Earthing


Marcello Pamio, Effervescienza inserto del mensile Biolcalenda, www.labiolca.it/effervescienza

Girogirotondo, casca il mondo, casca la Terra…tutti giù per terra”.
Questa filastrocca, che viene insegnata a tutti i bambini fin dall’asilo, oggi assume un significato molto più profondo, e anzi, dovrebbe essere messa in pratica da tutti, adulti compresi.
Prima di spiegare questa affermazione, è necessario addentrarci negli aspetti bioelettrici della Terra.

Il nostro azzurro pianeta, rispetto al Cielo, è l’entità a maggior carica negativa esistente. Se saliamo di altitudine, se cioè ci alziamo dal pavimento, il potenziale elettrico aumenta di circa 200 volt per ogni metro.
Non è necessario essere elettricisti per capire che si tratta di numeri importanti, visto che nelle prese domestiche vi sono 220 volt.
Detto questo, in una giornata in cui il cielo è terso, la differenza di potenziale elettrico, tra la parte più alta della ionosfera e la superficie terrestre, può variare da 250.000 a 500.000 volt!
Un’immagine che ben rappresenta questa situazione è una gigantesca batteria, in cui il polo negativo è la Terra e il polo positivo il Cielo, l’uomo sta proprio nel mezzo: il ponte tra l’alto e il basso.

Quando c’è bel tempo, l’aria non è un buon conduttore di elettricità se non c’è particolato conduttivo (nanoparticelle, inquinanti, ecc.), soprattutto vicino al terreno, ma non è neppure un isolante, per cui una corrente molto debole di elettroni, chiamata “corrente di bel tempo”, fuoriesce dal terreno.
La Natura è perfetta e si riequilibra grazie ai continui temporali: i cumulonembi generano infatti correnti elettriche enormi (la corrente fuoriesce dal suolo nel punto del fulmine e ritorna al terreno, in un perenne riequilibrio generale). A livello globale vi sono continuamente dai 1000 ai 2000 temporali che sviluppano oltre 5000 fulmini al minuto: una corrente dai 1000 ai 2000 ampère, trasferisce continuamente una carica negativa alla superficie della Terra e una carica uguale ma opposta nella parte alta dell’atmosfera. Questo riequilibrio avviene costantemente.

A noi interessa la carica negativa, cioè gli elettroni liberi di scorazzare nel terreno. Perché c’interessano?
L’uomo è costituito da acqua e sali minerali, entrambi eccellenti conduttori, e quando cammina sulla superficie terrestre, possiede una differenza di potenziale elettrico, per il motivo detto prima, tra la testa e i piedi, di centinaia di volt. Questo potenziale induce correnti elettriche che fluttuano continuamente in tutto il corpo, dalla testa ai piedi.
Una persona che vive al secondo piano di una casa, a 4 metri dal suolo, avrà un potenziale elettrico nei piedi di 800 volt e nella testa di 1200 volt: una differenza di potenziale che corrisponde a correnti interne elevate.
E coloro che vivono nei grattacieli a decine e decine di metri dalla Terra? Il principio è semplice: più in alto si vive e più il potenziale elettrico è elevato rispetto al terreno, con le conseguenze per la salute che saranno spiegate più avanti.

Siamo scollegati dalla Terra
La Terra essendo caricata negativamente è ricchissima di elettroni liberi che fluttuano in continuazione, alimentati da fenomeni naturali (radiazione solare, fulmini, ecc.) e si spostano sopra, dentro e attraverso l’organismo umano, se e solo sé, esiste un contatto diretto tra il corpo fisico e il terreno.
L’industrializzazione ha portato alla società tanti benefici, ma altrettanti problemi: uno di questi è proprio lo scollegamento dalla Madre Terra.
Nell’ultimo secolo, abbiamo completamente perduto la naturale connessione elettrica con il pianeta: pavimenti in cemento, scarpe di gomma, materassi e case isolanti. Passiamo 24 ore su 24, scollegati dalla Terra. In questa situazione anormale, il corpo accumula elettricità statica, correnti elettriche indotte dai campi elettromagnetici (cellulari, cordless, wifi, cablaggio domestico, ripetitori, antenne radio e tv, bluetooth, computer, ecc.), e tale elettrificazione artificiale, procura nervosismo, ansia, depressione, tensioni muscolari, dolori e predispone il terreno alle malattie.
Dalla notte dei tempi è risaputo che camminare a piedi nudi alla mattina sull’erba bagnata (l’umidità aumenta la conducibilità elettrica), o sulla battigia di una spiaggia, procura enormi benefici all’intero organismo. Perché non sfruttare questa connessione anche quando si dorme e/o si lavora in ufficio?

La natura dei piedi
La Natura è perfetta, e la pianta del piede non sfugge a questa meravigliosa logica.
La pianta è infatti ricoperta dal più alto numero di terminazioni nervose, circa 1300 per pollice quadrato, ed è dotata del maggior numero di ghiandole sudoripare rispetto a tutto il corpo.
Come mai tutte queste terminazioni nervose e ghiandole sono concentrate proprio sotto i nostri piedi?
La risposa è ovvia: per mantenere un contatto perfetto e ottimale con la Terra, visto che il sudore, ricco di sali, aumenta la conducibilità!

Elettroni dentro il corpo
Gli elettroni liberi, presenti sulla superficie terrestre, una volta entrati nel corpo umano tramite il contatto diretto, interrompono la reazione a catena dei radicali liberi.
Una sovrapproduzione di radicali liberi da parte del sistema immunitario, o una carenza di antiossidanti, determina un’aggressione pericolosa ai tessuti sani (membrane cellulari e DNA) e la loro infiammazione.
Nonostante la brutta fama, i radicali liberi svolgono un servizio utile: sono molecole con carica positiva (manca loro un elettrone) alla ricerca perenne di elettroni per diventare una molecola stabile. Tali elettroni vengono presi da organismi patogeni o tessuti danneggiati, e questa attività uccide germi e microbi.

Non appena tale lavorio rallenta, l’eccesso di radicali liberi, prodotti dalla risposta immunitaria, dovrebbe venire neutralizzato da antiossidanti o elettroni liberi presenti nel corpo. Se nel corpo mancano questi elettroni liberi, se l’alimentazione è inadeguata e si vive in perenne stress, i radicali continuano ad attaccare e ossidare i tessuti sani, diventando molto pericolosi per la salute.
Abbiamo la possibilità di ricevere elettroni gratuiti proprio dalla Terra: la forte carica negativa del nostro meraviglioso pianeta, vincerà la debole carica positiva dei radicali.

La messa a terra
Il corpo in connessione con la Terra è protetto dagli effetti dei campi elettrici ambientali.
Il primo ad individuare i pericoli per la salute derivanti dall’isolamento dalla Terra fu un medico americano, i dr. George Starr White. Nel suo libro del 1940 “Cosmo-Electro Culture for Land and Man”, evidenziava i risultati positivi su sonno, difese immunitarie e diminuzione di dolori ottenuti con il suo sistema per la messa a Terra. Come mai la scoperta sugli effetti salutari della messa a terra è rimasta nascosta per oltre 70 anni?

Gli effetti sul corpo umano
Sempre più studi clinici e testimoniante di persone, sportivi e malati, stanno comprovando che l’Earthing (collegamento a terra) è utile per la salute.
Il corpo connesso a terra, soprattutto durante il sonno, per alcune settimane può ottenere una riduzione dei livelli di stress; normalizzazione dei ciclo del cortisolo (l’ormone dello stress); rilassamento delle tensioni muscolari; riduzione dei fenomeni infiammatori; aumento della bilirubina (eccellente antiossidante); maggiore fluidità del sangue; protezione dai campi elettromagnetici ambientali; accelerazione del recupero da attività sportiva intensa; aumenta l’energia fisica e mentale.

Earthing
Quando il corpo è in contatto diretto con la Terra, mediante camminate a piedi nudi sull’erba, o attraverso un collegamento a terra casalingo che vedremo più avanti, avvengono all’istante diverse modificazioni fisiologiche benefiche. I tessuti conduttivi della matrice organica del corpo si caricano di elettroni liberi, e la conseguenza è che il corpo torna a essere naturalmente un conduttore. In questa situazione naturale, si assiste ad una riduzione rapida dei dolori correlati a infiammazioni croniche dovute ai radicali.
Vengono influenzate positivamente tutte le attività elettriche come quella del cuore, cervello e muscoli, anche dopo solo un’ora; la circolazione sanguigna ne beneficia alla grande.
Il cardiologo Stephen T. Sinatra, non ha dubbi: “l’Earthing è da annoverare tra gli elementi primari per il ripristino cellulare e la riabilitazione cardiaca”.

La messa a Terra in casa
Camminare a piedi nudi nell’erba è facile, ma non si può farlo sempre. Come collegare a Terra il corpo umano dentro una casa o un ufficio isolati elettricamente?
Fisici e ingegneri hanno scelto la Terra come punto di riferimento per tutti i sistemi elettrici: non esiste un potenziale elettrico assoluto, ma quello che viene misurato è sempre la differenza di potenziale tra due punti, e uno è la Terra stessa. Ecco perché si definisce “massa” un oggetto conduttivo collegato direttamente al nostro pianeta.
La famosa “messa a terra” dentro le case è importante per la sicurezza: funge da scarico elettrico, riducendo il rischio di danni alle apparecchiature e alle persone. Quando un componente elettrico o una persona sono connessi a massa, hanno un potenziale elettrico uguale a quello della Terra.

Detto questo, i metodi più semplici per sperimentare l’Earthing in casa è: impiantare un paletto di ferro nel terreno e con un filo di rame connetterlo direttamente a cuscini, lenzuola, coperte, materassi, tappeti e qualsiasi altro oggetto casalingo, ovviamente fatti in materiale conduttivo.
Così facendo, mentre si dorme si è costantemente collegati a Terra e ci si carica di elettroni durante il sonno.
Per le persone che vivono in un condominio, si può sfruttare la messa a terra delle prese elettriche, e cioè il buco centrale di ogni presa elettrica che nelle case, ad eccezione di quelle costruite in passato, è obbligatorio per legge.

Esistono in commercio sistemi pronti, sicuri e collaudati: tappetini per mouse, tappeti per i piedi, lenzuola, sacchi a pelo, tappeti per gli amici a quattro zampe che non escono di casa, ecc., collegati mediante un filo elettrico direttamente alla presa. Altrimenti è possibile farsi aiutare da un elettricista o persona specializzata.
Le prove dimostrano che gli effetti benefici per la salute sono i medesimi sia usando il paletto metallico impiantato, sia la messa a terra della presa casalinga.
Il risultato è che mentre si dorme, si lavora al computer o si legge un libro, si è direttamente collegati alla nostra amata Terra.
In conclusione, Madre Terra da sempre ci ha accolto amorevolmente nel suo grembo e caricato gratuitamente, senza richiedere nulla in cambio. L’uomo, invece di ricambiare il favore, ha pensato bene di distruggere, inquinare, isolare e cementificare l’ambiente, isolandoci e allontanandoci ancor di più.

Per cui, prima che veramente “caschi il mondo”…. mettiamoci tutti “giù per terra”, e iniziamo a rispettare e amare la nostra temporanea casa!

Marcello Pamio

Tratto da “Earthing. A piedi nudi: curarsi con l’energia della Terra”, Clinton Ober, Stephen T. Sinatra, Martin Zucker, ed. Macro.

www.disinformazione.it

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Come gestire la decrescita felice

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CHE SIGNIFICA ESSERE POVERI

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Posted By Gianni Tirelli

“710 miliardi di euro, il costo dell’inattività fisica in America, in un anno”

Anche l’essere umano, al pari di tutte le altre forme di vita, caratterizza la sua originaria natura su un elemento principe e fondamentale che è alla base di ogni sua funzione: il movimento fisico. Il movimento costante e metodico del corpo, ha una funzione rigenerante, purificante, catartica ed equilibrante, atta all’espulsione e alla sintesi di tutte quelle scorie e tossine organiche e psicologiche che il nostro metabolismo produce quotidianamente. Stimola la produzione di endorfine che agiscono sull’umore, fortificando il pensiero positivo.

Stitichezza, mal di testa, mal di schiena, problemi digestivi, tiroidei, cardiovascolari, diabete, tumori e affini, non sono che gli effetti collaterali e le conseguenze logiche di un’immobilità cronica e sistematica, che hanno trasformato l’individuo moderno in un handicappato – paradigma di un’esistenza svuotata da ogni volontà, intraprendenza, personalismo e slancio rivoluzionario. La cura farmacologica, poi, é una ulteriore mazzata alle già precarie condizioni di questo singolare “soggetto” che, oltre al rischio di assuefazione, dovrà pagare gli effetti devastanti delle sue controindicazioni. L’omologazione al ribasso della dignità umana, è il risultato indotto dell’inattività fisica e della supina accettazione del dogma liberista. Quelle che oggi sono definite “le comodità” e che, diversamente dai propositi, si sono rivelate come l’inedita schiavitù di un inferno quotidiano, hanno drasticamente e drammaticamente azzerato la soglia di sopportazione del “dolore” e tradotto ogni atto e pensiero in dipendenza e inettitudine morale, terreno di cultura del vizio, dell’ozio e della perversione.

Ma noi vogliamo questo e quello: l’aspirapolvere, il frullatore, il vibratore, la lava piatti, l’inceneritore, il trattore, il reattore, il miscelatore, il ricettore, il motore, il condizionatore, il lettore e il traduttore, a fronte di una comodità invalidante, causa di obesità e delle conseguenti patologie da immobilismo cronico. Esiste per tanto un alimento indispensabile e vitale per l’uomo che sempre viene disatteso; IL MOVIMENTO FISICO MOTIVATO. Questo fattore X interagisce modificando, scomponendo, filtrando ed espellendo tuto ciò che di nocivo incameriamo sotto forma di cibo e di liquidi all’interno del nostro corpo. Ragione in più di questi tempi, dove ogni cosa è contraffatta, contaminata, manipolata, dopata, alterata e pompata. Senza l’apporto di questo “Elemento Alimento”, nessun’altra suggestiva dieta o alternativa, sbandierata dalla propaganda liberista, potrà mai dare seri risultati sotto il profilo della salute (che è anche bellezza), della gioia e di un equilibrio psico/fisico costante nel tempo.

In verità, la fatica fisica, applicata ai bisogni primari ed essenziali dell’uomo, ha l’originaria funzione di produrre gioia, appagamento, salute e concorre all’interazione creativa con il resto del mondo e delle sue ragioni, generando conoscenza e spiritualità. Ogni problema di natura psicologica e neurologica, non può accampare alcun diritto nell’ambito dell’attività dell’individuo mobile, essendo lo stesso, per sua natura, repellente, impermeabile e incompatibile con intromissioni di natura psicotica.

Noi, che dovremmo essere api e formiche, ci siamo ridotti a cicale e termiti. Questa condizione, protratta nel tempo, è trasfigurata in una vera e propria patologia incurabile, cronica e degenerativa, esente da ogni possibile cura o terapia, che non sia l’azzeramento dell’uomo moderno relativista.

Lo scollamento dalla natura, sommato all’infiacchimento deresponsabilizzante innescato dal processo industriale liberista, hanno prodotto quello che è, oggi, l’uomo immobile; una larva molle e viscida, priva e privata da ogni capacità reattiva, consapevolezza e senso della realtà.

Questa condizione, per stringente e logica conseguenza, ha prodotto, inoltre, un individuo incapace di veri sentimenti, costringendolo ad uno stato di dissociazione perenne e alterando ogni confine fra la follia e la realtà.

Del resto, anche la qualità e la forza delle emozioni sono il risultato di impegno, di consapevolezza e discernimento e, tutte, fanno capo a quell’impulso rigeneratore e rivoluzionario che trasforma l’uomo in credente, e l’immobilità in azione: la volontà.

Le inette, pavide e rammollite società liberiste occidentali, incancrenite e imbrigliate fra le nodosità di una burocrazia carceraria e da uno stle di vita parassitario, sono destinate (a breve) a soccombere di fronte all’invasione delle popolazioni dei paesi più poveri, individui mobili, forti, volenterosi, sani, passionali e pronti a ogni tipo di difficoltà e di sacrificio.

La nostra è una nazione di vecchi rimbambiti e di tanti giovani refrattari ad ogni sforzo fisico (retoriche eccezioni a parte) che pianificano la loro vita di fronte a beceri programmi televisivi di intrattenimento, computer e video giochi, la cui portata diseducatrice e destabilizzante, è totale.

Comunque sia, e da qualsiasi lato la si voglia vedere, le nostre società occidentali (Italia in primis) dovranno pagare il prezzo della loro immobiltà, inadeguatezza e presunzione.

E’ tempo di alzare il culo dal divano delle libertà e impugnare la zappa per produrre vera energia. Non siamo che un branco di debosciati al servizio delle nostre debolezze, paure e dipendenze.

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studio pubblicato su The Lancet

«L’inattività fisica? Uccide quanto il fumo»

Un terzo della popolazione adulta non pratica sufficiente movimento. «Ogni anno ne muoiono 5,3 milioni di persone»

MILANO – Muoversi poco fa male fino a morirne, tanto quanto fumare sigarette. Ogni anno 5,3 milioni di persone morirebbero nel mondo a causa dell’inattività fisica, un dato importante e allarmante che viene commentato e analizzato in uno studio scientifico appena pubblicato su The Lancet, non a caso proprio in concomitanza con l’apertura dei giochi olimpici di Londra.

LA RICERCA – I dati pubblicati su The Lancet sono stati raccolti da un gruppo internazionale di 33 ricercatori, provenienti da diversi Paesi del mondo, in occasione del numero della rivista scientifica dedicato allo sport e all’Olimpiade 2012: mentre il mondo sta seduto sul divano a guardare i pochi atleti virtuosi far movimento, infatti, dimentica di svolgere anche il minimo indispensabile di attività fisica quotidiana. Pari, sostengono gli esperti, a circa 30 minuti di passeggiata blanda almeno 5 giorni a settimana, magari solo per fare la spesa, di lavori di casa, di giardinaggio, o a 20 minuti di sport almeno 3 volte a settimana (corsa, nuoto, bici, ma anche fare le scale o allungare il passo al parco sotto casa). Un terzo della popolazione mondiale non raggiungerebbe nemmeno questa soglia base di movimento mettendo a duro rischio la sua stessa vita. Un male pandemico, sostengono i ricercatori, che in quanto tale andrebbe curato con interventi governativi, soprattutto nei Paesi occidentali più industrializzati, dove la soglia di attività fisica è più bassa che altrove. Così come si registrano preoccupanti tassi di sedentarietà tra i giovanissimi: nella fascia di età tra i 13 e i 15 anni 4 ragazzi su 5 non si muoverebbero abbastanza.

UN MALE MORTALE – Oltre ai giovani, come è più ovvio anche con l’età tende a scendere il numero di minuti quotidiani dedicati a una passeggiata, o a un po’ di sport. Con l’età peraltro, sarebbero le donne a optare per stili di vita sedentari. Incrementando i preoccupanti numeri di morti per inattività fisica: nel 2008 furono 5,3 milioni su un totale di 57 milioni di morti in tutto il mondo per malattie. Dunque uno su dieci, in misura analoga a i decessi causati da patologie come diabete, cancro ai polmoni, malattie del cuore. E pari anche ai decessi causati da altre cattive abitudini mortali, come le sigarette, o all’obesità dovuta a uno stile alimentare insano. Lo stesso studio ha anche provato a fare una proiezione sulla soluzione al problema: se il livello di inattività calasse almeno del 10 per cento, si potrebbero salvare ogni anno mezzo milione di vite umane.

Eva Perasso18 luglio 2012 (modifica il 19 luglio 2012)

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Inattività fisica

Condurre una vita sedentaria, collegata ad una cattiva alimentazione, comporta lo sviluppo di importanti patologie quali:

  • obesità;
  • diabete di tipo 2;
  • ipertensione arteriosa;
  • aumento dei livelli di colesterolo totale e LDL nel sangue;
  • aumento dei livelli di trigliceridi nel sangue;
  • malattie cardiovascolari (infarto, miocardico, ictus, insufficienza cardiaca);
  • insufficienza venosa;
  • osteoporosi;
  • artrite;
  • tumori.

Svolgere una attività fisica regolare e moderata permette perciò di mantenersi in buona salute, andando ad intervenire positivamente sui fattori di rischio cardiovascolari: permette infatti di abbassare la pressione arteriosa, permette di perdere i chili in eccesso, aumentare il colesterolo HDL bruciando i grassi, diminuire i valori dei trigliceridi nel sangue, aiuta a prevenire e controllare il diabete migliorando la tolleranza al glucosio, fa diminuire la voglia di fumare, è un elemento antistress. Per attività fisica si intendono non solo le attività sportive ma anche semplici attività quotidiane quali fare le scale, camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici. Un cuore allenato con una attività fisica regolare è un cuore che si mantiene giovane, diventa più robusto e resistente alla fatica, permette di far vivere meglio la quotidianità e si accompagna a un umore positivo, condizione che contribuisce a vivere più a lungo. L’attività aerobica aumenta infatti la richiesta di ossigeno da parte dell’organismo e il carico di lavoro di cuore e polmoni, rendendo la circolazione più efficiente.

In Italia, in media, il 34% degli uomini e il 46% delle donne non svolgono alcuna attività fisica durante il tempo libero.

Informazioni tratte dall’Istituto Superiore di Sanità.

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14 marzo 2013 | Autore

di Gianni Tirelli

LE FABBRICHE: UNO STRUMENTO DI SCHIAVITU’ INDOTTA DAL BISOGNO PRIMARIO
Un uomo, costretto a lavorare otto ore ogni santo giorno (che piova o tiri vento), per quarant’anni della sua vita dentro una fabbrica malsana, caotica e assordante, per miserabili 1000 euro al mese, non solo è un irresponsabile ma (senza il dubbio di essere smentito), uno psicopatico. Questo, vale anche per le otto ore svendute di fronte ad un computer, o alla guida di un Tir, o alla cassa di un supermercato. Questa non è la vita o estrema condizione di sopravvivenza, ma stato vegetativo. E mai nella storia del mondo si era raggiunto un tale livello di SCHIAVITU’ e di FOLLIA!! L’uomo ragionevole, muore per un calcio sferrato dal suo cavallo, per essere caduto ubriaco dal fienile o colpito da un fulmine in una notte di tempesta, mentre cerca di radunare il suo gregge di pecore. L’uomo ragionevole, muore annegato, dopo essere caduto con la sua bicicletta in un fossato, di notte, tornando dall’osteria verso casa.
L’uomo ragionevole, muore soffocato dall’ultimo boccone della sua cena o avvelenato dalla puntura di una vipera – muore per un colpo di pugnale al cuore, sferratogli dal suo acerrimo nemico, per una parola di troppo – muore di fatica, dopo avere dissodato, con la sola forza delle sue braccia, un campo di patate. L’uomo ragionevole, muore da uomo, sereno, fra le quatro mura della sua casa di pietra, circondato dall’affetto dei suoi cari, perché la memoria delle sue azioni, sia da conforto per tutti quelli che lo hanno amato. L’uomo ragionevole cerca l’autonomia e la libertà, in una condizione d’autenticità, e di qualità della vita. Diversamente, meglio sarebbe per lui, vivere di espedienti e trovare ristoro, nel freddo di una baracca di lamiera e cartone, e che fosse la carità, a soddisfare i suoi bisogni, e le notti stellate, i suoi sogni.
Il mito dell’alfabetizzazione poi, e della scolarizzazione obbligatoria, sdoganato dal Sistema come riscatto ad una condizione di ignoranza, accesso alla società civile e come presupposto per un lavoro dignitoso (mortificando così, il lavoro della terra, vera conoscenza, tradizioni, principi e valori), è miseramente defunto.
La perdita di autonomia e autosufficienza (un tempo valore fondamentale dell’illuminata società contadina), ci ha relegato dentro una schiavitù senza catene, omologando gli individui e privandoli dei personalismi, immaginazione e slanci rivoluzionari. Per il Sistema una vera pacchia!!
Quella che oggi, impropriamente, viene definita “la cultura”, si è rivelato arido apprendimento, improduttivo e inconcludente.
Quanti giovani, oggi, hanno buttato il loro prezioso tempo, chini sui banchi di scuola, dentro atenei caotici, fra master e improbabili specializzazioni? Quanti hanno rinunciato a vivere, per rincorrere, il mito di una laurea, svuotata di ogni significato e intenzione, per coronare l’ambizione dei loro padri? Quante energie e sudati risparmi, è costato tutto questo?
Meglio sarebbe stato per loro zappare un campo, coltivare patate – raccogliere i frutti della fatica, dando alla propria esistenza, un senso, una dignità e una vera libertà.
Che futuro avranno mai questi ragazzi, quando oggi, il Sistema, li ha derubati dalla capacità di volare, da soli e liberi, incatenandoli all’illusione e alla paura?
Meglio sarebbe stato per loro impastare cemento, costruire una casa di pietra, sulla collina, fra i sugheri le querce – poi al tramonto, rincasare, e perdersi nella magia dei sorrisi e garriti di gioia, di marmocchi analfabeti, gonfi d’amore e di sincera meraviglia.
L’uomo di quest’epoca insensata si deve dunque ribellare, e riappropriare dell’unica cosa che è capace di produrre miracoli, e in grado di riesumare autentiche passioni e vere motivazioni: la Terra. La Terra, è il vero potere! Il solo potere al quale possiamo serenamente sottometterci sapendo che, domani, per noi sarà un altro giorno. Un giorno nuovo, pieno di aspettative e di speranze, di sana fatica, sereno riposo e di felicità.
La tanto rivoluzione industriale, ci ha regalato due guerre mondiali (70 milioni di morti) con annesso, bomba atomica, nazi-fascismo e liberismo relativista. Quest’ultimo (il peggiore di tutti i mali), decreterà la fine del mondo occidentale.
Oggi, la parola é diventata numero e quindi calcolo e bieco opportunismo, quando, fino a ieri (prima dell’infausta rivoluzione industriale), era sinonimo di evasione e di cultura.
La capacità di sapersi adattare alle circostanze, rende gli uomini autonomi e per questo liberi. Questa prerogativa, è resistita nel tempo per tutto il corso della storia umana, per poi impantanarsi e soccombere nelle società post-industriali consumiste e idolatre.

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5 dicembre 2012 | Autore

di Gianni Tirelli

Presentazione di Paulina Vasil’evna

Il pragmatismo concettuale ideale di questo testo, che diversamente ci porterebbe lontano dal suo vero scopo, deprimendone la sua reale efficacia e potenzialità empatica, si propone di fissare, a volte con volute sottolineature, le cause e gli effetti catastrofici prodotti dal Sistema Liberista Relativista. Un piano demoniaco che ha annichilito e reso sterile ogni principio etico e morale, ritenendoli ostacoli insormontabili al suo piano di omologazione delle coscienze e di commercializzazione dell’effimero, e dando così il via ad un processo di distruzione sistematica dell’ecosistema.

Un punto di vista inedito e libero da formule precostituite, retoriche e pregiudiziali.

Questa raccolta di considerazioni a tutto campo, che descrivono con lapidaria lucidità profetica, l’estrema condizione di una umanità che si avvia a porre fine alla sua “apparizione”, ha lo scopo e la presunzione di infondere nel lettore, consapevolezza, e scuoterlo dal torpore della rassegnazione e di stordimento, dentro il quale il Sistema Bestia lo ha fatto precipitare. Diversamente, potrà condividere con l’autore le tesi qui espresse, rafforzando le ragioni del suo dibattere o, in ultima ipotesi, ritrovare una parte di se; dimenticata o nascosta, incompresa o mai detta, inespressa o inesplorata.

“L’attuale crisi che il mondo sta vivendo, non è transitoria – afferma Tirelli – ma è l’inizio del crollo a caduta libera del Sistema Potere – e continua :“ Soluzioni vere per contrastarla non esistono, se non palliativi di facciata che ne renderebbero ancora più penosa l’agonia, ritardando la sua necessaria e tragica fine.

Questo libro raggruppa inoltre una serie di articoli pubblicati da molti quotidiani e settimanali fra i più rappresentativi dell’editoria italiana e tutti, dai più prestigiosi Blog, Siti, e Social Network nazionali e internazionali.

Temi filosofici, sociali, religiosi e ambientali, si alternano a riflessioni, racconti e pensieri a tutto campo, risultato di una capacità di analisi non comune, consegnandoci, a volte con ironia e sarcasmo, a volte con risentita indignazione, il suo spietato sguardo sul mondo insensato della nostra epoca alla fine del suo ciclo.

“Una speculazione ampia e priva di buone maniere. Concetti a volte densi e a volte secchi che non lasciano adito a qualsivoglia opportunismo.

Gianni Tirelli affonda il suo bisturi tagliente dentro la sicumera della modernità, e ce ne mostra il corpo malato e in putrefazione”.

Angelo Gaccione

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6 ottobre 2012 | Autore

Ciò che definiamo metaforicamente il “Diavolo” si inquadra in un’entità priva di qualsiasi forma di volontà, risultato ultimo di una mutazione indotta dalla degenerazione della coscienza individuale, che al valore etico della verità e alla passione intellettuale volta al suo conseguimento, ha sostituito l’inettitudine, la paura, il dubbio e la mercificazione della dignità!

Nelle nostre società “moderne”, ci sono sempre più individui che pur di scansare ogni fatica fisica, morale e psicologica, si adattano al peggio, tradendo così ogni vero sentimento umano, di amore e di valori. In questo modo, imparano a mentire e a fingere (sia con gli altri che a se stessi) in una sorta di commedia dell’assurdo che si propone di contrastare e placare un pungente disagio psico/somatizzante, prodotto da una paura esistenziale paranoide e dall’intima vergogna, relativa a un’auto stima ai minimi termini – fino a confondere, in seguito, la realtà con la commedia. Le attenuanti, poi, intervengono come elementi dopanti di deresponsabilizzazione e sistematica maldicenza, accusando gli altri di essere la vera causa dei nostri problemi e fallimenti!

In molti casi, una tale condizione, innesca una sorta di particolare sindrome di Stoccolma, rivisitata in chiave sociale e applicata ad un perverso rapporto di coppia. In questo modo, si condivide e si partecipa alla follia dell’altro per non impazzire, condividendone i lati più oscuri e schizofrenici e assecondando supinamente ogni sua scelta e malato desiderio. In questo caso, la vittima viene assimilata e risucchiata gradualmente, all’interno della personalità del carnefice, fino a divenirne lei stessa, parte integrante e dominante.

Il caso Olindo e Rosa, benché estremo, rappresenta al meglio la condizione di traghettamento delle personalità sopra da me descritto. Sono entrambi vittime, e carnefici allo stesso tempo. Non esiste alcun sentimento d’amore che li leghi, ma solo un profondo e reciproco odio e disprezzo. Il collante di questa unione è relativo ad una solitudine incommensurabile foriera di autodistruzione – uno stato di profonda angoscia e di paura, che ne caratterizzano la profonda debolezza psichica, umana e morale di entrambi. E’ il classico “rapporto salva vita”, intriso di incongruenze, contraddizioni, assurdi ed ossimori, venendo a mancare il quale, i due soggetti sono predestinati al suicidio.
E’ la vittima esausta e rassegnata, impotente di fronte al dolore, che cerca conforto fra le braccia del proprio carnefice, accettando incondizionatamente il suo volere e annuendo ad ogni sua conclusione e decisione. Ma la strategia dell’abbandono totale fra le fauci del carnefice, funziona solo in parte. Questo perché, nella vittima, persiste a volere vivere una residua consapevolezza, che alimenta il tormento indotto dai sensi di colpa e dalla frustrazione da fallimento.
La stessa vittima, è carnefice della propria dignità, autostima e volontà, sacrificate a fronte di una pace illusoria, che ha la stessa durata del ragionamento che l’ha formulata. Uno stato di liberazione, da sempre agognato e mai acquisito.
E’ la paura, in una tale circostanza, a dettare le regole del gioco e per tanto, ogni scelta non fa che peggiorare una tale condizione relegando l’individuo “vittima”, in una sorta di prigione mentale che condizionerà i sui atteggiamenti e comportamenti, e senza alcuna via di uscita.
Una condizione del genere, può protrarsi nel tempo fino a quando, superato il naturale e logico limite di sopportazione, esploderà in tutta la sua violenza e virulenza per degenerare in tragedia.
A questo punto, il soggetto in causa, si trova di fronte a tre opzioni:
a) Optare per il suicidio come liberazione dal tormento.
b) Rifugiarsi nella follia come estrema condizione di vita.
c) Mettersi al servizio del maligno, incondizionatamente, rinunciando per sempre alla propria coscienza e individualità.
Oggi, la terza di queste scelte estreme (la c) è la più gettonata, a dimostrazione di un mondo in balia della distruzione sistematica dell’ambiente, della morale e di ogni principio etico.
La fine dell’umanità, quindi, è un dato certo, incontrovertibile e ragionevolmente auspicabile.
“Un essere umano, è parte dell’INTERO che chiamiamo Universo; una parte limitata nel tempo e nello spazio. Ha un’ esperienza di sé, dei suoi pensieri e sentimenti come fosse separato dal resto; una sorta di illusione ottica della sua coscienza. Questa illusione è per noi come una prigione, che ci limita ai nostri desideri personali e all’affetto per le poche persone che ci sono vicine.
“Il nostro compito è di liberarci da questa prigione, ampliando la nostra cerchia di compassione per includere ogni creatura vivente e l’intera natura nella sua bellezza”. Albert Einstein

Gianni Tirelli

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18 agosto 2012 | Autore

Il pane è cibo primordiale. E’ il nutrimento per eccellenza e vita esso stesso. Il suo significato non si può limitare al solo valore alimentare, ma va ben oltre, toccando tutti i momenti più importanti della vita dell’individuo e della comunità, fino a diventare simbolo di fede o mezzo magico, per evocare i fantasmi e le paure, l’angoscia e la solitudine dell’umanità. E solo mangiandolo l’uomo può lenire la propria sofferenza!

Il famoso detto “pane al pane e vino al vino” é un’ espressione con la quale si vuole evidenziare il lodevole comportamento di chi, in ogni circostanza, sa esprimere, con franchezza e senza timori reverenziali verso qualcuno, il proprio parere positivo o negativo.

“Pane al pane e vino al vino”, sono parole fondamentali, dotate di una potente carica semantica, utilizzate come metafore e figure letterarie, come modelli delle verità più immediate, dei significati più profondi e più elementari. Per il fatto di essere tra i più antichi segni umani della terra, il pane e il vino diventano simboli della nostra stessa identità.” Così, il prof. Cusumano ha spiegato come questi frutti di una storia e di una cultura millenaria siano congiunti alla radice sia sul piano alimentare che su quello linguistico e ha riportato ampie e interessanti esemplificazioni documentate nella letteratura orale e popolare e nei riti e negli usi tradizionali.

Per tutto questo, diciamo ancora «pane al pane e vino al vino», per chiamare le cose con il loro nome, per restituire, in un tempo difficile e confuso, significato e valore alle parole, per ritrovare il senso vero e profondo della realtà che rischiamo di perdere, abbagliati dallo sfavillio dell’effimero che oggi abita le nostre vite.

Il cibo, come il sesso e poche altre cose, sono in grado di procurarci quell’innocuo e rigenerante “piacere” che ci pone nella posizione, un gradino più in alto, nella scalata che tentiamo di compiere per il raggiungimento della felicità. Ma oggi il cibo e il sesso, come ogni altra cosa, che siano emozioni, aspirazioni, atmosfere o passioni, verità o bellezza, giustizia o libertà, non sono che orpelli – gli elementi dissonanti e caricaturali di una società che ha trasfigurato la sua originaria vocazione, in una messinscena carnevalesca, volgare, deprimente e chiassosa.

Quale stupido può ancora credere che sia la fame di pane a ricompattare le masse occidentali consumiste e accendere rivolte e sommosse contro il Sistema Bestia che, giorno dopo giorno, a vampirizzato le nostre vite e oscurato il futuro dei nostri figli? Non è forse più plausibile e drammaticamente reale, pensare (visto il livello di omologazione e di dipendenza), che l’inevitabile e imminente ribellione sociale sarà scandita al grido di “prendeteci tutto – ma non il cellulare, ridateci le fabbriche – non fateci zappare”?.

Oggi tutto è anacronistico, fuori luogo, equiparabile e relativizzabile. Per tanto, il pane ed il vino della modernità (lontani dall’essere assunti a parametri di riferimento e di comparazione dei nostri bisogni essenziali), non hanno più valore di un abbonamento a Sky, di un derby calcistico, di una crema anti rughe, di una ricarica telefonica, di un reality, di un condizionatore o di un aperitivo al bar.

Ogni cosa che rotea in questo grottesco Luna Park delle illusioni (un paese dei balocchi progettato da Satana in persona), è l’esatto contrario di come dovrebbe essere. E così, il pane non è il pane e il vino, un intruglio chimico dagli effetti inquietanti. Ogni cosa è un’altra cosa, manipolata, filtrata e contraffatta dall’ingegnosa opera di multinazionali criminali, che per facilità di applicazione e mero profitto, hanno anteposto la forma al contenuto e la licenza alla libertà. Niente oggi, ha più sapore, odore, calore e colore!! Tutto è piatto e neutro come il grafico delle nostre emozioni e della nostra conoscenza delle cose. Nessun atto d’amore è contemplato nel Mercato del Grande Malfattore, ma solo brama di ricchezza e di potere, volti alla soddisfazione di vizio e perversione.

La rabbia dei giovani, che presto esploderà in tutta la sua potenza e violenza, non sarà, dunque, relativa alla richiesta dei beni essenziali, ma degli effimeri. Un caso unico per eccezionalità nella storia dell’uomo ma un classico del relativismo, dove ogni cosa è lecita e, le attenuanti soggettive, vengono sdoganate come supremo atto di libertà.

Oggi nessuno sa zappare, seminare, raccogliere, accendere un fuoco, cacciare, riconoscere le piante e le loro proprietà. Nessuno sa interpretare i segnali provenienti dalla natura. L’uomo moderno è privo di ogni tipo di intraprendenza e non è assolutamente in grado di potersi adattare ad avvenimenti catastrofici di portata planetaria. Tutto quello che rimane, siamo certi che sia cultura? Certo che no!! Solo arido, meccanico apprendimento, fine a se stesso – pensieri geneticamente modificati (PGM) da un meccanismo di contraffazione e da un’opera di mistificazione che, in questo modo, li ha resi sterili e quindi improduttivi.

La vera cultura, all’opposto, è un manuale di sopravvivenza, pratica, morale e spirituale che, nell’ indipendenza, autonomia, e nell’autosufficienza, conforta le ragioni dell’esistere e della libertà di scelta.

Per tutti questi motivi, l’uomo monco di questo secolo nefasto, soccomberà, schiacciato dal peso della sua ottusità, ignoranza e stupidità, mettendo così fine alla sua apparizione sul pianeta terra.

“L’orto è una grande metafora della vita spirituale”, scrive Enzo Bianchi nel suo libro “Il pane di ieri”. E continua, “anche la nostra vita interiore abbisogna di essere coltivata e lavorata, richiede semine, irrigazioni, cure continue e necessita di essere protetta, difesa da intromissioni indebite. L’orto, come lo spazio interiore della nostra vita, è luogo di lavoro e di delizia, luogo di semina e di raccolto, luogo di attesa e di soddisfazione. Solo così, nell’attesa paziente e operosa, nella custodia attenta, potrà dare frutti a suo tempo.”

Gianni Tirelli

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28 luglio 2012 | Autore

L’uomo che non possiede terra, che non dissoda, non semina e non raccoglie i suoi frutti benedetti, non può considerarsi tale, ma elemento improprio di un disegno imperturbabile e di un habitat in cui non si riconosce.
Questa inedita specie umana, è come un’ape senza fiori, un pesce senza mare, un albero senza radici, un uccello senza cielo, una religione senza Dio, un cuore senza passione, e una vela senza vento.
Non siamo che gli ingranaggi consunti e arrugginiti, di un meccanismo perverso e pervertito, i cui costi relativi alla sua manutenzione e alla bonifica di tutte le scorie tossiche prodotte e disperse sul territorio, superano di gran lunga i benefici apportati alla comunità (nel senso di qualità della vita e di felicità), e gli stessi guadagni.
La capacità di sognare, di amare, di credere e di sperare, sono tutte il prodotto di quel rapporto simbiotico (scambio mutualistico) che, da sempre, l’essere umano ha avuto e coltivato con la Terra, madre indiscussa del nostro destino. Una Terra oggi, straziata, vilipesa, violentata e stuprata da un orda di diavoli dai bianchi colletti e cravatte chiassose, che hanno mercificato con Satana, il sangue e il futuro dei nostri figli a fronte di vizio e di perversione.

Quelli che poi definiamo, “disturbi del sistema nervoso”, in sintesi, non sono che gli effetti indotti dal drammatico scollamento che la “modernità” ha prodotto fra l’uomo e la natura, e quindi fra le varie e infinite entità spirituali.
Una buona parte del vecchio mondo ha resistito fino a 60/70 anni fa, dopo millenni in cui l’uomo (quello veramente sapiens) traeva ogni suo sostentamento, vera gioia e vero dolore dalla Madre Suprema; la TERRA.
Le nostre paure più perverse prodotte dalla “modernità relativizzante”, invalidano le nostre scelte e comportamenti quotidiani – e sono il logico risultato di questo scollamento fra uomo e natura.
Le tradizioni, il rito magico, l’iniziazione, il folclore, il timore dell’inconoscibile, erano le fondamenta etiche di un vivere consapevole. Oggi siamo sommersi dal Nulla e avvolti in un dolore pungente dal quale non ci possiamo liberare. E non servono farmaci, droghe e isterica allegria, per lenire il nostro dolore esistenziale! E’ tempo di pacificazione con la natura; abbandonare le città per affondare le nostre mani nella terra – zappare, seminare, raccogliere, e in fine, sperare. Questa, é la sola e vera conoscenza e medicamento e cura, per tutti i nostri mali: ritrovare la nostra vera essenza, le emozioni, le atmosfere, la magia, il silenzio e la Fede, senza la quale, nulla ha un senso.

In passato, il culto religioso, in tutte le sue molteplici e diverse forme, si esprimeva come liturgia di ringraziamento, al fine di ingraziarsi la benevolenza del Cielo perché non si interrompesse quello stato di grazia, che la natura dispensava agli uomini, con magnanimità e in abbondanza.

L’ateismo dilagante nelle società occidentali consumiste e relativiste (e che le rappresenta in quanto, tali), è la logica risultante di un disagio fisico, psichico ed esistenziale di massa, frustrante, paranoide e vendicativo, che si dissocia da ogni concetto di bene comune e di solidarietà. Un atteggiamento totalmente riverso su uno sterile opportunismo individuale e chiusura verso l’esterno.
Per tanto, la felicità, oltre ad essere sinonimo e presupposto di fede e di speranza, induce gli animi alla benevolenza e i cuori alla passione, mitigando così, le loro pene passeggere e collocando il dolore e la morte nella sfera di quelle ineludibili necessità strutturali che, come la gioia e la salute, esaltano e corroborano il mistero della vita. Consapevolezza, autostima e sentimento di pacificazione, poi, sono strettamente correlate a quella condizione ideale che solo la felicità, può produrre.

E i riti propiziatori arcaici (in alcuni casi con il sacrificio di animali e, più rari, di vite umane), avevano l’intento e lo scopo di farsi mediatori per intercedere a grazie, favori e perdono.
In quest’epoca moderna caratterizzata da un’idolatria di quart’ordine, dove si mitizzano star della musica, calciatori, piloti, attori, politici nani, zoccole e imprenditori inquinatori, il concetto di “divino” è stato per sempre cancellato da ogni azione umana, sentimento ed emozione. Una portata di fuoco diseducatrice e mistificatrice, che il Sistema Bestia ha messo in atto, per mercificare (senza più alcun ostacolo di natura etica e morale), la sua effimera e immonda mercanzia.

Il mondo contadino del passato, che rappresentava un buon 99% della popolazione, era caratterizzato dall’autonomia e dall’autosufficienza e, ogni singolo o gruppo, definiva e determinava una sua “ragion d’essere”, sulla soddisfazione dei bisogni primari ed essenziali, relativi e dipendenti al territorio; alla sua capacità di produrre beni e privilegi (acqua, fertilità, energia) e sulla spinta propulsiva di consolidate tradizioni e ataviche credenze. Diversamente da oggi e, in antitesi con le ingenue teorie illuministe, ogni ragione si era compiuta ormai da tempo e, nell’individualismo prolifico veniva sancito il sacro valore della diversità.

Oggi la scienza arida e opportunista, ha fatto scempio di ogni valore e principio, mercificandoli in cambio di illusione e vane promesse e relegando l’umanità, nel crepuscolo di un limbo gelatinoso, svuotando gli uomini da ogni loro oggettiva e arbitraria responsabilità e prospettiva.
La forza di volontà che, in passato, aveva la funzione, lo scopo e la potenza di produrre diversità e merito, è venuta meno, per trasfigurare in omologazione e supina accettazione.

Oggi non c’è più trippa per gatti! Il lavoro non paga e, quel che è peggio, ci abbruttisce e ci incattivisce, rendendoci refrattari ai bisogni degli altri e, sempre più vulnerabili, al dolore e alla malattia.
Meglio restare chiusi in casa, fermi, immobili, nella trepidante attesa della grande implosione del Sistema. Così, non c’è più niente da comprare, da consumare, niente su cui investire, niente da dire, a cui credere e in cui sperare. Quale politica, quali manovre, quali beni di rifugio!! Sviluppo, crescita, ricerca, sono le parole vuote di un ritornello dissonante e fastidioso che, gli stessi autori non hanno più il coraggio di intonare.

Il Sistema, del resto, campa proprio in virtù di tali aberranti comportamenti, e su una conclamata stupidità della gente che, nel tempo, è trasfigurata in una particolare forma di schiavitù dai bisogni virtuali, del tutto inefficaci e sicuramente devastanti per la salute.

Una terza causa dell’impoverimento della società, è dovuto alla perdita di quella conoscenza di base che, un tempo, era sinonimo di autonomia e di autosufficienza dove l’individuo, era unico e solo artefice e responsabile della propria condizione.
Per tanto, lo scollamento radicale dell’uomo dalla terra, è la sola e vera causa della tragedia umana, morale e di civiltà che, presto, esploderà in tutta la sua potenza con tutte le conseguenze del caso.

Ergo (con il senno di poi) avremmo dovuto investire in beni duraturi, essenziali e non soggetti a contraffazione, immuni da ogni possibile interferenza industriale che ne potesse contaminare la loro natura.
Questi sacri doni che, fin dall’alba dei tempi, hanno determinato la condizione umana e le sue imprescindibili e originarie ragioni, si attestano negli elementi di, Terra, Acqua, Aria e Fuoco, in virtù di un quinto, fondante, creatore e generatore di ogni cosa che, nella Fede, esprime tutta la sua potenza e natura trascendente: Dio.

Gianni Tirelli

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8 luglio 2012 | Autore

Il “Crac” della Parmalat ha messo sul lastrico piccoli azionisti, pensionati, lavoratori, migliaia di famiglie e risparmiatori!! Nonostante questo, é ancora il latte più venduto in Italia a riprova del fatto che questo popolo non è che un branco di imbecilli, incapaci di farsi rispettare! Ma c’é di più!! E’ un latte di merda!! Ma a prescindere dalla sua qualità, questa mia esternazione voleva semplicemente sottolineare la codardia e il pressapochismo della gente italica!! Non siamo in grado di dettare le condizioni perché totalmente di pendenti dal Sistema!!
Se non puniamo in maniera esemplare chi attenta al nostro portafogli e alla nostra salute, rinunciando tutti insieme ad acquistare quei beni di dubbia qualità, che ci spacciano come miracolosi e miracolistici – e per la gran parte testati sulla pelle di animali innocenti, vittime sacrificali del Sistema di Satana – avremo perso per sempre l’occasione di dare alla locuzione, “società civile”, il suo autentico significato etimologico.

LISTA DEI PRODOTTI TESTATI SU ANIMALI: BOICOTTIAMOLI! DIFFONDETE E CONDIVIDETE

Questo è l’elenco delle aziende/holding definite “gravemente negative”. I prodotti Holding, sono da cancellare dalla

lista della spesa. Alcuni nomi li conoscerete di certo, altri forse meno.
Stampate e divulgate, perché le persone hanno il diritto di sapere la verità che si cela dietro un bagnoschiuma o una bibita. Gli animali muoiono a miliardi e moltissime persone non sono al corrente di questa carneficina.

I PEGGIORI: LA MULTINAZIONALE PROCTER & GAMBLE
Multinazionale chimica simbolo dello sfruttamento industriale degli animali nella vivisezione:
Ace, Apc, Ariel, Asciugatutto, AZ,
Baleno, Bolt, Boss, Bounty,
Camay, Clearasil,
Dash, Demak’up, Dignity, Dora, Douss Douss Intima,
Eukanuba, Experience,
Febreze,
Gentile,
Head&Shoulders,
Iams, Infasil, Intervallo,
Kukident,
Laura Biagiotti, Lenor, Lines, Linidor,
Mastro Lindo, Max Factor, Medinait, Milton, Mister Verde,
Napisan, Nelsen, Noxzema,
Oil of Olaz,
Pampers, Pantene, Poffy, Polin, Pringles, Può,
Senz’acqua, Spic&Span, Swiffer,
Tampax, Tempo, Tide, Topexan, Tuono,
Viakal, Vicks, Victors,
Zest

IGIENE e CURA DELLA PERSONA
Acquafresh, Adidas, Alviero Martini (profumi), Atkinsons, Axe, Antica Erboristieria, AZ,
Belle Color, Biomedic, Biotherm, Bausch&Lomb,
Cacharel (profumi), Cadonett, Calvin Klein, Camay, Casting, Cerruti (profumi), Chloè (profumi), Chopard (profumi), Clear, Clearasil, Colgate, Country Colors, Coco monoi,
Davidoff, Denim, Dignity, Dimension, Donge, Douss-Douss, Dove, Drakkar Noir, Dunhill,
Elisabeth Arden, Elnett, Elvive, Excellence,
Fabergè, Feria, Fructis Garnier, Fx Studio,
Gattinoni (profumi), Gillette, Giorgio Armani (profumi), Giorgio Beverly Hills (profumi), Glicemille, Gloria Vanderbilt, Grafic, Guy,
Head&Schoulders, Helena Rbubinsten, Huggies, Hugo boss,
Infasil, Intervallo, Intima di Karinzia, Iodosan, Isabella Rossellini’s Manifesto
Jean Louis David, Johnson&Johnson,
Kerastase, Kleenexe, Klorane,
Lactacyd, Lancaster, Lancome, La Roche Posay, Laura Biagiotti (profumi), Lines (assorbenti adulti), Lines Lei, Linidor, L’Oréal, Lux, Lysoform,
Macleens, Matrix, Max Factor, Maybelline, Mennen, Mentadent, Movida,
Karl Lagerfeld (profumi), Kerastase, Kukident,
Neutralia, Nidra, Noxzema, Natura, Neutromed, Neutromed Deo, Neutromed ph 3,5, Nordic Colors
Oil of Olaz, Oral-B,
Palmolive, Palma Ricasso (profumi), Pampers, Pantene, Pepsodent, Phas LarochePosay, Plax, Plenitude, Pond’s, Polident,
Ralph Lauren (profumi), Recital, Redken, Rexona, Rimmel, Rochas, Restive oil,
Senz’acqua Lines, Squibb (dentifricio), Studio Line, Shiseido, Scotonelle, Strep, Sunsilk, Sergio tacchini (profumi),
Tampax, Timotei, Tempo, Taft,
Ultra Dolce Garnier,
Valentino (profumi), Veet, Vichy, Viva Wella, Vital Colors

CURA E IGIENE DELLA CASA
Ace-Gentile, Aiax, Air Fresh, Anitra WC, Ariel, Autan, Ava-Perla,
Baleno, Baygon, Baysan, Bio Presto, Bio Shout, Bolt, Bounty, Bravo, Bref,
Calfort, Cif, Coccolino,
Dash, Dinamo, Duracell, Duraglit, Dixan,
Fabuloso, Fébrèze, Finish,
Glade, Glassex,
Harpic,
Idraulico Liquido,
Lanza, Lavasbianca, Lenor, Lip, Liù, Lysoform,
Mastro Lindo, Mister Verde, Mr Muscolo,
Napisan, Nelsen,
Off!, Omo,
Pril, Pronto, Pin, Può, Perlana,
Raid,
Scottex, Soflan, Sole, Sole di Marsiglia, Svelto, Swiffer, Sidol, Sil
Tide, Tuono,
Vernel, Viakal, Vim-Clorex,
Woolite.

PRODOTTI ALIMENTARI
Algida, Amora,
Bertolli, Buitoni,
Calvè, Carte d’Or, Céréal, Creme Cuisine,
Eldorado,
Findus, Foglia d’Oro (margarina), Friol,
Gerber, Gradina,
Knorr,
Isostad,
Lipton – Ice Tea,
Maizena, Marè, Maggi, Maya, Mayò, Milka, Montania,
Novo Sal, Nestlè,
Pfanni,
Science Diet, Science Plan, Pringles,
Rama, Rocca dell’Uliveto,
San Giorgio, Solero, Sorbetterai di Ranieri,
Tè Ati, Top-Down, Toseroni,
Vigoplus, Vitasystem

BIBITE
Acqua brillante recoaro, Beltè, Beverly, Coca-cola, Chino’, Energade, Fanta, Gingerino recoaro, Ice tea lipton, Isostad, Mirage, Nestea, Nestlè, One-o one, San pellegrino, San bitter, Schweppes, Sprite.

COMPAGNIE AEREE
Trasportano scimmie e altri animali destinati ai laboratori
Aeroflot (Russia), Air Canada, American Airlines, China Eastern Airlines, Air France, Air India, El Al (Israele), Guyana Airlines, Liat (Caraibi), US Airways, Aero Peru, Air Tanzania, Amerijet International, Continental, Japan Airlains, lufthansa, Sabena.

MANGIME PER ANIMALI,GRUPPO MARS:
Waltham
Cani: Chappi, Pedigree, Cesar, Royal Canin (tutta la linea).
Gatti: Frolic, Whiskas, Sheba, Kitekat, Catsan (sabbia), Royal Canin (tutta la linea)

GRUPPO COLGATE PALMOLIVE:
Hill’s (science diet, canine maintenance), Hill’s Prescription Diet

GRUPPO PROCTER & GAMBLE:
Iams, Eukanuba

GRUPPO NESTLE’:
Cani: Alpo, Felix, Friskies, Mighty dog, Pro Plan, Purina ONE, Purina veterinary diets.
Gatti: Alpo, Friskies (Gourmet), Purina ONE, Pro Plan.

BAYER:
Cani: PRO GRES
Gatti: PRO GRES

NUTRO

e ancora aziende che testano e relativi prodotti:
3M
BAYER
BIC
BRISTOL-MYERS SQUIBB
COLGATE PALMOLIVE
GILLETTE
GLAXO SMITHKLINE
GUCCI NV
HENKEL
JOHNSON & JOHNSON
JOHNSON WAX
KIMBERLY – CLARK
MARS
MONSANTO
NESTLE’
NOVARTIS
NUMICO
PHILP MORRIS
PROCTER & GAMBLE
RECKITT BENCKISER
SHISEIDO
UNILEVER
WARNER LAMBERT
WELLA
3M

Multinazionale di origine statunitense, attiva nei settori dei prodotti industriali, per grafica, sicurezza trasporti, forniture medico/chirurgiche. Prodotti farmaceutici e per l’igiene orale. Prodotti di largo consumo per l’ufficio (Scotch, Post-It) materiali per telecomunicazioni, elettrici, elettronici.

MARCHI: Scotch – Brite
Conduce o commissiona esperimenti su animali (fonte CC 12/00)

BAYER
Multinazionale di origine tedesca, attiva nei settori dei prodotti farmaceutici e delle strumentazioni diagnostiche, nel campo dei polimeri (materiali e gomme sintetiche, fibre tessili artificiali), dei prodotti chimici (colornati ecc.) e nel settore dei prodotti agrochimici (pesticidi, prodotti veterinari, biotecnologie per l’agricoltura)

MARCHI: Autan Baygon Baysan Provado Pin
Membro del BIBRA ( Britisch Industrial Biological Research Association) – Laboratorio inglese di ricerca su animali che effettua esperimenti per conto terzi (spesso cocietà che non hanno l’autorizzazione ad effettuare esperimenti in proprio).
Cliente della HLS. La società è stata classificata dal CEP fra le prime 13 società del mondo in fatto di maltrattamento di animali e per questo motivo oggetto di bicottaggio da parte della SHAC.

BIC
Multinazionale di origine francese nota soprattutto per le penne a sfera, di cui è primo produttore mondiale, ma attiva anche nella produzione di rasoi usa e getta e prodotti per l’ufficio.

MARCHI: Bic
Nonostante l’azienda abbia dichiarato di aver sospeso gli esperimenti su animali, finora regolarmente effettuati, non ha mai comunicato di voler rinunciare a queste pratiche in via definitiva ed è per questo inserita nella lista negativa della PeTa USA (fonte: CC 12/00)

BRISTOL-MYERS SQUIBB
Multinazionale chimico-farmaceutica, sorta dalla fusione della Bristol Myers con la Squibb, leader nella produzione di prodotti farmaceutici, attrezzature mediche e prodotti dietetici ma attiva anche nell’industria cosmetica

MARCHI: Squibb dentifrici Saugella
Effettua esperimenti su animali e, per questo motivo è da anni oggetto di boiocottaggio dalla PeTa USA ( fonti EC 52/98 e 64/00)

COLGATE PALMOLIVE
Multinazionale di origine statunitense, produce e distribuisce in tutto il mondo prodotti per l’igene orale, (controlla circa la metà del mercato mondiale dei dentifrici), prodotti per l’igene personale e della casa, alimenti per animali domestici

MARCHI: Aiax, Bravo, Colgate, Cura Morbido, Defend, Dinamo, Donge, Douss-Douss, Fabuloso, Glicemille, Hill’s Prescription Diet, Hill’s Science Diet, Hill’s Science Plan, Nidra, Olà, Palmolive, Perm & Color, Plax, Soflan
Effettua esperimenti su animali (fonte: CC 12/00), anche per la creazione dei propri mangimi per cani e gatti e, per questo motivo, è oggetto di un boicottaggio promosso da BUAV (fonte: EC 64/00 e 66/00)

GILLETTE
Multinazionale di origine statunitense, produce rasoi, lamette, pile e batterie, elettrodomestici, (Braun) prodotti cosmetici e per l’ignene personale, articoli da cancelleria (Papermate, Parker, Waterman)

MARCHI: Duracell, Gillette, Glillette Deo, Gillette Pour Elle, Oral-B
Dopo l’azione di boicottaggio della PeTa nel 1997(adesso sospesa) , la società ha dichiarato pubblicamente che avrebbe ridotto il numero dei laboratori di sperimentazione di proprietà e che avrebbe utilizzato la sperimentazione su animali solo in caso di estrema necessità. Malgrado la buona volontà dimostrata, l’azienda è ancora inserita nella lista negativa della PeTa USA (Fonte: CC 12/00) ed è oggetto di boicottaggio da parte di gruppi animalisti statunitensi, tedeschi e britannici (fonte: CSG 1997)

GLAXO SMITHKLINE
Multinazionale di origine britannica, nata dalla fusione della Glaxo Wellcome Plc e della Smithkline Plc, rappresenta il più grande gruppo farmaceutico del mondo

MARCHI: Acquafresh, Iodosan, Lactacyd, Macleens
Membro di BIBRA, ha ammesso pubblicamente di effettuare test su animali (Fonti: EIRIS 14/03/95 e EC 55/98); in Belgio è stato attivato un bicottaggio a suo carico dall’APMA in quanto esegue test su primati importati dalle Barbados (fonte: CSG 1997); in Gran Bretagna e USA invece, è oggetto di un boicottaggio promosso da SHAC in quanto l’impresa finanzia la HLS ed è di questa uno dei principali clienti (fonte: sito dell’associazione)

GUCCI NV
Multinazionale olandese attiva nel settore dell’alta moda e degli accessori di lusso (orologi, pelletteria, scarpe, occhiali, ecc) ma presente anche nel settore dei cosmetici, soprattutto dopo la recente acquisizione del gruppo francese Sanofì Beautè

MARCHI: Krizia (profumi), Fenfi (profumi), Oscar de la Renta (profumi) Roger&Gallet (profumi) Van Cleef&Arpels (profumi) Yves Saint Laurent
Il gruppo Sanofì Beautè effettua o commissiona a terzi, esperimenti su animali (fonte: CC 12/00 e EC 64/00)

HENKEL
gruppo chimico tedesco attivo nel settore della chimica, degli adesivi industriali e per uso domestico, dei detergenti e dei cosmetici, degli articoli di cancelleria (Pelikan). Occupa il terzo posto per la vendita di detersivi in Europa, dopo Procter & Gamble e Unilever

MARCHI: Antica Erboristieria, Atlas, Attack, Bostick, Bref, Brilliance, Bucato lavatrice, Country Colors, Dato 60°, Denivit, Dixan, Fa, La Perla (profumi), Loctite, Mila Schon (profumi), Natura, Neutromed, Neutromed Deo, Neutromed ph 3,5, Nordic Colors, Perlana, Sergio tacchini (profumi), Sidol, Sil, Squibb (barba), Taft, Theramed, Vernel, Vidal, Vital Colors.
Effettua o commissiona a terzi esperimenti su animali (fonte: CC 6/01)

JOHNSON & JOHNSON
Multinazionale farmaceutica di origine statunitense, rappresenta la prima società al mondo nel settore dei prodotti sanitari. Oltre che nel settore farmaceutico, è attiva anche nella creazione di prodotti professionali e di largo consumo.

MARCHI: Baby schampoo Johnson’s, Johonson’s Carefree, Johonson’s Baby Olio, Johnson & Johnson, Johnson’s pH 5,5, Neutrogena, O.B., Roc, Serena, Silhouette.
Effettua o commissiona a terzi, esperimenti su animali (fonti: CC 12/00 e CSG 1997, p.51)

JOHNSON WAX
Multinazionale chimica di origine statunitense, è una delle maggiori cosità produttrici di prodotti per la casa

MARCHI: Anitra Wc, Bio Shout, Glade, Idraulico liquido, Mr. Muscolo, Off!, Pronto, Raid.
Effettua esperimenti su animali e, per questo motivo, è oggetto di un boicottaggio promosso dalla BUAV (Fonte: EC 64/00, p.28)

KIMBERLY CLARK
Multinazionale statunitense attiva nel settore cartario. Dopo aver assorbito la Scott Paper Company, la società detiene il primato mondiale nel settore della carta assorbente per uso domestico ed igienico. L’impresa gestisce oltre 3 milioni di ettari di foreste.

MARCHI: Freedom, Klineex, La Soffice Differenza, Scottex, Scottonelle.
Effettua o commissiona esperimenti su animali (fonte: CC 12/00)

MARS
Multinazionale di origine statunitense attiva in oltre 100 paesi di tutto il mondo. La Holding opera nel settore alimentare (barrette di cioccolato, merendine, gelati, ecc.) nel settore alimentare per animali domestici e in quello della componentistica elettronica.

MARCHI: Brekkies, Bounty, (snaks) Canine, Cesar, Chappi, Hill’s Prescription Diet, Hill’s Science Plan, Kitekat, M6M’s, Mars, Milky Way, Pedigree, Sheba, Snickers, Twix, Suzi-Wan, Uncle Ben’s, Whiskas
La controllata Waltham, responsabile del settore degli alimenti per animali domestici e a sua volta proprietaria della società Pedigree, appartenente allo stesso settore è coinvolta da una campagna di protesta organizzata dalla BUAV nell’estate 2000. In gran Bretagna la Waltham conduce esperimenti su animali, per conto della Pedigree, che comportano l’solamento degli animali per lunghi periodi, endoscopie, biopsie, somministrazione di sedativi ed anestetici, enteroclismi, frequenti variazioni della dieta e conseguenti disturbi digestivi, prelievo di pelo alla base della coda, ecc. Si teme inoltre che gli esperimenti condotti negli Stati Uniti siano ancora più invasivi. In una lettera del 17 luglio 1998, la Waltham ha inoltre affermato di essere membro di BIBRA (Fonte EC 66/00 Research Supplement)

MONSANTO (PHARMACIA)
Grande multinazionale agrochimica, si è recentemente fusa con il gruppo farmaceutico Pharmacia & Upjohn dando vita ad una nuova multinazionale denominata Pharmacia. La metà del fatturato del nuovo impero deriva dalla produzione Monsanto (erbicidi, ormoni di sintesi, sementi geneticamente modificati); l’altra metà deriva da attività nel settore farmaceutico. La Monsanto ha prodotto il primo dolcificante arificiale (la saccarina) e, negli anni 60, il cosidetto “agente arancione”, un potente defoliante utilizzato nella guerra in Vietnam. Produce inoltre il BGH, un ormone per far crescere in fretta i bovini destinati alla macellazione ed il Posilac, un ormone per stimolare la produzione di latte nelle mucche.

MARCHI: Mivida, Misura.
Sperimenta i propri prodotti sugli animali (fonte: CRC 1998) utilizzando, fra l’altro, il laboratorio HLS. Per questo motivo è oggetto di manifestazioni di protesta da parte di SHAC (notiziario dell’associazione).

NESTLE’
Multinazionale di origine svizzera, rappresenta la prima società agroalimentare del mondo, controlla quasi la metà del mercato mondiale di latte in polvere ed è leader mondiale nel settore delle acque minerali e del caffè. Possiede inoltre numerosi marchi di alimentari per animali domestici (Friskies, Purina) e detiene una fortissima percentuale dell’azionario L’Oreal.

MARCHI: Acqua Brillante Recoaro, After Eight, Alemagna, Antica Gelateria, Baci, Beltè, Berni, Buitoni, Cacao Perugina, Cappuccino, Cat Chow Mix, Cheerios, Chinò, Claudia, Chocapic, Cioccoblocco, Condipasta, Condiriso, Diger Seltz, Dog Chow, Doko, Ecco…,Frank, Felix, Fibre 1, Fido, Fitness, Friskies, Fruit Joy, Fruttolo, Galak, Giara, Gingerino, Recoaro, Giulia, Grand Menù, Gourmet/ Gold, Kit Kat, Kix, La Cremeria Motta, La valle degli Orti, LC1, Le Ore lIete, Levissima, Limpia, Linea e gusto, Lion, Lora Recoaro, Maggi, Malto Kneipp, Mare Fresco, Mighty Dog, Mio, Mirage, Motta, Nescafè, Nesteè, Nesturn, Nesquik, Nesquik Cerali, Nidina, Nutri Soup, One-o-One, Orzoro, Panna, Pejo, Perrier, Perugina, Pezzullo, Pracastello, Pro Plan, Puppy, Chow, Quality Street, Ronnie, Rowbtree Macintosh, Salute e Gusto, San Bernardo, Sandalia, San Pellegrino, San Bitter, Sasso, Sassonaise, Smarties, Surgela, Tione, Trio, Ulmeta, Vera, Vismara, Vitto.

Oltre ad utilizzare ingredienti testati su animali (fonte: CSG 2000) le aziende produttrici di mangime per animali domestici effettuano esperimenti su varie specie animali incluso cani e gatti. In Italia la Friskies possiede regolare licenza del Ministero della Sanità Italiano per effettuare esperimenti presso il laboratorio di via Stradalta 35, Bertiolo – Udine (Fonte: aut.Min. n. 508 del 12/12/97)

Gli atti del Ministero rivelano che l’azienda ha effettuato test su rettili, topi, cavie, criceti, conifli, pesci e avicoli (fonte: IMP 12/98). In una relazione dell’estate 2000 rilasciata dalla BUAV si apprende che in un esperimento condotto negli Stati Uniti, per conto della Ralston Purina, a dieci cani sono stati inseriti dei tubi nello stomaco, attraverso le pareti addominiali, per poterli alimentare direttamente (fonte: EC 66/00, p.21 supplemento). Nei suoi stabilimenti in Svizzera, invece la Nestlè, utilizza gli animali per verificare gli effetti del suo caffè (fonte: CSG 1997 p. 49); esperimenti su ratti effettuati presso il Centro di Ricerche Nestlè di Losanna sono stati denunciati dalla BUAV nel dicembre 1995 (fonte: EC 64/00, Research Supplement, p.22)

NOVARTIS
Multinazionale chimica sorta dalla fusione di due colossi svizzeri della chimica tradizionale, la Sandoz e la Ciba-Geigy. L’attuale produzione della Novartis si divide tra il settore farmaceutico/sanitario (ad esempio le lenti a contatto ed i prodotti Ciba Vision), il settore dei prodotti dietecici e per l’infanzia e quello dei prodotti agrochimici (pesticidi e sostanze transgeniche). E’ una delle più grandi imprese mondiali nel settore delle biotecnologie (produce il mais-bt).

MARCHI: Céréal, Gerber, Isostad, Novo Sal, Vigoplus.
Esegue esperimenti estremi su anmali. Il 31 agosto 1996 la rivista britannica “New Scientist” riferiva che presso la Imutran, un’azienda controlata dalla Novartis specializzata in esperimenti su animali, erano stati trapiantiati reni di maiali transgenici nel corpo di scimmie. Tutte le scimmie coinvolte nell’esperimento sono morte in breve tempo (fonte: EC 63/00). Il 10 maggio 1998, il settimanale inglese “The Observer” ha poi pubblicato un articolo da cui si è appreso che due maiali sono stati trasferiti dalla Imutran al Centro Ricerche Biomediche di Rijswijk in Olanda noto per effettuare esperimenti molto spinti. Si pensa pertanto che il trasferimento sia stato un mezzo per aggirare le leggi inglesi sulla vivisezione (fonte EC 54/99); sul sito web del 29 dicembre 1999 del gruppo inglese UNCAGED è apparsa infine la notizia che l’azienda ha trasferito il cuore di criceti nel corpo di conigli e cuori di maiali nel corpo di scimmie. (fonte: EC 63/00, p.33)

NUMICO
Impresa di origine olandese specializzata nel settore degli alimenti per l’infanzia e dietetici.

MARCHI: Milupa, Nutricia, Nutricia Crescita, Vitasoya.
L’impresa commissiona esperimenti su animali. Nell’agosto 1997 la società del gruppo Cow and Gate è stata infatti oggetto di dimostrazione di protesta che si è svolta davanti ai laboratori della BIBRA di Londra, presso la quale erano stati effettuati esperimenti per verificare gli effetti dei grassi alimentari sui ratti (fonte: EC 63/00, p,17 e supplemento)

PHILP MORRIS
L’impresa di origine britannica è la prima società al mondo nel settore della produzione di sigarette (Benson & Hedges, Chesterfield, Lark, L&M, Marlboro, Merit, ecc) ma è presente anche nel settore alimentare e della birra. Il settore alimentare è gestito dalla Kraft (latticini e salse) e dalla Jacobs Suchard (caffè e cacao).

MARCHI: Baika, Bittra Suchard, Caramba, Cote d’Or, Dover, Faemino, Gim, Hag, Invernizzi, Invernizzina, Jocca, Legeresse, Lila Pause, Lindeberger, Maman Luise, Mayonnaise, Mato-mato, Milione, Milka, Molka slurp, Milka Tender, Mozary, Sottilette, Toblerone, Osella, Philadelphia, Primolo, Simmenthal, Splendid, Spuntì, Susanna, Terry’s.

La principale società alimentare del gruppo, la Kraft Jacobs Suchard, effettua sperimentazione su animali (fonte: EC 60/99); per verificare la digeribilità di alcune sue qualità di caffè, ad esempio, il prodotto è stato iniettato nello stomaco di gatti, a intervalli di tempo di cinque minuti; dopodichè, i gatti sono stati soppressi (fonte CSG 1997, p.49

UNILEVER
Multinazionale specializzata nel settore alimentare ma molto attiva anche nei prodotti per la casa e la cura della persona. E’ oggetto di boicottaggio da parte di Naturewatch Trust e della British Union For The Abolition of Vivisection poihé effettua esperimenti non obbligatori per legge. La multinazionale ha vinto il premio “Scienza Folle 2002″, indetto dall’associazione animalista Animal Aid, grazie ad un esperimento definito inutile dagli stessi esperti in tossicologia, che si proponeva di verificare se l’olio di Karitè prodiuce tumori. A questo scopo, 500 ratti sono stati tenuti in isolamento, in gabbi individuali, per due anni.

Ecco i suoi prodotti e i marchi:
– Bevande: Lipton, Ati, Montana, Brioschi
– Dolciumi: Algida, Toseroni, Sorbetteria di Ranieri
– Condimenti: Bertolli, Hellmann’s, Calvé, Maya, Gradina,
– Cibi pronti e leofilizzati: Knorr
– Surgelati: Findus,
– Alimenti dietetici: Slim Fast
– Prodotti base di latte: Milkana, Creme Cuisine
– Detersivi: Cif, Omo, Coccolino, Ava, Bio Presto, Vim, Lysoform, Svelto, Surf
– Cura personale: Axe, Rexona, Impulse, Dove, Lux, Clear, Denim, Atkinson,
– Mentadent, Benefit, Gibbs, Fabergé, Timotei, sunsilk
– Profumi di lusso: Valentino, Cerruti, Calvin Klain, Lagerfeld, Chloe
– Cosmesi: Cutex, Pond’s, Leocrema
– Chimica: Athea

SE LI CONOSCI LI EVITI

COLLANTI:
cervione (ossa e pelli mucche-cavalli), ittiocolla (o colla di pesce, famosa x le creste punk, si ricava da vescica natatoria dello storione)

COLORANTI:
(x decreto ministeriale a un alimento possono essere aggiunti coloranti senza che siano indicati sull’etichetta…)
E120 COCCINIGLIA (colorante di colore rosso naturale ottenuto schiacciando del cocco femminile di Dactilopius, un insetto della cactus-dimora indigeno in America Centrale.) -> dolci, bibite, formaggi e margarina
E161b XANTOFILLE-LUTEINA -> da carotene ma si pensa anche da tuorlo d’uovo, stessi prodotti di E120
E161c XANTOFILLE-CRIPTOXANTINA -> carotene, tuorlo d’uovo, burro. sempre E120 E120, E470, E472 a-f, E473, E474, E475, E476, E478, E542, E904, E913, E920, E921

CONSERVANTI:
E252 POTASSIO NITRATO -> minerale o prodotto da materiali di scarto di animali-vegetali. Serve per conservare la carne
E270 ACIDO LATTICO Ottenuta da batteri che inacidiscono il latte o da fermentazione carboidrati: gelati, impasti per pane, dolci, formaggi, salse

EMULSIONANTI, STABILIZZANTI, ADDENSANTI, GELIFICANTI:
E470 SALI DI SODIO , POTASSIO, CALCIO ACIDI GRASSI -> da materie grasse commestibili. Per caramelle, cioccolato e surrogati, prodotti da forno specifici
E471 MONO E DIGLICERIDI DEGLI ACIDI GRASSI ALIMENTARI -> da glicerina e da acidi grassi. Creme pasticceria, gelati, lieviti, margarina, marmellate, prodotti da forno
E472b ESTERI DEL MONO E DIGLICERIDI DELL’ACIDO LATTICO-ESTERI LATTICI -> preparato da acido lattico. Per margarina, pane con grassi, dolci
E473 SUCROESTERI: ESTERI DEL SACCAROSIO CON ACIDI GRASSI ALIMENTARI -> preparati da acidi grassi alimentari. Gelati, grassi emulsionanti, maionese, margarina, alcuni prodotti da forno
E474 SUCROGLICERIDI -> ottenuti mediante azione del saccarosio su trigliceridi naturali (lardo, sego, olio di palma), stessi prodotti E473
E477 ESTERI PROPILENGLICOLICI DEGLI ACIDI GRASSI -> dal propilen glicol e da acidi grassi. Prodotti dolciari in genere
E481 STEAROIL-2-LATTILATO DI CALCIO. Secondo olaf dovrebbe essere sintetico, ma ha forti sospetti sia ottenuto da acido lattico, controllate. Viene usato nella senape

ADDITIVI ANCORA SENZA “E”:
572 MAGNESIO STEREATO -> da acido stereato, presente in grassi vegetali e animali
631 INOSINATO DI SODIO -> esaltatore di sapidità preparato da estratti di carne e sardine essicate
904 SHELLAC -> sostanza ottenuta da resina prodotta da insetto che secerne gommalacca, detto LACCIFER LACCA. Agente lucidante usato sugli agrumi, caramelle senza incarto, cioccolato e surrogati, mele, torrone.
920 CISTEINA, SUOI CLORIDRATI E SUOI SALI -> derivati sintetici dell’amminoacido naturale cisteina. Tutte farine tranne che integrale

VARIE INFORMAZIONI:

CAGLIO:
si può anche ottenere da carciofi, ma quasi sempre da abomaso: quarta e ultima cavità dei ruminanti

ZANZARE:
rimedi naturali: piante geranio o eucalipto su davanzale (attenzione se ingerite sono tossiche per gli animali domestici), o zanzariere.

GELATINA:
la gelatina si ricava bollendo e filtrando ossa, tendini e pelle animale. Molti vegetariani hanno imparato a evitare le caramelline… ma pochi sanno che le pellicole in fotografia e al cinema sono coperte da uno strato protettivo di gelatina (macchina digitale unica soluzione!), che si usa anche nella chiarificazione dei vini, o nell’industria tessile per produrre carta.

ESPERIMENTI COSMETICI
Per i test cosmetici, l’animale più utilizzato è il coniglio. Di seguito sono indicati alcuni dei test utilizzati.

DL50
Tutto ciò che viene a contatto con noi.
Per verificare la tossicità di sostanze chimiche, shampoo, schiume da barba, lacche, dentifrici, rossetti ecc., dosi massicce dei componenti o dei prodotti finiti, vengono forzatamente introdotte nello stomaco degli animali fino a stabilire la quantità sufficiente ad uccidere.
Il test (dose letale 50) termina quando il 50% degli animali muore.

Draize Test oculare
Tutto ciò che viene a contatto con i nostri occhi.
Shampoo, creme, mascara, ombretti, liquidi per lenti corneali ecc. vengono testati mettendo negli occhi dei conigli albini la sostanza per controllarne poi la capacità di irritazione. Vengono usati i conigli albini perché i loro occhi sono particolarmente sensibili.
Il coniglio durante questo esperimento viene bloccato in apposite gabbie di “contenizione” in modo che abbia la testa bloccate (vedi immagine più sotto). Infine la tossicità del prodotto verrà valutata dal ricercatore (il parere può cambiare da ricercatore a ricercatore) sulla base dell’infiammazione, dell’ opacità o della distruzione della cornea, che può essere più o meno grave. Questo test (test oculare di Draize ) è molto vecchio e poco scientifico ma ancora in uso, ci sono oggi molti metodi sostitutivi e molto più sicuri, ma forse perché più sicuri bloccherebbero troppi prodotti che con il vecchio test oggi si possono mettere in commercio facilmente.

Draize Test cutaneo
Tutto ciò che viene a contatto con la nostra pelle.
Fondotinta, creme, detergenti, prodotti solari ecc. vengono spalmati sulla pelle rasata degli animali, di solito cavie, topi e conigli. Successivamente la pelle viene asportata ed esaminata per valutarne il grado di irritazione.

Test di cancerogenicità
Generalmente vengono usati roditori ai quali viene fatta ingerire o inalare la sostanza per un periodo anche di diversi anni. In seguito gli animali vengono uccisi e sottoposti ad autopsia per stabilire la presenza di eventuali tumori nei loro tessuti.

Le informazioni sono prese da: “Guida ai prodotti non testati su animali” Antonella de Paola ed. Cosmopolis

Gianni Tirelli

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26 dicembre 2011 | Autore

Inviato il 26/12/2011 alle 20:26

IL SISTEMA SIETE VOI

Qui è inutile continuare a menarsela con i complotti, le cospirazioni e la nascita di un “nuovo ordine mondiale” per declinare ogni responsabilità su terzi ipotetici potenti cospiratori! Siamo stati noi (o meglio voi) ad avere dato linfa a questi vampiri! Voi che non avete saputo rinunciare a niente per contrastare e ribaltare lo stato delle cose, sudditi delle vostre debolezze e dipendenze e ammaliati dalle lusinghe della modernità!

Oggi vi ergete a cavalieri di giustizia e libertà a fronte di una consapevolezza virtuale attinta dal grande mare della Rete e indotta da qualche patetico affabulatore mediatico!! Ma siete fuori tempo massimo dentro un anacronistico miraggio di impulso rivoluzionario, in virtù del quale immaginate di potere contrastare le ragioni della vostra inettitudine fisica e morale! I giochi ormai sono fatti, e noi non altro che gli inermi spettatori della nostra fine!

SIETE FUORI TEMPO MASSIMO!! Dovevate capire e affrontare il problema qualche decennio fa quando si avvertivano gli scricchiolii ricorrenti dell’imminente implosione del Sistema Relativista e dei suoi effetti catastrofici sull’umanità.
Ma sarebbe stato chiedere troppo all’uomo di questo secolo: troppo stupido e concentrato sui cazzi propri, a risolvere questioni personali di nessun conto, complessi e frustrazioni, e a rincorrere miti di libertà astratte e di falsi bisogni.

Liberi lo eravamo già da millenni! Liberi dalla complessità canaglia e schiavista di queste società del consumo ad oltranza che ha obnubilato e omologato ogni coscienza e capacità critica. Liberi dalla monnezza e dai rifiuti tossici, liberi di vivere, di scegliere. Liberi di morire!
Le bestie siamo noi!! E noi stessi quel Sistema che oggi, demonizziamo e abiuriamo, al pari di un infernale sortilegio! Noi che con i nostri comportamenti abbiamo contaminato il nostro habitat, incuranti degli effetti nefasti sul futuro delle generazioni a venire – noi, avviluppati al tepore sinistro del nostro egoismo e di una vanità infantile. Noi che oggi, sul baratro del precipizio, persistiamo nel non volere affrontare le nostre oggettive responsabilità e colpe, accanendoci su una Bestia invertebrata e subdola che noi stessi abbiamo partorito. Noi che ancora una volta, anteponiamo le parole all’azione e le attenuanti alla necessaria rinuncia – noi i veri cospiratori, noi i complottisti che ci assolviamo da ogni onere, per puntare il dito contro quell’immaginario nemico che in verità siamo noi stessi.
E’ per tanto patetico e anacronistico l’ostinarsi a recitare questa ignobile farsa quando, niente e nessuno potranno mai arrestare quella corsa precipitosa verso quel baratro che presto sancirà la fine dell’umanità.

Avete mortificato e ferito a morte la madre terra allontanandovi dai suoi spiriti ed eludendo le sue ragioni, per rincorrere la brama di un benessere di aria fritta e di un effimero potere. Voi che avete fatto scempio della bellezza, profanato ogni mistero e magia, e dato la poesia in pasto ai porci! Bestie che siete!! Assassini e sacrileghi – branco di debosciati alla deriva fra le acque gelide di un oceano di solitudine e paura!
IL SISTEMA SIETE VOI! Voi che avete da sempre complottato e cospirato contro voi stessi! Voi il “nuovo ordine mondiale” suicida e cialtrone!
Voi che avete abbandonato i campi e gli strumenti di lavoro per barattare l’anima e la dignità con la bava del diavolo! Voi che avete definito conquiste ogni atrocità e nefandezza, e chiamata democrazia quella prigione di vergogna, oscura e maleodorante, dentro la quale vi siete asserragliati volontariamente.

E adesso che tutto si sgretola e marcisce, avete ancora l’impudicizia e la sfrontatezza di esimervi da ogni colpa e autocritica, mentre sacrificate i vostri figli a Satana in persona, fra i fumi narcotizzanti di quel limbo gelatinoso di relativismo etico e morale, che é terreno di coltura di ogni vostra azione e pensiero.

Questa è la realtà delle cose e tutto il resto, nient’altro che menzogna.

Gianni Tirelli

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19 novembre 2011 | Autore

“Non fare del bene agli ignoranti – Potrebbero rinfacciartelo e testimoniare davanti ad un giudice, di essere stati loro a fare del bene a te”

Noto con piacere (ne avevo trattato in tempi non sospetti, allertando inutilmente e senza esito il branco di pecore belanti) che la tanto sbandierata “libertà della rete” sta producendo i suoi frutti velenosi!! Il risultato si è tradotto in una omologazione delle coscienze appiattite sul pensiero del primo cialtrone mitomane in cerca di visibilità che alla verità, antepone l’approssimazione strumentale e la piaggeria di un’orda di parassiti nullatenenti e nullafacenti!
Insomma, per il momento tutti se la cantano e se la suonano fino al giorno in cui, non resteranno che in 4 gatti appesantiti da un congruo numero di merendine industriali, intenti a cianciare come comari, sulla loro incompresa valutazione degli eventi – inebetiti a guardare il grande fratello e la De Filippi – a leggere le succulenti notizie della gazzetta dello sport, disquisendo animatamente (come giudici assolutamente neutrali!!) su un rigore non dato.
Del resto, non c’era nulla da aspettarsi, ne oggi di che stupirsi!

Per molti del Blog che infestano “la grande ragnatela mondiale”, si ripete (pari pari) la storia di quelle un tempo definite “le radio libere” che in seguito hanno mutato la loro originaria destinazione, in un’altra più prosaica, di natura commerciale – in sintonia con i loro più pratici ideali di libertà!!!
E’ in questo modo che nel tempo, la qualità della musica si é drasticamente ridimensionata!

La stessa cosa, sta accadendo ai molti “contenitori di informazione” che, alla verità dei fatti, al buon senso e all’evidenza, preferiscono soddisfare i desideri morbosi di una platea assetata di ipotetiche cospirazioni e di complotti e trame, compiacendo così il minimalismo strutturale di una massa di visionari senza arte ne parte che, in seguito, dettano le loro condizioni. L’intento é di assicurarsi un sostanziale numero di visitatori – “indice di ascolto dei lettori!!” – Mai un auto critica o un segnale di discontinuità!!

“L’ignoranza é l’incapacità di mettere in discussione le proprie supposte convinzioni” (J.T.), tanto più se non sono farina del nostro sacco ma del sacco bucato e rubato di un infamone che intende commercializzare la sua mercanzia scaduta e fasulla ad una platea di allocchi!! Non c’é niente di peggio nella vita di un uomo, dell’essere presi sistematicamente per i fondelli da qualcuno che in realtà é più stupido di noi!!
Non fare del bene agli ignoranti. Potrebbero rinfacciartelo, e testimoniare davanti ad un giudice, di essere stati loro a fare del bene a te. Oggi se vuoi diventare ricco e potente devi avere la fortuna di nascere ignorante.

Ma non sempre, l’ignorante, è privo di capacità di linguaggio! Spesso, lo ha affinato nel tempo al solo scopo di giustificare, a se stesso, debolezze, crimini, paure, complessi e frustrazioni.

Questo nuovo e singolare popolo del WEB, buona parte del quale sonnecchiava da sempre ai margini di un analfabetismo culturale cronico – ben lontano così dal produrre seri danni alla società – ieri con la televisione e oggi con l’interazione mediatica della Rete, sta dando fondo ad ogni sorta di isteria intellettuale, in ragione di una apparente visibilità insperata. Così, investito di un tale, magnanima concessione e sull’onda di una lancinante e da troppo tempo repressa frustrazione da isolamento, si concede spudoratamente a disinvolte conclusioni ed empirici giudizi critici (nel merito di questioni così al di fuori dalla portata, di chiunque sia in possesso di una discreta dose di ragionevolezza e senso del limite), da sconfinare nel delirio di una onnipotenza da ultras da stadio di calcio.

Ignoranti si era e ignoranti si rimane! L’astratta illusione di potere riscattare la nostra condizione di subalternità con l’accesso di massa ai mezzi di comunicazione, è una mera congettura che oggi, i fatti, avvallano tale, in maniera inopinabile. Così, ad un tratto, questa folla di pappagalli “del copia e incolla” folgorati sulla via di Damasco, come illuminati a cui è stata conferita la missione di decidere le sorti e la salvezza dell’umanità e del mondo, si prodigano dentro un sistematico quanto sterile chiacchiericcio globale, volto a volere suffragare e ufficializzare le tesi più bizzarre, e le conclusioni più azzardate.
Ci vuole ben altro e ben altri mezzi per rendere onore alla verità.
Oggi, tutti immaginano di avere capito tutto, e di potere così dettare le condizioni e le regole agli altri, forti delle conclusioni rubacchiate, trafugate dal grande mare della Rete, e prese in prestito da uno zelante professionista del “copia e incolla” e in seguito, fatte proprie.
Nel frattempo gli androidi (mai come oggi omologati alla tendenza della notizia bomba dell’ultimo minuto – scoop -), pur di non correre il rischio all’emarginazione ma ancor di più, di essere additati alla stregua di eretici, di pericolosi sovversivi e troppo diversi e distanti dall’idea dominante, e ancora più disonorevole, di non essere diligentemente “informati” sugli accadimenti del giorno o sull’orientamento dei nuovi maestri, volto al revisionismo storico e al negazionismo, si adeguano alla volontà di un regime di “aria fritta” per non dovere fare ritorno nel limbo gelatinoso di uno scomodo anonimato.

E’ la storia che si ripete e che si esprime nell’incapacità di contrastare la paura del dopo e della solitudine, non essendo in possesso di autorevoli parametri di riferimento, in virtù dei quali comparare e raffrontare le proprie intuizioni, stati d’animo e scelte, per poi opporsi alla menzogna dilagante.
E’ la triste narrazione di una società che sul relativismo dei valori e dei principi etici, ha suggellato il suo perverso, progetto di schiavitù a piede libero, contando sulla natura codarda e opportunista degli individui che, alla forza di una volontà decisionale e alla dignità, hanno anteposto (senza troppo pensarci), l’inoperosità di uno stato vegetativo e, alla libertà, licenza e sudditanza.

Sono le pecore che si abbeverano al fiume dell’imbecillità umana, condividendo le tesi surreali di qualche mitomane senza palle in crisi di astinenza da visibilità, che fa della disinformazione (ma essendosi prima informato da fonti segretissime e secretate e più pertinenti con la sua natura di marpione!), il suo stile di vita. Uno sgarbiano personaggio dell’ultima ora che con l’enfasi, il tono e il vigore verbale di un gesuita d’assalto, declama la sua metodica e puntuale opera di investigazione, sventolando sul naso degli astanti, tesi e trame di sicuro effetto, fra la lo stupore e la maraviglia degli ebeti adoranti.

Sono i novelli predicatori del nulla di questo tempo sospeso, avulsi dal più banale concetto di conoscenza e di cultura, che sia in qualche modo riconducibile ad una loro personale e imparziale analisi delle circostanze. Gente senza spina dorsale, sussulto di orgoglio e slancio di ribellione. Sono quelli che alle ragioni di un onesto e pacato contradditorio, sbraitano e declamano, inveiscono e abbandonano la scena, brandendo come uno scettro, un promemoria di appunti e dati che minacciano di rivelare al mondo.

Il grande Leo Ferré (pace all’anima sua) che ebbe la geniale intuizione di interpretare alcuni testi di Cesare Pavese, cantava: “chi vuol sapere troppo non conosce mai niente”. Soprattutto di questi tempi di imperante confusione, mai una tale affermazione è stata più confacente e congeniale con la realtà, fino a contraddire ogni generica fantasticheria.
In verità il solo ed unico vero complotto è quello perpetrato dal Sistema Potere contro l’umanità, che ha prederminato la condizione al fine di trascinare le società, dentro uno stato confusionale e contraddittorio senza precedenti, interpretando alla lettera la celebre locuzione latina, divide et impera.

Gianni Tirelli

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16 ottobre 2011 | Autore

“La quantità di soldi in circolazione è direttamente proporzionale alla loro capacità distruttiva”.

Cercare di combattere l’attuale crisi planetaria, immettendo liquidità sul mercato, è come volere riempire il letto di un fiume in secca, con secchi d’acqua. La sorgente, si è prosciugata per sempre, e la poca acqua rimasta, è appena sufficiente per dissetare i nostri figli. Se tutti noi, non riconvertiremo al più presto, lavoro in fatica, sottomettendoci alle leggi ineluttabili della natura, e cessando ogni tipo di violazione e profanazione, tutte le sorgenti si spegneranno, e allora, solo nella follia e nel sangue, placheremo l’arsura dei nostri perversi crimini contro Dio, e perpetrati in suo nome. Che i soldi non siano fonte di felicità, ma l’esatto contrario, è un dato di fatto e, oggi, ancora più di ieri.

L’origine di ogni male è lo sponsor e chi lo rappresenta! La propaganda (o pubblicità, come oggi preferiscono definirla, pur non essendo corrispondente alla sua origine etimologica, poiché, pubblicità deriva da pubblico – relativo ad un ambito cui appartengono o si riferiscono i diritti o gli interessi di una collettività civilmente ordinata” mentre, per propaganda, s’intende un’azione intesa a conquistare il favore o l’adesione di un pubblico sempre più vasto mediante ogni mezzo idoneo ad influire sulla psicologia collettiva e sul comportamento delle masse – sottoporre a bombardamento (o lavaggio del cervello propagandistico) – la propaganda, dicevo, e tutto il suo indotto, alimentano il PIL in ragione di un buon 90%.

Possiamo tranquillamente dichiarare che, il prodotto interno lordo delle nazioni liberiste, poggia le sue fondamenta sulla sabbia o per essere metaforicamente più illuminanti, sull’aria fritta. Il Sistema si ingrassa attraverso la propaganda e quindi, attraverso il consumo di prodotti effimeri, di nessuna qualità e durata (cose del tutto superflue che esulano dai reali bisogno della gente), e sulla base di tutto questo, edifica il suo impero di carta straccia.

Com’è possibile scorgere un prossimo futuro, quando i ricorrenti e sempre più frequenti scricchiolii ci avvertono del suo imminente crollo?

Lo sponsor è menzogna e quindi, illegalità. Può, questo mondo non deflagrare se, menzogna e illegalità, sono le ragioni, della sua stessa esistenza? Con tutti questi soldi in circolazione, potremmo acquistare l’intero sistema solare. Ma alla fine, che senso avrebbe? Cosa ce ne faremmo e quali vantaggi ne avremmo in cambio? Nessuno, oltre lo stupido piacere di ostentare una proprietà virtuale. “ Vedi quel mucchietto di stelle lassù, sono tutte mie!”
Per tanto, quella montagna di denaro in circolazione della quale non si scorge la vetta, non ha alcun reale potere d’acquisto, non essendoci, oggi, nulla che valga la pena acquistare. E’ solo l’ostentazione di un potere effimero, improduttivo, sia dal punto di vista etico morale che di vero benessere.

E’ assolutamente necessario comprendere che, i ricavi più sostanziosi dell’Impero Industriale che ci governa e che ci opprime, non provengono dalla costruzione, ma dalla distruzione, dalla violazione e profanazione dell’ambiente, dell’etica, della morale e del buon senso.
Per questo, oggi, il loro valore è pari a zero.

Tutti quei milioni di euro, incassati da calciatori, piloti, attori, cantanti, presentatori, commercianti inquinatori ed affini, in realtà non sono che carta straccia.
In genere, i depositari di tutta questa ricchezza (farina del diavolo) appartengono alla categoria del’intrattenimento; una sottocultura improduttiva e deviante, che fa leva sugli istinti più bassi degli individui, relegandoli dentro un’ignoranza abissale e una subdola schiavitù. Questi personaggi (con la retorica delle solite eccezioni), investiti di un tale potere mediatico (senza il quale, schiatterebbero per crisi di astinenza, in breve tempo), si avvalgono di un tale privilegio, per soddisfare vizi, manie, perversioni sessuali e mitigare, ansie, paranoie e depressione.

L’origine di tutto questo denaro è relativa e risultato ultimo della deforestazione, della sottrazione energetica dal sottosuolo, del degrado ambientale, dell’estinzione delle specie animali e vegetali, dell’inquinamento delle acque e del territorio. E’ il risultato della violazione e profanazione che ha prodotto guerre, violenza, prostituzione, pedofilia e stupri di massa-
È il denaro sporco di una società necrofila, lavato con il sangue dei suoi cittadini.
 Tutto ciò, non è ricchezza, ma la peggiore delle povertà, della miseria più nera.
Stiamo precipitando come un’enorme pietra, lungo il ripido crinale di una montagna, ad una velocità incontrollata e, presto, ci schianteremo contro la granitica ottusità del nostro cuore malato.

Su proposta della facoltà di sociologia
dell’Università di Urbino, Valentino Rossi ha ricevuto una laurea honoris causa in “Comunicazione e pubblicità”. Deprimente e sconcertante!! Ha poi dell’incredibile che, con tutti i soldi che guadagna, fra gare e pubblicità (lui come mille e mille altri) si senta in dovere di evadere le tasse.

Questi comportamenti, non sono semplicemente relativi a un’ingordigia di fondo, ma sconfinano nel campo della psicopatica del primato ad ogni costo, e nella narcisistica ostentazione di una ricchezza assunta a mero parametro di potere personale, indotta da una crisi di astinenza e dipendenza mediatica.
E’ automatico domandarsi, cosa poi se ne facciano mai di tutto questo denaro che, oltre all’intrinseca capacità di soddisfare i normali bisogni quotidiani, le ambizioni, vizio e perversione, deve comunque fare i conti con la brevità della vita e la precarietà della salute.

L’uomo fu posto sulla terra, dice la Genesi, perché “la coltivasse e la custodisse”; ma il giardino c’è già, le materie prime ci sono già. – Ecco, allora, un altro tema importante per la giustizia e per la solidarietà: la destinazione universale dei beni – Il primato non è quello della proprietà privata.

Essa è al massimo una delle vie, come la democrazia per la politica, che sono state scelte nell’interno della storia per cercare di raggiungere quella verità primaria che è la destinazione universale dei beni.
S. Ambrogio, vescovo di Milano, in una sua opera scrive queste parole: “La terra è stata creata come un bene comune per tutti, per i ricchi e per i poveri. Perché allora, voi ricchi, vi arrogate un diritto esclusivo sul suolo? Quando tu aiuti il povero, tu o ricco, non gli dai del tuo, ma gli rendi il suo. Infatti, la proprietà comune, che è stata data in uso a tutti, tu solo la usi; la terra è di tutti, non solo dei ricchi. Dunque, quando tu aiuti il povero, restituisci il dovuto, non elargisci il non dovuto”.

Ecco un tema che dal punto di vista concreto, è di attualità. Pensiamo al problema del debito delle nazioni povere o a quello della fame. Noi siamo assisi nel mondo a una tavola nella quale abbiamo tutto, anzi, siamo con problemi di linea e di dieta.
Dall’altra parte della tavola ci sono tantissime persone, molte più di noi, che ricevono soltanto le briciole. C’è, allora, bisogno di ricordare a questo punto anche un’altra componente, quella della giustizia, che deve reggere non soltanto le scelte politiche, ma anche le scelte sociali.

Una poetessa ebrea fuggita dal nazismo e rifugiata in Svezia, Nelly Sachs, scrisse una ballata sui profeti che ha un’antifona veramente necessaria ai nostri giorni distratti ed egoisti che non ascoltano le voci che inquietano. Diceva: “Se i profeti irrompessero per le porte della notte, incidendo ferite nei campi della consuetudine, se i profeti irrompessero per le porte della notte, cercando un orecchio come patria, orecchio degli uomini, ostruito d’ortiche, sapresti ascoltare?”.

Il dramma del nostro tempo è questo: la nostra superficialità, la nostra banalità fa sì che, si vedono tutti quelli che muoiono di fame, si vedono le ingiustizie, si sentono ma, esse, vengono poi omologate in una immensa chiacchiera televisiva. Le nostre orecchie sono ostruite di ortiche e non ascoltano più la voce del principio della solidarietà e della giustizia che vuol dire impegno e riconoscimento di un dono, ma anche amore per gli altri”.

Gianni Tirelli

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9 ottobre 2011 | Autore

Si, è inconfutabile! “La tecnologia, ha cambiato radicalmente la nostra vita e, al punto tale, da non saperla più distinguere dallo stato vegetativo”.

Steve JobsQuelli che chiamano, i miti moderni, che siano cantanti, calciatori, attori, e compagnia bella, non sono altro che un colossale, quanto becero business. Le grandi masse di invasati e idolatri, privi di qualsiasi capacità critica e analitica, sono le vittime inconsapevoli della propaganda mediatica del grande mercato consumista e relativista che, in nome di un profitto senza regole e spietato, specula sull’ottusità, le debolezze, e sulla totale mancanza di oggettività, capacità critica e di analisi, degli individui omologati.
 Viviamo in un Sistema che riesce a sfornare miti con la facilità di chi si appresta a rimuovere caccole dal naso.

Il caso del miliardario informatico Steve Jobs, ne è emblema, essendo, per altro, sconosciuto ai molti ad eccezione degli addetti ai lavori e ai fanatici dell’informatica. Oggi tutti lo acclamano al pari di una star internazionale della musica rock e, i Media, lo santificano al rango di Messia che, con la sua discesa in terra, a cambiato per sempre le nostre vite. Giornali e televisioni frugano nel suo privato dandogli un taglio da eroe romantico che tanto piace alla massa smarrita, golosa e assetata di gossip e che, a fronte di una curiosità maniacale, intende lenire il vuoto di una solitudine lacerante.

“Non si spiega l’enfasi mitologica dei media, i titoli messianici e queste ovazioni planetarie per Jobs”, scrive Antonio Socci nel suo articolo su “Libero”. E continua:
“Il Corriere della sera, per fare solo un esempio, ha dedicato – oltre all’apertura di prima pagina – otto pagine (ripeto: otto!) al decesso, peraltro annunciatissimo di Jobs. Non ha esitato – il “Corriere” – nemmeno a titolare: “A Cupertino come da Madre Teresa”.
E, per non farci mancare niente, ha affidato l’editoriale a Beppe Severgnini il quale ha occupato la prima pagina del quotidiano milanese per dare al mondo due fondamentali notizie: 1) “il primo portatile l’ho acquistato vent’anni fa in California” (e chi se ne frega!); 2) “il (mio) primo computer è stato un Macintosh: ci ho scritto il primo libro” (cosa che potrebbe gravare sulla coscienza di Jobs come un macigno). Perfino i giornali di sinistra hanno partecipato alla devota processione con i turiboli per la mitizzazione di Jobs, sebbene sia un simbolo del grande capitalismo. “Il Manifesto” gli ha dedicato l’apertura e un editoriale laudatorio intitolato: “Un borghese rivoluzionario”.
 E un altro titolo che (letto su un giornale comunista) fa un po’ ridere: “Il morso dell’utopia”. Di questo passo rischiano di mitizzare pure Berlusconi.

Quante cose, del resto, hanno cambiato la vita degli individui, in maniera irreversibile (almeno per adesso!), in questo ultimo mezzo secolo? Pensiamo alla lavatrice, al frigorifero, ai pneumatici delle nostre macchine e a un’infinità di cose, delle quali, nessun individuo delle società occidentali è più in grado di farne a meno, ne mai rinuncerebbe in cambio di un potente sofisticato computer.
 La tecnologia e, in questo specifico caso l’informatica, non sono per definizione oggetto di mitizzazione ne tanto meno, il parametro di comparazione atto a valutare il livello di civiltà, progresso e di felicità di un popolo. Questi falsi miti pagani dai conti bancari stratosferici, non possono essere, per nessun motivo al mondo, punto di riferimento e modello di una nuova o ipotetica cultura.
“Se non “state attenti”, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono”. Era il 21 febbraio del 1965 quando, Malcom X, pronunciava con una naturalezza disarmante e un tono lapidario quell’avvertimento dai risvolti profetici. Oggi, a distanza di 46 anni, quell’intuizione si è rivelata realtà.

Il caro Steve Jobs (e che Dio lo abbia in gloria) del quale io, non intendo per nessun motivo, esserne il detrattore ne sminuire le sue assodate e geniali intuizioni e capacità tecniche, ci ha lasciato alla giovane età di 56 anni, devastato da un tumore al pancreas.
 Un dato di fatto, scientifico e inopinabile, ci dice che negli ultimi decenni, si è assistito a un aumento esponenziale di infinite forme e patologie tumorali e leucemie, direttamente proporzionale alla commercializzazione su larga scala di “beni” tecnologici. Cosa in realtà fa funzionare questi stramaledetti e infernali marchingegni, solo Dio lo sa. E’ questo il nocciolo della questione! La domanda inquietante che ognuno di noi si dovrebbe porre!

Io non appartengo all’autorevole categoria di scienziati e ricercatori che, nell’affermazione “non è ancora stato provato”, intendono, furbescamente, spazzare via ogni possibile dubbio e critica sulle loro “scoperte”, ma a quella del buon senso, e della stringente logica del “due più due fa quattro”.
Solo qualcosa o qualcuno, al di fuori, della nostra comprensione, può produrre veri miracoli e privi di alcuna controindicazione. Uno scienziato, è comunque un uomo (per lo più affetto da ludica curiosità maniacale e compulsiva), e fa quello che può.
Dovremmo però sapere, che esiste un limite etico e deontologico oltre il quale, tutto è profanazione e violazione. Ma queste, non sono cose che s’imparano sui banchi di scuola. Sono connaturate dentro di noi e, come le idee, non valgono per quello che rendono, ma per quello che costano.
Ma questi, sono temi “d’altri tempi”, che la modernità rifiuta a priori. Quella modernità che, sul profitto, anche se sporco e criminogeno, ha costruito il suo impero perverso.

Queste infernali macchinette, assemblate da questa cricca di psicopatici della scienza, per potere funzionare necessitano dello zampino del diavolo. E questo è un dato di fatto incontrovertibile!
Nulla, della moderna tecnologia avrebbe un senso, senza l’intervento mistificatore del maligno.
 Ma il diavolo vuole sempre qualcosa in cambio e oggi (in questo caso specifico), oltre all’anima, pretende anche la vita.
 “NON E’ STATO ANCORA PROVATO”, ribatte istericamente lo scienziato, colpito al cuore della sua vanità e del suo mal riposto orgoglio.
Questi moderni geni del male, conoscono perfettamente i danni devastanti e le infinite controindicazioni, ad esempio, del telefono cellulare e radiazioni in generale, ma negano con forza ogni addebito e responsabilità. Ne va della loro credibilità, e del loro porta fogli, gonfio a dismisura dopo avere sottoscritto il contratto con una riconoscente e sorridente multinazionale.
I tumori al cervello dei nostri ragazzi causati dall’uso improprio del telefonino, stanno aumentando in modo allarmante; e non lo dico io, benché lo supponga, ma sono i dati, relativi ai ricoveri di giovani affetti da questa patologia che, negli ultimi tempi, sono in vorticoso aumento.
Alla tecnologia, poi, che é responsabile di tutta quella montagna di rifiuti mortali che ci sta oramai sommergendo, é dato il compito (inspiegabilmente!)del loro smaltimento e della bonifica. Sarebbe come chiedere al diavolo, che abbiamo assoldato per distruggere e dividere, di ricostruire e pacificare per il bene comune.

Il prestigioso giornale americano Washington Post, nel numero del 29 Giugno 2005, riporta una notizia sui risultati di una ricerca a lungo termine (dal 1990 ad oggi) sull’effetto delle radiazioni ionizzanti sull’uomo e da cui risulta una pericolosità delle radiazioni anche a piccole dosi, fino ad oggi sottostimata che porta alla preoccupante affermazione che: “Non esiste un livello “sicuro” di radiazioni; anche basse dosi di esposizione ai raggi possono danneggiare il DNA.
Dallo studio epidemiologico condotto dalla National Academy of Science (1) (l’Accademia è una organizzazione privata incaricata dal governo U.S.A. di informare il Governo in materia scientifica) risulta che ogni piccola dose di radiazione pone un rischio di generare il cancro su una persona durante tutto l’arco della sua vita, e contraddice le precedenti affermazioni di alcuni scienziati che dicevano che piccole dosi sono innocue e persino benefiche. I dati mettono quindi in discussione anche il cosiddetto limite massimo di radiazioni per cui, per esempio, il personale delle centrali nucleari deve abbandonare un reattore in caso di incidente. 
I risultati mettono in guardia su di un eccessivo uso di tecniche medico-diagnostiche come la scansione mediate tomografia assiale computerizzata TAC su tutto il corpo. 
I ricercatori affermano nel loro lavoro che non esiste una soglia di esposizione alle radiazioni sotto la quale il cancro non sia indotto. 
Anche i semplici raggi comunemente prescritti determinano alcuni rischi di effetti negativi sulla salute, essendo i raggi X più pericolosi di altre radiazioni ionizzanti. 
Da questo studio emerge che una persona su 1000 svilupperà il cancro dopo una sola esposizione alla TAC totale. 
Il lavoro conclude dicendo che non esiste una soglia di esposizione sotto la quale bassi livelli di radiazione possano essere dimostrati innocui o benefici. 
Gli autori della ricerca hanno stimato che una persona su 100 esposta a 100 milliservert di radiazione durante la vita, svilupperà un cancro di tipo solido o una leucemia, e che la metà di questi casi sarà fatale. Inoltre si prevede che altre 42 persone di questo gruppo svilupperanno un cancro per altre cause.

“Non ho idea – dice Einstein – di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre”. E’ lo stesso Einstein (grande filosofo ma come scienziato una vera frana) che con le sue scoperte e ricerche aveva concorso alla realizzazione dell’ordigno più devastante e diabolico della storia dell’umanità: la bomba atomica.
La tecnologia e l’informatica e le connessioni e implicazioni e pianificare con la guerra

Il 5 e 6 Agosto del 1945 l’America, nonostante il Giappone si trovasse in serie difficoltà e senza possibilità di riscossa, bombardò le città di Hiroshima e Nagasaki mettendo fine alla guerra ma mietendo centinaia di migliaia di vittime ingiustificatamente.
Paradossalmente colui che mise in moto la terribile macchina della bomba atomica era lo stesso uomo che aveva affermato: “Il mio pacifismo è un sentimento istintivo, un sentimento che mi domina perché l’assassinio dell’uomo mi ispira disgusto. Il mio atteggiamento non deriva da qualche teoria intellettuale, ma si fonda sulla mia profonda avversione per ogni specie di crudeltà e di odio.”

Ecco perché Einstein, fino alla sua morte, non dimenticò mai quella lettera e non si stancò di ripetere: “Se avessi saputo… non avrei mai scritto quella lettera” e per la stessa ragione nel 1955, in collaborazione con il filosofo inglese Bertrand Russell, ed altre menti del tempo, concepì un manifesto per sensibilizzare gli scienziati del mondo intero riguardo i pericoli di una guerra nucleare.

E se Jobs, come tanti veri geni dimenticati e mai assurti a mito, fosse stato povero in canna e, un giorno, ritrovato senza vita alla venerabile età di 90 anni, in un letto malconcio di un umido tugurio, come avrebbe dato la Apple, la notizia al mondo del suo decesso? O per motivi di “opportunità”, non avrebbe forse seppellito la notizia, nelle oscurità dell’oblio?

Per tanto, questa straordinaria e strumentale esposizione mediatica incentrata sulla morte di Steve Jobs è stata, in realtà, l’occasione insperata per la Apple, di un grande Spot planetario a costi zero.
I cinici per tanto, non sono coloro, che hanno una visione disincantata, relativa ai nuovi sistemi che muovono l’economia e dai quali ne ricavano dati certi e risposte oggettive, ma chi, per motivi di profitti sempre maggiori, non esitano a svendere ogni buon senso, dignità e principio, pur di assicurarsi un posto di privilegio nel mercato globale.

Oggi gli scienziati ci fanno sapere con evidente soddisfazione, che l’intelligenza artificiale ha fatto passi da gigante. In maniera diametralmente opposta e inversamente proporzionale, quella umana si è ridotta ad un libretto di istruzioni che il Sistema ci ha dato in dote al momento della nostra venuta al mondo – e che noi interpretiamo alla lettera in ogni suo punto e comma.
La solita banda, al soldo del potere economico, ci parla di una cellula virtuale in grado di riprodursi, e di un fantascientifico acceleratore di particelle capace di generare, in un laboratorio (della lunghezza di 27 km alla profondità di cento metri e dai costi incommensurabili), le cause relative all’origine dell’universo. L’oramai famoso “bosone” in maniera irriverente e blasfema, viene confidenzialmente chiamato, la “particella di Dio”. Adesso è la volta dei “Neutrini”, tanto cari alla Gelmini!!
Dalla fissione nucleare in avanti (bomba atomica a reazione nucleare incontrollata), è stato un susseguirsi di tragedie (guerre, inquinamento e patologie di ogni genere), che hanno caratterizzato le ragioni di questo secolo nefasto. Del resto, le vere scoperte non contemplano alcun tipo di controindicazione o effetto collaterale. Ed é per tanto impensabile e inconcepibile che, dalla profanazione dei principi etici (che ha prodotto un’arma di distruzione di massa), possa derivarne un’applicazione pulita finalizzata al bene comune. Si, è inconfutabile! La tecnologia ha cambiato radicalmente la nostra vita, al punto tale, da non saperla più distinguere dallo stato vegetativo.
Quale futuro possiamo mai intravedere per i nostri giovani, quando una montagna di menzogne, minchiate e di paure, sommerge e soffoca ogni loro speranza, personalismo e capacità critica?
E poi finiamola una volta per sempre di dare credito alle sistematiche boutades di un Sistema marcio e cancerogeno, che investe ogni sua risorsa al solo scopo di prenderci tutti per il culo, trattandoci come un branco di idioti cerebrolesi!!!
Se quel giorno le macchine (diversamente dal carburante), saranno alimentate ad acqua, e il cancro, definitivamente sconfitto da una miracolosa pillola blu, forse, potremmo cominciare a considerare la bontà e le intenzioni di un Sistema che, per il momento, a confinato l’umanità dentro un’inedita schiavitù senza catene, permeata di dolore, paura e relativismo.
E conclude Socci: “Jobs è un uomo del nostro tempo. E’ stato un bravo inventore e un industriale di grande talento. Anche un tipo simpatico e tosto, per come ha vissuto la malattia. Ma, sinceramente, non mi pare uno che ha rivoluzionato la storia umana. Nemmeno un filosofo.
Le sole due frasi suggestive da lui pronunciate nel famoso discorso di Stanford non sono sue: sono citazioni (e lui peraltro lo dice esplicitamente). Eppure vengono evocate come massime del mito Jobs.
“Continuate ad aver fame. Continuate ad essere folli” è una frase del “Whole Earth Catalog” di Steward Brand. Mentre “vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo” è un pensiero della spiritualità monastica cristiana che Jobs lesse a 17 anni in forma di battuta umoristica: “Se vivrete ogni giorno come se fosse l’ultimo, un giorno sicuramente avrete avuto ragione”.
Jobs è stato semplicemente un creativo e un grosso industriale, non un moderno Cristo! E non inventiamo, miti per coprire il nostro vuoto”.

Solo se sapremo rinunciare all’effimero, all’illusorio e alle sterili seduzioni della modernità, potremo ritrovare la libertà perduta, e quella sana gioia e salute che, un tempo, abbiamo barattato, in cambio di una modernità canaglia e foriera di apocalittiche sventure.

Gianni Tirelli.

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6 ottobre 2011 | Autore

La domanda che mi pongo e alla quale non possiamo sottrarci, è questa: “Se alla direzione di Libero (diversamente da Belpietro), ci fosse stato un bambino deficiente affetto da cretinismo cronico, possiamo noi, con assoluta certezza affermare che, in tutta libertà e autonomia, avrebbe condiviso o lui stesso concepito, l’ignobile titolone, “Silvio come Amanda”, paragonando la Knox al Premier Berlusconi, vittima della giustizia, vessato dai processi e dalle inchieste? La risposta è, NO!!!  Nessun mentecatto (per definizione) sarebbe mai arrivato a produrre una tale conclusione, con la sola eccezione di quei soggetti che, oltre ad accusare tali patologie, sono inclini al servilismo più becero.

E non posso inoltre sottrarmi dal severo giudizio critico che, in maniera stridente, salta subito all’occhio, fra il significato etimologico dell’aggettivo “LIBERO” (non soggetto a padrone o a qualsiasi forma di dominio, di costrizione autoritaria e limitazione sia sul piano morale, sociale e politico), e i titoloni demenziali a beneficio del Capo banda.

Questo signore, insignito “ad honoris causa” della carica di direttore, farebbe più bella figura se, diversamente dall’incaponirsi a scrivere articoli sui giornali, si occupasse di venderli, in qualche pittoresca edicola lungo i navigli, nella più credibile e consona veste di giornalaio.

Queste prestigiose firme dalla tagliente penna che, in maniera autoreferenziale, si definiscono giornalisti di destra (povero Montanelli!), non sono che rotoli di carta igienica che, il potere, usa per pulirsi il culo e poi, scaricare all’interno di uno scivolo sotterraneo fino a quel luogo/non luogo da cui, all’origine, sono venuti e, in seguito, risaliti fino a noi, attraverso lo scarico del cesso: La Fogna! “Con Berlusconi – affermava Montanelli – la parola destra diventerà impronunciabile per almeno 50 anni, per ragioni di decenza”.

Potrà mai esistere, in qualche improbabile e sperduto luogo dell’infinito universo, una verità di destra opposta, contrapposta e contraria ad un’altra, di segno contrario?

Può questo stuolo di figuri, alla mercé di un impostore nano, rappresentare la destra europea (liberista liberale libertaria e progressista) e i suoi valori, sulla base di una democrazia trasfigurata in stalinismo che, alla libera concorrenza, predilige le consorterie, le logge e le corporazioni? Una società a delinquere di stampo mafioso che, per consolidare privilegi, impunità e potere, ha condotto l’Italia e gli italiani dentro un abisso senza fine!

Il direttore Belpietro (e credetemi, provo disgusto al solo pronunciare il suo stupido cognome), rappresenta l’archetipo di quegli individui che, nel tempo, hanno contribuito alla nascita di dittature come il fascismo e nazismo: gli irresponsabili ad oltranza. La frustrazione relativa alla sua pochezza intellettuale (risultato di un’ottusità conclamata e coltivata, che solo nel servilismo attenua il suo disagio esistenziale), lo ha condotto ad asservire un potere nel quale si riconosce per elementi di grettezza, mistificazione, ipocrisia e codardia. Non è da sottovalutare, inoltre, la comunanza ad una particolare ripugnanza fisica, relativa a canoni estetici di singolare e generalizzata bruttezza, resa ancor più evidente da un pacchiano provincialismo mai rimosso che, in quell’insopportabile inflessione dialettale (marchio di fabbrica), tradisce la sua natura volgare, opportunista e di subalternità.

La sua congenita predisposizione all’obbedienza e al servilismo poi, lo qualifica per quello che è: una figura sbiadita, priva di qualsiasi potenziale umano e culturale; un essere vuoto, vacuo e senza contenuti che, solo nella sudditanza, trova uno spazio conforme alla sua indole opportunista, che tracima di astio e di rancore. I concetti di intelligenza, buon senso, onestà intellettuale, equità, non appartengono al “bigino” mentale di Belpietro, ritenendoli lo stesso, dei veri e propri impedimenti etici, morali e deontologici.

Questo signore, non è, e non sarà mai, ne un giornalista ne un direttore di giornale, e presto, l’oblio, cancellerà ogni traccia della sua insulsa carriera.

Come può chiamarsi “LIBERO” un giornale, il cui responsabile è al soldo del peggiore dei padroni? Tali indegni comportamenti ricadranno sui suoi figli (sempre che ne abbia), che mi auguro siano in grado di dare alla parola “LIBERTA’” il suo autentico significato e giudicare autonomamente l’operato del padre al servizio di Silvio Berlusconi.

Ringraziando il cielo, le nuove generazioni non sono, ancora, il frutto di una selezione eugenetica o della clonazione, e c’è ancora da sperare che da un padre ottuso nascano dei figli consapevoli e da un criminale, degli individui sani e rispettosi delle leggi. La libertà, deve fare i conti con la dignità che il soggetto in causa, alla luce dei fatti, considera un optional di alcun interesse pratico.

Quel giorno, fra i vari quotidiani che regolarmente acquisto e sfoglio (per avere una opinione più attinente e coerente con la realtà dei fatti), leggo da “Libero” un titolone in prima pagina scritto a caratteri cubitale che non poteva passare inosservato: “USANO I BIMBI CONTRO SILVIO”. “Mio Dio” – mi sono detto – “sto avendo le traveggole”. E invece, NO!! Era tutto vero, reale e chiaro!!! – La mia filastrocca, trasfigurata in un criminale atto politico contro il Primo Ministro. Avrei anche potuto (in un eccesso di cristiana misericordia), comprenderne lo spirito satirico nel gioco delle parti, se, ai tempi, il nostro caro e amato Direttore, avesse dedicato metà dello spazio, a Vittorio Mangano, a Dell’Utri, a Previti, Scapagnini, Don Gelmini, Cosentino, Tarantini, Lavitola, e agli eccessi privati del Premier, corroborati da bestemmie, volgarità, barzellette e compagnia bella, attenendosi ai canoni deontologici e obiettività che dovrebbero caratterizzare la sua funzione e scopo sociale.

Quello che Belpietro & C. definisce “Antiberlusconsmo”, in realtà, non è che un atto dovuto, un dovere civile volto a contrastare un “Iperberlusconismo” d’assalto, finalizzato alla conservazione del potere e, dei privilegi. I malati patologici di berlusconismo ad oltranza, sono proprio loro che, al sano pluralismo democratico di un partito (che si ritenga tale) e a un contraddittorio costruttivo e leale, hanno anteposto la dittatura e la volontà del Capo, mortificando la dignità personale, ogni buon senso e ragionevolezza. Rappresentano quella parte amorfa della società che non manifesta mai per i diritti umani e civili – che non si occupa e preoccupa di un disastro ambientale che sta oscurando il futuro dei nostri figli e nipoti – che non lotta, non partecipa, non converge, non si dissocia, relegata dentro un limbo gelatinoso di qualunquismo e sottocultura, permeato da logiche di profitto e di potere.

E’ per tanto sconcertante, il comportamento, di un direttore di giornale, che ogni giorno, annaspa nella spazzatura per rendere più appetibile la sua opera di mistificazione.

Questo quotidiano, mi ricorda quelle riviste di pettegolezzo degli anni 70, come “Ora, Visto, Cronaca Vera” ed altri (di cui non ricordo il nome), che improntavano il loro bieco commercio, sui titoloni altisonanti e improbabili scoup. Questo quotidiano, appare sempre più simile ad una discarica metropolitana, dove i miasmi populistici e intimidatori, si prefiggono di intorbidire sull’onda di una emozione indotta, una fetta di cittadini vuoti, predisposti e, naturalmente inclini, al qualunquismo, alla retorica e alla contraffazione della realtà.

“Forza Italia, la casa delle libertà, il popolo delle libertà, i circoli della libertà e, non ultimo, i team della libertà”, fanno parte di un ritornello monotematico, riconducibile più alla visione idealista e patriottica di un eroe della resistenza, che ad un imprenditore senza scrupoli e cricca al potere.

In fine, vorrei rammentare agli smemorati più recalcitranti che, quella Libertà che, in maniera perseverante e sistematica, questa inedita destra, cerca di mercificare in tutte le salse, è stata loro servita su un piatto d’argento dal sacrificio e dal sangue di tanti italiani che, un tempo, sono morti per combattere proprio questo tipo di ingiustizie, abusi e soprusi. Una libertà che, ben presto (e per i motivi che sappiamo) è trasfigurata in licenza e pratica di mistificazione sistematica.

Credere davvero di poterla fare franca, immaginando che questa vergogna tutta italiana (lunga un ventennio) con il tempo, si dissolverà nell’oblio, è una mera illusione!

Il prezzo che dovranno pagare (i Belpietro, i Feltri, i Sallusti, i Ferrara, i Vespa) per il loro ignobile, servile, comportamento di mistificazione, di contraffazione, di manipolazione della realtà e dei fatti, non che, dell’opera di disinformazione e di diseducazione sociale e civile, sarà altissimo e senza sconti, e li costringerà ad un esilio senza precedenti.

Gianni Tirelli

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23 settembre 2011 | Autore

“Se non “state attenti”, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono”

Era il 21 febbraio del 1965 quando, Malcom X, pronunciava con una naturalezza disarmante e un tono lapidario quell’avvertimento dai risvolti profetici. Oggi, a distanza di 46 anni, quell’intuizione si è rivelata realtà.

E come potevamo “stare attenti”, impegnati come eravamo, a mercificare la nostra dignità con il Sistema; principi e valori, barattati in cambio di un consumismo becero e forviante, di luride promesse di libertà, di benessere e occupazione – il sogno di un tempo libero mai liberato e per sempre tradito. “E poi si sono presi i nostri campi e i prati erbosi, le messi e la collina, e gli orti, la mandria, il bosco e in fine la cascina! Così fuggimmo alla città vicina, e poi assoldati a schiavi all’ignoranza, moderna disciplina, che ci ha negato dignità e ogni speranza” J.T.

L’uomo che non possiede terra, e non dissoda, non semina e non raccoglie i suoi frutti benedetti, non può considerarsi tale, ma elemento improprio di un disegno imperturbabile e di un habitat in cui non si riconosce. Questa inedita specie d’uomo, è come un’ape senza fiori, un pesce senza mare, un albero senza radici, un uccello senza cielo, una religione senza Dio, un cuore senza passione e una vela senza vento. Non siamo che gli ingranaggi consunti e arrugginiti, di un meccanismo perverso e pervertito, i cui costi, relativi alla sua manutenzione e, alla bonifica, di tutte le scorie tossiche prodotte e disperse sul territorio, superano di gran lunga i benefici apportati alla comunità (nel senso di qualità della vita e di felicità), e gli stessi guadagni. La capacità di sognare, di amare, di credere e di sperare, sono tutte il prodotto di quel rapporto simbiotico (scambio mutualistico) che, da sempre, l’essere umano ha avuto e coltivato con la Terra, Madre indiscussa del nostro destino. Una Terra oggi, straziata, vilipesa, violentata e stuprata, da un orda, di diavoli dai bianchi colletti e cravatte chiassose, che hanno mercificato con Satana, il sangue e il futuro dei nostri figli a fronte di vizio e di perversione.

Quelli che, oggi, definiamo, “disturbi del sistema nervoso”, in sintesi, non sono, che gli effetti, indotti dal drammatico scollamento che, la “modernità”, ha prodotto fra l’uomo e la natura e quindi, fra le varie e infinite entità spirituali.

Il futuro dell’umanità, è stato divorato dalla voracità di un presente ipertrofico che, come un buco nero, travolge nel suo vortice le nostre esistenze. Proprio in ragione di queste mie considerazioni, posso affermare, con la certezza e il disincanto di chi ancora sa interpretare i segnali del cielo, ascoltare il tormento straziante degli spiriti della terra e le loro promesse di vendetta, che la fine di questo mondo, come tale, è oramai prossima.

Una buona parte del vecchio mondo ha resistito fino a 50 anni fa, dopo millenni in cui l’uomo (quello veramente sapiens) traeva ogni suo sostentamento, vera gioia e vero dolore dalla Madre Suprema; la TERRA. Le nostre paure più perverse, attacchi di panico, depressione, le infinite forme nevrotiche ed altro ancora, non sono che il risultato di questo scollamento fra uomo e natura. Le tradizioni, il rito magico, l’iniziazione, il folclore, il timore dell’inconoscibile, erano le fondamenta etiche di un vivere consapevole. Oggi siamo sommersi dal Nulla e avvolti in un dolore pungente dal quale non ci possiamo liberare. Non servono farmaci, droghe e isterica allegria, per lenire il nostro dolore esistenziale. E’ tempo di pacificazione con la natura; abbandonare le città per affondare le nostre mani nella terra – zappare, seminare, raccogliere e, in fine, sperare. Questa, é la sola e vera conoscenza e medicamento e cura, per tutti i nostri mali: ritrovare la nostra vera essenza, le emozioni, le atmosfere, la magia, il silenzio e la Fede, senza la quale, nulla ha un senso.

In passato, il culto religioso, in tutte le sue molteplici e diverse forme, si esprimeva come liturgia di ringraziamento, al fine di ingraziarsi la benevolenza del Cielo perché non si interrompesse quello stato di grazia e quindi, di felicità che, la natura, dispensava agli uomini, con magnanimità e in abbondanza. Per tanto, il presupposto della fede, non si traduce in una richiesta a credito di mera intercessione ad personam  ne, tanto meno, come panacea di quel tormento indotto dalla paura di un castigo senza sconti, ma un atto dovuto, di sincera riconoscenza, verso colui o coloro (dio, dei o divinità) che, senza chiedere nulla in cambio (se non la fede), donavano incondizionatamente. Per tanto, la Natura, in tutte le sue manifestazioni, era sinonimo del divino e, in quanto tale, aspirava alla fede. L’ateismo dilagante nelle società occidentali consumiste e relativiste (e che le rappresenta in quanto, tali), è la logica risultante di un disagio fisico, psichico ed esistenziale di massa, frustrante, paranoide e vendicativo, che si dissocia da ogni concetto di bene comune e di solidarietà. Un atteggiamento totalmente riverso su uno sterile opportunismo individuale e chiusura verso l’esterno.

Per tanto, la felicità, oltre ad essere sinonimo e presupposto di fede e di speranza, induce gli animi alla benevolenza e i cuori alla passione, mitigando così, le loro pene passeggere e collocando il dolore e la morte nella sfera di quelle ineludibili necessità strutturali che, come la gioia e la salute, esaltano e corroborano il mistero della vita.  Consapevolezza, autostima e sentimento di pacificazione, poi, sono strettamente correlate a quella condizione ideale che, solo la felicità, può produrre.

I riti propiziatori arcaici (in alcuni casi con il sacrificio di animali e, più rari, di vite umane), avevano l’intento e lo scopo di farsi mediatori per intercedere a grazie, favori e perdono. In quest’epoca moderna caratterizzata da un’idolatria di quart’ordine, dove si mitizzano star della musica, calciatori, piloti, attori, politici nani, zoccole e imprenditori inquinatori, il concetto di “divino”  è stato per sempre cancellato da ogni azione umana, sentimento ed emozione. Una portata di fuoco diseducatrice e mistificatrice, che il Sistema Bestia ha messo in atto, per mercificare (senza più alcun ostacolo di natura etica e morale), la sua effimera e immonda mercanzia.

Il mondo contadino del passato, che rappresentava un buon 99% della popolazione, era caratterizzato dall’autonomia e dall’autosufficienza e, ogni singolo o gruppo, definiva e determinava una sua “ragion d’essere”, sulla soddisfazione dei bisogni primari ed essenziali, relativi e dipendenti al territorio; alla sua capacità di produrre beni e privilegi (acqua, fertilità, energia) e sulla spinta propulsiva di consolidate tradizioni e ataviche credenze. Diversamente da oggi e, in antitesi con le ingenue teorie illuministe, ogni ragione si era compiuta ormai da tempo e, nell’individualismo prolifico veniva sancito il sacro valore della diversità.

Gli uomini di quest’epoca insensata, inariditi nell’animo e nello spirito e, ammaliati dalle lusinghe di sirene indolenti, si sono prostrati, al pari di idolatri, al cospetto di un Sistema Bestia, che sotto le sembianze del buon samaritano cela, ad arte, la sua natura mefistofelica. Oggi la scienza arida e opportunista, ha fatto scempio di ogni valore e principio, mercificandoli in cambio di illusione e vane promesse e relegando l’umanità, nel crepuscolo di un limbo gelatinoso, svuotando gli uomini da ogni loro oggettiva e arbitraria responsabilità e prospettiva. La forza di volontà che, in passato, aveva la funzione, lo scopo e la potenza di produrre diversità e merito, è venuta meno, per trasfigurare in omologazione e supina accettazione; cause, a loro volta, di in un martirio incompreso e smarrimento, risultato estremo di un autolesionismo indotto.

Si, abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora, e di nuovo, la metafora profetica ritorna, come uno spettro, ad oscurare l’orizzonte del nostro futuro.

Oggi non c’è più trippa per gatti! Il lavoro non paga e, quel che è peggio, ci abbruttisce e ci incattivisce, rendendoci refrattari ai bisogni degli altri e, sempre più vulnerabili, al dolore e alla malattia. Meglio restare chiusi in casa, fermi, immobili, nella trepidante attesa della grande implosione del Sistema. Così, non c’è più niente da comprare, da consumare, niente su cui investire, niente da dire, a cui credere e in cui sperare. Quale politica, quali manovre, quali beni di rifugio!!  Sviluppo, crescita, ricerca, sono le parole vuote di un ritornello dissonante e fastidioso che, gli stessi autori non hanno più il coraggio di intonare.

Oggi il Sistema è saturo; bloccato. Ogni tentativo di rianimarlo, immettendo sul mercato nuovi beni e prodotti, non fa che peggiorare il suo stato. Sarebbe come se un medico, per curare una pericolosa indigestione, costringesse il suo paziente ad una solenne abbuffata. Il Sistema, come il paziente indigesto, in preda a crampi, conati e nausee, sarà più propenso a vomitare, per liberarsi dalla schiavitù di un disagio non più sopportabile, e dal rischio di collassare. L’indigestione, in questo caso, è simbolica di un consumismo selvaggio e senza regole che ha congestionato ogni settore della nostra società. Nel bisogno di espellere per liberarsi, possiamo individuare l’ineludibile necessità di fare ritorno ad un passato, regolato dall’impianto etico originario; dalla consapevolezza, dalla conoscenza e dalla ragionevolezza.

Perché le cose cambino per il meglio, l’umanità deve risalire velocemente la china di questo baratro e, finalmente “con i piedi per terra”, recuperare i valori etici, i principi e i parametri imperituri che, da sempre, hanno contraddistinto l’essere umano. Questo, oggi, è il vero significato etimologico del concetto di crescita.

“Lo squilibrio di vivere è il prezzo di chi ha perso la consapevolezza di se e del mondo”.

A parte quella che, impropriamente, persistono nel definire, una “Crisi” (in verità è la fine di un’epoca – di un processo necrofilo al termine della sua degenerazione), un ulteriore, impoverimento delle famiglie è dovuto al consumo sistematico e quotidiano di beni effimeri e voluttuari, inutili e dannosi, da parte di ogni singolo soggetto appartenente al nucleo famigliare, in ragione di un numero infinito di dipendenze psicologiche e debolezze che, sommato al resto delle spese (uscite), intervengono per un buon 50%. Sia che si tratti di sigarette, ricariche telefoniche, creme rassodanti, rigeneranti, ristrutturanti, diete, beveroni miracolosi (Actimel, Danacol, Somatoline Cosmetic), detergenti, abbronzanti, dolcini, dolcetti, cappuccini e cornetti, gratta e perdi e slot machine, o di sanzioni amministrative, eco pass, gratta sosta e tutto quel baraccone giochini cretini per bambini deficienti, che madri e padri acquistano ad ogni capriccio del piccolo figlio cazzone. Una montagna di futuri rifiuti da discarica che vanno ad ingrassare gli stomaci senza fondo di questa oscura borghesia industriale, ignorante, gretta e cialtrona. Il Sistema, del resto, campa proprio in virtù di tali aberranti comportamenti, e su una conclamata stupidità della gente che, nel tempo, è trasfigurata in una particolare forma di schiavitù dai bisogni virtuali, del tutto inefficaci e sicuramente devastanti per la salute.

Una terza causa dell’impoverimento della società, è dovuto alla perdita di quella conoscenza di base che, un tempo, era sinonimo di autonomia e di autosufficienza dove, l’individuo, era unico e solo artefice e responsabile della propria condizione. Nella moderna società delle illusioni, diversamente, l’uomo si è ridotto ad una specie di larva molle e viscida che, per ogni incombenza (anche la più stupida), deve ricorrere a terzi (gli specializzati), che lo spenneranno per dovere!

Quale stupido, dunque, può ancora credere che sarà la fame di pane a ricompattare le masse occidentali consumiste e accendere rivolte e sommosse contro il Sistema Bestia che, giorno dopo giorno, a vampirizzato le nostre vite e oscurato il futuro dei nostri figli? Non è forse più plausibile e, drammaticamente reale, pensare (visto il livello di omologazione e di dipendenza), che l’inevitabile e imminente ribellione sociale del mondo occidentale, sarà scandita al grido di “prendeteci tutto, ma non il cellulare – ridateci le fabbriche, ma non fateci zappare”

Lo scollamento radicale dell’uomo dalla terra, è la sola e vera causa della tragedia umana, morale e di civiltà che, presto, esploderà in tutta la sua potenza con tutte le conseguenze del caso.

Non so se esista un collegamento o un parallelo fra la mia previsione catastrofica e la profezia dei maya, ma è singolare e straordinario che si determino e coincidano nello stesso spazio temporale e con una precisione che è, a dir poco, disarmante. Ma non solo! I maya parlano di una fine del mondo, provocata dalla mano dell’uomo. Per tutto questo (con il senno di poi) avremmo dovuto investire in beni duraturi, essenziali e non soggetti a contraffazione, immuni da ogni possibile interferenza industriale che ne potesse contaminare la loro natura. Questi sacri doni che, fin dall’alba dei tempi, hanno determinato la condizione umana e le sue imprescindibili e originarie ragioni, si attestano negli elementi di, Terra, Acqua, Aria e Fuoco, in virtù di un quinto, fondante, creatore e generatore di ogni cosa che, nella Fede, esprime tutta la sua potenza e natura trascendente: Dio.

Gianni Tirelli

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Wired.it 27 Marzo 2013

Salutisti e bibite zuccherate: una guerra ancora aperta
In Italia ci aveva provato il ministro della salute Renato Balduzzi, negli Stati Uniti il sindaco di New York, Michael Bloomberg. Ma entrambi sono stati affossati dalle pressioni e dalle proteste dei produttori di bibite zuccherate (attenzione: zuccherate, non gassate!): non toccate (e non tassate) cole, aranciate, chinotti, succhi di frutta e via dicendo. C’era stato anche un contestato spot televisivo a prendere le difese della Coca Cola, regina tra le accusate. Eppure sono ormai tantissime le evidenze scientifiche che spiegano i danni alla salute correlati all’assunzione di questi prodotti e tutto lascia credere che Balduzzi e Bloomberg abbiano perso una battaglia, ma che la guerra resti aperta. Non solo perché questo genere di bevanda è già frenata dalle tasse ed eliminata dalle scuole e dai luoghi pubblici di diversi Stati americani e della Francia. Ma soprattutto perché sempre più pressante è l’appello della comunità medica.

Le patologie collegare allo zucchero

L’ultima rivincita degli amministratori “salutisti” (ma che in realtà guardano ovviamente anche ai costi dell’assistenza medica) arriva dall’American Heart Association’s, riportata tra gli altri da Time: 180mila morti nel mondo sono collegati all’abitudine di bere bevande zuccherate. L’ampia e dettagliata ricerca unisce studi di diversi Paesi, enti scientifici e medici: lo zucchero contenuto naturalmente o aggiunto nelle bevande aumenta il rischio di morte per attacco cardiaco, diabete e obesità (quest’ultima patologia è collegata anche alle morti per tumore). Se Michael Bloomberg aveva provato a bandire le confezioni più grandi, e il Ministro Balduzzi voleva tassarle per disincentivarne l’acquisto, entrambe le proposte sono state bocciate, oltreoceano in modo clamoroso: tutto bloccato da un giudice la notte prima dell’entrata in vigore. Ma gli effetti sulla salute dello zucchero sono noti da tempo, e quest’ultima pubblicazione per la prima volta conta i danni, e quantifica una vera strage.

I ricercatori hanno analizzato informazioni raccolte negli ultimi 2 anni e mezzo dal Global Burden of Diseases Study, considerando quanti zuccheri vengono assunti dalla popolazione, e dividendo i dati per età e sesso. Hanno poi calcolato l’impatto sul numero di obesi, sui malati di diabete, sul numero degli attacchi cardiaci e sull’incidenza di alcuni tumori, riuscendo a determinare il collegamento tra queste malattie, l’assunzione di zuccheri e la mortalità, diviso per età e genere.

Le vittime

Solo nel 2010, negli Usa 25mila decessi sono collegati all’abuso di zucchero da “lattina”: 133mila per diabete, 44mila per attacchi cardiaci, 6mila per tumore. “Il 78% di questi morti, causate dall’abuso di bevande zuccherate, si concentra nei Paesi mediamente o scarsamente sviluppati,” hanno specificato gli autori. Ma ecco come si dividono i decessi “da eccesso di bevande zuccherate”: 38mila morti in America Latina e 11mila morti nell’Eurasia centro-orientale. Il Messico, che vanta il triste primato del più alto consumo procapite di queste bibite, conta 318 morti per questo motivo ogni milione di adulti. Il Giappone, che ha il minore consumo, ha di conseguenza anche il minor rischio: 10 morti per questi motivi ogni milione di adulti.

La nostra analisi dovrebbe spingere le amministrazioni a insistere per ridurre il consumo di bevande zuccherate: tasse, campagne informative, ogni mezzo teso a ridurre la disponibilità di questi prodotti sarà utile“, ha detto Gitanjali Singh, co-autore della ricerca.

Secondo le raccomandazioni dell’American Heart Association, le donne in particolare devono prestare attenzione, e limitare il loro consumo di zucchero a solo 100 calorie al giorno, l’equivalente di 6 cucchiaini. Per gli uomini, si parla di 150 calorie da zuccheri, 9 cucchiaini: meno di quello contenuto in una sola lattina.

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1 aprile 2013 | Autore

La psicologia, la psichiatria e la farmacologia che si propongono di curare il Mal di Vivere, non fanno altro che peggiorare ulteriormente una tale condizione di disagio psichico, relegando il depresso, all’interno di un’illusione indotta confezionata a parole (logoterapia) e di dipendenza dai principi chimici del farmaco. Da questa gabbia non se ne esce con tali pratiche ma semplicemente e drammaticamente, si sopravvive a mala pena, nell’inconscio desiderio di farla finita una volta per sempre!
Possiamo vivere una tale vita, in balia di quel martirio incompreso che, come uno scudiscio, ci lacera e ci consuma? Cos’è la depressione se non la perdita della speranza! Un’atmosfera dal sapore di vuoto e di un’estrema solitudine che come una cupola di ghiaccio, avvolge il nostro spirito, costringendolo ad un isolamento totale e ad una penosa prigionia!Lo spirito dell’uomo si nutre di luce, di aria, di ragione e di una particolare sostanza generata dall’incontro (non che dai rapporti) che, ha nostra insaputa, intrattiene con gli altri spiriti della terra. La depressione, in sintesi, non è altro che il drammatico scollamento che, la “modernità”, ha prodotto fra l’uomo e la natura e quindi, fra le varie e infinite entità spirituali.
Dobbiamo considerare una visione più ottimistica dell’uomo in cui sono presenti tendenze innate alla verità, alla giustizia, alla libertà e creatività, la cui frustrazione produce angoscia e panico.“I valori dell’Io genetico presenti in tutti gli uomini di tutte le culture sono la dignità, la libertà, la giustizia, l’amore, che se contrastati dai condizionamenti sociali, ambientali e culturali provocano il disagio dell’ uomo che poi lotta come può, per far emergere queste forze interne”.
L’analisi introspettiva, finalizzata a scoprire, decifrare e poi rimuovere le ipotetiche cause, relative agli stati depressivi, turbe nevrotiche, ansie e attacchi di panico, rimane strumento sterile e inefficace e, diversamente dall’intento che si prefigge, peggiora ulteriormente la condizione del depresso che considera il suo stato, come patologico e il castigo di una colpa incompresa. Spesso la depressione, come altre tante patologie legate al sistema nervoso, è il risultato della frustrazione derivante dall’incapacità di individuare se stessi, il proprio Io e le nostre autentiche necessità. Il condizionamento delle società moderne, che si attua in un’opera di omologazione delle scelte individuali e più consone ai nostri reali bisogni, è schiacciante, e altera la nostra capacità di un giudizio critico e volontà decisionale.
Quest’epoca di materialismo edonista oltre ad avere messo in secondo piano il significato dell’esistenza e delle sue ragioni, ha scardinato quell’impianto etico, parametro assoluto di riferimento e comparazione di ogni nostra azione umana, sconfessando ogni spiritualismo trascendente, valore e principio, considerati come ostacoli e veri e propri impedimenti alla soddisfazione sistematica di beni effimeri, dipendenze, debolezze, vizio e perversione.
Le cause scatenanti di quel tormento esistenziale invalidante che oggi colpisce drammaticamente giovani e anziani, belli e brutti, alti e bassi, magri e grassi, di qualsiasi razza, ceto e sesso, in forme depressive, nevrosi, stati di panico e ipocondrie di ogni genere, vanno tutti ricondotti ad uno stile di vita improprio che si pone in netta antitesi con quella che è la nostra originaria natura e funzione.
Il nostro doppio spirituale, in virtù di un automatismo di autoconservazione (connaturato dall’alba dei tempi), non si adeguerà mai per nessun motivo al mondo, alle logiche perverse di una tale anomala realtà e circostanza!
La sua ribellione a questo progetto di contraffazione dell’Io, é totale e senza sconti, fino al punto estremo di programmare a tempo debito l’annullamento di quei soggetti che non sono in grado di ristabilire l’armonia psichica e spirituale e gli equilibri imperituri che hanno regolato da sempre ogni azione umana
Dobbiamo considerare una visione più ottimistica dell’uomo in cui sono presenti tendenze innate alla verità, alla giustizia, alla libertà e creatività, la cui frustrazione produce angoscia e panico.
“I valori dell’Io genetico presenti in tutti gli uomini di tutte le culture sono, la dignità, la libertà, la giustizia, l’amore, che se contrastati dai condizionamenti sociali, ambientali e culturali provocano il disagio dell’ uomo che poi lotta come può, per far emergere queste forze interne”.
L’analisi introspettiva, finalizzata a scoprire, decifrare e poi rimuovere le ipotetiche cause, relative agli stati depressivi, turbe nevrotiche, ansie e attacchi di panico, rimane strumento sterile e inefficace e, diversamente dall’intento che si prefigge, peggiora ulteriormente la condizione del depresso che considera il suo stato, come patologico e il castigo di una colpa incompresa.
Spesso, la depressione, come altre tante patologie legate al sistema nervoso, è il risultato della frustrazione derivante dall’incapacità di individuare se stessi, il proprio Io e le nostre autentiche necessità.
Il condizionamento delle società moderne, che si attua in un’opera di omologazione delle scelte individuali e più consone ai nostri reali bisogni, è schiacciante, e altera la nostra capacità di un giudizio critico e volontà decisionale.
La sofferenza umana ha molteplici aspetti e il disagio esistenziale si caratterizza nella mancanza di senso della vita, e nell’angoscia derivata da questo vuoto di valori e significati.
La terapia esistenziale raccoglie diversi approcci che hanno tutti in comune, il principio di riconoscere che ogni persona vive in un mondo proprio di significati e sensazioni personali. Si centra l’attenzione sull’essere nel mondo, sulla coscienza di sé, sulla possibilità di compiere scelte consapevoli che poi contribuiscono al nostro destino. L’assunzione di responsabilità e’ la base per cambiare! Lo sfuggire a questo, genera colpa esistenziale, la consapevolezza in fondo, di scegliere di non decidere.
“Lo sviluppo dell’Io cosciente si propone di liberare l’individuo dai condizionamenti e dalle memorie del passato che tende a difendere istintivamente – l’esperienza del disagio esistenziale nell’adolescenza (fase critica per eccellenza), favorisce la ricerca, dei valori e del senso della vita e si traduce in una spiritualità libera dai legami e dai dogmi di modelli prestabiliti”.
“Oltre alla lotta con se stessi, gli ostacoli che ogni uomo incontra in un cammino di sviluppo di sé, sono dovuti agli attacchi di chi difende opinioni personali, privilegi di potere, danaro e possesso. Non che l’invidia di chi non conosce bene la fatica del percorso e vede solo qualche aspetto positivo già raggiunto dagli altri, svalutandolo (per coprire il suo disagio o enfatizzandolo eccessivamente), invece che trarne spunto di riflessione ed esempio.
Il disagio esistenziale e’ quindi spesso dovuto (oltre che alle memorie e ai condizionamenti da superare), all’ ignoranza ben difesa da molti e alla difficoltà a vivere in un mondo governato da chi cerca più il potere che il servizio al prossimo”. dr. Ciro Aurigemma
Il sentimento dell’auto/commiserazione, é quanto di più deleterio e nefasto ci possa essere; scaraventa l’individuo depresso in uno stato di particolare e profondo isolamento e smarrimento dal quale difficilmente riuscirà a riemergere. Una tale condizione, produce nel breve periodo, assuefazione e dipendenza costringendo il depresso a dosi sempre più massicce di negatività, ed esimendolo di da ogni oggettiva responsabilità personale.
In questo modo, il soggetto in causa, intende delegare/imputare a terzi (al mondo esterno, a Dio stesso, al destino), le cause relative a quello stato di disagio esistenziale cronico che ha invalidato ogni sua capacità e risorsa – fondamentali per fuoriuscire dal tunnel della depressione e riaffiorare a nuova vita.
In verità, all’origine di queste “patologie”, non esiste mai una causa prima scatenante, ma é il risultato di una somma di circostanze (traumi, predisposizione, qualità della vita, ambiente, affetti, bisogni inconsci, lavoro ed altro) che, tutti insieme, l’hanno determinata.
Il cammino da intraprendere lungo il traguardo, della guarigione si basa sulla forza di volontà, sulla determinazione e caparbietà, che dobbiamo contare e investire ogni nostra residua energia. In questo modo saremo in grado di rivitalizzare il senso e il valore dell’esistenza, messo a tacere (per il momento), dal subdolo tormento di quel Male Oscuro che ci ha precluso ogni vera gioia e speranza.
La depressione è un’entità occupante che tende a colmare gli spazi vuoti che trova all’interno della nostra sfera esistenziale. Sta a noi, riprenderci l’area espropriata a nostra insaputa dalla Bestia, per sancire così definitivamente, il nostro originario diritto proprietà.
In tutto questo ci vuole metodo, continuità, costanza, ma con la certezza che,
quel giorno, noi, fieri trionfatori di uno scontro che credevamo impari e impossibile e gratificati per tanto orgoglio e coraggio, avremo restituito al nostro esistere le sue ragioni e un uomo migliore ai nostri cari.

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8 aprile 2013 | Autore

Viviamo in un mondo al contrario, dove all’aumento vertiginoso delle possibilità, corrisponde un azzeramento dello scopo finale. Questa diabolica equazione ci dice di quanto inutile e nefasto sia tutto questo baraccone tecnologico che non è in grado di soddisfare e onorare le vere e ineludibili ragioni dell’uomo.
Le potenzialità perverse della tecnologia sono direttamente proporzionali alla loro capacità intrinseca di annullare gli scopi a cui erano destinate; minore fatica, più tempo libero e benessere per tutti. Così, a infiniti modi e tecniche per pescare e cacciare, coincide l’assenza di pesci e uccelli. E questo vale per ogni cosa! Possiamo avvalerci di tastiere avveniristiche e milioni di suoni, campionamenti e combinazione ritmiche, ma l’arte, l’ispirazione e la creatività, sono oramai defunte. Disponiamo di mezzi comunicazione fantascientifici che ci permettono di comunicare in tempo reale con tutto il mondo, quando non c’è più niente da dire, e la nostra sterile conoscenza, non deriva dalla somma delle nostre esperienze, ma si limita a qualche notizia attinta dal grande mare della rete che facciamo nostre per ragioni, le più strampalate. Siamo ossessionati da squallidi programmi di intrattenimento e svago, giochi virtuali e affini, quando la gioia, la pace e l’appagante felicita non abitano più il nostro cuore e in lui non vibra più alcuna corda.
La becera pornografia disseminata in ogni dove, condita nei modi più volgari, deprecabili e miserevoli (oggi assurta a paradigma di un voyeurismo di massa) ha sostituito il rapporto sessuale di coppia, per la più pratica e maneggevole, masturbazione on line.
E neppure i rapporti affettivi e sentimentali sono esenti da un tale maleficio!.
In questo modo ogni possibilità di essere consapevoli, felici, pacificati e appagati, ci è preclusa per sempre. Ergo, la soddisfazione in Tempo Reale di ogni nostro più turpe desiderio e bisogno, non può produrre che alienazione e sconforto, perché orfana di quel percorso individuale di crescita umana, che traduce ogni vittoria e conquista in piacere e appagamento, consolidando così la nostra autostima. Diversamente da oggi, dove tutto è ridotto a mero tecnicismo.
E’ durante il tragitto che incontriamo noi stessi e sublimiamo i nostri veri bisogni – ed è sempre durante il cammino che li possiamo soddisfare.
Il grande inganno si annida nella vana promessa di un risultato immediato (in tempo reale) tanto sbandierato dal Sistema Bestia: l’illusione, la chimera suadente e seducente che cela ad arte fra le sue ali il più ferale degli artigli.

Tutto oggi è stato stressato, compresso, pompato e umiliato. E questo non riguarda solo la sfera della nostra esistenza, ma tutto ciò con cui quotidianamente interagiamo e ci rapportiamo – sia che si tratti di lavoro, comunicazione, affetti e alimentazione.
Ogni cosa è stata piegata alla logica del “tutto e subito”, per soddisfare una perversa domanda globale di beni e bisogni effimeri nella maggiore parte dei casi, trasfigurati in vere e proprie patologie, dipendenze e pulsioni nevrotiche.
Per tenere testa a una tale richiesta di massa, il Sistema Bestia è stato in grado di coartare fino a cancellare quel processo temporale di formazione, maturazione, evoluzione delle cose, ritenendolo una imperdonabile perdita di tempo e quindi di profitto. Per tanto, tutti i danni prodotti alla qualità della nostra vita e all’ambiente nel suo complesso, sono il risultato ultimo della meccanizzazione e tecnicizzazione che sull’appagamento in Tempo Reale della spropositata domanda di consumi in atto, attua il suo piano di distruzione.

Tumori (oggi in aumento esponenziale) e infinite altre vergognose malattie, disturbi neurologici, infarti e allergie, non sono che la logica conseguenza di una alimentazione alterata nei suoi processi vitali ed evolutivi. Risultato di una alterazione dello stato di coscienza, indotta da una massiccia opera di propaganda, che si prefigge di snaturare ogni regola e principio biologico, in nome del Risultato Immediato e dell’interesse particolare.

Verdure, ortaggi e frutta fuori stagione che persistiamo a consumare durante l’anno come le voglie irreprimibili di una donna in cinta, appartengono a quella categoria di beni ai quali è stato sottratto il loro naturale tempo di crescita, sovvertendone ogni regola e alterando le loro funzionalità con l’aggiunta di principi chimici e interventi di manipolazione genetica.
Di fatto, questi prodotti, conservano solo l’aspetto, la forma dei loro fratelli originali, ma di tutte le caratteristiche organolettiche e nutrizionali non vi é traccia alcuna.
L’estinzione di migliaia di specie animali e vegetali nel mondo, non è solo relativa all’inquinamento del territorio, dell’aria e delle acque, ma è funzionale alla facilità e alla velocità di applicazione di tutte quelle macchine tecno/infernali messe sul mercato, che alla fatica fisica hanno sostituito l’azione necro/meccanica.

Quale civiltà nella storia del mondo sarebbe mai stata in grado di mettere in atto quel piano di deforestazione (soluzione finale) di cui si sono macchiate le nostre moderne società? Motoseghe infernali di ultima generazione che sono in grado di abbattere alberi secolari in pochi secondi, come fossero fuscelli. Questa abissale sproporzione, si pone a paradigma di quella devianza e depravazione morale, etica e spirituale messa in atto dell’uomo iper/tecnologico di quest’epoca insensata.

Oceani, mari, fiumi e laghi, sono ridotti a latrine a cielo aperto, mentre una flotta di migliaia pescherecci armati fino ai denti, rastrellano i fondali marini sterminando ogni specie acquatica, animale e vegetale. Baleniere come corazzate in assetto di guerra fanno strage di cetacei per saziare la sete di sangue di individui asserviti alla volontà del maligno.
Cacciatori per sport a bordo dei loro gipponi cromati, bardati di tutto punto, anfibi, tuta mimetica, fucile automatico, cartucciera “Rambo” (che sembra stiano per avere uno scontro a fuoco con dei terroristi), scaricano la loro frustrazione sulle ultime specie viventi del pianeta, causandone l’inesorabile estinzione. Vorrei vederli armati di arco e di frecce e con cinque figli a casa da sfamare! Morirebbero di fame nel giro di qualche settimana.

Il valore della vita dunque, non consiste nel raggiungimento di una meta, ma nel percorso motivato (il durante) che ci spinge a dare un senso ad ogni giorno della nostra permanenza su questa terra. È attraverso il cammino, e in virtù di tutte di tutte le esperienze buone o cattive che nel corso del viaggio incontriamo, gli ostacoli, le emozioni, i momenti di gioia e di pace, di angoscia e dolore, che modelliamo la nostra personalità e il carattere, e acquisiamo consapevolezza e discernimento e affinando la capacità di decisione. In questo modo, e solo così, siamo in grado di conoscere e sublimare noi stessi per comprendere i veri bisogni del nostro essere.
Per tanto la meta non è che un utopia, un grossolano errore di valutazione, un falso culturale che ci allontana dal nocciolo della questione, dalla verità. Noi siamo la strada, mentre la meta, non è che un miraggio.