, come gl’idolatri e i maomettani.

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Adesso torniamo al Catechismo della Chiesa Cattolica (post Concilio Vaticano II): 843 La Chiesa riconosce nelle altre religioni la ricerca, ancora «nelle ombre e nelle immagini», di un Dio ignoto ma vicino, poiché è lui che dà a tutti vita, respiro e ogni cosa, e vuole che tutti gli uomini siano salvi. Pertanto la Chiesa considera tutto ciò che di buono e di vero si trova nelle religioni come una preparazione al Vangelo,«e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita».

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Come abbiamo appreso e per Fede Cattolica rivelata, invece noi sappiamo che – Catechismo Maggiore o di San Pio X:

131. E’ grave danno esser fuori della Chiesa? Esser fuori della Chiesa è danno gravissimo, perché fuori non si hanno né i mezzi stabiliti né la guida sicura alla salute eterna, la quale per l’uomo è l’unica cosa veramente necessaria.

132. Chi è fuori della Chiesa si salva? Chi è fuori della Chiesa per propria colpa e muore senza dolore perfetto [n.d.a. adesione alla Chiesa con contrizione finale], non si salva; ma chi ci si trovi senza propria colpa e viva bene [n.d.a. ignoranza invincibile e rispetto della legge naturale, con morte senza peccati mortali], può salvarsi con l’amor di carità, che unisce a Dio, e, in spirito, anche alla Chiesa, cioè all’anima di lei.

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Conclusione ed evitiamo la confusione

Tutto questo caos, e lo leggiamo e lo vediamo, ha creato anche presunte distinzioni tra Magistero infallibilee magistero autentico che erano INESISTENTI prima degli autori del Vaticano II [leggasi nota 11, studio sull'infallibilità nel Magistero solenne, universale e ordinario]. Mi si trovino gli stessi argomenti prima del 1958 [...] Prima di tale data quando la Chiesa aveva parlato era oracolo. Difatti: “Sillaba di Dio non si cancella”.

In conclusione, come già detto ed ampiamente dimostrato, siamo difronte a semplici pareri umani, ipotesi teologiche interpretative del Concilio Vaticano II (poiché il Concilio lo ha voluto permettere, pare di proposito), figlie della natura umana, quindi imperfette, fallibili, probabilmente ambigue o forse addirittura eretiche; siamo davanti al falso concetto di autenticità, dove si lascia intendere, oggi, che possa esistere un presunto “magistero autentico, ma non infallibile” (su questioni di fede e costume) dove lo Spirito Santo, dicono, si sarebbe temporaneamente assopito. Per Fede Cattolica, invece, noi sappiamo con certezza:

“I Concili… decidono e definiscono alcuni articoli. Se dopo tutto questo un altro esame deve essere effettuato prima che le determinazioni dei Concili siano accettate, non ne sarà voluto ancora un altro? Chi non vorrà applicare il proprio esame, e quando mai la materia sarà stabilita? [...] E perché non un terzo per sapere se il secondo esame è di fede? – e poi un quarto per testare il terzo? [...] la posterità non saprà mai confidare nell’antichità, ma andrà sempre girando su e giù i santi articoli della fede nella ruota delle loro interpretazioni [...] cosa diciamo è che quando un Concilio ha applicato il suo esame, i nostri cervelli non devono ormai rivedere ma credere”. Dichiarazioni di San Francesco di Sales

San Francesco di Sales predice esattamente quello che si sarebbe verificato con il Concilio Vaticano II. Documenti ambigui e prossimi alle eresie, tanto che ci si avvalse addirittura di una Nota previa (in documento) al fine della approvazione; in seguito, le problematiche dottrinali furono così forti che si rese necessario l’intervento di Giovanni Paolo II per “spiegare” alcuni documenti del Concilio e, non contenti, addirittura di Benedetto XVI per “interpretare le spiegazioni” che Giovanni Paolo II fece dei documenti del Concilio.

In contro abbiamo la Fede Cattolica di Papa Pio VI (Auctorem Fidei): “[...] l’arte maliziosa propria degli innovatori, i quali, temendo di offendere le orecchie dei cattolici, si adoperano per coprire sotto fraudolenti giri di parole i lacci delle loro astuzie, affinché l’errore, nascosto fra senso e senso (San Leone M., Lettera 129 dell’edizione Baller), s’insinui negli animi più facilmente e avvenga che – alterata la verità della sentenza per mezzo di una brevissima aggiunta o variante – la testimonianza che doveva portare la salute, a seguito di una certa sottile modifica, conduca alla morte. Se questa involuta e fallace maniera di dissertare è viziosa in qualsiasi manifestazione oratoria, in nessun modo è da praticare in un Sinodo, il cui primo merito deve consistere nell’adottare nell’insegnamento un’espressione talmente chiara e limpida che non lasci spazio al pericolo di contrasti. Però se nel parlare si sbaglia, non si può ammettere quella subdola difesa che si è soliti addurre e per la quale, allorché sia stata pronunciata qualche espressione troppo dura, si trova la medesima spiegata più chiaramente altrove, o anche corretta, quasi che questa sfrenata licenza di affermare e di negare a piacimento, che fu sempre una fraudolenta astuzia degl’innovatori a copertura dell’errore, non dovesse valere piuttosto per denunciare l’errore anziché per giustificarlo: come se alle persone particolarmente impreparate ad affrontare casualmente questa o quella parte di un Sinodo esposto a tutti in lingua volgare fossero sempre presenti gli altri passi da contrapporre, e che nel confrontarli ognuno disponesse di tale preparazione da ricondurli, da solo, a tal punto da evitare qualsiasi pericolo d’inganno che costoro spargono erroneamente. È dannosissima quest’abilità d’insinuare l’errore che il Nostro Predecessore Celestino (San Celestino, Lettera 13, n. 2, presso il Coust) scoperse nelle lettere del vescovo Nestorio di Costantinopoli e condannò con durissimo richiamo. L’impostore, scoperto, richiamato e raggiunto per tali lettere, con il suo incoerente multiloquio avvolgeva d’oscuro il vero e, di nuovo confondendo l’una e l’altra cosa, confessava quello che aveva negato o si sforzava di negare quello che aveva confessato”

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Gli insegnamenti di Bergoglio, in sue numerose pubbliche “uscite”, sembrano non essere evangelici (non sono contenuti nei Vangeli, nel giusto contesto e nel giusto significato), sembrano non essere di Fede Cattolica, sembrano addirittura non essere neanche “conciliari” o “ratzingeriani”. Ma allora, di che parliamo?

“Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Luca 18,8)

Carlo Di Pietro (http://radiospada.org/2013/07/09/il-vescovo-di-roma-lislam-e-le-altre-chiese/)

Note:

[1] http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_marzo_16/benedizione-papa-francesco-anche-per-non-credenti-roma-bergoglio-212214662491.shtml
[2] http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2013/20-marzo-2013/imam-firenze-papa-bergoglio-212266550651.shtml
[3] http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/march/documents/papa-francesco_20130320_delegati-fraterni_it.html
[4] http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130619_udienza-generale_it.html
[5] http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Papa-Francesco-a-Lampedusa-tra-i-migranti-I-morti-in-mare-sono-una-spina-nel-cuore_32374362352.html
[6] Non è mia intenzione colpevolizzare il fedele frodato dall’ignoranza e/o dalla superbia, difatti non sono qui a fare dell’abominazione ad personam, ma è mio preciso dovere contrastare con la mia penna le idee errate, il comportamento disonesto ed il conseguente scandalo; non scrivo, quindi, di odio d’inimicizia bensì di odio di abominazione.
[7] http://www.templarisanbernardo.org/Storia_San_Francesco_e_l’Islam.htm
[8] http://radiospada.org/2013/06/14/stirpe-di-abramo-un-altro-cattolicesimo-nel-post-concilio/
[9] http://radiospada.org/2013/06/18/il-falso-ecumenismo/
[10] http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/3053/92/lang,en/
[11] http://radiospada.org/2013/06/30/linfallibilita-della-chiesa-e-del-papa-magistero-universale-e-ordinario/

-o0o-

Ho letto che ratzinger si sarebbe dimesso ancora lo scorso novembre e l undici febbraio è stato proprio così. Guarda quante cavolate dice Bergoglio e tutti che lo applaudono.. E uno che vede in Bergoglio il falso profeta uno che vuole distruggere la Chiesa..

Tipo come noi che diciamo che Bergoglio spara eresie, adesso come siamo visti dalla massa di gente? Che siamo noi pazzi e che non possiamo pensarla in questo modo e che lui è papa..

Basta vedere dove è ratzinger e dove và e dormire l altro..

Uno +uno =due

Hai visto a lampedusa?

Dimmi te, se un vicario di Cristo può mettere la ruota su quel specie di leggio da rottamare

Che oltretutto è un simbolo della rotary

Dove è presidente onorario

Prova a contare quanti raggi ha quella ruota che sono 8 e hanno un significato preciso x i massoni ossia il caos e capirai cosa farà della Chiesa Cattolica. Poi ci sono tante cose da dire che fanno proprio vomitare..

Dei gesuiti che al posto del calice hanno usato un boccale da birra in legno.. Io non appartengo a questo tipo di Chiesa..

Te lo dico xké ho trovato foto

… Poi uno che come Bergoglio dice che Gesù è peccato.. Ma l Immacolata Concezione è senza macchia..

Da Maria poteva solo nascere Gesù.. Il nostro Salvatore

E quando celebrerà i matrimoni tra gay? Cosa faremo..

Uno che dice che il digiuno non serve.. Può essere solo che il falso profeta

La prima uscita che fà, ti stampa una benedizione al contrario.. Sbaglia a dire in 3punti l’ ave Maria e sbaglia pure il padre nostro, non l’ ho mai visto inginocchiato di fronte alla croce o al Santissimo..

Alla via crucis la croce non l’ha mai toccata. Fà una lavanda ai piedi a delle donne..

Nemmeno ai sacerdoti

Gesù ha lavato i piedi agli apostoli

Poi vuole vendere i tabernacolì perché hanno oro?

Robe de l’ altro mondo

Ma guarda te siamo impestati di quei negozi di compro oro, chissà perché?