Il nuovo ‘papa’ Francesco è membro del Rotary Club

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Il quadro di questo nuovo ‘papa’ si fa sempre più chiaro per noi, perchè abbiamo saputo oggi che egli è dal 1999 membro onorario del Rotary Club di Buenos Aires, come si può vedere da queste due foto (la prima presa da un sito rotariano, e la seconda dall’album fotografico del Rotary Club Brasília Plano Piloto su Facebook), ed il Rotary è di ispirazione massonica in quanto porta avanti ideali massonici ed ha legami con la Massoneria. Questa è la ragione per cui il Rotary è stato soprannominato – assieme ad altri club come per esempio il Lions Club International – ‘Massoneria bianca’.

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Fonte: http://www.rotaryfirst100.org/history/headings/leaders/vatican.htm#Francis

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Fonte: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=583611844982916&set=pb.264610013549769.-2207520000.1363643919&type=3&theater

Il fondatore ed ispiratore del Rotary fu Paul H. Harris (1868-1947), un avvocato di Chicago, che a quanto pare non era massone. Comunque tra i fondatori del Rotary (anno di nascita 1905; luogo di nascita Chicago), c’erano i seguenti massoni: Harry L. Huggles (Loggia Exemplar N.966), Robert C. Flechter (Loggia Lagrange N.770) e Charles A. Newton (Loggia Golden Rule N. 726), e sin dall’inizio il Rotary si è ispirato ai principi della Massoneria. Paul Harris infatti invitò alcuni dei suoi clienti a unirsi a lui per formare un club il cui scopo era quello di promuovere l’amicizia ed allargare le conoscenze professionali. Dirà poi Harris: ‘Mi venne l’idea che forse le mie sensazioni erano comuni a centinaia o migliaia di persone che erano arrivate come me in questa grande città…..Ero sicuro che c’erano tanti altri giovani che provenivano come me dalla provincia, dalla campagna per farsi strada a Chicago … Perché non provare a farli riunire? Se anche gli altri cercavano un affiatamento di questo tipo, forse saremmo riusciti a creare qualcosa’ (Paul P. Harris, My Road to Rotary). Il nome ‘Rotary’ fu scelto in riferimento alla pratica di tenere gli incontri a rotazione nelle sedi in cui i membri esercitavano le rispettive attività. Mentre il gruppo si sviluppava in una organizzazione internazionale, Harris sottolineò i principi sui quali si basava il club: ‘I Rotariani rispettano le opinioni altrui e sono sempre tolleranti e ben disposti’ e disse che ‘al Rotary, cattolici, protestanti, mussulmani, ebrei e buddisti mangiano alla stessa tavola’. Quindi i principi fondamentali del Rotary sono gli stessi di quelli della Massoneria, vale a dire libertà, fratellanza e uguaglianza. Più avanti negli anni, Harris, dichiarò che la sua affiliazione religiosa era difficile da etichettare: ‘Non ho una vera e propria affiliazione religiosa……non posso essere classificato; nel senso che le cose in cui credo non sono quelle che si riconoscono completamente nell’affiliazione ad una singola chiesa……Naturalmente adesso uno può anche ascoltare i sermoni per radio e io, di domenica, ne ascolto almeno tre o quattro’. Oggi, il Rotary International annovera circa 34.000 club in oltre 200 nazioni, per un totale di 1,2 milioni di membri. La fondazione ogni anno dona oltre cento milioni di dollari per borse di studio e organizzazione mediche volontarie. Il loro impegno – come dicono sul loro sito – è focalizzato sulle seguenti aree d’intervento: 1) Pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti; 2) Prevenzione e cura delle malattie; 3) Acqua e strutture igienico-sanitarie; 4) Salute materna e infantile; 5) Alfabetizzazione e educazione di base; 6) Sviluppo economico e comunitario (http://www.rotary.org/it/).

A conferma di un legame o collegamento tra il Rotary International e la Massoneria, c’è la scoperta di un distintivo con la ruota del Rotary che circonda la squadra e il compasso con la lettera ‘G’ all’interno, e poi similmente una busta che ha una etichetta che dice: ‘LOGGIA ROTARIANA N° 4195. Una loggia Massonica per Membri del Movimento Rotary il cui distintivo è nell’Emblema’.

loggia-rotarianaLa Loggia Rotariana N° 4195 di Londra ricevette l’autorizzazione della Gran Loggia Unita di Inghilterra il 3 Novembre 1920. La loggia ebbe 29 membri fondatori, che erano tutti membri del Rotary Club di Londra, che a quel tempo aveva oltre 300 membri. La loggia esiste ancora e si riunisce presso la Freemasons Hall di Great Queen Street a Londra. E si badi che questa non è la sola loggia rotariana sotto la Gran Loggia Unita d’Inghilterra, in quanto ne esistono altre (notizie e foto tratte da: http://www.rotaryfirst100.org/). Ma oltre a ciò c’è il fatto che Giorgio Hugo Balestrieri, che è ‘Immediate Past President’ del Rotary Club di New York (http://www.nyrotary.org/), è un massone. Iscritto alla P2 di Licio Gelli (cfr. Mario Guarino & Fedora Raugei, Gli anni del disonore, Edizioni Dedalo, Bari 2006, pag. 132), ha dichiarato: ‘Mi ci sono trovato benissimo’ (cfr. ‘Realizzerò il desiderio del Conte Ugolini di portare la preziosa scultura a San Marino’ in http://www.sanmarinoworld.sm/).

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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Il nuovo ‘papa’ Francesco, i Gesuiti, la Massoneria e il Nuovo Ordine Mondiale

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Questa puntata di ‘Mistero’ andata in onda il 20 Marzo 2013 e che si intitola ‘Francesco sarà l’ultimo Papa?’ contiene delle parti interessanti, e mi riferisco a quelle che confermano la collusione del Vaticano e dei Gesuiti con la Massoneria, ed il fatto che il Vaticano ormai promuove il Nuovo Ordine Mondiale e questo perchè la Massoneria ha ormai preso il controllo della Chiesa Cattolica Romana.
Prestate molta attenzione a quello che afferma nel programma Nicola Spinello, Gran Maestro Aggiunto Vicario della Comunione di Piazza del Gesù, il quale alla domanda: ‘Che rapporto c’è tra i Gesuiti e la Massoneria?’ ha risposto: ‘Gesuiti e Massoneria hanno da sempre avuto credo un grande interesse vicendevole speculativo …’, poi alla domanda: ‘Il papa è argentino, e in Argentina c’è una grande tradizione massonica, lui è stato arcivescovo di Buenos Aires, pensa che può avere avuto rapporti con la Massoneria?’, ha risposto: ‘Mi stupirebbe esattamente il contrario: se non li avesse avuti. La tradizione massonica in Argentina è potentissima …’, e ad un altra domanda della intervistatrice afferma: ‘Credo che questo papa sia la realizzazione di un disegno che da troppo tempo voleva essere adottato ….’. Il messaggio è chiaro.
A conferma di quanto stretti siano i legami tra Massoneria e Gesuiti – che è l’Ordine a cui appartiene il nuovo ‘papa’ Francesco – c’è la dichiarazione di Giuliano di Bernardo, ex Gran Maestro del GOI, che alla domanda del giornalista Ferruccio Pinotti se esistono veramente delle contiguità o delle concordanze tra Gesuiti e massoneria ha risposto così: ‘Le concordanze ci sono sempre, al vertice. A un certo livello ci sono sempre state, segretamente. Quando si parla di questo filo segreto, si parla di un dialogo sottile, profondo, che esiste tra persone di qualità. Sono queste convergenze a evitare – in caso di crisi o conflitti – i danni maggiori, le situazioni irreparabili. E’ chiaro che, alla base della piramide, troviamo il prete e il massone che si comportano come don Camillo e Peppone. Ma i vertici, poichè sono vertici illuminati, si toccano sempre’ (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 23).
Voglio dunque continuare a mettere in guardia le Chiese Evangeliche dall’ecumenismo con la Chiesa Cattolica Romana – a cui Francesco vuole dare continuità – che costituisce uno degli strumenti usati dalla Massoneria per creare il Nuovo Ordine Mondiale e quindi di conseguenza la Religione Unica Mondiale.Chi ha orecchi da udire, odaGiacinto Butindaro

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Il nuovo ‘papa’ era il candidato del cardinale massone Carlo Maria Martini

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Questo articolo dal titolo ‘Jorge Mario Bergoglio (Francesco I) è il nuovo Papa’ afferma quanto segue: ‘L’argentino Jose Mario Bergoglio è il nuovo Papa. Si chiamerà Francesco I. Ha 76 anni, è l’arcivescovo di Buenos Aires ed il primo Pontefice extraeuropeo e sudamericano, nonchè il primo gesuita e il primo a fregiarsi del nome di Francesco; figlio di emigrati piemontesi in argentina della zona di Asti; membro della Compagnia di Gesù; nel 2005 arrivò secondo dietro Ratzinger e pare sia stato il candidato auspicato dal Cardinal Martini. E’ diventato prete ha 33 anni; prima di diventare gesuita ha studiato come chimico. Quando fu nominato cardinale nel 2001 ordinò ai suoi di non andare a Roma ma di donare i soldi per il viaggio ai poveri. Vive in umiltà; da quando è arcivescovo di Buenos Aires ha scelto un piccolo appartamento al posto di quello lussuoso adiacente alla cattedrale della capitale argentina. E’ diventato popolare al tempo della grande crisi economica argentina del 2001: fu un punto di riferimento rispetto alla pessima reputazione dei politici e burocrati del Paese. A posteriori, il Conclave del 2005, risulta oggi come una “prova generale” di questo, se l’unico che seriamente attirò voti oltre a Ratzinger si ritrova ad essere il suo successore. Bergoglio ha sempre rifiutato di accettare ruoli curiali. È stato ritenuto un conservatore ma, nonostante questo, non ha mai approvato l’eccessiva rigidità della Chiesa soprattutto in materia di sessualità. Negli anni ’70 contestò l’apertura dei gesuiti alla Teologia della Liberazione e forse questa posizione gli valse anche l’accusa di connivenza con il regime dei generali ( secondo la denuncia del CELS, che sarebbe stata confermata dalla vedova di Emilio Bignone, sarebbe stato coinvolto nel sequestro di due giovani seminaristi aderenti al movimento dei sacerdoti del terzo mondo). Ma nell’anno santo del 2000 fece “indossare” all’intera Chiesa argentina le vesti della pubblica penitenza, per le colpe assunte negli anni della dittatura. Bergoglio è professore di letteratura e psicologia. Nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936, ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L’11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia. È stato ordinato sacerdote nel dicembre ’69. Maestro di novizi a Villa Barillari, San Miguel, nel ’73 è stato eletto Provinciale dell’Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni. Autore dei libri “Meditaciones para religiosos” del 1982, “Reflexiones sobre la vida apostolica” del 1986 e “Reflexiones de esperanza” del 1992. Giovanni Paolo II lo nominò vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires nel maggio del ’92. Il 27 giugno dello stesso anno ricevette nella cattedrale di Buenos Aires l’ordinazione episcopale dalle mani del cardinale Antonio Quarracino, del nunzio apostolico monsignor Ubaldo Calabresi e del vescovo di Mercedes-Lujan, monsignor Emilio Ognenovich. Se i nomi hanno un senso, la scelta di Francesco (è la prima volta che un papa decide di chiamarsi così), dovrebbe tuttavia essere di buon auspicio. Sperando non trattarsi di un diversivo per fiaccare il nuovo corso latino-americano. Nei prossimi giorni altri servizi per conoscere meglio la figura del nuovo Papa e le reazioni in America Latina’ (fonte: http://cambiailmondo.org/2013/03/13/jorge-mario-bergoglio-francesco-i-e-il-nuovo-papa/).Ora, voglio che notiate che il cardinale Bergoglio era il candidato di Carlo Maria Martini (cardinale gesuita arcivescovo emerito di Milano, morto nell’agosto del 2012), cosa questa confermata anche dal sito dell’ACLI di Bergamo in questi termini: ‘Al Conclave del 2005 che elesse Joseph Ratzinger, Bergoglio fu candidato dall’ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini e risultò il secondo più votato’ (fonte: http://www.aclibergamo.it/notizie/articolo/largentino-bergoglio-e-papa-francesco-vengo-dalla-fine-del-mondo).Questo è un particolare non da poco, perchè Carlo Maria Martini era un massone. Cito dal mio libro ‘La Massoneria smascherata’: ‘Nella lista ‘Pecorelli’ compaiono questi prelati Gesuiti massoni: il prete Giovanni Caprile e l’arcivescovo Alessandro Gottardi. Secondo ‘la lista di Mons. Marinelli’ pubblicata in molti scritti, il cardinale gesuita Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano, morto nell’agosto del 2012, era anch’egli un massone (cfr. ‘Lo scandalo del tempio satanico a San Giovanni Rotondo dedicato a San Padre Pio’ a cura di Franco Adessa e Alberto Felici – http://musicasacra.forumfree.it/?t=51100131). La cosa è stata confermata da quelli del Grande Oriente Democratico in occasione della sua morte, infatti affermano del Martini che ‘volle essere iniziato Libero Muratore’ – http://www.grandeoriente-democratico.com/). Questa sua appartenenza alla Massoneria, spiegherebbe dunque le belle parole spese dal Gran Maestro del GOI Gustavo Raffi in occasione della sua morte: ‘Ha creduto nell’ecumenismo e nel dialogo con la società civile e con le altre religioni a cominciare dall’ebraismo e mancherà a credenti e non credenti la sua grande umanità e l’esempio di una riflessione che ha affrontato i grandi temi della vita umana. In ogni occasione ha saputo sempre guardare l’altro negli occhi, cercando insieme la verità’ (http://www.corrispondenzaromana.it/omaggio-del-grandoriente-al-card-martini/)’ (pag. 255-256).E’ evidente dunque che dietro l’elezione del cardinale Bergoglio al soglio pontificio c’è la Massoneria, e che il candidato dei cardinali massoni (perchè nella curia romana esistono cardinali massoni) era l’argentino Bergoglio.Chi ha orecchi da udire, oda.Giacinto Butindaro

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L’anello del pescatore del nuovo ‘papa’ Francesco è stato fatto da un massone

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Il cosiddetto anello del pescatore (d’argento dorato) che oggi è stato messo a Francesco, il capo della Chiesa Cattolica Romana, e che ha scelto lui stesso è opera dell’artista italiano Enrico Manfrini, infatti su Varese report si legge: ‘L’anello che è stato scelto da papa Francesco è opera dell’artista italiano Enrico Manfrini, uno scultore molto vicino a Paolo VI e al suo segretario, il monsignore varesino Pasquale Macchi. Il modello scelto dal nuovo papa era stato dato da Manfrini a monsignor Macchi. Una scelta caduta sull’anello varesino dopo che al pontefice il maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Guido Marini, lo aveva proposto insieme ad altri due modelli. Il Papa ha scelto quello di Manfrini, l’artista romagnolo scomparso a 87 anni nel 2004 a Milano, conosciuto anche come “lo scultore dei papi”. È stato anche autore di un notevolissimo numero di medaglie commemorative e di monete che hanno segnato le tappe più significative dei pontificati da Pio XII a Giovanni Paolo II. Sono da attribuirgli anche un ingente numero di ritratti Vie Crucis e placche bronzee, in gran parte di soggetto religioso; di grande interesse le opere realizzate durante il papato di Paolo VI’ .

Fonte: http://www.varesereport.it/2013/03/18/lanello-del-varesino-monsignor-macchi-al-dito-di-papa-francesco/

Va tuttavia fatto notare che sia Enrico Manfrini che Pasquale Macchi risultano essere massoni, infatti sono nell’elenco di massoni presenti sul sito cattolico Non possumus dove si legge a proposito di questo elenco: ‘Di seguito è riportato un elenco di massoni ristampato con alcuni aggiornamenti dal Bulletin de l’Occident Chrétien NR.12, Luglio, 1976, (Directeur Pierre Fautrad a Fye – 72490 Bourg Le Roi.) Tutti gli uomini in questo elenco, se infatti essere massoni, sono scomunicati dal Diritto Canonico 2338. Il nome di ogni uomo è seguito dalla sua posizione, se conosciuta, la data in cui è stato avviato alla Massoneria, il suo codice #, e il suo nome in codice, se noto –’

Ecco quello che si legge a proposito dei due:

Macchi, Pasquale. Cardinal. Pope Paul’s Prelate of Honour and Private Secretary until he was excommunicated for heresy by Pope Paul VI. Was reinstated by Secretary of State Jean Villot, and made a Cardinal. 4-23-58; # 5463-2. “MAPA.”
Manfrini, Enrico. Lay Consultor of Pontifical Commission of Sacred Art (laico consultore della Pontificia Commissione per l’arte sacra). 2-21-68; # 968-c. “MANE.”

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Fonte: http://nullapossiamocontrolaverita.blogspot.it/2010/09/elenco-di-illustrissimi-e-influenti.html (vedi l’elenco dei massoni anche qua: http://bouddhanar.blogspot.it/2012/12/la-loge-vaticane.html)

Ma quante coincidenze ‘massoniche’ abbiamo già trovato su Francesco!

Chi ha orecchi da udire oda

Giacinto Butindaro

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La potentissima Massoneria ebraica dà il benvenuto a Francesco I

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L’Anti-Defamation League (ADL) ossia la Lega Antidiffamazione, ha accolto bene l’elezione al soglio pontificio del cardinale argentino Jorge Bergoglio.Abraham H. Foxman, il direttore nazionale della ADL ha emesso un comunicato in cui ha affermato tra le altre cose: ‘Ci congratuliamo con il nuovo Papa e gli auguriamo il bene nella sua nuova importante responsabilità. Crediamo che l’elezione di Francesco I è un momento importante nella storia della Chiesa. Noi non vediamo l’ora di lavorare con lui per continuare a promuovere i rapporti tra Cattolici ed Ebrei come abbiamo fatto con i suoi predecessori. C’è molto nel suo passato che ci rassicura per il futuro (We congratulate the new Pope and wish him well in his important new responsibility. We believe that the election of Francis I is a significant moment in the history of the Church. We look forward to working with him to continue to foster Catholic-Jewish relations as we have with his predecessors. There is much in his record that reassures us about the future)’.Fonte: http://www.adl.org/press-center/press-releases/interfaith/adl-congratulates-new-pope-francis.htmlbergoglio-ebrei

Foto: il cardinale Jorge Mario Bergoglio alla sinagoga Emanuel di Buenos Aires nel dicembre 2012 in cui accese uno dei lumi della lampada a nove lumi della festa di Hanukkah

Che cos’è l’Anti-Defamation League? Il giornalista Ferruccio Pinotti nel suo libro Fratelli d’Italia, la definisce ‘una delle più influenti organizzazioni ebraiche americane, figlia del B’nai B’rith, una sorta di potentissima massoneria in rapporti con molti gruppi di potere’ (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, Terza edizione BUR Futuropassato, 2008, pag. 474), e cita una dichiarazione del massone Giuliano Di Bernardo, ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, che afferma: ‘La ricerca delle certezze lo porta [l'uomo] a vedere, sotto una luce nuova non più negativa, i poteri forti che, in modo più o meno occulto, hanno guidato le sorti dell’umanità. Si tratta di quei poteri secolari come, ad esempio, gli ordini preposti all’esercizio del potere temporale che esistono all’interno di alcune Chiese (l’Opus Dei nella Chiesa cattolica), la massoneria, certe organizzazioni ebraiche (l’Anti-Defamation League) e altre’ (ibid., pag. 465). Come potete vedere, un massone di alto grado come il Di Bernardo ha definito La Lega Antidiffamazione uno dei poteri forti.

Mi pare dunque evidente che il nuovo ‘papa’ faccia parte anche lui di coloro che assieme alla Massoneria e agli Illuminati vogliono instaurare il Nuovo Ordine Mondiale.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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Guardatevi dall’ecumenico ‘papa’ Jorge Bergoglio

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Poteva mai il gesuita Jorge Bergoglio (eletto ‘papa’ ieri 13 Marzo 2013), che nel 2005 era stato candidato al soglio pontificio dall’allora cardinale massone Carlo Maria Martini, non essere ecumenico? Certamente no, e difatti da cardinale promuoveva l’ecumenismo con gli Evangelici. Sono gli stessi cattolici romani che ce lo fanno sapere.

Vi propongo dunque questi due articoli presenti su siti cattolici.

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Cattolici ed evangelici convocati a condividere e annunciare il nome di Gesù. Nuovo impulso ecumenico dall’incontro della CRECES a Buenos Aires

BUENOS AIRES/BARI, domenica, 26 agosto 2007 (ZENIT.org).- Un appello ad annunciare e a condividere “il nome di Gesù” è risuonato, sulle labbra del Cardinale primate d’Argentina, nel IV Incontro Fraterno della Comunione Rinnovata di Evangelici e Cattolici nello Spirito (CRECES), celebrato recentemente a Buenos Aires.
Sono accorse all’appuntamento ecumenico – dal motto “Gesù al Luna Park” (nome dello stadio in cui ha avuto luogo) – lunedì scorso migliaia di cristiani: lode, musica e canzoni, adorazione, interventi, riflessioni, testimonianze ed espressioni di solidarietà hanno riempito la giornata, culminata con una Dichiarazione Congiunta della commissione direttiva della CRECES, consapevole che il mondo può cambiare se tutti i cristiani uniranno la propria voce per proclamare Gesù Cristo.

Annunciare e condividere il nome di Gesù

L’Arcivescovo di Buenos Aires e primate d’Argentina, il Cardinale Jorge Bergoglio, ha offerto il proprio sostegno all’incontro, come in occasioni precedenti; è intervenuto richiamando i cristiani a “non privatizzare il Vangelo” e ha convocato il popolo di Dio ad annunciare e a condividere “il nome di Gesù”, ha reso noto l’organizzazione a ZENIT.
“Il nome di Gesù è il centro della nostra vita, la colonna vertebrale. Il suo nome deve significare per noi memoria, incontro e annuncio (…). Che questa memoria guidi la nostra vita. Il nome di Gesù deve essere custodito nella nostra memoria perché quello spirito non si adulteri in me”, ha sottolineato il porporato.
“Non privatizziamo il Vangelo”, “non privatizziamo il nome di Gesù per noi stessi. Se non lo condivido, è perché non l’ho capito. Gratuitamente lo abbiamo ricevuto, gratuitamente dobbiamo darlo”, ha esortato.
Matteo Calisi, come fondatore e presidente della “Comunità di Gesù” (www.comunitadigesu.org ) – comunità carismatica cattolica nata a Bari che da più di vent’anni promuove la riconciliazione tra i cristiani – e presidente della Fraternità Internazionale delle Comunità e Associazioni Carismatiche di Alleanza (www.catholicfraternity.net), ha partecipato all’incontro come uno degli oratori principali.
In alcune dichiarazioni a ZENIT ha approfondito l’appello del Cardinal Bergoglio, sottolineando che, come afferma il porporato, “nessuno ha il diritto di relegare l’annuncio del Vangelo ad una mera sfera religiosa privata”.
“Inoltre, l’annuncio del Vangelo è un diritto-dovere tutti coloro che appartengono al Regno di Dio, che sono stati battezzati in Cristo, che sono, quindi, figli dell’unico Padre Celeste e nostri fratelli, anche se non ancora in piena comunione con la Chiesa Cattolica”, ha sottolineato Calisi.
In questi incontri, il Cardinal Bergoglio ha espresso alcuni “gesti concreti” di ecumenismo spirituale mostrando la sua “volontà di voler perseguire con decisione questo cammino ecumenico, un impegno prioritario” di Benedetto XVI “ed irrinunciabile per la Chiesa Cattolica”, ha affermato.
Frutto dell’incontro della CRECES è la Dichiarazione finale, con “un valore ed una importanza rilevante particolarmente qui in America Latina dove le relazioni tra la Chiesa Cattolica e gran parte del mondo evangelico pentecostale sono state segnate da molte incomprensioni e dalla mancanza di un dialogo fraterno”, ha spiegato Calisi a ZENIT.

Missione comune

Questa Dichiarazione “è un atto congiunto tra cattolici ed evangelici che esprime un desiderio sincero di riconciliazione e la volontà d’intraprendere la comune missione dell’annuncio del Vangelo”, ha aggiunto.
“L’esperienza di questo dialogo tra cattolici ed evangelici proposto dal CRECES in Argentina e in America Latina è la risposta concreta ed effettiva che è possibile collaborare all’unica missione del Vangelo nel mutuo rispetto, apertura e sincerità”, ha osservato.
“Infatti – constata Calisi –, lo scopo del recente Meeting non è stato altro che la proclamazione gioiosa e congiunta del kerigma apostolico affidato da Cristo ai suoi discepoli per la chiamata alla conversione di quanti ancora non lo hanno incontrato”.
“Quindi la nostra unità non si basa su una Dichiarazione astratta ma sulla comune missione voluta da Gesù per la Sua Chiesa ‘perchè il modo creda’. Questo dialogo rappresenta senza dubbi una fra le risposte provvidenziali dello Spirito Santo alle sfide ecumeniche della Chiesa in America Latina evidenziate dal recente documento finale del CELAM di Aparecida, approvato da Papa Benedetto XVI”.

La realtà della CRECES

La CRECES (www.creces.org.ar) è nata dal desiderio di un gruppo di cattolici ed evangelici che, senza saperlo, pregavano per conto proprio perché il Signore suscitasse una forma di dar vita a un cammino comune verso il compimento della preghiera di Gesù: che tutti siano uno “perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21), spiegano i promotori.
Un cammino in comune è iniziato con la visita di Matteo Calisi a Buenos Aires nel luglio 2003. Da vent’anni il laico italiano – che vede nell’origine della CRECES un’ispirazione del Signore – e il pastore evangelico Jorge Himitian della capitale argentina condividevano lo stesso desiderio di unità.
“Quando la Comunità di Gesù di Bari diede inizio alla sua prima fondazione argentina a Buenos Aires nel 2003 fu la promotrice dell’iniziativa del CRECES – ha detto Calisi a ZENIT –. Infatti, attualmente, degli 8 membri del Consiglio Esecutivo del CRECES (formato da pastori evangelici e leader cattolici) 3 sono membri della Comunità di Gesù argentina”.
E’ stato adottato il nome di “Comunione Rinnovata di Evangelici e Cattolici nello Spirito” perché non si tratta semplicemente di un gruppo, ma “il Signore ha creato una vera Comunione tra noi, Rinnovata dal suo Spirito”, spiegano i suoi membri.
Nel nome si esprime anche la comune esperienza “carismatica”: quella del Battesimo nello Spirito Santo, un’esperienza di effusione condivisa oggi da 600 milioni di cristiani in tutto il mondo, evangelici di tutte le denominazioni, ortodossi e cattolici.

Fonte: http://www.zenit.org/it/articles/cattolici-ed-evangelici-convocati-a-condividere-e-annunciare-il-nome-di-gesu

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NUOVI PRETI DELLA NUOVA CHIESA

ARGENTINA . III Encuentro Fraterno della Comunión Renovada de Evangélicos y Católicos en el Espíritu (CRECES). Sotto il patrocinio del primate argentino il card. Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires, che si “sottopone” volentieri agli eretici con il gesto incredibile di inginocchiarsi e di farsi benedire

Per introdurre questa clamorosa vicenda (anch’essa segnalataci da un amico del posto, che ringraziamo di cuore) sarà bene riportare l’informativa in lingua italiana dell’Agenzia Zenit del 22 giugno scorso (http://zenit.org/italian/)

BUENOS AIRES, giovedì, 22 giugno 2006 (ZENIT.org).- Sono stati circa 7.000 i cattolici e gli evangelici che si sono riuniti questo lunedì nello stadio Luna Park di Buenos Aires per pregare per l’unità dei cristiani in occasione del III Incontro Fraterno della Comunione Rinnovata di Evangelici e Cattolici nello Spirito (CRECES).
All’incontro, al quale hanno partecipato, tra gli altri, padre Raniero Cantalamessa, OFM, predicatore della Casa Pontificia, il pastore Giovanni Traettino, Vescovo della Chiesa Evangelica della Riconciliazione in Italia, e Matteo Calisi, Presidente della Fraternità Cattolica di Associazioni e Comunità Carismatiche di Alleanza, ha dato il suo sostegno il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires e primate d’Argentina.
Secondo quanto reso noto da un comunicato ricevuto da ZENIT, “tutta la giornata è stata una testimonianza di unità”.
“Una ventina di pastori, laici e sacerdoti, musicisti e oratori ha condiviso il palco per invitare la gente a pregare e a cantare per Gesù. Nella moltitudine non c’erano divisioni tra cattolici ed evangelici. Tutti si sono seduti insieme ed hanno condiviso come fratelli le lodi e le prediche”.
Il primo incontro di questo tipo si è svolto nel 2004. “La cosa nuova che il Signore stava facendo era in realtà la cosa vecchia”, ha detto il pastore Norberto Saracco nel presentare la CRECES e ricordare il desiderio di Dio di raggiungere l’unità di tutti i suoi figli.
Nel suo intervento, Matteo Calisi ha ricordato il suo ingresso nel Movimento del Rinnovamento Carismatico, quando i carismatici erano soliti riunirsi alla Pontificia Università Gregoriana. In seguito il pastore Traettino lo invitò ad una riunione nella sua chiesa, alla quale assistette come unico cattolico. Iniziò allora il rapporto tra la Comunità di Gesù di Bari e la Chiesa evangelica di Traettino, che “è andato crescendo e ha trasformato in realtà l’incontro tra le due Chiese in ogni parte del mondo”.
La chiave dell’unità, ha sottolineato padre Raniero Cantalamessa, è l’amore: “Il nostro contributo all’unità è l’amore reciproco”, ha spiegato. Se alcuni vogliono costruire l’unità a partire della verità di fede, “noi vogliamo farlo partendo dal cuore”.
“L’unità che cerchiamo esiste già perché è stata conquistata da Cristo e si rende operante nella Chiesa attraverso lo Spirito Santo”, ha aggiunto. “Lo Spirito precede, l’istituzione non può far altro che seguirlo”.
Il predicatore vaticano ha segnalato che “c’è ancora molto da fare”, e che “da sola la via dell’ecumenismo ufficiale e teologico non raggiungerebbe mai l’unità dei cristiani. E’ necessario sostenere l’ecumenismo dottrinale con quello spirituale. E visto che entrambi procedono dallo stesso Spirito, non può esserci conflitto”.
Giovanni Traettino ha quindi sottolineato che “il Battesimo dello Spirito Santo non può essere un’esperienza individuale, ma comunitaria. La Pentecoste è uno spirito di frontiera che avvicina e unisce cattolici ed evangelici. La croce è il principio della nostra riconciliazione”.
“L’unità non è una scelta perché Dio è unità”, ha esclamato, avvertendo che “ci saranno molte resistenza ma Dio vincerà”.
Il Cardinal Bergoglio, dopo aver ricevuto in ginocchio l’imposizione delle mani dei pastori, sacerdoti e laici che hanno animato l’incontro, ha pronunciato un intervento sul tema “Abbraccio, piaga e vento”.
“Che il Padre ci chiuda la bocca con l’abbraccio e ci unisca sempre più”, ha auspicato. “Sì, sono peccatore, vedo la piaga con cui Cristo ci ha salvato”; “appropriamoci della piaga di Cristo”. Quanto al vento (dello Spirito Santo), ha osservato che è lui che “ci stringe nell’unità” e “ci unisce come chiese riconciliate nella diversità”.
Al termine della giornata, il pastore Carlos Mraida ha letto la dichiarazione congiunta del Terzo Incontro di Evangelici e Cattolici, sul tema
“Testimonianza e Impegno”.
“Siamo venuti a celebrare l’amore di Dio Padre, che ci ha resi suoi figli, ricreando la nostra vita e dandole senso e proposito”, si legge.
“Siamo venuti a celebrare la grazia di nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha fatti nuove creature”; “siamo venuti a celebrare la presenza nella nostra vita dello Spirito Santo, che ci aiuta, ci consola e ci rafforza”.
“Siamo venuti a celebrare che c’è una sola Chiesa, formata da tutti coloro che confessano che Gesù è il Signore e sono stati battezzati. Facendolo non possiamo fare a meno di dichiarare con dolore e pentimento che le nostre divisioni hanno impedito di mostrare adeguatamente al mondo il proposito di Dio di conformare un’umanità diversa ma unita”, ha aggiunto.
“Siamo venuti a celebrare la gloria di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, conclude la dichiarazione. Dichiariamo che la sua gloria è presente e riempirà tutta la terra. Ci impegniamo a far sì che questa gloria si manifesti in modo più abbondante nella nostra Nazione. A Lui la gloria per sempre. Amen”.

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Una veduta del palco. Sul cartello si può notare quella strana croce con una testa, che evoca una sorta di umanizzazione della Croce di Cristo.

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Quali sono gli scopi di queste assemblee ecumeniche nella quali si ritrovano le persone più strane? Ce lo dicono le parole della “dichiarazione congiunta” finale:
“Siamo venuti a celebrare che c’è una sola Chiesa, formata da tutti coloro che confessano che Gesù è il Signore e sono stati battezzati”.
Una sola Chiesa ! ? ! (Una Chiesa ideale, immaginaria, ipotetica ?)
Composta da tutti coloro che confessano che Gesù è il Signore ! ? ! (Cioè chiunque !)
Ma siamo davvero al cospetto di una realtà fantasiosa e irreale !
Questo mondo è davvero impazzito !
Ma, di grazia, siamo davvero ridotti così male, noi cattolici, da doverci adunare con chiunque dica di professare che Gesù è il Signore ?
Abbiamo davvero dimenticato l’ammonimento del Signore stesso:
Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli (Mt. 7, 21) ?
Ma la cosa più grave è costituita dal fatto che il mallevadore della riunione di questa combriccola di amici è niente di meno che il cardinale Jorge Mario Bergoglio.
Sì, proprio lui, quello che diversi cardinali volevano diventasse papa al posto dell’attuale Benedetto XVI.
In uno dei giornali locali, La Nacion del 20 giugno, la notizia è stata riportata in breve, ma con un certo incosciente compiacimento e corredata da tanto di foto. Tra l’altro si leggeva:
«Il momento più emozionante è stato quando i presenti hanno accolto calorosamente il cardinale Jorge Bergoglio, il quale ha rivolto un breve saluto e, come è suo costume, ha chiesto di pregare per lui. I pastori lo hanno preso in parola.
Il cardinale si è inginocchiato e tutti i presenti hanno chiesto per lui – che è “una delle voci profetiche della nazione” – abbondante sapienza».
Di fronte a constatazioni come queste, dobbiamo ringraziare l’intervento dello Spirito Santo
che non ha permesso che costui diventasse il capo visibile della Chiesa Cattolica.
Guardate in che stato si può ridurre un cardinale di Santa Romana Chiesa:

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prono, con la mano destra sul petto (!?), la testa china verso la platea (cioè la massa indistinta dei presenti), mentre un’accolita di miscredenti di ogni risma stende la mano destra sul suo capo.

Tra questi quel buontempone di padre Raniero Cantalamessa, il quale farebbe bene a limitarsi a dar seguito a quello che gli suggerisce il suo stesso cognome, senza strafare più di tanto; così da evitare di dire strafalcioni come in questa occasione: “l’unità a partire dal cuore e a prescindere dalla verità di fede”.
«Suvvia, padre Raniero, confessi che nemmeno Lei crede davvero ad una incongruenza e ad una contraddizione come questa. Confessi che ha voluto fare solo una battuta ad effetto, ad uso e consumo di coloro che lo ascoltavano e che Lei sa bene come si accontentino facilmente di parole vuote».

Ovviamente, visto che è stato nominato “predicatore della Casa Pontificia” da Giovanni Paolo II e visto come si comporta sotto i suoi occhi lo stesso cardinale primate dell’Argentina, padre Raniero, poverino, dev’essere davvero scusato.
Una cosa del genere ci sembra davvero di una gravità inaudita.
Come è possibile che i fedeli cattolici dell’Argentina, e anche i fedeli cattolici del mondo intero, possano prendere sul serio “pastori” come questi ?
Se un cardinale di Santa Romana Chiesa si inginocchia davanti a dei miscredenti e si lascia benedire da costoro (non si capisce bene di che sorta di benedizione !), che senso ha l’esistenza stessa della Chiesa ?
E se per ipotesi assurda una cosa del genere avesse una sia pur minima giustificazione, a che servirebbe allora far parte della Chiesa Cattolica ?
A che servirebbe la sua stessa esistenza ?
A che servirebbero tutti i discorsi del Papa ?
A che servirebbe tutto il Magistero della Chiesa, compreso quello sindacabilissimo del Vaticano II ?

Che il Signore salvi la Chiesa dalle conseguenze delle colpe degli uomini della Chiesa.

Fonte: http://www.unavox.it/FruttiPostconcilio/NuoviPreti/CardBergoglioEcumenico.htm

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In questo video potete vedere alcuni momenti dell’incontro del CRECES del 2006, e precisamente l’esibizione del cantante Marcos Witt.

I seguenti video riguardano invece l’incontro del CRECES del 2012. Il primo (vai qua) ha delle foto di quell’evento e la registrazione audio dell’intervento dell’allora cardinale Jorge Bergoglio. Nel secondo video potete vedere alcuni momenti di quel raduno tra Cattolici e Evangelici, con l’intervento del francescano Raniero Cantalamessa (predicatore della Casa Pontificia), e quello del pastore evangelico della “Iglesia del Centro” di Buenos Aires Carlos Mraida, che è anche uno dei coordinatori del Consiglio di pastori di Buenos Aires. A proposito di Carlos Mraida va detto che è autore del libro: “Aiuto, Signore! La mia chiesa si è rinnovata e io non la capisco!” (Ed. Publielim) ed è stato oratore al convegno “Cristiani per la Città” tenutosi a Palermo nel 2011 (vedi foto).

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Aggiungiamo inoltre che il noto predicatore evangelico argentino Luis Palau ha accolto l’elezione di Bergoglio al soglio pontificio dichiarando sul nuovo ‘papa’: ‘E’ centrato su Gesù Cristo … Rivolge le sue preghiere a Dio … E’ una grande benedizione e dobbiamo pregare per lui’!!

E’ evidente quindi che questo ‘nuovo’ papa costituisce un gravissimo pericolo per le Chiese Evangeliche perchè cercherà sicuramente di spingere ancora più chiese evangeliche a collaborare con la Chiesa Cattolica Romana. E perciò bisogna guardarsi da lui, come da un serpente velenoso, da un lupo che vuole guastare la vigna di Dio.

Fratelli “non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:14-18).

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

CHI HA ORECCHI DA UDIRE, ODA.

Giacinto Butindaro

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Il moderatore della Tavola Valdese scrive a Francesco I

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Bernardini scrive a Papa Francesco – “Caro fratello in Cristo”: Il Moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini scrive a papa Francesco. Francesco e Valdo condivisero radicamento evangelico e servizio agli umili. “Un rinnovato cammino nell’unità di tutti i cristiani affinché il mondo creda”Roma, 15 marzo 2013 (NEV-CS19) – Il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, ha scritto oggi un messaggio di saluto al papa Francesco: “Mi rivolgo a Lei nei giorni in cui assume il ruolo di vescovo di Roma – si legge – per rivolgerLe il saluto della Chiesa valdese. Possa il Signore benedirLa e illuminarLa nel suo ministero di annuncio dell’Evangelo”.Rilevando che il nuovo papa ha scelto il nome di Francesco, il moderatore Bernardini ricorda che il povero di Assisi fu coevo di Valdo di Lione e che i due condivisero “l’idea di una chiesa al servizio degli umili e degli esclusi, ispirata e rinnovata dalla Parola di Dio”.“Colpito dalle Sue prime parole e dai gesti che ha compiuto all’inizio del Suo ministero – prosegue il Moderatore – non posso che sperare che nel suo ruolo Ella saprà dare impulso a una nuova stagione ecumenica nutrita da quel radicamento evangelico e da quello spirito di servizio ai bisogni dell’umanità che furono di Francesco e di Valdo. In questo senso speriamo e preghiamo perché tutti gli uomini e le donne che condividono il segno del battesimo in Cristo – cattolici, protestanti e ortodossi – possano incontrarsi e riconoscersi in un rinnovato cammino nell’unità di tutti i cristiani affinché il mondo creda”.Fonte: http://www.fedevangelica.it/arch_nev/cs/NEV_7770001531.html—————Poche parole: ennesima dimostrazione che nelle Chiese Evangeliche molti che si dicono Cristiani – e che si trovano persino in posti alti – non sanno distinguere una pecora da una capra, un cristiano da un anticristiano.Diceva bene il profeta Isaia: “I guardiani d’Israele son tutti ciechi, senza intelligenza; ….. son dei pastori che non capiscono nulla; son tutti vòlti alla loro propria via, ognuno mira al proprio interesse, dal primo all’ultimo’ (Isaia 56:10,11).Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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Simbolo massonico sullo stemma episcopale del nuovo ‘papa’ Jorge Mario Bergoglio

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Il motto episcopale scelto del cardinale Jorge Mario Bergoglio, che oggi è ‘papa’ Francesco, è ‘Miserando atque eligendo’. La frase latina significa “guardò con misericordia e lo scelse” e si riferisce alle seguenti parole scritte nel Vangelo secondo Matteo: “Poi Gesù, partitosi di là, passando, vide un uomo, chiamato Matteo, che sedeva al banco della gabella; e gli disse: Seguimi. Ed egli, levatosi, lo seguì” (Matteo 9:9). Lo stemma episcopale, oltre al motto, presenta al centro, su campo blu (o azzurro che rimanda alla Massoneria azzurra o blu che è quella formata dai primi tre gradi), lo stemma dei Gesuiti (a cui Francesco appartiene), una stella a cinque punte (il pentagramma o pentalfa massonico), e un grappolo d’uva [1].

Ecco una stella a cinque punte sull’esterno della vecchia Sheffield Masonic Hall (Sala Massonica di Sheffield), Surrey Street, a Sheffield.

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Fonte: http://www.victorianweb.org/art/architecture/sheffield/4.html

La presenza dunque del pentagramma massonico sul suo stemma non può che far riflettere molto e seriamente.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

[1] Secondo quanto si legge sul sito del Vaticano quello che pare un grappolo d’uva sarebbe in effetti un fiore di nardo.

P.s. Leggi questo articolo (con video) in spagnolo sullo stemma di Francesco

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Quando il cardinale Jorge Bergoglio impartì la sua benedizione al Parlamento argentino delle religioni

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Vi ho mostrato giorni fa come il cardinale Jorge Bergoglio, ora ‘papa’ Francesco I, era ecumenico. Ora vi mostro come egli era a favore del dialogo interreligioso che si prefigge di unire tutte le religioni.
Sul sito del Parlamento Argentino de Religiones (http://www.par.org.ar/ – vedi anche qua http://www.guruom.com.ar/krishananda/bergoglio/bergoglio.htm) viene comunicata la notizia che il cardinale Jorge Bergoglio il 5 maggio 2006 ha impartito una benedizione speciale al Parlamento argentino delle religioni, e a supporto vengono mostrate diverse foto del cardinale Bergoglio durante un incontro in cui era presente Mahatma Krishananda (Prof. José Sergio Griffa) – quello con la camicia arancione – in rappresentanza del Parlamento.

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bergoglio-par-04Questo stesso Sergio Griffa, che avete visto nelle foto sopra con il cardinale Bergoglio, peraltro l’11 dicembre 2005 presso lo Sheraton Hotel di Buenos Aires aveva partecipato al lancio della Federación para la Paz Universal (Federazione per la Pace Universale) a cui aveva partecipato anche il falso profeta Moon (come si può vedere nella foto sottostante).

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Fonte: http://www.par.org.ar/Miembros/intereligiosa.htm

Le cose sono molto chiare quindi: l’attuale papa ha come obbiettivo quello di creare una grande fratellanza che comprenda tutte le religioni del mondo. E quindi il suo obbiettivo coincide con quello dei Massoni e degli Illuminati.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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La Massoneria smascherata – Comunicazioni, Avvertimento, Presentazione  

Comunicazioni

1. Ringrazio l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo per avermi messo in grado di scrivere anche questo libro, che sono fiducioso sarà usato da Dio per salvare delle anime dall’errore della loro via in quanto le indurrà a rientrare in loro stessi e riconoscere la verità per uscire dal laccio del diavolo che le aveva prese affinché facessero la sua volontà; e per confermare potentemente nelle loro parole e opere tutti coloro che combattono strenuamente per difendere la verità confutando le false dottrine e smascherando le opere infruttuose delle tenebre, tra cui c’è appunto la Massoneria. Un ringraziamento anche a mio fratello Illuminato che mi è stato di grande aiuto nella stesura di questo libro confutatorio, come peraltro nella stesura di tutti gli altri che ho scritto.

2. Esorto tutti coloro che amano e temono Dio e che leggeranno questo libro a non rimanere in silenzio, ma a mettersi a suonare la tromba per mettere in guardia più fratelli possibili dalla Massoneria e dai suoi legami con le Chiese Evangeliche come anche dalla sua infiltrazione tra di esse e la sua influenza che non fa altro che annullare la Parola di Dio. Esorto anche tutti quei Cristiani che nel leggere questo libro scopriranno di essersi ‘massonizzati’, cioè di avere subito l’influenza diabolica della Massoneria, a ravvedersi e ad abbandonare ogni sentiero tortuoso, come anche la denominazione di cui fanno parte e che li ha massonizzati con la sua dottrina.

3. Questo libro viene da noi offerto gratuitamente perchè così ci ha ordinato di fare il Signore Gesù Cristo, e quindi incoraggiamo e approviamo la sua distribuzione gratuita da parte di chi lo leggerà mentre condanniamo con forza una sua eventuale messa in vendita da parte di chicchessia.

4. Non è necessaria alcuna autorizzazione per citazioni, e riproduzioni parziali di questo libro non importa in che forma avvengano, ma si invita a citare l’autore, il titolo e la data di pubblicazione del libro.

5. Per quanto riguarda le foto prese da libri, quotidiani, riviste o da siti internet, e che si trovano in questo libro, il loro uso viene fatto in accordo con la legislazione italiana che afferma: ‘E’ consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro’ (Articolo 70 della legge sui diritti d’autore, 1bis – http://www.altalex.com/index.php?idnot=34610).

6. Le ricerche effettuate per la stesura di questo libro ci hanno portato a conoscere tante cose che prima ignoravamo – come per esempio simboli massonici, l’appartenenza di pastori o predicatori evangelici alla massoneria, o la collaborazione di denominazioni e associazioni evangeliche con la massoneria, ecc. – per cui è ovvio che adesso il nostro giudizio su talune persone o organizzazioni o eventi o altre cose è fatto anche alla luce delle cose che abbiamo scoperto nel corso delle nostre ricerche sulla Massoneria.

7. Chiunque, nel leggere questo libro, in particolare i capitoli che trattano i rapporti tra Massoneria e Chiese Evangeliche, si dovesse ricordare o sa di qualcosa di significativo o utile che ha visto o sentito lui stesso in merito a questo argomento, è invitato a scriverci o telefonarci.

Avvertimento

Amati nel Signore, quello che state per leggere è un libro confutatorio che da un lato vi scioccherà e addolorerà profondamente, ma dall’altro vi permetterà di conoscere il piano della Massoneria, ideato da Satana e da lui portato avanti in seno alla Chiesa, il cui scopo è quello di distruggere il Cristianesimo attraverso le Chiese Evangeliche.

In seno alla Chiesa infatti esistono tanti massoni sia ‘con il grembiule’ che ‘senza il grembiule’ – anche tra pastori e predicatori – i quali con la loro astuzia sono riusciti a far cadere tante Chiese sotto la diabolica influenza massonica, e le prove di questa influenza sono inequivocabili.

Se dunque la Chiesa che frequenti è una di quelle sotto la diabolica influenza della Massoneria, sappi che sei in grande pericolo e devi uscirtene immediatamente! Per capirlo però devi cominciare a leggere questo libro dall’inizio e non dai capitoli finali, perchè innanzi tutto devi capire bene cosa è la massoneria, quali sono i suoi insegnamenti, i suoi simboli, e i suoi obbiettivi e ideali.

Vi lascio dunque alla lettura, non prima però di dirvi di tenere bene a mente da subito le seguenti parole dette da un Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, 33° Grado del Rito Scozzese:

‘Un uomo che, pur non essendo massone, condivide ed appoggia i nostri principi, è già un massone senza grembiule’,

confermate da Albert Pike, pure lui un massone del 33° del Rito Scozzese, che disse:

‘Si incontrano molti Massoni che non si sono mai sottoposti all’iniziazione’

e da Licio Gelli, ex capo della Loggia massonica segreta P2, che ha affermato:

‘Ci sono più «fratelli senza grembiule» che non nei templi’

 Presentazione

Roma, Dicembre 2012

Fratelli nel Signore, la Massoneria è una diabolica istituzione perchè predica un altro Vangelo, un Vangelo diverso da quello del Signore Gesù Cristo, che essa vuole far accettare a tutti gli uomini, tra i quali ci sono perciò anche i Cristiani, e quindi essa va smascherata e riprovata.

La natura diabolica della Massoneria emergerà in maniera evidente man mano che analizzeremo i suoi insegnamenti, i suoi rituali, i suoi simboli e i suoi propositi, ma sappiate che essa viene astutamente presentata come un’opera di Dio a favore dell’umanità, infatti Foster Bailey (1888-1977) – massone del 32° grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato (quindi di un grado massonico molto alto) che era il marito di Alice Bailey (1880-1949) una nota occultista e spiritista del New Age – ha detto: ‘La Massoneria non è fatta dall’uomo; è fatta da Dio …. La Massoneria è sopravvissuta ai secoli perchè nella verità e nei fatti noi siamo stati guidati dall’ispirazione e dall’intuizione, dalla Grande Loggia in Alto, i cui membri non sono dei Massoni morti, ma una Società vivente di Menti Illuminate, i Conoscitori del Piano di Dio’ (Foster Bailey, The Spirit of Masonry [Lo Spirito della Massoneria], Hampstead London, Lucis Trust, 1972, pag. 119 – La casa editrice Lucis Trust fondata dai coniugi Bailey, originariamente si chiamava ‘Lucifer Publishing Company’ perchè i Bailey erano adoratori di Satana). E questa Grande Loggia in Alto sarebbe dunque la Loggia Madre di tutte le logge massoniche, e starebbe operando incessantemente per il progresso spirituale e morale dell’umanità appunto attraverso le logge massoniche!

Queste cosiddette Menti Illuminate di cui parla Foster Bailey, che sono anche definite ‘i conoscitori del Piano di Dio’, non sono altro quindi che spiriti maligni, che vengono presentati dagli occultisti e dagli spiritisti in questa maniera per non rivelare la loro reale natura che è malvagia, in quanto sono degli esseri spirituali al servizio di Satana.

Ecco perchè ho scritto questo libro contro la Massoneria, affinché voi fratelli nel Signore sappiate che cosa è veramente la Massoneria e cosa si propone di fare, e non vi lasciate quindi ingannare da tutti quelli che la presentano come una istituzione amica della Chiesa o addirittura una organizzazione Cristiana, e vi guardiate da essa e da tutti coloro che ne fanno parte o che provano simpatia verso di essa. Anche perchè – dovete sapere – la Massoneria è presente in mezzo alla Chiesa, perchè nelle Chiese Evangeliche sparse per il mondo ci sono tanti Massoni che talvolta sono anche pastori o conduttori di Chiese, ma soprattutto la Massoneria è presente in mezzo alla Chiesa con la sua filosofia. E quindi in mezzo alla Chiesa sono all’opera degli spiriti seduttori che da parte del diavolo diffondono il pensiero massonico.

La grazia del Signore Gesù Cristo sia con voi

Giacinto Butindaro

Nota bene: L’Indice (ci si va cliccando su ‘Indice’ in fondo alla pagina all’angolo destro) è oltre che incompleto anche parziale, per cui se volete sapere se una persona o una certa cosa o tematica e quante volte una persona o una certa cosa o tematica è presente nel libro dovete scaricarvi l’intero libro ed usare la funzione cerca e trova.

Scarica il libro in formato PDF, EPUB e KINDLE da qua http://imieiscritti.lanuovavia.org/

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“Bergoglio? È Papa grazie alla sua sete di potere”

Miguel Ignacio Mom Debussy, ex braccio destro di Francesco, svela le ombre nel passato del Pontefice

Miguel Ignacio Mom Debussy, 67 anni, ex gesuita, durante la sua permanenza nella Compagnia di Gesù a San Miguel, Buenos Aires, veniva definito dagli altri sacerdoti “il delfino” di Jorge Mario Bergoglio. Lasciò la Compagnia nel 1986 per divergenze con l’Ordine rispetto al progetto di legge sul divorzio che si stava presentando allora in Argentina. Ora racconta i suoi anni trascorsi al fianco di Bergoglio con il quale ebbe un rapporto di confidenza e stima reciproca, interrotto improvvisamente per «una profonda divergenza politica, tanto in senso pastorale, quanto liturgico ed ideologico». Ne viene fuori un ritratto a tutto tondo di colui che, grazie a una rapida carriera nella Compagnia di Gesù, arrivò ad essere arcivescovo di Buenos Aires e ora è Papa. Un ritratto a tratti amaro, dove non mancano zone d’ombra, che delinea una personalità complessa e sfuggevole, un vero e proprio “quadro politico” della Chiesa.

Miguel Ignacio, il quotidiano argentino Página 12 riporta che lei è entrato a far parte dei gesuiti nel 1973 e che è stato ordinato sacerdote da Jorge Bergoglio nel 1984. Due anni dopo, nel 1986, lasciò la Compagnia di Gesù. Qual è stato il motivo della sua rinuncia?
Prima di tutto devo chiarire che non fui ordinato sacerdote da Bergoglio, che all’epoca non era vescovo. Solo un vescovo può infatti ordinare come “presbitero” (o comunemente, sacerdote) o come vescovo, un’altra persona. Mi ordinò il vescovo della diocesi di San Miguel, credo che si chiamasse Lorenzo di cognome e Bergoglio fu il mio “padrino” di ordinazione sacerdotale, che è un aspetto più che altro formale. Uscii dalla Compagnia di Gesù nel 1986 perché allora in Argentina si stava presentando un progetto di legge sul divorzio con il quale io ero pienamente d’accordo. Non mi sembrava, né mi sembra giusto, che la Chiesa Cattolica voglia e possa imporre i suoi criteri dottrinari nella legislazione civile, di carattere laico, sul matrimonio o qualsiasi altro tema – come l’aborto non punibile o il matrimonio tra persone dello stesso sesso – a persone che non professano la fede cattolica, non la condividono o sono perfino contrarie alla posizione cattolica, ma che certamente hanno gli stessi diritti civili di uguaglianza di fronte alla legge. Questo fu il motivo principale della mia rinuncia non solo dalla Compagnia di Gesù, ma anche della mia separazione totale dal cattolicesimo. Ce ne furono altre ma questa fu decisiva. Ricordo molto bene un professore gesuita durante quegli anni di studio, un grande docente e una grande persona che ci disse: “Ragazzi, è molto difficile studiare Teologia e conservare la fede”.
Sono d’accordo con lui senza nessuna obiezione. Di fatto sono agnostico da molti anni e non pratico nessun tipo di rituale religioso pubblico o privato.

Lei ha avuto in passato parole molto dure verso l’attuale papa Francesco I. Come mai un giudizio così severo? Che tipo di persona era Bergoglio quando era Superiore Provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina?
Sono stato quasi 14 anni nella Compagnia di Gesù, dal 1973 fino al 1986. Durante 11 di questi 14 anni Bergoglio fu il mio superiore diretto, prima come maestro dei novizi, poi come Provinciale dei gesuiti in Argentina e successivamente come rettore del Colegio Máximo di San Miguel dove noi “scolari” studiavamo Teologia e Filosofia. In un certo momento, dopo aver avuto con Jorge una relazione molto profonda, di confidenza reciproca per cinque anni – per molti aspetti ero quasi un confidente, gli raccontavo tutte le mie cose personali e lui mi raccontava alcune cose personali sue e altre del suo ruolo come Provinciale – arrivammo ad avere una profonda divergenza politica, tanto in senso pastorale, quanto liturgico ed ideologico. Bergoglio era un uomo molto manipolatore, manipolava le persone, sia seducendole, che minacciandole o punendole, in forma sottile o molto direttamente; per questo dissi in un’occasione “che aveva tratti psicopatici”. Voleva controllare le persone secondo la sua convenienza o per cercare di cooptarle sulla sua linea di pensiero e di azione pastorale e aveva una evidente sete di potere. Per me queste terribili attitudini e la sua “regressione conservatrice” verso posizioni tridentine, il suo allontanamento dallo spirito della “nuova Chiesa” portato avanti dal Concilio Vaticano II erano cose molto gravi, che determinarono la rottura totale della relazione con lui. Da quel momento in poi, non rispose nemmeno più al saluto quotidiano e mi obbligò a rendergli settimanalmente “il rendiconto della coscienza”, nome che i gesuiti danno all’apertura interiore totale al proprio superiore, rispetto al “buono, al cattivo, al bello e al brutto” di se stessi, cioè tutte le cose che io sentivo o pensavo, i miei difetti i miei “peccati”, i miei desideri, le mie delusioni. Tutto.
Rispetto alla nostra attività nei quartieri operai o nelle villas de emergencia nella zona di San Miguel o altre vicine, ci aveva proibito qualsiasi attività che potesse essere intesa come politica. Dovevamo occuparci esclusivamente di un’azione evangelica e catechizzatrice. Io non gli obbedii anche se mi muovevo con moltissima cautela e prudenza e solo con alcune persone nelle quali avevo piena fiducia e che si fidavano di me. Ci proibì di toccare temi politici con i gesuiti maggiori, sia da un punto di vista ideologico come in quello dell’attualità politica di allora. Specialmente con i nostri compagni gesuiti che erano cappellani militari. Adesso, con il passare del tempo e con la possibilità di un’altra prospettiva, credo che molto probabilmente quell’ordine di Bergoglio fu dato per proteggerci dall’azione terrorista di Stato che esercitavano le forze armate argentine durante la dittatura civico-militare.

Anche ai sacerdoti Orlando Yorio e Francisco Jálics proibì di realizzare qualsiasi attività fino a quando poi non se ne andarono o furono espulsi dalla Compañia…
La sua opinione era che la Chiesa non doveva fare politica – anche se lo faceva costantemente, tanto all’interno della Compagnia, quanto verso l’esterno, con i vescovi e le autorità de facto – e questa era anche l’opinione di Giovanni Paolo II. Quando il Generale dell’Ordine, il padre Pedro Arrupe, che era un uomo progressista, rimase invalido a causa di una emorragia celebrale, non ricordo esattamente in che anno, (nel 1981, ndr) e dovette delegare il governo della Compagnia ai suoi assistenti generali fino all’elezione di un nuovo Padre Generale, Giovanni Paolo II nominò due gesuiti ultraconservatori ai vertici della Compagnia, uno dei quali venne in Argentina e si riunì con tutti per garantire che i gesuiti argentini seguissero la linea pastorale decisa dal Papa.
Rispetto a padre Yorio e a padre Jálics, seppi solo direttamente e personalmente che Bergoglio li discreditava pubblicamente e continuamente tra di noi (ma lo faceva anche con altri gesuiti che si rifiutavano di seguire la sua linea pastorale o la mettevano in discussione). Quello che so in maniera diretta e personale è che quando i militari della Marina, che avevano sequestrato e torturato Orlando (e anche Francisco Jálics) lo liberarono, Orlando molto impaurito chiamò Bergoglio e lui, almeno in quel momento, lo abbandonò. Io ero nell’ufficio provinciale di Bergoglio e stavo parlando con lui quando ricevette la telefonata e ascoltai le risposte taglienti e in tono irritato che dava al suo interlocutore – io in quel momento ignoravo chi fosse – in una conversazione che non durò nemmeno un minuto. Quando terminò, mi disse infastidito: «[Era] Yorio, lo hanno rilasciato dall’Esma». Io, meravigliato, perché non sapevo nulla di quanto era accaduto, gli domandai: “In che senso ‘lo hanno rilasciato’? Lo avevano sequestrato? Jorge, non ne avevo la più pallida idea!”. Rispose: “Perché io avevo proibito di parlare di questa cosa a quelli che lo sapevano” (suppongo si riferisse a qualche cappellano militare gesuita). “È fatta”, aggiunse, “che non mi dia più fastidio, che si arrangi”. E continuò, molto tranquillamente: “Di cosa stavamo parlando?”.
Il resto delle cose che so sul sequestro e le torture subite da Orlando Yorio e Francisco Jálics è quello che da tempo ormai è stato diffuso pubblicamente. Di questo sì, ne sono convinto, che quello che ha detto e testimoniato Orlando Yorio fino alla sua morte, è la verità.

In un’occasione ha denunciato la cattiva amministrazione che faceva Jorge Bergoglio dei fondi della Compagnia. Può chiarirci questa vicenda?
Questo me lo disse il Provinciale che mi fece firmare le dimissioni dalla Compagnia di Gesù nell’anno 1990, quattro anni dopo aver lasciato l’Ordine. Fu il padre Víctor Zorzín, un’eccellente persona, che mi contattò, molto cordiale e comprensivo (Bergoglio invece parlava con profondo disprezzo, accusandoli di essere dei “traditori”, di quelli che lasciavano la Compagnia). Quando mi incontrai con Zorzín per la firma, una delle cose che vennero fuori da quella conversazione fu il fatto che io avevo consegnato del denaro in contanti a Jorge Bergoglio quando lui era Provinciale, denaro che io avevo ricevuto come eredità dopo la morte di mia madre. Io non potevo disporre dei miei beni per il voto perenne di povertà e Bergoglio mi permise di consegnare la metà dell’eredità alle mie sorelle e l’altra metà mi disse che era per la Compagnia. Io gli consegnai il denaro in contanti e senza chiedere nessuna ricevuta, e nemmeno lui me la consegnò. Semplicemente mi fidavo di lui, era il momento in cui avevamo una buona relazione. Seppi quindi, in quell’occasione, nel 1990, dal Provinciale Zorzín che sui libri non c’era nessuna traccia di quel denaro e nemmeno di quello relativo ad alcuni diritti di vendita di un appartamento di mia madre, diritti che non esercitai per ignoranza del tema e che Bergoglio non mi spiegò, anche se avrebbe dovuto farlo. Zorzín e padre Hipólito Salvo, che era dottore in Diritto Canonico e che sarebbe dovuto essere mio avvocato in un giudizio canonico al quale, alla fine rinunciai, mi dissero che Bergoglio avrebbe dovuto depositare il denaro in un conto a mio nome e la Compagnia avrebbe dovuto aiutare mia madre nelle spese mediche, ovviamente registrando tutto nei libri contabili. Il denaro sarebbe dovuto rimanere sul mio conto fino a quando io non avessi fatto professione solenne (se fossi stato ammesso) alla fine della mia formazione, e in quel momento io avrei dovuto disporre un testamento dove specificavo a chi, come e quando andavano quei soldi, se alla Compagnia di Gesù, ai miei familiari o per esempio ai pompieri volontari. Era questa la procedura corretta e nel caso che io me ne fossi andato, come poi è effettivamente successo, quel denaro, mi sarebbe dovuto essere restituito. Ciò nonostante me ne andai senza un soldo, anzi solo con un biglietto da 5 australes, la moneta argentina di allora, che non valeva assolutamente nulla, nemmeno ci pagavi un taxi. Quel biglietto ancora lo conservo. Ambedue i sacerdoti mi informarono che dopo una riunione interna, successiva al provincialato di Bergoglio, era stata accertata la mancanza di circa 6 milioni di dollari che dovevano essere registrati sui libri contabili e invece non ve ne era nessuna traccia. Non ho nessun motivo per dubitare della parola di entrambi.

Quale fu in generale la posizione della Compagnia di Gesù verso la dittatura e nel caso specifico quella di Bergoglio? Che ricordi conserva di quell’epoca?
C’erano posizioni molto diverse. C’erano quelli che, soprattutto i cappellani militari, erano molto a favore e collaboravano attivamente, altri eravamo contrari, assolutamente contrari e c’erano anche quelli che non si pronunciavano in merito. Non c’era quindi una posizione monolitica della Compagnia di Gesù verso la dittatura civico-militare. Nel caso specifico di Bergoglio, e lui poi lo ha detto pubblicamente, ebbe dei contatti diretti con almeno due dei membri della Giunta Militare che governava il Paese (l’ex generale Videla e l’ex ammiraglio Massera, ormai deceduto). Io lo seppi direttamente da lui: me lo raccontò di ritorno dagli incontri. Io guidavo la sua auto nei viaggi che faceva da San Miguel a Buenos Aires e ritorno. Ora lui dice che ebbe questi incontri perché stava cercando di tirare fuori dalla Scuola di Meccanica dell’Armata Orlando Yorio e Francisco Jálics che erano stati sequestrati dalla Marina. Io pensavo invece che andasse da Massera perché voleva vendere alla Marina l’Osservatorio Nazionale di Fisica Cosmica, una struttura che si dedicava alla ricerca scientifica, proprietà dei gesuiti argentini, confinante con il Colegio Máximo e che alla fine comprò la Forza Aerea. A pochi giorni dal colpo di Stato del 24 marzo del 1976, l’Osservatorio fu invaso e praticamente distrutto dalla Marina, soprattutto nei padiglioni dove si stavano realizzando ricerche molti importanti e avanzate nel campo delle fibre ottiche (come mi aveva raccontato uno scienziato gesuita direttore del Dipartimento di Fisica Solare e vice direttore dell’Osservatorio, l‘Argentina stava competendo direttamente e a pari livello con gli Stati Uniti e il Giappone con ricerche molto avanzate sulle fibre ottiche , che poco dopo hanno avuto l’importanza che tutti noi conosciamo). Vennero distrutte anche le installazioni dove si faceva ricerca di missilistica. È certo che la Marina e il governo de facto in generale seguirono le istruzioni o gli ordini dell’ambasciata degli Stati Uniti. Anche oggi ci sono politici dell’opposizione che continuano ad andare all’ambasciata americana a parlare direttamente con l’ambasciatrice (e prima lo hanno fatto con i suoi predecessori) per fornirgli dati o per ricevere istruzioni. Ci sono i cable di Wikileaks che lo provano. Qui in Argentina l’ambasciata statunitense è definita ironicamente “l’ambasciata” e basta, come se non ce ne fossero altre.

Che posizione aveva allora Bergoglio verso la Teologia della Liberazione?
Totalmente contraria. Di fatto come studenti di Teologia mai abbiamo letto o nemmeno studiato un solo libro per esempio di Gustavo Gutierréz, uno dei fondatori della Teologia della Liberazione o di Boff, o di Paulo Freire, con i suoi studi su una educazione che non sia “dipendenza” culturale. In Filosofia abbiamo letto poco, molto poco di Heidegger e di Kierkegaard, un solo capitolo di Così parlò Zaratustra… Nemmeno a parlarne di Marx, Engels, Sartre, Focault, i postmoderni, eccetera. Niente che potesse contraddire la dottrina o i dogmi cattolici. Tutto questo dietro esplicita disposizione di Jorge Bergoglio.

L’attuale Papa raccoglie molto consenso per la sua vicinanza ai poveri, per le sue frequentazioni delle favelas di Buenos Aires e per la sua semplicità. Ci sono differenze, che lei ricordi, tra il Bergoglio di oggi e quello di allora?
Sono 26 anni che ho lasciato la Compagnia di Gesù e non ho mai più incontrato Bergoglio. L’ho visto solamente sui giornali o qualche volta in televisione. Io per principio, e per esperienza personale, sono portato a credere che le persone possono cambiare e che possono avere cambiamenti profondi, diventare brave persone, avere una vita migliore, vivere più in pace con se stesse e in maniera costruttiva per sé e per gli altri. Vedo in televisione testimonianze di persone che dicono che Bergoglio va nelle villas, porta gli stivali di gomma nei giorni di pioggia, appoggia i sacerdoti che lavorano nei quartieri poveri. A me personalmente non risulta ma molte persone lo affermano e non vedo perché non dovrei credergli o perché non dovrei pensare che Bergoglio non possa essere cambiato. “Per i suoi frutti lo conoscerete” dice il Vangelo. Appetteremo questi frutti, quindi.

Ci sono quelli che definiscono Papa Francesco I un progressista per l’apertura verso i settori più emarginati della società e ci sono quelli che lo definiscono un conservatore e un “politico” per la sua vicinanza ai settori d’opposione al governo dei Kirchner in Argentina. Qual è la sua opinione al riguardo?
Bergoglio politicamente è molto abile ed è una persona molto intelligente. È molto capace di muoversi tra due acque e far sentire tutti vicino a sé. Come dice un giornalista argentino che conosco personalmente e con il quale concordo, Bergoglio “è il quadro politico più importante, per lo meno negli ultimi 20 o 30 anni, nella storia della Chiesa in Argentina”. Ma non credo che sia progressista. Nemmeno lontanamente. Può essere che sia “il meno conservatore” tra tutti i cardinali che hanno partecipato al recente Conclave. Può essere che abbia una autentica preoccupazione per i poveri, i “condannati della Terra” e che dal suo incarico di pontefice cattolico, cercherà di lottare contro le cause strutturali sistemiche della povertà e dell’ indigenza. Ma la Chiesa Cattolica è un’istituzione molto conservatrice, alleata del potere in generale e storicamente, è quindi molto difficile da cambiare. Forse Bergoglio potrà ottenere alcuni cambiamenti, ma saranno minimi. Spero di sbagliarmi del tutto, non solo per il bene dei cattolici e dello stesso Bergoglio, ma per i milioni e milioni di persone che soffrono la povertà e l’emarginazione sempre più feroci che ha impiantato il neoliberalismo imperante, contro il quale molti stiamo lottando in vari paesi dell’America Latina e dei Caraibi.

Quali saranno le sfide e i compiti che dovrà affrontare adesso papa Francesco I e perché crede che sia stato eletto proprio lui al soglio Pontificio nonostante quelle ombre così pesanti sul suo passato? Ci sono speranze che la Chiesa Cattolica si possa finalmente rinnovare?
Io credo che la gerarchia della Chiesa, almeno dalla conversione al cattolicesimo dell’imperatore Costantino, circa 1.700 anni fa (era l’epoca in cui la religione del principe era la religione del popolo) sia stata sempre relazionata al potere. Quindi la Chiesa Cattolica e tutte le Chiese istituzionali sono sicuramente ultra conservatrici nel senso di conservazione del potere. Rispetto a temi dottrinari e abitudini disciplinarie non credo che Bergoglio possa cambiare nulla, ma in altri aspetti come per esempio una maggiore conversione della Chiesa verso i poveri, una possibile depurazione della cupola vaticana associata agli scandali finanziari, una politica più dura e più chiara verso i sacerdoti o i vescovi pedofili, una maggiore apertura verso i divorziati ed altre questioni di indole familiare e morale sessuale. È più possibile che probabile. Non credo tuttavia che possa riuscire a convertire un’istituzione ultraconservatrice in un’istituzione progressista, neanche se lo volesse.

E rispetto ai governi progressiti dell’America latina, che posizione immagina che avrà Papa Francesco I?
Lui nell’incontro con la nostra presidente ha detto che vede con molta simpatia i governi progressisti che stanno cercando la conformazione di un sub continente più giusto e unito nella Patria Grande che sognarono Simón Bolívar, Francisco de Miranda, Sucre, San Martín, José Martí e altri eroi dell’indipendenza latinoamericana e caraibica. Può essere che favorisca in qualche modo questo processo o che, per lo meno, non gli metta i bastoni fra le ruote; sicuramente non interverrà in maniera pubblica, apertamente. Se sarà coerente con quello che ha detto a Cristina intercederà favorevolmente, appoggerà questi processi sempre con discrezione e da un secondo piano. A me non interessa la religione in sé, salvo come materia di studio, perché mi interessano le religioni comparate. Io voglio un Papa, di qualsiasi nazionalità sia, che non si intrometta nella politica argentina e latinoamericana, che interceda decisamente solo per i poveri. So che è inevitabile che la Chiesa Cattolica e le altre chiese facciano politica. Ogni azione pubblica, infatti, anche se di singoli individui, è politica.

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