Nei Tempi di Menzogna Globale, dire la Verità è un Atto Rivoluzionario. Per questo Google dal giorno 6 giugno ci ha bannato e per ben 6 mesi?

Hanno partorito un mostro giuridico

Non ce ne stiamo accorgendo ma, nel giro di poche settimane, la repubblica di Napolitano e della Boldrini, del ministro Kyenge e dei volenterosi manovali del Parlamento, sta stravolgendo lo Stato di diritto e il senso della giustizia col plauso dei media.

Viene introdotto il reato di omofobia, nasce cioè un reato dedicato in esclusiva; viene introdotto il femminicidio, cioè viene stabilito che c’è un omicidio più omicidio degli altri; viene negato il reato di immigrazione clandestina e dunque la cittadinanza non ha più valore; viene introdotto il reato di negazionismo, valido solo per la shoah.

Vengono così stravolti i principi su cui si fonda ogni civiltà giuridica: l’universalità della norma che deve valere per tutti, il principio più volte sbandierato e poi di fatto calpestato, della legge uguale per tutti; viene punito col carcere il reato d’opinione, e colpendo solo certe opinioni; viene sancita la discriminazione di genere, a tutela di alcune minoranze; è vanificata l’opera del giudice nell’individuare eventuali aggravanti nei reati giudicati perché vengono indicate a priori quelle rilevanti e dunque sono suggerite pure quelle irrilevanti.

Usano l’eccezione per colpire la norma, piegano le leggi a campagne ideologico-emotive e le rendono variabili. Sfasciano la giustizia col plauso dei giustizialisti, uccidono la libertà e l’uguaglianza, il diritto e la tolleranza nel nome della libertà e dell’uguaglianza, del diritto e della tolleranza.

Un mostro. E se provi a dirlo, il mostro sei tu, a suon di legge.

http://www.ilgiornale.it/news/interni/959523.html

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“Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede” San Paolo (2Timoteo 4:7)(pagina di approfondimento sulle guerre, gli stermini, i genocidi, i massacri di cristiani, bambini, donne, fedeli, diseredati dal mondo)

Il mondo si sta prendendo il tuo Tempo attraverso la diffusione della Paura
…ma noi diciamo: quello che non faranno mai sapere al “contadino” è proprio quanto è buono il cacio con le pere. Che equivale per noi “poveri cristiani che sappiamo tutto” a non far sapere al padrone come potremmo cavarcela senza che qualcuno glielo vada a riferire, essendo rimasti davvero in pochi a crederci a causa della vera conversione in Gesù per tramite di Sua Madre Maria, Nostra Signora della Tenda.
Che poi significa anche: quanto è buono tutto ciò che è naturale. E pensare che la vita degli Arcieri è scandita tra preghiere, piccole coltivazioni e allevamenti domestici, trasformazione dei prodotti, buona mangiata salutare e comunitaria, amore e tenerezze, gratuità in famiglia e ciclo della vita. Cosa volete di più?

Eppure tutto questo chi comanda nel mondo, ed il Principe di Questa Terra, non vogliono che tu lo sappia, perchè loro hanno bisogno di schiavi instupiditi!

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“Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede” San Paolo (2Timoteo 4:7)

Dal giorno 6 giugno 2013 escogitur è stato bannato da Google.

Da questo momento ci seguono solo gli affezionati e gli amici e coloro che ancora ci riescono ad individuare sui search engine, finchè non scompariremo dai loro profili e sarà impossibile trovarci con la ricerca online. Un bene, un male? Questo lo sapremo a medio termine. Forse così nessuno saprà cosa stiamo dicendo e facendo e potremo rimanere tutelati. Ma potremmo anche pensare che mentre la gente non ci trova, i Servizi Segreti invece sanno chi siamo e ci tengono d’occhio, ci monitorano. La cosa più probabile. Se così fosse, mando loro un saluto: sanno dove trovarmi e lo facessero presto. Il sangue dei martiri ha sempre prodotto nuovi testimoni di Fede.

Il tempo di organizzarci al meglio e riprenderemo anche la recita del Rosario mattutino, alle 7:00. Che a quell’ora DA’ LA PACE per un buon inizio di giornata (e non toglie la pace come qualcuno pensa, perchè invece dà un ordine costruttivo e spirituale all’intera giornata che si ha di fronte e ci pone di buon umore nella formazione di un gioco di squadra con amici veri). Fatte le dovute considerazioni sulle naturali selezioni dei vari quaqqaracquà che si sentono convertiti sulle strade di Damasco, e questo proprio per l’orario decisamente incompatibile con quello di chi vive in mammona, per mammona e con mammona, forse saremo in pochi ma decisamente buoni e così potremo anche distinguerci dai navigatori solitari della rete, dai parvenue, dagli infiltrati e da quelli che pur considerandosi Arcieri o cattolici resilienti o semplicemente cristiani, abusano del lavoro altrui, ossia prendono, accumulano senza condividere nulla. Il Rosario recitato in comunione resta l’unico approccio per la santità, checche se ne pensi. Anzi, potremmo dire che al Rosario oggi si applica quello che San Paolo ci raccomanda con l’Inno alla Carità nella Lettera a Corinzi:

Il resto sono chiacchere e “sollazzi mentali” di falsi visionari, ipocriti, figli della perdizione che hanno perso il Paradiso e nè mai più lo avranno; fifoni da strapazzo che si tengono stretto ciò che hanno anche se ciò li tiene lontani da Dio e dalla santità sovvertendo il concetto stesso del valore offerto dai Sacramenti e dal Peccato dato dalla trasgressione dei Comandamenti, l’unica Legge Morale a cui dobbiamo attenerci; cinici cattolici, tiepidi cristiani, neoconvertiti alla neo religione pagana presieduta dai conciliaristi; perditempo, traditori, ladro di tempo, di anime e di confessioni; spietati rancorosi, famelici e ingannatori per la propria e altrui vita; gente confusa e criminale che uccide senza usare le armi; se possibile, traditori della causa di Dio perchè inquieti nel profondo della propria anima ed emotivamente instabili… o semplicemente gente che non sà effettivamente a cosa crede o credere e che scambia la religione per una camesse spirituale New Age di giaculatorie, canti, immagini e colori, danze e ritmi, genuflessioni e allegorie; o per  un istituto di beneficienza; o per un dispensatorio da cui attingere farmaci spirituali, nuove amicizie, e su cui riversare colpe, anzie, stress, sogni e amori disperati e improbabili; o per la cura delle proprie patologie psichiche ed il vuoto spirituale che le attanaglia; o anche per il solo proprio edonismo esacerbato dalle infinite espressioni del proprio “ego” traviato da questa società insana che non ti riconosce nulla e che per lei nulla sei. Ma non per questo hanno diritto di usare e abusare di chi offre amore, amicizia e compassione.

Ciò detto non vale per chi al Rosario non si è mai accostato, o per chi è abituato a dirlo solo; vale invece per coloro (chi legge e si sente toccato resti mortificato da questo monito!) che volendolo recitare nei modi che lo facciano sentire parte di un corpo mistico che è la Santa Chiesa Cattolica, poi vantano (con se stessi) mille scuse per non (poterlo, volerlo, saperlo) recitare in gruppo quando gli viene offerta l’opportunità o anche quando ne abbiano manifestato una formale aderenza. E’ a questi che rivolgo le parole più dure di disincanto e delusione, sentendomi tradito e lasciato solo, forse, proprio dai migliori amici; nel momento più duro della battaglia (di cui escogitur è la cartina da tornasole) quando era il momento di fonderci, di fortificarci insieme per arginare l’avanzata inesorabile ed irreversibile del Male prima della Parusìa di Nostro Signore. Che se è vero che il Cielo non ci lascia mai soli, comunque porrà tutti INEQUIVICABILMENTE senza sè e senza ma, di fronte ad una scelta anche a costo di lasciare sul campo mogli, mariti, figli, genitori e fidanzati. Quindi perchè non cominciare ora a simulare quanto presto accadrà? Perchè, si sappia, ora abbiamo tutto il tempo per testare la forma del dolore (che vi assicuro è immensa e quasi insuperabile se non fosse per l’amore che Dio ci ha promesso; e a volte sembra di non sopravvivere) e che dopo verrà, per forza, anche a scomputo del nostro “vegetarismo bieco” quando Gesù ci apparirà in Spirito nel Giudizio in Piccolo, quel dolore di dover scegliere a freddo, senza condizione, senza preavviso verrà consumato in una frazione di tempo, quello in cui Gesù ci chiederà di rispondere alla Sua Chiamata: vieni e seguimi! E non avrete più tempo di dire: non ho i soldi per pagare il prossimo affitto, mia figlia deve concludere la scuola, il mio fidanzato non si è ancora convertito e non mi seguirebbe, mia madre è sola e malata, mio marito è al lavoro all’estero… Perchè i Tempi di Dio a quel punto sono terminati ed ognuno decide per sè… Ed è proprio lì che capitoleranno i saggi, i dotti, i furbi, gli indecisi, gli arroganti, i superbi, i calcolatori, gli ipocriti… i sicari della economia e chi fa finta di non vedere e di non sapere

Molti poi dicono: ma intanto quando sarà il momento impareremo tutti a comportarci come Rossella O’Hara di “Via con il Vento” nella tenuta di Tara, perchè DAMANI SARA’ UN ALTRO GIORNO. Ma di fronte a Dio non è proprio così che vanno le cose. Dio ci vuole Pronti il più presto possibile perchè nel frattempo ci sono molte anime da CONVERTIRE e da instradare nel percorso di Salvezza. Ciò non significa che poi non intervenga nella Sua Maestosa Misericordia; ma secondo i meriti. Per cui San Giovanni ci dice così: i Cuori Caldi diventeranno Caldissimie  vedranno da subito il Signore; i Cuori Tiepidi che avranno scelto di essere del Signore e non di Mammona diventeranno Cladi ma vedranno solo Gesù in Spirito; i Cuori Tiepidi che avranno deciso di rifiutare Gesù saranno Dannati assieme ai Cuori Freddi che non hanno accettato la Parola del Signore, la Rivelazione e la Resurrezione per la Salvezza.

Tornando alla censura.

Non conosciamo le ragioni di questa sospensione, ma abbiamo modo di credere che a Google non piacciano i nostri studi, il nostro Lab’Oratorio, la nostra maniera di ricercare la Verità, nè i nostri contenuti (tuttaltro che politicamente corretti) selezionati dalla rete; e tanto meno il nostro modo di fare Dossieraggio. Altro che netiquette: ognuno usa il metodo che ritiene più vincente per sfondare la rete, per farsi trovare e per arrivare alla gente che ci cerca! Ma Google, giustamente, fa pesare il suo ruolo di arbitro nell’Agenda 21 (di cui ho approfondito un apposito Dossier che ci racconta anche come Obama archivia i dati fornitigli anche da altri fornitori quali Windows, Apple, Facebook, Twitter), o meglio controllori per conto terzi. E noi ne prendiamo atto, e scusate se è poco, per sentirci fieri di aver probabilmente scomodato qualcuno che si è dovuto prendere la briga di inserirci in qualche Lista Nera di cui è già stato vittima il giovane hacker Swartz che aveva individuato la Black List di persone che Obama vorrebbe vedere morte, e che aveva in testa anche il suo nome. Per noi, alla fine, tutto questo non può che essere un vanto, visto che nei Tempi della Menzogna Globale, dire la Verità è un Atto Rivoluzionario. Lo abbiamo già sperimentato assieme agli amici di Stampa Libera fino a quando non hanno deciso di abbassare le ambizioni dopo l’improvvisa morte del figlio 22enne di Lino Bottaro, Luca.

Ovviamente Mammona continua a giocare il suo ruolo nella società della carenza, del consenso e del dissenso; ma noi continueramo ad esercitare la nostra Vocazione di Vigilanti e di Arcieri (discepoli montfortiani e figli di don Bosco), come si addice a chi è devoto a Nostra Signor174 - SaioMarcoSGiovannia della Tenda, l’Augusto Tabernacolo.

Ovviamente da buoni complottisti abbiamo anche altri pensieri. Per esempio ai tempi della Freedom Flotilla, nel maggio 2010, rimanemmo 15 giorni offline. Poi arrivarono le Primavere Arabe ed il quella occasione rimanemmo offline ma perdemmo anche in un colpo solo tutti i contatti (migliaia) su Facebook (motivazione? Volevamo una copia della Carta di Identità e lo statuto di escogitur). Infine con l’assedio di Gheddafi, una’altra sospensione e la decisione di chiudere fino alla nuova apertura il 16 marzo del 2013. E se ora fossimo prossimi ad un attacco alla Siria e magari anche di fronte ad una escalation per l’Armageddon Finale?

Intanto il Presidente Letta, senza che la stampa ne metta in evidenza la sua manifesta incostuzionalità, ha detto che la sua battaglia fiscale sarà condotta parallelamente alla sottrazione di denaro circolante fino alla sua totale eliminazione. Ovviamente il denaro elettronico è più facile da monitorare e meglio ancora se attraverso un microchip. Obama docet.

Ora, quello che ci si domanda è: può essere un caso che siamo stati bannati proprio nei giorni in cui il Bilderberg si sta incontrando a Londra per decidere le future sorti del’umanità e forse della sua transumanizzazione? Italia e Germania sono entrambe sotto il tacco del vincitore Americano. Come anche il Giappone. Il Bilderberg con il controllo diretto sulle Mafie e sulle Guerre compreso la militarizzazione dell’atmosfera ed il francking o stravolgimenti ambientali, ne fa da garante con un super consiglio del governo Stegocratico. E se i tre sconfitti di Yalta provano ad uscire dal seminato si beccano uno tsunami, un terremoto o una discreta alluvione, come sta ora succedendo in Germania e come è successo in Italia ogni qual volta si è voluto alzare la testa.

E ancora. E’ possibile che ciò accada nell’era in cui in Vaticano stanno regando due (falsi) pontefici e nel momento in cui la gente comincia ad accorgersi del Grande Inganno? Ecco perchè è giunta ora della Resilienza Cattolica nei tempi della Decrescita Felice.

Questa battaglia è ardua, difficilissima, e dissemina spargimento di sangue e rende impossibili e probabili i prodigi dell’amore; determina sofferenza e solitudini anche per mano delle persone tanto amate e con cui hai sognato grandi progetti; spacca le famiglie e disperde le amicizie. E’ la Grande Tribolazione. Facciamoci coraggio!

12 risposte a “Nei Tempi di Menzogna Globale, dire la Verità è un Atto Rivoluzionario. Per questo Google dal giorno 6 giugno ci ha bannato e per ben 6 mesi?”

  1. Banche, Italia seconda solo alla Spagna per dipendenza dal sistema

    Posted By On 26 nov 2013

    soldi-euro

    Italia sempre più dipendente dagli istituti di credito. A sollevare il caso, numeri alla mano, è stata la Banca Centrale tedesca che, alla vigilia dell’esame comunitario sul credito del vecchio continente ha lanciato un monito ai Paesi in crisi dell’Eurozona che sono sempre più dipendenti dalle proprie banche per la copertura del debito sovrano.

    Un esempio? Senz’altro la Spagna, le cui banche da novembre 2011 a settembre 2013 hanno aumentato il portafoglio di debito sovrano nazionale da 165 a 299 miliardi di euro (+81%). Non sono molto lontani, però, i dati delle banche italiane che nello stesso periodo registrano un aumento del 73 per cento a 415 miliardi di euro. In Germania e Francia, invece, l’incremento della quota di debito pubblico in pancia alle banche nazionali è stata rispettivamente del 16 e del 14 per cento. L’allarme della Bundesbank segue la richiesta che le banche europee aumentino le loro riserve di capitale per coprire i rischi derivanti dai loro investimenti in debito pubblico. E arriva proprio mentre l’Adusbef snocciolava i dati sull’andamento delle sofferenze bancarie del sistema italiano. A settembre, secondo i calcoli dell’associazione dei consumatori, il dato lordo evidenziava un aumento del 22,8% a 144,25 miliardi di euro. Il costo, sempre secondo l’Adusbef, sarebbe di almeno 900 euro per ognuno dei 30 milioni di correntisti del Paese. L’associazione sottolinea poi che sono ancora più pesanti le sofferenze nette che sono aumentate in un anno del 28,3 per cento e sono individuate dalla Banca d’Italia come “sofferenze al valore di realizzo (nette)” ed al netto delle svalutazioni contabilizzate, sottraendo alle lorde i fondi rettificativi su esposizioni per cassa, che includono sia i fondi che assolvono la funzione di rettificare i valori dei finanziamenti, sia il loro ammontare, sulle quali governo e Parlamento si accingono ad approvare l’ennesimo “aiutino” richiesto dall’Abi e inserito nella legge di stabilità, che graverà per circa 20 miliardi di euro in 7 anni sulla collettività. Alla Confindustria del credito, però, non basta. “Chiedere alle banche un ulteriore sforzo finanziario per due anni – quest’anno e l’anno prossimo – per sostenere tutto l’onere del mancato incasso della seconda rata dell’Imunon è saggio”, dice il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini. “Questo impone un ulteriore onere al settore che ha sopportato finora lo sforzo di cinque anni di crisi continuando a fare credito all’economia”, rivendica.

    fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/18/banche-italia-seconda-solo-alla-spagna-per-dipendenza-dal-sistema/781336/

    Visto su signoraggio.it

  2. Parusìa si riconcilia con Barnard. Ma con delle riserve

    Qualcuno forse ricorderà quando scrissi su Ingannati l’articolo che recitava così:
    Protagonismi fuori luogo (Marco Turi su Barnard) In quella occasione fui duro su Barnard perchè non di rado mostra di avere tanta capacità analita quanto anche, in proporzione, un carattere odioso. Ma con quanto mostrato mercoledì 15 ottobre 2013, c’è solo da togliersi il cappello.

    E’ un obbligo precisarlo: lo sappiamo tutti che la Banca d’Italia non era il toccasana. Ma quello che Barnard ha detto per la prima volta in maniera così organica in TV va sottolineato come degno della massima attenzione.

    Quello che penso è che per la prima volta si è data una spallata così potente alla stegocrazia. Barnard in 8 minuti ha fatto molto molto di più di Grillo in 20 anni di spettacolarizzazione della politica e dei suoi vaffa. Comunque è solo una mia opinione. Quello che sò è che da anni che frequento internet (dal 1996) è la prima volta che un messaggio sulla debitocrazia e sulla trappola dell’Euro e della moneta in genere mi arriva così direttamente alla pancia (nel senso di formazione di una massa critica) e secondo una logica persuasiva ed efficace.

    Infatti quello che cerco di dire è che non si deve lasciar valutare queste problematiche sociali solo ai tecnici (ed io non lo sono) o agli esperti (come ce ne sono molti su Ingannati e molto arguti e ben preparati), ma anche a coloro che esprimono delle perplessità sul modo di sentirci raccontare quest’inganno dalla Tv senza mai apparire così elementari e definitivamente chiari. Barnard è un esperto di comunicazione ai più alti livelli perchè lo fa anche con la sua fisicità, mandando tutti a cagare se non gli dài retta. E di contro noi stessi lo scarichiamo spesso più per non essere trattati da lui in maniera così da schifo come fosse lui l’unico detentore della verità, che per quello che dice e fa. Ma è questo che ci serve oggi per far passare un principio capace di abbattere non solo muri di cemento e di mattoni, ma soprattutto quelli di gomma.

    Il grafico mostratoci nel programma La Gabbia, in prima serata, proposto da Paolo Rossi Barnard e propiziato da Gianluigi Paragone giornalista rock di frontiera è di una semplicità inaudita. E dovremmo ringraziare La7 ed Urbano Cairo di aver dato a loro tutti, compreso Claudio Borghi, Alberto Bagnai, e la giovane Lidia Undiemi questa opportunità in prima serata e in altre trasmissioni dello stesso canale televisivo, dopo essere stati, da altri editori televisivi, più pubblici che privati, relegati per anni ad ore proibitive. E l’idea che le tasse con contribuiscono a pagare i servizi è apparsa finalmente così chiara da far certamente cascare le braccia a qualche troll o debunker o gatekeeper e a qualunque professore che insegna alle giovani generazioni la complessità dell’economia là dove è stata formulata così inacessibile e con propositi malefici proprio ai più alti livelli (quelli del Nobel inclusi) per perpetrare e perpetuare una truffa vera e propria contro la comunità ed il genere umano.

    Per quanto riguarda gli Stati Uniti, direi che Barnard ha una visione partigiana e nostalgica che non fa i conti con la verità, aciocchè è noto il colpo di Stato perpetuato dai banchieri Rothshild e Rockefeller per stampare moneta tramite la Federal Reserve che altri non è che una Banca Centrale in mano Privata. Ma lascio agli altri aggiungere tutto quello che c’è da dire a tal proposito, che è già ben noto a chi cerca le informazioni nella rete.

    Aggiungo altro link di un precedente intervento ne La Gabbia dello stesso Barnard

    Buona visione

  3. Ma è vero questo? Il web ha un mese e mezzo di vita

    Il web ha un mese e mezzo di vita

    Pubblicato 16 ottobre 2013 – 13.45 – Da Claudio Messora

    L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’AGCOM, sta per concedere agli editori, soprattutto alle televisioni, la possibilità di far cancellare in sole 72 ore i contenuti presenti sul web, anche interi siti, senza nessun vaglio della magistratura, con una semplice segnalazione. Con la scusa del diritto d’autore, il rischio è ancora una volta il controllo e la censura dell’informazione libera. Una norma simile non esiste in nessun altro Paese del mondo, perlomeno tra quelli che consideriamo democratici. Se il Parlamento non interviene, la delibera sarà operativa entro un mese e mezzo. Ho intervistato Fulvio Sarzana, avvocato esperto di tematiche legate alla rete. Qui sotto il video e la trascrizione.

    Fulvio Sarzana Claudio Messora Byoblu Agcom Delibera Copyright Diritto d’Autore

    Fulvio Sarzana, avvocato esperto di questioni inerenti al web, animatore della campagna sitononraggiungibile.info. Cosa sta succedendo?

    Sta succedendo qualcosa di molto grave, a mio giudizio, perché l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (l’Agcom, un’autorità indipendente i cui membri sono nominati dal Parlamento e che oggi è tuttavia senza un membro che si è dimesso) ha deciso di far sì che i contenuti presenti sul web, senza nessun vaglio della magistratura, possano essere cancellati entro 72 ore dalla loro segnalazione.

    Tutto questo mi ricorda una delibera analoga di qualche tempo fa, proprio dell’Agcom.

    Già, ma il Presidente dell’epoca, Calabrò, decise che non si poteva rilasciare perché non c’era l’autorizzazione del Parlamento. Le disposizioni contenute erano lesive della libertà di espressione. Calabrò decise di soprassedere poiché ritenne di non avere il potere di farlo.

    Invece, questo nuovo Presidente…

    …decide di farlo comunque, senza ascoltare tutte le istanze che provengono dalla società civile in ordine alla libertà di espressione. Tante organizzazioni internazionali, ma anche ad esempio Noam Chomsky, o Stefano Rodotà, hanno definito la delibera un attacco fondamentale ai diritti dei cittadini e alla libera espressione. Il nuovo Presidente ha deciso di ignorare tutti. Anzi, ha accelerato, proponendo la nuova delibera che è addirittura molto più restrittiva, a giudizio di tante associazioni del mondo delle imprese e del mondo del consumo.

    Chi si è attivato per contrastarla? Ci sono Articolo 21, AltroConsumo, AssoProvider…

    Sì, sono in tanti a dire: “Perché dobbiamo cancellare il web? Perché dobbiamo censurare?”. Tenete presente che è proprio attraverso i provider italiani, cioè coloro che forniscono l’accesso a internet, che in 72 ore sarà possibile cancellare un singolo contenuto oppure, se l’infrastruttura è all’estero, tutto il sito.

    Spieghiamo come funziona questa delibera.

    La delibera ha due aspetti fondamentali. Il primo riguarda il web in generale: chiunque ritenga che ci sia anche solo qualche secondo di materiale che gli appartiene, un video o una fotografia per esempio, pubblicata in rete senza la sua autorizzazione, si rivolge all’Agcom. L’Agcom cerca in prima battuta di trovare colui che avrebbe violato il diritto d’autore. Se non lo trova, cosa più che frequente (spesso i siti sono ospitati su server che si trovano all’estero, oppure più semplicemente l’autore del caricamento è in viaggio, o ha subito un lutto, o è malato, o magari ha una momentanea interruzione della connessione a internet e così via), l’Agcom ordina ai provider di cancellare il contenuto segnalato o addirittura l’intero sito.

    Il secondo aspetto è a beneficio delle televisioni. Le televisioni commerciali – e non – hanno il potere di far cancellare i contenuti presenti sul web in tempi molto rapidi, se ritengono che vi siano anche pochi secondi tratti dai loro palinsesti televisivi. L’Agcom sta creando uno strumento potentissimo che consentirà alle televisioni di mettere le mani sul web. Il web viene così trasformato in una grande televisione.

    Non è una novità: volevano già farlo con il Decreto Romani.

    Esatto. L’Agcom ha deciso di basarsi proprio sul Decreto Romani. La nuova delibera si fonda sul Decreto Romani proprio per dare all’Agcom il potere di intervenire nel settore web come se si trattasse di una televisione.

    Si potrebbe obiettare che la protezione del diritto di autore è cosa buona è giusta.

    Il diritto d’autore è una cosa importante, però va contemperato con il diritto all’informazione. In 72 ore non ci sarà il tempo di valutare se la libertà di informazione prevale: tante fonti informative sul web, che vivono per esempio grazie ai banner pubblicitari, saranno le prime vittime di questa delibera. Se tu hai un banner che ti rende 5 euro al mese, quello è già considerato uno sfruttamento di carattere commerciale che legittima la procedura abbreviata dell’Agcom: in 72 ore ti cancellano il sito.

    Ci sono precedenti internazionali poco rassicuranti…

    A Cuba, il canale “Cuba Debate” (dibattito cubano) è stato cancellato dopo aver fatto un’intervista a un agente della Cia che aveva rivelato informazioni esclusive su una serie di attentati. L’agente non aveva in seguito dato l’autorizzazione a mostrare l’intervista e così è stato cancellato l’intero canale, per violazione del diritto d’autore. Questo è quello che potrebbe accadere anche in Italia. Cioè da un singolo contenuto si passa direttamente alla cancellazione dell’intero contenitore. Se pensiamo ai blog, alle testate informative online e alle web-tv è un grave pericolo per la libertà di informazione del cittadino in rete.

    E poi, spesso l’informazione libera è fatta anche di frammenti tratti dal dibattito pubblico che vengono commentati. Oppure accade più spesso che immagini realizzate da blogger, semplici cittadini, caricate magari su YouTube, vengano riprese dalle televisioni. A quel punto, le televisioni lo marcano come proprietario, lo rivendicano e il tuo video (o l’intero canale) vengono cancellati. C’è uno strapotere delle lobby dell’editoria.

    L’esempio che hai fatto è un classico. Se una persona riprende un’immagine, fa uno scoop e la televisione lo marca, il rischio è che quella stessa televisione chieda all’Agcom di cancellare i contenuti originali, realizzati con tanta passione e sacrificio. Oppure può accadere che io vada in vacanza, faccia delle foto alla mia fidanzata o alla mia famiglia, ci metta sotto distrattamente qualche secondo di una qualunque musica coperta dal diritto d’autore e, nel giro di 48/72 ore, quel video venga cancellato dalla rete grazie alla delibera dell’Agcom. O ancora, magari, può accadere che un blog rielabori immagini prese dal web, già a disposizione di tutti tramite i motori di ricerca, per illustrare un post, magari farne un mash-up e comunicare meglio un’idea. Se queste immagini sono tutelate dal diritto d’autore…

    Cioè qui stiamo impedendo alla cultura di diffondersi.

    Questo è il problema! Qui non è un problema di pirateria, perché la pirateria commerciale è una cosa grave.

    La pirateria è lo sfruttamento a fini di lucro, in maniera massiva, di un’opera di ingegno.

    Esattamente: questo deve essere penalizzato e l’ordinamento lo deve prevedere. Quello che però si fa con questa delibera è andare a colpire non la pirateria massiva ma il singolo individuo, il singolo cittadino che mette un contenuto anche solo di pochi secondi. Siamo in presenza della violazione della circolazione dell’informazione. Ci sono trasmissioni Rai che la Rai non mette sul web, di cui non fa il podcast. Fino a qualche tempo fa, ad esempio, era così per la trasmissione Report. Perché un cittadino italiano che vive in Australia non deve potersi vedere su YouTube Report, senza che la Rai (che finanziamo noi, ndr) richieda la cancellazione del video su YouTube perché viola i suoi diritti? Questo impedisce la circolazione delle informazioni perché un cittadino, se non riesce a vedere un programma a casa sua, magari perché fa un lavoro che lo porta a stare fuori spesso, non può fruire di un certo contenuto. Questo meccanismo fa sì che il web, un mondo libero ricco proprio di informazioni, diventi una grande televisione.

    Ma chi c’è dietro?

    Io non so chi c’è dietro, ma questa delibera va a beneficio di tanti soggetti, soprattutto dei soggetti del settore televisivo. Su questo non c’è alcun dubbio.

    Beh, visto che la delibera si basa sul Decreto Romani, è utile ricordare che Romani era un grande imprenditore televisivo, e fa politica insieme al più grande imprenditore televisivo italiano. Si tratta di uno strumento di censura molto potente. Di controllo e di censura.

    Assolutamente sì, specialmente data la brevità del termine: quelle 72 ore. Il diritto d’autore per questi temi è oggetto di lunghe discussioni in tribunale proprio per il diritto alla libera informazione. Un tribunale ha gli strumenti per valutare, ma come fa un’autorità amministrativa, che non si è mai occupata di queste tematiche, a valutare in 72 ore se quella richiesta viola la libertà di informazione oppure se prevale il diritto d’autore? Non lo può fare.

    Tra l’altro questa autorità amministrativa col web ha un rapporto che non mi sembra sereno. Il commissario Francesco Posteraro si è riferito al web come “una comoda copertura per calunnie, diffamazioni, pratiche odiose come la pedopornografia, episodi di cyberbullismo che sfociano talora tragicamente in suicidi di adolescenti”. Ha dipinto un quadro veramente a tinte fosche dove si elimina qualsiasi riferimento alle potenzialità positive della rete, che sono quelle preponderanti. “Una sorta di generalizzata licenza di fare strame dei diritti altrui. L’anonimato serve a realizzare una predazione di opere dell’ingegno”. Ma l’anonimato serve anche a dare copertura a chi deve fare una denuncia, magari sul luogo di lavoro. E ancora: “L’Agcom vuole tutelare la loro produzione”, riferendosi alle grandi società di editoria. Ma è normale che l’Agcom sia così sbilanciata a favore delle lobby della produzione dei contenuti?

    L’Agcom è un’autorità di garanzia. Una garanzia sussiste solo interpretando un ruolo di totale indipendenza. Le parole che tu hai citato del commissario sono tratte da un convegno. Credo che volesse fare degli esempi. Io non condivido le sue affermazioni per quanto riguarda la rete: secondo me la rete è uno strumento molto positivo. L’anonimato serve, nelle dittature, per consentire ai soggetti di poter esprimere liberamente i propri pensieri. Le primavere arabe non ci sarebbero state senza l’anonimato, e non sarebbe stato possibile nessun rivolgimento sociale. Il whistleblowing, che negli Stati Uniti è considerato un elemento importante, è proprio quello che dicevi tu prima, cioè la possibilità che, coperto dall’anonimato, qualcuno denunci le magagne della pubblica amministrazione, oppure della politica.

    Ovviamente una delibera analoga a quella che vuole rilasciare l’Agcom non esiste in nessun’altra parte del mondo civilizzato. O sbaglio?

    In nessun altro paese un’autorità amministrativa, senza un’autorizzazione del Parlamento, e senza il controllo della magistratura, cancella contenuti in termini così brevi. In nessun altro paese del mondo.

    E quindi che cosa possiamo fare per impedire a questa società di trasformarsi in una enorme televisione alle dipendenze dei soliti noti?

    Innanzitutto l’opinione pubblica dovrebbe prendere una posizione. Fino ad oggi i mainstream generalisti non se ne sono occupati, per motivi vari. Quindi è fondamentale far circolare le informazioni, perché un cittadino informato è un cittadino che sa scegliere. Abbiamo inoltre richiesto agli organi parlamentari di riprendere in mano i disegni di legge attualmente pendenti che regolamentano il diritto d’autore in maniera armonica, cioè tenendo in considerazione anche i diritti dei cittadini, introducendo il cosiddetto “Fair Use”, l’uso non commerciale.

    E’ una cosa che esiste negli Stati Uniti e non esiste in Italia.

    In Italia non abbiamo il Fair Use come negli Stati Uniti. Fair Use vuol dire che se tu non entri in contrasto commerciale con la televisione, se per esempio ti limiti a mettere un video su YouTube che non ha nessun tipo di possibilità di entrare in conflitto con la televisione, hai il diritto di farlo.

    Se per esempio voglio commentare quello che hanno detto Tizio e Caio in un telegiornale, faccio vedere un breve spezzone…

    Esatto.

    E’ l’ABC del dibattito pubblico: questi vogliono veramente mettere la museruola…

    Esatto! Il presidente dell’Agcom ha detto che, trattandosi di diritti fondamentali, “se interviene il Parlamento, noi rispettiamo il Parlamento”. Eh beh! Rispettiamolo, il Parlamento! Quindi abbiamo chiesto al Parlamento di occuparsene.

    Ma quanto tempo c’è?

    Abbiamo un mese e poco più, forse un mese e mezzo. Dopodiché l’autorità varerà la delibera. Su sitononraggiungibile.info c’è la possibilità di firmare la nostra petizione, che poi verrà inviata sia a tutti i parlamentari sia al presidente dell’Agcom. La petizione, sostanzialmente, afferma che la magistratura dovrebbe essere coinvolta in questo procedimento, il quale dovrebbe essere materia di competenza del Parlamento, non dell’Agcom.

    Sarebbe opportuno che prima o poi anche all’interno di queste istituzioni, come l’Agcom, magari ci fosse qualche commissario sensibile ai temi della Rete. Qualcuno che la conosca.

    Questa è una cosa fondamentale! Nelle prossime settimane il Parlamento dovrà scegliere il nuovo commissario Agcom, che sostituisce il dimissionario Decina. Se l’Agcom entra nella Rete, cancellando i contenuti, la Rete dovrebbe entrare in Agcom. In Agcom dovrebbe esserci un commissario esperto di tematiche legate al web. Poi, oggi abbiamo il paradosso che l’Agcom non corrisponde più, nella geografia politica, alla composizione delle forze parlamentari. Le nomine erano state fatte un anno e mezzo fa, con un altro Parlamento, con tutta un’altra composizione politica. Ci sono forze che oggi sono in Parlamento e che non sono minimamente rappresentate all’interno dell’autorità. Ci sono forze politiche in parlamento che addirittura oggi che vengono proprio dal web. E’ importante che oggi un’autorità di garanzia abbia la possibilità di avere qualcuno che rappresenti le istanze dei cittadini che vogliono una rete libera. Quindi chiediamo alla politica di scegliere bene chi metterà lì, perché sarà probabilmente colui che salverà il web.

    http://www.byoblu.com/post/2013/10/16/il-web-ha-mese-mezzo-vita.aspx

  4. A CHI SERVE LA MENZOGNA ? SULL’INFORMAZIONE ECONOMICA NEGLI STATI UNITI
    Postato il Venerdì, 11 ottobre @ 00:10:00 CEST di davide

    DI ALFIO NERI
    carmillaonline.com

    “Il wasn’t a natural disaster. The Bubble was man-made” (Elisabeth Warren)

    1. Lo scorso gennaio, quando ero in California, negli Stati Uniti, mi piaceva leggere il Wall Street Journal. Scritto in un disagevole americano standard, sembrava esporre ovvie verità con un linguaggio crudo, franco, colloquiale. Il suo argomentare diretto contrastava molto con il tono professorale del New York Times, una specie di versione colta del Corriere della Sera, adatto solo ai laureati in una qualche disciplina umanistica. Leggevo questi due giornali perché altri decenti non ce n’erano. Il terzo quotidiano nazionale, USA Today, aveva molte foto, molto sport e mi sembrava più adatto a proteggere i senzatetto dal freddo che alla lettura. Altri importanti giornali nazionali non ne vedevo. Esistevano altre testate. Mi ricordo ad esempio il Los Angeles Times.

    In ogni caso questi fogli, sinceramente, mi sembravano più quotidiani locali che vere fonti informative. Mi trovavo in una situazione molto strana. Una situazione interessante e per me decisamente nuova. Negli Stati Uniti esisteva (esiste) una specie di collo di bottiglia informativo di dimensioni nazionali. La situazione era così esplicita che, un paese con molti quotidiani come l’Italia, poteva apparire come una specie di covo di intellettuali d’alto livello. Questa ripetuta esperienza di lettura mattutina mi aveva intrigato. A me è sempre piaciuto leggere e trovavo conforto nella vista di altri lettori, in genere barboni, senzatetto e vecchiette rimbambite. I miei simili, i lettori di libri e giornali, sono considerati degli strambi, gente molto particolare. L’americano medio guarda la televisione.

    2. All’epoca il Wall Street Journal scriveva articoli di fuoco sulla terribile situazione della Spagna. Il paese era travolto dalla crisi. Le responsabilità erano da imputare a governi corrotti e ai tecnocrati incapaci della BCE; era inteso che ben poco poteva essere fatto per salvare questo sfortunato paese. L’Italia berlusconiana seguiva a ruota governata da una classe politica anche peggiore di quella spagnola. Gli Stati Uniti in paragone erano una specie di piccolo Eden; una nazione che, grazie ad un’azione sagace e lungimirante, stava lentamente ma inesorabilmente uscendo dalla crisi mondiale che aveva colpito tutti, soprattutto i non americani. Tutti questi articoli avevano una comune tesi di fondo. La crisi degli altri era devastante e, in comparazione, gli Stati Uniti stavano meglio sia in termini relativi (velocità di crescita), sia in termini assoluti (tenore di vita). In quei giorni mi trovavo in una San Francisco invernale baciata dal sole; una bellissima città in cui poco lontano dalla zona degli alberghi, dormivano per strada migliaia di persone (tutti cittadini americani da parecchie generazioni). La città era invasa da turisti spagnoli che gioivano del bel tempo invernale e che riempivano i ristoranti di clienti attenti alla buona cucina. Il paese in crisi non sembrava proprio la Spagna.

    3. La bibliografia a disposizione espone, con molti particolari, le drammatiche tesi del Wall Street Journal. Mi ha impressionato ritrovare quelle tesi soprattutto nei libri scritti con caratteri molto grandi, quelli che non affaticano la lettura di presbiti e astigmatici. Il testo più chiaro è sicuramente quello di John Authers (1), un giornalista del Financial Times. Il dato fondamentale della sua analisi riguarda il retroterra istituzionale della BCE che è definita come una banca centrale senza Stato. Questa collocazione istituzionale ha impedito alla BCE di agire come la FED e di immettere sufficiente liquidità nel sistema monetario internazionale. In modo non banale, Authers sostiene che inizialmente la BCE ha sottostimato le dimensioni e la gestibilità della crisi e poi, non potendo stampare moneta, ha finito per imporre una repressione finanziaria e un’austerità fiscale inaccettabile. La mancanza di un referente politico ha portato dei tecnocrati senz’anima a gestire la politica monetaria in modo assolutamente irresponsabile. Questa azione ottusa e sciagurata ha condotto l’intero continente verso una recessione feroce e non necessaria. Per evitare queste drammatiche contorsioni la soluzione più ovvia avrebbe potuto essere quella di imitare le brillanti politiche monetarie statunitensi, le stesse che con il salvataggio dell’AIG hanno salvato le inefficienti banche europee. Tuttavia, per ragioni di statuto e di oggettiva stupidità, era risultato impossibile fare agire in modo razionale i tecnocrati della BCE; per questa ragione l’unica soluzione possibile sarebbe quella di semplificare L’Unione monetaria. Occorrerebbe quindi fare uscire subito la Grecia, l’Irlanda e il Portogallo ed affrontare a viso aperto l’imminente collasso del sistema bancario europeo. Il loro ritiro dall’Unione monetaria permetterebbe la sopravvivenza dell’Euro come moneta regionale. Posizioni simili si rintracciano anche nei saggi raccolti da Sara Eisen (2), una fascinosa giornalista finanziaria di Bloomberg TV. Il testo è una raccolta di una serie di saggi redatti in genere da alti papaveri del sistema bancario statunitense e destinati a un pubblico interessato a questioni finanziarie. La tesi ricorrente è la straordinaria forza dell’economia statunitense. Gli Stati Uniti sono l’economia nazionale più grande al mondo, il mercato finanziario più grande al mondo e una delle zone con la crescita della produttività più alta al mondo. Il dollaro è la moneta più sicura al mondo e quindi l’unico problema che si pone è come fanno gli altri a sopravvivere senza usarlo. L’Euro ha un suo posto come valuta regionale anche se la presenza di forti tensioni interne rende molto difficile fare delle previsioni positive a breve termine. Visto che la Grecia è praticamente già uscita dall’Euro, non bisogna più porsi il problema della collocazione del paese ellenico. Al contrario, occorre chiedersi cosa potrà succedere all’intera Europa quando si porrà il problema della probabile uscita di Italia e Spagna dall’Euro.

    4. I libri sulla crisi economica scritti con caratteri più piccoli hanno inspiegabilmente tesi leggermente diverse. L’idea che mi sono fatto è che, per le case editrici, chi è affetto da presbiopia e fosse costretto a leggere libri di economia (cioè chi abbia una certa età e sia in posizioni dirigenziali) non debba essere costretto a leggere dei libri veri che, quindi, sono scritti in caratteri molto piccoli. Il libro di teoria economica più interessante riguardo alla recente crisi è quello di Gorton (3), un professore di Management and Finance alla Yale School of Management, che aveva lavorato come consulente per l’AEG Financial Products (credo prima che fallisse, altrimenti non avrebbe avuto il tempo di scrivere questo libro). Questo consulente finanziario si pone la questione del perché fino alla fine la crisi non fosse stata avvertita dagli economisti che la dovevano prevedere (fra cui direi si collochi lo stesso Gorton). L’analisi è molto interessante. La descrizione delle dinamiche sociali e finanziarie che si formavano nel caso una corsa agli sportelli (bank run) è un vero capolavoro di storia economica. La cosa che più colpisce è la regolarità dell’evento che appare generalmente all’inizio della fase discendente di un ciclo economico. La folle corsa agli sportelli appare razionale quando si considera che in caso di svalutazione degli investimenti mobiliari, un modo veloce per minimizzare i danni è quello di conservare quanta più liquidità possibile. Con acume, Gorton osserva che non è possibile formulare matematicamente il mutamento delle aspettative e che il bank run è nella sostanza un veloce mutamento di opinione, razionale come tanti altri, sull’andamento futuro degli investimenti. La chiave del problema per Gorton non è la crisi finanziaria in quanto tale (inevitabile alla lunga) ma la possibilità di salvare in tempo le banche in crisi, prima che creino danni alle altre banche sane. In un momento di crisi è indistinguibile chi è solvente da chi non lo è così come è impossibile sapere chi abbia i collaterali migliori. Per questo il mercato finanziario funziona meglio quando le informazioni sullo stato delle singole banche non viene reso pubblico. L’ignoranza è una garanzia per la stabilità dell’intero sistema che, senza l’ingombro di un’informazione adeguata da dare al cliente può massimizzare i profitti a vantaggio degli azionisti.

    Per questo quando la crisi è conclamata, la strategia migliore è salvare subito l’intero sistema bancario, mettendo in salvo con soldi dei contribuenti anche i banchieri. La soluzione, in sostanza, non stava nell’impedire ai banchieri di Wall Street di truffare il mondo intero ma quella di salvare a tutti i costi la Lehman Brothers.

    5. L’unica vera riflessione giornalistica sulla crisi americana è di un inglese, Edward Luce (4), un giornalista del Financial Times che ha scritto un libro che ho comprato in Inghilterra e che non credo di avere notato nelle librerie degli Stati Uniti. Si tratta di un lungo reportage sulla necessità di iniziare a pensare al declino statunitense. Primeggiano le descrizioni di catastrofi, come quella che ha colpito Detroit, e di mancate eccellenze, come quelle di un settore industriale importante ma privo di appoggi politici. Luce pone l’accento più volte che, negli Stati Uniti, l’ignoranza del mondo esterno è elevata mentre la lettura è scarsa. L’istruzione obbligatoria del paese è estremamente scadente, gli alunni sanno fare i test a risposta multipla ma non si sanno esprimere. Nell’industria è la stessa storia, i dottorati in fisica non sono frequentati da americani mentre i brevetti sono in gran parte fatti da stranieri. Luce rileva anche le difficoltà dei governi nell’implementare politiche pubbliche appropriate, sia per oggettivi limiti culturali, sia per una serie di disastrosi veti incrociati statali e federali, che impediscono un’azione di governo coerente. Il punto non è che tra dieci anni il PIL cinese sarà più alto di quello americano (ormai è un dato acquisito), ma che dove è possibile fare qualcosa (come per esempio nell’educazione), non viene fatto nulla. Gli Stati Uniti sono in una traiettoria discendente visibile nel veloce declino della classe media. La crisi ha contribuito a polarizzare le posizioni ideologiche e ha reso più difficili l’elaborazione di risposte politiche coerenti. Nell’insieme non esiste neppure una vera risposta alla crisi e forse neppure la volontà di rovesciare la situazione.

    6. Contrariamente a quanto ci si aspetti, negli Stati Uniti è difficile trovare voci dissonanti all’interno dell’informazione istituzionale. In un particolare caso l’occultamento della realtà viene addirittura teorizzato. Gorton fa notare che il modo migliore per fare funzionare un sistema finanziario è quello di assicurare tutti i depositi dei depositanti, senza dare alcuna informazione sullo stato di salute delle singole banche. In questo caso, la sola informazione disponibile per il pubblico è quella data dai dividendi distribuiti dalle banche (5). In questo modello teorico, il sistema bancario offre le sue migliori prestazioni quando l’informazione finanziaria viene completamente negata ai fruitori dei suoi servizi. Mi sembra evidente che, per non creare asimmetrie informative fra settori analoghi, l’informazione diretta al grande pubblico debba essere quanto più possibile omogenea cioè, in questo caso, assolutamente nulla. Pongo l’accento su questo fatto perché questa situazione è esattamente quella che si ritrova nel mercato dell’informazione finanziaria statunitense. Esiste una nicchia di pubblico (per esempio studenti universitari) che, in un qualche modo, deve avere una formazione leggermente più ampia (devono leggere qualche libro di testo). Tuttavia l’informazione stampata e televisiva della divulgazione spiccia e dell’alta divulgazione è completamente saturata da una vulgata saccente e ottimista, asservita agli interessi dei grandi gruppi economici. In tutto questo non vi è nulla di rassicurante. Negli Stati Uniti le classi medie sono state prima ingannate dalle banche e poi derubate dei propri risparmi. La cosa è talmente riuscita bene che la crisi del 2008 non ha neppure visto una corsa agli sportelli da parte dei risparmiatori. Il bank run è avvenuto ma chi ha ritirato i propri capitali è stato il settore delle attività finanziarie non regolate. I soldi furono ritirati in tempo da chi, per mestiere, aveva delle conoscenze sullo stato patrimoniale delle banche. Dal punto di vista del modello questo significa che la disinformazione sistematica non è stata sufficientemente ampia. I piccoli risparmiatori scoprirono che i propri investimenti erano andati in fumo solo dopo il collasso del sistema finanziario. Il tappo informativo era tale che la crisi non fu osservata e capita dalla gente comune se non veramente troppo tardi. I cittadini, la stampa, i politici e gli enti preposti alla regolazione iniziarono a comprendere la catastrofe solo quando il disastro finanziario era ormai già avvenuto (6).

    7. La bolla economica statunitense è cresciuta a dismisura perché era stata preceduta da una bolla politica. Dietro una bolla finanziaria che ha spinto un’intera nazione ha indebitarsi c’è molto di più di un ristretto gruppo di banchieri senza cuore. Vi è un’ideologia del libero mercato di tipo fondamentalista, ci sono potenti interessi economici che influenzano l’azione politica e ci sono anche delle debolezze istituzionali che hanno impedito alla politica statunitense di prendere delle decisioni forti. Il risultato è stato patologico. Mentre venivano salvate le banche dal fallimento, non fu neppure possibile fare una vera rinegoziazione dei contratti per proteggere le vittime dei prestiti predatori erogati dalle banche. Da anni non veniva fatto nulla per evitare forme raccapriccianti di prestito immobiliare e per bloccare la crescita dei fondi pensione legati all’andamento azionario (tutte pensioni finite letteralmente in fumo). Scoppiata la crisi, il dibattito legislativo su una possibile riforma finanziaria non ha neppure dato origine a un’abolizione parziale di quella deregolamentazione finanziaria che aveva prodotto la crisi (7).

    8. Vorrei essere il più chiaro possibile. In Italia la gente è poco indebitata ed è stata terrorizzata al punto di accettare cose inaccettabili. Negli Stati Uniti vi è molta gente, indebitata fino al collo, che è stata derubata dei risparmi e poi convinta che tutto stesse andando per il meglio. A me sembra che, fatti i conti, chi sta correndo pericoli più grossi sia chi sta pensando di non correre pericoli. Dieci anni fa, l’informazione a disposizione del pubblico non permetteva di capire che era in gestazione una crisi sistemica. Oggi l’informazione istituzionale a disposizione e non permette di intravedere che vi sono scenari anche peggiori di quello che è già successo. Di fatto, chi millanta la fine della crisi, non dice che è disposto a sacrificare trecento milioni di americani pur di salvare la propria posizione egemonica. Sui rischi che gli Stati Uniti corrono è illuminate un agevole libricino sull’ascesa e la caduta del dollaro di Barry Eichengreen (8), professore di Economics and Political Science, nell’Università di California a Berkeley. Il libro è scritto con un linguaggio accurato ma veloce, forse per assicurarne una leggibilità che fa a pugni con i caratteri minuscoli con cui è stato stampato. L’autore descrive la storia del dollaro e il modo con cui si è imposto come moneta internazionale sulla sterlina fra il 1920 e il 1945. Si focalizza molto sulla storia dell’Euro che vede più come un processo di convergenza politica che come un esempio di cooperazione economica. Come altri sottolinea che gli Usa sono la più grande economia nazionale mondiale e il più grande mercato finanziario. Tuttavia, verso la fine l’autore mette sul tappeto la possibilità che l’uso del dollaro come valuta di riserva internazionale possa finire. Elabora un modello di crash monetario costruito su quello della crisi della sterlina del 1956, al tempo della crisi di Suez. Per Eichengreen potrebbero entrare in moto alcuni meccanismi compensatori come un aumento delle tasse, un incremento delle esportazioni e una forte riduzione delle spese (per esempio quelle militari) che finirebbero per favorire un lento declino del dollaro. Tuttavia, in assenza di questi elementi, la cosa più probabile non è un lento declino ma un crack improvviso e autoalimentato, che distruggendo il dollaro, finirebbe anche per distruggere tutti i risparmi mondiali in dollari in brevissimo tempo.

    9. Non sta a me fare previsioni o, peggio, profetizzare il futuro. Sta di fatto che se gli Stati Uniti avessero il loro debito in una valuta straniera, oggi si porrebbe già la questione dell’intervento provvidenziale dell’FMI. Non voglio insistere sulla possibilità oggettiva di uno scenario argentino. Voglio solo rilevare che quando un’intera nazione è accecata dal ritornello secondo cui “tutto va bene, stiamo tornando alla normalità” mentre danza di fianco al baratro, chi è cosciente del problema deve anche porsi la questione del “a chi giova tutto questo”.

    La costellazione di fattori mi ricorda molto alcune pagine di uno fra i migliori manuali di Economia Internazionale (9) di tutti tempi. Qui, in alcune pagine assolutamente brillanti, si dimostrava che i paesi in via di sviluppo indebitati avevano bisogno di più credito per favorire il processo di sviluppo e che non dovevano ricomprare i propri debiti a prezzi di mercato (all’epoca molto scontati) perché i benefici erano inferiori a quelli che avrebbero avuti mantenendo i debiti. Per gli autori, ripagare il debito in tempo sarebbe stato solo un grosso favore fatto ai creditori (10). Poco dopo, l’intero subcontinente sarebbe poi collassato nuovamente sotto il peso dei propri debiti. Sarebbe cosi continuata la crisi debitoria che fra alterne vicende è durata fino al 2007. Il capitolo in questione scomparve dal noto manuale di Economia Internazionale l’edizione successiva, cioè quando ormai aveva svolto il suo compito, quello di togliere agli stati latinoamericani anche l’idea che fosse pensabile vivere senza essere indebitati con le grandi banche internazionali. All’epoca lo scopo era accecare i governi latinoamericani, mentre oggi l’obbiettivo è accecare gli americani.

    10. La domanda da porsi non è più chi ha gonfiato all’inverosimile la bolla speculativa o perché la risposta alla crisi sia stata così insoddisfacente. Il fatto che gli americani abbiano davvero iniziato a credere a quanto viene loro ripetuto in tutti i modi possibili, apre nuovi scenari. La vera questione è ormai solo a chi giova avere in catene una nazione di cittadini indebitati.

    Alfio Neri
    Fonte: http://www.carmillaonline.com
    Link: http://www.carmillaonline.com/2013/10/09/chi-serve-la-menzogna-sullinformazione-economica-negli-stati-uniti/
    10.10.2013

    1) Cfr. John Authers, Europe’s Financial Crisis. A Short Guide to How the Euro Fell into Crisis and the Consequences for the World, FT Press, USA, 2013. ↩

    2) Cfr. Sara Eisen (editor), Currencies after the Crash. The Uncertain Future of the Global Paper-Based Currency System, McGraw-Hill Companies, Inc., USA, 2013. ↩

    3) Cfr. Gary B. Gorton, Misunderstanding Financial Crisis. Why we don’t see them coming, Oxford University Press, New York, USA, 2012. ↩

    4) Cfr. Edward Luce, Time to Start Thinking America and the Spectre of Decline, Abacus, Great Britain, 2013. ↩

    5) Gorton, op. cit., p.48. ↩

    6) Ivi, p. 177. ↩

    7) Cfr. Nolan McCarty, Keith T. Poole, Howard Rosenthal, Political Bubbles. Financial Crisis and the Failure of American Democracy, Princeton University Press, USA, 2013. ↩

    8) Cfr. Barry Eichengreen, Exorbitant Privilege. The Rise and Fall of the Dollar and the Future of the International Monetary System, Oxford University Press, UK, 2011, ed. economica 2012, il modello del crash della moneta è a pp.153-177. ↩

    9) Sto parlando del Paul R. Krugman, Maurice Obstfeld, Economia internazionale. Teoria e politica economica, Hoepli, Milano, 1995, è la traduzione italiana dell’edizione statunitense del 1988. ↩

    10) Cfr. p.811, il riferimento va ricordato. Si tratta di uno dei consigli più immondi mai formulati da un economista. ↩

  5. 11 ottobre 2013
    di Domenico Losurdo

    Nella storia dell’industria della menzogna quale parte integrante dell’apparato industriale-militare dell’imperialismo il 1989 è un anno di svolta. Nicolae Ceausescu è ancora al potere in Romania. Come rovesciarlo? I mass media occidentali diffondono in modo massiccio tra la popolazione romena le informazioni e le immagini del «genocidio» consumato a Timisoara dalla polizia per l’appunto di Ceausescu.

    Rete Voltaire | Urbino (Italia) | 11 ottobre 2013
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    I cadaveri mutilati

    Cos’era avvenuto in realtà? Avvalendosi dell’analisi di Debord relativa alla «società dello spettacolo», un illustre filosofo italiano (Giorgio Agamben) ha sintetizzato in modo magistrale la vicenda di cui qui si tratta:
    «Per la prima volta nella storia dell’umanità, dei cadaveri appena sepolti o allineati sui tavoli delle morgues [degli obitori] sono stati dissepolti in fretta e torturati per simulare davanti alle telecamere il genocidio che doveva legittimare il nuovo regime. Ciò che tutto il mondo vedeva in diretta come la verità vera sugli schermi televisivi, era l’assoluta non-verità; e, benché la falsificazione fosse a tratti evidente, essa era tuttavia autentificata come vera dal sistema mondiale dei media, perché fosse chiaro che il vero non era ormai che un momento del movimento necessario del falso. Così verità e falsità diventavano indiscernibili e lo spettacolo si legittimava unicamente mediante lo spettacolo.

    Timisoara è, in questo senso, l’Auschwitz della società dello spettacolo: e come è stato detto che, dopo Auschwitz, è impossibile scrivere e pensare come prima, così, dopo Timisoara, non sarà più possibile guardare uno schermo televisivo nello stesso modo» (Agamben 1996, p. 67). Il 1989 è l’anno in cui il passaggio dalla società dello spettacolo allo spettacolo come tecnica di guerra si manifestava su scala planetaria. Alcune settimane prima del colpo di Stato ovvero della «rivoluzione da Cinecittà» in Romania (Fejtö 1994, p. 263), il 17 novembre 1989 la «rivoluzione di velluto» trionfava a Praga agitando una parola d’ordine gandhiana: «Amore e Verità». In realtà, un ruolo decisivo svolgeva la diffusione della notizia falsa secondo cui uno studente era stato «brutalmente ucciso» dalla polizia. A vent’anni di distanza lo rivela, compiaciuto, «un giornalista e leader della dissidenza, Jan Urban», protagonista della manipolazione: la sua «menzogna» aveva avuto il merito di suscitare l’indignazione di massa e il crollo di un regime già pericolante (Bilefsky 2009). Qualcosa di simile avviene in Cina: l’8 aprile 1989 Hu Yaobang, segretario del PCC sino al gennaio di due anni prima, viene colto da infarto nel corso di una riunione dell’Ufficio Politico e muore una settimana dopo. Dalla folla di piazza Tienanmen il suo decesso viene collegato al duro conflitto politico emerso anche nel corso di quella riunione (Domenach, Richer 1995, p. 550); in qualche modo egli diviene la vittima del sistema che si tratta di rovesciare. In tutti e tre i casi, l’invenzione e la denuncia di un crimine sono chiamate a suscitare l’ondata di indignazione di cui il movimento di rivolta ha bisogno. Se consegue il pieno successo in Cecoslovacchia e Romania (dove il regime socialista aveva fatto seguito all’avanzata dell’Armata Rossa), questa strategia fallisce nella Repubblica popolare cinese scaturita da una grande rivoluzione nazionale e sociale. Ed ecco che tale fallimento diviene il punto di partenza di una nuova e più massiccia guerra mediatica, che è scatenata da una superpotenza la quale non tollera rivali o potenziali rivali e che è tuttora in pieno svolgimento. Resta fermo che a definire la svolta storica è in primo luogo Timisoara, «l’Auschwitz della società dello spettacolo».

    «Reclamizzare i neonati» e il cormorano

    Due anni dopo, nel 1991, interveniva la prima guerra del Golfo. Un coraggioso giornalista statunitense ha chiarito in che modo si è verificata «la vittoria del Pentagono sui media» ovvero la «colossale disfatta dei media a opera del governo degli Stati Uniti» (Macarthur 1992, pp. 208 e 22). Nel 1991 la situazione non era facile per il Pentagono (e per la Casa Bianca).

    Si trattava di convincere della necessità della guerra un popolo su cui pesava ancora il ricordo del Vietnam. E allora? Accorgimenti vari riducono drasticamente la possibilità per i giornalisti di parlare direttamente coi soldati o di riferire direttamente dal fronte. Nella misura del possibile tutto dev’essere filtrato: il puzzo della morte e soprattutto il sangue, le sofferenze e le lacrime della popolazione civile non devono fare irruzione nelle case dei cittadini degli USA (e degli abitanti del mondo intero) come ai tempi della guerra del Vietnam. Ma il problema centrale e di più difficile soluzione è un altro: in che modo demonizzare l’Irak di Saddam Hussein, che ancora qualche anno prima si era reso benemerito, agli occhi degli USA, aggredendo l’Iran scaturito dalla rivoluzione islamica e antiamericana del 1979 e incline a far proseliti nel Medio Oriente. La demonizzazione sarebbe risultata tanto più efficace se al tempo stesso si fosse resa angelica la vittima. Operazione tutt’altro che agevole, e non solo per il fatto che dura o impietosa era in Kuwait la repressione di ogni forma di opposizione. C’era qualcosa di peggio. A svolgere i lavori più umili erano gli emigrati, sottoposti a una «schiavitù di fatto», e a una schiavitù di fatto che assumeva spesso forme sadiche: non suscitavano particolare emozione i casi di «serbi scaraventati giù dal terrazzo, bruciati o accecati o picchiati a morte» (Macarthur 1992, pp. 44-45). E, tuttavia… Generosamente o favolosamente ricompensata, un’agenzia pubblicitaria trovava un rimedio a tutto. Essa denunciava il fatto che i soldati irakeni tagliavano le «orecchie» ai kuwaitiani che resistevano. Ma il colpo di teatro di questa campagna era un altro: gli invasori avevano fatto irruzione in un ospedale «rimuovendo 312 neonati dalle loro incubatrici e lasciandoli morire sul freddo pavimento dell’ospedale di Kuwait City» (Macarthur 1992, p. 54). Sbandierata ripetutamente dal presidente Bush sr., ribadita dal Congresso, avallata dalla stampa più autorevole e persino da Amnesty International, questa notizia così orripilante ma anche così circonstanziata da indicare con assoluta precisione il numero dei morti, non poteva non provocare una travolgente ondata di indignazione: Saddam era il nuovo Hitler, la guerra contro di lui era non solo necessaria ma anche urgente e coloro che a essa si opponevano o recalcitravano erano da considerare quali complici più o meno consapevoli del nuovo Hitler! La notizia era ovviamente un’invenzione sapientemente prodotta e diffusa, ma proprio per questo l’agenzia pubblicitaria aveva ben meritato il suo denaro.

    La ricostruzione di questa vicenda è contenuta in un capitolo del libro qui citato dal titolo calzante: «Reclamizzare i neonati» (Selling Babies). Per la verità, a essere «reclamizzati» non furono soltanto i neonati. Proprio agli inizi delle operazioni belliche veniva diffusa in tutto il mondo l’immagine di un cormorano che affogava nel petrolio sgorgante dai pozzi fatti saltare dall’Irak. Verità o manipolazione? A provocare la catastrofe ecologica era stato Saddam? E ci sono realmente cormorani in quella regione del globo e in quella stagione dell’anno? L’ondata dell’indignazione, autentica e sapientemente manipolata, travolgeva le ultime resistenze razionali.

    La produzione del falso, il terrorismo dell’indignazione e lo scatenamento della guerra

    Facciamo un ulteriore salto in avanti di alcuni anni e giungiamo così alla dissoluzione o piuttosto, allo smembramento della Jugoslavia. Contro la Serbia, che storicamente era stata la protagonista del processo di unificazione di questo paese multietnico, nei mesi che precedono i bombardamenti veri e propri si scatenano una dopo l’altra ondate di bombardamenti multimediali. Nell’agosto del 1998, un giornalista americano e uno tedesco «riferiscono dell’esistenza di fosse comuni con 500 cadaveri di albanesi tra cui 430 bambini nei pressi di Orahovac, dove si è duramente combattuto. La notizia è ripresa da altri giornali occidentali con grande rilievo. Ma è tutto falso, come dimostra una missione d’osservazione della Ue» (Morozzo Della Rocca 1999, p. 17).

    Non per questo fa fabbrica del falso entrava in crisi. Agli inizi del 1999 i media occidentali cominciavano a tempestare l’opinione pubblica internazionale con le foto di cadaveri ammassati al fondo di un dirupo e talvolta decapitati e mutilati; le didascalie e gli articoli che accompagnavano tali immagini proclamavano che si trattava di civili albanesi inermi massacrati dai serbi. Sennonché:
    «Il massacro di Racak è raccapricciante, con mutilazioni e teste mozzate. E’ una scena ideale per suscitare lo sdegno dell’opinione pubblica internazionale. Qualcosa appare strano nelle modalità dell’eccidio. I serbi abitualmente uccidono senza procedere a mutilazioni [...] Come la guerra di Bosnia insegna, le denunce di efferatezze sui corpi, segni di torture, decapitazioni, sono una diffusa arma di propaganda [...] Forse non i serbi ma i guerriglieri albanesi hanno mutilato i corpi» (Morozzo Della Rocca 1999, p. 249).

    O, forse, i cadaveri delle vittime di uno degli innumerevoli scontri tra gruppi armati erano stati sottoposti a un successivo trattamento, in modo da far credere a un’esecuzione a freddo e a uno scatenamento di furia bestiale, di cui era immediatamente accusato il paese che la NATO si apprestava a bombardare (Saillot 2010, pp. 11-18).

    La messa in scena di Racak era solo l’apice di una campagna di disinformazione ostinata e spietata. Qualche anno prima, il bombardamento del mercato di Sarajevo aveva consentito alla NATO di ergersi a suprema istanza morale, che non poteva permettersi di lasciare impunite le «atrocità» serbe. Ai giorni nostri si può leggere persino sul «Corriere della Sera» che «fu una bomba di assai dubbia paternità a fare strage nel mercato di Sarajevo facendo scattare l’intervento NATO» (Venturini 2013). Con questo precedente alle spalle, Racak ci appare oggi come una sorta di riedizione di Timisoara, una riedizione prolungatasi per alcuni anni. E, tuttavia, anche in questo caso il successo non mancava. L’illustre filosofo che nel 1990 aveva denunciato «l’Auschwitz della società dello spettacolo» verificatasi a Timisoara cinque anni dopo si accodava al coro dominante, tuonando in modo manicheo contro «il repentino slittamento delle classi dirigenti ex comuniste nel razzismo più estremo (come in Serbia, col programma di “pulizia etnica”)» (Agamben 1995, pp. 134-35). Dopo aver acutamente analizzato la tragica indiscernibilità di «verità e falsità» nell’ambito della società dello spettacolo, egli finiva col confermarla involontariamente, accogliendo in modo sbrigativo la versione (ovvero la propaganda di guerra) diffusa dal «sistema mondiale dei media», da lui precedentemente additato come fonte principale della manipolazione; dopo aver denunciato la riduzione del «vero» a «momento del movimento necessario del falso», operata dalla società dello spettacolo, egli si limitava a conferire una parvenza di profondità filosofica a questo «vero» ridotto per l’appunto a «momento del movimento necessario del falso».

    Per un altro verso, un elemento della guerra contro la Jugoslavia, più che a Timisoara, ci riconduce alla prima guerra del Golfo. È il ruolo svolto dalle public relations:
    «Milosevic è un uomo schivo, non ama la pubblicità, non ama mostrarsi o tenere discorsi in pubblico. Sembra che alle prime avvisaglie di disgregazione della Jugoslavia, la Ruder&Finn, compagnia di pubbliche relazioni che stava lavorando per il Kuwait nel 1991, gli si presentasse offrendo i suoi servizi. Fu congedata. Ruder&Finn venne assunta invece immediatamente dalla Croazia, dai musulmani di Bosnia e dagli albanesi del Kosovo per 17 milioni di dollari all’anno, per proteggere e incentivare l’immagine dei tre gruppi. E fece un ottimo lavoro!

    James Harf, direttore di Ruder&Finn Global Public Affairs, in un’intervista [...] affermava: “Abbiamo potuto far coincidere nell’opinione pubblica serbi e nazisti [...] Noi siamo dei professionisti. abbiamo un lavoro da fare e lo facciamo. Non siamo pagati per fare la morale”» (Toschi Marazzani Visconti 1999, p. 31).

    Veniamo ora alla seconda guerra del Golfo: nei primi giorni del febbraio 2003 il segretario di Stato USA, Colin Powell, mostrava alla platea del Consiglio di Sicurezza dell’ONU le immagini dei laboratori mobili per la produzione di armi chimiche e biologiche, di cui l’Irak sarebbe stato in possesso. Qualche tempo dopo il primo ministro inglese, Tony Blair, rincarava la dose: non solo Saddam aveva quelle armi, ma aveva già elaborato piani per usarle ed era in grado di attivarle «in 45 minuti». E di nuovo lo spettacolo, più ancora che preludio alla guerra, costituiva il primo atto di guerra, mettendo in guardia contro un nemico di cui il genere umano doveva assolutamente sbarazzarsi. Ma l’arsenale delle armi della menzogna messe in atto o ponte per l’uso andava ben oltre. Al fine di «screditare il leader iracheno agli occhi del suo stesso popolo» la Cia si proponeva di «diffondere a Bagdad un filmato in cui veniva rivelato che Saddam era gay. Il video avrebbe dovuto mostrare il dittatore iracheno mentre faceva sesso con un ragazzo. “Doveva sembrare ripreso da una telecamera nascosta, come se si trattasse di una registrazione clandestina». A essere studiata era anche «l’ipotesi di interrompere le trasmissioni della televisione irachena con una finta edizione straordinaria del telegiornale contenente l’annuncio che Saddam aveva dato le dimissioni e che tutto il potere era stato preso dal suo temuto e odiato figlio Uday» (Franceschini 2010).

    Se il Male dev’essere mostrato e bollato in tutto il suo orrore, il Bene deve risultare in tutto il suo fulgore. Nel dicembre 1992, i marines statunitensi sbarcavano sulla spiaggia di Mogadiscio. Per l’esattezza vi sbarcavano due volte, e la ripetizione dell’operazione non era dovuta a impreviste difficoltà militari o logistiche. Occorreva dimostrare al mondo che, prima ancora di essere un corpo militare di élite, i marines erano un’organizzazione benefica e caritatevole che riportava la speranza e il sorriso al popolo somalo devastato dalla miseria e dalla fame. La ripetizione dello sbarco-spettacolo doveva emendarlo dei suoi dettagli errati o difettosi. Un giornalista e testimone spiegava:
    «Tutto quello che sta accadendo in Somalia e che avverrà nelle prossime settimane è uno show militar-diplomatico […] Una nuova epoca nella storia della politica e della guerra è cominciata davvero, nella bizzarra notte di Mogadiscio […] L’ “Operazione Speranza” è stata la prima operazione militare non soltanto ripresa in diretta dalle telecamere, ma pensata, costruita e organizzata come uno show televisivo» (Zucconi 1992).

    Mogadiscio era il pendant di Timisoara. A pochi anni di distanza dalla rappresentazione del Male (il comunismo che finalmente crollava) faceva seguito la rappresentazione del Bene (l’Impero americano che emergeva dal trionfo conseguito nella guerra fredda). Sono ormai chiari gli elementi costitutivi della guerra-spettacolo e del suo successo.

    Riferimenti bibliografici

    Giorgio Agamben 1995
    Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita, Einaudi, Torino

    Giorgio Agamben 1996
    Mezzi senza fine. Note sulla politica, Bollati Boringhieri, Torino

    Dan Bilefsky 2009
    «A rumor that set off the Velvet Revolution», in International Herald Tribune del 18 novembre, pp. 1 e 4

    Jean-Luc Domenach, Philippe Richer 1995 La Chine, Seuil, Paris

    François Fejtö 1994 (em colaboração con Ewa Kulesza-Mietkowski) La fin des démocraties populaires (1992), tr. it., di Marisa Aboaf, La fine delle democrazie popolari. L’Europa orientale dopo la rivoluzione del 1989, Mondadori, Milano

    Enrico Franceschini 2010
    «La Cia girò un video gay per far cadere Saddam», La Repubblica, 28 maggio, p. 23

    John R. Macarthur 1992
    Second Front. Censorship and Propaganda in the Gulf War, Hill and Wang, New York

    Roberto Morozzo Della Rocca 1999
    «La via verso la guerra», in Supplemento al n. 1 (Quaderni Speciali) di Limes. Rivista Italiana di Geopolitica, pp. 11-26

    Fréderic Saillot 2010
    Racak. De l’utilité des massacres, tome II, L’Hermattan, Paris

    Jean Toschi Marazzani Visconti 1999
    «Milosevic visto da vicino», Supplemento al n. 1 (Quaderni Speciali) di Limes. Rivista Italiana di Geopolitica, pp. 27- 34

    Franco Venturini 2013
    «Le vittime e il potere atroce delle immagini», in Corriere della Sera del 22 agosto, pp. 1 e 11

    Vittorio Zucconi 1992
    «Quello sbarco da farsa sotto i riflettori TV», in La Repubblica del 10 dicembre

    Domenico LosurdoDomenico Losurdo Professore di storia della filosofia dell’università di Urbino (Italia). Dirige dal 1988 la Internationale Gesellschaft Hegel-Marx für Dialektisches Denken, ed è membro fondatore dell’Associazione Marx XXIesimo secolo. Ultimo libro pubblicato: La non-violenza, Una storia fuori dal mito (Laterza, 2010).

  6. Transumanesimo e Metacomunicazione

    2 giugno 2011

    di LVB

    Traduzione di Anticorpi.info
    Il video dei Black Eyed Peas: Imma Be – Rocking That Body è un capolavoro di computer grafica e musica digitale. Ma allo stesso tempo rappresenta uno degli esempi più eclatanti di guerra psicologica che abbia mai visto nei mass media.
    Questo articolo tratterà i seguenti argomenti:
    1) Che cos’è il transumanesimo.
    2) Il massiccio utilizzo di tecniche di guerra psicologica riscontrabile nel già citato video ed in tutte le forme espressive adoperate dai mass media.
    3) Una analisi per dimostrare come il simbolismo e la persuasione occulta transumanistica siano integrati in questo videoclip per promuovere la agenda di un pericoloso movimento noto come ‘transumanesimo.’
    L’Agenda dei transumanisti
    Il Transumanesimo è un movimento che afferma di sostenere l’uso di qualsiasi forma di tecnologia al fine di migliorare l’essere umano. E’ qualcosa di molto più rilevante di un innocuo gruppetto di nerd tecnofili che fantasticano di sci-fi e super robot.
    Si tratta di un grande movimento estremamente ben organizzato e finanziato, motivato dallo obiettivo di sostituire ogni elemento che fa di noi degli esseri umani (compresa la nostra stessa biologia, la individualità della nostra mente e gli scopi della nostra vita) e tutti gli attuali credo religiosi e spirituali con una nuova religione, la quale in realtà non è affatto nuova.
    Vediamo come tutto ebbe inizio.
    I Creatori del transumanesimo e della eugenetica
    Il termine ‘transumanesimo’ fu coniato nel 1957 dal biologo Julian Huxley, che lo definì ‘l’uomo che restando uomo trascende se stesso, realizzando nuove potenzialità di e per la sua natura umana.’
    Julian Huxley era il fratello di Aldous Huxley, autore del famoso libro Brave New World (v. post correlati) in cui era descritta una visione del futuro che la maggior parte delle persone oggi identifica con il nome di ‘Nuovo Ordine Mondiale’ (tema trattato anche da 1984, di George Orwell – v. post correlati). Un deprimente futuro in cui un governo mondiale utilizza tecnologia, guerra psicologica (persuasione occulta) e forza bruta per controllare tutto e tutti.
    I fondatori del transumanesimo erano individui molto istruiti e facoltosi, per lo più di discendenza britannica ed europea. Questi personaggi appartenevano a ciò che chiameremmo la elite, la classe dirigente della società, e la loro filosofia era elitaristica, se non addirittura totalitaristica e fascista.
    La eugenetica
    Sulla destra, un poster propagandistico nazista che si proponeva di polarizzare il consenso pubblico sul suo programma di eugenetica. Il manifesto dichiara che il malato di mente ritratto nella foto costa troppi fondi ai cittadini tedeschi, per cui dovrebbe essere messo a morte per il suo stesso bene e quello della collettività.
    Tra i principi del transumanesimo classico un posto di rilievo spettava alla eugenetica, o ‘igiene razziale’, concetto ancora pregnante nella versione moderna, patinata, high-tech di ciò che gli adepti definiscono transumanesimo, Human +, o H +.
    La eugenetica è lo studio e la pratica dello allevamento selettivo applicato agli esseri umani, al fine di migliorare la specie. In un senso storico e più ampio, la eugenetica può essere anche definita la disciplina dedita al ‘miglioramento della qualità della genetica umana.’ I sostenitori della eugenetica si adoperano per contrastare ciò che definiscono la ‘dinamica disgenica‘ allo interno del pool genetico umano. In particolare per quanto concerne la perpetuazione delle malattie congenite e lo impatto sociale della ereditarietà del quoziente intellettivo.
    La eugenetica era molto popolare nei primi decenni del 20° secolo, ma in buona parte cadde in disgrazia dopo essere stata associata alla Germania nazista. Tuttavia, gli sviluppi nelle tecnologie di genetica, genomica e riproduzione – alla fine del 20° secolo – hanno sollevato molte domande e preoccupazioni su ciò che costituisce esattamente il significato della eugenetica e dei suoi principi etici e morali, nel 21° secolo.
    Le idee di base e lo obiettivo di ‘migliorare la specie’ e ‘migliorare la qualità genetica umana’ sono ancora oggi ben presenti, sebbene confezionate in un pacchetto più sottile e glamour, in funzione del quale si cerca di evitare di discutere le implicazioni più imbarazzanti, ad esempio la ‘necessità’ di tenere lontane dallo ‘allevamento’ le razze indesiderate.
    La versione moderna del transumanesimo dichiara di supportare esclusivamente la ‘eugenetica volontaria’, il che suona più benevolo della sterilizzazione obbligatoria e della eutanasia delle persone indesiderabili, non è vero? Ma chi ha buon senso si renderà conto che tale pulizia etnica del pool genetico semplicemente non potrebbe mai attuarsi limitandosi alle libere scelte dei singoli individui.
    Dobbiamo cercare di capire che le idee ‘eugenetiche’ non saranno più facoltative, se e quando gli individui che le supportano ottenessero il potere politico e finanziario. In realtà, costoro già dispongono di una notevole ricchezza e potere, e stanno lavorando molto alacremente per imporre la agenda transumanistica sul nostro mondo, che ci piaccia o no.
    Principi e concetti del transumanesimo
    I transumanisti sono convinti di lavorare per una nuova e migliore umanità, in cui si getti tutto il passato nel bidone della spazzatura della storia, e si accolga una nuova ‘età dell’oro’ fatta di superuomini. Il loro obiettivo è quello di creare una specie del tutto nuova, che trascenda la nostra essenza umana, sfruttando tecnologie radicalmente avanzate per perseguire tale obiettivo.
    Esaminiamo alcuni concetti e obiettivi del transumanesimo.
    La mentalità da alveare
    Uno dei concetti principali della agenda transumanistica è la mentalità da alveare, una coscienza collettiva in cui sia soffocata ogni individualità.
    Uno dei primi esponenti di spicco del transumanesimo – con Julian Huxley – fu Sir Charles Galton Darwin, nipote di Charles Darwin, ideatore della teoria evoluzionistica.
    Ecco una citazione di Charles Galton Darwin relativa alla mentalità da alveare: “Si potrebbe approntare un farmaco che – senza ulteriori effetti nocivi – rimuova la urgenza del desiderio sessuale, riproducendo nella umanità lo status delle api lavoratrici in un alveare.”
    Come già detto, i fondatori del transumanesimo avevano opinioni elitaristiche riguardo ciò che l’umanità sarebbe dovuta diventare. Questo concetto di ‘uomo ape’ è divenuto nel corso dei secoli un ideale sociale per ogni classe dirigente. La razza schiava definitiva, scientificamente progettata per conformarsi, obbedire e servire le esigenze delle élite; api operaie che non fanno domande e non protestano.
    I transumanisti previdero che la concretizzazione della mentalità da alveare sarebbe stata a portata di mano non appena fosse stato possibile interconnettere mediante la tecnologia tutte le menti individuali del pianeta, così che avesse potuto ricrearsi la medesima esistenza simbiotica delle api, attraverso una super-intelligenza collettiva. Mai più alcuna esigenza individuale. I transumanisti si riferiscono a tale super-intelligenza collettiva come alla ‘singolarità.’
    Cervelli upgradabili
    ‘Murg’ è l’acronimo con cui i transumanisti fanno riferimento al Mind Uploading Research Group.
    La singolarità si verificherà – sono convinti – quando esisterà una tecnologia che consentirà ai singoli individui di connettere le loro menti a un dispositivo di memoria artificiale, una sorta di hard disk globale con cui la intelligenza combinata di tutti i pensieri umani possa dare vita a una nuova forma di super-intelligenza denominata singolarità, o mentalità da alveare.
    Il culto del transumanesimo
    “Anziché adorare mitemente e ciecamente una divinità immaginaria dovremmo cercare di diventare noi stessi simili ad un dio.

    Il corpo è debole, ma la mente può essere immortale. La gente può morire, ma può essere conservata e fatta risorgere.
    Questo mondo può in molti casi assomigliare ad un inferno, tuttavia noi siamo in grado di creare il paradiso in terra.
    L’universo può essere un luogo di caos ed entropia, ma possiamo riempirlo con ordine e intelligenza. Attraverso la ragione ed il potere della tecnologia siamo in grado di piegare la realtà alla nostra volontà, rendendo possibile l’impossibile.”
    C. G. Darwin

    La idea di divenire dèi e raggiungere la vita eterna attraverso la tecnologia incarna certamente un estremo livello di vanità. Non solo la semplice vanità di indossare bei vestiti ed imbellettarsi in ogni modo, ma perfino la ambizione di essere dei. Pertanto, anche il rifiuto e la completa sostituzione di Dio. Questa è la dottrina di Lucifero.
    Morale pragmatica
    Ciò che i transumanisti definiscono morale pragmatica è semplicemente una versione riciclata di uno degli inganni più antichi del mondo, cioè che bene e male non esistano.
    “Etica e morale dovrebbero essere strumentali, o per lo meno non ostacolare la auto-realizzazione. Essi dovrebbero costituire le linee guida per avere successo nella vita, non strumenti di repressione insensata. Esattamente come la carne, anche la moralità tradizionale è qualcosa da superare. Non vi è alcun ‘bene’ e ‘male’; solo efficienza e inefficienza, intelligenza e stupidità, vincitori e vinti. Esiste solo l’interesse razionale, e chi è troppo timorato e ignorante per perseguirlo. Tale constatazione semplice ma profonda dovrebbe costituire il fondamento di un nuovo mondo potenziato, ed è un passo fondamentale verso la realizzazione della illuminazione e della trascendenza.”
    C. G. Darwin
    Il santo patrono del transumanesimo
    ‘Lucifero’ è il termine latino originariamente usato dai romani per indicare il pianeta Venere, la stella del mattino.
    Secondo il filosofo estropico (estropia = livello di capacità di migliorarsi di un sistema – n.d.t.) Max More, Lucifero è la incarnazione della ragione, della intelligenza, del pensiero critico.
    Egli si pone in contrasto al dogmatismo di Dio e a tutti gli altri dogmatismi, supportando la esplorazione di nuove idee e nuove prospettive nella ricerca della verità. Egli è anche l’archetipo del ribelle e dello avversario.

    La parola ‘Satana’ proviene dallo ebraico ‘Sathane’, che significa avversario. In origine [vedi il libro di Giobbe] Satana era l’avversario non di Dio, ma del genere umano. Cioè l’angelo incaricato da Dio di dimostrare che la umanità fosse una creazione indegna.
    Nel contesto transumanistico Lucifero rappresenta l’ambizione, la ribellione, la illuminazione razionale, e il lato oscuro del transumanesimo.

    Vendere il transumanesimo alle masse mediante la ‘guerra psicologica’
    Cos’è esattamente la ‘guerra psicologica’?
    La ‘psychological warfare’ (PSYWAR – v. post correlati) è definita dalla Difesa statunitense come:
    “… l’uso pianificato della propaganda e di altre azioni psicologiche con lo lo scopo di influenzare opinioni, emozioni, atteggiamenti e comportamenti di gruppi … in modo tale da sostenere gli obiettivi …”
    Molte tecniche possono essere usate da qualsiasi gruppo di interesse, per incidere sui sistemi di valori del gruppo di destinazione, i sistemi di credenze, le emozioni, le motivazioni, i ragionamenti.”
    Tutto ciò viene spesso definito come il “vincere i cuori e le menti”, o – per analogia – “catturando le loro menti ed i loro cuori, le loro anime seguiranno.”
    La metacomunicazione
    La metacomunicazione è un normale processo di comunicazione umana, semplice come dire ‘ti amo’, mentre si sta sorridendo. In questo caso si tratta di comunicazione su due livelli. Se a ciò aggiungo anche un abbraccio, la stessa comunicazione si estrinseca su tre livelli.
    Tutte le comunicazioni sono costituite per lo meno da due livelli. In primo luogo vi è il ‘livello contenutistico’ che è rappresentato da ciò che viene detto letteralmente. In secondo luogo vi è il livello che Gregory Bateson ha avuto modo di definire: metacomunicazione, ossia i messaggi di fondo ed i toni della comunicazione, ad esempio una espressione facciale.

    Essa risiede nel tono della voce, o nel modo in cui qualcosa viene detto. Quindi, abbiamo ciò che viene detto e il modo in cui viene detto.
    Il tono è in realtà la parte ‘comando’ della comunicazione, in quanto istruisce il ricevitore (o vittima) della comunicazione ad interpretare il messaggio in un determinato modo.

    La teoria della metacomunicazione di Bateson può aiutarci a rivelare il funzionamento delle interazioni retrostanti il messaggio esplicito.
    Qualsiasi comunicazione – sostiene Bateson – contiene una relazione [il messaggio esplicito] ed un comando [tono]. Mentre la relazione fornisce informazioni su uno stato di cose, il comando istruisce il ricevitore ad adottare un atteggiamento particolare verso la relazione, rispondendo ad essa in un certo modo. L’elemento di comando del messaggio è una metacomunicazione attiva nel contesto del messaggio.
    Metacomunicazione falsata - Segnali contraddittori e ingannevoli
    La metacomunicazione viene falsata dai media quando un messaggio primario presente in uno spot o un videoclip viene espresso non solo per vendere il prodotto, ma anche per influenzare gli atteggiamenti e le credenze dello spettatore.
    Daniel Lerner, ex agente della OSS (precursore della CIA), lo definì il ‘livello oscuro’ della guerra psicologica.
    Coesistono numerosi livelli di comunicazione in film, video, spot e notizie, i quali solitamente non vengono avvertiti a livello conscio, e questo è esattamente ciò che fa il video dei Black Eyed Peas citato all’inizio dell’articolo.
    La espressione ‘metacomunicazione falsata’ fu coniata dallo antropologo Richard Herskowitz, ed indica un espediente che può essere compreso – almeno in parte – prendendo ad esempio le tecniche di un comune truffatore.
    Da una parte esso ti stringe la mano, ti sorride e ti dice cose carine … e dall’altra ti deruba. E’ una strategia studiata appositamente per distrarre l’attenzione del truffato dal reale scopo del truffatore, usando un linguaggio amichevole e affascinante. Dice qualcosa che sia in grado di distrarre e tranquillizzare la vittima con l’inganno, al fine di fare un’altra cosa per raggiungere l’obiettivo reale, che è quello di derubare la vittima.
    Per esempio, in qualche rivista di moda ti mostrano una bellissima modella, ma di lato ti concedono di vedere attraverso una sequenza fotografica tutti i passaggi di trucco e manipolazione computerizzata, che le hanno consentito di apparire così attraente nella foto finale.
    A questo punto credi di avere compreso la illusione, e ciò ti fa sentire intelligente ed orgoglioso di avere avuto accesso a informazioni da ‘insider’, sensazione che ti induce a premiare il tuo ego.
    Questo processo sortisce il tipico effetto di indurre la gente a rilassarsi e abbassare la guardia, cosa che la rende maggiormente ricettiva rispetto al reale messaggio – finalizzato ad esempio a vendere qualche schifezza di cui probabilmente non si ha alcuna necessità, oppure delle idee con cui di norma non si concorderebbe. Tutto ciò ci conduce a considerare un altro strumento di manipolazione e controllo nella comunicazione, noto come ‘doppio legame.’
    Il doppio legame
    Il doppio legame è dato dal dilemma che viene a crearsi nella psicologia di un individuo (o gruppo) esposto a due o più messaggi contraddittori, in cui l’uno nega l’altro. Tutto ciò produce una situazione per cui la risposta efficace ad uno dei due messaggi vada a contraddire il secondo messaggio, in modo tale che qualsiasi risposta la persona fornirà, sarà comunque parzialmente sbagliata. In questo modo la persona non può affrontare il dilemma intrinseco, quindi non può commentare il conflitto, né risolverlo, né accantonarlo.
    La metacomunicazione falsata agisce proprio in questo modo.
    Basta capire che si tratta di comunicazione a più livelli, una miscela di informazioni veritiere ed informazioni false diramate al fine di distrarre dal vero messaggio o scopo, e anche al fine di poter negare – al bisogno – quale sia il reale obiettivo del messaggio. Sembra una roba davvero schizofrenica, vero? Ebbene, lo sembra perché lo è. Leggiamo Richard Herskowitz:
    “Tale sistema schizofrenico (doppi vincoli e metacomunicazione falsata utilizzati nella comunicazione di massa), mette quindi a nudo le sue finalità di sfruttamento delle sue vittime attraverso la partecipazione alla loro stessa oppressione. Il modo in cui viene incoraggiato lo spettatore a partecipare allo inganno dei mass media consiste in una (falsa) democratizzazione del rapporto di sfruttamento.”
    La doppiezza del videoclip di Imma Be
    Secondo il dizionario, la doppiezza è una “ambivalenza contraddittoria di pensiero, parola o azione, ed in particolare: l’occultamento delle proprie autentiche intenzioni attraverso parole o azioni ingannevoli.”
    Per cui, si dice una cosa e contemporaneamente se ne fa un’altra, intenzionalmente, con lo intento di ingannare. Così, tenendo bene a mente la definizione di doppiezza, diamo un’occhiata ai messaggi presenti a diversi livelli di comunicazione nel video dei Black Eyed Peas.
    Un primo livello comunica allo spettatore (vittima) un finto messaggio amichevole e conciliante, allo scopo di tranquillizzarlo. Nel video esaminato, il messaggio finto e ingannevole concerne il fatto che sia sbagliato sostituire le persone con le macchine e che, quindi, ‘noi non siamo robot.’ Tale concetto iniziale comunica allo spettatore un messaggio amichevole, conciliante, tranquillizzante. Come un truffatore che disarmi la propria vittima con un atteggiamento ruffiano.
    Tuttavia a quel punto ecco Will.I.Am (rapper, fondatore e produttore dei Black Eyed Peas – n.d.t.) che afferma quanto meravigliosamente la sintesi vocale (tecnologia) stia sostituendo gli esseri umani nelle performance canore. Ecco il messaggio contraddittorio usato per dissimulare le reali intenzioni = doppiezza.
    Un secondo livello comporta una ulteriore rassicurazione,cioè che la vicenda narrata nel video sia solo una fiction. Tutto ciò mediante una ‘cornice’ narrativa che racchiude la storia del video – e che dimostra come gli eventi descritti raffigurino solo un sogno nella vita ‘reale’ dei Black Eyed Peas.
    Questo metodo è stato progettato per fornire alla vittima un livello aggiuntivo di comfort (ricordate il primo strato) ed una spinta a ricompensare il proprio ego, attraverso la illusione di ‘partecipare’ al gioco. Anche tale espediente serve a fare abbassare ancora di più le difese intellettuali dello spettatore.
    Tuttavia lo strato più importante della comunicazione in questo video è rappresentato dalla storia stessa, la quale viene definita (falsamente) “… solo un sogno o una fantasia”, il che dovrebbe implicare che essa non costituisca il reale messaggio della comunicazione. Ma in realtà è vero il contrario.
    Questa sequenza onirica mostra molto chiaramente quale sia il vero messaggio di questa storia. Ecco cosa ci descrive:
    Gli esseri umani sono rappresentati come ‘rotti’, inceppati, indifesi, deboli e del tutto inferiori rispetto alle macchine. Al contrario, le macchine sono rappresentate come benevole ed impegnate ad aiutare gli umani a diventare esseri migliori … mediante la forza, cioè l’uso di armi soniche che sparando curano la condizione ‘inceppata’ degli esseri umani. Ecco un ottimo esempio di dissonanza cognitiva, ulteriore potente mezzo di guerra psicologica nei mass media.
    Cognizione è il termine scientifico che definisce il processo del pensiero.
    La dissonanza è uno stato di disaccordo o conflitto tra due o più elementi – cose che non stanno bene insieme. Nella musica, la dissonanza è espressa come ‘una mescolanza di note contrastanti o non risolte mediante un intervallo musicale o un accordo.’ La dissonanza suona bizzarra e inquietante per l’orecchio. Rileva che le note non suonano bene insieme.
    “La dissonanza cognitiva è una sensazione di disagio causato dalla coesistenza di due idee contraddittorie. La teoria della dissonanza cognitiva prevede che poste di fronte ad una contraddizione le persone attivino una spinta motivazionale per ridurre la dissonanza, modificando i loro atteggiamenti, credenze e comportamenti al fine di giustificare e razionalizzare la situazione. Nel 1957, Leon Festinger pubblicò la sua teoria della dissonanza cognitiva, che ha rivoluzionato il modo con cui gli psicologi osservano il processo decisionale e comportamentale. Si tratta di una delle teorie più influenti e ampiamente studiate in psicologia sociale.
    “La dissonanza può essere vissuta con senso di colpa, rabbia, frustrazione.”
    L’aspetto importante della dissonanza cognitiva nei mass media è che quando una persona viene posta di fronte ad idee contraddittorie, nella sua psiche viene a crearsi un conflitto che solitamente nemmeno viene registrato a livello cosciente. Tuttavia viene interiorizzato e trasformato dal subconscio, il pilota automatico della psiche, allo stesso modo in cui il sistema nervoso autonomo controlla il respiro, il battito cardiaco, il battito delle ciglia, senza che si debba mai pensarlo coscientemente.
    Sovraesposizione e Desensibilizzazione
    La prima volta che si guarda il film, “Saw – L’Enigmista”, ci si potrebbe sentire colpiti dalle truci scene di omicidi e torture. Ma se si guarda lo stesso film un altro centinaio di volte, dopo un pò le stesse scene colpiscono molto di meno.
    Quando durante un lungo periodo di tempo siamo esposti ad immagini di violenza, pornografia o idee che le combinino (dissonanza cognitiva) finisce che gradualmente diventiamo insensibili a tali concetti, e ciò ci induce a smettere di reagire alla loro vista con forza e decisione.
    Questo processo può essere paragonato alle scottature dolorose che la gente si procura restando esposta al sole troppo a lungo – sovraesposizione – durante la prima giornata in spiaggia. Tuttavia, dopo essere stati esposti ai raggi solari per tutta l’estate, la pelle diventa insensibile o comunque condizionata ad accogliere la radiazione UV, assorbendone dosi minori, in modo coerente, e per un periodo di tempo più lungo. Pertanto, la reazione forte (scottatura) sperimentata la prima volta smette di verificarsi.
    Allo stesso modo, piccole reazioni allergiche possono aiutare le persone ad evitare reazioni allergiche gravi, dunque la medicina desensibilizza i loro organismi somministrando loro piccole dosi di allergene, per un periodo di tempo più lungo.
    Nel caso della desensibilizzazione delle nostre menti attraverso i mezzi di comunicazione di massa, invece, non vi è nulla di buono o utile circa il modo in cui vengono sistematicamente e gradualmente indotte ad accettare una serie di idee distruttive e pericolose. Le idee transumanistiche costituiscono un esempio di questo sistema, in quanto ci presentano esseri umani sempre più simili a robot e robot sempre più simili ad esseri umani.
    La Fine del Principio
    Per cui – tornando al video dei Black Eyed Peas – il messaggio che passa è che gli attuali esseri umani non siano abbastanza evoluti per essere coinvolti nelle idee transumanistiche, e che abbiano bisogno di essere modificati attraverso dispositivi tecnologici e riprogrammati con idee radicalmente nuove, al fine di diventare ‘migliori’, anche se tale processo dovrà esser loro imposto contro la loro stessa volontà.
    Peccato che tali idee siano pericolosamente malsane e perseguano la completa disumanizzazione della nostra specie, oltre ad essere una visione molto disturbante del futuro della umanità.
    Mi auguro che questa introduzione alle tecniche di guerra psicologica possa aiutare a capire meglio i metodi ingannevoli utilizzati dai mezzi di comunicazione di massa per convincerci a modificare i nostri atteggiamenti, e che possa rendere più agevole scorgere il vero scopo e significato di molte pubblicità, film e video che avremo modo di vedere in futuro.
    Se stai ancora leggendo, sei un vero combattente, e ti rendo onore!
    Così, a questo punto abbiamo descritto cosa sia il transumanesimo, la guerra psicologica e le tecniche che vengono usate nei media: meta-comunicazione, doppi vincoli, doppiezza, dissonanza cognitiva, sovraesposizione e desensibilizzazione – ed in che modo siano utilizzati come mezzo di persuasione occulta nei mass media. La parte difficile è finita.
    Analisi del videoclip Imma Be / Rocking That Body
    Il video inizia con tutti i membri dei Black Eyed Peas seduti in un ufficio ed intenti a discutere e lavorare su nuove idee. Il leader della band, Will.I.Am, è seduto di fronte il computer e sta guardando immagini di robot. È anche possibile scorgere sul tavolo il cono del cannone sonico, che anticipa gli eventi che si verificheranno nella parte “fantasy” della storia – e ci mostra come questo strano oggetto ‘fantastico’ esista invece anche nella vita ‘reale.’ Dal momento che successivamente tale oggetto si troverà nel sogno di Fergie, questo espediente delinea una falsa metacomunicazione adoperata per negare che il messaggio contenuto nel segmento onirico della storia sia solo irreale e irrealizzabile.
    Will.I.Am annuncia agli altri di voler mostrar loro qualcosa di nuovo, e tira fuori una di quelle valigette high-tech in alluminio sul genere CIA. In essa – afferma – è contenuto un dispositivo di intelligenza artificiale (AI) che una volta campionata la voce riesce a cantare, rappare, parlare al posto tuo sulla base del testo digitato. Will.I.Am aggiunge che si tratta del futuro, di ciò che saranno i Peas nel 3.008 … pensiero molto ottimistico per qualcuno che abbia in programma di vivere così a lungo senza un qualche tipo di tecnologia radicale che gli consenta di restare vita per oltre mille anni. Arriveremo a questa parte in seguito.
    La scena della ‘vita reale’ prosegue con un altro membro che chiede a Will se tutto ciò implicherà che egli smetterà di rappare personalmente in studio, e Will risponde di si; non rapperà più perché la macchina lo farà al posto suo, il che se ci si pensa è molto fico.
    Poi Fergie esce fuori dai gangheri e pianta una storia. “Noi non siamo robot!” – urla – e abbandona l’ufficio fuori di sé. Salta sulla sua gigantesca moto e si lancia a folle velocità lungo la strada. Tuttavia non arriva molto lontano, dal momento che ‘tradita’ dalla sua emozione (rabbia) taglia la strada ad un grosso furgone.
    Morte e risurrezione di Fergie
    Povera Fergie. Sembra che sia diventata la più simpatica vittima della strada di tutti i tempi. Ma aspetta un momento … non è più in città, dove è avvenuto lo schianto. Ora si trova nel bel mezzo del nulla, nel deserto. E questa immagine è particolarmente simbolica. La moto super-tecnologica è ben salda in piedi (e non a terra come avrebbe dovuto essere dopo un incidente), e da una posizione dominante getta la sua ombra minacciosa fino all’essere umano che giace esanime al suolo. La macchina ha ucciso l’uomo. Capito?
    Significato transumanistico del titolo della canzone
    In termini transumanistici, ho idea che la espressione ‘Rocking That Body’ significhi modificare e migliorare il corpo umano. Migliorare la insufficiente macchina di carne umana attraverso la tecnologia avanzata, come si vede nel video.
    Imma Bee – Letteralmente
    Molto interessante è la espressione ‘Imma Be’ la quale per assonanza si avvicina parecchio ad I’m A Bee (Sono un’Ape – n.d.t.)
    E’ anche vero che la espressione ‘Imma Be’ sia utilizzata gergalmente per dire ‘I’m gonna be’ (Sto diventando; sto per essere – n.d.t.).
    Ma risulta piuttosto chiaro che in questo caso sia utilizzata per creare il significato letterale: ‘I’m a Bee.’
    Il modo in cui questa canzone ripete molte volte la frase ‘Sono un’ape’ è significativo. Inizialmente mi ero riproposto di contarle, ma poi ho pensato che fosse troppo un lavoro da ape. Di sicuro la espressione “I’m a Bee” viene ripetuta un sacco di volte, probabilmente un centinaio in circa quattro minuti. Così, sembra abbastanza chiaro che fosse un importante concetto che volevano trasmettere.
    Ad ogni modo, ecco Fergie che sembra essersi ripresa, grazie al cielo, ed inizia a cantare.
    Il titolo dell’album, “The END”, è interessante, non solo per la ovvia idea di ‘fine (del mondo)’, ma anche perché è lo acronimo di “Energy Never Dies”. Evidente riferimento al principio della reincarnazione.
    Alcuni transumanisti al momento della morte usano la criogenia per fare congelare i loro corpi o le loro teste, sicuri che la tecnologia futura potrà risuscitarli.
    A ciò corrisponderebbero – secondo il loro ordine di idee – i concetti di reincarnazione ed energia immortale.
    Vicino al locale vi è un grande cimitero di automobili. Teniamo a mente tale particolare.
    Ballando nel Cimitero
    Ecco un mezzo uomo, privo delle gambe! Tutto ciò simboleggia la disumanizzazione e la mutilazione, puro e semplice. Un robot umano.
    Adesso i suoi ‘pezzi’ sono nuovamente assemblati. Notare tutte le vecchie componenti di hardware obsoleto sparse nel cimitero delle macchine.
    Gli allegri robot ballano come esseri umani in mezzo ai rottami delle vecchie macchine.
    I robot agiscono come esseri umani, e gli esseri umani come robot: dissonanza cognitiva.
    Il miglioramento della umanità: un robot alla volta

    I Black Eyed Peas giungono poi in città, e sono diventati dei robot illuminati e migliori, più intelligenti, più veloci. Giungono dal cielo in un flash accecante di luce bianca, come stelle del mattino.

    I fratelli Erkel sono esseri umani inceppati, malfunzionanti. Sono imperfetti, ed è necessario ‘aggiustarli.’
    Will.I.Am è pronto a ‘rockare’ i corpi umani con la sua enorme pistola sonica. Tutti gli umani di questo video sono come macchine inceppate e rotte che devono essere ‘aggiustate.’
    I concetti di stato di polizia e Nuovo Ordine Mondiale sono molto importanti in questo video. La sostituzione di coni spara-suoni ai normali fucili è molto rassicurante da guardare. Implica una combinazione del nostro senso dell’udito alle figure autoritarie (militari e polizia). Suona un pò come: “ora ascolta questa!” Tono, autorità, pistole, obbedire.
    Tuttavia i cannoni sonici sono cose benevole nel video (dissonanza cognitiva) perché ‘aggiustano’ gli esseri umani inceppati – con la forza, naturalmente. Gli umani non hanno alcuna scelta al riguardo.
    Ovviamente, la scena in alto è in primo luogo una pubblicità. Tuttavia vi invito a notare quanto perfettamente la scelta del marchio si collochi nell’universo transumanistico. Voglio dire, non sono Bud Light o Beck’s … sono Tuborg! (to borg – borg è il diminutivo di cyborg, cioè cybernetic organism – n.d.t.).

    Tutti gli esseri umani presenti nel video (che sono inceppati e non possono andare avanti senza lo intervento del transumanesimo) amano il ‘dono’ ricevuto dai borg illuminati Black Eyed Peas. A quanto pare in questo modo si è inteso mostrare quanto inutile sia opporre resistenza al futuro. Come Will dice all’inizio del video, ‘Non si può essere progressisti ed avere paura del futuro.’

    I borg Black Eyed Peas sanno cosa sia meglio per te, basta guardare le loro amorevoli, felici pistole! Hai bisogno di essere fucilato per il tuo bene, anche nella eventualità che la prospettiva non ti entusiasmi.
    Poi il borg nero e cattivo, il borg bianco e buono, i borg Black Eyed Peas ed i nuovi e migliorati esseri umani si mettono tutti a ballare felicemente. Avranno il futuro che meritano.

    Anche in questa scena i robot giganti ballano come esseri umani e gli esseri umani ballano come robot. Dissonanza cognitiva che lascia una impronta profonda nella mente dello spettatore, a causa dei concetti contrastanti mostrati.
    Questi tipi di contrasti sono utilizzati costantemente dai mass media, proprio per questo motivo. Costringono lo spettatore a conciliare a livello inconscio le immagini di conflitto, razionalizzandole.
    Alla fine il borg nero e cattivo soccombe. La storia in sé non mostra esplicitamente come mai sia morto così all’improvviso, sebbene la scena rappresenti – ovviamente – la precedente tecnologia inferiore (l’uomo) che muore poiché incapace di reggere il passo del futuro, soppiantata da una nuova tecnologia illuminata.
    Il borg bianco e buono, i Black Eyed Peas e gli esseri umani rinnovati sono sopravvissuti perché hanno abbracciato il futuro di questa nuova “età dell’oro” del transumanesimo.
    Tutto ciò non è che un tipico lieto fine forzato in stile Hollyweird, per fornire agli spettatori una illusoria sensazione di sollievo dopo l’uragano di dissonanze cognitive che li ha investiti durante la visione del video.

    Il bello è che la maggior parte degli spettatori probabilmente non si è neanche accorta di avere appena assistito ad una rappresentazione della estinzione della loro specie, soppiantata dagli esseri sovrumani della visione transumanistica. Il che la dice lunga su quanto potenti ed efficaci siano in realtà questi strumenti di guerra psicologica.

    Conclusione

    Le idee transumanistiche vengono spesso riproposte, più o meno esplicitamente dai mass media, in particolare da film, spettacoli televisivi e video musicali.

    Il video Imma Be / Rocking That Body mette in scena lo aggiornamento degli esseri umani ad uno stato di semi-robotizzazione.

    La ricorrenza di tali temi non può essere una banale coincidenza; si tratta piuttosto del risultato di un progetto di desensibilizzazione, ri-programmazione e buon marketing vecchio stile. Ed il trend è tutt’altro che sopito. Ecco Rihanna che copula con alcuni robot nella sua esibizione presso Echo 2010.

    Ed ecco la copertina del prossimo album di Christina Aguilera.

    Non so voi, ma Imma Be (voglio essere – n.d.t.) un essere umano.
    Articolo in lingua inglese pubblicato sul sito The Vigilant Citizen

    Link diretto all’articolo:
    http://vigilantcitizen.com/musicbusiness/transhumanism-psychological-warfare-and-b-e-p-s-imma-be/

    Traduzione a cura di Anticorpi.info

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  7. “La creazione del consenso – Come si plasma l’opinione pubblica”

    1. Eliseo says:

      Tra tanta gente e tante forze impegnate a venirci a raccontare menzogne, sarà pur necessario che qualcuno venga a raccontarci la Verità.
      – Non dire la verità perchè ti mettono in croce – diceva mio nonno, uomo molto saggio.
      Ma Gesù Cristo venne tra noi e disse la Verità. Una verità poco accettata dai giudei. Nemmeno di fronte ad Opere straordinarie (come aprire gli occhi di un cieco dalla nascita, per esempio), cambiavano opinione, tranne alcuni.
      Cercavano sempre di giustificare le proprie posizioni errate, anche di fronte all’evidenza dei fatti: i miracoli.Ma io penso che noi, piccolo gregge, possedendo un Tale luminoso esempio, abbiamo anche noi il dovere, scomodo, di gridare la Verità.
      Affettuosi saluti a tutti. Eliseo

    2. aldus says:

      Salve a tutti.
      Non ho visto il filmato, ma ho letto l’ articolo e mi ha spinto a scrivere questo commento lo stato d’ animo che mi pare di cogliere nell’ autore nell’ introdurre l’ articolo stesso, quando parla di certi temi con altre persone che é poi lo stesso che mi prendeva quando provavo a parlarne anchi’ io,
      Dico mi prendeva perché ci ho rinunciato, irritato più che stufo, di “essere preso per matto”
      Quello della creazione del consenso con la manipolazione dell’ informazione, attraverso tecniche di comunicazione sempre più raffinate é, forse, oggi l’ argomento più interessante.
      Ma, secondo me, il vero capolavoro é stato fatto, illudendo le persone di avere un’ opinione; e le persone sono così illuse di scegliere liberamente che non si rendano conto che quell’ opinione é stata creata ed inculcata loro incosciamente ( magari due o tre opinioni in modo che ci siano percentuali diverse di opinione pubblica, siamo in democrazia dopotutto….).
      Facendo anche riferimento all’ articolo “Come fare prigionieri sudditi ( nonostante la democrazia )” di Alberto Medici mi permetto di postare un racconto di Gurdjieff preso da Epiphanius:

      “C’ era una volta un mago ricco e avaro che possedeva molte mandrie di montoni. Non assoldava pastori né recingeva i pascoli. I montoni si sperdevano nei boschi, cadevano nei burroni e soprattutto scappavano all’ avvicinarsi del mago, poiché avevano sentore di quel ch’ egli faceva della loro carne e del loro vello. Cosicché il mago trovò il solo rimedio efficace. Ipnotizzò (in corsivo nel testo) i montoni e suggerì loro per prima cosa che essi erano immortali e che il fatto di scorticarli era eccellente per la loro salute. Poi, suggerì loro che egli era una buona guida, pronta a qualsiasi sacrificio per i suoi cari montoni che non erano più montoni. A questi ultimi suggerì che erano leoni, aquile o perfino maghi. E così il mago visse senza proccupazioni. I montoni rimanevano sempre accanto alle mandrie, e aspettavano con serenità il momento in cui il mago li avrebbe tosati e sgozzati.”

      Saluti a tutti.

      Aldus

      • duxcunctator says:

        Chi è il mago?
        In cosa consiste l’ipnosi?
        Chi sono i montoni, che si illudono di essere immortali?

        E, soprattutto, Aldus: tu, chi dici che sia Gesù?

        Perché è vero che ci sono i “maghi” (o meglio: lupi travestiti da agnelli) che usano il Nome di Gesù per sgozzare i montoni (o meglio: le pecore);
        ma è altrettanto vero che vi è un secondo tipo di lupi travestiti da agnelli, i quali puntano il dito sulle brutture compiute dagli uomini di Chiesa (e non solo dei lupi travestiti da agnelli del primo tipo, ma anche di quelli che si sono fidati troppo di sé stessi e troppo poco di Gesù) per far passare la grande bugia:
        che Gesù sia un risvegliato, come tanti altri (magari un pelo sotto Gurdjeff);
        che Gesù sia un maestro, come tanti altri (magari un pelo sotto Osho);
        che Gesù sia un illuminato, come tanti altri (magari un pelo sotto Buddha);
        che Gesù sia un incarnazione del Cristo, come tanti altri (magari un pelo sotto Krisna).

        Noi, “pecore”, sappiamo che dobbiamo guardarci sia dai lupi del primo tipo che dai lupi del secondo tipo, in questi tempi di latitanza dei pastori.
        E chi sono i veri pastori se non i servi che ottemperano con saggezza e fedeltà al loro compito, datogli dal Buon Pastore, di pascere e proteggere le pecore, mentre crescono in età, sapienza e grazia?
        Coloro che sono disposti a dare la vita per la salvezza delle pecore a loro affidate, sulla sequela dello stesso Buon Pastore?

        • aldus says:

          Mago: chi esercita la magia, chi mostra un’eccezionale abilità in un’arte o in un’attività ( gli spin doctor non sono in un certo qual modo maghi? E gli psichiatri sociali? E i sociologi? L’elenco sarebbe lungo).
          Ipnosi: stato speciale del sistema nervoso, apparentemente simile al sonno, ma provocato artificialmente, durante il quale il soggetto agisce per suggestione dell’ipnotizzatore ( parole ormai abusate come libertà, amore, pace, democrazia, fino ad arrivare a “composizioni” come guerra umanitaria, missioni di pace, non sono forse ipnotizzanti? Se poi vengono rafforzate con le immagini e la musica…); hai sicuramente sentito parlare di inconscio collettivo di junghiana memoria.
          I montoni, data la loro natura, possiamo definirli come i soggetti più restii al comando del padrone?
          Infatti l’ autore parla di mandria di montoni e non di gregge di pecore.
          Chi è Gesù? IL Mistero; Sacro, grande; e io mi sento troppo piccolo di fronte al Suo Mistero per dire NON COSA ma CHI sia Gesù.
          Gesù un pelo sotto Gurdijeff, Osho, Budda, Krisna? La new age la trovo priva di qualunque interesse.
          Riguardo le “pecore” (e per “pecore” intendo l’ umanità occidentale americanizzata che è quella che conosco vivendoci), a me pare, ma forse é una mia impressione ed in quanto tale sbagliata, che in duemila anni, hanno avuto modo di trasformarsi, come nella favola del brutto anattroccolo al contrario, in quei scribi e farisei che mi pare allo stesso Gesù non piacessero molto.
          Saluti.
          Aldus

      • “I montoni si sperdevano nei boschi, cadevano nei burroni e…” quindi l’operato del mago sarebbe buono, in fin dei conti? Uhmmmm…. carina, ma si può fare di meglio. Anzi, non ce n’è bisogno: è già stato tutto scritto…

        • aldus says:

          No! L’ operato del mago non sarebbe buono. Il brano l’ ho ripreso da “Massoneria e sette segrete – La faccia occulta della storia” di Epiphanius, Editore Controcorrente, per dire che proprio nei tempi di cui siamo testimoni é proprio la cosiddetta opinione pubblica (la massa? la moltitudine?) il problema, la migliore alleata, forse inconsapevole, forse distratta, forse indifferente ( vi ricordate Finche c’ è guerra c’ è speranza di Alberto Sordi? ) del sistema di potere. Tanto per sintetizzare, riportando una celebre frase di Goethe: “Nessuno è più schiavo di colui che si CREDE libero senza esserlo”. E allora lasciando perdere montoni e pecore il problema è l’ illusionista o l’ illuso?
          Grazie per il commento.
          Saluti.
          Aldus

    3. Pier says:

      Salve, sono un biotecnologo e avendo studiato in ambito universitario proprio come realizzare un OGM posso riallacciarmi a questo articolo dicendo che se lo strumento (la manipolazione genetica) viene lasciato senza regola alcuna nelle mani di una multinazionale è lecito pensare che sia il profitto il suo primo interesse. Se invece lo strumento lo si regolamentasse e lo si desse ad esempio in mano al CNR otterremmo quasi sicuramente benefici diffusi per tutti senza correre alcun rischio. Una pistola in mano ad un poliziotto od in mano ad un assassino resta sempre una pistola dipende che uso se ne vuole fare…

  8. Arriverà un giorno che per un piatto di lenticchie, tutti i parassiti che non riescono a percepire come va il mondo e rincorrono soldi e successo, dovranno dare in cambio case terreni tempo beni così come nemmeno Mammona ha saputo togliergli attraverso il debito?
    Il debito verso il Signore ha interessi altissimi, se hai sposato per tutta la vita Mammona; e noi andremmo a riscuotere per il Signore per redistribuire a chi non ha avuto.

  9. duxcunctator ha detto:

    Si capisce il motivo per cui google abbia fatto quello che ha fatto.
    Escogitur è, ed è sempre stato: enormemente scomodo.
    Prima ancora che per i “freddi” che odiano consapevolmente e lucidamente Gesù e la Sua Chiesa, lo è -e lo è sempre stato- per i cristiani ed i cattolici “tiepidi” comodamente adagiati in Mammona;
    e per i cristiani ed i cattolici che, in quanto “acceleratori dei tempi” nel modo che Dio ha in abominio: sono probabilmente diventati irrimediabilmente “freddi”.

    Ma la domanda è: perché Dio l’ha permesso, questo terzo oscuramento di Escogitur?

    Solo e soltanto a tua maggior gloria, perché ti sei interamente integralmente messo a sequela di Suo Figlio?

    Oppure, al contrario, perché non sei interamente e integralmente sintonizzato sullo Spirito Santo? E quindi il Padre nostro ti vuole dar modo di mettertici, perché tu possa arrivare a vedere la differenza essenziale che c’è tra Benedetto XVI e Francesco, da te accomunati nella categoria di “falsi pontefici”?
    E magari anche ad arrivare a riconoscere lo stato di vero profeta di Dio a colei alla quale l’hai fino ad oggi negato (seppur non con la stessa esplicitezza e franchezza con la quale bolli come “falsi Papi” tutti coloro che sono venuti dopo Pio XII)?

    Teniamo sempre a mente che “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”.

    Ti saluto e ti abbraccio,
    in Gesù Adveniente e Maria Corredentrice

    • …C’è anche una terza eventualità: che è ora che ci si dedichi tutti ai Borghi Eucaristici invece di rincorrere solo la quotidianità del proprio stato o soffermarsi a disquisire sui forum. Su escogitur abbiamo iniziato anche la recita del Rosario ma ho rievuto in tutta risposta un bel dito medio su skype (da parte di un lettore di escogitur). La chiusura di Google rispetto escogitur non è un caso sia successo proprio quando alcuni partivano all’estero per lavoro, altri dovevano pensare alla loro vita privata, altri amici mi chiudevano ogni tipo di contatto e altri sospendevano la preghiera. Tutto lo stesso giorno.
      Infatti, per quanto mi riguarda, non avrei bisogno di escogitur. E siccome però a quelli che stanno ancora borderline serve sempre un Libro Sacro o un Santone di riferimento per ricevere le giuste garanzie psicologiche ancora prima che spirituali, escogitur, come il Manuale scritto in 40 giorni a Fatima, sono le uniche cose che legittimano tutto il lavoro che cè dietro e la missione da portare avanti come Arcieri di Nostra Signora della Tenda.
      Per cui, a conti fatti, è tutto nella norma che Google ci banni. Perchè per me vuol dire: più Borghi, meno “pippe mentali”, lotta definitiva e allontanamento totale da Mammona. Chi vi resta non ha nessuna giustificazione a suo carico e nemmeno può porre condizioni o supposizioni a chi ha rotto con tutto, compreso con gli affetti personali e famigliari. La lotta è dura e va combattuta in saio e con tutte le armi a disposizione perchè siamo perennemente sotto attacco.
      E quelle sui papi oramai l’ho archiviata come “pippe mentali” perchè nemmeno ci penso più in tempi di Sedevacantismo Apocalittico e Resilienza Cattolica, visto che Bergoglio lavora per il Nuovo Ordine Mondiale, secondo il “politicamente corretto” e non per la “conversione” delle anime tanto più se ancora non cristiane. Convincere invece di “convertire”, la solita solfa.
      Ratzinger sarà la storia, ma prima di tutto Dio, a dire se aveva ragione. Credo che abbiamo altro da fare: magari anche pregare per lui.
      “Liberi da Mammona per liberare”
      Parusìa
      in Gesù Adveniente e Maria CorRedentrice

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